martedì 24 settembre 2013

La 'rivoluzione' fallita di Prato

Non si trovano facilmente le parole per descrivere cosa è successo oggi pomeriggio a Prato dopo che all'assessore Caverni e compagnia è venuta in mente l'idea di far installare semafori intelligenti per far defluire meglio il traffico in prossimità di Piazza San Marco a Prato (quella della scultura di Moore) e attuare l'unica 'rivoluzione' che in città si riesce a immaginare, ossia quella del traffico veicolare: il centro della città era bloccato.

Mi veniva in mente lo slogan, tanto caro alla giunta Cenni: "Se vuoi bene alla città, vivi il centro".

Sì, erano proprio tutti lì, molti pratesi, arrabbiatissimi, a patire il centro dentro le brave macchinuzze e noi, quelli della bici o a piedi,  a lato, che non si respirava dallo smog attorno per quel traffico congestionato. Roba da non credere.   Ma come si fa, dico io, a compiere questi disastri? Bisogna proprio mettersi d'impegno!

Proprio ieri avevo scritto quell'articolo sull'incapacità di questa giunta di mettere in campo una mobilità cittadina alternativa. Ma che dico: di pensarla! Sembrava un argomento 'minore'? Ma è tutta qui l'altezza a cui arriva la filosofia della politica cittadina, e mi sembra anche dell'opposizione, che finora non ha profferito parola (c'erano stati 'riscontri bipartisan positivi' al progetto...)

Ecco infatti cosa combinano. Si affidano agli esperti di traffico, e lo bloccano.
Avessero almeno fallito tentando un altro scenario cittadino, che ne so; avessero fatto le prove per qualcosa di davvero diverso e impegnativo! E invece hanno fallito proprio nel loro campo mentale, la 'rivoluzione del traffico'! (dopo aver punzonato le biciclette, eh!),  nella loro strategia da manualetto cittadino provinciale su come fare a vincere le prossime elezioni, dove si legge che la città deve avere appunto il suo traffico di macchinuzze che defluisce, di tre quattro minuti in meno rispetto alla tornata elettorale precedente...Oppure, togliere lo spauracchio del carro-attrezzi per le macchine (può andar bene come manovrina pre-pre...?). Eh, sì, perché loro pensano in grande, paragonandosi agli amministratori di Nuova York!

Dopo aver intasato il cuore della città per quasi un mese, con le brutture e le scazzottate della Palla Grossa della festa settembrina e condimento di musica (musica?) a tutto volume e volgare, roba che, come afferma qualche direttore di teatro, si deve tollerare perché al popolino piace...

Ma chi paga, ora? La società fiorentina Aleph Transport Engineering (http://www.alephprogetti.com/index.php)?

Ci piacerebbe sapere cosa dicono questi ingegneri, ci piacerebbe avere spiegazioni, visto che i calcoli sui semafori intelligenti non sono andati molto bene o cosa, magari è colpa di qualcun altro?

In sostanza: quanto è costata questa figuraccia?

Questo devono dire. Non basta ammettere di aver fallito. Bisogna dire ai cittadini quanti soldi sono stati buttati.

La superbia e l'incapacità di certi amministratori va a cavallo, in questo caso in macchina, e torna a piedi.


Ecco come era stato annunciata la 'rivoluzione del traffico' in un articolo de Il Tirreno del giugno scorso; a rileggerlo risulta comico:
Prato, piazza San Marco: a fine estate la rivoluzione del traffico
Il piano prevede l’installazione di due semafori intelligenti, uno su via San Silvestro e l’altro su viale Piave




di Carlandrea Poli
PRATO.Piazza Mercatale-piazza San Marco, in tre minuti nell'ora di punta. Senza ausilio di clacson o di fazzoletti bianchi per chiedere strada, ma con una minirivoluzione della circolazione. Progettato dallo studio Aleph Transport Engineering di Firenze il piano prevede l'installazione di due semafori intelligenti: uno su via San Silvestro l'altro su viale Piave. Questo già di per sé servirebbe a fluidificare il traffico evitando la contestuale immissione di veicoli su piazza San Marco da entrambe le direzioni, causa importante di rallentamento specie nelle ore di spostamento verso i luoghi di lavoro. A fare la differenza, però, saranno alcuni accorgimenti nella circolazione. Così, chi transiterà da viale Piave potrà proseguire soltanto verso via Ferrucci, reimmettendosi da via Valentini per andare verso la stazione. L'accesso a viale Vittorio Veneto, invece, resterà garantito solo per chi proverrà da via San Silvestro.
Per ottenere questo risultato piazza San Marco cesserà di essere una grande rotonda e non ci sarà più la curva che consente attualmente di convergere verso il semaforo in direzione Coop e Poste centrali. A tal proposito sarà interdetta la svolta verso via Arcivescovo Martini. Con questo mix di misure e la possibilità di regolare il tempo del verde dei due semafori per fasce orarie la percorrenza media ne uscirebbe dimezzata nelle ore più difficili: da 6 a 3 minuti.
Molteplici i risultati. Il più caro all'assessore al traffico, Roberto Caverni – che ha illustrato questa ipotesi stamane in commissione – è rendere la circolazione più agevole. In secondo luogo vietare l'accesso verso le poste da piazza San Marco costringerebbe gli utenti delle Poste ad accedere dal lato del parcheggio, incentivandone l'utilizzo. Un beneficio ci sarà anche per il trasporto pubblico. Per la Lam ci saranno due corsie preferenziali (una per senso di marcia) in viale Piave e una nel tratto di piazza San Marco. Diventerà riservata agli autobus anche la corsia prospiciente le Poste di via Martini. Il piano d'azione, che ha trovato primi riscontri bipartisan positivi, potrebbe scattare alla fine dell'estate. Ed è diventato tanto più necessario – fa notare il dirigente del settore, Rossano Rocchi – dopo la chiusura per riqualificazione di piazza delle Carceri, che ha avuto l'effetto di ridurre l'afflusso di auto del 20% verso piazza San Marco, appesantendolo al contempo in Mercatale. (IL Tirreno, Prato)
http://www.alephprogetti.com/index.php

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Cara Maila, la seguo da tempo silenziosamente su questo blog, sono un pensionato di 79 anni, e avevo deciso di non mettere mai commenti. ma ora non ce la faccio proprio piu'. Mi chiedo cosa ci stia a fare la' col suo blog: mi dispiace e' tempo perso. Lei dovrebbe stare al governo della citta' e non questi incompetenti massoni. Destra o sinistra, a Prato e forse in altre parti d'Italia sono diventati tutti uguali. Lei riesce a fotografare ed evidenziare tutti i problemi di cui i politici non parlano con una lucidita' impressionante. Ora capisco perche' la tengono fuori dai grandi circuiti teatrali, ho letto anche la vicenda delle residenze. Insomma, me lo faccia proprio dire, Maila: lei e' una grande risorsa per la citta'. Ma questa citta' non la merita.
La saluto cordialmente
Niccolo', ex operaio in pensione

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo.


S.L

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