martedì 23 luglio 2013

Non si può studiare sui libri elettronici

Meno male che il Ministro Carrozza ha fermato la corsa ai libri elettronici nelle scuole.
Dice che la scuola ancora non è pronta.

Balle.

Non si può studiare sul computer, ci vuole il libro di carta. Lo studio è analisi e concentrazione, e il computer è in primis immagine, è altro dalla lettura analitica.

Infatti al computer si può leggere pezzi brevi; va bene come luogo di ricerca, per scrivere più velocemente o quello che si vuole, ma lo studio è altro.

Cari insegnanti, datevi da fare: da me arrivano allievi di teatro che non sanno nemmeno consultare un dizionario di carta, cercarvi le parole.

Asini.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

I libri elettronici però non sono computer.
Gli ebook si leggono proprio come un libro cartaceo (non sono retroilluminati ed usano un inchistro elettronico che è quasi identico a quello reale) ed hanno il pregio di non costringere ad avere uno zaino di svariati chili sulle spalle. Unica pecca ancora è la mancanza di un buon sistema per aggiungere appunti sul libro elettronico ma ci arriveremo.

Ecco qui un'immagine:
http://www.ebook-reader.it/wp-content/uploads/2011/02/sony-prs-650.jpg

Anonimo ha detto...

Grazie per il dettaglio e il riferimento, ma anch'io penso lo stesso di Maila.

Il fatto poi che i ragazzi abbiano lo zaino pesante, dipende anche dalla incompetenza e insicurezza o altro di certi insegnanti.

SL

Anonimo ha detto...

Sì, trovo l'appunto "l'e-book non è un computer' un dettaglio da specialista. E' uguale. Anch'io ho visto il link, e questo non computer è veramente orrendo e allontana dalla lettura. Almeno a me.
Non si può studiare su certe tavolette, anche se arriverete a prenderci appunti. E a fare anche di più.
C'è un fatto psicologico forte, è un fatto erotico che non potrete inventare.

Anonimo ha detto...

Scusate, ma nel mio commento c'è poco di specialistico: ho semplicemente descritto cos'è un ebook reader. Anche io sono amante del libro cartaceo e ne possiedo diverse centinaia ma riconosco anche la comodità intrinseca del libro elettronico. In ferie ad esempio ormai mi porto solo quello caricato con una decina di libri cosa che non avrei potuto fare se avessi dovuto mettere in valigia l'equivalente cartaceo. Per lavoro poi ho spesso da consultare manuali tecnici (diversi tomi da migliaia di pagine); ora sono tutti nel lettore e con la ricerca indicizzata trovo velocemente i paragrafi che mi interessano. Sono dell'idea che la tecnologia debba aiutare non sostituire, ma non si può rifiutarla solo perchè non sappiamo educare al suo utilizzo responsabile. In fondo solo 20 anni fa si pensava che il cellulare fosse qualcosa di eccessivo da evitare ed oggi tutti ne abbiamo almeno uno.

Anonimo ha detto...

I libri elettronici rappresentano solo l'ultimo capitolo di una storia, quella della digitalizzazione dilagante, cominciata in alcuni campi, penso alla musica con il cd, circa 30 anni fa. Poi e' stata la volta della fotografia e quindi di nuovo la musica con gli mp3. Ora da qualche tempo si parla di libri elettronici nelle scuole.. Il problema maggiore secondo me e' rappresentato dal supporto: oggi con un unico oggetto, penso agli smartphone o ai tablet, si fa tutto. Si legge si scrive si fotografa e si telefona con quello stesso oggetto, verrebbe da dire che l'omologazione si fa tattile! Non sono in grado di immaginare o prevedere a cosa questo possa portare sopratutto riguardo ai bambini di oggi e questo un po' mi preoccupa... Sulla musica la scomparsa del supporto ha portato a mio avviso ad un ascolto più superficiale e di conseguenza a prodotti più superficiali. Di contrasto però vi è stato il ritorno del vinile anche nei giovanissimi, che nessuno avrebbe mai previsto solo 5 anni fa. Voglio pensare quindi che sarà il libro elettronico a produrre il suo anticorpo e che alla fine forse potrà anche convivere con quello cartaceo. In questo il compito maggiore spetta agli insegnanti e alle famiglie
L.

Maila ha detto...

So che il libro elettronico non è un computer; usavo questo termine come generico per il sostegno digitale.
Non sono contraria al libro elettronico in senso assoluto, anche se non mi piace e non ne ho mai comprato uno. Ho però provato a leggere con questo supporto, ma preferisco di no.
Ribadisco però che studiare è altro da leggere e implica un percorso mentale e fisico che, al momento, il libro elettronico non permette, e non si tratta solo di appunti.
C'è poi il discorso sul fatto che del computer e simili io compro il prodotto, che per la stragrande maggioranza della popolazione è un illustre sconosciuto, anche se lo sa usare. Sono cioè in totale balìa di saperi e tecniche che mi rendono in fondo uno schiavo. Ma di questo parlerò altrove.
Grazie a tutti per i commenti.

Anonimo ha detto...

Una domandina: perche' non si firma il difensore dell' e-book? Se avesse mandato una lettera cartacea, sarebbe stata anonima?

Gianfelice

Anonimo ha detto...

Caro Gianfelice,
non ho nessun problema a firmarmi anche se avrei apprezzato che la tua richiesta fosse estesa anche agli altri commentatori, anonimi come me: mi chiamo Evaristo Cammelli ed ho 55 anni.

Leggo ormai da tempo il blog di Maila che trovo sempre molto sagace ed in questo caso ho voluto condividere la mia opinione perché mi sembrava che si confondesse il metodo (come si studia) con il mezzo (cosa si usa).

Sono un affezionato amante del libro e ho accolto con felicità la possibilità di usufruire del piacere della lettura in un nuovo modo che per me affianca il vecchio: a casa, per diletto, leggo su carta perché il piacere che dà è impareggiabile; se sono fuori o per lavoro, prediligo l'ebook (per i manuali tecnici addirittura il tablet a volte) perché in questo caso la priorità è la comodità (centinaia di libri in 100 gr. di peso) e la praticità.

Per lo studio riconosco che la carta obbliga ad un approccio più riflessivo perché di fruizione più lenta, ma ripeto, a mio avviso non è il mezzo da demonizzare casomai il cattivo uso che se ne fa.

Già oggi immagino che se gli insegnanti danno una ricerca da fare, parecchi studenti si limitano ad un copia,incolla e stampa da wikipiedia, ma non si può dare la colpa al computer.
L'educazione (assente) ed il mancato controllo parentale e degli educatori sono sempre la causa principale.

Orazio esaltava il giusto mezzo e credo che anche in questo frangente sarebbe la scelta più saggia.

Con affetto e stima,
EC

Anonimo ha detto...

Maila, la schiavitù dalla tecnologia è cosa nota ed in parte inevitabile: se ti puoi affrancare dall'uso del computer lo puoi fare dal resto? Puoi vivere senza elettricità, acqua corrente, riscaldamento?
Ed anche se riuscissi a farlo tornando alle candele di sego, al pozzo e al caminetto qual'è la linea oltre la quale non saresti pià schiava di saperi altrui?

Ti faresti la carta e l'inchiostro da sola, rinunceresti a curarti con i farmaci (penso ai salvavita come gli antibiotici ad esempio), torneresti al calesse coi cavalli?

A che punto questo smettere di essere schiavi inizierebbe a diventare una regressione e di conseguenza un imbarbarimento?

EC

Maila ha detto...

Caro EC, sono anni che dibatto su questi temi.
Anche Gandhi si faceva le stesse domande, e in parte trovò la sua risposta, che può piacere o no.

La nostra libertà finisce ogni volta che premo il dito sull'interruttore.
Bisogna comunque esserne consapevoli.
Grazie.

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