venerdì 27 luglio 2012

Miss Prato e i soldi finiti

Sul giornale guardo sbigottita la foto di una bella signorina scortata da due signori, in atteggiamento di padrini, e riconosco in loro rispettivamente il presidente della Provincia Gestri e il vice-sindaco Borchi.

La foto è stata scattata in occasione di Miss Prato.

A questo sono ridotte le istituzioni.

Al Teatro La Baracca non sono mai venuti, s'intende, nonostante, Gestri sia di Casale e gli sarebbe proprio comodo, quasi dietro l'angolo.

Io certo non sono bella come quella ragazza, che, devo dire, merita molto di più della loro presenza.

A proposito: ho ricevuto notizia che per il prossimo anno il Comune di Prato non darà un euro al nostro teatro, perché, ma va?, sono finiti i soldi.

Il giusto trattamento, la ciliegina sulla torta dell'estate, per chi come la sottoscritta non sta mai zitta!

Indoviniamo a chi andranno questi soldi 'finiti': a chi sta zitto?



giovedì 26 luglio 2012

Una cinese di via Mantova

Ho parlato con la mia 'amica' cinese di via Mantova.
Una delle vie più brutte e tenute male di Prato. Più fabbriche che case; molte vuote, altre abitate da cinesi che vi lavorano. Loro le usano e basta.

Mi ha detto delle operazioni della polizia contro i cinesi, di quello che accadde un po' di tempo fa in quella via, con tutte le valigie in mezzo alla strada. L'operazione di sgombero durò tutto il giorno.

Lei dice  che però quello che fa sì che i cinesi se ne vadano da Prato è solo ed esclusivamente la crisi. Non tanto queste operazioni.
La cinese si è lamentata molto della crisi, anche lei sta pensando di andare via.

Non ci sono le ordinazioni di una volta...di una volta? di solo un anno fa, quando a luglio si preparavano già le confezioni per l'autunno.

Tutto crollato.

Le ho chiesto se conosce Milone, l'assessore che chiamano lo sceriffo.
Lei ha riso, certo che lo conosce.

"Ma non è grazie a lui che si libereranno di noi".

Proprio così ha detto.

mercoledì 25 luglio 2012

Una mia 'gioco-canzone'

Chiamo la Libertà


Lucciole? Con la Lega Nord non sarà più un problema!

La Lega Nord, con la neo segretaria fiammante Patrizia Ovattoni,  organizza una cena senza  'lucciole' nei giardini di via Matteotti a Prato. 
A seguire dibattito sulla prostituzione…Per risolvere il problema  accettano idee e proposte.
Una lucciola ha  mandato questo scritto e chiede spazio.

Cara Primavera,
ci mandano via da una parte, poi ci mandano via dall'altra. Non solo siamo sfruttate, picchiate e trattate male, ma anche perseguitate da questa gente borghese e perbenista. La mia proposta è invece questa: perché non fare una cena SENZA CLIENTI sotto le stelle? Perché criminalizzano sempre le donne?
Ma degli uomini che vengono da noi?, anche quelli che vengono da noi in giacca e cravatta non si dice nulla?
Se in questo paese del sesso non si parla, è un PURO TABU', come vuoi risolvere il 'problema'!?
Alla fine la soluzione sarà come sempre quella delle case chiuse, perché proprio le persone in giacca e cravatta possano fare più comodamente i porci comodi loro, come al tempo dei fascisti.
E senza vedere il traffico sessuale per le strade, che tanto infastidisce le coscienze.
Bravi, bravi amministratori che andate a queste cene, che vi fate pubblicità e usate demagogia con le nostre miserie e con i problemi della gente.

Una lucciolona italiana, una delle poche rimaste che ormai sono tutte cinesi e balcaniche o africane o dei paesi che sprofondano.


P.S. mio: si vede che questa gente non va a teatro e non ha visto Matilda.

martedì 24 luglio 2012

Dov'è la politica a Prato? Se lo chiede anche il Sindaco.

Avevo detto che non avrei più parlato di Cenni, ma mentivo evidentemente.
Qualche giorno fa è  apparsa sul sito di "Pratoreporter" questa lettera di Cenni, scritta di suo pugno, dal titolo: "Dov'è la politica a Prato?"
Effettivamente la domanda è legittima, anche se suona strana detta da chi in questi anni non ha fatto altro che ripetere di "superare le ideologie".
La mancanza di progettualità e di strategia di cui accusa il governo locale di Sinistra, è imputabile allo stesso modo a lui e alla sua giunta.
Il Sindaco parla di una vecchia Prato 'allegra'. Ma cos'è, una favola? Laboriosa era senz'altro, tant'è che si lavorava a nero a più non posso fino agli anni '70 compresi, quando gli industriali pratesi si arricchivano e quando la città si espandeva in modo spropositato, a volte senza regola, sfruttata senza fine, imbruttita dalla speculazione, con un tasso di inquinamento altissimo, basti solo pensare a quello acustico o all'inquinamento delle acque per cui non abbiamo avuto acqua 'buona da bere' dagli anni '60 e ci hanno messo quella presa per i fondelli dei fontanelli pubblici -di cui diversi fuori uso- a pagamento!
Qual è la sua ricetta per Prato? Ne ha mai avuta una? 
Questa  lettera la dice tutta sulla mancanza di una prospettiva politica da parte del Sindaco. O meglio, di una mancanza di prospettiva sostanzialmente diversa da quella avuta per decenni dalla Sinistra locale, che è vissuta proprio grazie agli industriali!
Chi governa, in qualche modo, anche se non può fare un gran che, ha il dovere di averne una. Non si può fare politica solo agitando lo spauracchio cinese, non basta. O dire che si vuol bene alla città di Prato. Questo è un ragionare puerile, non è accettabile.
Il messaggio fondamentale è: non sono colpevole del disastro. Ah, no?
Gli errori di grammatica che ci sono in questa lettera saranno dovuti alla fretta.


"Carissimi, se chiamate la politica, state certi che molto probabilmente, non vi risponderà. I bei giorni felici, del passato, simbolo di una Città, allegra, ospitale, laboriosa, dove si costruiva con il proprio lavoro il proprio futuro, i più bei tessuti nel mondo, un sogno che è svanito, si è spento nel nulla, in una Città accerchiata, ferita, mortificata dalla crisi economica nazionale e mondiale. Le occasioni di lavoro in Città, ormai si contano sulle dita di una mano, molti pratesi, si sono rassegnati all'imprevedibile destino. Una Città che si è risvegliata mortificata, derisa, da una amministrazione di centro sinistra durata oltre 60 anni, incapace di reagire nel suo degrado politico, di assicurare i loro cittadini. Si è consentito che un intero comparto tessile, venisse distrutto. Una Città storica conosciuta in tutto il mondo, ha subito un pesante declino per proteggere l'illegalità e la concorrenza sleale. La profezia si è avverata in pochi anni, certamente ha influito la crisi economica mondiale, che ci ha trovato, come nel resto del Paese, impreparati, indifesi, dalle Istituzioni preposte. Questa Amministrazione, sta portando a termine e correggendo il lavoro condotto e cominciato in malo modo dal centro sinistra. Vent'anni fa' in un mercato dove non s'erano ancora affacciate le nuove potenze. La Cina ha dettato legge nella nostra comunità. Ora siamo veramente alla soglia della povertà, mai conosciuta a Prato. Da grande Città esportatrice di tessuti, siamo diventati una Città di frontiera, che importa tutto quanto dall'estero. La politica, i politici pratesi, hanno sbagliato quasi tutto. I politici con il loro silenzio assenso, hanno favorito la concorrenza sleale, il lavoro nero, il lavoro minorile, l'illegalità diffusa. Hanno scoraggiato gli investimenti di coloro che ancora avevano il coraggio di farlo. Hanno escogitato mille gabilli, trappole, per convincere i pratesi di essere solidali e accoglienti. I pratesi lo sono, e lo sono sempre stati, erano nel giusto e sono tutt'ora nel giusto! Purtroppo, il successo è mancato anche per la pesantissima crisi economica in atto. La politica pratese non ha fatto tanti sforzi, quando la fragile economia è crollata, era troppo tardi per mantenere a Prato un industria tessile capace, preparata e competitiva. Disgraziatamente i pratesi, per necessità e per difficoltà, hanno cominciato a vendere ai cinesi le loro attività, i loro immobili, le loro attrezzature. L'amministrazione e le istituzioni preposte invece di dare incentivi, sono rimaste ferme, hanno chiuso gli occhi e hanno visto chiudere uno dopo l'altro stabilimenti, che hanno fatto la storia in Città, senza muovere ciglia! Non stiamo a fare la morale ai manager industriali, che fanno il loro mestiere, per quanto certi, i vertici Istituzionali avrebbero potuto agire diversamente e risparmiarci una stucchevole retorica politica patriottarda. Diciamolo chiaramente:” è la politica a Prato che non ha fatto il suo mestiere. Per oltre 20 anni ha assistito ad degrado della Città, ha contribuito alla catastrofe della più importante Città industriale d'Italia, senza farsi venire un idea, un progetto, senza studiare una strategia. Ora se la prendono tutti con la nuova amministrazione, guarda caso che opera da solo tre anni. Naturalmente è difficile chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati, e ai guai avvenuti! Ma prima questi signori per 20 anni dove erano? Si permettono ancora oggi in consiglio comunale di disertare ai loro compiti istituzionali di proposta politica. Cari concittadini posso dirvi solo questo, che nessuno ostacolo o avversità mi farà recedere dall'impegno che ho preso con voi per ridare a Prato almeno la fiducia in se stessa, la voglia di lottare e le idee che sempre l'anno contraddistinta. Certo non saranno le opposizioni che disertano il confronto o qualsiasi altra forza politica che intenda differenziarsi o creare problemi a farmi arretrare. Amo questa Città, ho fiducia nel Suo futuro e sono convinto che con l'impegno di tutti riuscirà a risollevarsi e a superare i suoi problemi. Per questo tre anni fa accettai la candidatura a Sindaco. Il fatto che la maggioranza dei pratesi mi abbia dato la sua fiducia, stimola a dare tutto me stesso e statene certi non cesserò un momento di lottare insieme a voi per il bene della nostra cara Prato. Oggi un altro passo è stato fatto. Con il bilancio appena approvato, pur far mille difficoltà abbiamo preso l'impegno di realizzare importanti opere e quel che più conta di tenere l'Imu, (che io continuo a considerare una tassa ingiusta), ai livelli minimo possibili e credetemi non è stato facile.
Un abbraccio a tutti, e chi se lo può permettere, un buon periodo di meritato riposo il vostro Sindaco.
Roberto Cenni."

Zitti e buoni: ovvero ancora sullo schiavo moderno


Copio e incollo un articolo da Il Tirreno di oggi, che credo valga la pena di leggere. Ogni tanto, qualche sociologo ci prova a fare il mestiere suo...La gente non protesta; si accontenta del lavoruccio se ce l'ha, si ritiene fortunata; il sabato sera finalmente lascia la tastiera e si sballa...Accetta senza fiatare tutti i sacrifici imposti. Tutte le vessazioni. Tutte le ingiustizie. Ma di questo ho già parlato diverse volte, e anche ultimamente in http://primaveradiprato.blogspot.it/2012/07/deflazione-indotta-ovvero-come-ti-creo.html

 «Pensiero unico e la gente non reagisce» Il sociologo Luciano Gallino: ci fanno credere che non ci siano alternative alle politiche del rigore    

di Vindice Lecis  ROMA «Sono riusciti a far credere a milioni di persone che la situazione è talmente grave che bisogna stare zitti. Il capolavoro è stato convincere che il primo problema sia la spesa pubblica e non, ad esempio, l’immenso drenaggio di risorse pubbliche andate alle banche». Luciano Gallino, saggista, sociologo del lavoro e studioso dell’economia italiana, non vuole cantare nel coro di quello che chiama «il pensiero neo liberale» egemone in Italia e in Europa. E’ uno dei motivi della mancanza di una reazione di massa ai tagli alla spesa e alla mancanza di lavoro? «In Italia in otto giorni hanno fatto una riforma delle pensioni che i dati Inps non giustificavano. Hanno dato il via libera a un patto fiscale con Bruxelles giudicato indispensabile ma senza un minimo di analisi sui rischi. Hanno riformato il mercato del lavoro con provvedimenti pasticciati. La visione neo liberale è che non ci sono alternative a tagli e riduzione del settore pubblico». La gente non protesta... «Quando queste scelte sono approvate dalla quasi totalità del Parlamento significa dire al Paese che non ci sono altre strade. Per questo diventa quasi impossibile trovare soluzioni nell’opinione della gente. Che si arrabbia ma non incide. Quando un partito che dovrebbe essere di centro sinistra come il Pd fa passare tutto questo, rende chiara la difficoltà a costruire contrasti e reazioni, I movimenti, pur nella loro autonomia, se non trovano delle sponde fanno poca strada». Ci sono responsabilità della sinistra? «Il Pd ha fatto proprie le ricette neo liberali. La sinistra si divide e non incide. Il risultato è una gigantesca egemonia del pensiero neo liberale e delle loro ricette sbagliate come non si era mai vista. Un pensiero unico dominante che riesce a convincere i cittadini che non ci sono alternative.». Alcune riforme sembravano però necessarie. «Quella del lavoro è poca cosa, un pasticcio, e non ha minimamente intaccato la questione vera della precarietà. Pensiamo al patto fiscale: non si è ben capito che rappresenterà un enorme onere per un ventennio con quel rientro mostruoso di debito pubblico che il nostro e altri Paesi non possono reggere in alcun modo. Con l’urgenza, lo stato di necessità, lo spread e altro si approva tutto». Da decenni in Italia si vogliono diminuire i confini dello Stato. «Nessuno ha però analizzato come è stato fatto negli Usa e in Gran Bretagna che la diminuzione di occupati nel pubblico provoca e causa la diminuzione dell’occupazione del settore privato. Lungi dall’essere condizione favorevole è invece il contrario. Intanto aumenta la disoccupazione, cresce il precariato con leggi sbagliate che hanno prodotto il peggio del peggio. E a Mirafiori, ad esempio, si rischia un blocco sino alla fine del 2013». Le ricette da adottare? «Lo Stato deve continuare a investire e intervenire. A partire dall’istruzione e dalla formzione come sta facendo Hollande. E, a somiglianza dell’amministrazione Obama, con un piano di piccoli lavori pubblici per garantire l’occupazione. Questa egemonia neo liberale sta uccidendo il Paese». 

lunedì 23 luglio 2012

Vento molto forte a Prato, ma nessuno avvisa del pericolo

C'è un vento molto forte a Prato, con pericolo di caduta di rami  e altro, ma la Protezione Civile non apre bocca, e non si leggono comunicati, suggerimenti, consigli sul sito internet del Comune, che si dimostra solo veicolo di propaganda politica della maggioranza e non al servizio della gente!
Sono già tutti in ferie?
Qui sotto ho copiato la pagina alle ore 15,51 di oggi.


Protezione Civilelogo della Protezione Civile del Comune di Prato
Assessore Protezione civile: Dante MondanelliStruttura Organizzativa del Comune di Prato

Protezione Civile del Comune di Prato

La protezione civile è un sistema di enti, istituzioni, aziende ed organizzazioni che operano ciascuno nel proprio campo di competenza, sotto la direzione del Sindaco, garantendo insieme l'azione completa per il soccorso durante un evento calamitoso per il superamento dell'emergenza.
23 luglio 2012 - ore 15,51

Nessuna allerta segnalata a Prato dalla Protezione Civile Regionale

Basta col karaoke, basta con il 'canto e consumo'

Sinceramente non ne possiamo più di tutti questi provetti cantanti che, ai circoli Arci, Acli, nei locali all'aperto alle feste private ovunque ci assalgono con le loro orrende voci e la loro smania di cantare diffondendo ovunque stecche stonature, di tutto. E a volume altissimo.
I circoli e i locali li tollerano perché fanno venire gente. Più c'è musica, e soprattutto ad alto volume, più c'è gente e più si fanno affari.
(Non lo sanno anche le formiche che anche i pub, i supermercati, i ristoranti, eccetera? La musica come strumento moderno del consumo?)

Ma  sempre più gente non tollera il canto-consumo. La musica-consumo. Quella ad alto volume, che spesso si unisce a quella 'facile'.

Quanto meno i volumi vanno abbassati.

Ricordo quando i vecchi cantavano. Ero piccolissima.
La gente si ritrovava, d'estate davanti al fuoco e inverno sull'aia, e potevano cantare soltanto coloro che erano capaci di suonare, cantare o improvvisare di poesia.

Rigorosamente senza microfono. Rigorosamente senza urlare.

Non si tratta di nostalgia; si tratta di buona educazione, di sapienza, di emozioni.

Così non si dà valore a chi studia, a chi ha talento, a chi ha cose da dire e sa dirle ed esprimerle, e si diffonde un'idea dell''arte democratica' che invece è facile, brutta e dittatoriale. E soprattutto consumistica.


Decalogo contro un mondo di m...a

1.   Sopravvivere in questa m...a che ci circonda.
2.   Sopravvivere bene cercando di allontanarla più possibile.
3.   Allontanare chi ci sguazza e la nutre.
4.   Mettere qualche fiore sul davanzale, nonostante il fetore collettivo.
5.   Fare l'amore con chi non ne è contagiato o con chi ne è contagiato il meno possibile.
6.   Fare l'amore in un luogo dove non ci sia.
7.   Non connettersi via internet con queste m....e che di solito non connettono.
8.   Sognare un altro colore dal marrone e tingere la casa di un altro colore.
9.   Non dire che non c'è quando invece c'è.
10. Lavarsi, fintanto ci sarà l'acqua.