venerdì 17 maggio 2013

Quando butteranno i nostri corpi, non solo i libri, nel cassonetto

Mente si celebra a Torino la Fiera del Libro, a Bari un signore muore e gli eredi buttano i suoi libri nel cassonetto. Però qualcuno, anzi molti, vanno a recuperarli. E' già qualcosa, una piccola speranza.
La paura nascosta, la probabilità nemmeno poi così remota è che i nostri eredi, gli ignoranti,  butteranno anche i nostri corpi direttamente nei cassonetti.
Quando ci butteranno nel cassonetto
direttamente dal letto

troppa spesa un funerale
e allora il Comune

avrà allestito speciale
il nostro trasporto

direttamente là,
in quel supporto.

Il risparmio sarà sicuro
meno fatica
mi raffiguro

e lo spazzino
un po' becchino

ci troverà
nel suo taschino
la ricompensa

per l'incombenza. (m.e.)

La storia sono loro

La RAI chiude o modifica non so il programma La storia siamo noi, l'unico programma che ogni tanto riesco a guardare alla televisione, per cui, come sa bene Gianfelice che la sopporta, nutro una assoluta idiosincrasia.

La storia, ancora una volta, sono loro. Al giornalista Minoli, il conduttore storico del programma,  non viene rinnovato il contratto. Sarebbe interessante sapere se si comportano allo stesso modo con Vespa.

Fatti loro e di chi ha lo stomaco di guardare la spazzatura che mandano in onda.

Cuoriosità: la mia idiosincrasia è nata dalla violenza della pubblicità, così mi disse un amico psicologo. E questo quando la televisione era ben altra cosa da oggi. Chissà quali turbe avrei sviluppato se fossi stata bambina davanti alla televisione di questi ultimi anni.

Viandanti dei ricordi

Sabato 18 maggio ore 21,30 al Teatro La Baracca Sylva Batisti e Gianluca Faralli presentano lo spettacolo "Viandanti dei ricordi" (con voci recitanti e canzoni accompagnate dalla chitarra di Gianluca), liberamente tratto dal libro di Sylva, "Pietro Nencioni e l'arte del curare" sulla figura del nonno dell'autrice, il dottor Nencioni da Carmignano, e soprattutto su un modo diverso, più autentico e diretto, di essere medico. L'ingresso è libero. E' richiesta la prenotazione al teatro 0574-812363.

Si tratta di uno spettacolo originale, con simpatiche colorate sfumature pop, che valorizzano il messaggio del libro da cui è stato tratto.
Il Teatro La Baracca è felice di ospitare questi due giovani artisti.
Allo spettacolo seguirà il dibattito.




giovedì 16 maggio 2013

Prato città vecchia

In questi anni Prato s'è incupita, è invecchiata, e non solo per la crisi.
Sicuramente questo si osserva più al centro, paradosso, dove invece l'amministrazione ha investito, ha focalizzato la sua azione per rivalutarlo dall'abbandono e dal cosiddetto degrado extracomunitario. 
La attuale politica amministrativa riecheggia atteggiamenti passatisti, retorici, senza slanci innovativi, senza idee fresche per la città. 
La pratica centralista, questo predicare costante di 'vivere il centro' ha avuto piuttosto effetti immobilistici, in particolare nei giovani, che sembrano viverlo col bicchiere in mano solo nello struscio del sabato sera.
Meglio certa periferia, dove Prato riesce, forse perché trascurata anche dalle Circoscrizioni ormai esautorate, a dare il meglio di sé.
Se io fossi un turista, mi concentrerei sulle periferie, che della modernità degradata danno comunque una visione originale. Cruda ma vera. Il centro può avere il suo fascino artistico-architettonico, ma non è Prato. Prato è città estesa, e questi amministratori si sono incaponiti nel trasformarla in qualcosa che non è.
Il Sindaco è contrario alla città metropolitana con Pistoia e Firenze, ma invece Prato ne potrebbe ricevere grande beneficio di novità. Non si può perdere il treno della trasformazione, pena la morte cittadina, in nome di una 'pratesità' che non c'è o che comunque non aiuta, non serve a stare meglio.
In questi ultimi dieci anni non abbiamo sentito nessuna aria nuova, piuttosto una stantia, e l'attuale sindaco non è riuscito a liberare le forze positive, posto che ne avesse intenzione e ne fosse capace, anche perché subito investito da problemi personali.
Insomma, oggi Prato è città invecchiata, in sostanza con gli stessi equilibri di forza di sempre, e non c'è stata l'auspicata rinascita.
Presto, se non cambia la gestione del potere, l'amministrazione cittadina, se non ci saranno amministratori capaci e innovativi, coraggiosi e quindi non ricattabili, Prato diventerà città asfissiata.

mercoledì 15 maggio 2013

Parco Prato e l'invasione coop-culturale

Dopo l'oratorio multimediale consumista, dopo che Turiddu Campaini di Unicoop Firenze ha detto 'se avessimo potuto non avremmo fatto Parco Prato', ecco l'ultima trovata per l'esangue parco-fallimento di Parco Prato: la cultura!
(Chissà cosa si inventeranno per il Grattacielo Esselunga di Prato...Senz'altro fuochi di artificio o altri giocolieri sulla cima, con gioco di Palla Piccola e proiezioni notturne di Meta-registi).
L'appuntamento, per tutti, è davanti alla  'Cooppe'.

Mi tolgo alcuni sassolini dalle scarpe


Mi tolgo alcuni sassolini dalle scarpe:


1. il Sindaco. Sollecitata a chiedere un incontro con il Sindaco, dico vieppiù sollecitata e per doverosa cortesia, un giorno di più di due mesi fa chiamo la segreteria per prendere un appuntamento, che non mi hanno ancora dato. Non so di cosa avrebbe voluto parlarmi. Non si capisce il comportamento di questi amministratori.
2. Metastasio: scrivo e incontro Massimo Luconi per chiedere la messa in scena al Fabbricone di Cafiero Lucchesi. Alla seconda lettera ancora non ha risposto da febbraio. Scrivo al signor Umberto Cecchi per lo stesso motivo, e lui nemmeno risponde. Ora, proprio lui, in questo articolo, invece chiede e chiede ancora soldi per il suo Metastasio, al signor Braghero della Regione Toscana, a cui non consiglierei di credere tanto; infatti fu proprio lui che mi disse che il Circuito Sipario Aperto non lo avrebbero cancellato. Così è stato invece dopo pochi mesi. Si capisce il comportamento di questi signori, che usano il sistema pubblico in un certo modo, ostacolando e facendo finta che non esistono gli artisti che non piacciono a loro.
3. Plagio: copiano per intero gli articoli di questo blog. Li mettono su facebook e in altri blog giornalistici e li firmano come propri cambiando una parola o due. Si chiama PLAGIO.
4. Plagio 2: alcuni pseudo colleghi, giovani e punto originali, vanno in giro vivendo con la mia vecchia idea dello spettacolo con la gente, nei paesi, addirittura viaggiando, (ad alcuni la  illustrai dettagliatamente per poterla allestire) e che in parte ho realizzato con Cuori di donna fin dal 2003.  Si chiama PLAGIO.

Per cui stati attenti a chiedere appuntamenti ai politici pratesi anche se vi sollecitano, a scrivere lettere eccetera ai direttori dei teatroni e non dite a nessun artistucolo le vostre belle o brutte idee.



martedì 14 maggio 2013

TAV: attacco al cantiere

Le ultime notizie raccontano di un assalto nella notte al cantiere del TAV da parte di una trentina di incappucciati, subito liquidati come anarchici ambientalisti.

La descrizione dell'evento che ne danno i giornali ammanta gli attentatori di un'aura magico-fantastica negativa (sono venuti dal bosco e nel bosco sono scomparsi).

Ora posto che respingo l'uso della violenza decisamente, anche perché aiuta la reazione in atto, le grida di allarme, le parole strillate di Caselli, Alfano & C. mi appaiono eccessive, e le foto dell'accaduto lo dimostrerebbero.

Si tratta di un assalto compiuto con mezzi rudimentali e ridicoli, ancorché offensivi, e il danno è comunque  relativo, e solo alle cose.

Nella Val di Susa sono tutti contro il TAV, e tutti lo sanno. Forse si ricorre a queste aggressioni anche per ricevere attenzione mediatica, visto che dell'argomento non se ne parla se non nei siti dedicati.

Insomma, le notizie vere non passano e l'ostilità della gente, in sostanza di tutti gli italiani per quell'opera, soprattutto in un momento così economicamente difficile, viene taciuta.




La Festa del Pane a Prato

La Festa del Pane di Prato è una bella idea che hanno già sciupato. 
Anche in questa occasione si ripete la formula, ormai noiosa e istupidita:  spettacolini di strada e giocolieri, fuochi, 'concertone' e bancarelle, insomma, i moderni ludi circenses per il popolino. Tutto  in funzione elettorale per il sindaco che, pronto per ricandidarsi ('commercianti, a me!'), sfilerà per la città.

Manco a dirlo, la festa manca di fantasia e originalità.

Agli artisti, agli studiosi di Prato non è stato chiesto alcun contributo, tanto per fare un esempio.
Non è proposta alcuna riflessione sul pane, a parte un convegno sulla celiachia.

Insomma, un festival men che popolare, tutto commerciale, raccogliticcio e raccogli-voto,  punto attraente.

Un'occasione già mancata.

lunedì 13 maggio 2013

Il GanzoTel (Smartphone) anche al cesso

La Francia sta pensando di finanziare la cultura tassando gli Smartphone, e già tutti sono smarriti.  Siamo a questo punto: che la gente è perplessa quando deve comprare un libro o un cd da 10 euro, se paga un biglietto di cinema o teatro, mentre sgancia soldi senza pensarci quando compra il GanzoTel (Smartphone, Tavolette e roba varia).
'
Si capisce che l'Europa sta diventando un luogo ignorante, che preferisce informarsi e 'spippare' dalla mattina alla sera, perfino al cesso con il Ganzotel,  piuttosto  che leggersi un libro, ascoltare la musica, eccetera, o pensare con la propria testa. Pecore, solo pecore che belano (e che devono comprare).

domenica 12 maggio 2013

Quella via degli Etruschi che cancella Gonfienti

Il percorso di archeo-trekking denominato La via degli Etruschi, organizzato dall'omonima associazione creata ad hoc con il cappello delle Soprintendenze della Toscana e  dell'Emilia e dei Musei etruschi di Artimino e di Marzabotto, vede quest'anno la definitiva scomparsa di Gonfienti dal percorso (così come non esiste cenno della sua esistenza al Museo Nicosia di Artimino).

Gonfienti etrusca, che pure la fiorentina ispettrice Poggesi definisce via commerciale per eccellenza del passato, tanto paradossalmente da giustificare l'esistenza dell'attuale Interporto della Toscana Centrale che l'ha seppellita, viene dalla Soprintendenza stessa ancora una volta cancellata.

Fino a l'anno passato si occupava del percorso (in realtà un po' più lungo, fino a Spina sull'Adriatico) l'associazione La via del ferro, come si può leggere in questo articolo di Alibionline di Saul Stucchi: http://www.alibionline.it/luoghi/italia/2098-dalle-ceneri-di-camars-e-nata-lassociazione-via-etrusca-del-ferro.html.

Con La via degli Etruschi di quest'anno si vuol sì creare confusione, ossia un fastidioso doppione stemmato regionale eccetera, ma soprattutto fare il possibile, come è ormai nello stile della Soprintendenza e di alcuni organi regionali, di far dimenticare l'esistenza e lo scandalo della scoperta negata della città etrusca di Gonfienti.

E' sempre il potere quello che scrive la storia; come accadde appunto agli Etruschi, che furono volutamente 'dimenticati' dai Romani.


Per conoscere la triste, emblematica vicenda di questo scandalo, rimando al mio libro, Gonfienti, storia di una battaglia.

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...