mercoledì 31 ottobre 2012

Protesta sul cesso del Sindaco Cenni

sindaco intervista cesso
Questo è il Sindaco Cenni sul cesso per protesta contro la creazione dell'area metropolitana, non un'opera di  un seguace di Andy Warhol.

Dall'alto dei Monti scende su di noi l'area metropolitana Firenze Prato Pistoia

Una volta tanto concordo con l'ennesima misura calata dall'alto dei Monti, anche se in nome del 'riordino di spesa': la provincia metropolitana della Piana.
Era l'ora. Una come me, nata pira, di famiglia piro-fiorentina, liceo e laurea  fiorentina (la prima), domi-teatrata pratese, si sentirà proprio a casa in questa bella provinciona....
Già mi sembra di sentire, i laudatores temporis acti, che si lamentano di una Firenze pigliatutto...
Non oso pensare cosa succederà all'ombra del Monte Pisano, traforato per unirlo  alla costa livornese...

Ma come si chiamerà, questa nostra super-provincia?
Fipistopra? Firepopit? Pitpofì? 

Forza, governatori, dato che non avete poi tanto coraggio, abbiate un po' di fantasia.

P.S. Solo la provincia di Arezzo rimane intatta: è l'effetto del fantasma di Fanfani sul Governo. Ve lo ricordate, l'ex-DC che riuscì perfino a modificare il corso dell'A1 (la famosa curva Fanfani?).

Gonfienti: una assemblea di libertà e partecipazione mancata

Questa estate Diego di Libertà e Partecipazione di Prato, mi accennò fare una serata per Gonfienti. Forse addirittura uno spettacolo, quello che poi ha dato vita al libro "Gonfienti, storia di una battaglia". Naturalmente sarebbe stato uno spettacolo 'donato'.
Mi sembrava l'unico segnale di vita nel deserto che riguarda questa faccenda.
Poi, non so perché, è saltato tutto.
Sarà perché quando si tratta di Gonfienti, tutto finisce nel nulla, perché ci sono troppi interessi ancora in campo, ovvero un Interporto di cui non si sa che farci?
Sarà perché la sottoscritta ha 'attaccato' l'assessore alla cultura di Montemurlo, che è una del Sel, partito vicino a quell'associazione, rea di sostenere il 'sistemone' della cultura regionale? L'assessora è ben al corrente su Gonfienti: un giorno andai da lei, e io stessa le parlai a lungo sul'argomento, mi illudevo che la 'giovane' potesse aiutare la causa... Anche lei, come la più diretta interessata, l'assessore alla cultura del Comune di Prato, non se n'è mai sporcata le mani.

Ora, a Sinistra, è tutto diretto verso le primarie, e non c'è posto per argomenti come Gonfienti, nemmeno presi come simbolo di battaglie per una diversa qualità della vita. 
Gonfienti non è l'argomento 'lavoro', tanto per citarne uno, che tanto fa folla e consenso.
A Destra (quante vane promesse e chiacchiere!), non ci pensano nemmeno, hanno problemi più 'seri'.

Ora è tempo di preparare le danze dei mitòloghi: quando uno quando l'altro arrivano, parlano, santificano, maledicono e poi ripartono.

martedì 30 ottobre 2012

Cafiero Lucchesi, arrivano ancora commenti

Dovrò raccoglierli tutti, questo commenti che mi arrivano su Cafiero Lucchesi. Così tanti mai per nessuna opera che ho scritto e messo in scena.
Se penso che stavo sul punto di mollare tutto...! Già dopo averlo scritto, quando l'ho letto a Gianfelice la prima volta a Pomonte.
Se potete, venite a vederlo, oppure, se l'avete già visto, passate parola: lo replichiamo sabato 3 novembre, alle ore 21.
Così sostenete il teatro libero e indipendente, praticamente autofinanziato, dato che riceve solo pochissimi e sporadici contributi dalla Regione.

Questo ultimo commento è dell'amico Dante.

"Cari Maila e Gianfelice,
E' stata proprio una bella serata di teatro vero, sabato sera.
Ho avuto il piacere di portare con noi anche Claudio e Nicoletta, due amici dei nostri vent'anni.
Anche loro hanno apprezzato molto lo spettacolo; al nostro rientro a casa abbiamo fatto le due a parlare.
Oggi è martedì, ma ho ancora la testa piena delle emozioni del lavoro teatrale da Voi scritto ed interpretato. Lo trovo magnifico nella Vostra recitazione e nell'attenta e misurata scrittura.
Se il fine era la restituzione a Cafiero della verità storica sulla sua tragedia personale, penso proprio che essa non poteva essere migliore.
Ripensando a Primo Levi, è essenziale che la memoria,... almeno quella..., restituisca quanto un assordante silenzio ha finora tolto."Ricordate, che questo è stato!"
Altrimenti, davvero, si rischia di essere vissuti per niente.
L'interpretazione della tragedia esistenziale di Cafiero, fatta da Gianfelice, mi ha colpito e commosso.
Straordinaria per intensità e misura: un pezzo di bravura vera.
Come sapete, la conoscevo già; mi ha però emozionato il ricordo ed il valore di una sacrosanta  "restituzione" di una memoria perduta.
L'interminabile applauso, oltre alla Vostra bravura, è un tributo di sincera "pietas" verso una testimonianza di fede politica e di onestà intellettuale di uno dei tantissimi "ultimi".  Cafiero, Gondrano  sfiancato e sconfitto dalla pletora dei maiali, muore affermando il 
primato della fede politica sulla prassi; in questo, almeno in questo, è "primo".
La ricostruzione storica mi è apparsa convincente e misurata su entrambi i due periodi, pratese e moscovita, senza indulgere, né giudicare pretestuosamente.
E' però sulla lettura e descrizione dei familiari, nel lessico dei sentimenti, e nell'onestà degli amici di Cafiero che la rappresentazione teatrale mi ha colpito maggiormente. L'ho trovata di una delicatezza e di una umanità straordinaria. Quegli affetti, tanto profondi, quanto fragili e disperati, sono le vere 
vittime di una vicenda personale, che nella rete degli avvenimenti storici nelle  due dittature, si è dibattuta senza scampo alcuno, come in una tonnara, sugli innocenti.
Essenziali, quasi scarne, le figure dei familiari si stagliano perfettamente nella riduzione teatrale, mantenendo la dignità e la tenerezza degli affetti veri, delle persone vere.
Un ringraziamento sentito a due amici "bravi davvero"!
Con Stima, Dante"

Grillo, ovvero piccoli dittatori crescono

Con il comunicato politico di Beppe Grillo non so che numero, pubblicato sul suo blog subito dopo la vittoria siciliana, ecco che ho capito bene il motivo per cui  non avrei potuto far parte nemmeno di quel movimento, perché non l'avrei votato. Una motivazione che a posteriori mi ha fornito lo stesso 'capo'.
Certo,  c'è la necessità di dettare legge, di tenere in ordine tutto il movimento, di reggimentare un popolo che ne ha bisogno, di non fare entrare infiltrati...tuttavia il comunicato è come un diktakt asfissiante, ben poco democratico. Che getta acqua sull'entusiasmo bollente.
Raffredda l'animo.
La politica è passione, è slancio, anche in questo è la sua forza. Invece lui, da vero capetto, ricorda puntualmente a tutti chi comanda.

Mi domando: perché non nasce davvero un movimento democratico di cittadini, slegati da figure mediatiche? Perché, se nasce, non lo fanno decollare?
Perché non siamo capaci di questo?

Quando sono stata candidata a sindaco, ho capito questo: che non si può 'vincere' se non hai il 'babbo' potente, se non ha poteri forti alle spalle. Ma che dico, vincere: forse nemmeno partecipare (io infatti diventai candidata per sbaglio...). Gli stessi cittadini, che invocano la democrazia, poi vanno dietro i guru, gli 'incantattori', i savonarola di turno prezzolati e se non prezzolati, spinti in avanti...

Ci sono poi le invidie, le rivalità, che giocano un ruolo importante nelle scelte.
E dunque si preferisce farsi irreggimentare da questi signori, che pur nella giustezza delle loro prese di posizione, anzi forti di questo, si trasformano, poco da fare, in piccoli, pur fantasiosi e talentuosi, dittatori.

Proprio per questo io avrei fatto parte di quel 52% dei siciliani che non hanno votato.

lunedì 29 ottobre 2012

Previsioni: tempesta da Sud


Contrariamente alle previsioni leghiste, e in barba a loro, la tempesta per la partitica arriva da sud, non da nord.
E' indubbio il segnale dell'astensionismo, ma altrettanto forte e nato dallo stesso disgusto, proviene l'affermazione del Movimento 5 Stelle. Che piaccia o meno, è un dato di fatto.

Adesso aspettiamo il tramonto definitivo del PdL con le dimissioni del segretario eccetera.
Poi, ma non ancora in questa occasione, seguirà il crollo degli altri partiti. Renzi sta preparando la festa al PD.
Seguirà  gran rimestio, al grido 'si salvi chi può', e si vedranno saltare uomini e donne da un lato all'altro come in un campo di cavallette: come già si è visto, qui nella nostra piccola Prato, con la dipartita di Edoardo Nesi dall'assessorato alla cultura della Provincia, lasciata per la più sicura  'maison' di Montezemolo.
Ma altri, meno visibili, il salto lo stanno preparando già da tempo...

Commenti su Cafiero Lucchesi dopo la replica del 27 ottobre

Ricevo altri commenti su Cafiero Lucchesi, e li pubblico.

"Bellissimo spettacolo, e bella atmosfera, sabato sera alla rappresentazione di Cafiero Lucchesi.
Il pubblico non se ne andava…In genere questo non accade nei teatri, ma la situazione, il piccolo teatro di legno, insomma, siamo stati benissimo…
Non ho condiviso quella critica alla recitazione teatrale che ha fatto quel signore al dibattito, anzi, la prego di non seguire il consiglio. Che significa ‘avrei preferito una recitazione cinematografica?’ Boh.
Mi permetto di dire, non rovini uno spettacolo ‘unico’ seguendo falsi consigli." Giuliano

"Impagabile, quello spettatore meneghino che con un candido sorriso, alla fine della recita dopo il dibattito i taralli il pecorino e il vino, mi ha confessato soavemente: "noi a Milano crediamo di avere sempre tutto, che non ci manca nulla là, e poi, di fronte a cose come quelle di stasera, dobbiamo ammettere che non è così..."
Questo commento, da solo, vale tutta l'operazione Cafiero.

Così come la vale quello della spettatrice iraniana, che io avevo già visto, noi in scena, distogliere spesso lo sguardo dall'azione scenica e ne avevo temuto l'indifferenza o lo spregio e che invece nel dibattito, presa la parola, ha detto che ha vissuto esattamente quei momenti di terrore che per due volte le hanno fatto scampare di essere acciuffata e buttata in galera, nel suo Iran, civilissimo e madre di cultura, ora nelle grinfie di pochi forsennati estremeisti del culto.
Se non ci ripaga questo, a noi che facciamo teatro, che cosa, allora?
il successo televisivo e la acclamazione effimera della fama?

No grazie.

E grazie a Maila, questa è la strada autentica del teatro: minimale ma potente, lieve ma non evasivo, sostanzioso ma incalzante, attuale ma non alla moda, umano e non artificioso".   Gianfelice




Rispondo a Giuliano: non seguiremo il consiglio dello spettatore in questione. Non credo, come ha detto anche Gianfelice in sede di dibattito, a una differenza fra recitazione cinematografica e teatrale, casomai si tratta di variazione di intensità. Poi, è chiaro, è solo con l'aiuto della tecnica teatrale che un attore può fare più personaggi. Come avremmo potuto fare altrimenti?
Il grande pubblico, ormai abituato alla commedia, non sostiene più la tragedia, che è vietata dalle scene,  diventata tabù perché la tragedia pone problemi politici. Già dunque di per sé provoca scandalo. 
Personalmente auspico un ritorno all'attore preparato tecnicamente, e anche uomo di cultura. Anzi l'attore preparato e consapevole è uomo di cultura, come sostenevano Pasolini, o Costa. 
La commedia cinematografica del Dopoguerra, travisando il Neorealismo, ha fatto sì che diventassero attori comici che spacciano il loro personaggio e basta seguendo la mitologia dello 'spontaneismo' o dell'improvvisazione. Simpatici, divertenti, furbescamente 'maledetti', ma non attori né quasi mai uomini di cultura.
L'ultimo attore che coniugasse scienza e coscienza, almeno sul fronte italiano,  è Gian Maria Volonté. Per il resto, per me, buio pesto.

I Radicali stanno con Renzi

Seguo Radio Radicale, e quindi proprio dalle labbra di Pannella ho ascoltato parole di  ammirazione per Renzi, visto come icona di novità, giustizia, libertà, rinnovamento di questo barbaro paese.
Il che mi lascia perplessa e delusa.
Per esempio, ho una domanda: come la mettiamo con la questione tipo ‘cimitero dei feti’ che Renzi il cattolico betoresco ha a suo tempo auspicato in terra fiorentina?
Cosa pensa il popolo radicale del signor Renzi, quando esprime queste posizioni? 
Peccato... (L'espressione sembra proprio suggerita dal 'leader' di Rignano sull'Arno..)
I Radicali mi hanno sempre fatto simpatia, ho condiviso e condivido tante loro battaglie, però, sul più bello…ecco, quando si arriva al bivio, ecco proprio lì, te li vedi sostenere i berluscones (qualche anno fa), oppure sposarsi con il PD (vedi Emma nel Lazio) e ora…con Renzi!
Questo si osserva molto bene anche a livello locale.
Insomma, i Radicali (o forse dovremmo dire i pannelliani?) non ce la fanno proprio a essere radicali e basta, devono sempre lavorare per 'qualcuno'.

sabato 27 ottobre 2012

Siamo contenti che l'assessore Nesi lasci l'assessorato

E' una buona notizia, quella delle dimissioni dell'assessore alla cultura della provincia di Prato, una notizia che molti, anche fra gli impiegati dei vari uffici cultura, aspettavano.

La sua presenza come assessore è stata del tutto insignificante. Il suo contributo, addirittura negativo.

Certo, troppo tardi se n'è andato, queste dimissioni sarebbero dovute arrivare prima del crollo, da tempo annunciato, delle province...

Nei miei confronti si è comportato male, anzi in modo maleducato: ricordo che all'incontro su Gonfienti organizzato dagli studenti del Cicognini, lui mi fece la sgarberia di non ascoltare la mia replica, dopo aver 'pianto' per la Città Etrusca davanti ai 'suoi' ragazzi...Se ne andò via, molto piccato con me, con una misera scusa...

Tuttavia non giudico male il suo operato istituzionale per questo dettaglio privato...ancorché su un argomento pubblico importantissimo e ancora scandalosamente ignorato da tutte le istituzioni, come la Città Etrusca sul Bisenzio.

In sostanza, questo assessore avrebbe anche potuto non esserci; in Provincia non sarebbe cambiato nulla. E badate, sono moltissimi che bisbigliano questa mia stessa opinione...anche se pochi hanno il coraggio di dirlo con voce forte e chiara.

Questi assessori, in moltissimi casi, non servono a niente, sono del tutto deleteri, fanno danni e il potere li nomina non per il bene dei cittadini, ma per mantenere in vita se stesso.

Per noi, per la maggioranza dei cittadini, sono inutili e ostili; se va bene assenti.

Non possiamo che salutare festosamente la loro dipartita istituzionale.


Un'altra lettera sul dramma "Cafiero Lucchesi"

Ricevo un'altra lettera sullo spettacolo di "Cafiero Lucchesi".
In realtà stasera non è l'ultima replica, faremo una recita straordinaria sabato 3 novembre.


"Cara Maila

Domani si chiude la prima tornata di spettacoli di Cafiero Lucchesi. E' stato davvero emozionante, uno spettacolo forte, intenso e autentico al quale le interferenze curiatiche (n.d.r.: la festa del paese organizzata dalla chiesa con volumi della musica da discoteca!) hanno a loro insaputa reso un involontario servizio...nonostante la loro invadenza non si sono sentite, sono tornate solo al termine del lungo applauso finale, quasi a testimoniare la loro inettitudine di fronte alla vostra opera.
Mi auguro che domani possiate avere qualche riconoscimento ulteriore, che le istituzioni locali battano un colpo(me lo auguro non solo per te ma per noi cittadini)...
Un grande in bocca al lupo Maila, a te e al "Teatro La Baracca", teatro di frontiera, coraggio e libertà!
L."

venerdì 26 ottobre 2012

Se Prato è una città razzista

Due giovani giornalisti de El Pais hanno affermato che Cenni è sindaco anticinese e che in città c'è l'apartheid.
Com'era immaginabile, i 'pratesi' non cercavano altro per scatenarsi; gli alfieri in poche mosse pronti a difendere il re.

Gli spagnoli hanno parlato in eccesso, qui non vige nessuna apartheid, ma è chiaro a tutti che il clima in città non sia dei migliori.

Su questo campo  il potere sciacallo giocherà ancora le prossime elezioni, e prometterà di risolvere in qualche modo il 'problema'.

Troppo tardi e male si pensa di mettere toppe, dopo che  i cinesi sono stati fonte di guadagno e continuano a esserlo per i pratesi che non sapevano più che farci dei loro stanzoni e delle loro case.

Non c'è 'soluzione' se l'Italia e i suoi manager-s fanno affari di tutti i generi con la Cina e non si è mai sentito dire,  dai signori che 'difendono la legalità,' una parola contro le sue innumerevoli infrazioni di diritti umani.

Lo spaesamento che viviamo a Prato è frutto di questi 'affari' che italiani e cinesi continuano a fare a spese di tutto e di tutti, senza che nessuno rispetti veramente la legalità, che pensi al territorio, alla cura, all'amicizia, alla collettività, a mettere le basi della città futura.

giovedì 25 ottobre 2012

Verginità vendesi, verginità cercasi

Fa notizia la ragazza australiana che ha venduto, dice, la propria verginità a un signore giapponese per la bella cifretta di 600 mila euro.

Che il mondo denunci il suo andare verso l'insensatezza collettiva, in questa compravendita di donne vergini, ma anche di bei giovani maschi al primo rapporto sessuale, è evidente.

Nella stragrande maggioranza dei casi, il primo rapporto sessuale è deludente.

Per la stragrande maggioranza delle donne, doloroso, difficile, spesso umiliante. E conseguentemente, anche per gli uomini, a parte la soddisfazione cretina di andare con una vergine come se fosse la conquista di un trofeo, è deludentissimo.

Di fronte a una vergine, alle difficoltà che esso comporta, molti uomini non riescono a fare l'amore. Quando ho fatto lo spettacolo "Cuori di donna" di testimonianze del genere ne ho raccolte parecchie.

La maggioranza delle donne, schiave mentali, impedite e vittime della mentalità corrente mondiale, ne capiscono un po' di 'orgasmo a 40 anni.

Donne, cominciamo a raccontare di più del nostro sesso a queste cretine e a questi imbecilli; anzi, penso che col materiale che ho potrei proprio raccontare "la vera storia della fica".

Pregiudizi di certi ex comunisti

Sono palpabili i pregiudizi di alcuni ex-militanti del vecchio Partito Comunista Italiano nei confronti del dramma "Cafiero Lucchesi". Alcuni si sentono offesi perché ho osato contestare la figura di Togliatti.
Dopo aver vissuto la censura della Chiesa Cattolica per i miei lavori teatrali sui celestini, ma soprattutto sui concubini, ecco che spunta ora quella degli ex-militanti comunisti, beninteso ora diventati altro, una parte dei quali è ostile a ripercorrere il passato: a che giova? E anche i giovani eredi di quelli sentono puzza di eresia (e proprio ora che siamo in manovre elettorali), ora che dai rottamatori stanno per ricevere il testimone , ora che il potere si deve riorganizzare, deve piazzare freschi protagonisti per fare la nuova vetrina. 
Così come sono sciocchi coloro che pensano che ci sia differenza fra Obama e Romney, i due sfidanti alla Casa Bianca americana ( le loro sfide televisive sono il gioco politico ormai concesso al popolo, beninteso, un gioco serio e fatto bene: vinca l'uno o l'altro è quasi indifferente, solo alcune diverse sfumature di intendere il potere e di gestirlo; quello che conta è che il sistema continui ad esistere, l''America'...), altrettanto lo sono quelli che ritengono per buoni questi prossimi frutti della rottamazione...

Infatti questi giovani non ci tengono proprio a riflettere sul passato, ma soprattutto non vogliono vedere cosa può fare il potere, in cui stanno per essere introdotti... Ora tocca a loro.

Mi piace pubblicare qui un'altra lettera che ho ricevuto sul dramma:

"Cara Maila. Quante emozioni hai dato...a farci vivere con l'intensità dei sentimenti massicci che hai saputo piantare come alberi giganteshi nella 'baracca', la tragedia di questo mio lontano parente. Quando ero ragazzo di lui in casa se ne parlava sottovoce; poi si facevano supposizioni, alimentate da scarse notizie, senza alcuna verifica e dal 1936/7 più nulla. Ci volle la pubblicazione degli atti del processo resi pubblici a tempo di Gorbaciov perché l'antifascista Cafiero tornasse drammaticamente a raccontarci la violenza subita, fino al colpo alla nuca. Grazie per aver dato non solo un contributo alla verità, ma per aver restituito, insieme all'ottimo Gianfelice D'Accolti, una piena umanità alla figura di Cafiero, per troppi anni offeso e falsificato. Te ne sono grato." A.G.L.

Scuola di Musica Verdi di Prato: va tutto bene

Nella conferenza stampa, in realtà riparatrice dell'immagine negativa del Comune nei confronti della Scuola di Musica, l'assessore Beltrame afferma tutto e il contrario di tutto: che non è vero che ci sono stati tagli, che non è vero che i maestri sono diminuiti, che insomma, quelli che sono stati 'tagliati', andranno a riempire il bacino della Camerata; che non ci sono nuovi ingressi, ma che ci sono. E che 'tutto' questo aumenterà il livello dei corsi.
Ma chi lo dice? L'assessore? Cosa vuol dire aumentare il livello qualitativo dei corsi? Per chi?

Forse i corsi sarebbero migliori se si motivassero di più gli insegnanti, invece di creare quest'aurea 'strumentale' efficientista, dove la comunicazione di quanto avviene è confusa, poco chiara.

E poi: oltre a insegnarlo ai bebé, l'approccio all'educazione musicale dovrebbe essere fatto con i ragazzi, soprattutto in un tempo dove la musica è riprodotta volgarmente e male e in modo sconsiderato, e che non aiuta l'ascolto.

Un po' di filosofia del linguaggio musicale, che educhi e indirizzi al 'senso critico' della musica, a molti, non guasterebbe.

Qui il comunicato ufficiale del Comune:

mercoledì 24 ottobre 2012

Rottamare i funzionari della P.A:? Perché no

Detesto il verbo, 'rottamare'.
Io non amo la rottamazione, in linea generale, tuttavia noto come certi funzionari, che ne so, anche a bassa quota, sono funzionari da anni (come stamani ricordavamo con un amico...) presso i comuni e altri enti, e nessuno nessuno contesta il loro strapotere: in alcuni casi, quelli negativi, fanno il buono e cattivo tempo, che ne so, nascondono i documenti importanti per pubblicarli a cose fatte; oppure appoggiano le brutte magagne di certi concorsucci...oppure fungono da assessori alla cultura (in Toscana ce ne sono vari esempi), e fanno lavorare chi vogliono come vogliono eccetera. Insomma un potere considerevole detengono certuni in sella da anni sullo stesso cavallo. 
Credo che un ricambio è necessario anche e forse soprattutto a livello amministrativo, non solo politico.
Perché no?

martedì 23 ottobre 2012

Il teatro l'ultimo luogo della libertà...à à!

A Prato, presso Teatro Metastasio, ci sarà un convegno organizzato da certa Assemblea Generale dell'ETC (European Theatre Convention), di cui il teatro pratese è membro, dal titolo "Il teatro, l'ultimo spazio della libertà".
La domanda a cui il convegno deve rispondere è questa:
"Possono i teatri pubblici agire in Europa come ultimo spazio della libertà, svincolati da ogni costrizione artistica, politica e finanziaria? Possono animare la vita delle nostre città offrendo al pubblico nuove prospettive interpretative su fondamentali questioni della vita?"
Che belle domande!....Viene proprio da ridere!

Come recentemente ha scritto il critico professore Marino, che mi ha risposto in seguito alla tenzone nata attorno lo spettacolo ISOLA di Santi-Magelli proprio al Metastasio, che non è piaciuto ai critici (ma chissà se è piaciuto agli amici che ho incontrato nel foyer quando sono andata io a vederlo!),  non si può fare a meno della politica, anzi, partitica, come il prof. dice riprendendo un mio modo di dire. (“È la scoperta dell’acqua calda che dalla politica (partitica) non si sfugge" (1))

Non sono certo questi nostri teatri pubblici i luoghi della libertà.
Lo è forse il Metastasio? Lo sono forse i teatri toscani gestiti dalla Fondazione Toscana Spettacolo?

Come si può essere così ipocriti, quando gli stessi politici così discussi e compromessi nella partitica, sono coloro che aprono i lavori e patrocinano in cerca di consenso e mettendo in atto il controllo?

Non prendiamoci per il  c..O , per favore, con convegni autocelebrantesi.

Intanto si dovrebbe cominciare a parlare della distribuzione degli spettacoli, su come è fatta e gestita, per esempio; poi si dovrebbe cominciare a dire come si fanno questi spettacoli, e chi li recita: spesso attori che sono tutto fuorché attori, quasi sempre raccomandati,  'amici' , 'parenti' eccetera; ci si dovrebbe interrogare come certa gente ignorante sia stata nominata regista,  direttore eccetera, e si scoprirebbe che è stata nominata proprio dalla partitica. In Toscana, ma è uguale altrove, a fare i direttori si è visto e si vede prole di genitore portatore di voti. Un virus ancora attivo.

Per favore, non prendiamo per il  c..O.

Fine degli ipermercati, si ritorna alle botteghe

Sembra che a Montecatini la Coop apra un supermercato molto più ridotto e piccolo dei soliti: non, tanto per intenderci, come quella che abbiamo qui al Parco Prato. Insomma, qualcosa di più simile a una bottega, perché la gente sta ritornando a comprare i generi alimentari nei piccoli negozi. Complice la crisi, c'è una inversione di tendenza in atto. Dove vivo io questa tendenza è evidente: due giovani hanno rilevato un piccolo negozio di alimentari, che sta andando alla grande. Rapporto diretto e amichevole con il cliente, politica del prezzo basso, prodotti di buona qualità. Ma attenzione, questo accade anche per altri settori, come per esempio gli elettrodomestici: la gente, fra cui io, preferisce comprare la lavatrice nuova nel negozietto che ti assicura una assistenza più 'umana' nel caso di guasto alla macchina.  Qui a Parco Prato la Coop continua a costruire (lungo la Declassata), ma il futuro non è in quelle 'scatole da scarpe' (così meravigliosamente le definisce mia madre, che non si è mai convertita al 'megastore'), è il ritorno alla bottega.
Fulvio Silvestrini, che ha combattuto tanto contro lo scempio di Parco Prato, ancora non lo sa, ma ha già vinto.

lunedì 22 ottobre 2012

Un'altra recensione sul dramma "Cafiero Lucchesi"


Ecco un altro commento-recensione del pubblico sul dramma "Cafiero Lucchesi":

"Ciao Maila, oggi è quel domani "domani", che ti ho detto ieri sera...! Oggi ho pensato spesso a tutto quello che ho visto, ascoltato, percepito ieri sera. E' un'alta delle tue belle opere, un allestimento bellissimo, nudo, come voi, ma pieno dalla vostra bravura, nella vera ricerca delle situazioni sceniche che hanno attinenza con la parola, con i luoghi, con i tempi con la ricerca storica che ha una grande  importanza.
Mi è piaciuta molto la Baracca allestita con le varie situazioni sceniche, erano molto"vive e vere" dalla strada alla prigione all'ufficio con i cassetti, la stanza di Giulia con i suoi mal di testa e quella forma di rispetto per il padre nel celare il suo segreto.
Mi piace come introduci l'amore e i sentimenti in una storia dove sembrano non esserci.
E come Cafiero paragona le sue torture con le docce gelate al gelo che Giulia può aver provato in quel rapporto "costretto".
Insomma una miriade di sensazioni, quello che si prova dopo uno spettacolo che funziona, assolve alla ragione per cui è stato costruito.
Bravi, bravissimi!! Mi sono dilungata troppo, sto scrivendo quello che mi viene, ma potrei andare anche oltre! Grazie per queste belle emozioni! Ciao. "
Maura Salvi

La stessa notizia data due volte! De propaganda? Non solo, anche scopiazzatura di titolo

Questa notizia circa il successo del racconto sul Sacco di Prato al Metastasio realizzata dal presidente Umberto Cecchi  insieme all'assessorato alla P.I e dalle 'sorelle' Soroptimist è stata data due volte da Il Tirreno: sabato 20 ottobre e oggi, lunedì 22 ottobre, nella stessa rubrica.

Ho controllato e controllate anche voi: è proprio la stessa,  con differente titolo e qualche aggiunta di autorità: è una svistona oppure pubblicità-propaganda-promozione 'aggratis'? L'hanno ripetuta nel caso qualcuno non avesse capito?

Tra l'altro hanno copiato anche il titolo dell'iniziativa; infatti 'La storia spiegata ai ragazzi" era il sottotitolo dello spettacolo che presentai alla De André nel 2010 e faceva parte di un progetto che proposi all'assessore Rita Pieri in data 20 maggio 2010. L'assessore non lo prese in considerazione, ma evidentemente le è piaciuto il titolo...

Ricordo che l'assessore non vide personalmente il mio spettacolo alla De André, ma inviò, forse per sicurezza, un funzionario del suo ufficio per controllare se, questa Storia, la raccontavo giusta...

(Sabato 20 ottobre), p. 24. "IL SACCO DI PRATO. PRATO Oltre duecento studenti delle classi terza media delle scuole secondarie di primo grado (Buricchi, Convitto Cicognini, Don Milani, Fermi, Santa Caterina de'Ricci, Ser Lapo Mazzei) hanno affollato il Teatro Metastasio per partecipare all'iniziativa “Ti racconto il Sacco di Prato. La nostra storia spiegata ai ragazzi” organizzata dal Soroptimist International d'Italia-Club di Prato in collaborazione con l'assessorato alla Pubblica istruzione del Comune di Prato."

(Lunedì 22 ottobre) A SCUOLA DAL METASTASIO. PRATO Oltre 200 studenti delle terze delle Buricchi, Cicognini, Don Milani, Fermi, S. Caterina, Mazzei, hanno affollato il Metastasio per partecipare all'iniziativa "Ti racconto il Sacco di Prato”organizzata dal Soroptimist International Club in collaborazione con il Comune e con il teatro. Dopo i saluti di Marilena Chiti, presidente Soroptimist e Rita Pieri, assessore alla Scuola, gli studenti hanno ascoltato la narrazione di Umberto Cecchi e assistito allo spettacolo.

venerdì 19 ottobre 2012

Contro l'eliminazione del danaro contante

Sono totalmente contro l'eliminazione del danaro contante.
E' una bella storia dire che eliminando il contante si eliminerebbe l'evasione fiscale.

Forse qualche briciola, sì. La grossa evasione non si fa col contante, ma per esempio portando i soldi nei cosiddetti paradisi fiscali.

Eliminando il contante  si avrebbe un potere assoluto delle banche, un controllo oppressivo sul cittadino, una negazione de facto del diritto al privato.

O forse, nascerebbe una economia a nero senza danaro, una circuitazione dei beni al di là della moneta; insomma, una economia parallela che sarebbe di gran danno all'economia nazionale e sovranazionale.

E' un fatto che da quando si sono decisi a opprimere il cittadino con controlli serrati della Finanza, sia aumentata l'evasione fiscale.

Dunque un bel no all'eliminazione del danaro contante. Nonostante il potere bancario del Nord Europa, che ci comanda, faccia di tutto per mandarci in quella direzione.

Basterebbe rendere conveniente essere onesti. Questa sarebbe una buona manovra economica per eliminare una buona parte di evasione fiscale.


giovedì 18 ottobre 2012

I ciclisti sotto i ponti; gli automobilisti sopra, sui viadotti

Le dichiarazioni dell'assessore Caverni contro la raccolta di firme per l'eliminazione del passaggio sotto il ponte Datini  della ciclabile a viale Galilei a Prato, imposto dall'amministrazione comunale per facilitare la 'svolta a destra' del traffico delle automobili, non fanno altro che dimostrare, semmai ce ne fosse stato bisogno, della mentalità 'cavernicola' degli amministratori pratesi, che considerano l'andare in bicicletta come pratica ludico-ricreativa!

Secondo l'assessore i pratesi vanno in bicicletta solo per trastullarsi, e quindi possono passare tranquillamente sotto il ponte Datini, di notte al buio, in mezzo alle nutrie e alle pantecane, magari con il brivido del rischio di agguato e con una pendenza degna di Bartali!

Dice che presto metteranno le luci e in sicurezza tutto: certo, prima si impone il percorso e poi si mette in sicurezza.

E tutto per far scorrere i poveri pratesi macchina-dipendenti. Bravo assessore, si fa così per aumentare l'inquinamento. Prato è proprio in linea con l'Europa.

I ciclisti sotto i ponti; gli automobilisti sopra, sui viadotti.

Chi viene al Teatro La Baracca a vedere Cafiero Lucchesi

La cosa buffa è che a vedere Cafiero Lucchesi, vita e morte fra Mussolini e Stalin, coloro che dovrebbero essere interessati alla storia di Prato e alla pratesità, non ci vengono proprio.

(Un po' come è successo per il dramma sui concubini...).

Per esempio, il Sindaco, l'abbiamo invitato e stiamo aspettando risposta. A lui dovrebbe interessare, dato che ha fatto della pratesità il suo cavallo di battaglia.

Chiaramente non viene nemmeno l'assessore alla cultura Beltrame, forse perché non è una cosa che ha organizzato lei.

Lo stesso vale per i signori assessori alla Provincia. Tutti.

Per certi dirigenti della cultura. Non vengono mai. Direttori.

Nessuno del Metastasio, tanto per fare un altro eccelso esempio, a cui invece dovrebbe interessare quello che succede teatralmente in città.

Ugualmente non vengono i teatranti, fatte per fortuna le debite eccezioni, anche quelli che noi abbiamo difeso a spada tratta e spesso accolto nel teatro ; anzi quelli proprio non vengono. Non hanno soldi; soffrono molti di invidia.

Lo stesso vale per i giovani impegnati nella politica. 
La cosiddetta Sinistra pratese non viene, ha paura del dibattito che si svolge dopo lo spettacolo.

E anche certi 'amici', non vengono mai. Il sabato non 'possono'.

Viene però gente del cosiddetto popolo, pubblico 'normale', non comprato, non stimolato, non fagocitato. Non compromesso. Vengono persone di alta cultura, libere di testa. Professori universitari.

mercoledì 17 ottobre 2012

Circoscrizioni al capolinea

E' noto la moria di consiglieri nelle circoscrizioni di Prato. Dal 2009 si sono dimessi credo 17 consiglieri.

Il motivo principale è, a parte quello personale, l'insensatezza del fare certa politica, alla luce della squalificazione del decentramento e della morte dei vecchi partiti.

Questa moria è insomma il risultato di una politica gestita dall'alto, di una politica vista come 'posto' e sistemazione, piccoli emolumenti eccetera, concezione che in questo momento è condannata.

Fino a qualche anno fa - e io lo posso testimoniare - diciamo fino a una decina di anni fa, la circoscrizione aveva voce in capitolo, un senso; tra l'altro a Prato con il decentramento si sistemavano i vari alfieri di partito: allora era tutto un colore la città, ed era facile...Insomma, si poteva giocare col Decentramento come in una partita di calcio fra amici.

Oggi la situazione è cambiata non solo perché Prato è amministrata dal Centro Destra, e tre circoscrizioni sono di Centro-Sinistra, ma perché come ho detto la partitica è al capolinea e i soldi non ci sono più.

Dunque, di fronte all'impegno e al nessun guadagno, nessuna possibilità di incidere sull'andamento del reale, chi può, se ne va.

Tra l'altro presidenti e consiglieri non sempre sono all'altezza: qua non se ne vedono se non alle feste di paese dove c'è la possibilità di avere visibilità, presso le varie feste confraternitali,  insomma presso gli enti che ancora un poco contano.

Non si vedono in nessun altro luogo. Non si vede nessuno.

Dunque, in sostanza sono anche certi consiglieri e presidenti che si aiutano da soli nel harakiri...

Quando se ne andranno, nessuno ne sentirà la mancanza.

Scuola di musica Verdi (2): gestione sbagliata, anzi qualcuno dice 'scellerata'

Dunque, le lezioni riprenderanno alla fine di ottobre, o novembre, non si sa ancora esattamente.
Le nuove iscrizioni sono state bloccate, si vuole risparmiare sul corpo docenti, evidentemente.

Non c'è dunque, alla scuola, nessuna vivacità, ma una atmosfera stanca e depressa. Gli stessi maestri, nei loro primi incontri con i vecchi allievi, comunicano certa qual depressione anche senza menzionare i problemi che ci sono.

Gli allievi sono perplessi.

Ora in una scuola dove non è possibile iscriversi, non può tirare una bella aria.

Tra l'altro non si sa nemmeno a quanto ammonta la quota annuale.

Insomma, inutile dire che i soldi per il settembre pratese, puro evento di promozione, sarebbero potuti servire per sostenere e mantenere bene in vita questa scuola, tanto per fare un esempio, anzi in un momento come questo l'amministrazione comunale avrebbe dato un segnale positivo non bloccando le nuove iscrizioni.

Qualcuno parla di 'gestione scellerata'.

Così si toglie ricchezza, e non parlo solo di ricchezza culturale.

Ma si rendono conto, questi amministratori, del danno che stanno facendo alla città?

martedì 16 ottobre 2012

OFFICINA GIOVANI: continua l'inganno. Ci vuole OFFICINA VECCHI

Continua l'inganno giovanilistico a Officina Giovani, ora anche complice l'università,  il Pro.Ge.A.S., che, attraverso il gruppo "Binario di Scambio", si aggiunge ai santi enti costituiti, continuando a privare i cittadini di uno spazio libero e autonomo, autogestito.

Tra l'altro si santifica e mistifica il teatro fatto dai giovani,  che stando a quanto riportato dai comunicati stampa, i prof giudicherebbero più attraente se appunto fatto da giovani.

Una vera e propria panzana, una grossa mistificazione. (E quando correvamo a vedere i mostri del teatro, Kantor o Marcel Marceau, quando scappavo andando a vedere i 'vecchi' al loggione del Metastasio?)

Prof che santificano se stessi e i santi enti andando nei teatri santificati, che pretendono di mettere in scena opere eretiche del Settecento rivoluzionario, e poi non girano il naso fuori dai gusci istituzionali!

E questi giovani, che corrono subito sotto la dolce ala del vecchio potere? 

Che nostalgia provo per i miei 'vecchi', per quel passato eretico da cui si cerca in tutti i modi di allontanare i giovani, allevandoli nelle scuole conformiste, eterodirette, nutrendoli col  terrore che non troveranno lavoro, il 'posto' se non saranno santificati dai prof di turno!

Se questi sono i giovani che portano, che conducono per la manina come bambini che attraversano la strada, se questo è lo spazio si dà ai 'giovani', molto meglio i vecchi a Officina Giovani.

Anzi, propongo la creazione di una OFFICINA VECCHI. Sarà molto più difficile, per il potere istituzionalizzato, manovrare i vecchietti: pensate, non devono cercare lavoro, non devono essere inseriti in nessun 'posto', sono quindi liberi di fare le pernacchie. E' questo che ci vuole a teatro.

lunedì 15 ottobre 2012

Ancora sul dramma Cafiero Lucchesi

Continuo a ricevere diverse lettere su Cafiero Lucchesi. Voglio condividerne una molto lusinghiera...

"Cara Maila,
 ho ripensato molto al tuo spettacolo, quello di Cafiero Lucchesi che ho visto la scorsa settimana, e devo dire che è veramente un gioiello.
Semplice, 'povero' ma molto ricco e vero. Forte come uno schiaffo.
Con ‘poco e niente’, abbiamo visto 'tutto'.
Uno schiaffo alle grandi produzioni, agli attori e ai registoni che sono pagati con i nostri soldi. Ai drammaturghi del nulla..."
 Luca Matteini

domenica 14 ottobre 2012

L'automobile dell'artista

Non illudiamoci sugli artisti.
L'altezza non v'inganni
gli artisti sono piccoli

Anche quando fanno grandi gesti

-come sanno
sollevare la polvere
dell'anima logora! -

fanno sempre piccoli gesti

l'auto-promozione
questo è il vero motore

l'automobile dell'artista.

Io ci casco ogni volta
faccio sempre lo stupido errore

accetto il passaggio
come fosse viaggio d'amore



venerdì 12 ottobre 2012

Polizia democratica: "Lei non è nessuno"

La drammatica vicenda del bambino Leonardo, barbaramente strappato da scuola da poliziotti anticrimine in ordinanza di una legge disumana (ma chi sono questi giudici?) per sottrarlo alla madre e riconsegnarlo al padre  e di cui tutti abbiamo visto il video, mostra un'altra sfumatura della violenza dello Stato italiano, ed è quella contenuta nelle parole della poliziotta in abiti civili (ma con tanto di stemma della polizia sul petto) che alla zia che sta filmando dice: "Io sono un ispettore di polizia, Lei non è nessuno".

Che tipo di preparazione 'umana' viene data ai poliziotti? E' questo il grande apporto femminile alla polizia italiana?

Noi, che non non siamo funzionari, non siamo dipendenti di qualcosa, non siamo investiti del sacro potere di offendere e picchiare, e gestire danaro dello Stato, della Regione, della Provincia, del Comune, noi, tutti noi, per molti di coloro che hanno attaccato lo stemma al petto o qualche tipo di investitura, insomma per lo Stato italiano,  noi siamo NESSUNO.

giovedì 11 ottobre 2012

Ancora ombre sulla partecipata SO-RI di Prato


Mentre il Sindaco Cenni e compagnia si scagliano contro la gestione finanziaria di Consiag e Publiacqua e relativo contraccolpo negativo sulle casse comunali, così contro la gestione non trasparente delle assunzioni, non fa altrettanto nei confronti di SORI, che è la nostra EQUITALIA.

Ma vado un po' indietro nel tempo.

Nel 2010 si era verificato un polverone in consiglio comunale:  tema dello scontro era stato  l’affidamento della riscossione coattiva delle multe del 2009 ad Equitalia anziché a SO.RI., la società partecipata al 98% dal Comune, guidata dal presidente Giovanni Luchetti del Pdl. 

Poi quest'anno a maggio, altra bagarre, oggetto sempre SO.RI, qualcuno paventava di scioglierla, ma il Sindaco ha affermato: «Non c’è alcuna intenzione di chiudere Sori: ma scherziamo davvero. Anzi, è nostra intenzione fare in modo che Sori possa diventare l’agenzia regionale (badate bene, 'regionale'! n.d.r) di riscossione in grado di sostituirsi ad Equitalia. Ciò che abbiamo voluto dire nella delibera è che occorre rafforzare il controllo da parte dell’amministrazione comunale su determinate funzioni fino ad oggi affidate a Sori».

In realtà non sappiamo quanto sia conveniente per i cittadini pratesi questa partecipata, che tipo di gestione metta in campo. Se il modo di assumere impiegati sia stato diverso o meno dalle altre partecipate pratesi.

Non abbiamo, come accade per le altre, nessuna informazione sugli andamenti finanziari, altro che trasparenza! Andate a controllare sui siti internet del Comune o di SO.RI e non saprete assolutamente niente.

La democrazia attraverso internet è in questo caso una presa per i fondelli.

La mia personale piccolissima esperienza con SO-RI è molto negativa, essendo stata truffata con la questione dei manifesti. 
Mi  hanno messo i manifesti dopo il tempo indicato e alcuni li hanno coperti già a partire dal 5-6 ottobre (la domenica 7 quando me ne sono accorta gli attacchini non lavorano) e invece sarebbero dovuti  rimanere fino al 10 ottobre. (E ho le foto!).

Dunque la SORI, in materia di affissioni pubbliche è quanto meno pasticciona; oppure stipula più contratti di quanti posti  abbia a disposizione, il che, se fosse, sarebbe molto grave.

Sto ancora aspettando una risposta dall'ufficio competente, perché mi hanno rubato soldi e fatto un danno.

E ancora mi chiedo: certi funzionari che accolgono i manifesti e la pubblicità in genere, hanno una funzione di 'controllo' del contenuto pubblicitario; ovvero si esercita una qualche azione censoria?

E' questa la partecipata che Cenni e compagnia vogliono salvare?

Firenze e il povero Marchionne


Marchionne ha detto che Firenze è una 'piccola e povera' città; l'ha detto a Renzi, ma i fiorentini gliel'hanno giurata lo stesso.  

E così già si canta alle Cascine:

O po'ero grullo
  • i' che t'ha detto
  • mettiti a letto 
  • industrialetto
  • copriti i' capo
  • levati i' puzzo

O po'ero grullo
o senti questa
i' che t'ha detto

l' industrialetto
e' s'è bevuto 
i' cervelletto

mercoledì 10 ottobre 2012

Quanto ci costa la giunta e compagnia bella?

Ma quanto ci costano gli assessori? Quanto guadagnano per svolgere il loro ruolo?
Quanto prende il sindaco?

Sul sito del Comune di Prato tutta la trasparenza è ferma al 2009! Leggete!
http://www.comune.prato.it/trasparenza/

Come il Teatro la Baracca si difende dalla prepotenza

Sabato scorso la Parrocchia di Casale di Prato, anticipando di un giorno la festa del paese che cade ogni prima domenica di ottobre (rinominata Festa della Madonna non so di cosa) ha reso molto difficile il nostro lavoro a teatro durante la replica di Cafiero Lucchesi.
Il fatto che lo spettacolo sia stato apprezzatissimo dal pubblico nonostante tutto, ci fa piacere, ma voglio far sapere come alcuni rappresentanti della Chiesa Cattolica e del Comune di Prato disattendano al rispetto verso il lavoro e le attività degli altri.
Per la verità non solo noi del teatro, ma anche altri cittadini di Casale si sono lamentati della 'violenza' della festa;   parecchi l'hanno disertata (il parroco a quanto pare non è amatissimo...) e in previsione di questo sono stati fatti arrivare ragazzi da fuori che hanno animato in maniera eccessiva, direi fanatica, l'evento, trasformandolo in una vera e propria discoteca a cielo aperto.
Un consigliere circoscrizionale era fra gli organizzatori;  a lui ho chiesto rispetto, ma inutilmente;
Gianfelice aveva anche scritto una gentilissima lettera al parroco, anche questo atto è stato inutile.
Pubblico qui una lettera che ho inviato a un consigliere del PD della Circoscrizione Sud di Prato, che non mi ha risposto. 

Per ora ha risposto chi non doveva rispondere, dandomi solidarietà.

"Buongiorno, Gabriele.
 Sabato scorso, nonostante avessi parlato con te, la mia richiesta di un rispetto verso il nostro lavoro, è stata disattesa.
Ho parlato con te anche perché consigliere di Circoscrizione, e quindi in qualche modo rappresentante di noi tutti, e non solo della Parrocchia.

Durante i due giorni della festa del paese, abbiamo vissuto momenti di difficoltà e stress.
Il Teatro La Baracca, che confina con la proprietà della chiesa, non è stato il solo ad aver avuto questo problema; ti garantisco che alcuni se ne sono andati per non subire la confusione, ma siccome ciò ha danneggiato il nostro lavoro, noi ne abbiamo risentito più di tutti, e per questo ti scrivo.
Il volume della musica, e l’uso dell’altoparlante, ci ha rimbombato nelle orecchie fino a ieri sera a mezzanotte inoltrata.
Sabato abbiamo recitato in condizioni di estrema difficoltà, chiedendo scusa al nostro pubblico.
La Parrocchia, che per fortuna è libera di fare le feste che vuole e quando vuole rispettando la legge, deve rispettare però anche i cittadini, tutti i cittadini, anche quelli che non possono o non vogliono partecipare alla festa del paese per qualsiasi ordine di motivo e vogliono o debbono fare altre cose. O devono LAVORARE.
Deve rispettare la salute pubblica, e quindi esigere dai ragazzi o dagli organizzatori o chicchessia, che il volume della musica sia nei limiti; il che, ripeto, non è stato affatto.
Come anche non c’è rispetto nell’uso delle luci, che i cui fasci sono ‘sparati’ orizzontalmente investendo le case attorno, e non verticalmente come invece dovrebbero essere per legge.
A Casale non esiste solo la Parrocchia o i circoli; esiste anche un teatro, che, sebbene piccolo, è un teatro che appartiene a un circuito toscano. E’ un teatro riconosciuto, da tutti i punti di vista e frequentato. Quest’anno festeggiamo vent’anni di vita.
Noi ci lavoriamo.
Tra l’altro avevamo anche scritto una lettera al parroco, chiedendo fraternamente di considerare e rispettare il nostro lavoro, come noi rispettiamo le loro feste e i momenti di divertimento o di culto. Inutilmente.
Infine, stamani ho dovuto ripulire anche il tetto del teatro, perché non so chi (forse ragazzi lasciati liberi senza nessun controllo?) aveva gettato sopra oggetti della festa, e anche nel giardino del teatro ho trovato immondizia.
Non intendiamo più tollerare un simile atteggiamento di noncuranza da parte di chi organizza la festa e nel futuro, se necessario, tuteleremo i nostri interessi."
  

martedì 9 ottobre 2012

Prato, città immota


Gli ultimi dati del censimento relativi alla città di Prato mostrano che il livello culturale della città è molto basso, come da tradizione. Solo l'8% della popolazione è laureata.

L'assessore Nocentini, che ha commentato i dati, dichiara che bisogna uscire da questa empasse; ma in questi anni non s'è fatto nulla per migliorarne il livello.

Ma non si tratta solo di far prendere ai pratesi la laurea, la decadenza culturale va al di là del titolo di studio, anche se lo comprende.

Da un secolo e mezzo si nutre popolo pratese di ideologia operaista, mistificandola; ora che le cosiddette ideologie sono crollate e i partiti non sanno più come condire il loro potere; ora che il lavoro non esiste più come dio salvatore, il lavoratore è nudo nella sua ignoranza, senza più riferimenti e capacità, mete culturali se non la pizza il sabato sera e il divertimento ballerino o canoro offerto in circoli o parrocchie-discoteche; o nelle multisale stile coop;
si è utilizzato politicamente ed economicamente la manodopera proveniente da fuori, in genere dal sud più povero e ignorante, tenendola al livello che era necessario per sfruttarla e condizionare il voto;
non si è creato una pluralità di offerta culturale, vivacità, per cui gli enti, ormai atrofizzati, sono sempre gli stessi e autoreferenziali o, come mi disse il sindaco Romagnoli, fatti vivere con i soldi pubblici al servizio della vetrina (ormai opacissima) della città, non della gente, a cui non si è consentito di essere parte attiva del disegno culturale;
ultimamente si è tentato di risollevare le sorti cittadine con finta partecipazione (in realtà al fine di controllo elettorale) e animazione in centro e nelle periferie in stile borgataro, a suon di karaoke e sagre, pensando che questo comunque fosse 'cultura' e 'aggregazione';
addirittura si son fatti languire gli enti che in qualche modo mostrano certa vivacità come la scuola di musica; 
si fa scuola con precise direttive dall'alto, si sa: a ciò si aggiungono le schiaccianti e dispersive offerte formative recentemente sfornate dal Comune e da gli Enti santificati, a dare ancor di più l'immagine di una scuola pubblica 'debole' (mentre si rafforza economicamente quella privata e confessionale), impossibilitata a proporre la sua vita culturale.

La città è si è fatta immota anche perché ha perseguito cieca e ottusamente un Interporto fallimentare al posto di una piena riscoperta di una città antica, Gonfienti etrusca, lasciata in mano a un ente, la Soprintendenza, che non è stato capace di adempiere al suo ruolo di tutela, succube anch'esso della peggiore politica; e tutto in nome di una ricchezza che non verrà mai più da quella parte.

E anche questo fine settimana, in periferia, abbiamo assistito all'ennesima espressione sub-culturale pratese, esattamente come è  successo ai pratesi del centro durante il settembre appena passato, con le inutili manifestazioni come Visionaria, Palla Grossa e altre amenità grossolane a suon di musica 'sparata': una ennesima parrocchia in festa mondana ha mostrato il peggio di sé, allestendo un grasso ristorante e un campo discotecaro, musica come sopra senza rispetto per nessuno, che nessuno osa contrastare pubblicamente perché è la parrocchia, anche se molti  se ne lamentano. 

Nello stesso modo abbiamo vissuto la violenza, in estate, dei circoli Arci, con le stesse modalità, e tutti hanno potuto esibire il permesso fornito dal Comune di Prato, settore attività produttive. Si può fare caciara fino alle 24.

Grazie, Comune di Prato, per questi permessi produttivi di cultura incivile.

Le amministrazioni che si sono avvicendate in questi ultimi vent'anni in particolar modo, e poco importa che l'ultima al cui declino stiamo assistendo abbia un altro colore, ci lasceranno in eredità una Prato stordita, che immobilmente si inabissa, mentre ancora si culla con i discorsi inascoltabili del tipo: ' i pratesi non saranno studiosi, ma sono lavoratori'.

Una città che da secoli aspetta inutilmente una rinascita. Proprio forse da quel Sacco il cui cinquecentesimo nefasto anniversario i suoi amministratori non sono stati nemmeno capaci di rievocare seriamente, molto probabilmente per non dispiacere alla Chiesa, che fu artefice del saccheggio (una distruzione mai ammessa) dietro corazza spagnola,  preferendo far rievocare a chi non ne è stato capace e non ha voluto se non offrire affreschi in stile ipocrita, beghino e kitisch.


P.S. Per favore, citatemi. Sono stanca di essere scopiazzata gratuitamente e in silenzio.

lunedì 8 ottobre 2012

La Sori, e il pasticcio delle affissioni pubbliche

Cari cittadini di Prato e provincia,

state attenti a consegnare i vostri manifesti alla società partecipata SORI, che gestisce le entrate per il Comune di Prato, Montemurlo e Carmignano.

Avevo consegnato cento manifesti, da affiggere per venti giorni, a partire dal 20 settembre.

Il 20  settembre in giro non ce n'era nemmeno uno.

Il 24 settembre mi hanno inviato la 'nota posizioni', ho controllato qualche posizione, sembrava regolare. Ma non ho potuto controllarle tutte...

Ieri 7 settembre, quando mancavano tre giorni alla scadenza, casualmente mi sono accorta che alcuni manifesti erano già coperti!

Ho documentato il danno con tanto di foto (tra l'altro hanno appiccicato i manifesti lasciando intravedere chiaramente cosa avevano coperto...)

Dunque la domanda è: la Sori stipula più contratti di quelli che può permettersi?

Sembrerebbe proprio di sì.

Ho chiesto delucidazioni all'ufficio competente, perché intendo rifarmi dell'inganno e del danno subito.

domenica 7 ottobre 2012

Un'altra recensione su "Cafiero Lucchesi"

La Nazione, domenica  ottobre 2012

Naira Gonzalez e la protesta contro il teatro italiano

Naira Gonzalez, nota educatrice teatrale, ha messo in difficoltà la prima dello spettacolo "Isola" al Fabbricone, interrompendolo in segno di protesta contro il teatro italiano.
Ho visto un video della sua protesta: Naira non è affatto pazza, come qualche giornale ha voluto sottintendere, né una squilibrata; è stata solo una protesta contro il sistema teatrale italiano, la cosiddetta circuitazione, che è mafioso e ingiusto.

Naturalmente sui giornali il senso vero di questa protesta non viene fuori. E derubricano tutto, è facile quando si tratta di una donna, con la definizione di atto pazzoide,  con la frase: 'ha sbottato'.

Oppure come fanno con me e con i pochi altri che hanno il coraggio di protestare, mettendoci in 'salsa silenzio'.

Ma non dobbiamo tacere; è quello che vogliono, intimorendoci con i loro 'stabili', le fondazioni, i loro stemmi 'partecipati'... Dobbiamo continuare a parlare di questo scandalo del teatro italiano, e in generale delle attività cosiddette artistiche, e sostenere chi ha il coraggio di dire che 'il re è nudo', come ha fatto Naira.
Questo sarà bene anche per la qualità del teatro e di tutte le altre attività artistiche, oltre che per il nostro benessere e le nostre tasche.
Sono ancora troppo pochi gli artisti che lo fanno, perché troppi sono impastoiati con il potere, che poi al momento giusto li affossa.

Come mi ha detto Gianfelice, noi al Teatro La Baracca lo ricordiamo ogni settimana al nostro pubblico. Personalmente da più di vent'anni.

Per questo da tempo nessuna autorità politica cittadina o regionale viene a trovarci, e fugge da noi come dalla peste bubbonica.
Ma chi segue questo blog, sa già tutto.

Papà

So' diventato papà che te lo dico a fa. So' diventato papà e ce devo pensa' se cambio mestiere. Finora ho fatto er rivol...