venerdì 31 agosto 2012

Rossi, Cenni e il cas(t)ello di Prato Sud

Sembra che Rossi, ancora lui, e il nostro sindaco Cenni si siano incontrati.
Si sono detti molte cose sul Progetto per Prato: la questione delle province (ah povera Prato, che sarà costretta a ricadere sotto Firenze! ma cosa ne facciamo dei dipendenti?); hanno parlato della futuro del vecchio ospedale con gli occhi della perequazione (questa è la parola giusta che piace ai cittadini e ai comitati, ma di cui nessuno conosce bene la sfumatura edile).
Hanno parlato del raddoppio della Declassata nella strettoia del Soccorso, ma non si sa se la vedremo sopra o se sotto terra...Hanno parlato (parole parole parole...) su Gonfienti  etrusca, le Cascine di Tavola di Lorenzo il Magnifico su cui il confronto è aperto. Troppo aperto.

Non proprio su tutto sono d'accordo, s'intende...

Invece, manco a dirlo, c'è piena intesa per costruire costruire!, soprattutto  il casello di Prato Sud (non Prato Est come qualche giornale ha scritto) sulla A 11, così i Tir possono entrare direttamente nell'asse dell'industrie dopo essere usciti...da dove?, naturalmente dall'Interporto!,  che si trova all'uscita di Prato Est della stessa autostrada sopra la città etrusca di Gonfienti.

Ma è tutto calcolato no?

Grazie, signori, per continuare a pensare la Toscana come terra da sbarco. Il vostro.

La stangata sanitaria a firma di Enrico Rossi

Ecco la stangata a firma del Presidente Rossi. Ma che fantasia, che novità questo tassare la sanità! E poi dice che vuole diminuire la benzina in Toscana e scrive a Monti scandalizzato? Signor Presidente, così proprio non va.

di Carlo Bartoli (IL TIRRENO) FIRENZE Tre giorni al via. Scattano lunedì prossimo i nuovi ticket aggiuntivi che determinano un aumento della compartecipazione alla spesa da parte del cittadino sulla base delle fasce di reddito Irpef (valide ancora solo fino al 31 dicembre) o Isee. Da lunedì, quindi, in farmacia i medicinali saranno più cari, ad eccezione degli esenti; in più rincareranno le visite ambulatoriali e tutte le operazioni collegate alla procreazione assistita, mentre per la diagnostica verrà chiesto un contributo alle spese per la digitalizzazione dei risultati dell’esame. Il contributo fisso. Viene introdotto per tutti gli utenti, comprese le attuali categorie di esenzione, un contributo fisso di dieci euro per la digitalizzazione (produzione, archiviazione, trasmissione dell´immagine) della diagnostica per immagini, cioè Risonanze, Tac, scintigrafie, rx ecografie. Gli esenti per reddito. Viene confermata l’esenzione dai ticket per coloro che hanno un reddito annuale Irpef o Isee (riferito al 2011)inferiore a 36.151,98 euro. A partire dal gennaio prossimo, chi non è in possesso della certificazione del reddito Isee dovrà pagare la quota massima di ticket, dal momento che il reddito Irpef non sarà considerato più valido. Gli altri esenti. Continuano ad essere esenti totalmente anche le seguenti categorie: gli invalidi di guerra titolari di pensione vitalizia, quelli per servizio, gli invalidi civili al 100% e i grandi invalidi per lavoro; i danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati (limitatamente alle prestazioni necessarie per la cura delle patologie previste dalla legge 210/1992), le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e i loro familiari. Inoltre, i ciechi e i sordomuti, gli ex deportati da campi di sterminio titolari di pensione vitalizia, gli infortunati sul lavoro per il periodo dell´infortunio e per le patologie direttamente connesse, purché indicato sulla ricetta, i disoccupati iscritti ai Centri per l´impiego e i familiari a carico, i lavoratori in mobilità e i familiari a carico, i lavoratori in cassa integrazione straordinaria e i familiari a carico, i lavoratori in cassa integrazione in deroga. I cronici. Cambia, invece, la disciplina per i pazienti cronici che finora erano totalmente esenti. A partire da lunedì, infatti, i malati cronici e i pazienti affetti da malattie rare continueranno ad essere esenti a patto che il loro reddito sia inferiore a 70.001 euro. Oltre questo livello, il paziente cronico è chiamato a contribuire alla compartecipazione con le stesse modalità degli altri cittadini della stessa fascia di reddito. Con un’eccezione: in ogni caso, il livello di compartecipazione massima annua riferita all’anno solare non potrà superare i 400 euro per ogni utente. Oltre quella soglia, il cronico rientra nella fascia di gratuità, ma solo per quanto riguarda l’acquisto dei farmaci. La seconda fascia. Tra i 36.151,98 e i 70mila euro il ticket per i farmaci raddoppia e passa da 1 a 2 euro a farmaco, mentre per le visite specialistiche la spesa sale da 5 a 10 euro a ricetta. Da notare che la modifica riguarda solo le ricette che hanno un importo complessivo superiore a 10 euro. Per le altre voci (Risonanza magnetica e Tac, Pet e scintigrafie, prestazione a cicli, pacchetti ambulatoriali complessi di medicina fisica e riabilitazione, chirurgia ambulatoriale, libera professione) i ticket aggiuntivi restano invariati. La terza fascia. Tra 70.001 e 100mila da lunedì si pagherà un ticket di 3 euro (e non più di 2 ) a farmaco, mentre le visite specialistiche avranno un ticket che aumenta da 10 a 20 euro se la ricetta ha un importo complessivo superiore a 10 euro. La quarta fascia. Per i redditi superiori a 100mila euro, il ticket sale da 3 a 4 euro e le visite specialistiche da 15 a 30 euro (per ricette oltre i dieci euro). La procreazione assistita. Per queste tecniche viene introdotto un ticket differenziato in base alla tariffa della prestazione. In questo caso, il ticket viene applicato a tutti gli utenti, indipendentemente dalla fascia di reddito. Per l’inseminazione intrauterina si pagano cento euro a ricetta (nel nomenclatore tariffario la prestazione ha un costo di 475 euro); anche per il monitoraggio dell’ovulazione, che ha un costo effettivo di 385 euro, si pagheranno cento euro a ricetta che diventano cinquecento per chi intende sottoporsi alla fecondazione in vitro con monitoraggio dell’ovulazione, una tecnica che ha un costo effettivo di 1.826 euro. Stesso ticket per la fecondazione in vitro con inseminazione intracitoplasmatica e prelievo microchirurgico degli spermatozoi che ha un costo ancora superiore, pari a 2.548 euro. 


giovedì 30 agosto 2012

Gli artisti, i lor compensi...e i trombettieri di corte

La guerra fra il segretario del PD Bersani e Grillo, con relativa pietosa scesa in campo di Benigni in difesa dell'emiliano, ha, nell'ambito dello squallore generale, il merito di illuminare i compensi di questi artisti da prima pagina.
Intanto sappiamo Grillo nel 1995 prendeva 25 milioni di lire per uno spettacolo, invitato dalla CISL. Però, mica poco per essere i soldi dei lavoratori.

So bene che altri artisti prendono e hanno preso di più.

Ricordo una simile contestazione al 'nobile' Fo nel 2000 (credo), per aver incassato molto di più grazie a sua apparizione al Festival del Teatro di Strada di Abbiategrasso.

Nonostante sia stato tutto fatturato (e quindi tutto regolare per il fisco e la mamma), c'è 'qualcosa' che non torna in questi cachet dei nostri santi artisti.

(Vedi anche Visionaria a Prato...Per tamponare l'effetto delle accuse di sperpero di danaro pubblico, la relativa conferenza stampa di questo evanescente evento settembrino è accompagnata da Cenni e dai trombettieri di corte).

mercoledì 29 agosto 2012

Perché vietare la fecondazione eterologa non è cristiano

Dopo la bocciatura della Legge 40 sulla fecondazione assistita da parte del tribunale di Strasburgo seguirà senz'altro la protesta dei vescovi e la supina accettazione di un forzato ricorso da parte di un governo supino ai voleri del Vaticano, ricorso che auspico venga bocciato da quel tribunale europeo.

L'ostinazione, anzi l'ossessione della Chiesa Cattolica contro la fecondazione eterologa, che quella legge contiene, è piena di contraddizioni proprio in seno alla fede cristiana stessa.

Io penso che vietare la fecondazione eterologa non sia cristiano e sia legato piuttosto a una concezione aristocratica, tribale della famiglia. La famiglia del sangue. La famiglia del seme.
Com'è la nostra.

Ma la famiglia che Cristo propone non è quella, bensì quella dell'amore e dell'accettazione dell'altro.

Invece questi nostri vescovi, capeggiati dall'intransigente Bagnasco, intonano salmi a proprio a quella famiglia che Cristo invitava ad abbandonare.

Roberto Benigni: la difficile arte del comico-equilibrista


Ora che è così importante, così ‘grande’, è difficile per lui essere ‘comico’.  Graffiante, vero.

Lui, andato l’altra sera alla Festa Democratica a Reggio Emilia, è la dimostrazione di come il ‘comico’, l’attore, deve omaggiare il potere se vuole stare sulla ribalta.

Qualcuno dirà: l'ha fatto anche e bene nel passato, l'abbiamo visto su tutti i palchi democratici!

Oggi il comico sembra nato apposta per questo. Omaggiare.

Non deve dispiacere nessuno. Durante il suo brillante intervento,  Benigni non ha attaccato nemmeno Grillo che aveva attaccato Bersani che aveva attaccato Grillo.

Si sa come vanno queste cose.

Il pubblico paga e ride, l'artista è pagato-appagato. Tutti contenti.

In questi tempi della Grande Restaurazione i comici, e gli artisti in toto, anche quelli che si sono beccati gli Oscar, sono avvisati.

martedì 28 agosto 2012

Il Sacco di Prato: dopo 500 anni continuano le menzogne

Domani 29 agosto (pensando di essere chissà in quale giorno avevo scritto 'ieri'!) ricorrono i 500 anni dal Sacco di Prato.
Dopo tutti questi anni lo Stato Pontificio, il Vaticano di oggi, ancora non chiede 'scusa' a Prato di quanto ha commesso: 21 giorni di saccheggio; un numero altissimo di morti.
Anzi, le responsabilità sono state puntualmente messe a tacere; non parliamo delle autorità, che ci hanno fatto una magra figura, ma anche dagli storici di parte, che ammettono e non ammettono...

Nel 1512 Papa Giulio II, sollecitato dal Cardinale Giovanni de Medici (il futuro Leone X) smanioso di rimettersi a comandare a Firenze e scacciare la Repubblica,  non ci pensò due volte a mandare gli spagnoli a saccheggiare Prato.

Niente di tutto questo è stato detto! Pensate: hanno tutti una paura matta di dire la verità, hanno paura a parlare 'contro' lo Stato Pontificio di 500 anni fa!

Vedete che razza di gente ci amministra. Non hanno coraggio di niente.

La Chiesa deve 'riparare', ammettere un altro dei suoi tanti, troppi, errori: e non bastano le messe e le novene.

Al vescovo Simoni la Storia offre un'occasione per uscire di scena a testa alta prima di andare in pensione.

lunedì 27 agosto 2012

Un mondo di diabetici

Previsioni: un mondo di diabetici.

I ragazzini vanno già in quella direzione, mangiando e bevendo tanta quantità di zucchero e additivi vari.

Ora il nostro ministro alla salute decide di tassare le bevande dolcificate, perché farebbero male al pancino.
Ma che bravo!

E con l'industria alimentare, come la mettiamo?
Ministro, mica vogliamo che uno dei pilastri della nostra economia si metta a licenziare?

Ma no, no!
Cerchiamo solo di recuperare un po' di soldini facendo del bene...

Oh quanto bene che facciamo
e un po' di soldi li intaschiamo....!

Forza, bambini, alle feste, anche quelle della scuola, a mangiar merendine; a bere porcherie colorate e zuccherose (che spesso creano dipendenza!).

venerdì 24 agosto 2012

Toccare il culo alle donne

Sembra che in Egitto gli uomini, molti ragazzini, vadano in giro a toccare il culo alle donne. 
Le donne egiziane però non se ne stanno più  tanto zitte e hanno cominciato a denunciare questi branchi di cretini  che, naturalmente in gruppo, si azzardano fino alle terga della malcapitata.

Anche in Belgio nella comunità nordafricana questo insolito costume si sta diffondendo e gira un video che ha fatto incazzare parecchi.

Quando andavo alle medie, era prassi che i ragazzi ci toccassero il culo.
A me, che data l'altezza mi toccava di star seduta in fondo alla classe, mi capitava regolarmente.
Un giorno decisi di farla finita e, davanti a una insegnante durante una lezione, picchiai un mio compagno, Domenico, di santa ragione. Finimmo davanti alla preside e io spiegai per filo e per segno quello che era ormai una abitudine.
Ricordo che il ragazzo rimase stupito, non tanto dalle parole della preside o dell'intervento dei genitori eccetera, quanto piuttosto dalla mia reazione, e non lo fece più.

La cosa funzionava così: ogni volta che passavi tra i banchi, i ragazzi (idealmente sempre in gruppo, mai da soli) toccavano il culo alle ragazze.
Ma solo a quelle ambite sessualmente, per cui la cosa strana era questa: che la ragazza a cui veniva toccato il culo si poteva sentire anche lusingata, in quanto 'bella'.

In realtà, nell'intimo, in quell'atto io vivevo un senso di umiliazione e rabbia profonda.

Nel mio caso i ragazzi che organizzavano le 'toccate di culo'  provenivano da situazioni sociali ed economiche difficili o 'retrograde', con una morale sessualmente, brutalmente repressiva, e di conseguenza violenta. Avevano problemi scolastici.

Recentemente, invece, mi sono capitati due episodi: nel primo  un vecchio mi ha toccato il culo in un bar.
Ero in Emilia Romagna per lavoro e stavo bevendo un caffè davanti al bancone. Mi sono sentita toccare, ma senza fretta, lentamente. 
Io non mi sono resa subito conto di quello che mi accadeva.
Mi sono girata, e un vecchio, sì un vecchio mi ha detto, letteralmente: "Mi scusi, signora, non ho saputo resistere...". E se n'è andato.

C'era gente che ha assistito alla scena, voleva intervenire. Ma il vecchio mi ha fatto pena, oltre che darmi angoscia, e non ho reagito.

Il secondo, ancor più recente, nella ciclabile di Prato, vicino a Vergaio: mentre camminavo, un ragazzo in bici mi ha palpato da dietro. L'ho rincorso e acciuffato, ma poi è riuscito a divincolarsi e si è dileguato con la bici.

La donna prova un forte senso di smarrimento davanti a questi atti, queste mini (?) violenze, queste intromissioni indesiderate sul suo corpo. Mai desiderio o lusinga.

giovedì 23 agosto 2012

Vent'anni di Teatro La Baracca - 1 (L'edificio teatro)

Il Teatro La Baracca presto compirà vent'anni, nel 2013.
Ho pensato dunque di sottolineare questo evento, questi vent'anni di teatro, fondato nell'anno delle stragi, il 1993, vent'anni di buio che ho cercato di illuminare come ho potuto.
Un tempo c'era una folta compagnia di giovani che mi hanno seguito per diversi anni.
Ho accolto moltissime compagnie e artisti esterni a recitare nel piccolo teatrino di legno.
Quest'anno non inviterò nessuno; pochi soldi, circa 4 mila euro dalla Regione.
Niente, come ho ripetutamente scritto, dal Comune.
Fortunatamente ancora ci, mi restano tante cose da dire e da rappresentare.
























Nella prima foto si vede come si presentava la Baracca diversi anni fa. Negli anni le modifiche, pur non modificando la cubatura, hanno migliorato l'aspetto estetico e la fruizione del teatro stesso e hanno riguardato: il rivestimento laterale di legno scuro lavorato a incastro nella facciata (sud est) e nel lato destro dell'edificio (a sud ovest), con alla base di marmo;   adeguamenti relativi alla sicurezza interna, incluso il nuovo impianto elettrico e il bagno a norma, con le uscite e l'impianto di sicurezza e antincendio (anche il sipario lo è!), e nel 2008 il tetto nuovo e ventilato con rivestimento alla canadese (dopo che una tempesta dell'estate 2005 aveva scoperchiato per metà il teatro). Nello stesso modo è stato rivestito il lato a nord ovest e a nord, per protezione.
Quest'anno è stato protetto in parte il Pereto e il fondale esterno con pali di acciaio e una nuova rete; rifatto il mattonato laterale nord-ovest (su dove si esce da uno dei  camerini) con relativo ripristino di confine.
Dal 2008 il teatro è dotato di una tribunetta scomponibile per una migliore visione da parte degli spettatori.
Altri piccoli lavori sono in previsione per la prossima estate, in particolare relativi alla protezione complessiva del Pereto, la cui rete è ormai vecchia e logora.

(segue...)

Detersivi naturali - 2

Sapete che io sono una appassionata dei detersivi naturali e uso poco quelli chimici.

Oltre ai fondi di caffè, di cui a suo tempo ho parlato, vi ricordo che un altro 'vecchio' detersivo naturale per i piatti è la scolatura della pasta.

E' migliore di qualsiasi detergente chimico, anche quando è fredda.

Quando scolate la pasta nell'acquaio, la lasciate lì; se è insufficiente aggiungete un po' di acqua, ma poca.

Per la puzza di uovo o di pesce, consiglio comunque di pulire i piatti con il fondo del caffè del mattino (il caffè non deve essere troppo secco; nel caso va bagnato). L'odore del caffè toglie tutto.

Il granulo del caffè già utilizzato è ottimo anche se avete le mani sporche di grasso di macchina o roba simile. Ce ne vuole una quantità consistente, ma funziona e le mani tornano lisce e levigate.

Inquinare meno, si può!
(Della serie Naif-moments,  cui credo molto!, del Diario dei rifiuti).


mercoledì 22 agosto 2012

Cenni, sindaco assente

Dopo il triste affresco di Prato tracciato dal Sole24Ore, il sindaco Cenni tace.

Non una parola alla sua gente, alla gente che dovrebbe rappresentare.

Dov'è?

Perché non dice niente di quello che sta accadendo in città, del crollo che sta vivendo?

Si affida al panem et circenses, alla Palla Grossa e al Settembre pratese?

Ma il panem è finito, e c'è poca voglia di circenses.

Dopo il Romagnoli, sindaco muto, ora anche Cenni sindaco fantasma?

Visionaria: un dejà-vu à Pratò


Torno su Visionaria, questo mega dispendioso spettacolo di acrobazie aree spacciato come novità, che sarà presentato prossimamente a Prato. Ah, io non ne potrò essere spettatrice, ma…sicuramente ho già visto roba del genere. La compagnia che lo presenta, Transe Express, presenta lo spettacolo che propina a Prato dal 1999! (Basta consultare il sito internet per capirlo….).
In Francia certi spettacoli circensi e di strada sono molto in voga, anzi erano in voga:  ricordo di averne visti diversi negli anni ’80, piccola fanciulla!
Spettacolari e affascinanti, durano pochi istanti dentro lo spettatore…
Negli anni ’90 anche in Italia sono nate compagnie simili (come coloro che accompagneranno trampolescamente il Corteggio Storico 2012…).

Sarà uno spettacolo tanto impressionante quanto evanescente.

Un tempo, quando nacque il teatro di strada o in strada, parliamo degli anni ’70, l'intento degli artisti era quello di épater la bourgeoisie, andando in giro non solo con trampoli e acrobazie, ma anche con prosa seria, e tutto contro il sistema reazionario e consumistico della cultura... ora invece la giovanile lecchitudine ne è a favore, e organizza spettacoli barocchi (così è definito lo spettacolo Lacher de violons dalla compagnia stessa), tutta intenta a servire il potere e a prende li quattrì.

E allora, o cittadini gabbati e contenti, tutti con la testa in su a esclamare: Oooh, è fantastico...!

martedì 21 agosto 2012

Prato va forte nella classifica reati

Ho letto che prato è considerata sesta nella classifica della delinquenza nazionale.
Mica male, però. Vanno forte le rapine e i furti nelle case.

Quando io ero piccola si dava la colpa al meridionale. E' lui, si diceva, che delinque.

Ora la colpa di questi reati non si dà ai cinesi, perché con tutta evidenza il loro settore è il nero: l'abusivismo, l'elusione e la tenuta in schiavitù. I cinesi non vanno a rubare.

Manco a dirlo, chi ruba sono i rumeni, gli albanesi, e tutti gli 'altri' che sono nati dalla caduta della Cortina di Ferro. 

Dunque ora sappiamo che non servono le ronde per le strade del Centro Storico, quello più vessato dalla criminalità, quello che nonostante la voluta riqualificazione, non 'riparte'. Quello che recentemente è stato invaso dai topi e, trattandosi di città, la colpa non è stata certo dei cugini di campagna.

La percezione della delinquenza è ben chiara anche in periferia; è una percezione che deriva dai rapporti quotidiani, dal trattare l'altro in modo sempre più violento, provocatorio o strumentale. O, se va bene, indifferente. 

Una questione che la classifica del Sole24Ore non ha riportato è quella che riguarda la delinquenza o il malcostume dei giovani, di cui quest’estate in tutta Prato abbiamo avuto un forte assaggio. Basterebbe parlare con la Polizia, il cui intervento è stato sollecitato più volte a causa di questa 'gioventù violenta'.

Gli argomenti della prossima campagna elettorale, in particolare la sicurezza e la questione cinese, stanno già crollando sotto i colpi di una realtà che va da un’altra parte della 'politica', che non li sa risolvere e nemmeno affrontare, se non con la consueta e trita retorica propagandistica; una 'politica' che, distante abitatrice di un Palazzo sull'orlo del baratro, ormai è solo intenta a vivere per sé e di sé, e non sa fare altro che rinfocolare il localismo più bieco con dispendiose feste fallimentari di tutti i generi, ma soprattutto kitsch o potenzialmente violente e per nulla edificanti come la Palla Grossa, nel vano tentativo di distrarre e gabbare il popolino.

lunedì 20 agosto 2012

Un mostruoso conformismo di "Fatto"

Premetto: in questi ultimi tempi ho letto spesso il "Fatto Quotidiano" e molti articoli e prese di posizione li ho condivisi.
Probabilmente continuerò a leggerlo.
Tuttavia il giornale mostra un 'vulnus' che va evidenziato: ossia ci propina la consueta carrellata delle firme snob, i soliti amici della parrocchietta "d'antan" che ritornano a scrivere, ora là, ora qui, come "evergreeen zombies writers".
Insomma, sembra che il giornale sostenga la casta, o ‘castina’ dei privilegiati di sempre, dei personaggi famosi che ci propinano i loro scritti di unti del signore.
Amen.
Come ciliegina sulla torta il FattoQuodiano presenta le feste in Versilia, molto trendy, con i soliti 'dibattitari' estivi affollati.
Un mostruoso conformismo di "Fatto".

Official Statement by Julian Assange from the Ecuadorian Embassy

Sunday August 19th, 14:30 BST
(This version has been proofed)
I am here because I cannot be closer to you.
Thank you for being here.
Thank you for your resolve and your generosity of spirit.
On Wednesday night after a threat was sent to this embassy and the police descended on the building, you came out in the middle of the night to watch over it and you brought the world’s eyes with you.
Inside the embassy, after dark, I could hear teams of police swarming into the building through the internal fire escape.
But I knew that there would be witnesses.
And that is because of you.
If the UK did not throw away the Vienna Conventions the other night, it is because the world was watching.
And the world was watching because you were watching.
The next time somebody tells you that it is pointless to defend the rights we hold dear, remind them of your vigil in the dark outside the Embassy of Ecuador, and how, in the morning, the sun came up on a different world, and a courageous Latin American nation took a stand for justice.
And so, to those brave people:
I thank President Correa for the courage he has shown in considering and granting me political asylum.
And so I thank the government and the Foreign Minister, Ricardo Patiño, who have upheld the Ecuadorian constitution and its notion of universal rights in their consideration of my case.
And to the Ecuadorian people for supporting and defending their constitution.
And I have a debt of gratitude to the staff of this embassy whose families live in London and who have shown me hospitality and kindness despite the threats that they have received.
This Friday there will be an emergency meeting of the foreign ministers of Latin America in Washington D.C. to address this situation.
And so I am grateful to the people and governments of Argentina, Bolivia, Brazil, Chile, Colombia, El Salvador, Honduras, Jamaica, Mexico, Nicaragua, Peru, Venezuela and to all other Latin American countries who have come to the defence of the right to asylum.
To the people of the United States, the United Kingdom, Sweden and Australia who have supported me in strength while their governments have not. And to those wiser heads in government who are still fighting for justice. Your day will come.
To the staff, supporters and sources of WikiLeaks whose courage, commitment and loyalty have seen no equal.
To my family and to my children who have been denied their father: forgive me. We will be reunited soon.
As WikiLeaks stands under threat, so does the freedom of expression and the health of our societies.
We must use this moment to articulate the choice that is before the government of the United States of America.
Will it return to and reaffirm the values it was founded on?
Or will it lurch off the precipice dragging us all into a dangerous and oppressive world in which journalists fall silent under the fear of prosecution and citizens must whisper in the dark?
I say that it must turn back.
I ask President Obama to do the right thing.
The United States must renounce its witch-hunt against WikiLeaks.
The United States must dissolve its FBI investigation.
The United States must vow that it will not seek to prosecute our staff or our supporters.
The United States must pledge before the world that it will not pursue journalists for shining a light on the secret crimes of the powerful.
There must be no more foolish talk about prosecuting any media organization, be it WikiLeaks or the New York Times.
The US administration’s war on whistle-blowers must end.
Thomas Drake, William Binney, John Kirakou and the other heroic US whistle-blowers must - they must - be pardoned and compensated for the hardships they have endured as servants of the public record.
And the Army Private who remains in a military prison in Fort Leavenworth Kansas, who was found by the UN to have endured months of torturous detention in Quantico Virginia and who has yet - after two years in prison - to see a trial, must be released.
And if Bradley Manning really did as he is accused, he is a hero, an example to us all and one of the world’s foremost political prisoners.
Bradley Manning must be released.
On Wednesday, Bradley Manning spent his 815th day in detention without trial. The legal maximum is 120 days.
On Thursday, my friend, Nabeel Rajab, was sentenced to 3 years for a tweet.
On Friday, a Russian band was sentenced to 2 years in jail for a political performance.
There is unity in the oppression.
There must be absolute unity and determination in the response.
(Wikileaks)

domenica 19 agosto 2012

Di Monti & C. non ne possiamo più

Di Monti & C, non ne possiamo proprio più.
Ora devo pure parlarne io. Ho fatto il possibile, ho resistito fino all'ultimo, ma purtroppo non mi posso esimere...
Ora è partita la nuova finta campagna contro l'evasione fiscale.
L'inutile campagna contro l'evasione fiscale.
I blitz della Finanza che servono solo tre giorni e poi tutto torna come prima.
Anzi, peggio di prima. Perché l'evasione è aumentata e aumenterà.
Si lavora solo a nero, ormai.

La ricetta, molto semplice, non si vuole scrivere: la ricetta per rimettere in moto il paese disastrato: come prima cosa diminuire il costo del lavoro. Non solo quello dipendente.
Non posso avere lo Stato come socio occulto che mi puppa il guadagno.
Non posso pagare tasse su un guadagno che non ho fatto.
Non posso pensare a un dipendente come un lusso irraggiungibile per quello che costa. Quello che pago non va a lui se non in minima parte per la pensione.
Basta con questo sistema che ci stritola.
Mandiamoli a casa.

Dal piccolo al grande.

(P.S. Mentre rappresentavamo Centurione qualche giorno fa, dal pubblico è partito un applauso, un applauso contro questo governo...contro il sistema ingiusto e ricattatorio.
Anche il pubblico sta cambiando. Basta dargli solo robetta da passatempo. L'attenzione sta cambiando, la gente ne ha piene le palle, e... attenzione teatranti, è pronto a fischiare).

giovedì 16 agosto 2012

Cocomero a Prato: il peggio è passato

Suvvia, in alto i cuori, il peggio è passato, la Festa del Cocomero è andata. Ci rimane solo un altra festa-propaganda, un altro anno di cocomeri-Esselunga pro-grattacielo, e poi basta! (Certo conviene: tanti cocomeri gratis e una palla grossa per un grattacielo di supermercato!)

Qui il Sindaco di Prato, in una foto del 2009 che è stata fatta sparire dal web. Questa è l'unica rimasta. Cfr. anche
http://primaveradiprato.blogspot.it/2009/08/re-cocomero.html

martedì 14 agosto 2012

Basta essere presi per il culo

Qualche giorno fa mi hanno chiamata dall'Assessorato alla Cultura di Prato per dirmi che la mia richiesta di contributo per la stagione teatrale prossima non sarebbe stata sovvenzionata da alcun centesimo.

Che se però volevo, potevo ricevere il patrocinio del Comune!

No, grazie. Basta con le prese per il culo. Basta offese da un Comune che butta via più di 100 mila euri per una serata e non dà nemmeno un centesimo a chi sta da vent'anni sul territorio a fare cultura.

domenica 12 agosto 2012

Galceti è sporco

Mentre si prepara il cocomero in piazza del Comune, a Prato c'è un parco, il parco più famoso, quello di Galceti che è tenuto in condizioni di semi abbandono: sporco e trasandato, ricoperto di sporcizie dall'inciviltà dei frequentatori; in particolare, alle pendici, di fazzolettini buttati dagli amanti dopo l'amore (non ci sono cestini, se non in poche zone) ; un parco che appare senza nessun controllo né cura.

giovedì 9 agosto 2012

Gonfienti etrusca non sarà Parco della Piana

Con questi politici, aggiungo, non ci sarà mai nemmeno il Parco della Piana.


"GONFIENTI
Niente soldi dalla Regione per interventi sugli scavi
PRATO Niente soldi dalla Regione per finanziare la messa in sicurezza degli scavi di Gonfienti. E’ la brutta notizia arrivata tra capo e collo ieri in Provincia e Comune assieme a quella del rifiuto - pare - di inserire il perimetro degli scavi della città etrusca nel Parco della Piana. Fatto sta che i 300mila euro che la Regione aveva promesso, non arriveranno. Almeno per il momento. Curiosa anche la motivazione: la Regione non potrebbe finanziare direttamente opere su terreni privati. «Ho chiesto all’assessore Nesi di verificare» spiega il presidente della Provincia Lamberto Gestri che ha già provveduto a stipulare un accordo con la Fondazione Cassa di Risparmio per “girare” alla Soprintendenza i 200mila euro che avrebbero dovuto, assieme ai 300mila della Regione, coprire le spese di messa in sicurezza degli scavi oggi in stato di profondo degrado. «Mi risulta che i terreni - continua Gestri - sicuramente acquistati da Interporto siano però passati sotto la Soprintendenza, quindi il ministero, una volta scoperte i reperti archeologici e vincolata l’area». Qualcosa di più, sulle motivazioni, si potrà capire nei prossimi giorni. Resta anche l’incognita inserimento di Gonfienti nel Parco della Piana. «Sia la Provincia - aggiunge il presidente Gestri - sia il Comune avevamo avanzato la richiesta alla Regione così da poter ottenere dei fondi che ci consentissero di ripristinare la segnaletica d’ingresso al parco installando cartelli con il simbolo del Parco della Piana». La Regione avrebbe manifestato perplessità anche su questa fronte. «Resta comunque - aggiunge Gestri - la piena disponibilità della Provincia a sostenere Gonfienti». Ovvero: i soldi promessi della Provincia, almeno quelli, ci sono. «Per il momento abbiamo stipulato l’accordo con la fondazione. Quando l’iter sarà perfezionato- conclude il presidente della Provincia - i fondi passeranno alla Soprintendenza che li potrà investire negli interventi». (IL TIRRENO, 9 agosto 2012)".

mercoledì 8 agosto 2012

Metastasio in picchiata


Copio e incollo un comunicato dell'IdV di Prato, il secondo in pochi giorni che si occupa della situazione culturale in città.
Il comunicato descrive la saga declinante del Metastasio; quello del prendo-e lascio-un-incarico, un posto. E' la cultura 'situazionale' del potere.

Con Cenni c'è stata una forte continuità del sistema 'postaiolo' della Sinistra. Il dopo-Cardillo, la signora che il PD aveva messo come Presidente del teatro cittadino e che ora  si trova all'ufficio cultura in Regione, lascia le cose sostanzialmente immutate.
Così scopriamo che Pamela Villoresi, e ormai per la seconda volta almeno, dà le dimissioni nella 'sua' città. Che il direttore organizzativo del Met ha assunto un altro incarico importante.
Intanto a molti sono negati i più elementari sussidi, e l’ingiustizia grida vendetta.
E il livello culturale della città ormai si misura sulla sagra del cocomero.



Teatro Metastasio senza guida politica e Pamela Villoresi si è dimessa

PRATO - Il Teatro stabile del Metastasio non sta attraversando un buon
momento. Le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Pamela
Villoresi e le riunioni del Cda che, dopo l'abolizione dell'indennità
per i loro componenti si sono alquanto "stranamente" diluite nel tempo
con cadenze sempre più lontane l'una dall'altra, hanno di fatto
consegnato la guida dello stabile nelle mani dei funzionari. La
direzione politica che avrebbe dovuto assicurare il presidente
nominato dal sindaco di Prato è diventata solo pro forma.
 L'Italia dei Valori è fortemente preoccupata per questa situazione
che si è ulteriormente aggravata in danno del Met per l'assunzione di
un incarico triennale a Radicondoli del proprio direttore
organizzativo. Impegno che, ovviamente, tiene anche quest'ultimo fin
troppo lontano dalla gestione del principale teatro cittadino.
L'Italia dei Valori invita tutti coloro che hanno un incarico
ufficiale nella direzione del teatro Metastasio e che  non sentono più
di poterlo portare avanti, di fare come Pamela Villoresi:  si devono
dimettere. Il teatro Metastasio ha bisogno di una guida e di una
organizzazione che non si possono nè improvvisare nè delegare a
funzionari, peraltro,  assunti con altri incarichi ed altre mansioni.
Ogni mese in più che passa in queste condizioni sarà un mese in più di
danno per il teatro, per le persone che ci lavorano, per la cultura  e
per la città
intera.

Italia dei Valori Prato

sabato 4 agosto 2012

Visionaria: vergognosa

In merito alla manifestazione Visionaria che avrà luogo a settembre a Prato. Nel dare i soldi, al Comune , non sembrano tanto visionari, ma molto precisi: mentre a noi il Comune ha negato perfino 500 euro per la prossima stagione, raccontandoci la balla dei soldi finiti, ecco cosa combinano con gli artisti 'amici', e quanti soldi danno.
Così come è raccontato nell'articolo il modo di affidamento sembra effettivamente forzato.
Brava la giunta Cenni, maestra di eventi evanescenti, inutili, mangerecci, volatili,  superficiali, propagandistici... e di procedure poco chiare!


Da IL TIRRENO di oggi, Cronaca di Prato
"Visionaria: già tutto previsto?
Perplessità su tempi e modi di affidamento dell’evento
PRATO Tutto limpido nell’affidamento alla Fonderia Cultart dell’organizzazione dell’evento Visionaria che aprirà il prossimo Settembre Pratese? L’Italia dei Valori qualche dubbio ce l’ha. «Se è vero - si afferma in una nota - , come peraltro si legge nella determina dell’Ufficio di gabinetto che una proposta era già arrivata nei mesi scorsi e che prevedeva “un grande spettacolo di teatro, concerti ed acrobazie della Cie Transe Expresse denominata Lacher de Violons – Art Céleste ( da tenersi in una piazza del centro storico), una maxi proiezione sulla facciata di un palazzo storico….” Così come è vero che l’amministrazione comunale ha deciso di procedere all’affidamento del servizio dello stesso evento con una procedura negoziata, ovvero “attraverso la richiesta scritta di preventivi di spesa a cinque operatori economici idonei all’esecuzione dell’intervento” indicando espressamente che la proposta avrebbe dovuto contenere lo spettacolo finale della Cie Transe Express denominato Lacher de Violons – Art Cèleste…. E se a tutto questo aggiungiamo che la richiesta di preventivi è stata inviata il 16 luglio con obbligo di rispondere entro dieci giorni e che l’evento si terrà ai primi di settembre, salta subito agli occhi che c’è qualcosa di anomalo». Italia dei Valori si domanda: «Chi aveva fatto la proposta al comune alcuni mesi fa? E se la risposta fosse che è stata la stessa Fonderia Cultart, che poi è stata l’unica a presentare il progetto e a vincere la gara per 93mila euro che sommati all’Iva diventano 112.796,20 euro, allora i dubbi sono tanti e le perplessità anche»."

venerdì 3 agosto 2012

Tutti in via Ciulli

Dopo le dichiarazioni, seguite da pentimento ma non ancora da dimissioni, del consigliere al Comune di Prato Auzzi, che ha augurato ai cinesi di finire tutti in via Ciulli (quindi annegati come le tre donne nell'ottobre 2010 nel sottopasso dell'omonima via), perché un cinese ha investito la moglie in bici (come se la colpa fosse dei cinesi e non della mancanza di una politica di mobilità alternativa in questa città!), copio qui un passo della mia "Antologia del Bisenzio".


Chengwei, Jilan e Donglan Wan, le donne morte nel sottopasso [1]
Parla Chengwei

Io ero la più giovane.

Siamo uscite per andare a lavorare,
come tutti i giorni

siamo venuti qua per lavorare.

Mia mamma guidava
Mia mamma guidava

La zia ha detto

-Attenta Jilan! -

L’acqua correva dal cielo
Funi stese erano le gocce d’acqua
T’avrei fatto vedere!

Io sarei voluta restare a casa
Ma non si può
Non si poteva

Anche la zia era preoccupata
-Jilan attenta!-

Mia madre era attenta
Ma chi avrebbe detto
Che quel sottopasso fosse
Così profondo
Maledettamente profondo!

Eppure lo avevamo già passato
Con le macchine traversato,
ma non pensavamo così
profondo

E’ stato così rapido
l’acqua ci ha trascinate via

Mamma non riusciva più a tornare indietro
-Metti la marcia indietro
Metti la marcia indietro!! –
Ma non andava
La macchina
non ce la faceva…
la macchina non si muoveva
che avanti!

Non so nuotare
Non so nuotare
E l’acqua mi fa paura
Perché là sotto c’era
Così tanta acqua?


Parla Jilan:

Come pioveva quella notte!

L’avevo detto: restiamo a casa
Ma Donglan non voleva
O forse non volevo io?

Chi si ricorda?
Ho visto che l’acqua era alta

Ho messo la marcia indietro
Ma la macchina andava avanti
E ancora avanti.

Com’era fredda quell’acqua
Com’era fredda!
Entrava dappertutto!

Ho telefonato a mio marito
Gliel’ho detto: - Siamo qui
Siamo qui!

Qui dove?
Dov’è ‘qui’?

Io non sapevo spiegare
Non sapevo il nome della strfda
Gli ho detto:
-Siamo sotto un ponte! .

-Che ponte che ponte! –


Parla Donglan:

Ho capito subito
Che sarebbe andata a finire  così.

Ho capito subito
Che sotto quel ponte
Sarei morta!

Non ce l’ho fatta ad uscire,
non ce l’ho fatta!

L’acqua ha circondato la macchina
Ha cominciato ad entrare
E poi tutto era acqua

Jilan ha aperto la portiera
Ha cercato di salire su
Poi non ho visto più nulla
Non ho sentito più nulla

Acqua solo acqua.

Jilan ha aperto la portiera
Ha cercato di salire su
Poi non ho visto più nulla
Non ho sentito più nulla

Acqua solo acqua
Nemmeno io so nuotare
Nemmeno io
Perché là sotto c’era
Così tanta acqua?

Ho capito subito
Che sarebbe finita così
Morire di lunedì
Me l’aveva detto una strega
Me l’aveva detto una strega

O forse lo sognai di notte?




[1] In via Lorenzo Ciulli a Prato il 4 ottobre 2010. Le donne avevano rispettivamente un’età di 24, 50 e 42 anni.

giovedì 2 agosto 2012

Recensione di "Centurione"



A Marciana Marina il “Centurione”  messo in scena  “Sotto la Tore” dal Teatro La Baracca

Un  gustoso e graffiante “fuori programma”, specchio vero del nostro Bel Paese. 

In una splendida quanto inedita cornice scenografica al centro del porto marinese, proprio a ridosso della storica Torre, il monumento simbolo del paese, sfondo dell’esilarante protesta di Marco Tullio, figurante romano del XXI secolo, è sembrato per una sera il Colosseo, monumento principe dei monumenti italici. In una perfetta serata estiva, illuminata dalla luna piena, di fronte a un nutrito pubblico di villeggianti, si è consumata  la comicissima performance satirica  del popolano centurione,  romano doc del Testaccio. 
Marco Tullio è un gagliardo centurione, interpretato magistralmente da Gianfelice D’Accolti nella sapida ed argutissima commedia, scritta e diretta da Maila Ermini, qui nelle vesti di cantastorie con puntuali stornelli. Un storia tanto realistica da apparire espressione autentica della più genuina e scafata vis romanesca,  scampolo di una Roma ostinatamente resistente che pervicacemente controbatte ai radicali cambiamenti  del nostro tempo. Davanti ai fasti del trascorso, eppur presente spirito del S.P.Q.R., il centurione di Maila Ermini si trasforma, attraverso l’esuberante gestualità e la convincente enfasi retorica vernacolare di Gianfelice D’Accolti, in una sorta di moderno Tribuno delle Plebe che arringa al suo popolo i reiterati vizi di un potere oramai assai poco repubblicano che lo ha ingiustamente sfrattato considerando la sua persona spettacolo indecoroso, non considerando il suo più che onorevole e meritorio ruolo di comunicatore, guida ed anfitrione della storia, financo della cultura della città eterna.
Che dire dello spettacolo? La storia è azzeccatissima, l’attualità della denuncia soprattutto è eloquente, tanto che la protesta del centurione è degna di ancor più  vasta ribalta, specie laddove si punta il dito sui vizi dei soliti papocchi, e non meno sullo stato miserevole di incuria in cui si lasciano morire monumenti e aree archeologiche. Il vero scempio, qui sottinteso,  è  quello di non sapere o volere valorizzare le nostre risorse culturali che altrimenti potrebbero essere fonte inesauribile di ricchezza. Proprio per questo il lavoro precario del figurante meriterebbe di elevarsi al rango di “posto fisso”, invece  “… con tutta ‘sta fiera, nun magno stasera” lamenta l’incazzato Marco Tullio in una metafora che da esistenziale personale si apre persino ad una competizione quasi surreale, per altro assai amara, ma di straordinaria genialità e felicissima intuizione introdotta dall’autrice, con i “vù comprà” accusati, essi stessi, di razzismo dal centurione,  Romano de’ Roma, reo in questo caso di non godere di discendenze nord africane o esotiche. Infine, facendo senza peli sulla lingua nomi e cognomi delle autorità precostituite, della Soprintendente che lo ha sfrattato come di illustri (anonimi, tanto son numerosi) e paludati onorevoli, Marco Tullio interpreta  inconsapevolmente il ruolo del Pasquino, materializzato sotto le sembianze del centurione sfrattato che, per necessità e per amore, continua ad esercitare fuori dalla legge, costi quel che costi.
Il  Teatro La Baracca di Prato da anni si misura su temi di attualità e di impegno sociale e, proponendo questa   piece, ha cercato in realtà di marcare il territorio e di toccare i luoghi sensibili del nostro amato e bistrattato “Bel Paese” .  L’occasione di teatralizzare il tema sottinteso apre la strada ad indicare anche le potenzialità, ancora tutte da mettere a frutto,  di sviluppo economico connesse con la conoscenza e la fruizione del patrimonio storico culturale ed ambientale, archeologico o architettonico che sia. La rappresentazione della commedia tragicomica portata in piazza il 1 agosto 2012, per la prima volta fuori dal palco del piccolo teatro pratese,  presso la Torre di Marciana Marina assume un duplice significato oggi che, per volontà del Sindaco Ciumei,  è al centro di un progetto di rilancio da parte della comunità marinese. Da questo punto di vista  questa messa in scena  costituisce un evento a suo modo epocale. Un monumento che sta per uscire dal tunnel del degrado offre più di un motivo di speranza, “’’na cosa super” come direbbe il centurione.

Recensione e foto in alto del Prof. Giuseppe A. Centauro

La foto della Torre di Marciana Marina è mia

mercoledì 1 agosto 2012

Prato nel Sacco


Avremmo dovuto rappresentare il dramma Prato nel Sacco il 2 settembre prossimo al Pereto, ma il prolungarsi di impegni fuori città ci impediscono di farlo; speriamo che si possa replicare in altra data da stabilire, o al Teatro Magnolfi come dovrebbe fare il Comune entro l'inverno per onorare l’impegno di Sipario Aperto (Circuito dei Piccoli Teatri della Toscana), che personalmente ho avuto modo di resuscitare per un altro anno.
Vedremo.
Finora l’atteggiamento dell’assessorato alla cultura nei miei (nostri) confronti è stato lesivo: già dal 2010, quando debuttò, Prato nel Sacco fu bellamente ignorato e tuttora quest’anno (corrono i 500 anni) si persevera nella strada intrapresa.
Ha dato fastidio all'assessore probabilmente l'essere stata 'sorpassata' nella data: qualcuno è arrivato prima di lei, e ben due anni prima, e questo non l'ha proprio digerito. Poi deve punirmi perché io dico e qui scrivo le cose come stanno, e non come se le vuole sentir cantare,  come fanno diversi artisti cortigiani e cortigiane.
Nemmeno a dirlo: questo suo comportamento danneggia il lavoro; un lavoro serio, lungo, prove che costano fatica, impegno, soldi. 
L’assessore alla cultura di Prato dimostra per l'ennesima volta una pratica irresponsabile, del tutto arbitraria e voluttuaria, del suo potere decisionale,  che, in questo caso, contribuisce a intorbidare le acque della Storia, dato che finora del Sacco di Prato sono state presentate interpretazioni edificanti e falsate, bigotte e formalmente kitsch, ad uso e consumo del popolino.  

Papà

So' diventato papà che te lo dico a fa. So' diventato papà e ce devo pensa' se cambio mestiere. Finora ho fatto er rivol...