sabato 30 marzo 2013

Roba da stadio

Il nuovo stadio di Prato sarà costruito nella zona Chiesanuova: una zona che avrebbe bisogno di riqualificazione, di cura, di altre attenzioni piuttosto che altre colate di cemento.
I tempi proposti poi per l'esecuzione di questo nuovo stadio mi sembrano veramente roba da non credere: fantascienza.


Da Il Tirreno di oggi, edizione internet: PRATO. Entro settembre 2014 il nuovo stadio. A beneficio del calcio e anche dell'atletica. L'annuncio questa mattina è arrivato dal sindaco Roberto Cenni. Confermata la scelta dell'amministrazione di scommettere su Chiesanuova, dove attualmente c’è una pista d'atletica che versa in condizioni molto precarie. Al tempo stesso la necessità di trovare una soluzione per il Lungobisenzio, sul quale graverebbero il prossimo anno costi di adeguamento per 2 milioni di euro, hanno spinto il Comune a trovare un'unica risposta. Lo stadio secondo le stime dei tecnici costerebbe 3,8 milioni e sarà in grado di ospitare 4.200 spettatori (contro i 6.200 dell'attuale Lungobisenzio) con la possibilità di arrivare a 5.8000 posti con l'aggiunta di due tribune prefabbricate. Il sindaco conta di poter celebrare la gara d'appalto a giugno in modo da consegnare i lavori al più tardi alla fine dell'estate del prossimo anno.

mercoledì 27 marzo 2013

Giornata mondiale del teatro: perché non mi piace il discorso di Dario Fo

Il discorso di Dario Fo in occasione della Giornata del Teatro non mi piace. E' falso. Ancora una volta un artista tace e non parla del vero perché gli artisti NON trovano piazze; ossia, alcuni, nonostante la crisi, le piazze le trovano ancora; gli altri, no.
I governanti concedono eccome, oggi come ieri, spazi a chi è consono al potere; e anche ai giovani. 
Sì, magari la crisi ha reso tutto più difficile, ma il meccanismo in sé è sempre lo stesso.
Ci sono poi alcuni artisti invisi a certa parte politica, come è stato lui, ma protetti bene da un altra e in qualche modo lavorano sempre!
Chi non ha protettori o amici eccetera, chi in qualche modo sgarra, non lavora. E il merito è l'ultima cosa che conta.
Il discorso di Fo è quindi ipocrita; o, al meglio, superficiale. La soluzione poi che auspica è sciocca.

"Tempo fa il potere risolse l’intolleranza verso i commedianti cacciandoli fuori dal paese.
Oggi gli attori e le compagnie hanno difficoltà a trovare piazze teatri e pubblico, tutto a causa della crisi.

I governanti quindi non hanno più problemi di controllo verso chi si esprime con ironia e sarcasmo in quanto gli attori non hanno spazi né platee a cui rivolgersi.

Al contrario, durante il Rinascimento in Italia chi gestiva il potere doveva darsi un gran da fare per tenere a bada i commedianti che godevano di pubblico in quantità.

E’ noto che il grande esodo dei comici dell’arte avvenne nel secolo della Controriforma, che decretò lo smantellamento di tutti gli spazi teatrali, specie a Roma, dove erano accusati di oltraggio alla città santa. Papa Innocenzo XII, sotto le assillanti richieste della parte più retriva della borghesia e dei massimi esponenti del clero, aveva ordinato, nel 1697, l’eliminazione del teatro di Tordinona, il cui palco, secondo i moralisti, aveva registrato il maggior numero di esibizioni oscene.

Ai tempi della Controriforma, il cardinale Carlo Borromeo, operante nel Nord, si era dedicato a una feconda attività di redenzione dei “figli milanesi”, effettuando una netta distinzione tra arte, massima forza di educazione spirituale, e teatro, manifestazione del profano e della vanità. In una lettera indirizzata ai suoi collaboratori, che cito a braccio, si esprime pressappoco così: “Noi, preoccupati di estirpare la mala pianta, ci siamo prodigati, nel mandare al rogo i testi con discorsi infami, di estirparli dalla memoria degli uomini e, con loro, di perseguire anche coloro che quei testi divulgarono attraverso le stampe. Ma, evidentemente, mentre noi si dormiva, il demonio operava con rinnovata astuzia. Quanto più penetra nell’anima ciò che gli occhi vedono, di ciò che si può leggere nei libri di quel genere! Quanto più la parola detta con la voce e il gesto appropriato gravemente ferisce le menti degli adolescenti e delle giovani figliole, di quanto non faccia la morta parola stampata sui libri. Urge quindi togliere dalle nostre città i teatranti come si fa con le anime sgradite”.

Perciò l’unica soluzione alla crisi è sperare che contro di noi e soprattutto contro i giovani che vogliono apprendere l’arte del teatro si organizzi una forte cacciata: una nuova diaspora di commedianti che senz’altro, da quella imposizione, sortirà vantaggi inimmaginabili per una nuova rappresentazione".


(Dario Fo)

Il compito degli artisti in politica

Confesso di non aver mai amato Battiato, mai amato come artista.
Forse tutto nacque il giorno in cui casualmente lo vidi a un bar dell'aeroporto di Firenze, più di dieci anni fa. Entrambi facevamo colazione; naturalmente io ero l'illustre sconosciuta. Egli aveva un'aria molto supponente, da vero 'artista' divo, e questo mi infastidì.
Ma questo è uno stupido aneddoto che racconto solo per giustificare che sono tra quelle che non apprezzano l'artista Battiato.

Tuttavia, speravo, e l'ho scritto, che una volta insediato come assessore potesse raccontare, potesse iniziare un cambiamento, il cambiamento che molti di noi aspettano e che non arriva.

Nessuna aria nuova.
Nemmeno dal Movimento 5 Stelle, che in campo culturale deve percorrere ancora tanta strada.
Grillo s'è limitato a dichiarare, terroristicamente, che il suo programma non prevede soldi alla cultura, ma a Parma le cose non stanno esattamente così e tutto è rimasto praticamente come prima. Parma, fortezza borghese inviolata.

Da vent'anni e passa aspetto; ma niente.

E' di questo che bisognava parlare, dico a Battiato, e non definire tutto, buttare un'occasione con le parolacce, le solite, alla maniera di Grillo, il punto debole del suo populismo, ma che gli serve, lo sappiamo, per il consenso più 'basso'.

La parolaccia.

A volte la parolaccia è liberatoria, senza dubbio; può essere azzeccata, anche in certi contesti 'alti'; ma ormai è diventata inutile, è scontata, e ne siamo sazi.

La libertà della parolaccia è la stessa libertà che ci concede la libertà sessuale; superficiale. Il potere la tollera -fino certi limiti - perché serve al mantenimento del sistema, oltre a essere funzionale al consenso del popolino.

Lo vediamo anche nel teatro: il teatro deve essere popolare, basso, volgare, deve creare consenso e far vendere biglietti. Lo stesso meccanismo. Ma questo teatro popolare e non professionale - e anche la musica e la pittura hanno meccanismi simili - è sostenuto in duplice funzione economica e di controllo consenso politico.

Insomma gli artisti che entrano in politica hanno l'obbligo di iniziare il cambiamento. Certi non sono preparati, strutturati; e anche di questo va tenuto conto, perché non basta saper comporre una bella canzone per tentare la strada difficile della politica. Tuttavia nessuno finora ha tentato la strada della rinascita. Eppure sanno bene cosa significa e comporta, cosa nasconde la politica culturale italiana! Non l'ha fatto ancora nessuno. NESSUNO (se si esclude Grillo che, però, in materia specifica ha detto ben poco!). Vedi Pamela Villoresi da noi, sia detto con rispetto per il suo lavoro d'attrice che non mi entusiasma, almeno finora; la cito perché è famosa. Alcuni appoggiano i partiti, appunto, si inseriscono nel sistema, ma non lo discutono, e spesso affogano nel primo bicchier d'acqua in cui si tuffano.


martedì 26 marzo 2013

Le troie in Parlamento

Battiato, il musicista assessore alla cultura della Regione Sicilia, dice che al Parlamento italiano ci sono (ci sono state) tante troie disposte a tutto.

Pur vero, sono proprio stanca di questa continua aggressività verbale, è asfissiante.

Si capisce che i politicanti vogliono sempre la ribalta, ma ora basta; questo sparlare non serve a niente, non cambia lo stato delle cose.

La lotta politica contro il sistema non si fa buttando là le solite parolacce, che poi innescano le solite reazioni a catena; soprattutto ora che è un rappresentante di certe istituzioni, deve essere puntuale e corretto. 

Invece di parlare con certi stilemi aggressivi e ormai inutili,  Battiato dovrebbe raccontare il sistema cultura, come funziona; di come sia stato e sia necessario essere raccomandati, per esempio nel mondo della musica a tutti i livelli, avere protettori politici e via discorrendo per poter lavorare.

Potrebbe invocare una inchiesta sul sistema cultura, insomma; e l'Italia se lo meriterebbe.
Potrebbe dire della sostanza marcia di certe stanze che lui sicuramente ha visto, non certo soltanto da lontano.
Potrebbe dire che la prostituzione morale e politica è uno dei mali che affligge la cultura in Italia, e non solo, e che il rinnovamento in questo settore è molto distante.

Il resto non serve. Altrimenti è preferibile rimanere 'artisti'.

Baciacavallo: Cenni contro Barosco

Copio il comunicato pubblicato sul sito del Comune di Prato sulla questione del depuratore di Baciacavallo.

Il rappresentante del Movimento5 Stelle Meetup 134, Fausto Barosco - che si distingue nettamente dall'altro, Movimento 5 Stelle Prato 2 -  alle elezioni del 2009 aveva appoggiato l'allora candidato Cenni, che era finito al ballottaggio, proprio perché contro l'ipotesi di un inceneritore alle Pantanelle; ora invece, e proprio in materia ambientalista, sembra opporglisi.
Le elezioni si avvicinano e anche le emissioni verbali si alzano.
Cenni dichiara che le emissioni di diossina del depuratore sono molto inferiori ai limiti di legge e invita i comitati a portare i dati che contrasterebbero quelli di Arpat e Asl.
Nel comunicato Barosco non è citato, ma è lui che pochi giorni fa ha dichiarato che Baciacavallo è come una piccola Ilva. Qualche anno fa lo stesso fa disse che Prato è, per la delinquenza, come il Bronx.
Visto che ci siamo, io suggerirei anche di fare qualche analisi alle acque putride del depuratore del Calice, zona Pantanelle. Proprio là dove c'è il Parco della Piana.

"AmbienteI dati di Arpat e Asl fugano gli allarmismi paventati da Medicina Democratica e Vas Onlus

"Baciacavallo, rilevamenti di diossina cento volte inferiori rispetto ai limiti di legge"

Il sindaco Roberto Cenni scrive ai due comitati chiedendo la metodologia con la quale hanno condotto i loro studi: "Disponibile ad approfondire le indagini ma sbagliato fare grancassa"
"I dati forniti da Arpat e ricavati dai dovuti rilevamenti nel quinquennio 2007-2012 segnalano un livello medio della presenza di microinquinanti, come la diossina, di oltre cento volte inferiori rispetto ai limiti di legge". E' questo il dato principale presentato questa mattina dal sindaco Roberto Cenni, che incontrato la stampa in merito all'allarme lanciato dai due comitati Medicina Democratica e Vas Onlus, insieme al vicesindaco e assessore all'Ambiente Goffredo Borchi, al il dott. Luigi Ricci, direttore Unità operativa igiene e sanità pubblica Asl 4 e al dott. Luciano Giovannelli, responsabile Arpat Prato.
"Sono pertanto rassicuranti - afferma il sindaco Cenni - le notizie a seguito dei controlli metodici e continuativi in corso da anni, sia da Gida che ne svolge di per sé, sia da Arpat come ente controllore. L'obiettivo è comunque quello di compiere studi e indagini quanto più circostanziati possibile".
Per questo motivo l'Amministrazione Comunale ha chiesto ai due comitati la  documentazione completa per poter ampliare ulteriormente le indagini che tuttavia, ad oggi, non presentano alcuna fra le criticità paventate. "Parlare di piccola Ilva - ha chiosato il sindaco - è estremamente poco responsabile, tanto più attribuendo direttamente a Gida l'eventuale responsabilità sulla presenza di diossine. Ad ogni buon conto è importante approfondire e fugare qualsiasi dubbio".
L'Amministrazione attende quindi la collaborazione dei comitati e auspica di conoscere la metodologia dei loro studi, che tuttavia divergono profondamente dai dati forniti al Comune di Arpat e Asl. "Su queste vicende - ha sottolineato il sindaco - non c'è da fare grancassa per creare inutili o strumentali allarmismi, tanto più di fronte ad un rapporto trasparente con le istituzioni. I dati di cui disponiamo non sono preoccupanti ma siamo intenzionati ad approfondire gli studi. Spero che i comitati intendano collaborare". 
Sul fronte della salute i dati di Asl dimostrano come a Prato il numero dei decessi a causa di un cancro sia in calo e che il numero dei ricoveri per la stessa ragione  è più basso rispetto alla media regionale. Inoltre, secondo il dott. Ricci: "Non si evidenziano tumori relazionabili a quel tipo di inquinanti. Si tratta di studi completi che non hanno portato validi elementi di allarme".
Il vicesindaco e assessore all'Ambiente, Goffredo Borchi ha ricordato che: "Non è accettabile alcun tipo di informazione in base alla convenienze. Arpat e Asl sono istituzioni serie che fanno controlli in base alle normative vigenti. I dati sanitari e i controlli del territorio evidenziano che i problemi da altri enunciati non ci sono".
Da parte sua il sindaco Roberto Cenni ha concluso ribadendo che: "I dati attuali fugano dubbi e preoccupazioni paventate da chi parla di una piccola Ilva. Andiamo fino in fondo nel fare le verifiche ma evitiamo inutili, anzi dannosi e poco comprensibili allarmismi". 

Laris Pulenas, una scommessa

Ho riproposto il mio Laris Pulenas per la rassegna "Archeologia Narrante" organizzata dalla Fondazione Toscana Spettacolo in collaborazione con la Sovrintendenza.
Facciamo qualche scommessa: a quanto mi date la recita del Laris Pulenas?

Intanto sto aspettando altre risposte, tra cui dal Metastasio, ma tutto tace.

Ampliamento aeroporto: la via del declino sostenibile

Stasera ci sarà una riunione organizzata da PD locale di S.Giorgio a Colonica, Prato, contro l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze, organizzato anche questo dal PD.

Tutti in assetto di manifestanti contro sé stessi.

Mi sembra di essere al tempo in cui tutti dicevano no all'Interporto e poi l'Interporto invece - nonostante il sistema interporto sia ormai fallimentare in tutta Italia, perché non si costruisce l'alternativa alla vita su automobile, non solo al trasporto su camion - ora addirittura si è giunti a disegnarlo sul Piano Strutturale di Prato, scritto nero su bianco dal Centro Destra nel caso ci fossero stati dubbi al riguardo, a scapito di un'altra idea di città che questi politici bendati non ci vogliono dare.

Stamani, a corollario, Legambiente fa comparire su un giornale locale una 'tenera' dichiarazione in cui scrive che bisogna fare il Parco della Piana, e dire basta al consumo di territorio.

E' tutto così assurdo, e così tutto incredibilmente visto e ascoltato, con in più il tono della farsa, in cui un partito manifesta contro una parte di sé che vuole e si impunta per la pista parallela dell'aeroporto di Firenze Peretola.

Il Partito Democratico, con Rossi alla testa dei costruttori dello 'sviluppo', hanno decisamente imboccato, insieme agli altri peraltro, la via del declino partitico sostenibile.

lunedì 25 marzo 2013

I veri 'elettori' di Grillo

Mandi una lettera a uno dei tanti signori del potere, piccoli o grandi, ai capi bastone di partito o di gruppo, ai direttori ai funzionari;  se mandi una proposta, una richiesta, un chiarimento un no so che, non rispondono; a quelli che dicono che bisogna fare del bene, perché così si aiuta l'economia o il prossimo, quelli, proprio quelli, quando sta a loro a muovere un po' il sederino, ah,  non li trovi mai. Non si degnano di risponderti.

Ogni giorno veniamo costantemente presi per il culo da certi potenti signori e poi strillano come galline strozzate se Grillo vince le elezioni.

Ma sono loro i veri 'elettori' di Grillo, i fautori della sua fortuna.

I finti blogger

Attenzione ai finti blogger, quelli, per intendersi, che lavorano per 'partito'.
Sono molto numerosi, sono virus, creati o fatti creare apposta per sostenere candidati o per distruggerli.

Buttano in rete molta sporcizia,  infettano, anche se sono ambientalisti e mostrano di combattere per cause giuste come depuratori, Tav, laghetti con uccellini, movimentismi eccetera; insomma buttano molto fumaccio soprattutto in occasione delle elezioni.

Sono molto abili, ma noi li riconosciamo subito. Innanzitutto per il loro talebanismo, l'aggressività, e il modo di scrivere frettoloso, quello che i linguisti chiamano 'dei puntini sospensivi'.

Dopo le elezioni, si placano.

domenica 24 marzo 2013

Città etrusca, Interporto e aeroporto amorosamente insieme

Documento della Regione Toscana:
Integrazione del Piano di Indirizzo Territoriale per la definizione del Parco Agricolo della Piana e per la qualificazione dell’Aeroporto di Firenze

“INTERVENTI CORRELATI AL PARCO AGRICOLO DELLA PIANA PER UNA MIGLIORE FRUIZIONE DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI GONFIENTI”
Premessa
La Regione Toscana individua specifici interventi per la fruizione del parco archeologico di Gonfienti e per il completamento dell’Interporto. Il presente documento costituisce allegato programmatico del Documento di Piano del PIT (All. A1 dell’Integrazione alla proposta della GR di delibera al CR n°10 del 14 febbraio 2011), come indicato al paragrafo 7 ter. 3 “Il parco agricolo della Piana come parco agricolo integrato e multifunzionale”.
Le indagini archeologiche svolte in occasione dei lavori per la realizzazione dell’Interporto della Toscana Centrale hanno rivelato, con la scoperta dell’insediamento etrusco di Gonfienti, che la presenza di epoca etrusca si estendeva anche nell’area della piana posta tra la fascia pedecollinare della Calvana ed il fiume Bisenzio, oltre che nel territorio posto a sud del fiume Ombrone e, in particolare, nelle zone di Artimino e Comeana.
1. Area archeologica di Gonfienti
1.1 Sistemazione dell’area archeologica, conservazione dei reperti ivi scavati e sua fruizione pubblica
L’area archeologica di Gonfienti presenta la necessità di essere valorizzata, tutelata e resa accessibile per la fruizione pubblica. A tal fine si rende necessario elaborare, in accordo con i Soggetti e gli Enti territorialmente interessati, un progetto generale di tutela e valorizzazione dell’area archeologica, vista come elemento autonomamente significativo ma anche come parte del più ampio contesto storico- culturale presente nel territorio interessato dal Parco agricolo della Piana.
Il progetto, utile a definire obiettivi, azioni e misure da adottare nel breve, medio e lungo termine interessa sia il completamento delle operazioni di scavo, che la conservazione delle strutture scavate e la sistemazione dei reperti, nonché la loro pubblica fruizione anche in correlazione agli altri beni storico-archeologici presenti nella Piana.
Punto di partenza è costituito dal progetto preliminare redatto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e dalla Provincia di Prato, nel quale si identifica il primo nucleo del futuro parco archeologico (Comune di Prato), ovvero l’area dei c.d. Lotto 14, Lotto 15F, Bacino di compenso e viabilità antica di collegamento delle diverse zone della città etrusca e si prevedono i seguenti tre obiettivi prioritari:
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la valorizzazione, culturale fruitiva, delle aree archeologiche; il completamento dello scavo delle strade urbane e dei fronti edilizi immediatamente prospicienti, in modo da riconnettere in un unico percorso fruitivo i tre lotti; il consolidamento a fini conservativi di quanto scavato e la catalogazione dei reperti emersi.
All. 4
1Il costo stimato delle suddette opere, meglio esplicitate nel Progetto preliminare, è di € 500.000 ed è già finanziabile in parte con fondi della Regione e in parte con fondi provenienti dalla Provincia di Prato o dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
Individuazione della zona d’intervento
Quanto sopra fa seguito al Protocollo d’Intesa, tra le Province di Firenze e Prato, i Comuni di Prato, Carmignano e Campi Bisenzio e l’Interporto della Toscana Centrale, siglato il 28/04/2010, con il quale, tra l’altro, si dava mandato alla Provincia di Prato di assumere tutte le iniziative necessarie a promuovere il progetto di parco archeologico, restando inteso che qualunque tipo di intervento deve essere preventivamente concordato con la Soprintendenza per il Beni Archeologici della Toscana, per gli aspetti di competenza.
Con Deliberazione n. 174 del 23/09/2009, dell’area Programmazione e Valorizzazione dei Servizi Servizio Cultura – è stato approvato il Progetto “Parco archeologico della Provincia di Prato” prima tranche - interventi sull’area dell’insediamento etrusco di Gonfienti, presentato dalla Soprintendenza ai beni Archeologici della Toscana. Successivamente la Deliberazione n. 207 del 27.10.2009, del medesimo Servizio provinciale, ha consentito l’inserimento del Progetto nel PASL pratese, secondo le modalità stabilite dalla Regione Toscana.
L’erogazione dei finanziamenti già impegnati dalla Regione e l’avvio di concreti progetti di fruizione pubblica delle aree archeologiche sono tuttavia subordinati all’acquisizione pubblica delle aree già sottoposte a tutela, in quanto, le strutture rinvenute sono per Legge di proprietà delle Stato, mentre i terreni sui quali insistono sono tutti di proprietà privata (in gran parte di Interporto SpA).
A tal fine, si rende necessario attribuire una destinazione pubblica alle aree, mediante variante agli SU dei Comuni di Campi Bisenzio e Prato e, successivamente, potranno essere
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acquisite dagli stessi Comuni, nell’ambito di un quadro programmatico di interventi coordinati e finanziati anche dalla Regione, nonché di progetti tematici inquadrati nell’ambito del Parco agricolo della Piana da finanziare con fondi europei.
Ulteriori contenuti del progetto generale possono essere: - la programmazione delle opere di conservazione e restauro delle strutture
archeologiche rinvenute; - un piano dell’accessibilità e della mobilità pedonale e veicolare; - la costituzione di un Centro servizi per la conservazione, documentazione e
valorizzazione della città etrusca e del territorio di Gonfienti, che comprenda i servizi per il pubblico (accoglienza, visite guidate, laboratori, ristoro, servizi igienici , ecc.) in struttura preposta (il Mulino di Gonfienti, idoneo allo scopo, necessita di essere acquisito alla proprietà pubblica);
- piano della comunicazione mediante canali tradizionali e mediante l’impiego di tecnologie innovative, quali percorsi virtuali o sistemi grafici interattivi che consentano una migliore lettura dei contesti più significativi ma anche di quelli meno indagati, oltre che la conoscenza dei processi relativi allo scavo, catalogazione e restauro dei reperti;
- la definizione dell’assetto giuridico-istituzionale e del modello di gestione dell’area archeologica di Gonfienti.
1.2 Contestualizzazione dell’area archeologica di Gonfienti nell’ambito unitario del Parco della Piana, mediante la costruzione di relazioni con il restante patrimonio archeologico e storico ivi presente, nell’ottica di creare un sistema territoriale per l’archeologia
L’eccezionalità dei rinvenimenti archeologici di Gonfienti, il loro legame con il territorio della piana pratese-fiorentina e con le altre aree archeologiche ivi presenti, messa in relazione con il cospicuo e diffuso patrimonio storico-culturale esistente nel territorio del Parco agricolo della Piana, fanno dell’area archeologica di Gonfienti un potenziale polo di attrazione turistica nonché un elemento di eccellenza del parco stesso.
L’area, peraltro posta in prossimità di una grande rete di comunicazione, può facilmente essere collegata con i principali poli di interscambio modale e resa accessibile mediante percorsi di mobilità dolce in parte già realizzati, dando luogo ad una rete di eccellenze che comprendono la città d’arte di Firenze, i centri storici di Prato, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, la Vela di Michelucci e le Cascine di Tavola, il Ponte del Manetti e la Villa medicea di Poggio a Caiano, oltre che le altre aree archeologiche di Artimino e Comeana, della Montagnola e della Mula.
In Comune di Campi Bisenzio è stato finanziato il recupero della Rocca Strozzi, al cui interno è prevista la realizzazione del museo del territorio ma anche la collocazione di parte dei reperti provenienti dall’area archeologica di Gonfienti, la cosiddetta “città dei vivi”. In correlazione alla “città dei vivi”, in Comune di Carmignano si trova l’area archeologica di Comeana, la cosiddetta “città dei morti”, rispetto alla quale sono state già eseguite le operazioni di scavo e sistemazione dei reperti e, nel 2011, è stato inaugurato il Museo archeologico di Artimino.
Allo scopo di valorizzare l’area archeologica di Gonfienti appare oggi necessaria un’organizzazione del territorio che consenta di ricondurre a sistema i beni culturali e gli altri siti archeologici etruschi presenti nel Parco agricolo della Piana, per garantirne una migliore funzione fruitiva.
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A tal fine, si ipotizza la creazione di un piano di gestione integrato attraverso la cooperazione interistituzionale degli attori presenti sul territorio e da forme di partenariato pubblico-privato.
E’ necessario, inoltre, realizzare il collegamento dell’area con i nodi di interscambio modale, mediante i percorsi di mobilità dolce già previsti entro il progetto del Parco agricolo della Piana. Tali percorsi, in parte già finanziati (vedi cartografia allegata), consentono di stabilire relazioni e collegamenti con:
1. le Cascine di Tavola, il Ponte del Manetti, la Villa medicea di Poggio a Caiano e l’area archeologica di Carmignano;
2. la Rocca Strozzi, il Parco fluviale dell’Arno e la stazione ferroviaria di San Donnino e la città di Firenze;
3. la Rocca Strozzi, Villa Montalvo, la Chiesa di Michelucci, l’area archeologica di Sesto Fiorentino e le stazioni della linea ferroviaria Firenze-Prato;
4. la stazione ferroviaria e il centro storico di Calenzano, la fattoria medicea ed il Parco di Travalle;
5. ilcentrostoricodiPrato.
2. Interporto della Toscana centrale
L’area archeologica di Gonfienti rientra attualmente nell’ambito di proprietà dell’Interporto della Toscana centrale di Prato. Nel territorio toscano, sono presenti due Interporti di interesse regionale e classificati di rilevanza nazionale, secondo la Legge 4 agosto 1990, n. 240, uno è l’Interporto della Toscana Centrale di Prato, i cui lavori di costruzione, iniziati nel 1991, si sono conclusi sostanzialmente nel 2010, l’altro è l’Interporto Toscano Amerigo Vespucci di Guasticce, in Comune di Collesalvetti (Livorno).
L’Interporto di Prato è gestito da una società per azioni con la partecipazione di enti pubblici e soggetti privati ed il concorso di risorse derivate e proprie, pubbliche e private. L’idea iniziale di collocare una struttura interportuale nell’area di Prato e precisamente a Gonfienti è scaturita dall’esigenza di modernizzazione generale del sistema distributivo del Paese Italia recepita negli atti di programmazione nazionale nel Piano Generale dei Trasporti per rispondere, attraverso l’ottimizzazione dei processi, alla competizione prodotta dall'unificazione europea e dalla globalizzazione.
L’interporto è una struttura complessa, nata per promuovere ed implementare il trasporto intermodale, ovvero l’integrazione di almeno due differenti modalità di trasporto delle merci. L’Interporto Toscana Centrale di Prato dal 1995 date le sue caratteristiche è classificato di interporto di rilevanza nazionale.
Con Decreto del Ministero dell’Ambiente n. 3556 del 4 febbraio 1999 il Ministero dell’Ambiente esprime giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto relativo a “Interporto della Toscana Centrale” da realizzarsi in Comune di Prato (FI) località Gonfienti, presentato dalla Società Interporto della Toscana Centrale S.p.A. a condizione che si ottemperi ad una serie di prescrizioni relative a al monitoraggio ambientale, alla mitigazione dell’inquinamento acustico, alla compensazione ambientale e inserimento ambientale e paesaggistico, all’inquinamento luminoso, all’approvvigionamento degli inerti, alla movimentazione delle merci e alla viabilità, inoltre dovranno altresì essere ottemperate tutte le prescrizioni previste dalla Regione Toscana e dal Ministero per i Beni e le attività Culturali se non ricomprese nelle precedenti prescrizioni.
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Alla fine degli anni ’90, iniziarono ad emergere ritrovamenti archeologici nell’area interportuale che assunsero sempre maggiore importanza fino a giungere alla revisione dello strumento urbanistico vigente, che individuava un’area archeologica di circa 13 ha, modificando così sostanzialmente il Piano di Utilizzo e di conseguenza l’assetto funzionale dell’intero sistema interportuale.
All’interno delle aree dell’Interporto è presente un fabbricato denominato “Il Mulino”, attualmente utilizzato parzialmente, in comodato, dalla Soprintendenza Archeologica.
3. Sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica
In coerenza con quanto indicato nel Progetto di territorio “Parco agricolo della Piana” (vedi Integrazione al PIT – All. A6 “Parco agricolo della Piana”), obiettivo generale del presente documento programmatico è quello di migliorare l’organizzazione del territorio al fine di promuoverne una funzione fruitiva dei ritrovamenti archeologici dell'area di Gonfienti, creando una polarità culturale forte e innovativa destinata a modificare i circuiti turistici, riconducendo a sistema gli altri siti archeologici e vitalizzando percorsi fruitivi di ampio respiro rispetto al patrimonio di epoca medievale, medicea, lorenese, moderna (industriale).
Al fine di valorizzare pienamente l’area archeologica di Gonfienti appare, pertanto, necessario creare un sistema territoriale dell’archeologia che, attraverso itinerari culturali, la metta in relazione con le aree di Comeana, di Pizzidimonte, di Sesto Fiorentino e con gli altri beni presenti nel Parco della Piana.
A tal fine, si ipotizza la creazione di un piano di gestione integrato attraverso la cooperazione interistituzionale degli attori presenti sul territorio e da forme di partenariato pubblico-privato. Si precisa che l’area archeologica in oggetto è attualmente all’interno delle aree di proprietà dell’Interporto della Toscana Centrale di Prato, che è gestito da una società per azioni con la partecipazione di enti pubblici e soggetti privati.
All’interno delle aree dell’Interporto è stato completamente restaurato il fabbricato denominato “Il Mulino” (XII secolo d.C.), attualmente utilizzato parzialmente, dalla Soprintendenza Archeologica. Gli ambienti, dati in comodato, anche in vista di un uso di tipo pubblico finalizzato alla diffusione dei risultati della ricerca archeologica nella vicinanza dell’insediamento etrusco di Gonfienti, sono nell’immediato utilizzati per l’immagazzinamento e per la realizzazione dei primi interventi di sistemazione e restauro dei materiali (ceramiche tipiche della sfera domestica e frammenti pertinenti alla copertura dei tetti degli edifici), quale condizione essenziale per ogni futuro sviluppo. Il Mulino di Gonfienti è inoltre diventato, in questi ultimi anni, il luogo naturale di conservazione di altri contesti archeologici che il territorio ha restituito.
Con riferimento all’area archeologica, la Soprintendenza ha fornito la planimetria delle aree interessate dalla presenza delle strutture e dei reperti della città etrusca oltre che la documentazione necessaria ad armonizzare le necessità di Interporto e quelle della Soprintendenza stessa.
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Fig. 1 Planimetria aree archeologiche
E’ in corso l’approfondimento per attivare procedure di acquisizione pubblica dell’area archeologica nei Comuni di Prato e Campi Bisenzio, per poter realizzare gli interventi necessari con finanziamenti pubblici.
4. Finanziamenti
E’ previsto uno stanziamento di 500.000 euro sul bilancio regionale 2013 finalizzato agli interventi tesi a rendere fruibile l’area archeologica di Gonfienti, da realizzarsi su aree pubbliche.
Entro giugno 2013, la Regione definisce il programma di intervento.
Allegato cartografico:
Schema progettuale per la connessione ciclo-pedonale dell’area di Gonfienti con i beni di interesse storico-archeologico della Piana
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Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...