venerdì 15 giugno 2012

Villaggio del teatro, e delle donne

"Cos'è per lei il teatro?

Un dormitorio. Pubblico giovane non ne vedi. Ci sono le vecchie, quasi tutte vedove, la linfa delle nostre serate. Donne che si sono rese conto di aver vissuto 40-50 anni all'ombra di un uomo: disperate ai funerali, dopo 3 mesi le vedi rinate. Capiscono di aver vissuto una vita inutile e cominciano a fare quello che non hanno mai fatto: mangiano la notte, si divertono, escono. Quando lavoravo sulle navi, e Berlusconi faceva il cantante, le donne partecipavano a tutto, sono la salvezza di noi animatori, mentre i mariti l'unica cosa che sanno fare è ammazzarle di botte. Ma questo è un fatto culturale". (Paolo Villaggio, da una intervista rilasciata a La Repubblica)

La ciclabile è solo per noi poveracci

La ciclabile è stata pulita dalle erbacce. Tuttavia senza amore, senza cura vera. 

Ho visto lavorare un operaio solo, su una ruspa-taglia erba, viaggiare implacabile nel taglio, senza che però fosse rispettata nessuna norma di sicurezza. Che vi fossero altri operai a controllare se magari qualche ciclista venisse tosato insieme all'erba.
Le paratie sono in gran parte divelte, la segnaletica uguale, o sbiadita.
Qualcuno può cadere nei fossi e nel silenzio.

Mentre a Parigi si vedono i ministri girare in bicicletta, qui  le nostre piccole grandi autorità sono motorizzate fino nel cesso di casa. O con il parcheggio davanti all'assessorato o agli uffici o al ministIERO.
Temono per la loro incolumità? Forse qualcuno avrà pure le sue ragioni, ma c'è una maggioranza schiacciante e spaventosa di autoritELLE che utilizza certi mezzi per abitudine e simbolo di status.

La bici è considerata roba da poveracci. Da basso livello sociale. O da passeggiata domenicale.

Le donne sono vestite in modo che NON possono andare in bici. E non certo perché indossino la gonna!
Oh, donne, come siete diventate UGUALI agli uomini!

Osservate: i registi non vanno in bicicletta, guai! Perdono del loro fascino e autorità.
Così le attricette. O gli attricini raccomandati dagli zii.

Pochi prof universitari vanno in bici, fateci caso. Come fanno ad andarci gli studenti? Rischiano di vedersi affibbiare un brutto voto nel libretto...

Quando vado in bici con in spalla la chitarra la gente guarda perplessa. Sorridono le signore sicure del loro status. Cos'è quella roba che porti sulle spalle sulla pelle sulle palle?
Fanno i commentini....Risolini. Ti considerano un tipo strano. Sospetto.

Alcuni cani ancora abbaiano alle bici come ai cavalli, perché sono poco abituati a vedere gli essere umani sulle ruote.
Eccetera eccetera eccetera...

giovedì 14 giugno 2012

160 MILA BALLE GROSSE

Esselunga finanzia il gioco della PALLA GROSSA con 160 mila Euro. Mica robetta da poco con la cittadella di Prato.
Presto potrà dunque costruire il supermercato concorrente alla Coop Multisala con tanto di grattacielo svettante su Prato.

Non volete capire che i centri commerciali stanno per finire. E' una concezione al tramonto.

Non siete mai sazi, eh. Ma presto anche voi finirete...a casa.
Con tutte le vostre BALLE GROSSE.


Carta archeologica della Provincia di Prato e notizie sulla vendita di Gonfienti

Sembra che si in dirittura di arrivo la Carta Archeologica della Provincia di Prato realizzata dalla Soprintendenza con il finanziamento della Provincia.
Si parla di una presentazione ufficiale il giorno giovedì 28 di giugno, fra due settimane. Ma è una notizia ufficiosa!
Nulla ancora si legge sul sito della Provincia di Prato.

Ricordo che una carta archeologica ha il compito di indicare nel dettaglio la posizione dei singoli scavi, delle segnalazioni, delle aree vincolate...

Chissà se non ne vedremo delle belle!

In merito poi alla vendita di Gonfienti qualcuno è risentito, e chiederà spiegazioni al presidente di Interporto Pezzati. Si sostiene che l'area archeologica non abbia valore commerciale, forse un 1 euro al mq e quindi, cosa si vende a fare per ripianare i debiti?

O Santa Pietra delle Anticaglie, allora se così fosse, davvero i cittadini pratesi lo potrebbero comprare questo pezzo di terreno, i quattro sassi definiti così sembra anche recentemente da qualche assessore 'cavernicolo' nostrano!

Ci accingiamo a vedere un nuovo scontro sul ring Destr Sinistr per il solito immobilismo e conseguente abbandono eterno.

I consiglieri comunali vanno a casa prima perché c'è la partita dell'Italia

Riporto quanto scritto dal consigliere Aurelio Donzella e oggi su tutti i giornali locali. Il signor Bettazzi presidente del consiglio comunale ha scritto ai consiglieri: bisogna essere puntuali, c'è la partita e si discutono sono le delibere...Il resto tanto, che è?  E' ormai evidente che l'attività del consiglio comunale non è regolare e che troppe interpellanze e mozioni non sono ancora discusse, come ho avuto modo di far notare qualche giorno fa (http://primaveradiprato.blogspot.it/2012/06/il-consiglio-comunale-di-prato-funziona.html)
Non è un caso che questa giunta abbia promosso il gioco della palla grossa, presunto simbolo della pratesità. E' questo l'orizzonte culturale in cui si muovono, il calcio e simili.
Tra l'altro, osservate l'incongruenza:  hanno appena celebrato l'ennesimo inutile incontro salottiero di Pratoincontra dal titolo "Nel nome di Prato" al fine di difendere i 'servizi' pratesi dai tagli monteschi (tra l'altro mi hanno detto che non c'erano che una cinquantina di persone di solo pubblico, un vero fallimento per una giunta che ha basato tutto sui 'numeri'), e poi il primo servizio che dovrebbero difendere, lo trattano a proprio uso e consumo: arrivano in ritardo, se ne vanno prima di cena, lo chiudono prima quando ci sono le partite!  Fanno quello che vogliono,  non rispettano le regole, il voto che gli è stato dato non vale più: vanno mandati a casa!
Intanto, quello che noi cittadini possiamo fare, nella più assoluta legalità, è boicottare le loro iniziative (come mi sembra che i pratesi abbiano già iniziato a fare...). Loro boicottano le nostre, quelle dei cittadini,  non facendosi mai vedere se non dove sanno di essere applauditi...Facciamo lo stesso con loro e con i loro amici.

“Sono stato avvisato che nel Consiglio Comunale di domani giovedì 14 giugno, ci sarà solo l’approvazione delle delibere iscritte all’ordine del giorno. Non sarà risposto ad interrogazioni, non verrà discussa nessuna mozione. Il motivo è presto detto: c’è la partita! Quindi ad una certa ora bisogna finire. Al sottoscritto era stata garantita la discussione sia della mozione sul degrado del parcheggio dell’ospedale, che quella sull’applicazione del referendum per l’ acqua pubblica. Pertanto almeno due mozioni importanti non verranno discusse causa partita”.

Basti sapere che ogni consiglio comunale inizia almeno con un’ora di ritardo sull’orario di convocazione, ma entro le 20 viene sempre concluso, rimandando alla volta successiva tutto quanto non è stato trattato. Tanti atti in questo modo vengono rimandati di volta in volta. Se invece venisse trattato tutto quanto è stato programmato, si potrebbe anche fare qualche Consiglio in meno. Sappiate che ogni seduta del Consiglio Comunale costa alla collettività 3.600 euro lordi: embè? Tanto paga il solito Pantalone”.

mercoledì 13 giugno 2012

Gianfelice D'Accolti è Centurione

Nella nostra piccola rassegna estiva al Pereto, c'è un debutto, domenica 8 luglio ore 21,30, cosa rara in estate: è quello di Centurione, un testo in romanesco che ho scritto recentemente e che interpreterà Gianfelice.
Gianfelice D'Accolti in "Centurione" - Foto Teatro La Baracca
Gianfelice D'Accolti in "Centurione" - Foto Teatro La Baracca
Centurione, che si ispira ai recenti fatti dei figuranti al Colosseo, parla della crisi del lavoro e della condizione dei monumenti in Italia. Pièce comica in agrodolce.

L'8 luglio 2008, coincidenza non voluta, debuttammo con il Laris Pulenas a Poggio Castiglioni.

Una 'strana' gara al Comune di Prato: chiedo consiglio

Dopo il tentativo, direi riuscito, della signora Beltrame assessore alla cultura del Comune di Prato, di colpire il Teatro La Baracca con relativo danno economico, ecco un altro bel 'regalo' (ne ho già parlato in questo blog "Arci vince all'Arci di Prato", ma ora ho i dettagli).

Partecipo a una indagine ricognitiva di una circoscrizione per allestire alcuni spettacoli che si dovranno tenere in un circolo Arci di Prato.
Presento la domanda.
Al momento della domanda, non mi viene data nessuna garanzia della segretezza della busta che consegno.
A un certo punto, dopo varie mie telefonate, so che è stata data una proroga al concorso, perché qualcuno non avrebbe risposto a tutti i quesiti.

Il risultato è il seguente: per fare questi spettacoli al circolo Arci...
vince Arci Comitato Territoriale di Prato!, che ha presentato la domanda all’ultimo momento e nonostante:
che al momento del primo termine del concorso, come risulta dal verbale della commissione giudicatrice, solo il Teatro La Baracca fosse regolare;
non sia stata data comunicazione ufficiale della proroga, a maggior ragione a me che ero l’unica che in quel momento ero in regola con l’avviso;
sia concorrenza sleale che Arci di Prato partecipi a un concorso per fare spettacoli in un circolo Arci, perché può proporre una offerta più bassa, potendo utilizzare gli strumenti tecnici e di ausilio dei soci del circolo stesso!

Insomma, ci sono alcune irregolarità in tutta questa procedura!

Io sono costretta, per lavorare, a seguire tutta una serie di normative, anche costose e quindi non posso scendere di certo prezzo. Altrimenti divento irregolare.  Il prezzo proposto da Arci è inferiore di 600 Euro circa al mio.

Naturalmente nessuna attenzione è stata data alla qualità del programma, agli spettacoli proposti.

Ora il quesito è: devo fare ricorso?
Ho tutti gli elementi per farlo.
Qualcuno ha anche ammesso che ci sono state leggerezze. E allora, che fare?

Grazie a tutti coloro che mi vorranno dare un consiglio o un suggerimento.

martedì 12 giugno 2012

Anna dei Miracoli, ovvero la cultura del disimpegno al servizio della giunta Cenni

Abbiamo visto il triste programma colorato -solo sulla brochure- della Pratestate 2012.
Se la considerate con oggettività, da un po' d'anni a questa parte sembra sempre peggio, questa Pratoestate si contraddistingue per una considerevole spesa di danaro pubblico che non mostra tentativi seri di alzare il livello di qualità della vita dei cittadini.  Piuttosto, nel migliore dei casi, di offrire buoni passatempi, tutti calati dall'alto, con nomi di grido e alla moda,  che trascorrono come l'acqua di eraclitea memoria. E nulla lasciano alla città. E non la modificano, non la devono modificare!
Fanno lavorare gli artisti, quello sì: ma quelli importanti o quelli proni, soprattutto i giovaniruf, nuova vecchia specie sempre attiva ai fianchi di tutti i partiti.
E poi è offerta sempre e ancora tanta musica di tendenza. Tanta musica che non 'parla'.

Ah, se io fossi musicista serio, m'incazzerei a bestia con questi programmi, di simili ce ne sono tantissimi in Italia, che utilizzano strumentalmente la musica, o la canzone, mettendola a 'tacere'. E che fanno un brutto servizio ai professionisti seri, a quelli che non solo sanno usare tecnicamente lo strumento, ma che lo fanno 'parlare'.

Non dico poi dell'uso 'osceno' dei monumenti che vi si prospetta, grida solo vendetta.

Per quanto riguarda il Teatro La Baracca: non c'è il nostro programma, come aveva minacciato Anna dei Miracoli dopo la querelle del Sacco di Prato (purtroppo per l'assessore io sono arrivata prima di lei e questo non lo sopporta proprio), nonostante lei lo avesse promesso telefonicamente.
Io sono stata 'cattiva', non sono stata buona con lei, e quindi mi ha punito. A questo siamo giunti in questa città.  Si chiama discriminazione?

Non essere nel programma costituisce un sicuro danno economico per il Teatro La Baracca, ed è proprio quello che si può pensare che si voglia fare. Danneggiare il teatro che non è conforme ad Anna dei Miracoli e alla sua corte miracolata.

Qualcuno dice che forse è meglio così, perché il nostro teatro avrebbe stonato in quel macello di eventi, per cui non si sa mai cosa guardare, ma soprattutto, perché?

E' la cultura di regime, fintamente avant-guard, 'aperta' ma chiusissima, piena di gusto barocco dell'horror vacui, salottiera all'aperto col drinkino in mano.

Non c'è studio filologico né estetico, tanto meno di contenuto si capisce, mancano cioè i fondamentali: che si vuole dire, che si vuole rappresentare? Qual è l'idea generale che si vuole dare?

E' la cultura del disimpegno.

I pratesi accorrono in massa agli eventi, ma poi, nella afosa notte estiva , tornando a casa con il biglietto in tasca di un qualche concertone in Piazza Duomo, assaporano un retrogusto amaro; qualcuno di loro si rende conto, magari confusamente, anche se non lo ammetterà mai, di essere stato gabbato per un'altra estate.

P.S. Noterete che nella brochure tutti coloro che in qualche modo fanno cultura a Prato, non solo il Teatro La Baracca, e che non sono unti dalla signora Anna dei Miracoli sono stati dichiarati ufficialmente morti o deportati nell'Arcipelago Gulag del Silenzio. Non esistono più nemmeno le Circoscrizioni.
E la scusa che mi è stata fatta dire da impiegate compiacenti è RIDICOLA: il posto per  inserire le attività di altri gruppi nella brochure ci sarebbe stata, bastava ridurre di un poco, ma molto poco, le enormi immagini che sono state messe, insomma ritoccare la grafica; sarebbe riuscito anche un risultato meno volgare.


Nel nome di Prato? No, nel nome Loro

Continua lo sperpero di danaro pubblico per l'occulta propaganda partitica della giunta Loro di Prato, in questo caso del Loro sistema, anche della Loro opposizione. Per il prossimo appuntamento di Pratoincontra  il Loro sindaco di Prato ha avuto la bella idea di invitare tutti coloro che sono minacciati dalla crisi della politica tradizionale, per fare fronte comune. E' su di Loro che pesa il macigno, quello di andare a casa, e che per il cittadino costituisce una liberazione.  

"I vertici delle istituzioni pratesi si confronteranno pubblicamente sui rischi connessi alla riorganizzazione istituzionale sulla quale sta lavorando il Governo Monti. Sulla nostra città, la terza del centro Italia, pesa infatti come un macigno il rischio di perdere non solo la Provincia ma tutta una serie di uffici statali che garantiscono indispensabili servizi al cittadino. Interverranno:    Roberto Cenni Sindaco di Prato,Lamberto Gestri, Presidente Provincia di Prato,  Maria Guia Federico, Prefetto di Prato,  Andrea Lulli, Deputato alla Camera (Pd)  Antonello Giacomelli, Deputato alla Camera (Pd)  Riccardo Mazzoni, Deputato alla Camera (Pdl) Francesco Antonio Genovese, Presidente Tribunale di Prato, Andrea Cavicchi, Presidente Unione Industriale Pratese, Alessandro Giacomelli, Presidente Rete Imprese Italia Prato " ( Dal sito internet del Comune di Prato).

Una fondazione per Gonfienti

La notizia che la società Interporto metterà in vendita l'area archeologica di Gonfienti può avere più letture, inclusa quella di tentativo di attivare una "partita di giro" che consenta all'Interporto, magari attraverso la cessione onerosa dell'area al Comune - già azionista di maggioranza relativa della stessa società - e ad altre istituzioni, di recuperare parzialmente l'enorme debito maturato in questi anni.
Sarebbe una ben triste soluzione, visto che l'area potrebbe - poteva - essere ceduta gratuitamente, e le risorse che oggi Interporto chiede di mettere a disposizione per l'acquisto utilizzate per il recupero.
Purtroppo, tutto è in linea con quanto portato avanti in questi anni quando, a prescindere dal colore politico delle amministrazioni, si è sempre preferito puntare sulla costosa e sostanzialmente inutile struttura interportuale, piuttosto che sulla valorizzazione di un'area archeologica ancora tutta da scoprire. Anche se poi di Gonfienti molti si sono riempiti la bocca, e molti se la riempiono ancora, ma dando molto poco seguito alle parole con i fatti.
Ma vogliamo cogliere anche un aspetto positivo della vicenda, e proporre qualcosa di non semplice, ma nemmeno impossibile: costituire una fondazione ad hoc, interamente partecipata da cittadini e soggetti privati - ci sono ancora oggi, o almeno speriamo ci siano, alcuni imprenditori illuminati - escludendo categoricamente le istituzioni, che sin qui hanno dimostrato scarsa attenzione alla città etrusca.
La "forma" della fondazione consentirebbe, più delle semplici forme associative, di costruire un collettore di risorse - anche attraverso la partecipazione a bandi europei - e un organismo finalizzato senza alcun scopo di lucro, capace di confrontarsi anche con altri soggetti sia pubblici che privati interessati allo sviluppo e alla valorizzazione del sito.
Insomma, una "Fondazione degli Etruschi" che abbia come obiettivo la raccolta dei fondi necessari all'acquisizione dell'area e, successivamente, alla gestione del sito archeologico.
Una fondazione che restituisca alla città, e ai cittadini, un suo insostituibile patrimonio storico e culturale.


Lanfranco Nosi
Maila Ermini
Rossella Pirillo
Marco Monzali
Claudio Pofferi
   Gianfelice D'Accolti 

lunedì 11 giugno 2012

La ciclabile di Prato cade a pezzi o scompare nella sterpaglia

Guardate: parlano di fare di Gonfienti etrusca una società pubblica, sembrano strapparsi tutti i capelli, e poi non sono nemmeno capaci di manutenere una misera pista ciclabile!
Ecco il reportage che avevo promesso. Questo è la situazione di una parte della ciclabile, che nel complesso è disastrosa ovunque.
La ciclabile lungo il Fosso di Iolo nei pressi di Vergaio
La ciclabile costantemente allagata nei pressi della Dogaia.  I ciclisti passano per  il viottolo parallelo. 
Lungo la Bardena le paratie, dopo un crollo di alcuni anni fa, non sono mai state rimesse.  E' un punto molto pericoloso, con uno sprofondo di diversi metri. Qualcuno ha tolto la sterpaglia per vedere il limite della massicciata, si ha paura di cadere nel fosso.
Lungo la Bardena, come sopra
Se prendete le foto, citate la fonte: primaveradiprato.blogspot.com 

Gonfienti etrusca, vendita senza 'incanto'

Ricomincia la fiera di Gonfienti, che ora si vede proposta alla vendita senza 'incanto'. La vicenda di Gonfienti etrusca che, secondo Pezzati è causa del fallimento di Interporto (non è la prima volta che il presidente racconta questa storia!) ora riparte per un nuovo giro, quello che precede e anticipa il prossimo tour elettorale, il prossimo giro nelle chiacchiere, nel nulla.
Ma che anticipa e prevede le prossime mosse di Interporto: rattoppare l'enorme debito ed espandersi e bruciare ancora territorio.


«Società pubblica per gestire Gonfienti»
E’ la proposta del sindaco Cenni che chiede la partecipazione di Regione, Provincia e Camere di Commercio
AREA ARCHEOLOGICA»UN FUTURO INCERTO
Angelo Pezzati: Interporto ha speso tra i 10 e i 15 milioni per il sito Un danno grosso allo sviluppo industriale e alla città

PRATO L’area archeolgica di Gonfienti è in vendita, assieme all’ex Mulino dove sono conservati migliaia di reperti etruschi e in vendita è anche l’ufficio tutto cristalli del centro direzionale di Interporto. A ribadirlo è il presidente Angelo Pezzati ma a chiarirne i contorni è il sindaco Roberto Cenni: «Gli edifici - spiega - non sono direttamente funzionali all’attività della piattaforma logistica e quindi possono anche passare di mano. L’area archeolgica invece, a mio giudizio, dovrebbe avere una vita autonoma rispetto a Interporto ma restare saldamente in mani istituzionali». La questione è seria: la gestione di Gonfienti «ha provocato - dice Pezzati - un danno, negli anni, a Interporto che si aggira tra i 10 e i 15 milioni di euro. Anche oggi continuiamo a pagare le bollette della luce e del gas dei laboratori nei quali la Soprintendenza opera». Si tratta di tanti soldi che in una fase difficile per i bilanci di Interporto - è il ragionamento - potrebbero essere utilizzati per sviluppare il “core business” della società: l’attività logistica. Per questo il sindaco Cenni rilancia un suo progetto: «Costituire una società di scopo che si prenda in carico l’area archeologica - dice - con l’unico obiettivo di valorizzarla. Un’operazione possibile - aggiunge - solo se però, oltre il Comune, avremo il contributo di Regione, Provincia e delle Camere di Commercio». Che però l’ interesse ancora non l’hanno manifestato. Nè, per altro, risulta che si sia fatto avanti qualcuno disposto ad acquistare i due edifici. Interporto ha bisogno di liquidità. Non è una questione nuova ma è stata riaffrontata nell’ultimo cda di qualche settimana fa. A fronte del mancato aumento di capitale sul quale i soci si sono confrontati già l’anno scorso scartando l’idea , a fronte di un indebitamento bancario importante - una trentina di milioni - ma sorretto da un patrimonio in immobili che si aggira tra gli 80 e 100 e con la disponibilità delle banche ad allungare i tempi e a rinegoziare i termini dei contratti, Interporto deve comunque riuscire a reperire, in fretta, un pacchetto di milioni: 4, 5.Di qui l’urgenza di redarre un piano di alienazioni. Che non è comunque piaciuto al Partito democratico. Secondo i consiglieri della Circoscrizione Est, a partire dal capogruppo Simone Tripodi «siamo alla prova evidente - scrivono in una nota - di una politica di governo della città che naviga a vista. Dove un sindaco che in campagna elettorale e successivamente, parlava di un bene prezioso, strategico e inalienabile, e poi, si ritrova bypassati dalla proposta del presidente dell'Interporto di vendere quel bene». Anche il gruppo pd in consiglio sta preparando un’interpellanza per capire qualcosa di più. Cristina Orsini