sabato 3 novembre 2012

Cafiero Lucchesi: posti esauriti

Per stasera i posti sono esauriti, e c'è lista d'attesa; ci sarà un'altra replica straordinaria sabato 10 novembre, ore 21. 
Chi vuole può prenotare al telefono 0574-812363.

venerdì 2 novembre 2012

Vendola alla Libreria Edison a Firenze

Nel suo tour per le primarie, Vendola farà il suo intervento alla Libreria Edison di Firenze, che fra poco sarà sfrattata dalla Feltrinelli e di cui ho già scritto, http://primaveradiprato.blogspot.it/2012/10/feltrinelli-mangia-la-libreria-edison.html
Sembrerebbe un segnale forte, sulla cultura, contro i monopoli, i grossi poteri che strozzano i piccoli. Contro la cultura calpestata. Tutto bello.
Bisognerebbe però che si parlasse a fondo sulla questione cultura, e di dicesse che lo stesso Vendola, in Puglia, ha rafforzato i poteri regionali, strozzando le libere realtà autonome dal basso, rendendole insomma, suddite. Semmai sono nate.
Bisognerebbe per esempio parlare sul circuito regionale del teatro pugliese, dove le nomine sono state fatte solo partiticamente e le scelte sono dirette verso coloro che sono 'graditi', portando in quella Regione solo un teatro alla moda di Sinistra. Roba 'vecchia', roba che, ancora una volta e sempre, scende dall'alto ed è tutt'altro che di 'Sinistra'. Così fan tutti.
Finché non si scioglie questo nodo, le sue apparizioni in veste di 'santo taumaturgo' non servono a niente. Inutile, insomma, accendere i ceri, il miracolo ancora non c'è.

La mossa del sindaco Cenni: a Roma a brigiotto di chi?

Che Roberto Cenni abbia sbagliato il congiuntivo ( faccino al posto di facciano) nella ormai famosa 'intervista al cesso', è davvero il male minore, e certo non avevamo bisogno del TG4, che per fortuna non abbiamo visto, per accorgercene.

Quello che conta è la mossa mediatica del Sindaco, che sul cesso è assurto alla cronaca nazionale, con l'intento evidente di spiccare il volo da Prato, che ormai gli sta stretta.

Anche gli amici d'un tempo lo attaccano, o non lo voglion più. Quelli che lo cantavano nel 2009, ora intonano a Renzi. Alcuni son resuscitati per far questo.

Dove vuole andare il nostro Sindaco, a Roma? Ma, mancando Berlusconi per volare, chi  lo porterà 'a brigiotto'?

giovedì 1 novembre 2012

Grillo demonizza la TV , ma lui chi sarebbe stato senza la TV?

Nel suo ultimo post Beppe Grillo demonizza la TV, in particolare la manipolazione che in essa si opera,  e chi ci va. A suo parere (o diktat),  i rappresentanti del suo movimento non devono andare ai dibattiti televisivi.
Tuttavia, c'è una contraddizione alla base, perché è proprio grazie alla TV che lui è diventato non solo il comico che tutti hanno apprezzato, ma anche la figura carismatica che ha fondato il movimento politico. Senza la celebrità che gli ha dato il mezzo televisivo, lui non avrebbe potuto fare quello che ha fatto, nemmeno passare a nuoto lo Stretto di Sicilia.
Nessuno gli avrebbe dato credito, non solo il guru Casaleggio, ma nessuno dei suoi seguaci.
Perché questo meccanismo del 'leader' è fondamentale per certe persone; pur dicendo le stesse cose, nessun appartenente al Movimento 5 Stelle avrebbe seguito un altro a lui pari.
Dunque, demonizzando la TV (e in questo concordo), tuttavia impedisce che altri diventino 'celebrities' e gli facciano una benché minima possibile concorrenza, mettendo in discussione il suo potere.

Concludo: anche il movimento di Beppe Grillo (pur interessante e condivisibile) è frutto della mitologia moderna (vedi alla voce 'divismo')  prodotta dal 'mezzo' tecnologico.

mercoledì 31 ottobre 2012

Protesta sul cesso del Sindaco Cenni

sindaco intervista cesso
Questo è il Sindaco Cenni sul cesso per protesta contro la creazione dell'area metropolitana, non un'opera di  un seguace di Andy Warhol.

Dall'alto dei Monti scende su di noi l'area metropolitana Firenze Prato Pistoia

Una volta tanto concordo con l'ennesima misura calata dall'alto dei Monti, anche se in nome del 'riordino di spesa': la provincia metropolitana della Piana.
Era l'ora. Una come me, nata pira, di famiglia piro-fiorentina, liceo e laurea  fiorentina (la prima), domi-teatrata pratese, si sentirà proprio a casa in questa bella provinciona....
Già mi sembra di sentire, i laudatores temporis acti, che si lamentano di una Firenze pigliatutto...
Non oso pensare cosa succederà all'ombra del Monte Pisano, traforato per unirlo  alla costa livornese...

Ma come si chiamerà, questa nostra super-provincia?
Fipistopra? Firepopit? Pitpofì? 

Forza, governatori, dato che non avete poi tanto coraggio, abbiate un po' di fantasia.

P.S. Solo la provincia di Arezzo rimane intatta: è l'effetto del fantasma di Fanfani sul Governo. Ve lo ricordate, l'ex-DC che riuscì perfino a modificare il corso dell'A1 (la famosa curva Fanfani?).

Gonfienti: una assemblea di libertà e partecipazione mancata

Questa estate Diego di Libertà e Partecipazione di Prato, mi accennò fare una serata per Gonfienti. Forse addirittura uno spettacolo, quello che poi ha dato vita al libro "Gonfienti, storia di una battaglia". Naturalmente sarebbe stato uno spettacolo 'donato'.
Mi sembrava l'unico segnale di vita nel deserto che riguarda questa faccenda.
Poi, non so perché, è saltato tutto.
Sarà perché quando si tratta di Gonfienti, tutto finisce nel nulla, perché ci sono troppi interessi ancora in campo, ovvero un Interporto di cui non si sa che farci?
Sarà perché la sottoscritta ha 'attaccato' l'assessore alla cultura di Montemurlo, che è una del Sel, partito vicino a quell'associazione, rea di sostenere il 'sistemone' della cultura regionale? L'assessora è ben al corrente su Gonfienti: un giorno andai da lei, e io stessa le parlai a lungo sul'argomento, mi illudevo che la 'giovane' potesse aiutare la causa... Anche lei, come la più diretta interessata, l'assessore alla cultura del Comune di Prato, non se n'è mai sporcata le mani.

Ora, a Sinistra, è tutto diretto verso le primarie, e non c'è posto per argomenti come Gonfienti, nemmeno presi come simbolo di battaglie per una diversa qualità della vita. 
Gonfienti non è l'argomento 'lavoro', tanto per citarne uno, che tanto fa folla e consenso.
A Destra (quante vane promesse e chiacchiere!), non ci pensano nemmeno, hanno problemi più 'seri'.

Ora è tempo di preparare le danze dei mitòloghi: quando uno quando l'altro arrivano, parlano, santificano, maledicono e poi ripartono.

martedì 30 ottobre 2012

Cafiero Lucchesi, arrivano ancora commenti

Dovrò raccoglierli tutti, questo commenti che mi arrivano su Cafiero Lucchesi. Così tanti mai per nessuna opera che ho scritto e messo in scena.
Se penso che stavo sul punto di mollare tutto...! Già dopo averlo scritto, quando l'ho letto a Gianfelice la prima volta a Pomonte.
Se potete, venite a vederlo, oppure, se l'avete già visto, passate parola: lo replichiamo sabato 3 novembre, alle ore 21.
Così sostenete il teatro libero e indipendente, praticamente autofinanziato, dato che riceve solo pochissimi e sporadici contributi dalla Regione.

Questo ultimo commento è dell'amico Dante.

"Cari Maila e Gianfelice,
E' stata proprio una bella serata di teatro vero, sabato sera.
Ho avuto il piacere di portare con noi anche Claudio e Nicoletta, due amici dei nostri vent'anni.
Anche loro hanno apprezzato molto lo spettacolo; al nostro rientro a casa abbiamo fatto le due a parlare.
Oggi è martedì, ma ho ancora la testa piena delle emozioni del lavoro teatrale da Voi scritto ed interpretato. Lo trovo magnifico nella Vostra recitazione e nell'attenta e misurata scrittura.
Se il fine era la restituzione a Cafiero della verità storica sulla sua tragedia personale, penso proprio che essa non poteva essere migliore.
Ripensando a Primo Levi, è essenziale che la memoria,... almeno quella..., restituisca quanto un assordante silenzio ha finora tolto."Ricordate, che questo è stato!"
Altrimenti, davvero, si rischia di essere vissuti per niente.
L'interpretazione della tragedia esistenziale di Cafiero, fatta da Gianfelice, mi ha colpito e commosso.
Straordinaria per intensità e misura: un pezzo di bravura vera.
Come sapete, la conoscevo già; mi ha però emozionato il ricordo ed il valore di una sacrosanta  "restituzione" di una memoria perduta.
L'interminabile applauso, oltre alla Vostra bravura, è un tributo di sincera "pietas" verso una testimonianza di fede politica e di onestà intellettuale di uno dei tantissimi "ultimi".  Cafiero, Gondrano  sfiancato e sconfitto dalla pletora dei maiali, muore affermando il 
primato della fede politica sulla prassi; in questo, almeno in questo, è "primo".
La ricostruzione storica mi è apparsa convincente e misurata su entrambi i due periodi, pratese e moscovita, senza indulgere, né giudicare pretestuosamente.
E' però sulla lettura e descrizione dei familiari, nel lessico dei sentimenti, e nell'onestà degli amici di Cafiero che la rappresentazione teatrale mi ha colpito maggiormente. L'ho trovata di una delicatezza e di una umanità straordinaria. Quegli affetti, tanto profondi, quanto fragili e disperati, sono le vere 
vittime di una vicenda personale, che nella rete degli avvenimenti storici nelle  due dittature, si è dibattuta senza scampo alcuno, come in una tonnara, sugli innocenti.
Essenziali, quasi scarne, le figure dei familiari si stagliano perfettamente nella riduzione teatrale, mantenendo la dignità e la tenerezza degli affetti veri, delle persone vere.
Un ringraziamento sentito a due amici "bravi davvero"!
Con Stima, Dante"

Grillo, ovvero piccoli dittatori crescono

Con il comunicato politico di Beppe Grillo non so che numero, pubblicato sul suo blog subito dopo la vittoria siciliana, ecco che ho capito bene il motivo per cui  non avrei potuto far parte nemmeno di quel movimento, perché non l'avrei votato. Una motivazione che a posteriori mi ha fornito lo stesso 'capo'.
Certo,  c'è la necessità di dettare legge, di tenere in ordine tutto il movimento, di reggimentare un popolo che ne ha bisogno, di non fare entrare infiltrati...tuttavia il comunicato è come un diktakt asfissiante, ben poco democratico. Che getta acqua sull'entusiasmo bollente.
Raffredda l'animo.
La politica è passione, è slancio, anche in questo è la sua forza. Invece lui, da vero capetto, ricorda puntualmente a tutti chi comanda.

Mi domando: perché non nasce davvero un movimento democratico di cittadini, slegati da figure mediatiche? Perché, se nasce, non lo fanno decollare?
Perché non siamo capaci di questo?

Quando sono stata candidata a sindaco, ho capito questo: che non si può 'vincere' se non hai il 'babbo' potente, se non ha poteri forti alle spalle. Ma che dico, vincere: forse nemmeno partecipare (io infatti diventai candidata per sbaglio...). Gli stessi cittadini, che invocano la democrazia, poi vanno dietro i guru, gli 'incantattori', i savonarola di turno prezzolati e se non prezzolati, spinti in avanti...

Ci sono poi le invidie, le rivalità, che giocano un ruolo importante nelle scelte.
E dunque si preferisce farsi irreggimentare da questi signori, che pur nella giustezza delle loro prese di posizione, anzi forti di questo, si trasformano, poco da fare, in piccoli, pur fantasiosi e talentuosi, dittatori.

Proprio per questo io avrei fatto parte di quel 52% dei siciliani che non hanno votato.

lunedì 29 ottobre 2012

Previsioni: tempesta da Sud


Contrariamente alle previsioni leghiste, e in barba a loro, la tempesta per la partitica arriva da sud, non da nord.
E' indubbio il segnale dell'astensionismo, ma altrettanto forte e nato dallo stesso disgusto, proviene l'affermazione del Movimento 5 Stelle. Che piaccia o meno, è un dato di fatto.

Adesso aspettiamo il tramonto definitivo del PdL con le dimissioni del segretario eccetera.
Poi, ma non ancora in questa occasione, seguirà il crollo degli altri partiti. Renzi sta preparando la festa al PD.
Seguirà  gran rimestio, al grido 'si salvi chi può', e si vedranno saltare uomini e donne da un lato all'altro come in un campo di cavallette: come già si è visto, qui nella nostra piccola Prato, con la dipartita di Edoardo Nesi dall'assessorato alla cultura della Provincia, lasciata per la più sicura  'maison' di Montezemolo.
Ma altri, meno visibili, il salto lo stanno preparando già da tempo...

Commenti su Cafiero Lucchesi dopo la replica del 27 ottobre

Ricevo altri commenti su Cafiero Lucchesi, e li pubblico.

"Bellissimo spettacolo, e bella atmosfera, sabato sera alla rappresentazione di Cafiero Lucchesi.
Il pubblico non se ne andava…In genere questo non accade nei teatri, ma la situazione, il piccolo teatro di legno, insomma, siamo stati benissimo…
Non ho condiviso quella critica alla recitazione teatrale che ha fatto quel signore al dibattito, anzi, la prego di non seguire il consiglio. Che significa ‘avrei preferito una recitazione cinematografica?’ Boh.
Mi permetto di dire, non rovini uno spettacolo ‘unico’ seguendo falsi consigli." Giuliano

"Impagabile, quello spettatore meneghino che con un candido sorriso, alla fine della recita dopo il dibattito i taralli il pecorino e il vino, mi ha confessato soavemente: "noi a Milano crediamo di avere sempre tutto, che non ci manca nulla là, e poi, di fronte a cose come quelle di stasera, dobbiamo ammettere che non è così..."
Questo commento, da solo, vale tutta l'operazione Cafiero.

Così come la vale quello della spettatrice iraniana, che io avevo già visto, noi in scena, distogliere spesso lo sguardo dall'azione scenica e ne avevo temuto l'indifferenza o lo spregio e che invece nel dibattito, presa la parola, ha detto che ha vissuto esattamente quei momenti di terrore che per due volte le hanno fatto scampare di essere acciuffata e buttata in galera, nel suo Iran, civilissimo e madre di cultura, ora nelle grinfie di pochi forsennati estremeisti del culto.
Se non ci ripaga questo, a noi che facciamo teatro, che cosa, allora?
il successo televisivo e la acclamazione effimera della fama?

No grazie.

E grazie a Maila, questa è la strada autentica del teatro: minimale ma potente, lieve ma non evasivo, sostanzioso ma incalzante, attuale ma non alla moda, umano e non artificioso".   Gianfelice




Rispondo a Giuliano: non seguiremo il consiglio dello spettatore in questione. Non credo, come ha detto anche Gianfelice in sede di dibattito, a una differenza fra recitazione cinematografica e teatrale, casomai si tratta di variazione di intensità. Poi, è chiaro, è solo con l'aiuto della tecnica teatrale che un attore può fare più personaggi. Come avremmo potuto fare altrimenti?
Il grande pubblico, ormai abituato alla commedia, non sostiene più la tragedia, che è vietata dalle scene,  diventata tabù perché la tragedia pone problemi politici. Già dunque di per sé provoca scandalo. 
Personalmente auspico un ritorno all'attore preparato tecnicamente, e anche uomo di cultura. Anzi l'attore preparato e consapevole è uomo di cultura, come sostenevano Pasolini, o Costa. 
La commedia cinematografica del Dopoguerra, travisando il Neorealismo, ha fatto sì che diventassero attori comici che spacciano il loro personaggio e basta seguendo la mitologia dello 'spontaneismo' o dell'improvvisazione. Simpatici, divertenti, furbescamente 'maledetti', ma non attori né quasi mai uomini di cultura.
L'ultimo attore che coniugasse scienza e coscienza, almeno sul fronte italiano,  è Gian Maria Volonté. Per il resto, per me, buio pesto.

I Radicali stanno con Renzi

Seguo Radio Radicale, e quindi proprio dalle labbra di Pannella ho ascoltato parole di  ammirazione per Renzi, visto come icona di novità, giustizia, libertà, rinnovamento di questo barbaro paese.
Il che mi lascia perplessa e delusa.
Per esempio, ho una domanda: come la mettiamo con la questione tipo ‘cimitero dei feti’ che Renzi il cattolico betoresco ha a suo tempo auspicato in terra fiorentina?
Cosa pensa il popolo radicale del signor Renzi, quando esprime queste posizioni? 
Peccato... (L'espressione sembra proprio suggerita dal 'leader' di Rignano sull'Arno..)
I Radicali mi hanno sempre fatto simpatia, ho condiviso e condivido tante loro battaglie, però, sul più bello…ecco, quando si arriva al bivio, ecco proprio lì, te li vedi sostenere i berluscones (qualche anno fa), oppure sposarsi con il PD (vedi Emma nel Lazio) e ora…con Renzi!
Questo si osserva molto bene anche a livello locale.
Insomma, i Radicali (o forse dovremmo dire i pannelliani?) non ce la fanno proprio a essere radicali e basta, devono sempre lavorare per 'qualcuno'.

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...