giovedì 28 febbraio 2013

mercoledì 27 febbraio 2013

Terrore all'italiana

Quello a cui stiamo assistendo in queste ore è un vero e proprio 'Terrore all'italiana':  dopo le elezioni i grillini che si sono montati la testa e sparano a tutto spiano; mettono video ovunque, non dormono la notte per stare a videare, sono eccitatissimi dal nuovo potere acquisito, mentre gli altri tremano di paura, e già preparano le valigie per la fuga.

E si chiedono: dove andremo?

Altri, i più furbi, sono già a loro fianco e sottoscrivono, per salvarsi o manipolare la situazione, dichiarazioni di voto a loro favore.

Qui non cadrà nessuna testa, non va più di moda d'altronde, però...

I partiti se lo sono andati a cercare, ed eccoli serviti. Hanno fatto il possibile per finire così.

E farci finire così!

(Altri, dello stesso movimento 5 Stelle, magari in buona fede, troppo tardi si sono accorti che cosa hanno allevato nella loro pancia...).

Grillo ha più il fisique du role di Maximilien de Robespierre che di un clown.

Coop, libera le ciclabili!

Mentre alla Coop di Parco Prato raccolgono le firme per 'liberare le domeniche', vorremmo tanto che la Coop, che continua a costruire proprio davanti a Parco Prato, liberasse le ciclabili. Ecco come le hanno interrotte, senza curarsi di noi ciclisti.





Il sindaco Cenni tenterà il bis appoggiato dal Movimento 5 Stelle 134?


Prato: da diverso tempo girano voci a Prato che Cenni possa essere sorretto da il Movimento 5 Stelle 134  (non dall'altro, di cui è espressione la candidata Gianna Mannelli) e dagli altri movimenti civici, tutti tendenti verso destra.

Sono voci, naturalmente.

Il problema è che il primo candidato pratese al Senato non è passato - quello del Cinque Stelle 134 - , e quindi ora ci sarebbero due possibili candidati sindaco.
Sarebbe stato tutto più semplice se invece uno fosse andato a Roma.

Certo, c'è tempo - un anno è poco e tanto - e le cose possono cambiare. Tuttavia l'amicizia fra i due è solida, oltreché datata - almeno dal 2009 quando nelle ultime amministrative l'uno votò per l'altro e che fu all'origine della scissione del movimento pratese -  ed è molto probabile che comunque qualcosa ne nasca.

martedì 26 febbraio 2013

Il basso della politica

Sono preoccupata non tanto per l'ingovernabilità, quanto per i candidati che andranno al Parlamento; la tendenza fascistoide, l'arrivismo spregiudicato, la pirateria di certuni è preoccupante. Lupi con la veste d'agnello.
Alcuni di questi candidati che non ce l'hanno fatta,  ce li ritroveremo magari candidati sindaco  o chissà cosa alle prossime amministrative.
Bisogna assolutamente ostacolare le loro ambizioni.
Si è fatto un errore fondamentale; si è detto: la politica deve venire dal basso; però si è dato a quel ‘basso’ un accesso solo etico-morale, e in senso negativo; invece era inteso di gente non collusa con la politica, con i partiti responsabili del disastro.
Invece più gente ambiziosa e spregiudicata di prima entra in Parlamento, grazie a questo basso male inteso.
Ricordo le parole di Gramsci:
"Il Fascismo si è presentato come l'antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il Fascismo è divenuto così un fatto di costume".
(L'Ordine Nuovo, 26 aprile 1921).

Grillo vince: cosa cambia per noi


Cosa cambia per noi, dopo queste elezioni?
Cosa cambia nella nostra vita, dopo che le abbiamo attese, vissute, interpretate? Cosa cambia?

Nel quotidiano, nulla. 

E non certo perché Grillo non ha avuto quel risultato di maggioranza assoluta che lui avrebbe tanto voluto.

Al momento Pizzarotti a Parma ha cambiato poco o niente, piuttosto c'è stato sembra un mantenimento dello status quo, incluso nelle partecipate, e l'inceneritore famoso ci sarà.

Dunque, se Grillo vincerà anche alle prossime amministrative, cosa cambierà?

Saranno capaci di togliere questi mammuth dai vari centri di potere, per esempio?

Saranno capaci di togliere chi gestisce enti, consigli di amministrazione, eccetera per grazia di partito qua partito là, dando spazio al merito?

Come faranno a riparare a tanti tanti anni di disastri, di ingiustizie, di cattiverie, di violenze nascoste, di infinite invidie?

Saranno capaci di sostenere il dissenso, o faranno come quelli di Alba Dorata, visto che si parla già di 'menar scappellotti'?

Saranno capaci di sostenere altre forze autodichiarantesi 'pulite e sterminatrici' come loro che nel futuro sorgeranno? O vorranno piuttosto avere il monopolio del bene, come una chiesa, come una setta assolutistica?

Come tutti i partiti, come ci ricorda Simone Weil, vorranno mantenersi in vita per sempre con l'assolutismo?

Insomma, avranno modi spicci come gli assolutisti, come hanno avuto chi li ha preceduti, per esempio taluni del PD che mi ha trattato - parlo della mia esperienza -come se fossi l'ultima pezzente del teatro, una lebbrosa della cultura, solo perché non gli davo il voto e dissentivo dalla loro politica?

Siamo stati e siamo prigionieri di questa gente che ci domina e ci costringe a vite non nostre; cominceremo a respirare o saremo ancora e sempre sopravviventi in lunghe apnee per riaffiorare di tanto in tanto in superficie a prendere un po' d'aria, per poi finire di nuovo giù?

lunedì 25 febbraio 2013

Il PD mammuth sta morendo

La scelta di apparato di Bersani rispetto a Renzi è stata pagata cara dal PD, che, anche se vince al Senato, perde tanti voti.
Anche qui nel Feudo dei Feudi, la Toscana.
Ecco il punto di debolezza di questo partito,  il vizio di base, essere ancora e sempre mammuth, incapace di rinnovarsi, di evolversi.




Protesta di Femen a Berlusconi: esempio di menzogna organizzata?

Così, grazie a Femen (le adoro!), anche nel giorno delle elezioni, si parla di Berlusconi.
Ma guarda un po', queste signorine che sono venute fino a Milano a farsi arrestare per dire "basta Berlusconi" ... quante erano? Tre, credo.
Berlusconi non è per niente preoccupato nel vedere la protesta, anzi, è divertito.

Insomma, da vero genio della propaganda, ha già capito che tutto questo sarà comunque a suo favore.
Si parla di lui anche nel giorno in cui è proibito fare campagna elettorale.

Facciamo un po' di dietrologia, tanto per divertirci un po' anche noi: un favore di Putin all'amico?
Naturalmente questa è pura dietrologia, le ragazze sono ucraine.

http://www.youtube.com/watch?v=G6Piee1tbes&feature=player_embedded

domenica 24 febbraio 2013

Brutta Modestia

In uno dei pochi sabati liberi, sono andata al Metastasio a vedere La Modestia dell'argentino Rafael Spregelburd per la regia di Luca Ronconi.

Brutto confuso il testo, debole la regia, con i soliti 'automat' a rotelle. Due storie parallele recitate da soli quattro attori (sembra una novità, io lo faccio da almeno dieci anni, in modo sistematico dal 2008, ma tutto è nato per mancanza di soldi...), di cui una storia praticamente incomprensibile, piene di banalità (come la guerra, la caduta del Muro...senza contare le frasi finali, di un insipido esasperante, pareva di sentire un testo del vecchio Ottocento.

E poi quasi tre ore senza pausa, spettatori fermi, nello stile di Ronconi: io sono il genio e voi dovete stare lì a guardare, e se vi scappa la pipì col freddo che fa, problemi delle maschere.

Brave, le maschere del Metastasio, gentili, intelligenti e premurose.
Le vere protagoniste della serata, hanno contribuito non poco alla sopportazione dello spettacolo.

Bravi comunque anche gli attori, ecco loro sì, bravi.

Basta con questa drammaturgia che fa letteralmente ca....re. Esotica o nostrana, fa lo stesso. E' il secondo brutto spettacolo che vedo al Met.
Insomma, un altro spettacolo inutile e già dimenticato.

Ma perché votare a febbraio?

Chi ha avuto la bella pensata di votare a febbraio, in tutta fretta?
Neve, maltempo, disagi, ulteriori spese.
Già immagino qualche vecchietto con il femore rotto dopo aver tentato di andare a votare.

sabato 23 febbraio 2013

"Torniamo indietro i soldi"

Il rappresentante del M5 Stelle siciliano dice dal palco di Grillo: 'Noi abbiamo tornato indietro i soldi'.
Con tutto il rispetto, non si parla così. Chi parla male, qualcuno ha detto, pensa male. E' vero.

Per questo è importante stare attenti: oltre ai ladri, ai corrotti, possibilmente non mandiamo  gli ignoranti  in Parlamento. Per anni hanno preso in giro Di Pietro per questo motivo, che non sapeva parlare e ora...

Questo è il vero punto debole di Grillo: i suoi candidati.

venerdì 22 febbraio 2013

Gli scandalizzati che andranno a votare

Tutti scandalizzati se dici che non voti. Tutti o quasi nelle loro seggioline, nei loro posticini o in cerca di. Alla fine del mese quasi tutti gli scandalizzati hanno il loro stipendiuccio, la loro posizioncina.
E andranno a votare. Bravi bravi.
Per molti però non c'è una fine mese.
In questi anni  quante quante persone abbiamo visto farsi la loro posizione leccando il culetto al partito di qua, il partito di là. Come in una operetta, la musica era un 'allegretto'.
Qui è stata la Sinistra, altrove altro.
Ora io non credo nemmeno tanto al cambiamento di Grillo o almeno, alcuni dei suoi 'federati', li abbiamo visti, si son fatti abbindolare facilmente dalle lusinghe del potere.
Il problema naturalmente è l'essere umano, che Grillo non cambierà. Nella migliore delle ipotesi, ci prova. Tanti auguri, Grillo, tu sei  politicamente 'nato' o ti hanno fatto nascere non so per gestire lo sfascio e non avere il peggio, perché questo è assoluto . Vediamo cosa sapranno fare i tuoi. Se non metteranno nei posti giusti, i loro amici, i ruffiani di turno, esattamente come ha fatto, per esempio qua, il PD. O in Lombardia la Lega.
Pensate, là molti teatranti sono diventati leghisti per lavorare, qua tutti piddini. Tutti a scrivere, suonare, rappresentare, dipingere le storie che volevano quelli. Che tristezza. Che brutture.
Come ci si può liberare da tutto questo, con un voto?
Noi, mentre Grillo sfreccia verso il Parlamento,  subiamo continue ingiustizie, umiliazioni, ogni giorno.
Ci sputano in faccia i funzionarietti messi ora qui ora là da quei partiti, ci dicono: non ci sono i soldi...oppure condiscono in qualche modo il no, il forse, il ma...però, al momento giusto, ecco che mettono le persone giuste, i loro amichetti, i ruffiani, quelli a cui non possono dire di no. Hai voglia tu a fare concorsi, bandi...! Hai voglia a studiare, a fare 'cose belle', a inventare, darti da fare...

C'è un articolo stamani  che racconta di un piccolo industriale di Prato che urla la sua disperazione,  dice che tutti a Prato lavorano a nero, che il gioco è ancor più sporco e truccato per la crisi. Troppe tasse, e il lavoro costa troppo (lo dice da anni la UIL) e allora tutti lavorano a nero... Di fatto dichiara che oggi pochi possono permettersi di assumere regolarmente o, da un'altra prospettiva, l'operaio ormai lavora a nero, e lo fa senza troppi problemi, anche perché non ha alternative. E proprio mentre tutti si sciacquano la bocca con il 'lavoro'! Questo allarme è una cosa seria, vero, perché il problema del lavoro non si risolve facendo bei discorsi sull'articolo 18 e su altre storie, come abbiamo ascoltato da questi improponibili candidati, che ripetono, senza alcun originale apporto proprio, quelli che sono i dettami dall'alto. Cosa potranno cambiare questi candidati che non possono nemmeno avere, che ne so, un proprio blog, non possono nemmeno pensare un po' con la propria testa? Non ho letto da nessuno dire cose sensate, ma tutti hanno ripetuto a pappagallo. Che coraggio avranno questi - molti dei quali mediocri - di cambiare le cose, di redistribuire per esempio la ricchezza, valorizzare questo grande sconosciuto che è il merito?
Ci sono troppe cose urgenti da fare, e anche Grillo sarà travolto da questo sfascio, lui non è che una tappa o non ce la farà a controllarlo, e forse non vedremo una rivoluzione così tanto civile.
Voi che vi scandalizzate quando sentite che alcuni forse molti non andranno a votare, che raccontate la storiella che mi raccontava la nonna del 'diritto di voto' a cui abbiamo tanto creduto, potete farlo perché avete in qualche modo il vostro locus, quasi amoenus. O ci sperate, magari con le prossime amministrative.

Ciliegina sulla torta: Bennato, con vero talento per il marketing e tempismo elettorale, esce con questa canzone, "Il grillo parlante":
http://www.youtube.com/watch?v=6Mn5vkvAqeg
(P.S. Caro Bennato, dato che canti in italiano e non in dialetto, ti ricordo che la parola Pinocchio si pronuncia con la 'o' aperta, non chiusa).

giovedì 21 febbraio 2013

"Se avessimo potuto non avremmo fatto Parco Prato"




Roba da brivido. Turiddu Campaini, presidente di Unicoop Toscana, alla domanda del giornalista di TV Prato:" Non crede che creare realtà come il Parco Prato rischiano di mettere in ginocchio il centro storico?", risponde:

"Posso dire con tutta tranquillità che quando abbiamo fatto la scelta di partecipare a centri commerciali di grosse dimensioni lo abbiamo fatto perché non avevamo alternative, se lo dovevano fare altri abbiamo scelto di farlo noi. Se avessimo potuto scegliere non lo avremmo fatto».  

Secondo Campaini i centri cittadini sono «agglomerati urbani dove non è possibile usare la macchina e per questo scomodi e abitati da chi non può andare da altre parti». 


Questi signori si stanno distruggendo da sé,  hanno già imboccato il loro viale del tramonto. Evviva.

mercoledì 20 febbraio 2013

Chissà se Grillo dirà basta con i privilegi nella cultura

Bene, sembra che Grillo vincerà le elezioni. Almeno così lui pensa.
E allora, speriamo nel cambiamento che lui annuncia.
Intanto, a quello che dice, i teatri non saranno più finanziati. Lo disse a Pistoia, lo disse e io c'ero.
Magari  inizieranno a smantellare la circuitazione esistente, che non è 'giusta', o almeno, visto che la giustizia in questo mondo è difficile, correggeranno un po' questo andazzo che vige in tutta Italia, nessuna regione ne è esclusa, dove circuitano solo i graditi, eccetera.
Anche i circuiti regionali avranno un duro colpo: basta con  l'occupazione partitica; basta direttori artistici graditi a certi partiti e da loro messi. Basta allevare ruffiani. Basta con gli attori raccomandati dai fratelli e dalle sorelle e dagli zii. Basta con i musicisti divoni e i pittoroni eccetera. Così promette Grillo.
Basterà anche con i funzionari alla cultura inamovibili e indiscussi che da anni e anni gestiscono occultamente o meno la cultura locale per conto dei partiti.
Basterà anche ancora con le concessioni dall'alto: tutto quello che ci viene dato, e che è nostro,  sembra una concessione del re; ci riprenderemo tutto!
Che bello.
Finalmente ogni tanto, come altri, potremo mostrare il nostro lavoro nei teatri d'Italia senza strisciare come vermi...
Dunque, faranno questo, i parlamentari di Grillo? E poi, alle amministrative, magari vinceranno anche nel locale e allora, in due tre anni, sarà tutto cambiato? Magari avremo veramente la Citta Etrusca sul Bisenzio?
Intanto però non cambia nulla, e mentre altri percepiscono stipendi grazie al papà che portò e porta voti, che si sono sistemati come tarli nei teatri (volete sapere i nomi, vero? ah, ne conosco tanti, non solo in Toscana, ho tutta una lista italiana!), noi lottiamo ogni giorno per il nostro pane e la nostra dignità.
Il lavoro, proprio quello che VOI, signori della politica, ci avete sottratto e ogni giorno ci sottraete.

Pantanelle: uno dei tanti modi in cui ci prendono per il sederino

C'è una polemica fra il WWF e la Provincia di Prato in merito alle Pantanelle, la famosa zona umida ormai quasi del tutto rovinata di Prato; il primo vorrebbe impedire la caccia al laghetto.

Ora, con tutto il rispetto e il fastidio che posso provare per la caccia, il VERO problema alle Pantanelle non è la caccia, ma 1. il depuratore e il degrado che questo produce nella zona, oltre all'inquinamento, basta vedere le piante attorno, come  a suo tempo ho documentato;  2. il ventilato digestore anairobico; 3. dov'è il Parco della Piana? Quella è stata una vera e propria presa per il sederino che in realtà nasconde la volontà di cementificare e di rovinare l'ambiente.

Dunque, quando vi parlano del Parco della Piana o riqualificazioni e cose simili siete avvisati: probabilmente stanno per riprendere a costruire e a inquinare.

Esattamente come quando parlano della Città Etrusca sul Bisenzio, le eccellenze, la ripresa degli scavi, eccetera: allora dovete stare attenti, perché è quasi certo che stanno facendo l'esatto contrario!

Fo Grillo, ovvero come l'artista appoggia chi vince

Ho visto Fo sul palco di Grillo, a Milano, davanti a una folla immensa. Aveva un che d'antico, nel suo bel cappotto con cappello nero.
Finora Grillo non aveva avuto nessun testimonial fra gli artisti, l'unico a non averne come avevo scritto, poi è comparso il Nobel vivente.

Grillo ha fatto la pubblicità al libro scritto a quattro mani con Fo, che La Repubblica non avrebbe recensito,  si sono abbracciati. Fo era declinante e malinconico;  con grave vetustas si è mostrato in veste di arringatore di folla sollecitante il cambiamento, che invano è atteso dal Dopoguerra.

Perché questi comici, questi artisti non resistono ad appoggiare il potente, il fortunato di turno?
Chi non ricorda Benigni con Berlinguer, e quanta fortuna il pratese deve a quel partito il cui segretario prese in braccio!

E come dimenticare poi Pirandello che dona la sua medaglia d'oro del Nobel a Mussolini ripreso dalla telecamera di Regime...?

La vanità è determinante, ma non solo. E' voler essere sempre dalla parte di chi vince, di chi splende.

Così si ha lavoro, oltre a essere in vetrina. Guai a stare in ombra, defilati, mostrarsi schizzinosi, criticare poi!, si sa, non ti fanno lavorare, non servi. Sei finito. Cosa se ne fanno, altrimenti, della tua arte? Oh, ne hanno tanti a disposizione e pronti!

E' così che l'arte è al servizio dello status quo, oltre che del mercato, oggi per la verità molto di più che ai tempi di Pirandello; ed è immobile, non parla, non stimola, non ha più senso rifondativo. Non rompe nessun schema.

E' così che è prodotta tanta arte passeggera, o anche, si potrebbe dire, passeggiatrice.

martedì 19 febbraio 2013

Prato: se vince l'ignoranza




Oggi sui giornali si può leggere un s.o.s. lanciato dal Rettore di Pisa, Massimo Augello per salvare da certa morte l'Università. Il Rettore prescrive la sua cura per evitare la fine al malato: chiede la defiscalizzazione di tasse  contributi universitari, la copertura totale delle borse di studio erogate da Regioni e atenei per garantire la formazione e la mobilità studentesca, l'abbattimento dell’Irap sulle borse post-lauream, la defiscalizzazione degli investimenti delle imprese in ricerca per favorire la competizione nei settori ad alta intensità tecnologica, il finanziamento dei posti di ricercatore da destinare ad almeno il 10% dei dottori di ricerca togliendo i vincoli al turnover e, infine, l' incremento dei fondi per l’università all’1% del Pil.
Prescrive insomma la luna.

Sempre oggi, da un altro articolo, si viene a sapere che il censimento relativo a Prato mostra una pessima immagine della città, (così è risultato nel convegno 'Prato allo specchio'), perché esiste una popolazione, circa più di 2600 persone, che non sa né leggere e scrivere, e sembra che non si tratti soltanto di cinesi. 
L'abbandono scolastico è alto, quasi il 19% dei giovani. D'altronde basta leggere cosa scrivono i ragazzi sul loro rapporto con la scuola su facebook (i social network non aiutano certo a scrivere meglio o a farsi una cultura!).

Problema vecchio per una città che ha come unica costante vitale la meta del lavoro,  come si può vedere in un documentario della Rai del 1967, il cui indirizzo riporto sotto,  dove è detto chiaro che il problema fondamentale di Prato è proprio la sua cultura in senso ampio, e la sua mancanza di un ceto medio, di una borghesia insomma. Nel documentario i pratesi di allora sembrano  similissimi ai cinesi di oggi. 
Il tema del lavoro è ancora, oggi perché manca, l'ossessione costante della 'città del silenzio', così  veniva chiamata, paradossalmente quando il rumore dei telai si sentiva ovunque in periferia. 
Tuttavia allora, e lo si vede chiaramente nel video, il tessitore aveva una sua forte dignità, parlava correttamente, e la scuola era più rispettata; insomma la brutalità di oggi, che si palesa nei giovani e meno giovani attraverso i miti del disimpegno e dell'ignoranza cafonesca, nonostante tutto, era lontana.
Io osservo questa brutalità culturale ogni giorno nel mio lavoro, una vera e propria violenza, asfissiata ovunque dalla voga dell'ignoranza, dal servilismo del 'teatro cialtrone', che in Toscana si mostra anche in palchi paludati.  

Alcuni giorni fa avevo scritto un altro articolo su questo argomento,  e prima che uscissero i dati del censimento:


Fiore di prato

Prime margherite
subito strappate
al pereto.
Piccolo furto
di primavera truccata
violenze che l'inverno
troppo letargo
induce.

lunedì 18 febbraio 2013

Il conformismo di Fabio Fazio e del suo Sanremo

Fabio Fazio ha detto che, è sicuro, le canzoni del suo festival rimarranno.
Niente di più ingannevole. E' insito nel festival che nulla debba rimanere, così come ci siamo dimenticati dell'edizione di Gianni Morandi dell'anno passato.
Di quel poco che ho visto non mi è piaciuto niente, soprattutto non mi è piaciuta la finta ironia, la volgarità della Littizzetto scambiata per originalità e vera irriverenza, il conformismo esasperante di Fazio; è stato urtante poi sentir citare Luigi Tenco, che si è ucciso proprio in protesta di tutto questo conformismo e stupidità, e ancor più vedere gli eredi di quest'ultimo che ne erano contenti.
In alcuni casi gli eredi sarebbero da diseredare.

Nessuno ha poi più citato il caso politico del comico Crozza, che è stato interrotto per più di cinque minuti, a testimoniare il diktat comunicativo che vige alla RAI.

Riguardo poi all'esaltato da tutti gruppo di  Elio e Le Storie Tese, che dire? Molto teatrali, possono risultare anche comici,  ma la canzone non mi ha emozionato nemmeno un po', né l'ho trovata 'geniale', piuttosto genere furbale, adatta a smuovere la noia dello spettacolo 'fazioso'.
Se si ascolta senza vedere il videoclip o senza vederli in televisione, beh...molti gruppi in giro che non sono santificati da Sanremo sanno fare meglio in ironia. Voto: 6.

Anche la canzone vincitrice non meritava tanto.

Fazio è già pronto a ritornare a Che tempo che fa? e a ridarci le sue buonistiche conformitati al sistema. L'aura mediocritas che non disturba nessuno.

domenica 17 febbraio 2013

Scaletti e la cultura 'tagliata'

Su facebook l'assessore Scaletti (assessore alla cultura e candidata con Tabacci) mostra il suo disappunto per gli ulteriori tagli al FUS.
Bene.
Ma non basta assessore, non basta neanche un po'.

Sono troppe le ingiustizie, troppi asini sui palchi grazie alle raccomandazioni-protezioni di Partito.
E' questo il vero nodo, questo deve essere detto, che le scelte sono condizionate e gli artisti costretti all'allegro giochino della moderna schiavitù, e invece si tace.

Il resto è politica ipocrita, pianti 'teatrali'.

sabato 16 febbraio 2013

Napolitano da Obama

Nessuno, a parte il PdL ma perché è stato 'toccato' altrimenti no, ha avuto a che ridire della visita di Napolitano da  Obama, che si svolge adesso, a pochi giorni dalle elezioni.

Riduce di molto il senso delle  elezioni 'democratiche'.

giovedì 14 febbraio 2013

Non saremo più 'teatro a margine'

Ho chiesto un appuntamento a Massimo Luconi, direttore organizzativo del Metastasio, perché vorrei rappresentare Cafiero Lucchesi al Fabbricone, che credo un dramma, anzi una tragedia (non dobbiamo aver paura a usare le parole), che tutta la città deve vedere.
Sto aspettando da giorni che mi dica quando e come.
Gli ho mandato il materiale, tutto. Lo spettacolo costa poco, no? Lo sforzo di un piccolo cachet, per farci guadagnare pochi euri...

E' veramente scandaloso, e diciamo ora basta, essere trattati in questo modo, dall'alto in basso. Come se noi fossimo artistucoli da strapazzo. Umiliati.
Artisti di serie B. C. 

Piuttosto sono altri, artistucoli da strapazzo, a salire su cotanto palco. Purtroppo, purtroppo, purtroppo! Anche perché così si dà ai giovani il cattivo esempio e la cattiva qualità alla città.

Al tempo della Sinistra, stesso copione. Non mi hanno permesso di raccontare la storia dei Celestini, non mi hanno permesso di rappresentare la storia dei Concubini di Prato (se non al Magnolfi o nei circoli, come 'teatro a margine' o nelle rassegne del 'teatro giovane' o panzane simili), e tutte le altre cose che ho messo in scena, senza contare Laris Pulenas, che non hanno nemmeno visto quando l'ha organizzato il Comune nell'estate. Così come non sono venuti a vederlo a Poggio Castiglioni nel 2008.

Come si organizzano le stagioni teatrali senza nemmeno sapere cosa e come succede in città, visto che il mio teatrino sta a così poca distanza dal benedetto e santificato centro? 
Come si organizzano le stagioni teatrali senza nemmeno sapere cosa succede in Regione, eh, signora Patrizia Coletta direttrice artistica della Fondazione Toscana Spettacolo, che ha tradito la promessa della presenza, semplicemente perché non voleva sgradire la sua superiora, visto che su di me c'è il veto per la nota questione della città etrusca? Lei che viene da Torino, non si vorrà certo rovinare per questioni 'locali'...Evviva le pari opportunità e la libera espressione delle idee, oltreché artistica!

Così non può andare avanti. Passi che facciano finta che non esistiamo gli assessori delle cittadelle della provincia perché sono politicamente eretica, coloro che danno spazio ai 'giovani artisti' che sono piuttosto che giovani, estremamente furbi e teatralmente deboli (voglio usare un eufemismo!), passi che vediamo insomma gli asini sul palco trattati come se fossero cavalli di razza, su troppi palchi li vediamo d'Italia!, a questo punto chiediamo lo spazio che ci compete e che meritiamo nel teatro cittadino e regionale, soprattutto  quando presentiamo opere degne e significative.
Non ci basta più, dopo tanti anni e tanto importante lavoro, essere 'teatro a margine".

Come ti agguanto il comitato

Di tutti i comitati, a Prato, è rimasto vivo e attivo solo quello del Soccorso, che ha presentato un esposto in Procura e all'autorità di vigilanza sugli appalti pubblici, di cui parlano oggi tutti i giornali, contro la realizzazione di due rampe  per l'immissione nella Declassata nel tratto compreso fra via Roma e via Marx e fra via del Purgatorio e via Nenni, che sarebbero costruite in vista della realizzazione del progetto del viadotto - che Monti ha congelato - , impedendo di fatto la realizzazione di ogni alternativa al viadotto stesso.
Le procedure utilizzate dal Comune non sarebbero regolari.

Ora, alcuni candidati si sono subito messi al lavoro per mettere le mani su questo comitato e hanno dichiarato di sostenerli.

Lo strano è che mi ricordo di alcune cosette, che voglio qui rammentare: 
quando stavano costruendo alcune altre brutture in città, come la Multisala, Fulvio Silvestrini fu lasciato praticamente solo;
quando stavano costruendo l'Inutile, ovvero l'Interporto della Toscana Centrale, che ora Rossi e compagnia vogliono valorizzare, dov'erano questi sostenitori del 'non costruiamo'?;
quando abbiamo presentato la denuncia contro il disastro dell'abbandono e distruzione della Gonfienti etrusca, nessuno ci ha sostenuto; anzi, la denuncia è rimasta lettera morta in Procura, sepolta da carte e messa nel dimenticatoio;
che tutti gli altri comitati sono praticamente morti, dopo essere stati utilizzati solo a fini elettorali, sepolti nel Pratopartecipa e Pratoincontra, svaniti dietro i fiumi di parole e promesse.

Questi tristi giochetti si ripeteranno presto con le prossime amministrative.

In questi anni, poi, nessuno ha veramente pensato a quanto fosse squallida quella strettoia al Soccorso, con tutte quelle fabbriche malconce addosso, frutto di una una Prato dove si è permesso di costruire di tutto, in nome di quel lavoro che tanto ora tutti cantano in coro.

Video dello spettacolo "L'infanzia negata dei celestini"

E' arrivato anche il video dello spettacolo "L'infanzia negata dei celestini", di cui  potete guardare un estratto a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=qotqBFhRfa0&feature=youtu.be

mercoledì 13 febbraio 2013

Seconda serata SIMONE WEIL

E' possibile una politica senza partiti?

 Dopo la prima serata, torniamo con la presentazione del testo di Simone Weil e lettura di brani, al fine di discutere insieme al pubblico la praticabilità di una politica senza partiti.

a cura di Maila Ermini e Gianfelice D’Accolti

Sabato 16 febbraio  2013 ore 21,30
al Teatro La Baracca

Con la partecipazione di Fulvio Silvestrini

 Simone Weil, una riformista rivoluzionaria, poco prima di morire prematuramente per malattia, nel 1942 ha lasciato questa ‘modesta’ proposta: sopprimere i partiti politici che, in quanto organizzazioni verticistiche e inquadrate, sono autoritari e repressivi per definizione. E alcuni, quelli italiani per esempio, mostrano un totale disinteresse per la res publica, ma un grande talento nel sottrarre denaro pubblico alla comunità.

Il nostro intento è quello di diffondere la conoscenza di questo scritto, che la filosofa francese non riuscì a vedere pubblicato; in Francia fu stampato solo nel 1950, a sei anni dalla sua morte. Molto più tardi in Italia, dove è pressoché ancora sconosciuto.

 Segue dibattito  - Ingresso Libero

Info: Teatro la Baracca, via V. Frosini 8, Casale- Prato Tel. 0574 812363 - www.teatrolabaracca.com

Quando il pubblico contesta

Ho letto e visto sui giornali la contestazione del comico Crozza al Festival di Sanremo all'inizio del suo intervento, appena ha mostrato l'imitazione caricaturale di Berlusconi.
Siamo così disabituati alla contestazione, al dissenso, che immaginiamo che qualcuno abbia pagato i contestatori. Anche a causa delle polemiche che sempre precedono il Festival, ma quest'anno, a causa delle elezioni, ancora di più.
E probabilmente sarà così. Ma non cambia il senso di quello che intendo dire.
Ovvero che la contestazione in teatro non esiste più.
Al Fabbricone recentemente è stata messa in campo durante uno spettacolo teatrale; io stessa l'ho vissuta diversi anni fa con Matilda: fui duramente contestata al termine dello spettacolo, che aveva scandalizzato un gruppo di spettatori.
Ma ormai è rarissima. In questo momento storico di grande conformismo sociale e politico, sconvolge completamente.
Fino a qualche anno fa invece era più consueta e accettata, l'attore era preparato. E anch'io lo ero, ero perfettamente consapevole che sarebbe potuto succedere, e riuscii a reagire con forza.

Crozza  è crollato perché con il pubblico parruccone e con l'organizzazione festivaliera alle spalle si sentiva al sicuro. E poi avrebbe imitato, dopo Berlusconi, anche gli altri per par condicio.
Ma quello, e Crozza doveva saperlo (o meglio dovevano saperlo anche gli autori fra cui Serra), non era il 'suo' spettacolo, né gli spettatori erano lì per vedere e ascoltare solo lui;  era un ospite in una esibizione canora fortemente discussa, in un momento in cui la politica dei partiti vive una crisi profonda e prima di elezioni.
Di tutte le imitazioni che ha fatto, mi è piaciuta, tecnicamente parlando, quella di Montezemolo e la 'poverata'. Mi sarei aspettato anche una imitazione di Grillo, ma Grillo fa paura ed evidentemente costituisce un tabù, consapevolmente o meno.

Il Papa ha chiuso la campagna elettorale


Non c'è che dire. Il Papa ha abdicato, e i giochi elettorali di questi nostri miseri politicanti sono finiti.

Tutto il resto sembra impallidire, di fronte a questo gesto. 

Ecco chi comanda ancora, nonostante la profonda crisi. Ecco chi domina. Ecco chi vince, chi ha vinto le elezioni.

Ci possono essere tutti i motivi del mondo, 'dietro' questa decisione. E questo è vero rispetto all'istituzione della Chiesa, e da un punto di vista religioso, economico, politico. Intrighi, corruzione, crisi della religione cristiana nel mondo occidentale, crisi della Chiesa Cattolica.

Ma rispetto alla persona il gesto di abdicare, come ogni abdicazione dal potere in quanto rinuncia e morte, è un gesto 'sacro'. Uno dei pochissimi che la Chiesa di Roma ci offre, che ormai non abita più il sacro, tutta intenta com'è a metter paletti in campo etico.
O a rincorrere la modernità che twitta.

Con il gran rifiuto il papa riafferma la teocrazia e ritorna nel solco della religione cristiana, che vede la morte come vita. La morte che porta alla resurrezione. 

martedì 12 febbraio 2013

Ma senti un po' il vescovo Agostinelli...


Leggete quello che dice il vescovo...sopratutto a me colpisce il riferimento alle cariatidi della cultura, anche se  io correggerei: via la gente che non sa fare il mestiere che dice di fare; e dettaglio, le 'cariatidi' sono anche giovani, non solo vecchi. Gente messa al posto giusto solo perché fa comodo o sono imbelli, o pavidi, o non fanno che ripetere i motivetti che il potere vuole ascoltare.
Per questo, oltre che per invidia, preferiscono mostrare la cacca piuttosto che uno spettacolo come Cafiero Lucchesi.
E anche bisognerebbe mandare via quei preti e quella santa gente che mi hanno 'condannata', e senza aver visto niente, perché ho raccontato la storia dei Celestini di Prato, dei Concubini di Prato...che alloggiano nella Curia, nelle chiese di cui Agostinelli è il pastore.


"E ora lascino anche le tante cariatidi attaccate al potere
Il vescovo di Prato plaude al «gesto esemplare» di Ratzinger e rottama gli inamovibili della politica e della Chiesa
di Mario Lancisi (IL TIRRENO) FIRENZE Le dimissioni del papa? «Il suo è un gesto profetico e d’esempio per tutti coloro che ricoprono posti di primo piano nella Chiesa e nella società». A sostenerlo è il vescovo di Prato Franco Agostinelli, aretino, fino a qualche mese fa a capo della diocesi grossetana, in un comunicato stampa di commento delle dimissioni di papa Ratzinger. Insomma papa Benedetto XVI ha avuto il coraggio di farsi da parte quando ha scoperto di non avere più le forze di guidare la Chiesa, ma troppi invece restano aggrappati alla poltrona. Parole dure contro la gerontocrazia, quelle pronunciate da mons. Agostinelli. «Ci deve animare un pensiero di gratitudine anche per l'esempio che il Papa ci dà con questa sua decisione. Non è facile trovare persone che a un certo punto sanno riconoscere l’impossibilità di proseguire in modo adeguato il proprio incarico», esordisce il presule pratese. Il gesto del Santo Padre è un esempio che vale per tutti, « per noi uomini di Chiesa ma anche per chi ricopre posti di primo piano nella società», spiega Agostinelli nella sua nota. Poi l’affondo: «Vediamo tutti i giorni come il mondo della politica, della cultura e della economia sia talvolta un museo di cariatidi che per tanti decenni continuano a guidare le sorti dei popoli», osserva il vescovo di Prato. Cariatidi: persone anziane che professano idee vecchie, suggerisce il vocabolario. Parole che sanno di rottamazione. Che colgono gli umori profondi della gente infuriata per una classe dirigente immobile, sembra uguale a se stessa, senza il coraggio civile di farsi da parte. Monito - quello di monsignor Agostinelli - che non guarda solo alla nomenklatura della politica e dell’economia. No, il vescovo pratese punta il dito anche in casa propria, a quello che avviene anche nel mondo della Chiesa: «quante comunità invecchiano per l'ostinazione dei loro pastori a rimanere nonostante oggettive difficoltà?», si chiede Agostinelli. Al di là della gratitudine « per quello che il Santo Padre ha fatto in un momento non del tutto semplice per la vita della Chiesa», il vescovo di Prato cerca di dare al gesto “profetico” del papa il valore di un esempio che guarda al futuro. «Quelle che stiamo vivendo sono epoche di grandi trasformazioni e la Chiesa è stata chiamata a dire una parola, a riprendere la sua collocazione in un contesto di profondo cambiamento. Credo che Benedetto XVI abbia condotto saggiamente la Chiesa in questi mari tempestosi che sono il nostro tempo», ha proseguito ancora il vescovo. Ma il nocchiero papale ha indicato una rotta alla Chiesa e alla società: quella di puntare sul potere come servizio, sull’esigenza di ricambio. All’Italia e alla Chiesa degli inamovibili , il passo indietro del papa indica che il futuro può scaturire da un’idea di potere in cui le posizioni di vertice non si fossilizzino. Più forze fresche al posto delle Cariatidi. 

sabato 9 febbraio 2013

La fabbrica delle illusioni, ovvero gli artisti come merce

Al Metastasio hanno aperto un bando per giovani compagnie.
Siamo alle solite!
Basta con questa fabbrica delle illusioni!

Basta prendere i giovani, farli lavorare un pochino e poi lasciarli andare, perché non 'servono' più.
E intanto quelli meno giovani li lasciate marcire, non li fate lavorare, fate lavorare solo quelli del giro o quelli che vi comodano o pare a voi!

E' incredibile come questi artisti sono trattati come merce.

Qualche giorno fa è uscito un articolo sul Corriere in cui mostrava gli artisti scomparsi del Festival di Sanremo, le cosiddette 'meteore': fra gli altri citava Aleandro Baldi.

Non è stato detto che questo artista - di cui conosco la vicenda - ha continuato a studiare, si è formato come musicista, si è diplomato in chitarra e continua a lavorare. Non è stato detto che il sistema, questa fabbrica delle illusioni tratta questi artisti come merce, che li vuole sempre freschi e poi li butta via.

Fenomeni da baraccone, a tutti i livelli.

Anche questo va cambiato. Ma forse cambierà da sé perché i soldi sono finiti e anche i vostri giochetti sono agli sgoccioli.


venerdì 8 febbraio 2013

Tagli al FUS, è anche colpa vostra

Di nuovo tagli al FUS, il 'fondone' per lo spettacolo.
Non me ne rallegro di certo.
Nel 2005, esattamente il 15 ottobre, ci fu una manifestazione anche a Prato.
Ricordo che avevo il megafono, urlavo anch'io contro Berlusconi che tagliava i soldi allo spettacolo.
Di quei soldi non ho mai preso un euro. Però mi sembrava giusto prostestare ed ero incazzata. C'erano anche altre persone, del Mestastasio, qualche attore, ma pochi. Pochissimi.
Però urlavo solo io.
Dove eravate, bestie che siete?
E ora? Ancora tagli.
Forza, lamentatevi un po'.

L'unica cosa che hanno saputo fare questi attori è salire sui palchi ad applaudire il padrone di turno. Non si sono mai coalizzati. E questo taglio è una conseguenza di tutto questo.

Perché gli attori gli artisti i direttori eccetera metteteceli tutti, sono quasi servi di partito, e se ne stanno zitti e buoni, a vedere se magari la bufera passa, oppure se non tocca il loro angolino dove stanno nascosti.

Cafiero Lucchesi a Officina Giovani

L'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Prato organizza, per celebrare la Giornata del Ricordo lo spettacolo Cafiero Lucchesi, a cui sono stati invitati tutti i ragazzi della scuola media. 
Officina Giovani, Prato, lunedì 11 febbraio alle ore 10. 

Nuovo ospedale, come parte male

Non sono mai intervenuta sulla vicenda del nuovo ospedale a Prato, e in realtà in Toscana ce ne sono ben  quattro uguali, come stampini sul territorio (Pistoia, Lucca, Massa, Prato), che nascono già insufficienti e pieni di debiti.

Senza poi parlare  dei problemi connessi alla dismissione dei vecchi, di cui, come si legge nell'articolo sotto, non si può fare tabula rasa, perché con i locali che rimarranno vuoti, ci si deve guadagnare per ripianare i debiti che sono stati contratti per costruirli con il famigerato project financing. Così appare poco probabile una nascita di un parco nel centro di Prato al suo posto, come sarà difficile altrove.

Nell'articolo si dice che il nuovo ospedale sarà carente della radioterapia, per cui ci si dovrebbe appoggiare a Villa Fiorita.
Che disastro. Ci vorrebbe una bella inchiesta giornalistica su quanto stanno facendo sulla nostra pelle. Intanto, da parte nostra, facciamo il possibile per non ammalarci, questo deve essere il primo imperativo categorico.

 http://www.regione.toscana.it/-/progetto-regionale-i-nuovi-ospedali-

Mondanelli lancia l’allarme su Radioterapia
«Serve un altro acceleratore per Villa Fiorita». Carlesi: «No alle speculazioni sul vecchio ospedale»
 
PRATO Dopo l’accordo quasi raggiunto con la Regione sulla realizzazione di una palazzina che possa ospitare il Polo oncologico accanto al nuovo ospedale, l’assessore comunale alla Salute, Dante Mondanelli, solleva il caso Radioterapia chiedendo l’acquisto di un secondo acceleratore lineare per Villa Fiorita. «Nel nuovo ospedale non ci sarà un bunker per la radioterapia – afferma Mondanelli – ciò significa che dovremo fare riferimento unicamente alla casa di cura Villa Fiorita che dispone di due bunker, ma di un solo acceleratore, ovvero l’apparecchiatura che consente di eseguire questo tipo di trattamenti». Per Prato il rischio è quello di rimanere senza una tecnologia adeguata per la radioterapia e di dover mandare i pazienti a curarsi fuori Provincia. «L’accordo di convenzione tra azienda sanitaria locale e la casa di cura scadrà nell’aprile del 2021 – spiega l’assessore – ma l’apparecchio sarà obsoleto, sia come funzionalità che come tecnologia, già dal 2018 (sono 10 gli anni di funzionalità garantita). Se non si prevede da adesso un avvicendamento tecnologico con la sostituzione di un acceleratore di nuova generazione, cosa succederà allo scadere del contratto con la casa di cura? Tenendo presente che dalla presentazione del progetto, che necessariamente deve passare dalla Regione, alla realizzazione pratica con l’istallazione e la messa in funzione della macchina, passano generalmente tre o quattro anni. Per questo chiediamo che ci sia una secondo acceleratore a Villa fiorita». La questione è emersa ieri pomeriggio nel corso di un seduta di consiglio comunale, nell’ambito della quale si è tenuto un dibattito sulla sanità. Uno dei nodi ancora da sciogliere resta la destinazione d’uso delle palazzine che attualmente ospitano il “Misericordia e Dolce”. Su questo tema è intervenuto anche il capogruppo del Pd Massimo Carlesi ribadendo che «l’area del vecchio ospedale non deve essere oggetto di speculazione». «Ma le possibilità di trasformare quell’area in un parco sono zero perché la Regione deve riprenderci i soldi» fa notare dal canto suo l’assessore Mondanelli, il quale si è espresso anche sulla recente approvazione della delibera riguardante il riordino del sistema sanitario regionale. «Vogliamo che la centrale del 118 di area vasta sia fatta a Prato - dice – su questo siamo irremovibili». (ba.bu., Il Tirreno di oggi, cronaca di Prato)

Per altre informazioni-non informazioni, si può leggere

giovedì 7 febbraio 2013

Scandalo: i maturi amanti fanno l'amore in un giardino

A Prato sono stati scoperti e denunciati due 'maturi amanti', che facevano l'amore in un giardino nei pressi di una scuola. Lei 52, lui 49. Amoreggiavano dietro una frasca. Subito qualcuno, scandalizzato, ha chiamato la polizia e sono stati denunciati per atti osceni in luogo pubblico.

A far l'amore
in un giardino
e' si son messi
l'altro mattino...

Ma 'un lo san che 'un si pòle
far all'amore col culo al sole?

nemmeno eran
più  ragazzini
ma ben maturi i po'erini

Lei cinquantona
lui quarantaccio
davanti a scuola
e' l'hanno fatto

...in un giardino
ma che s'è matto?

Lui era nudo in quella parte
e' ci mostrava la bella arte

ma in un giardino
'un si po' mica!?

e lei mostrava
davver la f...a?

Oh mamma oh immene
i'  che tu mi di'
quella tardona lo fa così?
Ma sì, davvero
eran maturi
ma di cervello
un siam sicuri.

Via, 'ndiamo, tanto...
gl'hanno beccati
i sudicioni,
ora stan freschi
quei porcelloni!


Vademecum per non votare (2)

A casa la mamma ti ha detto: - Fai il bravo, la brava, vai a votare - . E allora tu, sentendoti in colpa, prendi la macchina, la bici e vai. Magari anche a piedi.
E in quello spazio che ti separa dalla casa hai modo anche di pensare. Sì, perché quando si va a votare non si parla, anche se si è in compagnia.
E' un momento sospeso, in cui ogni parola è di troppo.

E allora puoi pensare a te. A cosa il tuo voto, finora, ha potuto cambiare.
Al valore che ti hanno riconosciuto, al rispetto che hanno avuto coloro che hanno comandato, hanno gestito i soldi, quelli che te li prendono ogni giorno, dignità e soldi.

E pensi al tuo lavoro, che non hai; o che hai, però...

Alle parole di tutti i compagni, alle parole di tutti i padroni. Al loro sfilare in televisione, sui social network, nei giornali.

Tu sei fuori dal giro, sei fuori da tutto.

Pensi al fatto che ci sono sempre i figli di mammà e papà davanti a te, che non c'è giustizia. Che il tuo lavoro, che pure cerchi e cerchi, alla fine non ti piace. Che se ti piace, non te lo fanno fare.

Puoi votare chi vuoi, ma se vogliono, con le loro potenti armi, ti distruggono subito. E basta anche molto meno, per distruggerti, metterti da parte, deriderti, eliminarti. O anche metterti in galera in attesa di giudizio. E magari non hai commesso alcun reato.

E' un gioco in cui tu perdi sempre, eppure è l'unico gioco che c'è.

Ma allora che possibilità ho di essere una persona?

Nel frattempo sei arrivato al seggio. C'è il militare che staziona davanti, ci sono i rappresentanti di lista, qualcuno che si fa vedere, che ti 'ricorda', anche senza dire nulla, per chi devi votare.

Entri dentro. Aspetti il tuo turno, consegni il documento, qualcuno seduto davanti a te cerca il tuo nome in una lista.

Ti trovi in un'aula scolastica, e ti ricordi di quando eri bambino, e quando nutrivi tutte le speranze, o magari anche solo una ma certa, quella che suonasse la campanella per uscire all'aria aperta.

Questi che puoi votare, che speranza ti danno? Che non pagherai più l'IMU, che avrai la democrazia diretta indiretta, che ci saranno meno tasse, che avrai più diritti (tanti tanti, ma quali, davvero?), che l'economia sarà rilanciata eccetera.

Però ti ricordi, quando ti danno la scheda in mano e il lapis, un lapis che non scrive mai bene!, che tutto questo te l'avevano promesso, che era già stato detto tutto, a livello nazionale, a livello locale, l'hai proprio letto nel volantino delle ultime elezioni che avevi messo da parte come promemoria e che hai riletto prima di arrivare...
Era già stato tutto promesso.

Entri dentro il seggio nel seggio, quel baldacchino in cui tu ti trovi separato dal resto del mondo,  chiuso da quelle tendine orrende di plastica color grigio o marrone, o che ne so, qualcosa di impossibile e stendi la scheda sul ripiano e guardi il mare di simboli e stai lì, e vorresti scomparire, chi sono questi cosa vogliono...? Vogliono andare al Parlamento. Il Parlamento. Ma che luogo è? Sai che è un luogo dove tu non andrai mai, è il tuo non-luogo. E' il luogo dove si decide, ma tu non ci andrai. Tu devi mettere un segno, affinché qualcuno ci vada per te....
Ehi! Non puoi stare tanto lì dentro, ti devi sbrigare!, non hai le idee già chiare? Forza, lascia il posto a un altro cittadino.
Ripieghi la scheda. Esci dal baldacchino del voto.

Tutti ti guardano, vogliono 'leggerti' e tu ti senti in colpa, comunque sei colpevole. E non sai esattamente di cosa.
Infili la scheda nell'urna di cartone.
Hai votato?



mercoledì 6 febbraio 2013

Perché Grillo non ha testimonial fra gli artisti

La domanda è: perché Grillo, che è un artista, non ha testimonial fra gli artisti?
Vediamo Covatta che appoggia Ingroia, innumeri saltimbanchi che appoggiano Bersani, Villoresi che appoggia Tabacci tramite Scaletti in lista, eccetera eccetera. E anche la Destra ha i suoi, Berlusconi ne ha tantissimi grazie alle sue televisioni.
Anche Cenni ha avuto il suo in Panariello.
Perché Grillo no?
La risposta l'ha data lui stesso, quando durante un comizio a Pistoia affermò che il teatro non deve essere finanziato. E quindi nessuna arte.
Che lui ha recitato sempre senza essere finanziato.
E' inteso che Grillo parli per paradosso, per liberare gli enti culturali dall'oppressione del controllo partitico.
Ma a moltissimi, quasi tutti gli 'artisti' questa liberazione non interessa, e scappano a gambe levate. (L'artista pensa sempre a salvarsi lui, raramente si muove per ragioni etico-politiche o si aggrega politicamente. Tanto è forte questa opposizione fra artista e impegno civile serio -non conto quelli che lo fanno per autopromozione, quelli che fanno gli artisti impegnati come se fosse la recita di un copione- tanto che mi chiedevano in campagna elettorale: - Ma non fai l'artista, perché ora ti occupi di politica? Oppure: - Mica abbandonerai l'arte per la politica...). Anche Grillo ha sofferto di questa dicotomia, frequentemente si è cercato di  sminuire politicamente Grillo sottolineando il suo mestiere: è un comico, non può essere preso sul serio, eccetera.
Insomma, l'opinione corrente è : chi pratica l'arte, non può praticare la politica).

Ma allora, come fare? Come si fa Oltralpe, con una cultura sovvenzionatissima,viva eppure morta in qualche modo, conformista nella sua anticonvenzionalità di maniera, ma sostanzialmente muta e cieca ( a parte episodi sporadici), oppure praticare il paradosso di Grillo? Ma è giusto non sovvenzionare la cultura, togliersi di dosso anni e anni di politica culturale assistenzialista con l'idea di 'educare il popolo', che in Italia ha radici proprio nel Fascismo? Se è invece giusto finanziarla, questa cultura, non certo nel modo ingiusto e asfissiante dell'Italia.

Di questo si dovrebbe parlare, tanto per fare un esempio. 

Post scriptum: alla data del 19 febbraio, come puoi leggere, è cambiato tutto: anche Grillo ha un testimonial, addirittura uno Nobel:  http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/02/fo-grillo.html

La guerra fra Comune di Prato e Regione Toscana (con assist della Provincia)

Oltre che nella questione Gonfienti etrusca, la guerra fra Comune di Prato (di Centro Destra) e Regione (di Centro Sinistra) si nota in questo comunicato stizzito del Comune che attacca la Provincia (longa manus del poterozzo regionale che vuol riprendersi il feudo comunale perduto).
E così si sa (ma si sapeva già!) quanto va al Museo Pecci dei nostri soldi - mentre la Regione ha appena messo una sua pedina nel consiglio di amministrazione- , al Museo del Tessuto (hai visto, tutti questi soldi e nemmeno uno per la maschera pratese fatta di stracci Pratopezza! hai voglia a chiedere e a proporre!), al Museo della Deportazione (direttrice, rispondi alle mie mail, non fare finta di nulla! ti ho proposto Cafiero Lucchesi per le manifestazioni del 6 settembre..).
Intanto, mentre questi partiti si fanno la guerra, tutto culturalmente langue, oltre che economicamente, la città è vuota e senza slancio.
Ancora e ancora soldi buttati, concentrati su enti che danno poco o niente alla città e ai cittadini, che anzi vengono esclusi se non fanno parte del giro dei partiti, enti che servono solo come divisione di potere eccetera eccetera. Tutto già detto e ridetto.

Questa ingiustizia, questo sperpero non può continuare.

(Comunicato stampa del Comune) Musei di rilevanza regionale, l’importanza del sostegno del Comune. La Provincia dica ai cittadini cosa intende fare per la cultura nel 2013
Il riconoscimento di "Museo di rilevanza regionale" ottenuto a Prato dal Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci”, dal Museo del Tessuto, dalla Fondazione Museo della Deportazione e dal Museo di Scienze Planetarie, rappresenta certamente un risultato importante. Così come è importante farlo sapere ai cittadini.
Sono tuttavia necessarie alcune riflessioni. Questi musei - e certamente i più noti e prestigiosi - sono sostenuti in massima parte dal Comune di Prato, che ad esempio per il funzionamento ordinario del Centro Pecci ha stanziato lo scorso anno circa 1,2 milioni di euro, contro gli zero euro della Provincia. Va meglio per il Museo del Tessuto, dove il Comune ha stanziato solo il doppio della Provincia: 160mila contro 75mila, senza contare i circa 30mila euro investiti dal Comune per la mostra "Vintage. L'irresistibile fascino del vissuto". Quanto al Museo della Deportazione fino al 2010 il Comune ha investito 122mila euro l'anno e la Provincia zero. Dal 2010 il Comune ha stanziato 102mila euro e la Provincia 20mila.
Tuttavia il vero problema è cosa la Provincia intenda fare per il 2013, visto l'annuncio fatto in più sedi di pesanti tagli in arrivo. La situazione finanziaria degli enti locali è molto pesante, ma lo è per tutti. E sono questi gli aspetti fondamentali che sarebbe importante venissero resi pubblici prima ancora di fare feste che celebrano un riconoscimento regionale il quale, in presenza di tagli sostanziali ai finanziamenti per la cultura da parte della Provincia stessa, rischia di essere vano.
Resta il fatto che il Comune di Prato, impegnato in concreto a sostenere economicamente e non solo queste importanti istituzioni culturali, non è stato coinvolto dalla Provincia in questa sua esteriore iniziativa.

Gonfienti etrusca e Interporto (nascosto con l'inganno)

Leggete anche questa notizia su Gonfienti e poi commenterò:

"Gli scavi a Gonfienti ripartono a primavera
La promessa della Soprintendenza al presidente della Provincia. E la Regione stanzia 400.000 euro
PRATO I lavori di messa in sicurezza e di scavo della città etrusca di Gonfienti ripartiranno a fine primavera, appena la stagione consentirà di intervenire. Lo ha annunciato nei giorni scorsi al presidente della Provincia, Lamberto Gestri, Gabriella Poggesi, studiosa e funzionaria della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana. Grazie al patto tra la Provincia e la Fondazione Cassa di risparmio di Prato, finalizzato alla valorizzazione dei beni culturali del territorio e a un impegno economico di circa 400mila euro (200mila per Gonfienti) dunque per l'antica città etrusca, rimasta sepolta per millenni, si riaccende la speranza. In Provincia si confida che questo intervento, che per essere realizzato ha dovuto superare non pochi ostacoli burocratici, faccia da apripista ad altri investimenti che consentano finalmente di terminare l'opera di scavo e di valorizzare un'area archeologica di insospettata rilevanza, un tempo formidabile e ricco crocevia di scambi economici tra la Toscana e il nord Italia. Grande soddisfazione quindi il presidente Gestri esprime per la notizia del forte impegno della Regione - annunciata ieri dal consigliere regionale Fabrizio Mattei - che nel bilancio di previsione 2013 ha inserito un cospicuo pacchetto di risorse proprio per la gli interventi su Gonfienti. Si parla di una cifra di 400/500mila euro che va ad aggiungersi ai circa 870 mila euro stanziati dalla stessa Regione per il progetto del Parco della Piana e destinati a finanziare interventi di viabilità secondaria e leggera (piste ciclopedonali) in prossimità della stessa area archeologica in direzione di Campi Bisenzio." (Articolo non firmato, IL TIRRENO, cronaca di Prato, data di oggi).

Ecco trovati due grandi assenti (scusate l'incongruenza):
1. Il Comune di Prato, che sembra non esista; sembra che Gonfienti si trovi da un altra parte.  Sindaco Cenni, dove sei? la Regione, la Provincia (morente, ma la tengono in vita come tenevano in vita Tito nella ex-Yugoslavia, serviva al Partito) e la mitica Soprintendenza toscana stanno facendo tutto loro. E il Comune, dov'è? L'avete informato, il sindaco Cenni o lui è già d'accordo?, questa questione è molto più importante della Palla Grossa e delle tradizioni pratesi!
2. Interporto. Com'è noto, questo ennesimo annuncio di finanziamento su Gonfienti con promessa, si tratta di una promessa! di scavo, in realtà nasconde l'espansione cementificatoria sulla Piana Pistoia Prato Firenze, la Toscana dello sviluppo scellerato che vuole il signor presidente Enrico Rossi.
 E' per l'Interporto che si fa tutto questo.Ma nell'articolo la parola Interporto non si trova, non si dice che alla società è destinato 1 milione di Euro. Si chiama sperpero di danaro pubblico? 

Ecco come confezionare la bella notizia per gli elettori, con il titolo bello, ricamato poi a punto croce con il sintagma Parco della Piana (sintagma, e come tale esisterà solo in Second Life). In direzione Campi Bisenzio non andrà l'area archeologica, ma solo Interporto della Toscana Centrale S.p.A.


martedì 5 febbraio 2013

GONFIENTI: TORNANO GLI SPOT

Leggete sotto il comunicato del consigliere regionale Fabrizio Mattei su Interporto e Gonfienti.
Ecco come indorano la pillola dell'espansione cementificata di INTERPORTO, tentando di salvare il suo FALLIMENTO!
Poi, quattrocentomila euro per Gonfienti? sono bricioline!
E ancora: i 500 mila Euro promessi dal transfuga piangente Nesi dove sono? Dove li avete messi, quelli che non si potevano spendere per gli inghippi burocratici?
Infine: come sarebbero spesi questi soldi, come è stato fatto finora dalla Soprintendenza, con una gestione simil-privatistica?

Basta essere presi per i fondelli, questi amministratori e politici hanno fatto tutte le figuracce possibili e non sono più credibili.

PER QUESTE PAROLE, QUANTI SPETTACOLI MI FARETE FARE IN MENO?


COMUNICATO STAMPA DI FABRIZIO MATTEI 
“Un impegno importante per Prato” 05.02.2013 (c.b.) Un milione per la ricapitalizzazione dell’Interporto Spa e quattrocentomila euro per la città etrusca. La Regione si impegna nuovamente per il rilancio della società della logistica pratese e per la valorizzazione del patrimonio archeologico di Gonfienti. A darne notizia è Fabrizio Mattei, consigliere regionale del Pd e presidente della commissione trasporti e infrastrutture, .«Si tratta di un impegno concreto preso dal presidente Rossi che sarà tradotto a breve in atto formale, quando cioè saranno definiti i passaggi tecnici dovuti dall’Interporto Spa – spiega Mattei – E’ un segnale sostanzioso da molti atteso, non scontato in un momento così difficile per le finanze regionali, e che credo possa servire a consolidare gli sforzi fatti dagli attori locali per la piattaforma logistica e nel contempo dare la necessaria serenità per uno sviluppo ulteriore. Anche la notizia del finanziamento per gli scavi etruschi dimostra che c’è la volontà di assecondare le aspirazioni culturali e turistiche che gli enti locali pratesi hanno messo al centro proprio per il sito archeologico. L’auspicio – conclude Mattei – è che questo contributo possa essere utile anche per un rimotivato impegno di tutti gli altri enti interessati per il futuro degli scavi di Gonfienti».

lunedì 4 febbraio 2013

L'eroina Oxa e il ciambellano del potere Fazio

La cantante Oxa! E chi se l'aspettava questa botta di vita, questa bellezza, questa musica nelle sue parole? Io non l'ho mai amata, proprio perché l'ho sempre considerata troppo artificiosa e poco artista. 
L'avrà pure fatto per pubblicità, per la solita polemica sanremese, per essere stata esclusa...però accidenti, si respira un po di autenticità! Evviva le donne guerriere!  Brava.

«Sanremo è un sottoprodotto del Primo Maggio. Non è per gli artisti ma per il sistema...la mia è un'opera di giustizia. Sono stata esclusa per ragioni politiche...Lo chieda a chi c'era nella commissione dei selezionatori, ero nei 14 finalisti a mezz'ora dall'annuncio dei nomi. E poi sono stata tolta, dopo una litigata pazzesca...Perché sono un cane sciolto, non ho appartenenze. Questo Festival sembra un sottoprodotto del Concertone del Primo Maggio. Che non è musica, ma evento. E Fazio è un ciambellano del potere politico...Sicuramente non siamo mai caduti così in basso: oggi i ragazzi vengono usati, buttati allo sbaraglio, senza adeguata preparazione. Sanremo è uno specchio del degrado del paese, dove la creatività non viene premiata. Ma io sono sola in quest'opera di giustizia...Io non ho colleghi. Ci sono i guerrieri e ci sono le larve: io sono la guerriera...Rossi, gialli, neri cambiano colore, ma sono sempre gli stessi. Gli italiani non devono votare più. Perché questa non è democrazia». (Anna Oxa)
 Da vedere questo video: quello che dice sull'umiliazione della creatività da parte del potere vale per tutte le arti e gli artisti, usati come la polvere per lavare i panni. Lo dico da anni):
http://www.soundsblog.it/post/93313/sanremo-2013-anna-oxa-esclusa-per-ragioni-politiche-fabio-fazio-scelte-canzoni-contemporaneita)

Fico, c'è tutto: parola di Untuosa

Queste le parole della Guzzanti-Untuosa sul programma di Vendola. Twittate.
Sia lei che Ozpetek lodano gli inni sulla cultura cantati da Vendola, e naturalmente il programma. "E anche scritto bene". 
Che bravi.
Nel migliore dei mondi possibili, c'è qualche monopolio di troppo, per esempio in Puglia, proprio da parte di una Sinistra che mentre dice di svilupparla, la strozza (la cultura) mettendo chi vuole il partito e facendo passare chi è del partito e lo appoggia.

Anche qui, in queste parole giovanilistiche della brava attrice  c'è questo, che a cantare sono poi soltanto gli unti dal partito, dal papà e dalla mammà eccetera. L'Untuosa, inutile dirlo, difende le proprie posizioni.
Intanto possiamo andare (oltre che a farci f..... dai furbastri col nostro voto) a spulciare chi abita nei consigli di amministrazione degli enti culturali. Che ne so, provate anche con quelli della Toscana FeliXfactor.

Ingiustizie colossali


Ricevo questa lettera di Sauro Lascialfari, dell'associazione "Rotelle Attive" di Prato.
Dico a Sauro che mentre danno questi soldi a destra e a sinistra, prima della Torre del Vento, ma soprattutto prima dei 2 milioni di Euro ai Cavalieri di Prato!, senza andare nel disastratissimo sociale e nelle difficoltà di tantissimi cittadini - come dimostra la sua lettera, ma anche un centro cittadino pieno di locali vuoti e di vendesi/affittasi scritto dappertutto e una periferia abbandonata - ,  prima ci poteva essere anche la città etrusca sul Bisenzio, tanto per fare un esempio.

"Buongiorno Signor Sindaco Cenni, Assessori tutti e Presidente Provincia, sono Sauro Lascialfari Presidente dell'Associazione Rotelle Attive www..rotelleattive.it di Prato. Di solito non scrivo lettere di Protesta, ci pensa già , giustamente, mio fratello Sergio, ma questa volta non resisto ad esprimerVi la mia rabbia e collera per due Grandissime INGIUSTIZIE che state facendo nella Provincia di Prato e, una già approvata in Giunta Comunale il 29-11-2012. Quella cioè di mettere in vetta alla Calvana il monumento, o " Opera d'arte", di Dani Karavan del valore di 452. 775 €uro e altri 47, 225 per mettere "luci in fibra ottica e altro " zona Castello dell'Imperatore e vicinanze. . . di cui solo 20. 000 €uro all'architetto dell'età 83 anni. Totale 500. 000 €uro. L'altra più "Grandiosa Ingiustizia", sempre letta dai giornali, non ho capito bene per quale motivo infido, dovrete sovvenzionare il Gruppo Sportivo "Cavalieri Rugby", di 2 milioni di €uro, 4 miliardi di vecchie Lire. Riguardo a quella Grande cazzata di Karavan, Lei Signor Cenni ha detto, "La grande importanza culturale dell'opera anche in termini di visibilità per la nostra città ". Adesso Le chiedo e,  Vi chiedo a TUTTI VOI, questi 2 milioni e 500. 000 €uro non Vi sembra che siano gettati COMPLETAMENTE VIA invece di utilizzarli per tantissime persone in difficoltà economiche ??? Non Vi sembra totalmente INGIUSTO mettere in cima ad un Monte "un'opera d'arte " come dite voi, che nessuno vede solamente per darVi orgoglio a Voi stessi dicendo. . . "per dare visibilità a Prato "? Se farete queste due Cavolate, parlando bene, vedrete che visibilità avrete dai cittadini Pratesi e,  non solo, perché manderò questa mia lettera in tutta Italia per far capire in che mani di politici siamo governati. Alle nostre proteste di due fratelli disabili con pensione + accompagnamento di 748 €uro e 2 Assistente Personale da pagare e aver pagato 848 €uro pagate di IMU ci venite a dire che non ci sono soldi, come a tante altre famiglie in

peggiori situazioni di noi, eppoi decidete di scialacquare così 2 milioni 500. 000€uro!! ! ! 

Non Vi sembra una cosa talmente insopportabile da chi vede queste INGiustizie da chi deve lottare tutti i giorni contro mancanza di lavoro, disabilità, dare da mangiare ai figli? Ma come fate a dormire tranquilli la notte facendo questi Progetti in questi momenti di crisi economica? 

Mi Auguro che Vogliate ripensare a queste due ingiuste nei confronti dei cittadini che Vi hanno anche votato e, Speravano che gli amministrasse molto meglio, aspetto una Vostra riflessione ed eventuale risposta, 
Cordiali Saluti."

Sauro Lascialfari

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