martedì 6 dicembre 2011

Torna la palla grossa: ovvero il gioco in versione macho

A Prato si tonerà a giocare la palla grossa, dal prossimo settembre. Un vecchio gioco pratese, rimesso in vita dopo trent'anni.
Che dire? La cosa mi lascia indifferente.
Tuttavia ho molto da dire sullo spot che è stato fatto - il secondo in pochi giorni dopo quello su "Se vuoi bene alla città vivi il centro", sempre con i nostri soldini.
Esteticamente non è male; è breve, efficace.
Tuttavia sponsorizza una cultura totalmente machista. Una cultura prepotente e assolutista, per nulla giocosa, come invece deve essere lo sport.
La macchina da presa fa leva sul rallentatore mentre le squadre contendenti vengono avanti  minacciose, vestite in costume. Alcuni calcianti però sono a petto nudo, che è debitamente evidenziato dalle luci . Tutto si svolge nel celebrato centro storico della città, non a Iolo,  Figline o a Santi'Ippolito (tanto per citare altri  luoghi significativi ma lasciati a sé stessi della periferia ...).
Alla fine i maschi si ritrovano in Piazza del Comune, sotto la statua del Datini, emblema del danaro fluido del nostro tempo: un calciante stringe il pugno e si prepara, altri muovono la nuca come a riscaldarsi per il gioco, ma si direbbe piuttosto il combattimento. Si intravede un giovane mulatto...L'atmosfera è quella de Il gladiatore e i calcianti sembrano essere tali.

In attesa del signore che si affacci dal balcone si chiudono attorno all'arbitro (si chiama così?).

Se si paragonano queste immagini con quelle degli anni Settanta relative al gioco della palla grossa, si capisce la differenza. Là il gioco, il divertimento; gli uomini non apparivano minacciosi né con i pettorali gonfiati come in queste, dove  l'immagine del maschio è più assolutistica e minacciosa. Qui  la forza e la prestanza fisica hanno la meglio.
Come questi tempi.
Insomma, ancora una volta, per l'ennesima volta e non se n'è può più,  il mondo è a misura di uomo, anzi: di un certo uomo: il macho.
http://www.youtube.com/watch?v=qVJ90xX8V4s&feature=player_embedded

Ecco cosa scriveva, per la gioia delle tradizioni, il  Cruscante Francesco Redi nel '600;
 "In Prato, già Terra, oggi Città, in Toscana, non più che dieci miglia distante di Firenze, si fa il giuoco del calcio, non meno che in Firenze. Ma se nel giuoco di Firenze si usano piccoli palloncini, e si percuotono col pugno armato di solo guanto, in Prato si adoperano di que' pallon grossi, co' quali si suol giuocare il giuco del pallon grosso (giuoco noto in Francia) ed in questo giuoco del calcio de' pratesi, non si dà al pallone col pugno, ma sempre col calcio: anzi rarissime son quelle volte che se gli dà col pugno; perché il pugno nudo, o armato d'un semplice guanto, non avrebbe forza sufficiente a poter battere e spigner lontano quel così grosso pallone". 

2 commenti:

nonsòchecazzom'èpreso ha detto...

le palle grosse ce l'hanno fatte venire.
scusa per la parolaccia

Anonimo ha detto...

Anche a noi.
Macché parolaccia.

SL

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