sabato 24 novembre 2012

Cultura: le lacrime dei coccodrilli

Oggi qua e là si legge la notizie che il Presidente della Provincia di Prato Lanfranco Gestri ha pianto tanto per la mancanza di soldi che la cultura pratese soffrirà. Insieme a lui ha pianto anche il sindaco Cenni e chissà che pianto corale ci sarà stato all'annuncio che sono finiti i soldi, non rimangono che bricioline.

Metastasio, Pecci, altri enti non riceveranno che praticamente la metà. Un disastro.

Questi alfieri della cultura però non si sono mai mossi per vedere cosa facciamo al teatro La Baracca, in particolare Gestri che ci abita accanto, non si sono mai scomodati a capire come si fa a vivere senza soldi pubblici, senza nessun aiuto, quasi soffocati.

Nemmeno un centesimo dal Comune, quest'anno, tanto per fare un esempio, e la Provincia l'ultima volta che ci dette 500 mila lire c'erano appunto le lire.

Mai un accenno di solidarietà, un accenno di curiosità, una veloce presenza.
Piangano pure.
Come loro non hanno fatto altro che ignorarci, loro e chi li ha preceduti, non piangeremo noi insieme a loro, soprattutto quando se ne andranno.

venerdì 23 novembre 2012

Primarie, ovvero della falsa democrazia

Non ne posso più di questo clima asfissiante, così poco democratico, così ipocrita da risultare urtante, delle primarie del centrosinistra e tra poco, ahimé anche del centrodestra.
Naturalmente solo gli sciocchi possono pensare che questa è una pur minima lontana rappresentazione della democrazia.
I candidati sono espressioni di interessi di parte; nessuno che sia veramente eletto democraticamente può avere qualche speranza di finire come candidato di qualche primaria.

Le primarie sono nate perché c'è da tempo, da parte della cittadinanza,  una legittima richiesta di democrazia, ossia di trasparenza, uguali opportunità, giustizia, ricchezza condivisa; ma ancora una volta i cittadini sono, anche grazie a tanti che si prestano al gioco dei potenti inconsapevolmente o meno, presi per il culo. 

Il vero vincitore, comunque sia il risultato (che cambia fra il finto come la plastica Renzi o il retorico diversamente finto-abile Vendola o il sicuro di sé Bersani tanto vinco io perché ci sono i compagni...?), è il sistema partito, che proprio grazie a questa operazione cialtro-tartufesca ne esce rafforzato nel suo potere all'interno delle istituzioni dello Stato.

Il cittadino è altrove, con i suoi problemi di tutti i giorni: in questi giorni in particolare, con il grande problema di pagare tasse esorbitanti e assurde che lo depauperano, lo isolano e, sempre più diffusamente, lo affamano.

Verso la giornata contro la violenza alle donne

Ecco la pubblicità del supermarket-fai-da-te Bricomatt che ha aperto un nuovo spaccio a Torino con offerte strabilianti. Per reclamizzare i suoi prodotti, in particolare un water,  viene usata una figura femminile in posture e con slogan offensivi, volgari, brutti.
A quanto mi hanno detto questa pubblicità viene messa nelle case della zona di Torino.


giovedì 22 novembre 2012

Basta zingari

Una carovana di nomadi è stata allontanata dal territorio comunale di Prato.

E’ con vero senso cristiano, ora che nel Comune stanno fervendo i preparativi per accogliere il nuovo vescovo, che il nuovo governo cittadino fa sentire il suo pugno verso i deboli.

 

E’ così: forte con i deboli; debole con i forti.

 

Quindi  il messaggio è chiaro: dato che i soldi rimasti sono pochi, saranno direttamente coloro che sono autorizzati, tramite tasse e balzelli, a derubarci nelle nostre case.

 

Basta zingari.

 

(Dal sito internet del Comune di Prato)

Carovana di nomandi allontanata dal territorio comunale

Sanzioni per campeggio abusivo sul suolo pubblico come prevede il regolamento di Polizia urbana
Le pattuglie del Reparto Territoriale della Polizia municipale sono intervenute per allontanare una carovana di nomadi che si era accampata in via Lodz. Le pattuglie hanno controllato i documenti dei mezzi per verificare la regolarità e nonostante di fatto non siano emerse irregolarità, per quanto riguarda i documenti previsti per la circolazione, i nomadi sono stati sanzionati perché stavano campeggiando abusivamente sul suolo pubblico. Sono stati elevati tre verbali ai sensi dell’art. 29 del Regolamento di Polizia Urbana che prevede una sanzione amministrativa di 400 euro e i nomadi sono stati fatti allontanare immediatamente dal territorio comunale.

Arriva Agostinelli, il nuovo vescovo di Prato: chi paga?


E' veramente incredibile come il potere temporale sia ancora così smaccatamente al servizio di quello clericale, e si monti, per l'arrivo del nuovo vescovo, tanto di palco e tribune in Piazza Duomo come per uno spettacolo (come avvenne per i vescovi precedenti...).

Domenica 25 novembre 2012 il Sindaco Cenni correrà a prendere il vescovo al casello dell'autostrada, e lo scorterà fino al Duomo.
Siamo nel pieno Secondo Medioevo (vi ricordate le Investiture? il potere dei vescovi-conti di Ottone il grande?), accade a Prato.

Il traffico sarà rivoluzionato, tutto bloccato per quasi l'intera domenica.

I cittadini, anche quelli non credenti, si dovranno sorbire questa ennesima forzatura.

Naturalmente tutti zitti, anche quelli che stanno per andare a votare alle primarie di Sinistra (ma guarda la coincidenza!), ma soprattutto chi le organizza perché se dicono qualcosa, rischiano di perdere i voti.

(D'altronde molti Sinistri volevano addirittura, nelle precedenti elezioni, votare addirittura il vescovo ora uscente Simoni, lo consideravano un loro rappresentante!).

Questa è la democrazia in questo santo e benedetto paese papista, un paese che ancora si fa comandare dalla Chiesa Cattolica, e mette a disposizione i nostri soldi pubblici (o non è così?) per un evento che non appartiene a tutta la comunità.

Ricordo che la religione cattolica non è più religione di Stato e a nome di tutti non cattolici, non credenti, esprimo il mio forte dissenso.


mercoledì 21 novembre 2012

Medio Oriente di Dio

Siamo cresciuti con l'eco delle guerre nel Medio Oriente fra Israeliani e Palestinesi.
Fra ebrei e mussulmani. Con in mezzo i cristiani.
Bombe, terre contese, un senso impossibile di oppressione anche qua, a così tanti chilometri di distanza.
Promesse di pace disattese, un fallimento dietro un altro.
Perché questi popoli ancora non si ribellano ai loro governanti che li massacrano così?

A Londra ho vissuto in casa di ebrei; in Francia accanto a mussulmani.
Divisioni ovunque, la religione e i suoi riti a farla da padrona.

Forse un piccolo passo avanti verso la pace si potrebbe fare se si cominciasse a togliersi di dosso questo marchio identificativo religioso, per cui si è ebrei, si è mussulmani, si è cristiani.

Fino a qualche tempo fa pareva possibile, ora no. Più ignoranza, più religione-stato, più guerre.

Era molto meglio la religione pagana, più tollerante, più 'aperta'. Quasi come un gioco, un gioco per spiegare questa nostra vita inspiegabile: gli dei! Ma io immagino che non potessero credere a quella loro religione così infantile...soprattutto se paragonata alla nostra, così seria, così ferrea, così implacabile.

Questo dio monoteistico che tollera tutti questi morti.
Ma come fa?

Intanto il prezzo del petrolio è aumentato.

martedì 20 novembre 2012

Lettera al giornalista Stella in merito alle Cascine di Lorenzo il Magnifico

Gentile Signor Stella,
non creda alle parole del Sindaco Cenni. Vada pure alle Cascine e si renderà conto che stanno in condizioni peggiori di quelle da Lei descritte nell'articolo. Il Sindaco Cenni insieme alla sua giunta non ha fatto altro che occuparsi di eventi miranti alla propaganda, e non di azioni culturali finalizzate a investimenti significativi. Infatti, con il sostegno di Esselunga che deve costruire un grattacielo in città, ha rivalutato un gioco stile calcio fiorentino, la Palla Grossa, e ha speso soldi in spettacoli di poche ore come Visionaria. E  così avanti.
Cosa fa il Comune alle Cascine di Lorenzo il Magnifico? Grandi radunate popolari come quelle organizzate nel giugno 2011 da Associazione 2010, gestita direttamente dal figlio dell’assessore e vicesindaco Borchi e da Pamela Bicchi, che è presidente del Centro di Scienze Naturali di Galceti, Prato, ed espondente del PdL locale. (Legga l'articolo in questo blog,  http://primaveradiprato.blogspot.it/2011/06/cascine-di-tavola-festa-di-popolo-e-di.html).
In realtà, al di là delle belle parole del nostro elegante sindaco, dei sostegni di facciata, non c'è niente di concreto, niente che faccia intravedere che le Cascine di Lorenzo possano essere valorizzate come meritano; al massimo ne hanno fatto, anche in passato sotto giunte di altro colore, centri degni di quel nome popolare di matrice toponomastica, ma sviandone l'etimologia  con cui a Prato sono chiamate le Cascine di Lorenzo il Magnifico: i pratesi le chiamano Cascine di Tavola; Tavola è il borgo adiacente,  e l'origine del toponimo non allude certo ad attività agroalimentari...
Ma la malafede di questa giunta (come anche della Provincia e della Soprintendenza insieme alla Regione) si vede anche nel comportamento tenuto nei confronti della Città Etrusca sul Bisenzio seppellita da un inutile inutilizzato Interporto della Toscana Centrale (voluto a tutti i costi dal santo governo della Sinistra che vuole lo sviluppostile veterosovietico), ché, quello che è rimasto della grande città antica non lo valorizzano, lasciando gli scavi chiusi, abbandonati, togliendo ricchezza e possibilità a questa città in forte declino, gestendo tutto al misero livello della politichetta eterodiretta  dagli interessi dell'industria locale e di partito.
Cordialmente, 
Maila Ermini

(Dal sito internet del Comune di Prato, la risposta del Sindaco Cenni) "Sono felice che il problema delle Cascine di Tavola sia stato preso in considerazione da Gian Antonio Stella del Corriere della Sera. Per questo lo invito a Prato a visitare quanto già fatto dal Comune per il recupero delle Cascine. Per quanto di propria competenza infatti l'Amministrazione ha già restaurato le parti di sua proprietà ed esiste un programma per la risistemazione dei ponti e il riallagamento dei canali. Ritengo che il totale recupero del parco e della fattoria rappresenti un'opera utile a tutta la comunità.
Il Comune è perfettamente consapevole dell'importanza che ogni parte delle Cascine di Tavola arrivi ad essere ad uso pubblico e non in mano privata, ma soprattutto che venga recuperata e valorizzata. Più volte con il Governatore Enrico Rossi abbiamo valutato la possibilità di lavorare in questa direzione, per fare delle Cascine un centro di eccellenza per la promozione agroalimentare.
Confido quindi nell'appoggio della Regione, anche per accedere ai possibili finanziamenti europei che consentirebbero non solo il recupero ma anche di rendere le Cascine di Tavola alla loro antica vocazione in una veste del tutto moderna. Infatti molte aziende toscane oggi realizzano produzioni agroalimentari di eccellenza ma hanno forti difficoltà a penetrare i mercati internazionali. Le Cascine rappresentarebbero pertanto il luogo ideale per la promozione di queste produzioni di alta qualità".

Cafiero Lucchesi: presentazione video

video

lunedì 19 novembre 2012

Lo scempio delle Cascine di Tavola: ne parla il Corriere

Era l'ora che qualcuno ne parlasse a livello nazionale, di questo scempio: oltre a quello di Gonfienti (DI CUI NESSUNO PARLA PIU', pensano tutti alle primarie mentre masticano le castagne bacate offerte in Piazza del Comune da Esselunga -tanto che Prato, dopo Visionarie e Palle Grosse, è stato rinominato Comune di Esselunga - grazie, grattacielo!), ecco l'altra vergogna in terra di Prato Comune di Esselunga: Le Cascine di Lorenzo il Magnifico. Prato, un Comune paesaggisticamente, culturalmente disastrato: con la complicità -lo dice anche l'articolo - della Soprintendenza, tutti insieme uniti nello scempio:

"QUI IL SIGNORE DI FIRENZE SPERIMENTÒ LE PRIME RISAIE E PORTÒ PERFINO UNA GIRAFFA

La fattoria di Lorenzo il Magnifico ,scoperchiata e abbandonata. Lavori bloccati dai giudici, ora piove nel gioiello rinascimentale

Sta arrivando l'incubo di un altro inverno, dopo giorni di piogge a dirotto, sulle cascine scoperchiate di Lorenzo il Magnifico. E nuove crepe e nuovi crolli e nuovi grovigli di sterpi si sommeranno ai vecchi. Rovine su rovine. Un degrado umiliante per la fattoria modello del Rinascimento. Il sito web del Comune di Prato, ancora oggi, riporta un quadretto idilliaco tratto da «Itinerari laurenziani» del 1992 dove si spiega che «nel tratto di pianura compreso fra Poggio a Caiano e Prato», lungo il fiume Ombrone che la separa dai terreni della villa medicea, la fattoria «creata per volontà di Lorenzo il Magnifico» è «rimasta pressoché intatta nelle sue linee originarie fino ad oggi...».
Una presa in giro che dovrebbe almeno essere rimossa da internet. Non occorre neppure andare a Poggio a Caiano, infatti, per vedere in quali condizioni disperate versano le cascine che il signore di Firenze volle edificare nel 1477, dando una sistemazione definitiva alle terre che i Medici avevano cominciato ad acquistare da alcuni decenni nella pianura solcata dall'Ombrone. Basta andare su Google Map: i tetti della fattoria per la gran parte non ci sono più. Sono stati tolti cinque anni fa per una ristrutturazione bloccata dalla rivolta degli ambientalisti e dai magistrati. Perché proprio di una ristrutturazione si trattava: mica di un restauro conservativo.
Andiamo a rileggere il rapporto di Italia Nostra: «Si tratta di un insolito edificio quadrato a corte centrale e torri angolari, attribuito a Giuliano da Sangallo e contemporaneo al primo cantiere della Villa di Poggio a Caiano (fine XV)... L'edificio è circondato da un fossato d'acqua e si accede alla corte interna da un unico ingresso ad arco. La corte è circondata da portici su tre lati ed accoglieva al suo centro, fino al XVIII secolo, una grande vasca adibita a vivaio di pesci». Era un gioiello, quella tenuta. Tanto da vantare il primo esperimento di risaia in Toscana, l'allevamento dei bachi da seta, la produzione di miele e formaggi e ancora la selezione di «animali esotici da caccia quali pavoni, conigli di razza spagnola, daini bianchi».
Fu lì, a quanto pare, che Lorenzo de' Medicifece portare anche la giraffa che, con un leone addomesticato, gli aveva regalato nel novembre 1487 «el Soldano di Babilonia», che in realtà era quello d'Egitto. Un animale magnifico che lasciò a bocca aperta i fiorentini, racconteranno i cronisti, perché «era sette braccia alta, e 'l piè come 'l bue» e così tranquilla che poteva prendere una mela dalla mano di un bambino. E sollevò tanta curiosità che dovettero portarla in giro per conventi perché la vedessero anche le suore di clausura. Un impazzimento tale che il «camelopardo», com'era chiamata la giraffa allora, finì addirittura nel corteo di una «Adorazione dei magi» del Ghirlandaio e nel «Tributo a Cesare» lasciato incompiuto dal Andrea del Sarto nella Villa di Poggio a Caiano.
A farla corta, stiamo parlando di un luogo magico che si presterebbe splendidamente per offrire al turismo colto internazionale innamorato di Lorenzo de' Medici la ricostruzione fedele d'una fattoria come l'immaginavano nel Rinascimento. Non ce ne sono altre, nell'orbe terraqueo. Le Cascine di Tavola, come sono chiamate oggi, sono uniche e irripetibili. Per questo, quando passò il progetto di farne un quartiere residenziale, Legambiente e Italia Nostra fecero l'iradiddio per mettersi di traverso: come potevano trasformare la fattoria medicea, finita di passaggio in passaggio in mano ai privati, in un complesso edilizio di 160 bilocali alcuni dei quali col giardinetto privato più un hotel a quattro stelle, un ristorante e parcheggi e negozi, campi da tennis e centri benessere con palestre, fitness, saune? E come aveva potuto quel progetto della società «Agrifina» esser accettato dal Comune e dalla stessa Sovrintendenza?
A un certo punto, decisa a vederci chiaro, intervenne la magistratura. Che finì per sequestrare il cantiere dopo che già gli edifici erano stati quasi tutti scoperchiati. Era il luglio 2008. Spiegò la Nazione : «Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero le autorizzazioni al progetto di recupero presentato dai precedenti proprietari e approvato nel 2003 dal Comune e concordato con la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici. C'è un nome iscritto nel registro degli indagati: quello di una donna, funzionario della stessa Soprintendenza, che dette il via libera al progetto». Due anni prima, nel 2006, la «Agrifina» aveva ceduto l'antica fattoria e i terreni per quasi 18 milioni di euro all'immobiliare «Fattoria Medicea» costituita al 60% dalla «Re Sole» e al 40% da «Pirelli Real Estate». Che da allora ripetono d'aver «comprato in buona fede coi progetti approvati», d'essere disposti a modifiche rendendo una parte della proprietà a uso pubblico, di aver offerto al Comune d'entrare in società a prezzo scontato...
Non bastassero tante grane, da fine ottobrel'inchiesta si è arricchita di un secondo filone. Un'indagine aperta dalla magistratura olandese e da Eurojust, l'organismo che coordina tutte le procure europee, su una gigantesca frode fiscale per centinaia di milioni di euro. Un giro di fatture false emesse da una ambigua società di Amsterdam che consentivano la creazione di fondi neri nei paradisi fiscali. E chi c'è tra gli italiani coinvolti? Riccardo Manetti, il padrone della «Agrifina» che riuscì a ottenere le autorizzazioni a ristrutturare, stravolgendole, le Cascine medicee. Ha scritto il «Tirreno» che tra gli affari immobiliari «sui quali si sono innestate le fatture olandesi» c'è anche la fattoria medicea delle Cascine di Tavola «venduta nell'aprile 2006 per 17.700.000 euro da Agrifina a Fattoria Medicea srl». E ha spiegato che, attraverso un giro strano, «lo scopo, secondo gli inquirenti, era far pervenire a Fattoria Medicea srl immobili a un valore vicino a quello reale senza che fosse scontata alcuna imposizione sulla plusvalenza. Detta in altri termini, non pagare le tasse».
Sabato mattina Margherita Signorini e un folto gruppo di amici di Italia nostra e Legambiente sono tornati di nuovo alle Cascine: «Fate qualcosa! Fermate il degrado!». Allarmatissimi, gli stessi protagonisti della battaglia di oggi avevano presentato nel febbraio 2009 un esposto al ministero dei Beni culturali, alle autorità locali, alla procura della Repubblica chiedendo che per salvare la bellissima e malandata fattoria di Lorenzo il Magnifico venisse almeno «effettuata la messa in sicurezza dal degrado causato dagli agenti atmosferici». Da allora sono passati quasi quattro, lunghissimi, anni. Inutilmente.

http://www.corriere.it/cronache/12_novembre_19/fattoria-lorenzo-il-magnifico-scoperchiata-abbandonata-stella_c73c81ba-3213-11e2-942f-a1cc3910a89d.shtml

Carenze nella mostra su Lorenzo Bartolini a Prato

Ho visitato la mostra "Donne a confronto: la bellezza per Lorenzo Bartolini" a Palazzo Pretorio:  attenzione, il pubblico è un po' smarrito, perché mancano le didascalie relative alle singole statue, che invece potrebbero essere messe sugli stessi piedistalli; mancano i riferimenti temporali,  qualche informazione sull'artista filobonapartista; manca un quaderno per le firme e i commenti.
Sì, c'è la brochure; ma anche qui carenze varie, fra cui non si legge la biografia dello scultore.

Insomma, c'è bisogno di più attenzione verso il pubblico quando si allestiscono le mostre.

domenica 18 novembre 2012

Il politico lontano

Uno degli aspetti più evidenti di questa ultima alluvione toscana, l'ultimo disastro forse annunciato, è l'assenza del presidente della Regione, Enrico Rossi, dalle zone alluvionate.

Non risulta si sia fatto vedere dalle parti dell'Albegna; forse chissà avrà sorvolato il fiume sulle ali di un elicottero...

Questa presenza mancante, questo lontanismo di certi rappresentanti della Sinistra, che può apparire come mancanza di umanità, è l'opposto esatto dei modi postperonisti e untuosi del politicamente morto Berlusconi, che all'Aquila si mostrò in modo osceno dando nuovi appartamenti ai terremotati...Però , anche se di matrice opposta, questi modi sono frutto di un freddo calcolo politico.

Lo stesso vale per l'elegantismo del Sindaco di Prato Cenni, elegante anche sul cesso, e però lontano ed evanescente, che si mostra solo e soltanto quando sa di essere protetto.  Sia detto anche per tutti i rappresentanti della sua giunta.

Hanno come paura.

E così presidente Rossi, antipatico e scostante, il tipico presuntuoso della Sinistra, con lo stesso, se non più, piglio dalemiano. 

Se continuerà a presidenziare, sarà perché è un fedelissimo del sistema, che, se resiste, lo farà rieleggere; non perché i toscani lo amino o lo apprezzino.

Dunque da queste parti il politico si mostra lontano, o se fuori, scortato e protetto; sembra di assistere a una versione nostrana, mediterranea, provinciale e tiepida, de "L'autunno del patriarca" di Garcia Marquez.

Per questo Grillo ha vinto in Sicilia, per la sua presenza concreta, per la sua carica di indubbia umanità. Può non piacere, ma è un dato di fatto.