venerdì 8 giugno 2012

ARCI di Prato vince all'ARCI di Prato

Nel bando per l'organizzazione dei cinque spettacoli presso la Circoscrizione Nord, e che si svolgeranno al Circolo Arci di Coiano di Prato a luglio, vince ARCI di Prato.

Non c'è un qualche conflitto di interessi?

Ma noi, anzi io avevo previsto i vincitori appena ho saputo chi vi concorreva. Ero arcisicura!

La cosa strana di questo bando è stato il verbale della commissione che, hanno assicurato, era tutta tecnica. Tecnica come il governo Monti che lascia lavorare i partiti più di prima come prima?
Nella redazione del verbale ci sono stati ritardi di formulazione, perché sarebbe mancato l'impiegato/a che lo redigeva il giorno dopo...? Ma il verbale non si redige contestualmente?

Simili notizie arrivano poi il venerdì all'ora di pranzo tardi tardi, così che poi gli uffici sono chiusi per il magnifico fine settimana italiano.

Estra perde la distribuzione del gas a Prato e i cittadini sono asfissiati dalla politica

Dopo aver tenuto per tanti anni il monopolio della distribuzione del gas a Prato, la  Estragas (gruppo Consiag di cui il Comune di Prato ha la maggioranza) lo perde a favore di Toscana Energia.

Il cambio è storico, perché Consiag è una partecipata che conta e che ha un valore assolutamente politico, di gestione del territorio e costruzione del consenso elettorale.
La giunta capeggiata da Cenni aveva sempre ritenuto la gestione di Estragas sfavorevole e quindi, ecco la distribuzione del gas messa a gara. In realtà si mirava a colpire il CdA e la relativa spartizione della 'torta'.
Nel passato dicembre l'Antitrust aveva deliberato che la società Estra Reti Gas aveva abusato della  posizione dominante nel mercato della distribuzione del gas nel Comune di Prato e aveva comminato una sanzione di 276.132 euro.
Il Centro Destra esulta.

Ora, oltre al risultato della gara a favore di Toscana Energia, viene fuori un accordo segreto fra il Comune, firmato da Cenni, con Estra e Consiag che prevede che "tutti i beni e le infrastrutture descritti nella perizia sullo stato di consistenza allegata...sono di proprietà di Estra S.p.A e che ove di proprietà del Comune, si intendono trasferiti a titolo gratuito a favore di Estra S.p.A...Al fine di evitare motivi di contrasto e liti giudiziarie il vincitore della gara dovrà versare a Estra 90 milioni di indennizzo in quanto proprietario della rete.".

Di questo accordo nessuno sapeva nulla: getta un'ombra non proprio limpida sulla gara stessa.

Gli atti relativi, datati dicembre 2011, sono comparsi solo ieri all'Albo Pretorio.

I cittadini di Prato vedono ancora e sempre stipulare accordi, passare milioni, muovere persone tutto a loro insaputa. Tutto come prima.
A cosa serve lo strumento elettorale se questi sono i risultati?

Invece di pensare a come rendere autonomi energeticamente i cittadini, la politica nostrana si occupa di affari, di soldi, di gestione del potere e della perpetuazione dello stato di sudditanza della popolazione.

E' anche, e soprattutto colpa nostra.

giovedì 7 giugno 2012

Affittare ai cinesi

Di oggi la notizia che i parenti dello scrittore-assessore Edoardo Nesi avrebbero affittato ai cinesi un loro stanzone, dove sarebbe stato sequestrato un laboratorio abusivo con clandestini.
Nesi ha detto che a Prato lo fanno tutti.
Che se non si affittasse ai cinesi, la città di Prato avrebbe i suoi capannoni vuoti.

Ciò significa che il binomio schiavo-padrone serve ancora al sistema economico della città, e non si fa nulla di concreto affinché tutto questo cambi.

D'altra parte, con la crisi, ora che i cinesi servono molto meno come schiavi, è più facile per gli sceriffi praticare il ripulisti di facciata che permette di rimanere nei posti di comando, affinché il binomio suddetto continui a esistere: dopo i 'marocchini' (così i pratesi chiamavano i meridionali negli anni '60), dopo i cinesi, chi saranno i prossimi schiavi?

mercoledì 6 giugno 2012

Il film sul Sacco di Prato: perché scomodare un noioso poeta inglese vittoriano?

Il Comune in tandem col Metastasio strombazza il docu-film La ballata del Sacco di Prato, che si basa sull'omonima opera del noioso poeta vittoriano Hamilton, la cui traduzione dall'inglese sarà presentata alla Biblioteca Lazzerini di Prato.
L'opera non è né una rarità né una novità, si può addirittura acquistare in Internet.
Nessuno l'aveva ancora tradotta in italiano perché l'opera è brutta e kitsch.
E non porta niente di veramente nuovo né interessante rispetto a quanto hanno scritto gli italiani. Poeticamente poi, è quasi illeggibile per noi contemporanei. Speriamo nella traduzione.

Così come il libro è presentato sembra che sia l'unica opera sul Sacco, che nessuno ne abbia scritto.

Tutto il contrario. Invece di informare, quanto meno la Biblioteca ne avrebbe il compito, fanno opera di mistificazione e propaganda.

In realtà non c'era bisogno di andare a Londra per sapere del Sacco; più o meno poeti contemporanei, e molti pratesi e testimoni diretti, oppure contemporanei dell'Hamilton (che ha scritto anche A BALLAD OF THE PLAGUE OF FLORENCE) hanno scritto e documentato, incluso in versi, sull'argomento.

Di questo i pratesi non sanno NULLA.

Cito solo qualche opera poetica:

Lamento e Rotta di Prato
Il miserando Sacco di Prato di Stefano Guizzalotti
Il detestando Sacco della Terra di Prato di Ser Antonio Benricevuti, poeta pratese contemporaneo al fatto storico.
Stanze, di autore anonimo
e molti altri documenti, in prosa, fra cui cito
Il Miserando Sacco dato alla Terra di Prato dagli spagnoli l'anno 1512, di Jacopo Modesti, nato a Prato nel 1463 e quindi documento importantissimo.

E ce ne sono ancora altri che hanno scritto, che non cito per non annoiare.

Insomma, siamo alle solite. Sembra che solo loro hanno scoperto l'America, ma...a Hispaniola è arrivato già prima Colombo!

Oltre a strombazzare gli autori stranieri, date spazio a quelli pratesi, che non sono conosciuti e, se non più bravi,  sono molto più significativi perché furono testimoni diretti.
E poi, c'è poco da fare: lo studio della filologia non si improvvisa, essendo materia scientifica, molto più dell'economia, che presenta anche aspetti irrazionali, tanto per fare un esempio.
La filologia è fondamentale per l'opera cinematografica e se non se ne conoscono le basi o se non ci si affida a esperti, sono guai. Si rischia di fare, invece del docu-film, il kitsch-film.
Non parliamo poi della traduzione, per cui sono necessari anni di serio allenamento e studio!

Ma questi signori al Comune e al Metastasio conoscono Cesare Guasti?

E poi quanta poca fantasia!

(Per favore citatemi, state leggendo e traendo idee da questo blog gratuitamente, mentre voi percepite stipendi e mensilità e rimborsi, alcune senza averne il merito, e io invece faccio tutto questo gratuitamente!)


Al Consiglio Comunale di Prato si infrange la legge n. 267?

Basta consultare il sito Web del Comune di Prato per rendersene conto: mucchi di interpellanze, interrogazioni, ordini del giorno di questioni importanti non discussi da mesi.
Lo stesso sito Web non è trasparente al riguardo:  molti documenti non si trovano, e si danno date sbagliate (il prossimo consiglio comunale è il 7 giugno prossimo, non il 31 maggio).
Ostruzionismo da parte della Giunta? Calcolo?
Oppure non sanno usare lo strumento democratico?
Questo continuo rimandare interpellanze di seduta in seduta infrange la legge n. 267, ossi il Testo Unico delle Leggi sull'ordinamento degli enti locali?

http://www.comune.prato.it/servizicomunali/segre/odg/interpel/htm/1206071530.htm

Beneficenza da parmigiano terremotato, ovvero come mi promuovo

Una volta tanto ho ammirato Vasco Rossi, che si è rifiutato di fare promo-beneficenza attraverso un concerto per i terremotati.

La beneficenza è vera quando si fa in silenzio, ha detto, quando si apre il proprio portafoglio e basta, senza strombazzamenti.
Basta, sottintende, con l'ipocrisia.
In Italia molti, e tantissimi pseudoartisti ruffiani con relative agenzie pro-moventesi, hanno deciso di acquistare forme di parmigiano e di donarle con tanto di comunicato stampa.
Il conformismo e la ruffianeria nelle varie forme artistiche è dilagante, e Vasco Rossi ha dato una lezione a tutti.

Io non sono contro la beneficenza in sé, ben al contrario!, ma contro alcuni furbetti  ipocriti, che si fanno propaganda in questo modo.

Molto meglio la pubblicità diretta. Meno untuosa, e meno 'pia'.

E' certa gente presunta caritatevole che poi, quando può, ti lavora alle spalle, senza pietà.

No al raddoppio dell'A11

Sembra che il Presidente 'Costruttore' della Regione Toscana Rossi stia per dare il permesso per costruire la terza corsia fra Firenze e Pistoia.

Questa è veramente un'opera inutile, nello specifico nel tratto che va da Prato Est a Pistoia e viceversa.

In particolare in questi ultimi tempi, dove è palese una diminuzione di traffico su tutte le autostrade. Da casa mia ne osservo abbastanza bene il traffico, e posso testimoniare che è finito il tempo degli ingorghi al mattino, che arrivavano da Firenze fino a Prato Ovest. Appena due tre anni fa era così. Ora non più.

Piuttosto è 'misero' e confuso l'ingresso a Firenze, dove sbocca l'autostrada  e i cartelli messi male traggono in inganno chi non conosce la città e, per andare al centro, finisce per percorrere il viadotto dell'Indiano. Non c'è traccia di un percorso pedonale nella zona dell'Aeroporto, dove i pedoni viaggiano a loro rischio e pericolo.

Ma questo è un altro paio di maniche, come si dice.

Piuttosto sarebbe utile costruire altro: propongo, al nostro Presidente Costruttore, la costruzione di una ciclabile fra Pistoia a Firenze lungo la storica e mitica statale 66 (dove mi onoro di essere nata), tutto sommato facile da realizzare per il tracciato diritto; oppure da Firenze a Pistoia transitando per Campi sulla declassata di Prato...
Tante sono le possibilità, tante sarebbero le opere utili a noi cittadini, sempre più viaggianti in bici, per vivere una vita migliore.

E anche ai turisti: pensa, poter organizzare un bel tour cicloturistico, da Firenze fino agli orti pistoiesi, magari passando anche per il parco archeologico, o il laghetto delle Pantanelle...Eh, come sarebbe?
Ci hai mai pensato a una Toscana diversa, molto attraente per il mondo e più 'ricca'? Riesci a vederla o pensi come quelli che vogliono vendere Gonfienti etrusca, che quelli che ragionano come me sono pazzi?

Perché non si può pensare di andare a Firenze in bici sulla 66 o su altre strade?

Rossi, non pensare alla vecchia maniera affaristica, con il suo sistema autostradale, con il suo sistema aeroportuale, interportuale... Quel tempo è passato, è fallimentare, c'è bisogno di mettere in moto un'altra economia; tu ci lascerai  in eredità solo tanti metri cubi di cemento inutile se non cambi rotta, e perderai le prossime elezioni, o almeno riceverai una bella batosta.

Tu e i tuoi amici siete perdenti. Poi non dire che non te l'avevamo detto o, come fanno alcuni di voi quando è troppo tardi, che avevate sbagliato a non ascoltare la gente...


martedì 5 giugno 2012

Interporto vende la zona archeologica di Gonfienti

Ecco il modo in cui Prato celebra la sua giornata mondiale dell'ambiente. Altro che tre alberelli piantati in zona San Paolo!
Ecco la vera notiziona dell'ambiente pratese! E'  una di quelle notizione che servono a cambiare un po' l'aria stantia di Prato, l'aria affaticata, dove NULLA cambia.
Infatti, anche questo serve affinché NULLA cambi. 
Interporto, inutile e fiaccato da circa 40 milioni di euro di debiti (perché non è utilizzato dato che le cose sono cambiate dagli anni '80 quando fu pensato!), ha trovato la trovata! Vendere e disfarsi di un fastidio, i quattro sassi etruschi che ha nel suo perimetro! E poi, in cambio di questa 'regalia', vuole ESPANDERSI...Consumare inutilmente ancora territorio e territorio....E anche Rossi è d'accordo. Tutti sono d'accordo.
Anche se non si potrà più chiamare l'Interporto degli Etruschi. Come faranno, gli esperti archeologi a dire che lì era già tutto predisposto affinché ci nascesse l'interporto? Che gli Etruschi non aspettavano che questo, avere sui propri sassi i plinti del cemento armato? Come potranno dire ancora che così, con la costruzione dell'Interporto, è compiuta la Storia della Toscana?
Hanno tuttavia trovato un altro nome per la definizione di sé, che piace tanto a Rossi e a tutta la compagnia sinistro-destra pratese: l'Interporto dello Sviluppo! Seconda trovata geniale! (Io però preferisco chiamarlo, perché più calzante, l'Interporto di Federico II).
Però, disdetta! Il Comune di Prato non ha i soldi per comprare l'area archeologica. Come farà? Ci vorrebbe un aiutino! Glielo darà il signor Della Valle come suggerisce l'articolo?
Cosa diranno gli affabulatori del NULLA? Esulteranno i mestatori? Chissà per quanti giorni, a partire da oggi, continueranno a parlare, e a litigare...

Leggete, leggete la notizia a cui sono dedicate due pagine de La Nazione di oggi.
E guardate chi sono i più accesi ambientalisti toscani.



Giornata dell'ambiente: qui non eco-azioni, solo equazioni da terrorismo economico

A Prato il Comune aderisce alla giornata dell'ambiente piantando tre alberi e qualche cespuglio.
(Naturalmente lo fanno davanti ai giornalisti e ai fotografi, che chiamano a ogni loro minima azione pubblica, perché danno alla parola 'pubblica' il significato di 'spettacolare'; ogni loro azione deve essere uno spettacolo...).
Deludente è dir poco. Come buttare un bicchiere d'acqua nel deserto del Sahara.
Nessuna politica seria ambientale in zona, e non solo a Prato, ma nell'intera Toscana. Infatti sul sito internet  regionale non c'è nemmeno un accenno alla giornata dell'ambiente.

Nessuna campagna informativa.
Nessun piano di mobilità alternative.
Nessun vademecum di eco-azioni.
Invece di equazioni (che a volte è necessario ripassare in questi tempi di  terrorismo economico, soprattutto a fine mese quando si fanno questi calcoli  SE  HO SPESO  2/3 DI QUELLO CHE GUADAGNO, RIMANENDO CON 50 EURO, QUANTO HO GUADAGNATO?) come sarebbe bello utile e ricco calcolare le eco-azioni...!
Quanto tempo quanta vita e ricchezza ci ruba chi ci mal governa.

lunedì 4 giugno 2012

Sempre piccoli, ma più forti

Un fine settimana bellissimo in Baracca, dove le allieve Silvia, Giulia e Simona hanno debuttato magnifiche con un testo difficilissimo, La Lezione di Ionesco.
Tantissima gente, sia sabato che domenica, qualcuno anche che non mi aspettavo e che non c'entrava niente con il saggio stesso.

Sempre piccoli, ma più forti.

domenica 3 giugno 2012

Non ne possiamo più del 'vostro' Comune

Ho letto che Cenni querela Vendola perché nel febbraio scorso, quando quest'ultimo è venuto a Prato, l'ha definito 'bancarottiere'.  Ugualmente il Sindaco querelerebbe un cittadino che su facebook lo avrebbe chiamato con lo stesso epiteto.
Ora mi chiedo: perché Cenni vuole fare tutta questa pubblicità a Vendola? Che cosa pensa di ottenere? Una migliore immagine di sé?
A Prato tantissime persone hanno detto lo stesso del sindaco. Lui lo sa? 
Dovrebbe dunque querelare mezza Prato! O forse pensa di intimidire gli avversari e la gente, in questo modo? Dice, tra le righe: attenti, cittadini, a come parlate?

Insomma, ancora una volta il sindaco è consigliato male.

Invece di pensare ai tribunali, alle querele (e già ne ha ben materia!), suggeriamo al Sindaco di occuparsi di Prato.

E ancora: alcuni giorni fa ha avuto il coraggio di dire che lui, con il suo programma elettorale del 2009, avrebbe anticipato il Movimento Cinque Stelle.

Chissà cosa ne pensa Grillo. Il quale, prima o poi, dovrà dirci qual è la vera lista del Movimento Cinque Stelle pratese: quella che ha appoggiato il Cenni (e continua ad appoggiarlo) capeggiata da Barosco, oppure l'altra, nata dopo la scissione del 2009 proprio a causa di quell'appoggio...Che confusione.

Al momento le cinque stelle di Cenni sono tutte spente.

Ne cito solo due: l'acqua pubblica, che invece ha fatto mettere da privati a pagamento.
Oppure Gonfienti, che rimane archeologia morta.

Di fatto il Sindaco non è un 'bancarottiere', almeno fino a quando e se lo stabilirà la legge.

Tuttavia è anche un fatto che il suo programma, da sempre molto debole e qualcuno sostiene scopiazzato, finora è davvero lettera morta.

Con questo chiudo i miei commenti sul sindaco di Prato. Basta.

E non certo perché ho paura di alcunché, ma perché non se ne può più di questa insulsa politica dai toni velatamente minacciosi.

Sono in attesa, come tanti in questa città, di un cambiamento vero.

NON NE POSSIAMO PIU' DEL 'VOSTRO' COMUNE.

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...