mercoledì 7 dicembre 2011

Disastro Monti e compagnia

Dunque, gli effetti della manovra economica del governo Monti eccoli qua, subito, conditi con il malgoverno regionale toscano.
A La Baracca, se non cambiano le cose, dato che il Circuito Sipario Aperto non sarà più attivo dal 1 gennaio 2012, il rischio è quello di veder eliminati tutti gli spettacoli delle compagnie esterne.

Il governo regionale darà sostegno alle compagnie della Toscana in altro modo, vogliamo sperare e così annunciano, ma i risultati dei progetti, le stesse modalità per accedervi sono tutte da stabilire e ancora la Regione non ha comunicato il prossimo piano della cultura.

Dunque, per il futuro, stando così le cose, da noi sarà in vigore un rigido regime di autarchia (come è stato quasi sempre).

Gli artisti, in Toscana, fatte pochissime eccezioni, sono tutti sotto pagati.
Dunque non fatevi ingannare dagli  innumerosi, spesso inutili e ripetitivi spettacoli: non gira ricchezza, ma povertà; in molti casi poi gli enti pubblici  utilizzano compagnie di amatoriali e così creano consenso e riempiono le programmazioni senza spendere nulla; infine avviene che spettacoli di professionisti siano rimandati,  perché la gente non ha soldi per pagare biglietti costosi e i teatri paludati sono semi-vuoti; rimandano lo spettacolo perché sperano di acciuffare qualche spettatore in più. Non credete a certi comunicati stampa.

Ciliegina sulla torta montesca: l'Enpals (Ente Previdenza e Assistenza dei Lavoratori dello Spettacolo) sarà assorbita dall'Inps. E questo perché l'Enpals è ricca e sana, e l'Inps no. Per pigliarci i soldi che mancano.

martedì 6 dicembre 2011

Torna la palla grossa: ovvero il gioco in versione macho

A Prato si tonerà a giocare la palla grossa, dal prossimo settembre. Un vecchio gioco pratese, rimesso in vita dopo trent'anni.
Che dire? La cosa mi lascia indifferente.
Tuttavia ho molto da dire sullo spot che è stato fatto - il secondo in pochi giorni dopo quello su "Se vuoi bene alla città vivi il centro", sempre con i nostri soldini.
Esteticamente non è male; è breve, efficace.
Tuttavia sponsorizza una cultura totalmente machista. Una cultura prepotente e assolutista, per nulla giocosa, come invece deve essere lo sport.
La macchina da presa fa leva sul rallentatore mentre le squadre contendenti vengono avanti  minacciose, vestite in costume. Alcuni calcianti però sono a petto nudo, che è debitamente evidenziato dalle luci . Tutto si svolge nel celebrato centro storico della città, non a Iolo,  Figline o a Santi'Ippolito (tanto per citare altri  luoghi significativi ma lasciati a sé stessi della periferia ...).
Alla fine i maschi si ritrovano in Piazza del Comune, sotto la statua del Datini, emblema del danaro fluido del nostro tempo: un calciante stringe il pugno e si prepara, altri muovono la nuca come a riscaldarsi per il gioco, ma si direbbe piuttosto il combattimento. Si intravede un giovane mulatto...L'atmosfera è quella de Il gladiatore e i calcianti sembrano essere tali.

In attesa del signore che si affacci dal balcone si chiudono attorno all'arbitro (si chiama così?).

Se si paragonano queste immagini con quelle degli anni Settanta relative al gioco della palla grossa, si capisce la differenza. Là il gioco, il divertimento; gli uomini non apparivano minacciosi né con i pettorali gonfiati come in queste, dove  l'immagine del maschio è più assolutistica e minacciosa. Qui  la forza e la prestanza fisica hanno la meglio.
Come questi tempi.
Insomma, ancora una volta, per l'ennesima volta e non se n'è può più,  il mondo è a misura di uomo, anzi: di un certo uomo: il macho.
http://www.youtube.com/watch?v=qVJ90xX8V4s&feature=player_embedded

Ecco cosa scriveva, per la gioia delle tradizioni, il  Cruscante Francesco Redi nel '600;
 "In Prato, già Terra, oggi Città, in Toscana, non più che dieci miglia distante di Firenze, si fa il giuoco del calcio, non meno che in Firenze. Ma se nel giuoco di Firenze si usano piccoli palloncini, e si percuotono col pugno armato di solo guanto, in Prato si adoperano di que' pallon grossi, co' quali si suol giuocare il giuco del pallon grosso (giuoco noto in Francia) ed in questo giuoco del calcio de' pratesi, non si dà al pallone col pugno, ma sempre col calcio: anzi rarissime son quelle volte che se gli dà col pugno; perché il pugno nudo, o armato d'un semplice guanto, non avrebbe forza sufficiente a poter battere e spigner lontano quel così grosso pallone". 

lunedì 5 dicembre 2011

Gonfienti e Gabriella, la maga con la bacchetta magica

Il deficit dell'Interporto blocca gli scavi?
In realtà la Soprintendenza può farli quando vuole. E' completamente padrona.

Strano, una volta l'Interporto era amico; ora è nemico perché indebitato. Una volta Interporto finanziava gli scavi; ora li blocca. Così diceva e dice cambiando le carte di qualche tempo fa la signora Gabriella Poggesi della Soprintendenza fiorentina, che sogna perfino di essere una maga con la bacchetta magica, almeno stando all'articolo, e di far camminare i cittadini sulla città antica...
Tuttavia ancora oggi la Soprintendenza ha in comodato da Interporto il Mulino di Gonfienti per i lavori di restauro. Qualcuno dice però che lì non si restaurino i reperti di Gonfienti, ma altri...
Eppure, qualche giorno fa, la signora Poggesi ha perfino dichiarato che la città etrusca di Gonfienti poi non è così importante, che di 'cose così' ne abbiamo tante in Toscana?
Ma ci sono altri personaggi in questa farsa. Basta leggere l'articolo.
In realtà tutti coloro che vi sono sono citati, le autorità sono tutte ugualmente responsabili del disastro (insieme a singoli politici ora messi a bagnomaria o mandati in Regione, che in passato hanno operato maldestramente per conto degli interessi di partito eccetera), e l'Interporto è stato costruito e voluto dalle forze partitiche tutte quante, senza distinzione di Sinistra o Destra, e tutti mirano e hanno mirato a difendere quello, senza distinzione di sorta.  Ora e prima.
Da tempo diciamo che Interporto è al collasso ed è sulle nostre spalle, dopo aver sacrificato una vera e propria risorsa del territorio. E ora se ne esce la signora, si sveglia ora?
Senza parlare dei soldi che hanno preso dalla Comunità Europea, di cui  noi cittadini non abbiamo visto nessun frutto.
Di Gonfienti poi se ne sono strafregati tutti; per vetrina e solo per questo, di volta in volta, se ne fa fintamente paladino uno, ora l'altro. Ora tutti dichiarano di lavorare alacremente per una via d'uscita dallo stallo. Ma noi non ci facciamo ingannare, né dagli uni né dagli altri, e riportiamo questo ennesimo inutile articolo...
(Chissà cosa nasconde questa chiamata alle stampe?)

Da "Il Corriere fiorentino" di oggi

La manovra economica e le lacrime della coccodrilla

La manovra economica montesca non mi piace.
L'aumento dell'IVA, per esempio, è depressivo. Eppoi essa non lavora sull'evasione; anzi, l'aumento dell'IVA stesso la incentiva.
Dà forza, sostanzialmente, o almeno contribuisce a rafforzare le banche e il danaro 'inesistente', vietando, con la scusa del contrasto all'illegalità, le transazioni in soldi contanti sopra mille euro.
Ma questi sono soltanto poche misere considerazioni; i sindacati stanno già dicendo la loro, sulle pensioni.

Le lacrime della ministra hanno coronato il tutto:  ma che spettacolo, signora ministra dell'economia quando ha pianto pensando ai nostri sacrifici...(Ma naturalmente le donne piangono...)

Invece io - da non economista come sono ma da gestora di una economia tutta reale, quella di tutti i giorni - avrei varato sostanzialmente una misura non economica, bensì strutturale dello Stato e della politica che in Italia è partitica.

Avrei di fatto tolto ai partiti il blocco monopolistico di potere sui luoghi che loro vanno ad occupare vincendo certe o altre elezioni, per esempio.

Avrei cercato di capire come redistribuire le opportunità di lavoro, impiego eccetera e quindi la ricchezza, proponendo misure per dare a tutti le giuste possibilità di crescita e sviluppo.

Avrei cercato di far pagare meno tasse, ma che tutti avrebbero dovuto pagare in base al reddito e scaricando più possibile tutto tutti.

Avrei cercato di far pagare l'ICI anche alla Chiesa di Roma.

O altre forme che economisti liberi e affrancati dal potere partitico avrebbero potuto suggerire.

Se non si ristruttura il paese, dai piccoli comuni allo Stato centrale, le misure economiche non servono all'economia reale, quella con cui ci confrontiamo tutti i giorni.

Il primo punto e fondamentale di ogni seria manovra economica deve essere ridimensionare il potere dei partiti nell'amministrazione della cosa pubblica.

Questo è il primo danno economico, oltre che culturale, per l'Italia.

Enrico Berlinguer questo l'aveva già detto diversi anni fa:

"I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali...Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti...molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più....Dunque: primo, noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni....La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono profare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude. (1981)

venerdì 2 dicembre 2011

Confessioni di un distributore di volantini: ovvero come la Coop abbia il monopolio in Toscana

L'omino è venuto a La Baracca, ha bussato.
Avevo appena allora finito una prova e stavo per andarmene.
Mi chiede come mai non abbia più affidato a lui volantini pubblicitari da distribuire, quelli del teatro, come feci quattro anni fa.
Io gli rispondo che da allora il teatro stampa pochi volantini,  ma non soltanto per motivi economici.
Lui mi dice che è una rarità, perché ora tutti, tutti stampano valanghe di volantini, e lui da questo vede che c'è la crisi. Tanti come ora, mai. E però lui non guadagna di più: lavora di più e guadagna meno.
In particolare i supermercati alimentari stampano valanghe di volantini perché sono strozzati.
Dichiara che la Coop del centro commerciale Parco Prato ha distrutto tutta la concorrenza, che praticamente concorrenza non ce n'è più.
Panorama de I Gigli di Campi Bisenzio è praticamente al collasso, ed Esselunga ha rinunciato a concorrere con il colosso Coop (salvo sorprese e grattacieli pratesi all'ultimo momento, ma per ora il grattacielo dell'Esselunga a Pratilia è congelato ...)
L'omino continua, come un fiume in piena:
la Coop fa pochi volantini rispetto agli altri perché c'ha la rivistina, L'informatore, che arriva in tutte le case dei soci;
la Coop secondo lui è protetta politicamente,  lo sospetta, e anche lui è un socio Coop.
In tutta la Toscana, dice lui, è così; la Coop sta distruggendo gli altri supermercati e nessuno dice nulla.
Si salvano solo i discount, solo Lidl e Penny Market, perché sono entrambi tedeschi, e quelli non li toccano, e perché la roba là dentro costa poco (però non è, dice lui, di primissima qualità...).
L'omino appare informato.
E' un informatore, ma evidentemente non del genere Coop.

Su', dài...concediti al termovalorizzatore!

Questo articolo, apparentemente positivo nel suo complesso e già dal titolo, a una attenta lettura rivela però sorpresine spiacevoli:
1. Dice in sostanza che siamo bravi, e che però non basta; per i rifiuti... bisogna fare concessioni ai termovalorizzatori!;
2. Dà per scontata la costruzione del digestore anaerobico alle Pantanelle, ma non è affatto scontato! La gente non vuole né il termovalorizzatore, né l'impianto anaerobico.
E' stato detto anche al Sindaco durante una riunione organizzata a Casale circa un anno fa, quando venne con Borchi e il direttore di ASM a presentare (?) il progetto.

Alle Pantanelle basta costruire porcherie, ci deve andare il Parco della Piana.
Per i rifiuti ci vogliono altri progetti.


"Sempre più raccolta differenziata
Il piano rifiuti punta a raggiungere il 65% nel 2015
PRATO.Sempre più raccolta differenziata. Il piano sui rifiuti stipulato dalle Province di Prato-Firenze-Pistoia è molto ambizioso. Sul versante pratese promette di agguantare da qui al 2015 l’obiettivo del 65%. Consentendo così di poter arrivare a recuperare quasi il 50% dei rifiuti. «Numeri che non si vedono in nessun’altra parte d’Italia con territori dalla valenza industriale come il nostro», commenta l’assessore provinciale all’ambiente Stefano Arrighini. Il disegno ecologista della Provincia, in linea con la tendenza oramai diffusa in ogni altra parte del paese è di uscire dal sistema delle discariche. Ad ogni costo. Pertanto, oltre alla raccolta differenziata bisognerà fare qualche concessione ai termovalorizzatori.
 L’assessore in proposito, parla di una riduzione al minimo degli impianti per l’incenerimento - Case Passerini, Montale, Selva Piana e, forse, Testi - con la stretta tutela dl territorio provinciale: «Tramonta ogni ipotesi di aprire un impianto al Calice - promette Arrighini -. L’obiettivo fondamentale del piano è la riduzione dei rifiuti e la crescita della raccolta differenziata. Ma i risultati saranno raggiunti grazie al forte accento sulla valenza ambientale e la sostenibilità. Nel piano ci sono azioni rilevanti di riduzione della produzione di rifiuti e una strategia efficace sul riciclo».
 La proiezione per il 2015, però non coincide esattamente coi sogni degli ambientalisti più ortodossi. Se oggi il recupero dei rifiuti è di 397mila tonnellate all’anno e passerà alle 509mila tonnellate fra circa 3 anni, i termovalorizzatori subiranno l’incremento quantitativo più elevato: passeranno dalle 60mila tonnellate alle 280mila incenerite nel 2015. Subirà un crollo verticale la discarica: assorbirà il 16,10% dei rifiuti contro il 46,5% del 2010. Escluso il termovalorizzatore, a Prato restano molteplici strumenti alternativi per il trattamento dei rifiuti. C’è il centro di raccolta di via Paronese, a breve nasceranno anche i siti di compostaggio a Vaiano e l’ecocentro per i resti derivanti dallo spazzamento delle strade a Montemurlo. Al Calice, poi, lo spazio verrà occupato dal digestore anaeroboico nella zona del Calice gestito da Asm, che servirà anche Firenze e Pistoia.
 Un’altra colonna portante del piano dei rifiuti - che dovrà passare al vaglio delle giunte e dei consigli provinciali - è la riduzione della produzione. Una decrescita si è già apprezzata a settembre 2011, quando i rilevamenti hanno accertato un calo del 10% delle tonnellate dei rifiuti prodotti. (Carlandrea Poli, Il Tirreno)

giovedì 1 dicembre 2011

Un fagiano alla Multisala

Andavo in centro in bicicletta nel tardo pomeriggio.
Stretta nel traffico e nel caos, preoccupata come sempre di non finire sotto una macchina, all'improvviso ho sentito il rumore chioccio d'un fagiano, che ha planato sulla ciclabile, davanti a me.

Ero all'altezza della Multisala di Capezzana, a ridosso dal marasma della Coop.

Lui era perplesso e cercava un varco verso la Natura.

Mi sono fermata, il suo piumaggio era regale.

Ci siamo guardati. Poi ha ripreso il suo volo, verso uno dei pochi campi rimasti in quella zona, forse in cerca della compagna.

Com'è forte e bello il fagiano! E com'è fragile e già vecchio il cemento!