sabato 21 aprile 2012

Antipolitica


Nichi Vendola  asserisce«L’antipolitica non è l’antidoto alla cattiva politica è la sua variante più  pericolosa perchè mette sul piedistallo l’epopea e la retorica di un demiurgo, di una personalità che propone il proprio carisma come una sorta di esorcismo e attraverso le bestemmie salvifiche pensa di voler far sparire il mondo dei cattivi. Per questo serve un’alternativa forte di buona politica che metta insieme il valore della democrazia e la centralità di una giustizia sociale». 
Tuttavia lui stesso si pone come personalità carismatica e, seppure senza le bestemmie salvifiche, pensa di far sparire il mondo dei cattivi.
Ma cosa significa 'antipolitica'? 
Io credo che dovremmo dire 'antipartitica', anche se suona peggio. Grillo e altri non tuonano contro la politica in senso assoluto, loro stessi fanno politica, ma ce l'hanno contro la corruzione dei partiti, il loro eccessivo strapotere eccetera. 
Far muovere lo spettro dell'antipolitica, che ci condurrebbe non si sa dove, in una specie di baratro, è uno stratagemma da politicanti navigati.
Siamo già nel baratro e non è stato certo Grillo o altri meno famosi tribuni della plebe come lui ad averci condotto a questo punto. 

venerdì 20 aprile 2012

La mia città

La mia città è sbigottita, ha perso il senso. Gli industriali si incoronano re di punte fabbriche e gli artigiani sono ormai una specie in estinzione.
I cinesi non fanno più paura; anzi, qualcuno già ne sente la mancanza e teme il loro abbandono.
Al mattino e la sera, la città si mostra come in un lontano coprifuoco; se non fosse per il traffico cattivo e frettoloso delle macchine in certe ore, che si spostano lungo l'asse di casa lavoro scuola dei ragazzi, apparirebbe assente.
Nei cinema le pellicole scorrono invedute e i teatri pagano gli spettatori per accompagnare il triste rito della commedia. Strumenti impazziti compongono musiche d'accordi diminuiti e stanchi nei musei dove i custodi,  davanti alle tele di pittori sconosciuti, s'inventano come statue il gioco del visitatore.
Gli assessori e le varie autorità siedono su scranni traballanti. Qualcuno già sta preparando le valige, pronto alla fuga.
Il vescovo ha rinunciato alle dimissioni per non gettare i fedeli nel panico, e il sindaco, trasparente e introvabile,  dimessi gli abiti, è diventato il fantasma della città.

giovedì 19 aprile 2012

Prato visto da Londra

Ho deciso di rendere visibile un commento che il mio amico Beowulf ha scritto sul post relativo alla faccenda del Sacco. In realtà parla di Prato, e da lontano vede molto vicino.

"La cosa scandalosa che è la presunta opposizione non dice niente su questa signora (n.d.r. assessore alla cultura del Comune) che agita tanto fumo per fare poco arrosto. Lei nemmeno è stata eletta, è una nominata dal sindaco, no?
Vedi cosa hanno fatto a Officina Giovani, dove praticamente tutta l'attività artistica è ingessata.
A Prato non si può fare niente, non ci sono spazi veri, non c'è niente per i giovani. E nemmeno per i più giovani. Gli assessori alla cultura, comunali e provinciali, sono solo di facciata, non servono che a occupare posto, a farsi propaganda e questa storia del Sacco è emblematica.
Non parliamo poi del Pecci o di altri enti.
La scuola Verdi, che pure un pochino funziona, è assediata dai bambini che a volte sembra di stare in un asilo , si punta più ai numeri che alla qualità. Così mi dice chi la frequenta.
E infatti, come hai spesso rilevato tu, più numeri che sostanza, si punta solo snocciolare numeri, come spesso fa l'assessore, che dà comunicati solo in questo senso.
Ora vivo a Londra, da dove scrivo e torno a Prato ogni tanto, ma mi basta per capire che peggiora sempre.
Qui a Londra è dura, ma almeno sopravvivo con il mio lavoro, alternando ogni tanto con altro.
La mia proposta sarebbe quella di eliminare gli assessori alla cultura e far gestire gli enti da direttori in carica ogni tot anni con un coordinatore o supervisore, anch'esso 'girante'. Una volta, e poi a casa. E anche Officina Giovani la farei gestire dai giovani, ma non quelli ingessati e messi dall'alto! Insomma, anche non esistono le soluzioni, si potrebbe migliorare.
Cara Maila, mi dispiace, ma tu sei un'artista scomoda, e poi brava e quindi ti tiri addosso un monte di invidia. Il Sacco...mi raccontasti cosa era successo, e ora hanno la faccia di continuare. Anche tu continua, resisti. Non gliela dare vinta.
Un abbraccio britannico dal tuo Beowulf!"

Ballata per Lucia


Questa è l'ultima mia canzone, l'ho dedicata a Lucia.

Ballata per Lucia O, ragazza calabrese che si è suicidata per mancanza di lavoro

Mi sono suicidata per mancanza di lavoro
Non avevo più speranza non più decoro

Ho studiato tanto sono diventata ingegnere
Ma sono calabrese e non si può restare

Così mi son buttata ho provato un volo
L’unico ch’è possibile su questo suolo

Via da questo mondo via senza futuro
Da un’esistenza come schiacciata al muro

Perdonatemi tutti ero una ragazza
Voler esser felice è come dire pazza

La vita concessa per figlie di nessuno
Puttane o  schiave  esser di qualcuno.

Il dottore del teatro

Il dottore, mentre mi visita, commenta: 

-Sono tanti anni che faccio il dottore al teatro..., ma mai avevo visto così poca gente, anche con i grandi nomi, e anche nei debutti".

-E perché, dottore?

-La crisi, credo come prima cosa. E poi la qualità degli spettacoli, è scesa molto. Girano solo i figli dei grandi nomi, i figli d'arte e qualcun'altro del giro grosso, o gli amici; i bravi che pur ci sono non possono venir fuori.

-La gente però che va a teatro, il pubblico non sa niente di tutto questo. -

-No, soprattutto non si rende conto della mediocrità. Applaude di tutto.

-Pochi hanno il coraggio di fischiare. C'è una ricetta, secondo lei, per salvare qualcosa? Anche il cinema soffre molto.  Forse si salva la musica o la danza?-

-Non lo so. Registro questo dato. E non so come faccia lei a campare di questo lavoro. Non so come facciano gli attori...e i ballerini e i musicisti.

-E' una domanda che mi faccio ogni giorno, dottore. Gli attori sono troppi, e troppi che non valgono niente. Ci sono i ruffiani, i raccomandati, insomma, e tanti giovani e meno giovani non ce la fanno. C'è bisogno di una forte scrematura. O forse solo di un po' di giustizia.-

- La scrematura verrà da sé, perché non c'è lavoro per tutti. Anzi, quasi più per nessuno -

-Il problema che a esser scremati saranno sempre i poveracci, come i tassati. Come va il mio problema?

-Bene, direi. Ma bisogna tenerlo sotto controllo, soprattutto in primavera.

mercoledì 18 aprile 2012

Il "Sacchetto" di Prato


Di seguito la replica dell'Assessorato alla Cultura alla nostra protesta pubblicata da Il Tirreno di oggi (il giornale non ha pubblicato la nostra lettera per completo, omettendo la parte finale).
L'Assessorato non risponde in realtà alla nostra protesta relativa alla programmazione culturale, e punta al discredito.
Che dire? E' tutto così prevedibile e scontato, il tentativo di mettere in cattiva luce,  non dire tutta la verità o anche peggio, lo fanno in continuazione pur nella più totale ignoranza della cosa che screditano eccetera, tanto che, grazie a loro e ai loro 'uffici', il Sacco di Prato è ormai diventato un 'Sacchetto'. E' quello che si continua a fare ai danni dei cittadini, gabbandoli. E ingannando la Storia.
Non mi intimoriscono certo gli  uffici stampa, le  telefonate,  la  'rete' del discredito, eccetera O i mancati spettacoli. Se si pensa poi che, per esempio, che tra qualche giorno andiamo a fare al Magnolfi  il Dramma intorno ai concubini di Prato per 500 euro più l'incasso di un biglietto di 7 euro da cui saranno sottratte IVA e SIAE (l'Enpals si paga noi), cosa c'è da temere? Abbiamo accettato solo per il valore della testimonianza, punto. (Anzi, speriamo che venga un po' di gente, altrimenti andiamo in perdita).

Aggiungo solo questo comunicato stampa per chiarezza. E con questo chiudo la saga del 'Sacchetto' di Prato.

Puntualizziamo che con la sua nota l'Assessorato non risponde alla sostanza della nostra protesta, per una programmazione culturale che si esplica come propaganda, se non come autopromozione
Nello specifico replichiamo che l'Assessorato ci permette di rappresentare il dramma Prato nel Sacco solo nell'ambito di Sipario Aperto (che tra l’altro è stato ‘resuscitato’ grazie a noi): si tratta però di un programma che la Regione Toscana ancora non ha approvato. 

Abbiamo chiesto più volte di fare lo spettacolo durante l'estate, perché ciò aveva un senso, dato che il Sacco è avvenuto a fine estate (fra agosto e settembre), e non in autunno senza un contesto specifico.

Come artisti, e anche come lavoratori, siamo stanchi di essere presi in giro, perché, 
come noi saremmo ben al corrente di rappresentare lo spettacolo in autunno, a novembre o dicembre forse e con i soldi della Regione, l'Assessorato dovrebbe sapere altrettanto bene che in estate presenteremo Prato nel Sacco a nostre spese. (Teatro La Baracca)

«Snobbato il nostro dramma» Comune: «No, è in cartellone»

PRATO «Il Teatro La Baracca protesta contro il comportamento delle autorità pratesi - scrive Maila Ermini - , in particolare dell’assessorato alla Cultura del Comune che, perseguendo una politica culturale calata esclusivamente dall’alto e di autopromozione, nonché autoreferenziale, non valorizza né tiene sufficiente conto della produzione artistica che nasce originale e libera nel proprio territorio. In specifico, andando nel particolare, segnaliamo la nostra esclusione nelle manifestazioni estive che riguardano i 500 anni del Sacco di Prato, nonostante il Teatro La Baracca già nell’ottobre 2010 abbia debuttato autonomamente con un dramma, “Prato nel sacco” che, distaccandosi dall’interpretazione ufficiale dei fatti, ne dà una diversa e nuova interpretazione. Anche allora il nostro dramma fu boicottato e ignorato dalle varie autorità». Pronta la replica. «L'assessorato alla Cultura del Comune di Prato non ha né definito né tantomeno presentato il programma completo per le celebrazioni estive del "Sacco di Prato". Una cosa però è certa. L'assessorato ha già stabilito, in accordo con il Teatro La Baracca, fatto del quale lo stesso teatro è ben al corrente, di rappresentare il prossimo autunno al Teatro Magnolfi lo spettacolo "Prato nel Sacco"». (Il Tirreno)

Il Soccorso con il viadotto: come vi sembra?


Ricevo dal Comitato del Soccorso di Prato queste immagini di un 'prima e dopo il viadotto' e volentieri pubblico.
Come vi sembra? E' questo il futuro di Prato? Il verde promesso sulla Declassata?
Ah, cittadini dalla memoria corta...


martedì 17 aprile 2012

SACCO DI PRATO: PROTESTIAMO


ll Teatro La Baracca protesta contro il comportamento delle autorità pratesi, in particolare dell’Assessorato alla Cultura del Comune che, perseguendo una politica culturale calata esclusivamente dall’alto e di autopromozione, nonché autoreferenziale, non valorizza né tiene sufficiente conto della produzione artistica che nasce originale e libera nel proprio territorio.

In specifico, andando nel particolare, segnaliamo la nostra esclusione nelle manifestazioni estive che riguardano i 500 anni del Sacco di Prato, nonostante il Teatro La Baracca già nell’ottobre 2010 abbia debuttato autonomamente con un dramma, PRATO NEL SACCO che, distaccandosi dall’interpretazione ufficiale dei fatti, ne dà una diversa e nuova interpretazione. Anche allora il nostro dramma fu boicottato e ignorato dalle varie autorità.
In sostanza, si continua a umiliare gli artisti pratesi che non sono allineati alla volontà e alla politica delle varie maggioranze, relegandoli a posizioni marginali, offrendo loro sporadici contentini al fine di zittire eventuali proteste.
Teatro La Baracca

lunedì 16 aprile 2012

Beppe Grillo è populista?

Sabato pomeriggio sono andata al comizio di Beppe Grillo a Pistoia. Presentava i suoi candidati pistoiesi.
Pioveva, ma c'era tanta gente.
Quello che si capiva, al di là dell'essere o meno d'accordo con il comico genovese, è che i partiti sono al capolinea. Lo si percepiva nell'aria umida e fastidiosa.
A Pistoia, tra l'altro, una notiziona che meritava un posto di rilievo, 139 iscritti al PD hanno stracciato la tessera, perché il candidato perdente alle primarie non è stato inserito nella lista comunale. E proprio in coincidenza con l'arrivo di Bersani. Una vera notizia.

Grillo è accusato di populismo. Vendola lo ha detto chiaramente. Ha definito, quello di Grillo, il "fiume sporco dell'antipolitica
Ma cos'è il populismo? Il populismo è il rapporto diretto fra il capo politico e le masse, la gente comune.
Senza scomodare Mussolini e Hitler, o Peron, più recentemente, in Italia, il partito della Lega, per esempio, è stato definito populista; il Pdl, nella persona di Belusconi, è stato accusato di populismo mediatico.

Il rischio, con il populismo, è che vengano eletti candidati non all'altezza del compito, che vengano eletti approfittatori (e ne abbiamo già visti diversi), ma questo, ahimé lo vediamo anche nei candidati che sono 'unti dal signore'; la 'partitica' insomma non dà nessuna garanzia della bontà dei propri candidati, anzi, tutto il contrario e quindi la gente sceglie comunque di cambiare, per dare una scossa al sistema della partitocrazia.

Forse Grillo, a guardare bene, costituisce una salvezza contro il rischio di pericolosi movimenti dal basso: lui li raccoglie e convoglia, e quindi, in realtà, i servizi segreti che lo controllano, sanno che non fa poi tanto male. Infatti i poliziotti sono autorizzati a sorridere ai suoi comizi, e si vedono ridere di gusto alle battute del politico che nel fondo rimane sempre un comico e conosce tempi e reazioni del teatro...Insomma, senza Grillo potrebbe accadere di peggio: nelle campagne, per esempio, si ascoltano discorsi pericolosi e preoccupanti, di gente disposta a tutto per la disperazione in cui vive a livello finanziario e non solo.

Grillo utilizza i mezzi che ha a disposizione: ha preso un camper e con molta forza e coraggio va in giro per l'Italia. In un giorno si fa diversi comizi...Egli al momento costituisce una speranza  concreta verso il cambiamento. Le sue idee sono semplici, chiare, dettate dal buon senso; e anche le sue critiche.
Chi c'è dietro? Non lo so. Lui appare diretto, 'normale', molto diverso dal divismo politico di certi piccoli e grandi segretari, gli 'intoccabili', quelli che facevano e ancora fanno le apparizioni come divinità mantresche alle feste dell'Unità o delle Amicizie.
Sì, Grillo è un populista al cento per cento, ma quale altra alternativa esiste oggi in Italia?


P.S. Per la prima volta, che io sappia, Grillo ha parlato del teatro ed ha accennato alla m... che c'è sotto ai finanziamenti, a come vengono dati eccetera. Insomma alle ingiustizie che ci sono anche in questo settore, oltre allo sperpero di danaro pubblico. E' significativo che l'abbia fatto in Toscana dove il sistema della cultura è sovietizzato e terroristico, dove il sospetto insomma è che si diano soldi agli amichetti (nella migliore delle ipotesi): io, che sono stata epurata a tutti i livelli, e vengo umiliata giornalmente da questi signori, dal valvassino al valvassore di Destra o Sinistra uguale, pur non avendo mai votato il Movimento 5 Stelle di Grillo, ho particolarmente apprezzato questo passaggio.

domenica 15 aprile 2012

Ma i calciatori sono drogati?

Sono lontanissima dal mondo del calcio.
Tuttavia proprio pochi giorni fa ho finito di leggere "Nel fango del dio pallone" di Carlo Petrini, un famoso calciatore di serie A degli anni '70.
Il libro è scioccante. Racconta i retroscena di questo mondo dorato, dove i calciatori sono letteralmente drogati, manovrati, corrotti.
La morte di Piermario Morosini, calciatore del Livorno, durante la partita, fa nascere il dubbio che quello che racconta Petrini funzioni ancora e forse più di prima.

Leggo oggi (16 aprile) che Petrini è morto, minato dal cancro di cui, diceva, sarebbero responsabili le droghe che gli facevano prendere da calciatore negli anni '60 e '70. 
E' incredibile, troppi calciatori, se non muoiono in campo durante la partita, non arrivano alla vecchiaia.
Mi auguro che il libro di Petrini,  "Nel fango del dio pallone", sia letto nelle scuole medie e superiori. E' scritto bene, oltre tutto, Carlo era bravo anche come scrittore.
Questa è una intervista che ha rilasciato qualche mese fa e che merita di essere letta:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/soldi-truffe-e-doping-il-calcio-di-sempre/180264/