venerdì 31 maggio 2013

Morte: che spettacolo!

In questi ultimi mesi sono morti parecchi artisti e abbiamo potuto assistere alle esequie-spettacolo di alcuni di loro. 

Per esempio, quella del Monni, la cui bara era addirittura sovrastata dalla croce (e non mi risulta fosse credente) al Teatro di Rifredi, dove gli artisti vivi facevano a gara a mostrarsi e a parlare davanti alle telecamere dei giornali e televisioni;

per esempio, quella di oggi di Franca Rame, dove Dario Fo, e lo dico con tutto il rispetto, mi ha sorpreso a recitare l'orazione funebre che già ieri Beppe Grillo pubblicava sul suo blog; Fo l'ha recitata pari pari, e non mi sembrava, almeno fino a quando l'ho visto io, che leggesse. Poi ho spento il computer, non lo reggevo più.
Miracoli della memoria ottuagenaria (oltre che nervi saldi), che in pochissime ore impari il testo e lo reciti davanti alla bara.
(Orazione?! Orazione viene da orare, da orationem, e significa discorso solenne, preghiera; scusa Fo, è un'altra cosa! Direi piuttosto 'recitazione funebre').


http://www.beppegrillo.it/2013/05/dario_per_franca.html#commenti
http://video.corriere.it/addio-dario-fo-franca-rame/c5783628-c9e2-11e2-983e-24267407b94e (che però non mostra la parte iniziale).

Primo: non emigrare

Da quando sono tornata qua, è stato il mio primo comandamento: non emigrare. Viaggiare sì, stare anche tanto fuori da questo nostro misero paese, ma non emigrare.
Ho vissuto all'estero, so cosa significhi. Ci ho vissuto in tempi in cui in Italia, diciamo così, si stava benino.
Ho mangiato pane e solitudine, umiliazioni, stanchezze. Razzismo. Eppure ero così giovane, così forte. Certo, stando fuori si imparano tante cose, ci si immunizza a questa solitudine culturale, esistenziale, si diventa tosti.
Così non sono più emigrata, e non emigrerò. Nonostante tutte le difficoltà, le ristrettezze economiche e le umiliazioni di questi ultimi anni.

Il teatro, si sa, anche quando non fa politica, è politico, non fosse altro perché si confronta sempre con le istituzioni, le direzioni artistiche, gli assessorati alla cultura. Mostri disumani.

Nel nostro ambiente conta solo l'appoggio politico, il nepotismo, la ruffianeria. I teatri sono pieni di gente così, che addirittura ricevono stipendi, hanno posti fissi grazie ai voti che portava il babbo al partito, oppure attricette che non valgono nulla, eppure calcano i grandi teatri, e sono acclamate.

Direttori artistici che nemmeno a parlarne, assessori alla cultura inqualificabili, che non rispondono se li chiami. Devi essere della loro area; prima di farti lavorare, devono capire di che area sei.

Non parliamo degli organi di informazione, poi. Dei giornalisti televisivi che si occupano di cultura, che fanno servizi solo ad artisti o teatri con cui sono legati con palese conflitto di interesse...

Anche la Toscana felix è piena di gente così, che non ti fa lavorare, che ti disprezza, o che ti invidia. Che ti umilia tutti i giorni.
Di quale lavoro parliamo?

Eppure non emigrerò, e continuerò a lottare per avere quello che mi spetta. E per lavorare qui non basta ricevere premi, se vuoi dare dignità a ciò che fai e rimanere una testa pensante.

Cosa che le istituzioni e quasi tutti i politici non vogliono che tu faccia.

giovedì 30 maggio 2013

I giornali on line di Prato

Dunque, faccio la conta e commento un po'  i quotidiani in linea e i blog che riguardano Prato e il suo territorio:

1. Notizie di Prato, di area cattolica, diretto da Gianni Rossi; famoso per i commenti a ruota libera dei pratesi e, forse anche per questo indulgere 'trash', molto seguito;
2. Pratoblog, direttore Umberto Cecchi, ex-direttore de La Nazione, al momento gran visir del Teatro Mestatasio e non solo (una curiosità: di tutti gli spettacoli che abbiamo fatto in questi anni al Teatro La Baracca, non ha dato mai notizia);
3. Prato nel Mondo, di Massimo Cecchi, fratello di Umberto Cecchi, liberal, opinionista ultimamente pungente nei confronti del sindaco Cenni 'grillato'. Assist del precendente?
4. Pratoreporter, di Paolo Calamai, supporter e difensore a spada tratta del sindaco Cenni (non so quanto da lui riamato); ha il pregio di accogliere, ogni tanto, anche se non si capisce perché,  interventi di coloro che non la pensano come lui.
5. Liber@mente, è un blog  (per circa due anni è stato in silenzio, ora è rinato e molto agguerrito) dell'omonima associazione radicale gestito da Vittorio Giugni, sostenitore di Massimo Taiti; nelle ultime elezioni difensore di Cenni contro Carlesi; recentemente del 5 stellato Fausto Barosco, e critico nei confronti del sindaco; ma dato che il sindaco è sospetto di grillismo...Molto attento all'ambiente e al 'fantasma di Gonfienti' (argomento sempre buono per le elezioni prossime venture...).
6. Paese Sera, di Sinistra, vicino a Radio Gas di Monzali.
7. Pratosfera, molto di moda, giovanile e giovanilistico, soprattutto per gli eventi, fricchettone e a-politico, vuole creare 'tendenza'.
8. Il mio, Primavera di Prato, che però è piuttosto un diario, non un giornale o un blog affiliato a un partito o movimento.

Noi che diciamo no

Noi che diciamo no
siam tenuti
sotto terra
come bachi

ogni tanto oscilla
fuori come in guerra
la nostra testa,

siamo opachi
sporchi
radi

se ci vedono
urlano
e qualcuno ci butta giù
con gli scarponi

ci nasconde
o ci mostra
sulla gogna,

come cani
con la rogna

li chiamano buoni
quelli che dicono sì
che stanno al sole

raccolgono
grano
miele
fanno
case
cose
chiese

Sottoterra
abbiamo scavato
mille strade

rubiamo l'aria
con le prese

Noi diciamo no
e sol di notte

opachi sporchi
a misere frotte
grigi

andiamo dritti
come spighi.

mercoledì 29 maggio 2013

De-stabilizzare il teatro

In uno dei suoi ultimi scritti (Lettera d'amore a Dario Fo) Franca Rame parla del fatto che in teatro non si lavori più. Dice che 'morirò di malinconia' per questo.

Sono rimasta stupita del fatto che la coppia Fo-Rame avesse problemi al riguardo; io pensavo che loro potessero recitare anche sulla luna...

Fino agli anni '80 era possibile recitare ovunque. Certo, anche in quel caso ci voleva l'appoggio, ma allora l'appoggio del partito era qualcosa di diverso.

Ma oggi, dove vuoi recitare? I teatroni piangono la morte dell'attrice, ma in realtà la coppia Fo-Rame era disoccupata.

Ma oggi, dove si può recitare?

Il fatto è che i teatroni fanno lavorare solo alcuni; altri, che possono mettere in subbuglio le maggioranze o dar fastidio a qualcuno eccetera, anche se famosi, sono tenuti distanti.

Ma perché non si dicono queste cose?
I teatri stabili, che ormai non funzionano nemmeno più, che sono fallimentari, che servono solo alla politichetta e ai partituzzi, che fanno programmazioni disgustose, commerciali, televisive o mitologiche, che allevano attori e attricette da quattro soldi, che si dimenticano degli artisti che valgono che hanno qualcosa di dare, i teatroni che usano la scuola solo per far cassetta ed espandersi con i loro falsi corsi di teatro per le scuole nelle scuole, dovrebbero essere rifondati. Ab ovo usque ad mala.



Franca Rame e l'Afghanistan

Mentre il silenzio del Ministro degli Esteri Emma Bonino impressiona (e quanto delude), mi piace ricordare Franca Rame, nel giorno della sua morte, come senatrice nel suo intervento contro la missione militare italiana in Afghanistan.
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/29/rame-quando-si-dimise-da-senatrice-perche-vs-finanziamento-delle-missioni-militari/234452/

L'industria al centro?

Leggo:
“Rimettere l’impresa al centro del programma politico nazionale ed europeo con un progetto di reindustrializzazione, attraverso un lavoro di squadra, che chiama in causa governo e imprese”. E’ quanto ha chiesto il presidente dell’Unione industriale Andrea Cavicchi, nell’intervento di apertura dell’Assemblea pubblica 2013, intitolata “La Nostra Industria, il Nostro Futuro”. Ai lavori hanno partecipato il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda,  Luca Paolazzi, direttore Centro Studi di Confindustria e Stefano Ricci, presidente del Centro Firenze per la Moda Italiana e titolare dell’omonima casa di moda. "(Notizie di Prato)


Sarebbe interessante anche sapere:

1. quanti utili questi nostri industriali hanno rimesso nelle proprie industrie e quanti sono stati utilizzati per le speculazioni finanziarie;
2. che rapporto col territorio e con la politica eccetera hanno avuto questi industriali (e quindi oltre a "La Nostra Industria, il Nostro Futuro" -tutto maiuscolo- anche conoscere il nostro passato, soprattutto recente), anche per sapere chi hanno finanziato e se;
3. una relazione sul loro rapporto col territorio in termini di inquinamento, occupazione cementizia e quali vantaggi o svantaggi per la cittadinanza.

A questa pagina si trova la relazione del presidente degli industriali pratesi; le richieste che avanzano al governo sono in sostanza sempre quelle: meno tasse, meno costo del lavoro, più infrastrutture:

martedì 28 maggio 2013

Perché Grillo ha perso

Sembra fermata l'ascesa del M5S nel recente passaggio amministrativo locale.
L'incapacità del sistema, detto democratico, di dare risposte ai cittadini è sicuramente una delle cause di questa perdita. Il sistema è così farraginoso e faticoso che diventa impossibile comunicare anche con l'elettore, diventa impossibile, pur muniti di buona volontà, di fare qualcosa per rendere il paese più civile, più giusto, più tutto quello che viene promesso.

Insomma, l'arrivo degli onorevoli stellati al Parlamento non ha finora cambiato nulla, o del cambiamento non hanno fatto sapere nulla, se c'è stato. Ovvio.

C'è però un altro motivo, alla base della sconfitta: i candidati del M5S.

Il sistema dei partiti e dei giornali, giornalisti, televisioni al loro servizio, crea un'aura mitologica, una 'storia', che invece manca, generalmente, al candidato del movimento di Grillo.

L'aura mitologica dei 5 Stelle è solo del capo; gli altri difficilmente assurgono a tanto, e spesso vengono 'derisi', proprio perché non sono gli 'unti del signore'.

L'altro motivo, e l'ho segnalato, è che in qualche caso questi candidati non sono effettivamente all'altezza del compito, non coinvolgono né convincono, e compiono errori, prendono 'stecche' esattamente come 'dilettanti allo sbaraglio'. Manca in alcuni casi una storia vera, effettiva di esperienza politica, oltreché preparazione culturale da cui non si può prescindere.

Proprio perché al Movimento manca l'apparato dei partiti che ammanta il candidato di aura sacra spesso del tutto immeritata, insomma, sostiene se conviene anche chi non è sostenibile, come vediamo immancabilmente a ogni tornata elettorale, il candidato 5 Stelle è più nudo, più scoperto, fragilissimo.

L'apparato mitologico al servizio dei partiti illude la gente sempre con nuovi freschi candidati, sempre con 'ciccia fresca' attraverso i quali può raccontare la favola del mondo migliore (o anche inventarsi di aver vinto).  E' difficile competere con questo sistema ben congegnato, che addirittura ha fatto la magia del Centro Sinistra e Centro Destra insieme a governare.

Salvo che ora la gente comincia davvero a non credere più a Babbo Natale. O ci crede solo se gli conviene, e quindi lo vota.

lunedì 27 maggio 2013

Gli illusi della vittoria (o della vittoria di 'Pirlo')

Elezioni amministrative di sabato e domenica, un piccolo importante test, anche perché si votava a Roma e a Siena, terra dello scandalo MPS.

Qualcuno, a Sinistra, esulta, e non si capisce perché. Forse perché il Movimento 5 Stelle, che faceva paura, rimane al palo (e comunque si consolida rispetto alle amministrative precedenti, dove nemmeno esisteva).

Come corre voce il dato eccezionale è l'astensionismo dei cittadini, che hanno perso ogni speranza, quelli che non sanno più come fare a mandare questi partiti a casa. Non sanno più da chi farsi rappresentare. Sono in totale, assoluta crisi democratica, altro che vittoria!

Ma vittoria di chi?!

Hanno votato tutti, e dopo tutte le disillusioni, stante l'impossibilità di cambiare le cose, ora i cittadini decidono di non votare, o di annullare il voto (a Siena più di mille voti sono risultati nulli, ossia un piccolo partito).

Il fallimento della democrazia.

E paradossalmente, se si esclude qualche caso dove il candidato ha dato una rinfrescata di colore alla facciata, è la Sinistra a perdere, ché fino a qualche anno fa alle amministrative raccoglieva i più larghi consensi e adesso, a confronto, prende solo bricioline. E intanto il Pdl appare in via di funerale.

(O, come dice mia madre, è la solita 'vittoria di PirLo').

"La grande bellezza": neanche poi tanto

Ho visto il film di Paolo Sorrentino. Un film post-felliniano che si potrebbe titolare: 'L'amara vita'.
In una Roma bellissima e mai vista (dove tutti i monumenti sono 'perfetti', nonostante la crepuscolarità del film), nella città antica per eccellenza, tutti i personaggi sono vecchi e corrotti, simbolo ed emblema della morte della civiltà.
Si rappresenta - ancora una volta!- il cosiddetto generone romano (la nobiltà decaduta e il bel mondo) che passa il tempo ballando, drogandosi, facendo sesso senza provar piacere.
La bellezza è tutta nel ricordo di una presunta gioventù bella e pulita, non ancora corrotta, ma ormai definitivamente perduta: è questa la grande bellezza, la visione un po' manicheiggiante e limitata del film, senza un futuro, se non isolati in un isola (c'è anche il Giglio con la Costa Concordia), dove si è fatto l'amore da giovani per la prima volta. E questo basterebbe a definire la banalità di base ( il luogo comune molto comune a Roma dai tempi di Marziale che Roma va abbandonata), se non fosse tutto condito dal barocco e dalla magnificenza intermittente delle riprese.
La sceneggiatura non convince, è parcellizzata, e in alcuni punti non chiarisce. Scene ripetute eccessivamente (come le feste romane in terrazze mozzafiato) sembrano sostenere una mancanza di sviluppo di una idea che è rimasta quasi al livello del soggetto.
Un film che non rappresenta Roma, né esattamente l'Italia di oggi, nemmeno quella bene, che così festaiola e in questo modo non si mostra più. Ci sono le solite frasi ad effetto, ma anche tantissime banali; le uscite di scena dei personaggi un po' ridicole, come il personaggio, credo si chiami Romano, interpretato da Verdone che alla fine, deluso da Roma che non gli ha permesso di essere l'autore e l'interprete di teatro che desiderava, dice, prima dileguarsi: -Torno a Nepi. 
O quello interpretato dalla Ferilli, che non si sa di cosa muoia, e per quale malattia le servissero tutti i soldi che il padre le dava.
Insomma tutti i personaggi sono ridicoli, eccessivi inutilmente, come la parodia di Santa Teresa di Calcutta ormai santa e morta vivente - quella più riuscita insieme alla satira contro la Chiesa di Roma -;  gli attori, forse involontariamente, risultano tautologici rispetto alla morale del film: si critica l'uso della chirurgia plastica e le attrici, come la Ferilli o Iaia Forte, sono rifatte. Si critica la corruzione di partito, e poi non si presenta un cast che non faccia sospettare che si scelgano i famosi interpreti secondo certi sistemi  di ingaggio che i partiti in Italia hanno sviluppato.
Presente anche Pamela Villoresi, in una parte patetica di mamma che le si addice molto, ma in fondo ancora una volta una attrice poco convincente o coinvolgente. Meglio la Ferilli; peccato appunto che totalmente rifatta.
Bene il protagonista interpretato da Servillo, ma il regista non gli chiede recitare che due o tre sfumature ironico-sarcastiche di uomo sazio della vita, arrivato, corrotto, disgustato dal mondo, per cui lo vediamo ancora una volta con il suo famoso sorrisetto: un altro topos. Diretto male o non convincente il personaggio di Herlitzka, che interpreta il vescovo ex-esorcista ateo e appassionato di cucina.

sabato 25 maggio 2013

Carlo Monni, l'antintellettualista

Torno su Carlo Monni, per puntualizzare alcuni aspetti della sua 'arte'.
Credo di poterlo fare; lo conoscevo da tempo (aveva portato alla Baracca anche il suo spettacolo Monni all'Inferno nel 2010), ma l'ho conosciuto a fondo durante tre mesi di lavoro, gomito a gomito: eravamo solo io e lui in teatro durante le prove del mio Leonardo, diario intimo di un genio, e questo permise ad entrambi un approccio, se non intimo, scoperto e franco.
Al mattino lo andavo a prendere; ci incontravamo davanti al bar La tazza d'oro a Prato, dove lui non mancava di andare a fare colazione, e lo riportavo alla fermata dell'autobus, quando non alle Cascine o a Firenze direttamente.
Non era propriamente un attore; o, perlomeno, era un attore sui generis; piuttosto un esempio di poeta contadino, di popolare dicitore dei classici toscani; cantante estroso, simpatico e trascinatore, anche in grazia di quel suo modo trasandato di vivere, bohémien alla toscana, incurante di tutto.

Egli era un fautore dell'antintellettualismo; ed in questo consisteva il nostro contrasto di fondo.

Io l'avevo scelto come Leonardo, per togliere a Leonardo storico la plasticità, l'iconografia classica e commerciale che ha oggi, per riportarlo alla sua ruvidezza antica. Ri-significarlo. Mi sembrava che Carlo lo potesse fare meglio di altri; ma mi sbagliavo.
Carlo fece mostra di accettare il mio progetto, ma in realtà tentò poi di fare come gli pare, addirittura impose i cinque minuti, dopo lo spettacolo, in cui intendeva ristabilire il suo rapporto solito e comico con il pubblico; come se si vergognasse o avesse in uggia essere attore, o interpretare una parte più seria.
I cinque minuti furono un fallimento, e lui se ne rese ben conto, perché dopo il monologo di Leonardo,  non avevano senso.

Non studiava e non voleva provare più di due ore. Una volta s'incazzò, mi mandò a quel paese perché gli chiesi di restare mezz'ora in più, e fummo sul punto di non fare più niente.

Poi si scusò, e riprendemmo senza problemi. Ma io non fui mai veramente soddisfatta del lavoro, se non in alcune prove.

Diceva di non amare di fare l'attore classicamente; che anzi, lui avrebbe fatto a meno dei registi, che  non era più disposto a quel lavoro per il futuro, se non eccezionalmente o per impegni già presi.

Ricordava La Beffa del Grasso Legnaiolo per la regia di Orazio Costa, a cui mi avvicinava, e organizzata dal Comune quando Firenze fu capitale della cultura europea, e di quello spettacolo ricordava sorridendo l'amato Herlitzka, che sempre studiava, diversamente da lui; e rammentava lo sgomento di Costa difronte al suo comportamento...

Con tutto l'affetto che porto a Carlo, ché con lui ho passato anche belle giornate, e l'ho apprezzato nelle sue estemporaneità, in alcuni suoi momenti artistici, pure egli era appunto un esempio dell'antintellettualismo in arte, e io questo l'ho capito dopo; ossia: apparteneva a coloro che pensano ( e sono molti) che troppo pensiero in arte fa male, che bisogna lasciare spazio al sentimento, all'istinto, all'estro; che lo studio, il cerebralismo nuoce, che non ci debbono essere sistemi in campo artistico...

E' una vecchia storia, ma ancora vive e prolifera. Anzi, in Toscana l'antintellettualismo va alla grande (si osserva nel cinema dei registi locali che hanno in odio gli attori di teatro - così qualcuno disse appunto a Carlo davanti a me,  e incredibilmente si nota anche in alcuni scrittori), anche perché porta pubblico, come portava pubblico anche Carlo, e lui lo sapeva. E aggiungeva: -Perché devo fare diversamente che al pubblico garbo così?
In realtà dietro a certo antintellettualismo si nascondono pigrizia e perché no,  furbizia contadina.

Carlo è stato un grande interprete dell'arte popolare, ormai defunta; esempio bello di come - in questo la Toscana è stata maestra - anche fra il popolo pur incolto o poco colto si valorizzasse e apprezzasse la poesia. Con lui tutto questo è morto; ed è per questo che, artisticamente, sentiremo la sua mancanza.

venerdì 24 maggio 2013

Buongiorno, Medioevo

La serie infinita della violenza sulle donne: alcuni ultimi fatti di cronaca.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/24/egitto-lapidate-e-gettate-nel-nilo-sospetto-di-relazioni-sentimentali-illecite/604743/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/24/lodi-aspetta-ex-compagna-fuori-dal-lavoro-e-uccide-a-coltellate/604736/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/24/genova-scaraventa-giu-da-auto-spara-tre-volte-ero-geloso/604171/

lhttp://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_maggio_24/donna-seviziata-frosinone-2221300972599.shtml

http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/05/aborto-clandestino-e-marcia-dei-feti.html

http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_25/sedicenne-morta-accoltellata-carbonizzata-fidanzatino-corigliano-calabro_d519aadc-c576-11e2-896c-3db9fdd7e316.shtml
...

Ancora sulla scuola di musica "Verdi": interrogazione comunale e domanda

Ricevo il commento del consigliere Aurelio Donzella sulla sua interrogazione in merito agli aumenti della scuola di musica Verdi e il testo della domanda(il così mal detto 'question time') sullo stesso argomento del consigliere Nicola Oliva.
L'aumento, che è  rilevante, non è stato contestato dall'assessore. Ora io dico: forse sarebbe meglio che questa giunta chiamasse artisti meno costosi, organizzasse feste settembrine meno onerose (oltreché più significative), piuttosto che scaricare maldestramente sui cittadini i costi della scuola di musica comunale! Soprattutto in un periodo come questo, di grande difficoltà economica e culturale.

"AUMENTO DEI COSTI E TAGLIO DEI POSTI ALLA SCUOLA DI MUSICA
Ieri in consiglio, l' Assessore Beltrame ha risposto alla mia interrogazione sull' aumento delle tariffe d' iscrizione e sui ridimensionamenti operati nella Scuola di Musica "Giuseppe Verdi".
L' Assessore ha affermanto che la Scuola di Musica "Giuseppe Verdi" è un fiore all' occhiello per la nostra citta: ho ricordato che la stessa cosa avevo premesso io all' inizio dell' interrogazione.
L' Assessore ha ammesso indirettamente quanto da me denunciato: che sono aumentate le tariffe per gli allievi, che è stato ridimensionato il numero degli alleivi e degli insegnati, che sono dimunuite le ore d' insegnamento, i corsi infatti sono iniziati a Novembre 2012, anzichè ad Ottobre come negli anni prima.
L'unica motivazione per tutto ciò, fornita dall' Assessore, sono le ristrettezze economiche del comune, alle quale motivazione ho replicato additando spese per iniziative sbagliate tipo "Visionaria" invece di utilizzare le risorse disponibili nella tutela della cultura che costituisce il nostro autentico patrimonio, nel quale s' identifica la nostra comunità.
L' Assessore ha ricordato che i costi delle altre scuole di musica come a Fiesole o a Sesto, sono superiori a quelli della scuola di Prato, ma ho concluso io nella mia replica che resta il fatto che a Prato giovani che hanno vocazione e passione per la musica vengono penalizzati.
Aurelio Donzella" (Consigliere del Comune di Prato)

"Domanda di attualità 
Oggetto: tariffe della Scuola di Musica Verdi di Prato
Dalla stampa cittadina si apprende che con l'apertura delle iscrizioni alla Scuola di Musica Verdi (Tirreno Prato, venerdì 10 maggio 2013) per la prima volta si è istituito un fondo di 5mila euro per finanziare delle borse di studio rivolte ad allievi meritevoli ed appartenenti a famiglie in difficoltà.
Ma andando a leggere le tariffe nel dettaglio per l'anno scolastico 2013/2014 (approvate con Delibera di Giunta121 del 7/05/2013), si hanno delle sorprese.
http://www.scuolaverdi.it/?act=i&fid=5043&id=20080212130435790
Ecco il calcolo dell'aumento di alcune tabelle dei corsi individuali:
Corsi strumentali e vocali di 30 minuti: media di aumento: 2.5%
Corsi strumentali e vocali di 45 minuti: media di aumento: 21.1% (picco di 34.2%);
Corsi strumentali e vocali di 60 minuti: media di aumento del 20.2 % (con un picco del 33%).
Corsi amatoriali di 30 minuti: media aumento del 4.9% (picco 8.3%);
Corsi amatoriali di 45 minuti: media del 28.4% (picco del 48.1%!)
Ma ciò vale per i residenti, perché coloro che abitano fuori il Comune di Prato pagano ancora di più, incomprensibilmente.
I valori delle medie relative agli aumenti sono confermati mediamente anche per i residenti fuori Comune, con una eccezione non comprensibile per gli amatoriali di 30' (terza fascia di reddito), dove l'incremento è del 19% (103 euro in più), e non se ne capisce il motivo.
Ci troviamo dunque alle prese con aumenti tariffari significativi, viste le difficoltà che le famiglie attraversano, ma dalla stampa sembrerebbe che le cosiddette tariffe siano state calmierate.

Si domanda al Sindaco di intervenire a chiarire se risponde al vero (così come compare sulla stampa, si veda quanto riportato sulle pagine de IL TIRRENO di lunedì 13 maggio 2013) che con le nuove tariffe si intende favorire lo studio della musica alla scuola di Musica Verdi, quando invece gli aumenti significativi delle tariffe rispetto agli anni precedenti paiono indicare il contrario."
Nicola Oliva (Consigliere Comunale)

Laboratorio di drammaturgia

Il laboratorio di drammaturgia condotto da Maila Ermini avrà luogo al Teatro La Baracca ogni lunedì e giovedì del mese di giugno 2013 dalle ore 20,30 alle ore 23 con inizio lunedì 3 giugno. Prevede una introduzione teorica ed elaborazioni pratiche.

Il laboratorio è indirizzato sia a persone con un’esperienza, sia a chi desideri avvicinarsi alla scrittura teatrale per la prima volta; l’obbiettivo è la conoscenza della struttura drammaturgica, la sua elaborazione, la costruzione del personaggio. Si partirà dall’analisi dei testi classici, studiando i vari registri narrativi (comico, drammatico, tragico, grottesco), così come si sono sviluppati nel tempo; saranno analizzate le differenze fra il testo classico e il contemporaneo, per poi indirizzarci all’osservazione del reale e dei suoi ‘personaggi’ al fine di riprodurli nel testo scenico.
L’obbiettivo è la costruzione di un breve testo teatrale.

Occorrente:
un quaderno e una penna.
Ogni partecipante dovrà aver letto, prima di iniziare il laboratorio un’opera teatrale del repertorio classico, antico, moderno o contemporaneo.

Costo del laboratorio: 150 euro (per 20 ore complessive).

Teatro La Baracca, via Virginia Frosini 8 – Casale, Prato Telefono 0574-812363; 3332713136.


I laboratori e i corsi che facciamo ci permettono di autofinanziarci, perché il Teatro La Baracca non riceve, al momento, nessun tipo di finanziamento; lo stesso per gli spettacoli al Pereto che presenteremo a giugno e luglio. Grazie.

Aborto clandestino e marcia dei feti

Papa Bergoglio (Francesco era un'altra cosa) ha benedetto qualche giorno fa la marcia dei feti. Roba da iconografia medioevale. 
Intanto in Italia l'aborto torna clandestino per i medici obbiettori.
Intanto nessuna educazione sessuale nelle scuole, da nessuna parte, nessuna prevenzione.
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2013/05/23/news/aborti_obiettori_di_coscienza-59475182/?ref=HREC1-3

Interessante, come antidoto a tutta questa restaurazione, la conferenza del Prof. Carlo Flamigni sul controllo consapevole delle nascite e storia della contraccezione che ho tratto dal sito dell'UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti). http://www.uaar.it/news/2013/05/18/video-della-conferenza-carlo-flamigni-sul-controllo-consapevole-delle-nascite/

giovedì 23 maggio 2013

Mannoia alla Festa del Pane al posto di Masini è un segnale anche politico

Molto meglio, direi (ma poi che bisogno c'era dell'ennesimo concertone?).
Una curiosità che ho appreso leggendo la vita di Mia Martini: Mimì non amava la Mannoia, perché la considerava appartenente al 'sistema' a Sinistra; insomma la considerava una sponsorizzata, mentre lei non lo era certo.
Questa scelta, costretta, è tuttavia un segnale anche politico, di dove stia andando l'assessore Beltrame, ormai lontana dal sindaco Cenni e viceversa, e stimata da certa Sinistra pratese.

Erano necessari i nuovi ospedali in Toscana?

Dopo la visita del nostro governatore Rossi - dello stile presuntuoso di Sinistra alla D'Alema - le domande sono:
1. Ma l'ospedale di Prato, e gli altri tre in Toscana (Pistoia, Apuane, Lucca) erano veramente necessari? L 'intensità di cura', di cui s'è parlato come giustificativo, si poteva fare riorganizzando i vecchi ospedali?

Mi risponde Daniele Rovai, che ha condiviso con me la passata tornata elettorale comunale a Prato (eravamo nella stessa lista) e che da diverso tempo sta seguendo l'affaire ospedaliero toscano:


Assolutamente no. La cosidetta INTENSITA' DI CURA c'è già in molti reparti ospedalieri. E nuovi ospedali costruiti recentemente non sono monoblocchi ma strutture singole collegate. La INTENSITA' DI CURA SI POTEVA FARE riorganizzando l'ospedale di Prato, che ha un padiglione tutto nuovo, quello di Lucca, erano già stati previste spese per adeguamento per 15 milioni. E sono due in meno. Tra l'altro il Campo di Marte di Lucca è stato costruito in ZONA 2, bassa rumorosità, e quello nuovo....zona 3-4, alta rumorosità. LE SOLITE MEGA OPERE INUTILI PER NOI...MA UTILISSIME PER LE LOBBY DEI GRANDI COSTRUTTORI ITALIANI!


2. Il concessionario Sat spa (cito da "Notizie di Prato") che raggruppa le imprese Astaldi, Techint e Pizzarotti) come rientrerà dell’investimento di 170 milioni effettuato nei quattro ospedali toscani e che garanzie darà sugli appalti?

Risponde ancora Daniele Rovai:
Per dare queste FANTASTICHE CURE la ASL dovrà pagare UN AFFITTO AL PROPRIETARIO DEI MURI DELL'OSPEDALE e LEGARSI MANI E PIEDI AL PRIVATO, proprietario delle mura - la ASL è in AFFITTO pur avendo pagato il pubblico più del 60% del prezzo di costruzione, per LA MANUTENZIONE DELL'EDIFICIO E TUTTI I SERVIZI NON sanitari (PARCHEGGIO, MENSA OSPEDALIERA, PULIZIE. STERILIZZAZIONE FERRI, ETC..) IL PREZZO? 19 MILIONI FORFAIT ALL'ANNO PER 19 ANNI. Il privato incasserà 19 milioni x 19 anni = 361 MILIONI. Chiaramente APPALTERA' quei servizi a DITTE DEL LUOGO. nON PENSO PROPRIO assumera' personale! Così non ci saranno più gare pubbliche ogni 5 anni a cui tutti possono partecipare ma sarà IL PRIVATO a scegliere a chi affidare in appalto i lavori. E' chiaro che più RISPARMIA, PIù DI QUEI 19 MILIONI L'ANNO GLI RESTANO IN TASCA! Tirerà il collo alle aziende che vogliono lavorare per l'ospedale. E questa è solo una delle "maraviglie" che ci ha "regalato" IL SIGNOR ROSSI.

Interrogazioni e interpellanze al Comune di Prato, lista infinita: una sulla scuola di musica Verdi

Oggi, consiglio comunale. Leggete tutte le interrogazioni e interpellanze inevase, quante sono! E' mai possibile questo malfunzionamento?
Ce n'è anche una sulla scuola di musica Verdi (di Aurelio Donzella più un question time di Nicola Oliva (1)), sulle tariffe stratosferiche che hanno deciso per quest'anno e, anche sui rapporti fra quest'ultima e la Camerata (che è una partecipata del Comune...Sapete chi ne faceva parte, per diritto? Il nostro ex-assessore Nesi, che spero, si sarà dimesso). 
Alla scuola dicono: sono aumentate le tariffe, ma ci sono i biglietti gratis per i concerti della Camerata. E allora? Non so quando e come mi interessano.
Poi aggiungono: ci sono le tariffe calmierate dall'ISEE e borse di studio. Sì, ma solo per i più piccoli, e poi sono solo contentini.

So peraltro che molti cittadini si sono lamentati degli aumenti in segreteria e con i maestri.

http://odg.comune.prato.it/odgbinj/odg/interpel/htm/20130523130000.htm


(1)question time: le tariffe della Scuola di Musica Verdi di Prato

scuola verdi prato23 maggio 2013 – Domanda di attualità: tariffe della Scuola di Musica Verdi di Prato
Bluff o che cosa? Dai giornali sembra che la Scuola di Musica Verdi faccia sforzi enormi per venire incontro alle difficoltà delle famiglie, istituendo un fondo di 5mila euro per finanziare borse di studio per allievi con difficoltà economiche.
Eppure ci troviamo alle prese con aumenti eccessivi delle tariffe, tanto che a leggere la stampa e poi guardare ai numeri sembrerebbe che le cosiddette tariffe calmierate (e sbandierate) siano tutto un bluff. Ringrazio Maila Ermini per la segnalazione del caso dal suo blog, da cui ho attinto per formulare la question time:  I vergognosi aumenti delle tariffe della Scuola di Musica Verdi di Prato
Si domanda al Sindaco di intervenire a chiarire se risponde al vero (così come compare sulla stampa, si veda quanto riportato sulle pagine de IL TIRRENO di lunedì 13 maggio 2013) che con le nuove tariffe si intende favorire lo studio della musica alla scuola di Musica Verdi, quando invece gli aumenti significativi delle tariffe rispetto agli anni precedenti paiono indicare il contrario.

Preciso alcune informazioni: quanto dichiarato nell'articolo del 13 maggio a cui Nicola Oliva fa riferimento, sono informazioni parziali e non complete (cito testualmente da Il Tirreno: "Quest’anno per la prima volta la scuola istituisce un fondo di 5mila euro per finanziare borse di studio rivolte ad allievi meritevoli. Inoltre, lo sconto per la retta del secondo figlio iscritto salirà dal 25 al 30 per cento. L’iscrizione al coro di voci bianche diventerà gratuita per gli allievi che frequentano altre materie, mentre per gli studenti che sceglieranno solo il coro la quota scenderà da 200 a 150 euro". Le borse di studio (e solo 5 mila euro!) sono indirizzate ad allievi sotto i 26 anni; l'iscrizione al coro di voci bianche riguarda naturalmente i più piccoli e la retta del coro è comunque abbassata forse per favorire eventi gratuiti ( e fin qui niente di male). Non esiste, come ho detto anche ad Aurelio Donzella che fa una interrogazione al riguardo, una forma qualsiasi di rappresentanza dal basso (studenti, insegnanti eccetera), come invece c'era una quindicina di anni fa e che col tempo, anche per colpa del disimpegno crescente e dell'abbassamento dell'età degli allievi (i genitori non hanno il tempo di seguire le vicende della scuola) si è estinta; si è accentuato il verticismo decisionale, e non si capisce poi quale sia il rapporto con la Camerata e la Scuola di Musica Verdi (so che gestiscono una parte degli stipendi, bassi, degli insegnanti, ma non potrei dire altro). A fronte degli aumenti dicono che si concedono biglietti gratuiti per i concerti della Camerata, ma questa è un'altra cosa rispetto alla scuola, è un benefit che posso anche non volere. C'è malumore fra i genitori, e qualcuno comincia seriamente a lamentarsi e non si riscriverà il prossimo anno. Non serviranno le solite veline ai giornali calate dall'alto a fugare i dubbi. 

Officina Giovani, contenitore mitologico

Si parla di cambiare l'aspetto di Officina Giovani di Prato, renderla più fruibile, accogliente, pur mantenendo gli aspetti originari del macello pubblico; ci sarà, nel progetto che si spera finanziato attraverso un bando regionale, spazio anche per un ristorante e una grande piazza. Tutto questo al fine di incassare e lustrarsi con grandi eventi.
Negli ultimi tempi Officina Giovani sembra, nonostante tutto, decaduta. La giunta attuale ha voluto 'far pulizia', cambiare rotta, pur mantenendo la giovanilità, l'estrosità formale, togliendo la longa manus delle precedenti giunte e sostituendola con la propria.
All'inizio Officina Giovani era un luogo contenitore di eventi snob (con personaggi della moda 'alternativa') e così è stato per diverso tempo.
Ma mai ha assolto veramente al suo compito culturale fino in fondo; anzi nessun s'è veramente mai posto il problema di quale fosse, se non un generico e di facciata 'spazio per i giovani'.
In realtà, nei suoi momenti migliori Officina Giovani è stato solo un contenitore mitologico, con eventi fermamente diretti dall'alto.

mercoledì 22 maggio 2013

Evviva, Masini non viene a Prato!

Marco Masini, il cantante fiorentino, sarebbe dovuto venire a Prato per la Festa del Pane, ha dato forfait, preferendo andare ad Assisi dove c'è Mamma Rai nella stessa data. Preferisce andare in televisione.

D'altronde, quando si scelgono personaggi televisivi, quando si agita il grande richiamo, il rischio è appunto questo, che alla fine gli artisti preferiscano andare in televisione.

La brutta figura ce la fanno entrambi: Masini perché dà forfait e l'amministrazione che subisce lo smacco.

E' l'arte del nulla, dell'apparenza e del danaro, che, messa alla prova, mostra la sua debolezza, la sua sostanziale insignificanza.

Siamo felici di farne a meno. Peccato che probabilmente chiameranno, in sua vece, un altro artista della stesso vacuo spessore.

Prima novità al Pereto: la Fata Perina

Mercoledì 19 giugno alle ore 21,30 debutta "La Fata Perina" nell'ambito di Sera fatata. E' una fiaba teatrale in rima per bambini e grandi che non vogliono crescere. Insieme a lei sono nati altri personaggi di cui Perina racconterà la storia: la Strega Abrasiva, il Folletto Rame, il Re Farfallone e Regina Lucertola; e ci saranno le fate amiche, come la Fata Pensiero, Fata Cannella (quella dell'Acqua...) e altre.

Turismo a Prato: aumenta?

Ieri mi ferma una coppia di turisti e mi chiede del Castello dell'Imperatore.
Ero in Piazza San Francesco, li ho accompagnati. Ho chiesto perché fossero a Prato, se appunto per il Castello. Hanno risposto di no, che loro hanno preferito alloggiare a Prato piuttosto che a Firenze, dove andavano in treno; a Firenze è difficile muoversi con la macchina... e così in treno (e poi in bici) sarebbero andati a Lucca e a Pistoia. Avevano fatto questa scelta su consiglio di loro conoscenti.
Esattamente nello stesso modo si comportarono alcuni mesi fa una coppia di amici spagnoli.
Dunque sono scettica se collegare l'aumento del turismo a Prato come viene propagandato sui giornali secondo dati IRPET con le azioni (quali, poi?) delle amministrazioni cittadine.

Gli amici

Li hai visti,  là, al tuo funerale
a farsi vedere?

Gli amici.

Ma tu amici tutti
e poi nessuno

la regola era
mai mangiare a casa
di qualcuno.

Ti sfruttavano
e tu lo sapevi,
ridevi sotto il naso buffo
che avevi.

Meglio così, dicevi,
che lavorare sottoposto
eppure nemmeno tu
sei sfuggito,
è stato un costo.

Ora gli amici
come faranno,
non hai eredi,
come camperanno?

Intanto continuano
a lustrare il tuo volto
e il gioco è stato questo;

ma ora tu sei
davvero libero
anche da loro;
ora sei morto.


Gonfienti, o della novella dello stento

Seguiremo con attenzione tutti questo lavorio, peraltro già annunciato da tempo. Sembra la novella dello stento...La Provincia cerca ancora qua e là la sua ragione di essere, e addirittura benedice le associazioni amiche, che servono da raccogli consenso, non noi,  che non esistiamo, perché mettiamo in discussione la Soprintendenza, e la competenza e la buonafede dei suoi rappresentanti. 
E... il Comune?

«I lavori alla città etrusca partiranno entro giugno»

PRATO «I lavori a Gonfienti partiranno entro giugno. E' l'assicurazione che la Soprintendenza ai Beni archeologici della Toscana ha dato proprio questa mattina ai miei uffici». Lo annuncia il presidente della Provincia, Lamberto Gestri, che ieri ha chiesto alla Soprintendenza chiarimenti circa l'attivazione dei lavori previsti nel sito archeologico di Gonfienti. «Questo primo intervento è garantito, con 200mila euro, dall'accordo tra Provincia e Fondazione Cassa di risparmio -prosegue Gestri - Per prima cosa si metterà mano alla conservazione e alla sistemazione della villa del lotto 14, un complesso residenziale imponente che testimonia la potenza dell'antica città etrusca. Si doveva partire prima ma il maltempo non lo ha consentito». «Per la Provincia - spiega Gestri - questo è un obiettivo che resta in primo piano. La mobilitazione della città e di diversi soggetti associativi è fondamentale, non dobbiamo arrenderci, ci impegneremo per difendere e valorizzare questo straordinario patrimonio. Certo non bisogna dimenticare per intervenire su Gonfienti sono necessarie risorse ingenti e, al tempo stesso, va risolta la questione della proprietà del sito. Il fatto che i terreni su cui si deve intervenire appartengono alla società per l'lnterporto, quindi a un soggetto privato, rende difficoltoso ogni impegno pubblico». Grazie all'accordo tra Provincia e Fondazione Cassa di risparmio si riesce ora a intervenire con questa prima tranche di lavori. Un ulteriore patto tra Fondazione e Soprintendenza stabilisce che quest'ultima svolge il ruolo di stazione appaltante dei lavori che sono già stati assegnati tramite l'espletamento di una gara. La Regione ha messo mezzo milione di euro per Gonfienti nel bilancio di previsione 2013, cifra che va ad aggiungersi ai circa 870mila euro stanziati dalla stessa Regione per il progetto del Parco della Piana e destinati a finanziare interventi di viabilità secondaria e leggera (piste ciclopedonali) in prossimità dell’area archeologica, in direzione di Campi Bisenzio. (IL TIRRENO).

P.S. Per chi non conoscesse la novella dello stento:
La novella dello stento
che dura tanto tempo
la vuoi sentir?
Si.
Non si dice si
alla novella dello stento
che dura tanto tempo
la vuoi sentir?
No.
Non si dice no
alla novella dello stento
che dura tanto tempo
la vuoi sentir?
Sì...
(E così all'infinito).

martedì 21 maggio 2013

Carlo Monni e suoi coccodrilli

Su Carlo Monni, ora che è morto, stanno scrivendo anche persone che a lui, diciamo così, non erano granché simpatiche; anzi, in qualche caso, che lo facevano proprio incazzare. Si sprecano i coccodrilli. La signora Titti Foti de La Nazione, per esempio, ne ha scritto uno un po' sciapito che non aggiunge e toglie nulla alla sua figura, quella che tutti conoscevano, e meglio di lei;  diciamo che lei non era tanto entusiasta di lui, né lui di lei...; quando le comunicai che Carlo avrebbe interpretato Leonardo, mi rispose, testuali parole, "incredibile!!!!!!!!!!!!!" (con tredici punti esclamativi) e non si degnò di scrivere nulla allora, né, inutile dirlo, venne a vedere lo spettacolo.
Carlo Monni in "Leonardo, diario intimo di un genio" di Maila Ermini.
Costume della Sartoria Monaco di Agliana

Cinema, così poco attraente

A Cannes sfilano registi di famiglia, inconorati.
C'è la Bruni Tedeschi, sorella della ex-première dame di Francia.
La signora regista sarà bravissima, non lo metto in dubbio. Piuttosto è il nome a farmi dubitare che le stesse opportunità di arrivare a tanto le abbiano bravi registi con nomi di gente non ricca e potente, o già famosa; insomma del 'giro'. Anche per questo il cinema è diventato così poco attraente.

lunedì 20 maggio 2013

Ciao, Carlo Monni: eri il mio Leonardo impossibile

Estate 2012
Durante una scena di Leonardo, diario intimo di un genio

Con me alla Sartoria Teatrale Monaco di Agliana per la prova del costume, estate 2012
E' morto Carlo Monni. Interpretò il mio Leonardo, diario intimo di un genio. Un attore difficilissimo, non studiava mai, un irregolare assoluto. Siamo stati insieme giorno dopo giorno per tre mesi, il nostro rapporto è stato pieno di  aneddoti, storie, grandi difficoltà. Per diverso tempo sono stata arrabbiata con lui, perché pensavo che mi avesse rovinato lo spettacolo. Lui un giorno si scusò con me, gli dispiaceva, capiva che il personaggio era bello, ma era incapace di fare l'attore, come diceva lui, alla Herlitzka. Visto che io non ero contenta di lui, si abbassò la paga... Quando però era in buona, quando prendeva l'aire allora il suo Leonardo veniva fuori così come io me l'ero immaginato su di lui. 

Di tanti aneddoti voglio raccontarne uno. Un giorno venne alla Baracca zoppicante, gli chiesi cosa avesse. Lui, che al mattino andava a passeggiare alle Cascine senza scarpe, un giorno era inciampato in una bottiglia rotta, e una scheggia di vetro gli s'era infilata nella pianta del piede. Era andato all'ospedale, ma siccome una infermiera lo aveva rimproverato dicendogli che non sarebbe dovuto andare in giro peduli, lui se n'era tornato via senza che la scheggia fosse stata tolta completamente. Gli dissi che potevo provare io. E lui, che aveva una fiducia cieca di me, mi disse che sì, accettava il mio intervento - ho imparato certe cose dalla medicina popolare di mia nonna e di mio padre, la medicina contadina, quella che piaceva a lui -, e si distese sul palco. Io gli feci l'operazione, gli tolsi la scheggia, anzi le schegge, erano tre spezzate. Quando finì mi abbracciò, e giurò di essermene riconoscente per sempre. Così è stato. 

Era discreto; non disse a nessuno del nostro lavoro sul Leonardo così come io l'avevo pregato, e poi, in quel periodo che facemmo le prove, smise di bere...tanto. 

Grazie Carlo, per la tua stima e l'affetto, e la pazienza. Ti voglio bene e scusami se non vengo a trovarti alla camera ardente, né al funerale, ma non sopporto il potere che si impossessa di te.

P.S. COSA PENSAVA CARLO DEI TEATRI PALUDATI E DEGLI ATTORONI.
Ora che tutti si sciacquano la bocca con Carlo Monni, ora che è morto, anche i teatri che spesso non lo pagavano con regolarità e correttezza, e con me se ne lamentava molto, devo aggiungere brevemente che Carlo non amava affatto i teatri paludati - "li sopporto perché devo sopportare, mi fanno lavorare un po', ma a volte li mando affanculo" - e li considerava nulla. Altrettanto male parlava di certi attoroni (escluso Herlitzka, che rispettava) e dei ruffiani giovani attori, così frequenti nei teatri...E così anche mi parlava di molti politici, che ora se ne fanno belli. 



Insomma, la verità andrebbe detta tutta.

domenica 19 maggio 2013

Gabriele Alberti

Conosco Gabriele Alberti, quello che sta portando avanti la battaglia di OccupyPD a Prato. Lo conosco soprattutto perché vive a meno di cento metri da me. 
Colui che vuole rivoluzionare il PD, però, fino a pochi giorni fa, era tuttavia il seguace dei seguaci, il fedelissimo.
Al Teatro La Baracca l'ho visto una volta, quando organizzai una assemblea dopo l'alluvione del Natale 2009 alle Pantanelle (ma quella volta non conta perché c'erano anche i cinesi). Poi non si è mai affacciato, esattamente come molti altri piddini della zona.

Come se fosse il teatro dei lebbrosi, come se la cultura fosse tutta e si fermasse da qualche altra parte, magari nella vicina parrocchia o al circolo, ma non al Teatro La Baracca.

Mi fa piacere pensare che tutto questo a breve cambierà.


Ancora sull'arte nei centri commerciali

Ricevo questo messaggio da Balducci di Skeda, e devo dire che non sono per nulla d'accordo con lui sulla 'positività' dell'arte nei centri commerciali, in questo caso Parco Prato.  Mi permetto di pubblicarlo perché non è una comunicazione personale, ma una sua considerazione sull'esperimento dell'azione artistica presso quel centro.
Il Centro Commerciale è spesso al servizio diretto dei partiti, come sappiamo. E viceversa. 
L'arte in quel luogo è al massimo un passatempo nel senso più vero della parola, si potrebbe dire è un passa-spazio; uno deve andare a fare la spesa alla Coop e si ferma a guardare. E' facile avere pubblico e curiosi e in più si manipola, si falsifica il senso creativo, critico e oppositivo dell'arte.
L'arte così diventa serva ancora di più, serva di partito e si piega al Gran Mercato del Mondo.
I graffitari al centro commerciale è come l'insalata condita con la marmellata; è una oscenità, o, a voler essere positivi, un semplice esercizio tecnico, che può anche riuscire bene, ma NON SIGNIFICA NULLA. Anzi, significa la sottomissione al potere.
Sulle considerazioni di Claudio in merito al centro commerciale di oggi, paragonato al mercato romano o dell'antichità, credo che sia assolutamente da non commentare. 
Fulvio Silvestrini avrebbe molto da dire riguardo all'arte a Parco Prato (dopo che gli hanno sottratto la Bottega d'Arte di Iolo).

un saluto dopo la fatica di oggi. Devo dire che l'esperimento - malgrado la grave leggerezza - colpa mia - di non aver provveduto a cio' che comunque era stato pensato (il megafono) - l'esperimento e' stato davvero riuscito.
Dire riuscito vuol dire che ha ottenuto gli effetti sperati. Quali? quelli di coinvolgere la numerosa gente che frequenta un centro commerciale. Non solo di incuriosirli, ma proprio di coinvolgerli.

Di nuovo, malgrado le condizioni proibitive, Alessio e Erica hanno saputo non farle pesare a chi era intorno a loro e a far fare la passeggiata artistica peripateticamente presi.
I graffitari, sia quelli del gruppo Gnob che quelli del gruppo Jac, hanno rappresentato una sorpresa, una novita' verso la quale la gente sentiva che quel luogo non era piu' il SOLO luogo del mercato, ma era un luogo piu' umano, un luogo nel quale ci si poteva sentire piu' ampi, collegare i nostri bisogni, anche la nostra necessita' di relax anche la nostra ansia acquisitiva, collegata all'ìespressione artistica, gratuita e umana.
Françoise e Samantha sono riuscite ad avere un grande pubblico: la gente arrivava nella piazza e doveva fermarsi, guardare. Abbiamo avuto non solo una platea, ma anche una galleria, gremita di gente, anzi di pubblico, perche', nel luogo dell'assenza del silenzio, sono riusciti tutti quanti, anche chi e' capitato li' senza aspettarselo, a fare silenzio davvero catturati dalla magia della danza e della musica che si sono sposate perfettamente con l'opera di Ignazio,

Tang non aveva piu' la sensibilita' al braccio destro alla fine della serata: ha calligrafato ben 500 fogli per i passanti curiosi perche' tutti volevano la loro pagina di auguri cinesi.

I pannelli della kasauovo hanno incuriosito e hanno rivelato un'idea eccezionale. Alejandra con il suo carrettino di pensieri felici ha coinvolto un sacco di persone, bambini compresi, che hanno voluto attaccare all'albero speranze e riflessioni.

Purtroppo non sono riuscito a vedere gli skateboard dei Flangia brothers perche' mi sono dovuto fermare a WeMeet per ricaricare la batteria della videopresa per poterli filmare e quando sono arrivato avevano gia' smobilitato. Quindi non ho neanche potuto vedere le esibizioni - mi dispiace molto, ma ho incontrato Zeno che mi ha promesso dimandarmi il filmato che invece lui aveva fatto.

Bene, cosa sono i Centri Commerciali?
sono luoghi dove va la gente a fare scambi. Mercati contemporanei.
Noi oggi  cerchiamo i ruderi dei vecchi mercati nel foro romano, nelle strade di Pompei e cerchiamo di immaginarceli come erano e quando ne ritroviamo dei resti non possiamo fare a meno di sentirci vicini agli uomini di allora, di vederli terribilmente simili a come siamo noi oggi.Negli antichi mercati hanno circolato poeti, teatranti, uomini di spettacolo di tutti i tipi, erano un veicolo di cultura e, spesso, di alta cultura.

I centri commerciali moderni non hanno niente che possa impedire di ricomporre l'unita' dell'uomo. Basta provarci e i risultati sono sempre eccezionali.

Insomma l'ho fatta un po' troppo lunga, ma deve esserci qualcosa di vero in quello che ho scritto anche se forse non proprio tutto.

Grazie a tutti in attesa del finissage

Claudio

venerdì 17 maggio 2013

Quando butteranno i nostri corpi, non solo i libri, nel cassonetto

Mente si celebra a Torino la Fiera del Libro, a Bari un signore muore e gli eredi buttano i suoi libri nel cassonetto. Però qualcuno, anzi molti, vanno a recuperarli. E' già qualcosa, una piccola speranza.
La paura nascosta, la probabilità nemmeno poi così remota è che i nostri eredi, gli ignoranti,  butteranno anche i nostri corpi direttamente nei cassonetti.
Quando ci butteranno nel cassonetto
direttamente dal letto

troppa spesa un funerale
e allora il Comune

avrà allestito speciale
il nostro trasporto

direttamente là,
in quel supporto.

Il risparmio sarà sicuro
meno fatica
mi raffiguro

e lo spazzino
un po' becchino

ci troverà
nel suo taschino
la ricompensa

per l'incombenza. (m.e.)

La storia sono loro

La RAI chiude o modifica non so il programma La storia siamo noi, l'unico programma che ogni tanto riesco a guardare alla televisione, per cui, come sa bene Gianfelice che la sopporta, nutro una assoluta idiosincrasia.

La storia, ancora una volta, sono loro. Al giornalista Minoli, il conduttore storico del programma,  non viene rinnovato il contratto. Sarebbe interessante sapere se si comportano allo stesso modo con Vespa.

Fatti loro e di chi ha lo stomaco di guardare la spazzatura che mandano in onda.

Cuoriosità: la mia idiosincrasia è nata dalla violenza della pubblicità, così mi disse un amico psicologo. E questo quando la televisione era ben altra cosa da oggi. Chissà quali turbe avrei sviluppato se fossi stata bambina davanti alla televisione di questi ultimi anni.

Viandanti dei ricordi

Sabato 18 maggio ore 21,30 al Teatro La Baracca Sylva Batisti e Gianluca Faralli presentano lo spettacolo "Viandanti dei ricordi" (con voci recitanti e canzoni accompagnate dalla chitarra di Gianluca), liberamente tratto dal libro di Sylva, "Pietro Nencioni e l'arte del curare" sulla figura del nonno dell'autrice, il dottor Nencioni da Carmignano, e soprattutto su un modo diverso, più autentico e diretto, di essere medico. L'ingresso è libero. E' richiesta la prenotazione al teatro 0574-812363.

Si tratta di uno spettacolo originale, con simpatiche colorate sfumature pop, che valorizzano il messaggio del libro da cui è stato tratto.
Il Teatro La Baracca è felice di ospitare questi due giovani artisti.
Allo spettacolo seguirà il dibattito.




giovedì 16 maggio 2013

Prato città vecchia

In questi anni Prato s'è incupita, è invecchiata, e non solo per la crisi.
Sicuramente questo si osserva più al centro, paradosso, dove invece l'amministrazione ha investito, ha focalizzato la sua azione per rivalutarlo dall'abbandono e dal cosiddetto degrado extracomunitario. 
La attuale politica amministrativa riecheggia atteggiamenti passatisti, retorici, senza slanci innovativi, senza idee fresche per la città. 
La pratica centralista, questo predicare costante di 'vivere il centro' ha avuto piuttosto effetti immobilistici, in particolare nei giovani, che sembrano viverlo col bicchiere in mano solo nello struscio del sabato sera.
Meglio certa periferia, dove Prato riesce, forse perché trascurata anche dalle Circoscrizioni ormai esautorate, a dare il meglio di sé.
Se io fossi un turista, mi concentrerei sulle periferie, che della modernità degradata danno comunque una visione originale. Cruda ma vera. Il centro può avere il suo fascino artistico-architettonico, ma non è Prato. Prato è città estesa, e questi amministratori si sono incaponiti nel trasformarla in qualcosa che non è.
Il Sindaco è contrario alla città metropolitana con Pistoia e Firenze, ma invece Prato ne potrebbe ricevere grande beneficio di novità. Non si può perdere il treno della trasformazione, pena la morte cittadina, in nome di una 'pratesità' che non c'è o che comunque non aiuta, non serve a stare meglio.
In questi ultimi dieci anni non abbiamo sentito nessuna aria nuova, piuttosto una stantia, e l'attuale sindaco non è riuscito a liberare le forze positive, posto che ne avesse intenzione e ne fosse capace, anche perché subito investito da problemi personali.
Insomma, oggi Prato è città invecchiata, in sostanza con gli stessi equilibri di forza di sempre, e non c'è stata l'auspicata rinascita.
Presto, se non cambia la gestione del potere, l'amministrazione cittadina, se non ci saranno amministratori capaci e innovativi, coraggiosi e quindi non ricattabili, Prato diventerà città asfissiata.

mercoledì 15 maggio 2013

Parco Prato e l'invasione coop-culturale

Dopo l'oratorio multimediale consumista, dopo che Turiddu Campaini di Unicoop Firenze ha detto 'se avessimo potuto non avremmo fatto Parco Prato', ecco l'ultima trovata per l'esangue parco-fallimento di Parco Prato: la cultura!
(Chissà cosa si inventeranno per il Grattacielo Esselunga di Prato...Senz'altro fuochi di artificio o altri giocolieri sulla cima, con gioco di Palla Piccola e proiezioni notturne di Meta-registi).
L'appuntamento, per tutti, è davanti alla  'Cooppe'.

Mi tolgo alcuni sassolini dalle scarpe


Mi tolgo alcuni sassolini dalle scarpe:


1. il Sindaco. Sollecitata a chiedere un incontro con il Sindaco, dico vieppiù sollecitata e per doverosa cortesia, un giorno di più di due mesi fa chiamo la segreteria per prendere un appuntamento, che non mi hanno ancora dato. Non so di cosa avrebbe voluto parlarmi. Non si capisce il comportamento di questi amministratori.
2. Metastasio: scrivo e incontro Massimo Luconi per chiedere la messa in scena al Fabbricone di Cafiero Lucchesi. Alla seconda lettera ancora non ha risposto da febbraio. Scrivo al signor Umberto Cecchi per lo stesso motivo, e lui nemmeno risponde. Ora, proprio lui, in questo articolo, invece chiede e chiede ancora soldi per il suo Metastasio, al signor Braghero della Regione Toscana, a cui non consiglierei di credere tanto; infatti fu proprio lui che mi disse che il Circuito Sipario Aperto non lo avrebbero cancellato. Così è stato invece dopo pochi mesi. Si capisce il comportamento di questi signori, che usano il sistema pubblico in un certo modo, ostacolando e facendo finta che non esistono gli artisti che non piacciono a loro.
3. Plagio: copiano per intero gli articoli di questo blog. Li mettono su facebook e in altri blog giornalistici e li firmano come propri cambiando una parola o due. Si chiama PLAGIO.
4. Plagio 2: alcuni pseudo colleghi, giovani e punto originali, vanno in giro vivendo con la mia vecchia idea dello spettacolo con la gente, nei paesi, addirittura viaggiando, (ad alcuni la  illustrai dettagliatamente per poterla allestire) e che in parte ho realizzato con Cuori di donna fin dal 2003.  Si chiama PLAGIO.

Per cui stati attenti a chiedere appuntamenti ai politici pratesi anche se vi sollecitano, a scrivere lettere eccetera ai direttori dei teatroni e non dite a nessun artistucolo le vostre belle o brutte idee.



martedì 14 maggio 2013

TAV: attacco al cantiere

Le ultime notizie raccontano di un assalto nella notte al cantiere del TAV da parte di una trentina di incappucciati, subito liquidati come anarchici ambientalisti.

La descrizione dell'evento che ne danno i giornali ammanta gli attentatori di un'aura magico-fantastica negativa (sono venuti dal bosco e nel bosco sono scomparsi).

Ora posto che respingo l'uso della violenza decisamente, anche perché aiuta la reazione in atto, le grida di allarme, le parole strillate di Caselli, Alfano & C. mi appaiono eccessive, e le foto dell'accaduto lo dimostrerebbero.

Si tratta di un assalto compiuto con mezzi rudimentali e ridicoli, ancorché offensivi, e il danno è comunque  relativo, e solo alle cose.

Nella Val di Susa sono tutti contro il TAV, e tutti lo sanno. Forse si ricorre a queste aggressioni anche per ricevere attenzione mediatica, visto che dell'argomento non se ne parla se non nei siti dedicati.

Insomma, le notizie vere non passano e l'ostilità della gente, in sostanza di tutti gli italiani per quell'opera, soprattutto in un momento così economicamente difficile, viene taciuta.




La Festa del Pane a Prato

La Festa del Pane di Prato è una bella idea che hanno già sciupato. 
Anche in questa occasione si ripete la formula, ormai noiosa e istupidita:  spettacolini di strada e giocolieri, fuochi, 'concertone' e bancarelle, insomma, i moderni ludi circenses per il popolino. Tutto  in funzione elettorale per il sindaco che, pronto per ricandidarsi ('commercianti, a me!'), sfilerà per la città.

Manco a dirlo, la festa manca di fantasia e originalità.

Agli artisti, agli studiosi di Prato non è stato chiesto alcun contributo, tanto per fare un esempio.
Non è proposta alcuna riflessione sul pane, a parte un convegno sulla celiachia.

Insomma, un festival men che popolare, tutto commerciale, raccogliticcio e raccogli-voto,  punto attraente.

Un'occasione già mancata.

Prato città cannibalizzata

Prato è una città che è stata cannibalizzata. Basta confrontare il suo centro storico con un'altra città toscana che non sia Firenze....