sabato 4 agosto 2012

Visionaria: vergognosa

In merito alla manifestazione Visionaria che avrà luogo a settembre a Prato. Nel dare i soldi, al Comune , non sembrano tanto visionari, ma molto precisi: mentre a noi il Comune ha negato perfino 500 euro per la prossima stagione, raccontandoci la balla dei soldi finiti, ecco cosa combinano con gli artisti 'amici', e quanti soldi danno.
Così come è raccontato nell'articolo il modo di affidamento sembra effettivamente forzato.
Brava la giunta Cenni, maestra di eventi evanescenti, inutili, mangerecci, volatili,  superficiali, propagandistici... e di procedure poco chiare!


Da IL TIRRENO di oggi, Cronaca di Prato
"Visionaria: già tutto previsto?
Perplessità su tempi e modi di affidamento dell’evento
PRATO Tutto limpido nell’affidamento alla Fonderia Cultart dell’organizzazione dell’evento Visionaria che aprirà il prossimo Settembre Pratese? L’Italia dei Valori qualche dubbio ce l’ha. «Se è vero - si afferma in una nota - , come peraltro si legge nella determina dell’Ufficio di gabinetto che una proposta era già arrivata nei mesi scorsi e che prevedeva “un grande spettacolo di teatro, concerti ed acrobazie della Cie Transe Expresse denominata Lacher de Violons – Art Céleste ( da tenersi in una piazza del centro storico), una maxi proiezione sulla facciata di un palazzo storico….” Così come è vero che l’amministrazione comunale ha deciso di procedere all’affidamento del servizio dello stesso evento con una procedura negoziata, ovvero “attraverso la richiesta scritta di preventivi di spesa a cinque operatori economici idonei all’esecuzione dell’intervento” indicando espressamente che la proposta avrebbe dovuto contenere lo spettacolo finale della Cie Transe Express denominato Lacher de Violons – Art Cèleste…. E se a tutto questo aggiungiamo che la richiesta di preventivi è stata inviata il 16 luglio con obbligo di rispondere entro dieci giorni e che l’evento si terrà ai primi di settembre, salta subito agli occhi che c’è qualcosa di anomalo». Italia dei Valori si domanda: «Chi aveva fatto la proposta al comune alcuni mesi fa? E se la risposta fosse che è stata la stessa Fonderia Cultart, che poi è stata l’unica a presentare il progetto e a vincere la gara per 93mila euro che sommati all’Iva diventano 112.796,20 euro, allora i dubbi sono tanti e le perplessità anche»."

venerdì 3 agosto 2012

Tutti in via Ciulli

Dopo le dichiarazioni, seguite da pentimento ma non ancora da dimissioni, del consigliere al Comune di Prato Auzzi, che ha augurato ai cinesi di finire tutti in via Ciulli (quindi annegati come le tre donne nell'ottobre 2010 nel sottopasso dell'omonima via), perché un cinese ha investito la moglie in bici (come se la colpa fosse dei cinesi e non della mancanza di una politica di mobilità alternativa in questa città!), copio qui un passo della mia "Antologia del Bisenzio".


Chengwei, Jilan e Donglan Wan, le donne morte nel sottopasso [1]
Parla Chengwei

Io ero la più giovane.

Siamo uscite per andare a lavorare,
come tutti i giorni

siamo venuti qua per lavorare.

Mia mamma guidava
Mia mamma guidava

La zia ha detto

-Attenta Jilan! -

L’acqua correva dal cielo
Funi stese erano le gocce d’acqua
T’avrei fatto vedere!

Io sarei voluta restare a casa
Ma non si può
Non si poteva

Anche la zia era preoccupata
-Jilan attenta!-

Mia madre era attenta
Ma chi avrebbe detto
Che quel sottopasso fosse
Così profondo
Maledettamente profondo!

Eppure lo avevamo già passato
Con le macchine traversato,
ma non pensavamo così
profondo

E’ stato così rapido
l’acqua ci ha trascinate via

Mamma non riusciva più a tornare indietro
-Metti la marcia indietro
Metti la marcia indietro!! –
Ma non andava
La macchina
non ce la faceva…
la macchina non si muoveva
che avanti!

Non so nuotare
Non so nuotare
E l’acqua mi fa paura
Perché là sotto c’era
Così tanta acqua?


Parla Jilan:

Come pioveva quella notte!

L’avevo detto: restiamo a casa
Ma Donglan non voleva
O forse non volevo io?

Chi si ricorda?
Ho visto che l’acqua era alta

Ho messo la marcia indietro
Ma la macchina andava avanti
E ancora avanti.

Com’era fredda quell’acqua
Com’era fredda!
Entrava dappertutto!

Ho telefonato a mio marito
Gliel’ho detto: - Siamo qui
Siamo qui!

Qui dove?
Dov’è ‘qui’?

Io non sapevo spiegare
Non sapevo il nome della strfda
Gli ho detto:
-Siamo sotto un ponte! .

-Che ponte che ponte! –


Parla Donglan:

Ho capito subito
Che sarebbe andata a finire  così.

Ho capito subito
Che sotto quel ponte
Sarei morta!

Non ce l’ho fatta ad uscire,
non ce l’ho fatta!

L’acqua ha circondato la macchina
Ha cominciato ad entrare
E poi tutto era acqua

Jilan ha aperto la portiera
Ha cercato di salire su
Poi non ho visto più nulla
Non ho sentito più nulla

Acqua solo acqua.

Jilan ha aperto la portiera
Ha cercato di salire su
Poi non ho visto più nulla
Non ho sentito più nulla

Acqua solo acqua
Nemmeno io so nuotare
Nemmeno io
Perché là sotto c’era
Così tanta acqua?

Ho capito subito
Che sarebbe finita così
Morire di lunedì
Me l’aveva detto una strega
Me l’aveva detto una strega

O forse lo sognai di notte?




[1] In via Lorenzo Ciulli a Prato il 4 ottobre 2010. Le donne avevano rispettivamente un’età di 24, 50 e 42 anni.

giovedì 2 agosto 2012

Recensione di "Centurione"



A Marciana Marina il “Centurione”  messo in scena  “Sotto la Tore” dal Teatro La Baracca

Un  gustoso e graffiante “fuori programma”, specchio vero del nostro Bel Paese. 

In una splendida quanto inedita cornice scenografica al centro del porto marinese, proprio a ridosso della storica Torre, il monumento simbolo del paese, sfondo dell’esilarante protesta di Marco Tullio, figurante romano del XXI secolo, è sembrato per una sera il Colosseo, monumento principe dei monumenti italici. In una perfetta serata estiva, illuminata dalla luna piena, di fronte a un nutrito pubblico di villeggianti, si è consumata  la comicissima performance satirica  del popolano centurione,  romano doc del Testaccio. 
Marco Tullio è un gagliardo centurione, interpretato magistralmente da Gianfelice D’Accolti nella sapida ed argutissima commedia, scritta e diretta da Maila Ermini, qui nelle vesti di cantastorie con puntuali stornelli. Un storia tanto realistica da apparire espressione autentica della più genuina e scafata vis romanesca,  scampolo di una Roma ostinatamente resistente che pervicacemente controbatte ai radicali cambiamenti  del nostro tempo. Davanti ai fasti del trascorso, eppur presente spirito del S.P.Q.R., il centurione di Maila Ermini si trasforma, attraverso l’esuberante gestualità e la convincente enfasi retorica vernacolare di Gianfelice D’Accolti, in una sorta di moderno Tribuno delle Plebe che arringa al suo popolo i reiterati vizi di un potere oramai assai poco repubblicano che lo ha ingiustamente sfrattato considerando la sua persona spettacolo indecoroso, non considerando il suo più che onorevole e meritorio ruolo di comunicatore, guida ed anfitrione della storia, financo della cultura della città eterna.
Che dire dello spettacolo? La storia è azzeccatissima, l’attualità della denuncia soprattutto è eloquente, tanto che la protesta del centurione è degna di ancor più  vasta ribalta, specie laddove si punta il dito sui vizi dei soliti papocchi, e non meno sullo stato miserevole di incuria in cui si lasciano morire monumenti e aree archeologiche. Il vero scempio, qui sottinteso,  è  quello di non sapere o volere valorizzare le nostre risorse culturali che altrimenti potrebbero essere fonte inesauribile di ricchezza. Proprio per questo il lavoro precario del figurante meriterebbe di elevarsi al rango di “posto fisso”, invece  “… con tutta ‘sta fiera, nun magno stasera” lamenta l’incazzato Marco Tullio in una metafora che da esistenziale personale si apre persino ad una competizione quasi surreale, per altro assai amara, ma di straordinaria genialità e felicissima intuizione introdotta dall’autrice, con i “vù comprà” accusati, essi stessi, di razzismo dal centurione,  Romano de’ Roma, reo in questo caso di non godere di discendenze nord africane o esotiche. Infine, facendo senza peli sulla lingua nomi e cognomi delle autorità precostituite, della Soprintendente che lo ha sfrattato come di illustri (anonimi, tanto son numerosi) e paludati onorevoli, Marco Tullio interpreta  inconsapevolmente il ruolo del Pasquino, materializzato sotto le sembianze del centurione sfrattato che, per necessità e per amore, continua ad esercitare fuori dalla legge, costi quel che costi.
Il  Teatro La Baracca di Prato da anni si misura su temi di attualità e di impegno sociale e, proponendo questa   piece, ha cercato in realtà di marcare il territorio e di toccare i luoghi sensibili del nostro amato e bistrattato “Bel Paese” .  L’occasione di teatralizzare il tema sottinteso apre la strada ad indicare anche le potenzialità, ancora tutte da mettere a frutto,  di sviluppo economico connesse con la conoscenza e la fruizione del patrimonio storico culturale ed ambientale, archeologico o architettonico che sia. La rappresentazione della commedia tragicomica portata in piazza il 1 agosto 2012, per la prima volta fuori dal palco del piccolo teatro pratese,  presso la Torre di Marciana Marina assume un duplice significato oggi che, per volontà del Sindaco Ciumei,  è al centro di un progetto di rilancio da parte della comunità marinese. Da questo punto di vista  questa messa in scena  costituisce un evento a suo modo epocale. Un monumento che sta per uscire dal tunnel del degrado offre più di un motivo di speranza, “’’na cosa super” come direbbe il centurione.

Recensione e foto in alto del Prof. Giuseppe A. Centauro

La foto della Torre di Marciana Marina è mia

mercoledì 1 agosto 2012

Prato nel Sacco


Avremmo dovuto rappresentare il dramma Prato nel Sacco il 2 settembre prossimo al Pereto, ma il prolungarsi di impegni fuori città ci impediscono di farlo; speriamo che si possa replicare in altra data da stabilire, o al Teatro Magnolfi come dovrebbe fare il Comune entro l'inverno per onorare l’impegno di Sipario Aperto (Circuito dei Piccoli Teatri della Toscana), che personalmente ho avuto modo di resuscitare per un altro anno.
Vedremo.
Finora l’atteggiamento dell’assessorato alla cultura nei miei (nostri) confronti è stato lesivo: già dal 2010, quando debuttò, Prato nel Sacco fu bellamente ignorato e tuttora quest’anno (corrono i 500 anni) si persevera nella strada intrapresa.
Ha dato fastidio all'assessore probabilmente l'essere stata 'sorpassata' nella data: qualcuno è arrivato prima di lei, e ben due anni prima, e questo non l'ha proprio digerito. Poi deve punirmi perché io dico e qui scrivo le cose come stanno, e non come se le vuole sentir cantare,  come fanno diversi artisti cortigiani e cortigiane.
Nemmeno a dirlo: questo suo comportamento danneggia il lavoro; un lavoro serio, lungo, prove che costano fatica, impegno, soldi. 
L’assessore alla cultura di Prato dimostra per l'ennesima volta una pratica irresponsabile, del tutto arbitraria e voluttuaria, del suo potere decisionale,  che, in questo caso, contribuisce a intorbidare le acque della Storia, dato che finora del Sacco di Prato sono state presentate interpretazioni edificanti e falsate, bigotte e formalmente kitsch, ad uso e consumo del popolino.  

lunedì 30 luglio 2012

Centurione sbarca all'Elba


FUORI PROGRAMMA “sotto la Tore”
Mercoledì 1 agosto 2012, ore 22

Il Teatro La Baracca di Prato e
Il Comune di Marciana Marina
presentano

GIANFELICE D’ACCOLTI
nel comicissimo
CENTURIONE

Scritto e diretto da
MAILA ERMINI

Con stornelli cantati dal vivo dalla stessa autrice

Marco Tullio, figurante romano del Ventunesimo secolo, sfrattato dal Colosseo, al grido “Con tutta ‘sta fiera, nun magno stasera” va in giro per il mondo a spiegare le ragioni dei moderni centurioni senza-lavoro.

La Torre di Marciana Marina come il Colosseo, icona di storia e di cultura, protagonista di un fuori programma tutto da scoprire, per dare avvio a una valorizzazione del monumento simbolo del paese.

MARCIANA MARINA, PRESSO LA TORRE DEL PORTO

Ingresso libero




REPLICA IL 3 AGOSTO A POMONTE, ore 22 Piazza della Chiesa