venerdì 12 ottobre 2012

Polizia democratica: "Lei non è nessuno"

La drammatica vicenda del bambino Leonardo, barbaramente strappato da scuola da poliziotti anticrimine in ordinanza di una legge disumana (ma chi sono questi giudici?) per sottrarlo alla madre e riconsegnarlo al padre  e di cui tutti abbiamo visto il video, mostra un'altra sfumatura della violenza dello Stato italiano, ed è quella contenuta nelle parole della poliziotta in abiti civili (ma con tanto di stemma della polizia sul petto) che alla zia che sta filmando dice: "Io sono un ispettore di polizia, Lei non è nessuno".

Che tipo di preparazione 'umana' viene data ai poliziotti? E' questo il grande apporto femminile alla polizia italiana?

Noi, che non non siamo funzionari, non siamo dipendenti di qualcosa, non siamo investiti del sacro potere di offendere e picchiare, e gestire danaro dello Stato, della Regione, della Provincia, del Comune, noi, tutti noi, per molti di coloro che hanno attaccato lo stemma al petto o qualche tipo di investitura, insomma per lo Stato italiano,  noi siamo NESSUNO.

giovedì 11 ottobre 2012

Ancora ombre sulla partecipata SO-RI di Prato


Mentre il Sindaco Cenni e compagnia si scagliano contro la gestione finanziaria di Consiag e Publiacqua e relativo contraccolpo negativo sulle casse comunali, così contro la gestione non trasparente delle assunzioni, non fa altrettanto nei confronti di SORI, che è la nostra EQUITALIA.

Ma vado un po' indietro nel tempo.

Nel 2010 si era verificato un polverone in consiglio comunale:  tema dello scontro era stato  l’affidamento della riscossione coattiva delle multe del 2009 ad Equitalia anziché a SO.RI., la società partecipata al 98% dal Comune, guidata dal presidente Giovanni Luchetti del Pdl. 

Poi quest'anno a maggio, altra bagarre, oggetto sempre SO.RI, qualcuno paventava di scioglierla, ma il Sindaco ha affermato: «Non c’è alcuna intenzione di chiudere Sori: ma scherziamo davvero. Anzi, è nostra intenzione fare in modo che Sori possa diventare l’agenzia regionale (badate bene, 'regionale'! n.d.r) di riscossione in grado di sostituirsi ad Equitalia. Ciò che abbiamo voluto dire nella delibera è che occorre rafforzare il controllo da parte dell’amministrazione comunale su determinate funzioni fino ad oggi affidate a Sori».

In realtà non sappiamo quanto sia conveniente per i cittadini pratesi questa partecipata, che tipo di gestione metta in campo. Se il modo di assumere impiegati sia stato diverso o meno dalle altre partecipate pratesi.

Non abbiamo, come accade per le altre, nessuna informazione sugli andamenti finanziari, altro che trasparenza! Andate a controllare sui siti internet del Comune o di SO.RI e non saprete assolutamente niente.

La democrazia attraverso internet è in questo caso una presa per i fondelli.

La mia personale piccolissima esperienza con SO-RI è molto negativa, essendo stata truffata con la questione dei manifesti. 
Mi  hanno messo i manifesti dopo il tempo indicato e alcuni li hanno coperti già a partire dal 5-6 ottobre (la domenica 7 quando me ne sono accorta gli attacchini non lavorano) e invece sarebbero dovuti  rimanere fino al 10 ottobre. (E ho le foto!).

Dunque la SORI, in materia di affissioni pubbliche è quanto meno pasticciona; oppure stipula più contratti di quanti posti  abbia a disposizione, il che, se fosse, sarebbe molto grave.

Sto ancora aspettando una risposta dall'ufficio competente, perché mi hanno rubato soldi e fatto un danno.

E ancora mi chiedo: certi funzionari che accolgono i manifesti e la pubblicità in genere, hanno una funzione di 'controllo' del contenuto pubblicitario; ovvero si esercita una qualche azione censoria?

E' questa la partecipata che Cenni e compagnia vogliono salvare?

Firenze e il povero Marchionne


Marchionne ha detto che Firenze è una 'piccola e povera' città; l'ha detto a Renzi, ma i fiorentini gliel'hanno giurata lo stesso.  

E così già si canta alle Cascine:

O po'ero grullo
  • i' che t'ha detto
  • mettiti a letto 
  • industrialetto
  • copriti i' capo
  • levati i' puzzo

O po'ero grullo
o senti questa
i' che t'ha detto

l' industrialetto
e' s'è bevuto 
i' cervelletto

mercoledì 10 ottobre 2012

Quanto ci costa la giunta e compagnia bella?

Ma quanto ci costano gli assessori? Quanto guadagnano per svolgere il loro ruolo?
Quanto prende il sindaco?

Sul sito del Comune di Prato tutta la trasparenza è ferma al 2009! Leggete!
http://www.comune.prato.it/trasparenza/

Come il Teatro la Baracca si difende dalla prepotenza

Sabato scorso la Parrocchia di Casale di Prato, anticipando di un giorno la festa del paese che cade ogni prima domenica di ottobre (rinominata Festa della Madonna non so di cosa) ha reso molto difficile il nostro lavoro a teatro durante la replica di Cafiero Lucchesi.
Il fatto che lo spettacolo sia stato apprezzatissimo dal pubblico nonostante tutto, ci fa piacere, ma voglio far sapere come alcuni rappresentanti della Chiesa Cattolica e del Comune di Prato disattendano al rispetto verso il lavoro e le attività degli altri.
Per la verità non solo noi del teatro, ma anche altri cittadini di Casale si sono lamentati della 'violenza' della festa;   parecchi l'hanno disertata (il parroco a quanto pare non è amatissimo...) e in previsione di questo sono stati fatti arrivare ragazzi da fuori che hanno animato in maniera eccessiva, direi fanatica, l'evento, trasformandolo in una vera e propria discoteca a cielo aperto.
Un consigliere circoscrizionale era fra gli organizzatori;  a lui ho chiesto rispetto, ma inutilmente;
Gianfelice aveva anche scritto una gentilissima lettera al parroco, anche questo atto è stato inutile.
Pubblico qui una lettera che ho inviato a un consigliere del PD della Circoscrizione Sud di Prato, che non mi ha risposto. 

Per ora ha risposto chi non doveva rispondere, dandomi solidarietà.

"Buongiorno, Gabriele.
 Sabato scorso, nonostante avessi parlato con te, la mia richiesta di un rispetto verso il nostro lavoro, è stata disattesa.
Ho parlato con te anche perché consigliere di Circoscrizione, e quindi in qualche modo rappresentante di noi tutti, e non solo della Parrocchia.

Durante i due giorni della festa del paese, abbiamo vissuto momenti di difficoltà e stress.
Il Teatro La Baracca, che confina con la proprietà della chiesa, non è stato il solo ad aver avuto questo problema; ti garantisco che alcuni se ne sono andati per non subire la confusione, ma siccome ciò ha danneggiato il nostro lavoro, noi ne abbiamo risentito più di tutti, e per questo ti scrivo.
Il volume della musica, e l’uso dell’altoparlante, ci ha rimbombato nelle orecchie fino a ieri sera a mezzanotte inoltrata.
Sabato abbiamo recitato in condizioni di estrema difficoltà, chiedendo scusa al nostro pubblico.
La Parrocchia, che per fortuna è libera di fare le feste che vuole e quando vuole rispettando la legge, deve rispettare però anche i cittadini, tutti i cittadini, anche quelli che non possono o non vogliono partecipare alla festa del paese per qualsiasi ordine di motivo e vogliono o debbono fare altre cose. O devono LAVORARE.
Deve rispettare la salute pubblica, e quindi esigere dai ragazzi o dagli organizzatori o chicchessia, che il volume della musica sia nei limiti; il che, ripeto, non è stato affatto.
Come anche non c’è rispetto nell’uso delle luci, che i cui fasci sono ‘sparati’ orizzontalmente investendo le case attorno, e non verticalmente come invece dovrebbero essere per legge.
A Casale non esiste solo la Parrocchia o i circoli; esiste anche un teatro, che, sebbene piccolo, è un teatro che appartiene a un circuito toscano. E’ un teatro riconosciuto, da tutti i punti di vista e frequentato. Quest’anno festeggiamo vent’anni di vita.
Noi ci lavoriamo.
Tra l’altro avevamo anche scritto una lettera al parroco, chiedendo fraternamente di considerare e rispettare il nostro lavoro, come noi rispettiamo le loro feste e i momenti di divertimento o di culto. Inutilmente.
Infine, stamani ho dovuto ripulire anche il tetto del teatro, perché non so chi (forse ragazzi lasciati liberi senza nessun controllo?) aveva gettato sopra oggetti della festa, e anche nel giardino del teatro ho trovato immondizia.
Non intendiamo più tollerare un simile atteggiamento di noncuranza da parte di chi organizza la festa e nel futuro, se necessario, tuteleremo i nostri interessi."
  

martedì 9 ottobre 2012

Prato, città immota


Gli ultimi dati del censimento relativi alla città di Prato mostrano che il livello culturale della città è molto basso, come da tradizione. Solo l'8% della popolazione è laureata.

L'assessore Nocentini, che ha commentato i dati, dichiara che bisogna uscire da questa empasse; ma in questi anni non s'è fatto nulla per migliorarne il livello.

Ma non si tratta solo di far prendere ai pratesi la laurea, la decadenza culturale va al di là del titolo di studio, anche se lo comprende.

Da un secolo e mezzo si nutre popolo pratese di ideologia operaista, mistificandola; ora che le cosiddette ideologie sono crollate e i partiti non sanno più come condire il loro potere; ora che il lavoro non esiste più come dio salvatore, il lavoratore è nudo nella sua ignoranza, senza più riferimenti e capacità, mete culturali se non la pizza il sabato sera e il divertimento ballerino o canoro offerto in circoli o parrocchie-discoteche; o nelle multisale stile coop;
si è utilizzato politicamente ed economicamente la manodopera proveniente da fuori, in genere dal sud più povero e ignorante, tenendola al livello che era necessario per sfruttarla e condizionare il voto;
non si è creato una pluralità di offerta culturale, vivacità, per cui gli enti, ormai atrofizzati, sono sempre gli stessi e autoreferenziali o, come mi disse il sindaco Romagnoli, fatti vivere con i soldi pubblici al servizio della vetrina (ormai opacissima) della città, non della gente, a cui non si è consentito di essere parte attiva del disegno culturale;
ultimamente si è tentato di risollevare le sorti cittadine con finta partecipazione (in realtà al fine di controllo elettorale) e animazione in centro e nelle periferie in stile borgataro, a suon di karaoke e sagre, pensando che questo comunque fosse 'cultura' e 'aggregazione';
addirittura si son fatti languire gli enti che in qualche modo mostrano certa vivacità come la scuola di musica; 
si fa scuola con precise direttive dall'alto, si sa: a ciò si aggiungono le schiaccianti e dispersive offerte formative recentemente sfornate dal Comune e da gli Enti santificati, a dare ancor di più l'immagine di una scuola pubblica 'debole' (mentre si rafforza economicamente quella privata e confessionale), impossibilitata a proporre la sua vita culturale.

La città è si è fatta immota anche perché ha perseguito cieca e ottusamente un Interporto fallimentare al posto di una piena riscoperta di una città antica, Gonfienti etrusca, lasciata in mano a un ente, la Soprintendenza, che non è stato capace di adempiere al suo ruolo di tutela, succube anch'esso della peggiore politica; e tutto in nome di una ricchezza che non verrà mai più da quella parte.

E anche questo fine settimana, in periferia, abbiamo assistito all'ennesima espressione sub-culturale pratese, esattamente come è  successo ai pratesi del centro durante il settembre appena passato, con le inutili manifestazioni come Visionaria, Palla Grossa e altre amenità grossolane a suon di musica 'sparata': una ennesima parrocchia in festa mondana ha mostrato il peggio di sé, allestendo un grasso ristorante e un campo discotecaro, musica come sopra senza rispetto per nessuno, che nessuno osa contrastare pubblicamente perché è la parrocchia, anche se molti  se ne lamentano. 

Nello stesso modo abbiamo vissuto la violenza, in estate, dei circoli Arci, con le stesse modalità, e tutti hanno potuto esibire il permesso fornito dal Comune di Prato, settore attività produttive. Si può fare caciara fino alle 24.

Grazie, Comune di Prato, per questi permessi produttivi di cultura incivile.

Le amministrazioni che si sono avvicendate in questi ultimi vent'anni in particolar modo, e poco importa che l'ultima al cui declino stiamo assistendo abbia un altro colore, ci lasceranno in eredità una Prato stordita, che immobilmente si inabissa, mentre ancora si culla con i discorsi inascoltabili del tipo: ' i pratesi non saranno studiosi, ma sono lavoratori'.

Una città che da secoli aspetta inutilmente una rinascita. Proprio forse da quel Sacco il cui cinquecentesimo nefasto anniversario i suoi amministratori non sono stati nemmeno capaci di rievocare seriamente, molto probabilmente per non dispiacere alla Chiesa, che fu artefice del saccheggio (una distruzione mai ammessa) dietro corazza spagnola,  preferendo far rievocare a chi non ne è stato capace e non ha voluto se non offrire affreschi in stile ipocrita, beghino e kitisch.


P.S. Per favore, citatemi. Sono stanca di essere scopiazzata gratuitamente e in silenzio.

lunedì 8 ottobre 2012

La Sori, e il pasticcio delle affissioni pubbliche

Cari cittadini di Prato e provincia,

state attenti a consegnare i vostri manifesti alla società partecipata SORI, che gestisce le entrate per il Comune di Prato, Montemurlo e Carmignano.

Avevo consegnato cento manifesti, da affiggere per venti giorni, a partire dal 20 settembre.

Il 20  settembre in giro non ce n'era nemmeno uno.

Il 24 settembre mi hanno inviato la 'nota posizioni', ho controllato qualche posizione, sembrava regolare. Ma non ho potuto controllarle tutte...

Ieri 7 settembre, quando mancavano tre giorni alla scadenza, casualmente mi sono accorta che alcuni manifesti erano già coperti!

Ho documentato il danno con tanto di foto (tra l'altro hanno appiccicato i manifesti lasciando intravedere chiaramente cosa avevano coperto...)

Dunque la domanda è: la Sori stipula più contratti di quelli che può permettersi?

Sembrerebbe proprio di sì.

Ho chiesto delucidazioni all'ufficio competente, perché intendo rifarmi dell'inganno e del danno subito.

domenica 7 ottobre 2012

Un'altra recensione su "Cafiero Lucchesi"

La Nazione, domenica  ottobre 2012

Naira Gonzalez e la protesta contro il teatro italiano

Naira Gonzalez, nota educatrice teatrale, ha messo in difficoltà la prima dello spettacolo "Isola" al Fabbricone, interrompendolo in segno di protesta contro il teatro italiano.
Ho visto un video della sua protesta: Naira non è affatto pazza, come qualche giornale ha voluto sottintendere, né una squilibrata; è stata solo una protesta contro il sistema teatrale italiano, la cosiddetta circuitazione, che è mafioso e ingiusto.

Naturalmente sui giornali il senso vero di questa protesta non viene fuori. E derubricano tutto, è facile quando si tratta di una donna, con la definizione di atto pazzoide,  con la frase: 'ha sbottato'.

Oppure come fanno con me e con i pochi altri che hanno il coraggio di protestare, mettendoci in 'salsa silenzio'.

Ma non dobbiamo tacere; è quello che vogliono, intimorendoci con i loro 'stabili', le fondazioni, i loro stemmi 'partecipati'... Dobbiamo continuare a parlare di questo scandalo del teatro italiano, e in generale delle attività cosiddette artistiche, e sostenere chi ha il coraggio di dire che 'il re è nudo', come ha fatto Naira.
Questo sarà bene anche per la qualità del teatro e di tutte le altre attività artistiche, oltre che per il nostro benessere e le nostre tasche.
Sono ancora troppo pochi gli artisti che lo fanno, perché troppi sono impastoiati con il potere, che poi al momento giusto li affossa.

Come mi ha detto Gianfelice, noi al Teatro La Baracca lo ricordiamo ogni settimana al nostro pubblico. Personalmente da più di vent'anni.

Per questo da tempo nessuna autorità politica cittadina o regionale viene a trovarci, e fugge da noi come dalla peste bubbonica.
Ma chi segue questo blog, sa già tutto.

Scuola di musica Verdi di Prato: qualcosa non va

Alla scuola di musica Verdi di Prato le lezioni non sono ancora iniziate, e sembra che prima della fine del mese non se ne parli.

Tra l'altro le graduatorie degli insegnanti sono state stilate da poco.

E anche il versamento della prima rata è stato rinviato in data da definirsi.

Non sono possibili nuove iscrizioni.

Eppure la scuola non è in perdita, al contrario.

Il Comune di Prato non dice tutta la verità, ma è evidente che la colpa di questo dissesto funzionale non è dovuta a chi dirige direttamente la scuola, ma al Comune, che non cura le istituzioni culturali cittadine.

Qualcuno parla di una 'gestione scellerata' da parte del Comune.

Sicuramente, in quanto allieva della scuola, andrò a fondo nella questione e vi dirò.

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...