sabato 15 giugno 2013

Inizia la stagione estiva al Pereto con "Centurione"

Domenica 16 giugno, ore 21,30 domani, inizia la stagione al Pereto del Teatro La Baracca con il ritorno di Centurione; un Centurione più maturo e consapevole, dalla comicità più consolidata, e lo stesso vale per la parte musicale. Vi aspettiamo.

venerdì 14 giugno 2013

Una donna nel sacco

Cosa dire del signor Sgarbi, così corteggiato dai media-spazzatura come la amatissima anche a Sinistra  ("il 'miglior programma'!"), la Zanzara di Radio 24, a cui microfoni ha detto:


Solo un cretino può sostenere il femminicidio, è una cosa che non esiste

Solo un inqualificabile può dire queste cose; anzi un furbo, perché volutamente confonde il significato che si dà a questa parola - il verificarsi di fatti di violenza estrema dell'uomo sulla donna che pur non pianificati sono in inquietante aumento - con quello di 'assassinio'. Cioè lui vuol dire: anche quello della donna è un assassinio, perché utilizzare la parola 'femminicidio'? Chi ammazza, ammazza e basta, non facciamo questioni di genere. 

Questi epigoni nietzschiani, astuti italioti fallocrati,  che hanno letto male e in fretta il filosofo e lo vogliono imitare, fanno tristezza; sentenziano sbraitando solo in vista dello spaccio della propria persona, basso marketing.

Intanto un'altra donna è stata massacrata di botte;  l'ultima a Napoli addirittura l'hanno messa in sacco e poi nel cassonetto della spazzatura, pronta per essere triturata.



Fai teatro, non politica

E' divertente, ogni tot giorni me lo sento ripetere, come un 'refrain' di una vecchia canzone. Ma le declinazioni sono varie, e molte le ho annotate. Riguardano la mia passione per la politica, e sono molti che cercano variamente di dissuadermene, facendomi notare che c'è contraddizione fra teatro e politica.

Mentre facevo campagna elettorale, nel 2009, me lo rammentarono quasi tutti.
Umberto Cecchi, in una trasmissione televisiva dedicata ai candidati sindaco, a telecamere spente credo di ricordare, mi chiese, più o meno: -Mica lascerai il teatro per la politica? Sarebbe un peccato perdere un così valente drammaturgo-...Peccato però che diventato presidente del Metastasio non abbia dimostrato altrettanto interesse per il mio teatro. Ma forse perché è un teatro politico?

-Che c'entra il teatro con la politica?-, mi chiese retoricamente una professoressa di un famoso liceo, sempre durante la campagna elettorale. Secondo lei io non dovevo abbassarmi a tale attività, me lo consigliò vivamente.

Oppure: -Secondo me la tua passione è la politica, non il teatro; il teatro viene in secondo piano, è uno strumento...

Insomma, io dovrei occuparmi, secondo molti, di teatro, ma non di quello che accade intorno a me. 
Non dovrei espormi con le mie idee, ma lasciar parlare il testo, possibilmente non troppo, e scrivere cosine divertenti o interessanti. Magari commerciali.

Ma la cosa stupefacente è questo settarismo culturale, questo incasellamento, questo impoverimento che si chiede all'intellettuale, all'artista. E' richiesta la tecnica, la specificità; magari anche occuparsi di argomenti 'sociali' come fanno anche certi teatranti di successo, ma non politici. Politici no.

Solo se sei artista benedetto dal partito, dal 'sistema'!, se diventi una capretta e tratti certi temi che vanno bene a loro, vieni benedetto e consacrato, e puoi belare.


giovedì 13 giugno 2013

La Bonino va malino

No, cara Emma, proprio non ci siamo.
Come siamo deluse, noi donne (parlo anche a nome di altre con cui mi confido quando vado in trance e in trincea), pensavamo che tu, vittoriosa reduce di tante lotte femministe, di battaglie contro la chiesa di Roma per l'aborto e la laicità, dicessi qualcosa all'altezza di tanto passato.
E invece, ti stai rivelando una vera delusione: come Ministro degli Esteri sei molto di più che filo- interdentale israelo-americana e il tuo apporto non si capisce quale sia se non di parlare su affari scottanti solo se strettamente necessario, come l'Afghanistan...Al riguardo so che sei a favore dell'intervento e della guerra umanitaria eccetera eccetera. Parli solo di ciò che si può parlare in questa parte del mondo, ora della Siria.
Oggi ho saputo che presenzierai il Meeting di Comunione e Liberazione! Perdonami il terribile moralismo, il fatto che la coerenza mi impedisca di vedere  che tu voi Radicali parlate con tutti, siete il partito del dialogo a tal punto però  che non si capisce più niente e le vostre battaglie e i referendum risultano annacquati e incomprensibili ai più proprio per questo ecumenismo laico, a volte detestabile, questo buonismo laico pannelliano che spaccia il ghandismo incavolandosi e a volte quasi spaccando radio, Pannella e gli altri che vi  seguo sempre tramite la vostra bella Radio Radicale.

Io ho diritto di dire qualcosina in quanto ho sostenuto il Partito in tempi non lontani.

Ma insomma, Emma, che sei diventata ministro a fare?
Noi ti vogliamo bene e speriamo in un tuo ravvedimento o folgorazione, visto che a questo punto anche tu come altri diversi anni fa, ti trovi proprio sulla via di Damasco.

La Notte Nera della Periferia (2): Iolo di Prato

Iolo, a Prato, (detta anche Aiolo) non è più quella dalla chiusura della Bottega delle Arti creata da Silvio Silvestrini, che per diversi anni, a giugno, organizzava festa per tutto il paese.

Era una bella festa, perché come a Monticchiello, partecipava tutti. C'era la Sartoria Comune e vari altri settori dei 'saperi'; c'erano anche gruppi di teatro popolari...

Erano i tempi in cui, io consigliere alla Circoscrizione e lui anche, si discuteva perché tutti o quasi i soldi per la cultura della Circoscrizione andavano alla Bottega...

Piano piano Fulvio è stato spostato da via Guazzalotri (la vecchia scuola che è stata ristrutturata) e alla fine gli hanno tolto la sede e non ha potuto più fare nulla.

Forse, se avesse smesso di far confusione per la Multisala e il tempio Coop, qualcosa sarebbe rimasto? La Sinistra lo avrebbe perdonato? Io credo di no, o forse la morte sarebbe stata più lenta.

Il punto è che gli hanno sempre promesso che gli avrebbero dato la sede. Dalla ex-scuola lo spostarono alla ex-sede del Quartiere, accanto al Circolo Arci S.Andrea, ma fu per poco. Ora, accanto e sopra a dove Fulvio e la Bottega stavano, c'è una una inquietante sala giochi. Poi altre sedi palliativo, anche Arci credo gli avesse promesso qualcosa che poi non ha potuto o voluto mantenere.

E così hanno ucciso il paese. Ora è insignificante che si rianima un po' solo per la festa padronale. 

Non c'è niente, e anche i circoli sono addormentati se non peggio.

Oltre ad avere nel cuore una malattia che si chiama ex-discarica del Coderino, dove nulla cresce. Provate a girare intorno a quella montagnola inquietante, e proverete una strana sensazione, nonostante la stiano bonificando...Ma nessun by-pass sembra guarirla.



mercoledì 12 giugno 2013

M5S 134 strumentalizza Gonfienti




Non me ne voglia il mio amico Prof. Centauro, lui lo sa già come la penso, ma questa strumentalizzazione su Gonfienti da parte del M5S 134 che organizza un incontro sul tema, dopo che per tutti questi anni non hanno profferito parola sul nulla fatto riguardo alla città etrusca di Gonfienti - da parte di nessuna autorità né comunale né provinciale (emblematica la fuga romana, dopo i pianti di coccodrillo, dello scrittore-assessore Nesi); dopo che non sono mai venuti, per esempio a vedere i numerosi video che abbiamo fatto sullo scempio commesso, sull'espansione dell'Interporto, le presentazioni-dibattito del libro "Gonfienti, Storia di una battaglia"; dopo che abbiamo perso lavoro per la nostra presa di posizione -LARIS PULENAS rifiutato dal circuito toscano perché sgradito alla Sovrintentenza, o meglio sgradita io che l'ho attaccata chiedendo a suo tempo le dimissioni della ispettrice Poggesi...Dopo tutto questo mi chiedo: dov'erano questi signori? Dov'erano i comitati, misteriosamente scomparsi in tutti questi anni di governo cenniano?
Anche coloro che scrivono sui vari blog, che per anni sono stati silenti, dove sono stati, ora che stanno conducendo una furbissima campagna elettorale?

Certo è che questa gente - enti partiti certi comitati certi movimenti di cui conosciamo bene la storia e l'evoluzione -non farà nulla per la città etrusca, l'ha usata e la usa solo strumentalmente. 

Una sceneggiata disgustosa e, per chi c'ha rimesso le penne, offensiva.


P.S. Credo che il titolo dell'incontro, mi si perdoni il giudizio, sia non qualificabile.

Ancora sulla Notte Bianca

Si discute ancora sulla Notte Bianca.
Barosco, del M5S 134 di Prato, dichiara demagogicamente che quei soldi sono buttati, che c'erano ben altre priorità (ma che scoperta!);
il Sindaco risponde che i soldi spesi sono meno di quelli dichiarati e a Radio Insieme porta i documenti.
La Sinistra si dice contenta della festa, che era una bella festa popolare.
Altri sostengono che è facile far riuscire una festa quando tutto è gratis.

Il gratis, tra l'altro, è un sistema introdotto proprio dalla Sinistra nelle sue manifestazioni culturali dal Dopoguerra a oggi e quando può, lo continua sfacciatamente.

Contrariamente all'estero, dove alle feste popolari si paga poco, ma comunque qualcosa si paga o è uso dare una offerta.

A parte qualche eccezione, sono contraria alle manifestazioni completamente gratis, e per un semplice motivo: che perdono il rispetto e la giusta considerazione da parte della gente.

Con il gratis in realtà il cittadino non sceglie, si trova imposto l'evento, e si sente come obbligato ad andarci. Non è dunque una scelta culturale, una elezione consapevole e voluta. (Posto  che si possa ancora scegliere, dato che sappiamo come avviene la programmazione culturale e che non esiste, è del tutto cancellata la proposta culturale dal cosiddetto 'basso').

La confusione generata dalla polemica ha mostrato che si è trattato di una polemica tutta pre-elettorale, che non è discussa la qualità culturale dell'evento - per esempio deludente è stata - e l'ho detto ancor prima che avvenisse - la programmazione della Festa del Pane, dove il pane è stato solo 'mangiato', 'consumato', come secondo gli organizzatori doveva essere, non minimamente 'pensato'; ha mostrato anche che dietro le quinte c'erano i soliti organizzatori (ma si tratta di 'amici'?), quando invece sarebbe giusto far lavorare anche altri giovanotti organizzatori...

Una festa di consenso, indubbiamente riuscita per chi l'ha pensata come tale, e che aiuta Cenni a rimettersi in pista per le prossime elezioni. Addirittura con qualche strizzatina d'occhi dalla controparte politica.
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Taskim Gezi Park come la Tav

Le proteste di Gezi Park ad Istambul assomigliano molto a tante altre, alle nostre della Tav, a quelle che vedemmo con tragico epilogo finale a Genova.

Il potere, il potere democratico, vince sempre. E lo scenario è sempre lo stesso, molto poco democratico, con le camionette, con i gas, con gli idranti, i manganelli.

Il potere democratico ormai mondiale (ma anche altri tipi) vuol costruire, vuol fare affari, vuole lucrare, vuol sopravvivere. E per questo è disposto a tutto.

martedì 11 giugno 2013

Terzo Premio alla Drammaturgia Enap (2)

Be', sono contentissima. E' arrivata la letterina con tutti i dati del premio che ho ricevuto.
L'Enap (ora inclusa nell'INPS ma sempre quella è) mi ha premiato il doppio della volta scorsa, or sono cinque anni fa!
Finalmente. Senza raccomandazione, senza santi in paradiso, senza mafiette. Solo con la mia scrittura, la messa in scena, il mio teatro.
Per tre volte, tre. 2002, 2007 e 2013.
Al diavolo, invidiosi e detrattori del pippo.
Sì, una piccola grande iniezione di ottimismo e di forza.
Naturalmente questi soldi ritornano al teatro, per le attività e i lavori da fare al Teatro La Baracca

La Notte Nera della periferia (1): il Soccorso tradito

La Notte Bianca di Prato (con Festa del Pane annessa) ha visto la città spaccata in due; anzi forse in qualcosa di diverso: un centro valorizzato e osannato e una periferia, o meglio tutto il territorio fuori le mura, praticamente abbandonato; come se questa parte della città, che è la parte più consistente del territorio, non contasse.
Dunque è necessario un cambio di rotta, perché invece proprio la periferia, anche grazie allo smantellamento del Decentramento degli anni '90, in questi ultimi anni ha vissuto un progressivo degrado e ha bisogno di attenzione.

Inizio con questo articolo una piccola analisi di questa nostra città dimenticata, borgo per borgo, evidenziandone i problemi e le contraddizioni della politica.

Inizio con quello che al momento risulta più d'attualità: Il Soccorso.

Il nome  nasce da una leggenda; sembra che nel 1570 una bambina si rifugiasse dalla pioggia sotto un tabernacolo. Nonostante straripassero i fossati, la bambina si salvò. Si pensò quindi a un miracolo della Madonna. La Chiesa di Santa Maria del Soccorso diventò un santuario che avrebbe dovuto accogliere i pellegrini.

Ora servirebbero ben altri miracoli; il quartiere, dopo essere stato selvaggiamente cementificato, è del tutto squalificato, con giardini pubblici al centro di problemi legati allo spaccio e in generale al degrado.

Tra i casamenti passano tranquillamente cavi dell'alta tensione. Un tempo c'era un cinema (ricordo male il nome? Eden?) e ricordo di aver visto lì con mia madre, ero una bambina, "Via col vento".

Al momento è al centro delle questioni cittadine per la ormai nota questione dell'interramento o meno della Declassata che lo sfiora.

In un primo momento la giunta Cenni si era impegnata per l'interramento, poi ha cambiato idea e quindi è entrato in rotta di collisione con il Comitato del Soccorso, uno dei pochi rimasti attivi dopo la strage dei comitati dopo le elezioni del 2009, ma forse perché il comitato è nato successivamente.

Subito la Sinistra se n'è 'impossessato', idealmente si intende: prima il Pd e al momento i vendoliani dell'ALP (attenti agli...ALPINI!) che prossimamente organizzano una serata aperta ai cittadini per dibattere, oltre al sottopasso, anche altri problemi legati a questo quartiere malconcio.

Naturalmente il tutto è in funzione elettorale, ma comunque l'incontro ha valore in quanto si parla di problemi gravi e vuole mettere con le spalle al muro questa giunta di Centro-destra, che oltre il viadotto (ma io ho sempre detto che non lo farà perché ha paura di perdere le elezioni), ci regalerà anche il primo grattacielo costruito da Esselunga al posto di Pratilia.

Peccato che la Sinistra, che si mostra in questa tornata così 'verde' e pro-cittadini, abbia costruito, e parlo solo recentemente, l'Interporto e Parco Prato senza che nessun vendoliano o altro abbia proferito parola, lasciando solo, tra l'altro, un prete rosso come Fulvio Silvestrini nella sua eco-battaglia (un voto non valeva la candela?).

lunedì 10 giugno 2013

Se il M5S vuol vincere a Prato...

Se il M5S vuole vincere qualcosa alle comunali del prossimo anno a Prato, ormai è chiaro, non deve candidare Fausto Barosco,  bensì una persona del tutto nuova e non legata a nessuno dei due gruppi stellati che notoriamente si oppongono, proprio a causa del sostegno che lui dette, al ballottaggio del 2009, a Roberto Cenni del Centro Destra, ora sindaco.
Storia vecchia, ma che scotta ancora.
L'uscita dalla scena elettorale di Barosco, accusato di aver continuato ad appoggiare Cenni quantomeno con un lungo silenzio solo recentemente interrotto e per questo sospetto, darebbe un grande respiro al movimento locale.

Ma la divisione del Movimento 5 Stelle pratese è assolutamente funzionale al ritorno dei presenti o passati Fantastici Quattro.

Per questo qualcuno sostiene Barosco, proditoriamente.

Prato, la notte nera della periferia

La Notte Bianca, insieme alla Festa del Pane in questo scorso fine settimana.
Tutto insieme, e tutto nel centro.
Tra l'altro in centro c'era anche la cena alternativa dell'ALP, in piazza San Agostino.

Ora, uno dei punti deboli di questa giunta cenniana, quello che non ha fatto, è stato occuparsi della vita sociale e culturale della periferia. Anche perché con il declino delle circoscrizioni, ormai destinate a sparire, chi vive fuori le mura si sente perfettamente escluso. Non ha più riferimenti.

Che cosa abbiamo? La parrocchia e i circoli; quest'ultimi in crisi e con le debite eccezioni, funzionano soltanto come punto di 'raccolta' e di passatempo per anziani. In sostanza esiste un solo borgo vivace, che nonostante tutto riesce a esprimere popolarmente ancora qualcosa, e questo è Vergaio.

A Casale dove vivo io vengono da Prato solo perché c'è il teatro (terribile a udirsi, eh? Vengono dal centro o magari dalla lussuosa Castellina!) e questo fa la sua differenza, perché altrimenti qua sarebbe la morte civile.

Ma come la mettiamo, che ne so, con Mezzana? E con Figline, nonostante Vainella (a proposito che fine ha fatto)?

Per non parlare di Castelnuovo o di altre frazioni ormai smarrite o contraddistinte solo dai tralicci come le Badie.

Ora, difronte alla bolgia assurda di gente, e parlo di sabato sera, dove il centro non poteva essere vissuto che in grande difficoltà perché era impossibile camminare in certi punti, insomma era pericoloso, perché non si è pensato a spostare due eventi fuori dalle mura?

Prato è città estesa, ma tutto ora è puntato a questo centro, che, come nell'horror vacui del Barocco, si deve riempire.

Anche per questo non ci è piaciuta questa festa, che considera solo una piccolissima parte della città.

In periferia la notte è solo nera.

domenica 9 giugno 2013

Prato: la notte bianca, o meglio, impanata

Ho saputo il prezzo di Fiorella Mannoia per la sua esibizione alla Notte Bianca di Prato.

Ieri sera, in realtà non dovevo andare alla Notte Bianca, ero diretta a Firenze, poi un contrattempo ed è saltata la serata.  Ero così arrabbiata che nemmeno mi ricordavo dell'evento pratese e sono capitata a Prato casualmente, per sbollire la rabbia.

Una bolgia luciferina.

Mentre io mi devo arrampicare sugli specchi per recuperare qualche spicciolo, ecco che arriva Fiorella Mannoia e prende più di sessantamila euro per lei ed il suo gruppo. Roba che io ci campo un anno.

Simili ingiustizie non sono più accettabili, un bel concerto con un nome importante si può fare anche con la metà.

Oppure con lo stesso prezzo, evitando anche troppe spese pubblicitarie, più artisti.

Detesto la Notte Bianca, in generale. Non mi piace la bolgia per le strade che non cammini, la musica ad alto volume, tutta quella roba; nel  caso pratese, è proprio il caso di dirlo,  il panem et circenses.

Ma in realtà oltre la Mannoia, chi c'era? Due gruppetti rock- di cui uno non malissimo - trampolieri e acrobati con un po' di fumogeni e la schiacciata sfornata gratis in Piazza Duomo.

I locali erano aperti, e anche con la gente dentro!

Ai pratesi piace questa roba, è evidente. Anche se sono stati spesi un bel po' di soldini, che importa!

Peccato che mentre il centro è così valorizzato, diciamo così, la periferia langua nel più assoluto dimenticatoio. O forse è un bene?

Appena usciti dalla bolgia dove siamo rimasti un'oretta giusto il tempo di capire cosa accadeva (tra l'altro pericolosa in sé perché se qualcuno si fosse sentito male, non sarebbe stato facile soccorrerlo e i bambini piccoli si sentivano schiacciati e piangevano),  sono tornata in una Prato lontana, vuota, ma non priva di certo fascino.

Comunque i detrattori come me possono dire quello che vogliono, perché gli organizzatori hanno fatto 'centro'. Il popolino vuole questo.

Un punto in più a favore della pur malconcia giunta cenniana, visto che era una chiara festa pre-elettorale.

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...