sabato 22 giugno 2013

Dogaia

Ci passo spesso, al lato del carcere di Prato, alla Dogaia, perché la pista ciclabile lo costeggia.
In questi giorni, il vento forte porta le voci dei carcerati a ciclisti e pedoni, e si sente come i detenuti parlino tra cella e cella, oppure si ha l'impressione che canticchino.

Qualche voce giunge distinta, ma è troppo poco per capire di cosa parlino.

Ogni tanto mi fermo e guardo quelle finestre di celle lontane, da dove spuntano, col caldo, asciugamani e panni vari appesi. Agito le braccia credendo che qualcuno mi possa vedere. Una volta m'è sembrato di ricevere risposta.

Pur nella colpa più tremenda,  nella necessità più assoluta il carcere, di per sé, è qualcosa di incivile e disumano.

Straziante.

La vicenda Marini

Tempi di reazione, tempi di forte ipocrisia.
Tutti contro la signora Marini che si è espressa molto infelicemente contro i ladri che sono entrati in casa dei genitori:“La telefonata di mia sorella mi ha lasciato senza parole: mentre andava in camera si è trovata faccia a faccia in casa con un ladro…. Che città di merda è questa… Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”. La signora, un po' tristemente, si è affidata a Facebook invece che magari sfogarsi con qualcuno. Capita a tutti di avere queste debolezze. 
Il fatto che abbiano fotografato la sua pagina, la dice lunga sugli 'amici' che aveva collezionato su Facebook (ma di questo parlo nei mio cattivo libretto che presenterò prossimamente, Faccine. La nostra vita su Facebook il 14 luglio prossimo al Pereto della Baracca...).
Ora, il PD avrebbe altro da fare. Per esempio pensare al Monte dei Paschi. (Avete notato che da quando c'è Letta non ne parla più nessuno?).
Per esempio pensare a come abbia ridotto la Regione Toscana, regione vassalla di partito.
Per esempio a come recluti candidati per il proprio partito e li metta qua e là senza molto criterio.
A come non tolleri la benché minima dissidenza al proprio interno, dove è il tratto umano - loro che espellendola dal partito invece vogliono dimostrare che lo posseggono più di tutti perché accettano gli extracomunitari e gli altri no - uno degli aspetti più carenti.

Insomma, il PD ha trasformato il caso in un altro autogol.

venerdì 21 giugno 2013

Sul video Calvana Arcaica Arcana

Mi sono dimenticata, presa dalla questione infinita di Gonfienti Etrusca - ho dato il mio post precedente sull'argomento una sfumatura esclusivamente politica - , di scrivere due parole sul video di ieri sera. Il video è molto efficace: David Fastelli (e la collaboratrice Irene Centauro) hanno raccontato, raccogliendo tanto materiale, la storia di Gonfienti: dal suo ritrovamento, ai dibattiti, a tutte le problematiche connesse.
Molto efficace anche la ricostruzione di Poggio Castiglioni Etrusca, la Calvana Arcaica Arcana, appunto.
A volte, focalizzati sui nostri obbiettivi, ci dimentichiamo delle cose essenziali e di riconoscere i meriti altrui.

Il titolo del documentario è bellissimo.

zero.htmlhttp://primaveradiprato.blogspot.it/2013/06/gonfienti-meno-che-zero.html

Tutto il materiale della 'querelle' sul raddoppio della Declassata al Soccorso, Prato

Ricevo dal Comitato del Soccorso e pubblico volentieri:

"Ciao a tutti,
di seguito tutto il materiale prodotto o raccolto in questi 2 anni nel caso foste interessati ad approfondire.
Il primo documento sono le diapositive usate per l'ultimo incontro pubblico del 13 giugno OpenPrato, in cui abbiamo fatto una panoramica ampia sulle problematiche urbanistiche del quartiere.
Nel secondo invece affrontiamo più specificatamente il tema del raddoppio usando anche i contributi video (Sindaco, Assessore Bernocchi) che abbiamo registrato.
Il resto è documentazione pubblica ordinata cronologicamente".
Filippo Bonanni

Breve riassunto sui problemi del Soccorso:
http://www.comitatosokkorso.it/public/OpenPrato13-06-2013.pdf
http://www.comitatosokkorso.it/public/OpenPratoSintesi13-06-2013.pdf

Approfondimenti con estratti e materiale video sul tema del raddoppio:
http://www.comitatosokkorso.it/public/Materiale_17-07-2012.zip
Una volta decompresso il file, il documento da cui partire è “Diapositive
17-07-2012.pdf”

Documentazioni:
Per le delibere/determine:
http://pubblicazioneatti.comune.prato.it/pubblicazionebinj/jsp/001/HomeDelib
ere.jsp  [al momento questo documento risulta scomparso dal sito internet del Comune di Prato...n.d.r.]
D.C.C. = Delibera di Consiglio Comunale
D.D. = Determina Dirigenziale
G.C. = Delibera di Giunta Comunale
In sequenza cronologica:
D.C.C. 43/2011 (Variante declassata)
D.C.C. 63/2011 (Viadotto – leggere anche relazione tecnica e notare che è
chiamato progetto preliminare ma non contiene alcuno dei documenti previsti
dal Codice dei contratti pubblici art. 165 D.Lgs. 163/2006)
D.D. 2893/2011 (Affidamento SIA ad IRIDE contro la legge art. 91 D.Lgs.
163/2006)
G.C. 361/2011 (Delibera d’indirizzo – il punto 3.d serve per capire il
progetto rampe)
D.C.C. 40/2012 (Adozione Piano Strutturale con emendamento)

S.I.A. e relazione Commissione V.I.A.:
http://www.va.minambiente.it/Ricerca/SchedaProgetto.aspx?ID_Progetto=995
(cliccare su documentazione per lo S.I.A.)
http://www.va.minambiente.it/DownloadFile.ashx?id=1207&t=pVIALO (Parere
commissione)

Progetto rampe:
Lettera a Frasconi:
https://www.facebook.com/notes/comitato-riqualificazione-soccorso/lettera-al
ling-frasconi-e-sua-risposta/284355465008998
Progetto completo: http://tinyurl.com/9n9ogso

Studio di fattibilità Interramento di Prisma Ingegneria:
http://www.prismaing.it/news.htm

Gonfienti meno che zero

Ieri sera sono andata alla proiezione del video Calvana Arcaica Arcana di David Fastelli, che si è avvalso della consulenza del Prof. Giuseppe Centauro e che, insieme a Fiorenzo Gei, presidente del CAI pratese, ha introdotto e condotto la serata.
Il video, oltre a mostrare la ricostruzione in 3 D del sito di Poggio Castiglioni - La Bucaccia, e raccontare la storia della Via Etrusca del Ferro, ripercorre brevemente alcune fasi della battaglia politica da parte dei comitati per la città etrusca di Gonfienti, accennando anche alla messa in scena, nell'ormai lontano da tutti i punti di vista 2008, quando rappresentammo Laris Pulenas a Poggio Castiglioni.
Allora ci illudevamo ancora che il nostro lavoro, la nostra arte diciamo così, potesse servire a qualcosa.
Al momento la situazione di Gonfienti etrusca è disastrosa perché:

1. il sito archeologico non solo non è stato aperto (come aveva promesso anche il sindaco Cenni nella sua campagna elettorale, ma anche tutti quanti dall'altra parte, tutti, facendo a gara a chi prometteva di più), ma si trova ancora una volta nel più totale abbandono: si parla di alberi cresciuti a dismisura;
2. è vero che la competenza è della Sovrintendenza, ma da parte della politica il 'pressing' è stato tiepido...tiepido? C'è stata solo battaglia fra Comune e Provincia a rimbalzarsi le responsabilità, ecco l'attività politica;
3. il 'ricatto' dell'Interporto, che si trova in totale crisi, ha frenato molto ogni possibile sviluppo positivo; addirittura da parte della dirigenza è stato attribuito al rinvenimento della domus e quanto altro il fallimento dell'Interporto stesso;
4. Recentemente la Provincia e la Sovrintendenza avevano annunciato la ripresa degli scavi, entro giugno: un'altra enorme, sfacciata balla della serie.
5. Ho fatto notare che i comitati non si interessano più all'argomento, che non esiste più una possibilità dal basso per rivendicare un bene collettivo; 
6. Del tutto assente la politica e anche i giornalisti (se si esclude Martina Altigeri per Il Tirreno), ma anche molti vecchi 'compagni di lotta' non si sono visti. A dimostrazione di quanto detto sopra.

Grazie comunque alla serata abbiamo potuto confrontarci brevemente sullo status della questione e di apprezzare la ricchezza che la Calvana, se fossimo in un altro paese e avessimo un'altra classe politica, ci potrebbe offrire da un punto di vista archeologico e paesaggistico.

Purtroppo a me, e credo anche a qualcun altro, non può bastare. Il rischio è che, sulla soglia delle nuove amministrative, i falchi eterodiretti volino sopra l'argomento e lo strumentalizzino a loro favore, per poi non fare niente. Cioè si ripeta un copione già visto.

Proposta: aprire assolutamente un tavolo con Soprintendenza, Interporto, rappresentanti politici e amministrativi, associazioni e anche cittadini, senza pregiudizi o preconcetti costituiti di sorta al fine di pianificare azioni concrete subito.


P.S. La serata è stata organizzata dalla associazione La Via Etrusca del Ferro, dal  CAI e dal Museo di Scienze Planetarie)

Per la promessa della ripresa degli scavi, al momento non mantenuta, cfr.
http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/05/gonfienti-o-della-novella-dello-stento.html

Maggio Musicale Fiorentino e l'Aeroporto di Peretola


Mentre il Maggio Musicale Fiorentino sta per chiudere i battenti, travolto dal fallimento e dall'incapacità di una classe dirigente e politica vergognosa senza pari, mandando più di trecento persone a casa, ecco che invece l'Aeroporto di Firenze va sicuro verso la sua espansione.
Basta solo che qualche consigliere regionale dica di sì, per avere la maggioranza necessaria: si farà, signor Mattei, questo matrimonio nonostante le sue ritrosie?
(E' incredibile come questi musicisti non vadano a suonargliele in testa che ne so...facciamo un nome? A Renzi! Il fatto è che gli artisti sono la peggiore razza di furbastri e vigliacchi, e non hanno le p...per farlo. Ma quali maestri! Anzi, saranno capaci di votare chi li ha messi per strada in cambio di qualche misera stracciata promessa).

"Nuova pista e holding tra aeroporti. Così la Toscana volerà in serie A
Regione, Firenze e Pisa dal ministro Lupi per Peretola e Galilei
Roma, dall’inviato Sandro Bennucci
«PER TORNARE in serie A dovete... vincere il campionato», dice divertito Maurizio Lupi, ministro dei trasporti (tifoso milanista) al presidente della Regione, Enrico Rossi, e ai sindaci di Firenze e Pisa, Matteo Renzi e Marco Filippeschi. Fuor di metafora, significa che in autunno potrà essere corretto il piano nazionale degli aeroporti scritto a fine gennaio dall’ex ministro Corrado Passera. Ma il sistema toscano, che poggia su Peretola e sul Galilei, approderà nel Core network, fra gli scali strategici d’Europa, solo a due condizioni: 1) il via libera del Consiglio regionale alla nuova pista dell’aeroporto di Firenze; 2) la fusione delle società di gestione dei due scali in una holding.
Oggi Peretola e il Galilei sono in seconda fascia, nel 
network dove Passera ha collocato anche Brindisi, Trapani e Lamezia Terme. La prospettiva del «ritorno in A», piace a Rossi e Renzi, una volta tanto in sintonia per lo stesso obiettivo (salvo scontrarsi, un’ora dopo, sui destini del Maggio musicale). E fanno festosi cenni d’assenso il pisano Fontanelli e i sottosegretari fiorentini, Erasmo D’Angelis del Pd e Gabriele Toccafondi del Pdl, impettiti partecipanti al vertice.
ROSSI rassicura il ministro. Scandisce i tempi: in luglio il Consiglio regionale «adotterà» il piano della Piana; entro dicembre lo approverà. Il governatore si blocca. Ma tutti sanno che cosa vorrebbe aggiungere: «Se non passa mi dimetto e... tutti a casa». Pensiero che fa breccia (le finestre della sala ministeriale si affacciano su Porta Pia) in Matteo Renzi. Che rinforza: «Fra adozione e approvazione, quindi fra luglio e dicembre, Firenze farà il progetto di fattibilità della nuova pista».
Manca il «Bastian contrario», ossia Andrea Barducci, presidente della Provincia di Firenze, vicino a Sesto e Campi, i comuni ribelli della Piana. Lo rappresenta l’assessore Marco Gamannossi: che non apre bocca.
E la 
holding? Tutti, davanti a Lupi, lasciano intendere che si farà. Ma è ovvio che, intorno al tavolo della fusione, la Sat di Pisa vorrà far valere i suoi «volumi» (quasi 5 milioni di passeggeri l’anno che possono diventare 6-7), e le capacità della manager, Gina Giani. Ma Peretola è pur sempre lo scalo del capoluogo e Matteo Renzi, aspirante leader del Pd, non lascerà solo Marco Carrai, presidente di Adf, anche se Firenze non arriva a 2 milioni di passeggeri e ha uno sviluppo massimo di 3-4. Decisivo sarà il ruolo di Rossi. Sempre che tre consiglieri del Pd contrari alla variante (Paolo Tognocchi, Fabrizio Mattei, Vanessa Boretti) non cambino idea. Senza i loro tre voti la maggioranza non ha i numeri. Allora addio core (la serie A degli aeroporti). Perché il ministro milanista non firmerà la «promozione» senza garanzie. (La Nazione)


giovedì 20 giugno 2013

Una donna e Mussolini

DOMENICA 30 GIUGNO  2013
ore 21,30
AL PERETO  DEL TEATRO LA BARACCA

UNA DONNA
 e MUSSOLINI

 La storia d’amore fra Mussolini rivoluzionario socialista e 
la pistoiese anarchica Leda Rafanelli.
La relazione fra Mussolini  e la Rafanelli  durò pochi mesi: dal marzo 1913 all’ottobre 1914; qui si  presentano in forma scenica le lettere d’amore che lui  le scrisse, e che lei commenta e introduce.

Rielaborazione e lettura a cura di Maila Ermini
Con Gianfelice D’Accolti

Ingresso con offerta libera.
Teatro La Baracca, via Virginia Frosini 8, Prato.
Telefono 0574-812363  www.teatrolabaracca.com    labaracca@tin.it
E’ consigliata la prenotazione.  In caso di pioggia lo spettacolo avrà luogo all’interno del teatro.



Candidati PD

Sui giornali è aperta la caccia al candidato Sindaco del PD di Prato per le prossime elezioni.
Parlano di Biffoni, un bel ragazzo piacione, che però è troppo piacione, renziano ma un po' meno, quel tanto che basta per non cambiare nulla negli assetti del potere pratese. E' quello che vogliono e cercano a ogni elezione. Io gli avrei preferito Oliva, che mi sembra molto più avanti e libero.

Si parla anche di Mattei. Il vecchio che avanza e che devono riciclare.

Puttane di Stato

Alla ricerca di soldi, per non aumentare l'IVA!, qualcuno (la Lega) pensa di tassare le prostitute. E quindi di legalizzarle. Ma a chi è venuta questa bella idea? Non mi dire che si tratta di uomini! Che fantasia, che rigore morale, che profili di politici!

E poi viene proprio da ridere! L'introito per lo Stato sarebbe irrilevante, l'evasione fiscale enorme. Andrebbero solo le puttane a nero, con conseguente ulteriore abbrutimento delle donne.

Questi politicanti fasulli o chi per loro pensano qui di essere in Olanda.

Dove, tra l'altro, a smentire chi dice che le prostitute per le strade sono una visione squallida e per questo bisogna riaprire le case chiuse eccetera, basta farsi un giretto per Amsterdam, quartiere a luci rosse, per farsi venire il vomito.

Lo Stato che guadagna dalla prostituzione non è morale, come sosteneva la Merlin.
Infatti l'Olanda fa mercato e turismo sul sesso, ci guadagna sfacciatamente, in linea con la propria cultura bancaiola e mercantile, poco guardando per il sottile, a volte, alla dignità dell'essere umano. Money is first.

Io partirei con un programma di educazione sessuale nelle scuole, tanto per cominciare alla lontana. Come direbbe la mia Matilda.

Non solo le donne sono sfruttate per le loro prestazioni domestiche, assistenziali senza nessun compenso, le mule di casa, perno di tutta l'economia nazionale (che succederebbe se le donne si fermassero in casa? non è questa una forma camuffata di schiavitù che ancora resiste a tutto?); ora anche puttane di stato.

Intanto leggetevi questo documento contro la legalizzazione della prostituzione della professoressa emerita e attivista americana Janice G.Raymond.


"10 Ragioni per Non Legalizzare la Prostituzione
di  Janice G. Raymond. 
Coalition Against Trafficking in Women International (CATW) (25 Marzo 2003)
    
Le seguenti motivazioni sono rivolte a tutti gli stati che sostengono le forme di   prostituzione, includendo ma non limitandosi alla piena legalizzazione dei bordelli e dei lenoni, alla depenalizzazione dell’industria del sesso, regolando la prostituzione per mezzo di leggi che ad esempio indicano o comandano dei controlli sanitari per le donne che si prostituiscono, o ogni sistema in cui la prostituzione é riconosciuta come un « lavoro del sesso » o che la sostiene come una scelta di impiego.

Poiché i paesi stanno considerando di legalizzare e depenalizzare l’industria del sesso, vi esortiamo a considerare i modi in cui, legittimando la prostituzione come « lavoro », non si rafforza il potere delle donne che si prostituiscono ma si rafforza ogni aspetto nell’industria del sesso.

  1. La legalizzazione/ depenalizzazione della prostituzione é un regalo per i lenoni, i trafficanti e l’industria del sesso.
  2. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione e dell’industria del sesso promuove il commercio del sesso.
  3. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione non controlla l’industria del sesso. La espande.
  4. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione aumenta la prostituzione clandestina, nascosta, illegale e di strada.
  5. La legalizzazione della prostituzione e la depenalizzazione dell’industria del sesso aumenta la prostituzione minorile.
  6. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione non protegge le donne che si prostituiscono.
  7. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione aumenta la domanda di prostituzione.Essa aumenta la motivazione degli uomini a comprare le donne per ottenere prestazioni sessuali in una serie molto più ampia e permissiva di contesti socialmente accettabili.
  8. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione non favorisce la salute delle donne.
  9. La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione non rafforza la scelta delle donne.
  10. Le donne nel mondo della prostituzione non vogliono che l’industria del sesso sia legalizzata o depenalizzata."
Per il resto del documento,  dove si approfondiscono i singoli punti:

Il piccolo Pereto alla grande

Il Pereto piace molto. Dopo gli spettacoli la gente non vuole andare via.
Anche stasera, per l'anteprima di Fata Perina, applauditissima, è stato così.

Per me stasera una vera e propria sperimentazione su un testo completamente in rima con tema fantastico; il rischio è quello di essere sdolcinati, banali quando si tratta con tale materia, e dunque non  facile: eppure i ragazzi non hanno fatto una mossa, hanno riso, e sarebbero rimasti ancora un'altra oretta, o, come ha detto una bambina: -Ricomincia daccapo.
La canzone finale, eh, quella mi è venuta proprio bene: timbro giusto, fiato, recitazione, musica quasi perfetta - un valzerino semplice semplice che ho composto in la maggiore-, ma la musica, così suonata nel recitato, com'è difficile a eseguire!

C'è più gente rispetto all'anno passato e, per ora, discretamente generosa.
Per Una donna e Mussolini  - spettacolo clou dell'estate -, abbiamo già diversi prenotati; per cui, chi fosse interessato, si sbrighi a chiamare.
Da noi, uno spettatore, che arriva fino a la Baracca lasciando le luci e le fanfare del centro, vale dieci.
Abbiamo bisogno di questo calore, grazie.

mercoledì 19 giugno 2013

Favola criminale: la nonna racconta l'omicidio di Perugia

In una città chiamata Perugia, tanti e tanti anni fa, in una casetta, vivevano alcuni studenti di buona famiglia, tutti bellini e bravi. Tutti bianchi europei, e c'era anche una bella ragazza americana; e solo uno era nero. Ed evidentemente cattivo.
Una sera, così raccontano, a qualcuno gli venne in mente di fare un giochetto strano, ma una delle ragazze disse di no. Non si sa come non si sa perché, la ragazza, che era inglese e bianca, e che aveva detto di no, fu uccisa.

Quando arrivò la polizia, tutti dissero (erano in tre) che nessuno era stato, - insomma la stessa risposta di Ulisse a Polifemo - ma fu evidente subito a tutti la colpa era del ragazzo negro.

Però la cosa non tornava nemmeno, che il ragazzo nero si difese e disse che lui non era stato a condurre quel gioco finito male; o che non era stato solo lui. La colpa era anche degli altri due.

Ma allora era colpevole anche il bravo ragazzo europeo e la ragazza americana? Sembrava a tutti impossibile.

Dopo vari processi e vari giorni di galera, qualcuno ci provò a incastrarla!, la ragazza americana grazie all'America americana, fu fatta tornare in America. Ah, certamente lei era innocente, essendo dell'America americana!

Poi dei giudici, incaponiti, dissero che le cose non erano state tanto chiare, e che dovevano rifare il processo. I due ragazzi accusati non erano affatto innocenti; c'era sembra concorso di colpa...
Intanto l'unico rimasto in galera era il ragazzo negro, che era stato incastrato dalle prove...; gli altri, in particolare la ragazza americana grazie all'America americana non tornò più nella città di Perugia. L'altro che rimase, pur bravo ragazzo bianco di buona famiglia, tuttavia non era americano e cercò di difendersi come poté, fino a quando...

Qui il racconto si interrompe, la favola criminale, dice la nonna, finirà di raccontarla un'altra volta, quando la memoria le riporterà dettagli che oggi non ricorda.

La Maturità e i Professori sottopagati

E' disgustosa la retorica sull'esame di Maturità e l'eco che la notizia degli esami ha sulla stampa.

Propongo invece di parlare di come i professori siano pagati male e peggio considerati, anche e proprio durante gli esami: per un mese in più di grosso lavoro prenderanno mediamente 200 euro in più.

Vergogna.

La Notte Nera della Periferia 3: Galciana

Galciana, questo grande paesone della città di Prato, ha la sua storia, anche se non si vede, deturpata nel '900 dalla disordinata espansione industriale che ha contraddistinto tutta Prato.
Sembra sia figlia dei Longobardi, che ci coltivavano il riso.
La sua storia risplende un po' nella vecchia chiesa di S.Pietro, di un romanico delicato e commovente, di cui nessuno si cura, visione che peraltro viene sciupata dall'orribile chiesa moderna che le hanno costruito accanto.

La cittadina ha un po' di respiro grazie alla sede della Circoscrizione Ovest e, soprattutto alla biblioteca, punto di riferimento non solo degli abitanti di Galciana.

I testimoni di Geova che ci hanno costruito una sede importante non producono attività culturale, ma solo traffico e caos in occasione delle loro ricorrenze.

Per il resto, a parte la Pro Loco che piuttosto negli anni passati si è curata di sfilate di moda, i soliti circoli piuttosto malandati, non ci risulta pervenuta nessuna vita culturale o altro. In particolare dal declino, anzi dallo smantellamento avanzato delle circoscrizioni si potrebbe quasi parlare di morte civile e degrado in atto (e non solo per colpa dei cinesi).

Non sappiamo prevedere cosa succederà quando il discusso ospedale che le hanno costruito in pancia sarà messo in funzione.

Al momento è soprattutto un dormitorio, dato che i tessitori rimasti sono davvero pochi e le vecchie grandi fabbriche sono state trasformate in appartamenti.

L'ex-cinema non diventerà teatro perché i soldi non si sa che fine hanno fatto, così come si legge in questi articoli del Il Tirreno:

"Niente centro di aggregazione a Galciana. Altre case al posto del teatro. C'era una volta il "Cinema Nuovo" a Galciana, tanto frequentato dalla gente negli anni Sessanta. Doveva diventare un teatro di periferia (a Prato fuori dal centro c'è solo "La Baracca" di Casale) con 200 posti, negli spazi di proprietà della Curia e facenti capo alla parrocchia di don Luca: di quei 774mila euro stanziati all'epoca della seconda giunta Mattei non se ne sa più nulla. Un centro di aggregazione che i galcianesi aspettano da anni, un intervento voluto dalla Circoscrizione e dalla Curia che l'amministrazione l'avrebbe concesso in comodato per una ventina di anni. «Un impegno che rischia di saltare - fa sapere il presidente Mosca - perché sarebbe intenzione dell'amministrazione costruirci lì degli appartamenti. Una promessa non mantenuta». (!8/06/2011).

"PRATO. Il Comune decide di non onorare una convenzione con la Diocesi per la ristrutturazione del teatro di Galciana, lasciando incredulo il parroco Don Luca Rosati. Tecnicamente l'operazione è un ristorno come spiega immediatamente l'assessore ai lavori pubblici, Roberto Caverni.  «Abbiamo deciso di non versare i 770 mila euro in cambio del comodato d'uso ventennale del teatro inizialmente previsti perché esiste una norma specifica che impedisce agli enti locali di impegnare risorse in beni appartenenti a terzi. Sul contratto stipulato dalla scorsa amministrazione nel lontano 2005 si potrebbe pertanto ipotizzare un profilo di irregolarità». Chiaro il concetto. Di fronte ai vincoli di finanza pubblica Caverni e i suoi colleghi hanno deciso di non correre il rischio di vedersi mettere gli occhi addosso dai giudici della Corte dei Conti. Solo una questione di metodo? Difficile immaginarlo, almeno ad ascoltare le parole di Caverni: «Dobbiamo già provvedere a tanti, troppi spazi dedicati ai teatri a fronte, invece, di disponibilità di bilancio calanti». E proprio nel merito viene ribaltata questa analisi da Don Rosati. «Se il problema è avere troppi teatri potremmo pensare ad eliminarne qualcuno in centro. Penso che sia un errore cancellare in toto l'aspetto culturale in una zona già di per sé povera di spazi d'aggregazione. Anche soltanto pensando al nuovo ospedale il Comune dovrebbe agire per riqualificare la circoscrizione Ovest». Il parroco di Galciana non vuole surriscaldare gli animi. All'amministrazione rivolge soltanto un'accusa di indelicatezza per aver cambiato le carte in tavola. E, cosa ben peggiore, senza alcuna comunicazione ufficiale al diretto interessato. Il punto apicale d'amarezza Don Rosati lo raggiunge quando pensa a tutto l'impegno sprecato in 6 anni. «C'è stato un rimpallo e un tergiversare assolutamente incomprensibile» dice sconsolato. Inutile il lavorio della parrocchia, che di suo si era già messa d'impegno per presentare un progetto meno oneroso, scendendo nel budget. Non è bastato per evitare il ritiro unilaterale del Comune. Contro il quale Don Rosati pensa di investire i suoi superiori per programmare delle mosse a cautela della convenzione". (C.A.Poli, 11/11/2011)

Le delibere di giunta e Gonfienti

Andando a cercare, tanto per curiosità, una delibera comunale di qualche tempo fa mi ha colpito la facilità con cui vengano assegnati i soldi e spesso senza chiarire un bel niente, con frasi generiche, rituali; i discorsi introduttivi non introducono che aria fritta,  e spesso quelli successivi non mostrano bene a chi e come i soldi vadano.
Il linguaggio usato è sbrigativo e veloce, il solito burocratese, ma andante sempre più di fretta; si capisce che non c'è nessuna voglia di dare spiegazioni più approfondite.

E' chiaro, per esempio, che se necessario, i soldi li trovano insieme alla giustificazione per farlo. Per questo penso che se avessero voluto, avrebbero potuto assegnare un po' soldi per la Città Etrusca, tanto per fare un illustre esempio. Sarebbero andati a cercare le parole adatte, del tipo: "Considerato che la Città Etrusca...Visto che...Visto l'articolo...". Non l'hanno voluto fare. Sono proprio questi documenti, in particolare le Delibere di Giunta - le più sbrigative e perentorie - , che dimostrano questa non volontà.

martedì 18 giugno 2013

Pratoincontra e il mio cachet (che mal di testa)

Un amico mi segnala un post del blog radicale Liber@mente di Vittorio Giugni, che riguarda Pratoincontra e che copio qui sotto.
Sì sì sapevo sapevo, anche se non nei dettagli.
Torno adesso da teatro, prove all'aperto, col caldo. Per pochi spiccioli, anche se la soddisfazione è tanta. Ho mal di testa, una lieve nausea.
Che dire? Mi fa piacere che dopo anni che denuncio questo sperpero e questa propaganda a nostre spese, qualcuno, che può accedere a documenti del Comune più facilmente di altri, possa renderci edotti di tanto spreco.
Beninteso, per tale evento, nel passato, è stato speso anche di più. 

Per il mio spettacolo, Cuori di donna, io prenderò briciole rispetto a quello che prende il Veronesi regista. Lui per due chiacchiere incassa 10.000 Euri; io per uno spettacolo ne prenderò 1.000. 
Che tra l'altro come un dio (ma de che ma de che!)  insieme alle altre 'cimazze prateronzole' campeggia in gigantografie come emblema della pratesità vincente davanti all'inutile Pecci.
Che ingiustizie. Che volgarità. 
Serve un cachet, ma per il mal di testa.

"Prato Incontra" è la denominazione che il Comune di Prato ha assegnato ad una simpatica serie di quattro chiacchierate tra Sandro e Giovanni Veronesi ed alcuni nomi in vista della cultura e della musica italiana. Sotto il coordinamento artistico del regista Giovanni. Il primo incontro ha visto colloquiare, in una splendida Piazza del Comune stracolma di cittadini, proprio il più giovane dei Veronesi con Giuliano Sangiorgi, amatissimo frontman dei Negramaro! Prossimamente è in calendario l'incontro di Sandro Veronesi (Premio Strega 2006) con l'amico scrittore Niccolò Ammanniti (Premio Strega 2007)!



A seguire, riteniamo, verranno effettuati altri due incontri! Con date ed ospiti ancora sconosciuti.
Quel che è noto, invece, è che con una delibera della Giunta Comunale del 12 giugno è stata autorizzata la serie d'incontri e sono state concesse al Dirigente le risorse per farvi fronte. Si tratta di una somma pari a 105.000 euro!! (Che vanno ad aggiungersi ai 250.000 stanziati per il Festival del Pane e dintorni; ai 500.000 per l'acquisto di due opere d'arte! Somme che, di qui a poco, si dilateranno ancor di più poichè ci sarà da far fronte alla Pratestate-già stanziati i primi 150.000 euro-, al Settembre Pratese, alla riapertura del Museo Civico di Palazzo Pretorio, ecc. ecc. Noi non siamo affatto contrari a queste spese "voluttuarie". Ci meravigliamo soltanto per le risorse che, al di là delle lamentele, i Comuni ancora, evidentemente, possiedono in una certa abbondanza...!!)
Con un provvedimento dello stesso giorno, 12 giugno, il Dirigente ha disposto impegni di spesa per circa 55.000 euro così ripartiti (primi due eventi): 

24.200 al Sig. Gianluca Bertoletti, ideatore ed organizzatore di "Prato Incontra" 2013; 

24.200 alla Ditta OGI Film;   

6.050 euro alla Ditta Villa La Grotta per la logistica delle manifestazioni in parola. 

Per un totale di circa 54.000 euro complessivi!! 

Gianluca Bertoletti, oltre che della propria ditta individuale, è anche proprietario della Ditta Villa La Grotta (insieme alla sorella Claudia..). La OGI Film, invece, è di proprietà di Giovanni Veronesi (al 95%) e della sua compagna, l'attrice Valeria Solarino (5%)!! 
Del budget assegnato (105.000 euro) rimangono altri 51.000 euro per i prossimi due incontri che completeranno il cartellone!!
Qualche osservazione e qualche commento ci sembra doveroso!!
Noi riteniamo giusto e corretto che chi presta una sua opera, manuale o d'ingegno creativo, debba essere sicuramente remunerato!!
Appaiono, però, assai sproporzionati, almeno al nostro occhio profano, alcuni dei compensi fissati dal Comune di Prato in adesione, evidentemente, alle richieste dei prestatori d'opera. Al netto dell'IVA i cachet di Gianluca Bertoletti (per le due ditte impegnate..) assommano a 12.500 euro a serata!

Così come assai "remunerativo" appare il compenso riservato a Giovanni Veronesi: 10.000 euro ad evento!! Non vogliamo fare demagogia, ma quella cifra, per una serata di chiacchiere con un amico musicista, non la raggiunge un cassintegrato in un anno e nemmeno uno dei milioni di pensionati da 800 euro al mese!! L'ultima osservazione che desideriamo fare riguarda il grande battage pubblicitario che i media locali hanno riservato alla presenza a "Prato Incontra" 2013 dei due Veronesi Bros!! A dire della stampa locale sembrava quasi che la loro partecipazione fosse un omaggio alla comune "pratesità"!! Viceversa pare trattarsi di una normale transazione commerciale tra artisti e committenti pubblici! 
Il che, se permettete, fa assumere alla gradevolissima iniziativa del Comune di Prato un altro sapore. Con un retrogusto amarognolo!!  (Vittorio Giugni)


Fata Perina

Domani, mercoledì 19 giugno, ore 21,30 al Pereto del Teatro La Baracca,  Fata Perina, fiaba teatrale in rima per bambini e grandi che non vogliono crescere.
Insieme a lei ci saranno altri personaggi di cui Fata Perina racconterà la storia: Strega Abrasiva, Folletto Rametto, Re Farfallone e Regina Lucertola...
Un poema fantastico dagli echi shakespeariani. 
Scritto e interpretato da Maila Ermini.
Ingresso con offerta libera.


Teatro La Baracca,  via Virginia Frosini 8,
Casale, Prato. Telefono 0574-812363
labaracca@tin.it

Il sultano Erdogan


Il Sultano Erdogan ha minacciato che utilizzerà l'esercito contro i manifestanti (i laici badate bene) di piazza Taskim e ha detto di non riconoscere il governo europeo che l'ha criticato.

Ma non era questo novello sultano che voleva entrare nella comunità europea?

Altro che primavere arabe e turche! Qui e altrove il potere - semiconfessionale, religioso - schiaccia  ogni possibilità di pluralismo.

Altro che democratizzazione dell'islamismo ci presenta il partitAdalet ve Kalkınma Partisi (Akp), il 'Partito della Giustizia e dello Sviluppo', del Sultano Erdogan!

Non basta mettere un ministro di colore

E' ridicolo: avendo messo, come ministro all'integrazione, la dottoressa  Kyenge,  il governo italiano pensa di aver risolto la questione dell'integrazione.
Si sospetta una bella operazione di facciata, di perbenismo, di cui tra l'altro è difficile parlare perché  si entra nel  campo minato dell'accusa di razzismo, insomma non si è del tutto liberi, come l'articolo di Sartori sul Il Corriere ha dimostrato. Il Corriere ha punito il professore perché ha osato criticare la ministra.
Eh, no.
Per  l'integrazione e contro il razzismo è necessario trattare il ministro in questione come tutti gli altri, e se sbaglia, dirglielo.
La ministra, che deve fare la ministra, non può trincerarsi sempre dietro la questione del colore della pelle e del presunto razzismo. Altrimenti il suo mandato rischia di riassumersi solo in un beau geste politico,  un simbolo.


lunedì 17 giugno 2013

Il nodo del Soccorso

Ricevo da Filippo Bonanni del Comitato del Soccorso di Prato. Riguardo alla Partecipazione dei Cittadini mi permetto una noticina, essendo io stata bandita da tutti i comitati un tempo per averlo sostenuto: non esiste, è stata eliminata prima ancora che nascesse; è contraddittoria rispetto al sistema politico attuale fondato sui partiti e chi dichiara di sostenerla, o appartenendo a un partito sostiene un comitato, "mente sapendo di mentina"; in genere, come l'asfaltatura delle strade, avviene solo prima delle elezioni.

"Ciao a tutti,
in allegato (n.d.r: qui sotto) l'articolo apparso domenica su La Nazione e di seguito la nostra replica che verrà pubblicata domani sul giornale: 
Solo pochi mesi fa l’on. Mazzoni tuonava dalla carta stampata ribadendo che l’unico progetto al vaglio del Governo era il viadotto e che qualsiasi nuova previsione avrebbe comportato la ripetizione di buona parte dell’iter fin qui svolto. Oggi invece ci fa sapere che sarà il Governo a decidere. 
L’onorevole sa benissimo che l’unico progetto definitivo presentato dal Comune è il viadotto e che le altre soluzioni sono state incluse nello Studio di Impatto Ambientale come comparazioni volte a far emergere la bontà del progetto scelto dall’amministrazione. Ma sa anche bene che probabilmente l’opera sarà fatta dalla prossima giunta e quindi è preferibile non alienarsi un consistente bacino di voti alle prossime elezioni mantenendo, almeno nelle apparenze, posizioni meno “talebane”. 

Due cose tradiscono però questa operazione di facciata: le sue stesse parole proseguendo nella lettura dell’articolo, in cui comunque ricorda che “non sarà possibile decentrare i fondi su progetti alternativi”, monito per tutti che la scelta fatta non si cambia, arrivando quasi a dichiarare che ora che il meccanismo è in moto, il Comune non ne ha più alcun controllo. 

L’altra è la costante azione dell’amministrazione per la cancellazione di qualsiasi accenno all’interramento nei documenti pubblici. Il Piano Strutturale giunto in consiglio a maggio 2012 recava le indicazioni dei tecnici e dei cittadini relative alla necessità di potenziare la declassata mediante l’interramento di alcuni suoi tratti. Con un emendamento dei consigliere Giugni e Berselli – mai discusso e votato a maggioranza – venivano cassati tutti i riferimenti alla parola interramento. 

Un’altra dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la Partecipazione è qualcosa di cui riempirsi la bocca, ma che all’atto pratico, quando si oppone alle scelte cieche dei politici, viene bellamente liquidata. 

Ricordiamo infine che sono in corso accertamenti da parte della Corte dei Conti per le modalità con cui l’ing. Frasconi ha selezionato la ditta incaricata di redigere lo Studio di Impatto Ambientale in attesa che si pronunci anche la Procura della Repubblica. 
Concludiamo dicendo che speriamo che il nodo del Soccorso venga risolto ma con la sola soluzione urbanisticamente accettabile: l’interramento."


Emma: la Turchia non è come la Cina?

Dunque, la Turchia si sta dimostrando un paese incivile in questi giorni di protesta.
Ora la Bonino, come tutti i Radicali sostenitrice dell'entrata nella UE della Turchia, deve dire qualcosa al riguardo del rispetto dei diritti umani in quel paese.
Come farà a entrare nell'Unione Europea dopo tutto questo massacro?

Così come si accusa chi non parla della violazione dei diritti civili in Cina (come accade a Prato), per coerenza lo si dovrebbe fare per la Turchia.

Bonino, come Ministro proprio non vai! Malino malino!

Prato, città spezzata

Mentre mi accingo a prendere la bici per affrontare la città, penso a quanto Prato sia 'città spezzata'.
Non si può capire se si viaggia in macchina, ma solo se a piedi o in bici.

E' una città solcata dalle strade a scorrimento veloce (tangenziale e declassata), dall'autostrada, e tutto è stato fatto in funzione del traffico veicolare, spezzando in varie parti la città, creando ostacoli alla comunicazione cosiddetta alternativa (e qualche volta hanno fatto disastri anche per l'altra, ma molto meno, in confronto).

 La tangenziale ha rotto il passaggio da est a ovest e viceversa nella Circoscrizione Sud e Ovest, per cui San Giusto e Grignano sono isolati da Galciana, Vergaio, Casale, eccetera.

Nessun problema a costruire la Multisala e la Grande Coop; mentre il vicino e farraginoso sovrappasso pedonale che si vede nella foto (e con le bici cosa come si fa, si mettono sul montacarichi laterale?) è ancora da finire. Provate un po' a passare alla rotonda con la bici, e poi vedrete...Ne va della vostra vita.

Intanto a Prato i ciclisti continuano a morire investiti. Bravi, bravi, continuate così.


Un mondo di macchine
canterò
un mondo fatto
a misura
di robot...

Io ho diritto di parlare di cultura, molti altri dubito

L'assessore Beltrame ha dichiarato che la cultura è il motore della nostra crescita, della crescita della  città; Massimo Carlesi l'ha contestata, dice in sostanza che in questi anni  è stato agitato solo fumo.

In questi anni noi che facciamo cultura in periferia, con le nostre forze come ieri sera, non abbiamo visto nessuno dei due.

Questo è un fatto. Eppure li abbiamo invitati tante volte. Nessuna autorità che venisse a riconoscere quello che è rimasto l'ultimo avamposto di cultura in città fuori dal centro, se si esclude qualche sparuta iniziativa presso i soliti circoli.

Non crediamo più alle vostre chiacchiere. Qui si fatica semplicemente per resistere, per mangiare.

Cosa volete che ce ne importi di questa guerra fra fazioni, in cui ognuno combatte per rimanere in sella?

Caro Massimo, la tua compagna di partito, Luisa Peris e compagnia, ci ha completamente snobbato in questi anni; e così hanno fatto gli altri.

Qualcuno sostiene che Beltrame (confesso una mia debolezza nei suoi confronti, la amo e la odio, è megalomane ma ha temperamento), che Beltrame ha tagliato i ponti con certo sistema di Sinistra; può darsi, ma non mi sembra proprio; il sistema persiste, purché modificato (lei stessa voleva creare il 'sistema della cultura' in città): si veda il Metastasio, dove la direzione e la presidenza snobbano gli artisti locali. I professionisti.
Nessuno di loro ha visto un'opera come Cafiero Lucchesi. E naturalmente nemmeno è stata presa in considerazione per la stagione. (Solo l'assessore Pieri ha avuto il coraggio di portarlo a Officina Giovani).

Magelli, Luconi, Cecchi: fanno finta che non esistiamo. Cecchi nemmeno ha risposto alla  lettera in cui chiedevo attenzione per la mia opera. Solo una volta ho visto Magelli a La Baracca; per il resto si vedono in giro solo per fare promozione al teatro centrale. Tutto in funzione del centro, della centralità, di loro stessi; gli altri possono pure crepare! 

Mi sembra che a un sistema se ne sia sostituito semplicemente un altro. Prima c'era Tiezzi e ci guardava dall'alto in basso come se fossimo cacche; questi no, ma la sostanza non cambia.

Ricordo assessori che sono venuti nel mio teatrino, e ridacchiavano. Ridacchiavano perché dicevo loro che avrei fatto il teatro nel pereto, e mostravo loro il piccolo spazio. Eppure la gente è incantata nel pereto, è un piccolo spazio, ma bellissimo, la gente dopo lo spettacolo non se ne va, la devi mandare via!

Sì, ogni tanto ci danno un contentino; quest'anno la stagione del nostro piccolo teatro è stata 'pubblicizzata' dal Comune, e io faccio uno spettacolo. Nel passato era esattamente lo stesso. Ma sono contentini frutto, tra l'altro, di battaglie molto faticose, che tolgono energia.
Era il minimo del minimo che si poteva fare per chi sta sulla barricata da più di vent'anni. Che offre un servizio alla città! Un servizio che in vent'anni non è costato che quasi nulla!
Carlesi lo sa, ci siamo conosciuti bene.

E' stata distrutta ogni spinta culturale che non venisse da loro, da Destra o da Sinistra. Non ci sono più spazi alternativi, non c'è più niente da anni. Ora è poi il deserto e non so come fa ancora ad esistere il mio teatro, anche ieri sera un po' di gente c'era, un miracolo.

Di cosa dunque parlano questi signori? Cosa ne sanno della cultura?

Senza contare che nulla è stato fatto per Gonfienti, che avrebbe dovuto esser la priorità delle priorità, nemmeno dal signor Nesi, da NESSUNO. Anni perduti, amicizie incrinate, litigate, oltre al lavoro che è stato speso. Risultato? NIENTE.

Cosa dire poi del fallimentare PECCI? Il vuoto assoluto. La cosa migliore che si possa pensare di questo museo è che ormai è diventato simbolo dell'arte moderna, inutile e brutta, marchettara, indecifrabile e inspiegabile per i cittadini.

Voi continuate il gioco del potere, continuate a intendere la cultura come vetrina nonostante tutto, mentre noi siamo qui a mettere insieme il pranzo con la cena, con le ossa rotte perché facciamo tutto da soli, tutto, da vent'anni (ma siamo partiti prima, e posso dire da trentacinque anni), senza nessun incoraggiamento, nessun conforto, anzi!, e sappiamo sulla nostra pelle cos'è la cultura.

Io ho diritto di parlare di cultura, molti altri dubito.
Il Pereto del Teatro La Baracca

P.S. Per Beltrame: assessore, la cultura è un bene che ci possono togliere eccome!

domenica 16 giugno 2013

Calvana Arcaica Arcana

Ricevo dal Prof. Centauro questo invito, che estendo ai lettori del mio diario:













































"Giovedì 20 Giugno ore 21.30, nella sala delle conferenze del Museo di Scienze Planetarie, per gli incontri de “L’ Universo del Giovedì”, l’Associazione “Via Etrusca del Ferro” e la Sezione del CAI di Prato presentano, in occasione della serata “Calvana Arcaica Arcana”, il video in prima visione di David Fastelli “Ricostruzione Virtuale del sito di Poggio Castiglioni - La Bucaccia”.
Introdurranno la serata alla presenza dell’autore il prof. Giuseppe Alberto Centauro, presidente dell’Ass.“Via Etrusca del Ferro” e prof. Fiorenzo Gei, presidente del CAI - Sez. di Prato.
A dieci anni dalla pubblicazione del libro “Ipotesi su Camars in Val di Marina. Dalla città etrusca sul Bisenzio all’ identificazione di Clusio”, nuovi studi confluiti in una Tesi di Laurea in Scienze Geologiche (“Geoenviromental survey of the ancient anthropic landscape of the Bucaccia site – Calvana Mountains, Prato”, rel. prof. C.A. Garzoni, corr. Prof. G.A Centauro) hanno consentito di realizzare a cura dello stesso autore una ricostruzione virtuale in modellazione 3D, del suddetto sito, riconoscibile insediamento protostorico che oggi potrebbe identificarsi proprio nel mito di Camars, alle origini stesse della città etrusca sul Bisenzio.
La storia del territorio lega indissolubilmente i Monti della Calvana alle più antiche antropizzazioni umane, dal neolitico all’età del Bronzo con le tribù appenniniche degli Umbri e dei Popoli venuti dal mare.
Ma è con l’età del Ferro, sotto il dominio etrusco, che i siti d’altura si espandono definitivamente nella pianura, raggiungendo la loro massima importanza. La storia di Camars e degli Umbri Camerti che contribuirono a generare l’etrusca Clusio, oltre ad evocare la presenza di culture arcane, si riflette nella fondazione della metropoli etrusca di Gonfienti voluta dalla coalizione delle élites etrusche quale crocevia dei traffici transappenninici del Ferro (dal Tirreno all’Adriatico), strategicamente posta inter amnes tra la Marina e il Bisenzio ai piedi dei contrafforti meridionali della Calvana. Testimone principale di questo processo di sviluppo è il sito sommitale di Poggio Castiglioni/ La Bucaccia, probabile sede di un evoluto insediamento arcaico, anche per le inusitate dimensioni del suo perimetro murario, fin qui dimenticato, persino escluso dalla Carta Archeologica della Provincia di Prato".


Gli attori vanno pagati

Ricevo da Gabriele Cecconi e volentieri pubblico. Tuttavia, mi permetto una chiosa, purtroppo spiacevole, perché ancora mi risulta, sicuramente per colpa della Regione Toscana o di chissà chi, che gli attori de Il Seminarista ancora non siano stati pagati...Gianfelice D'Accolti è molto arrabbiato perché ancora non è stato pagato per il suo ruolo nel "Seminarista"; e non considero me, perché io avevo un piccolo cammeo, e non importa...Non è tanto per il miserrimo compenso, ma per rispetto verso chi lavora che bisogna pagare gli attori entro un tempo congruo: è passato un anno dalle riprese. Altrimenti di che lavoro parliamo? Oppure il nostro non lo è? Solo per il fatto che corrono davanti alla macchina da presa cani e porci, che tutti 'vogliono fare cinema', ci si permette di trattare così il lavoro e quindi di abbassare il livello della qualità. Fare cinema senza pagare gli attori, dico gli attori professionisti , non solo non è corretto, ma anche dannoso per il cinema stesso.

"Il cinema di Gabriele Cecconi
Prato estate 2013 - La cultura in piazza
 Un ciclo di incontri organizzati all’interno della Prato Estate dalla Libera Università di Promozione Culturale e dal Comitato di piazza Mercatale.
Martedì 25 giugno il giornalista Federico Berti tratterà Il cinema di Gabriele Cecconi.
Giardini di piazza Mercatale, ore 21, 30, ingresso libero.
Il giornalista Federico Berti incontra il regista Gabriele Cecconi e con lui parlerà del suo cinema passato, presente e futuro. Si inizierà dagli esordi con il mediometraggio a soggetto Padule, ricordo di una strage (1986) che lo ha fatto conoscere nell’ambito della critica (fu premiato da Carlo Lizzani e Roberto Benigni), continuando con i quattro mediometraggi a soggetto sulla storia della deportazione, della Resistenza e del primo dopoguerra a Prato (Prato 1944Domani è un altro giornoLuci nel buioEppure, quando guardo il cielo), per poi passare ai cortometraggi dedicati ai dieci comandamenti (Non desiderare la roba d’altriRicordati di santificare le feste,Non uccidereNon avrai altro Dio all’infuori di meNon rubare) e al suo primo lungometraggio Il seminarista di prossima uscita.
Saranno mostrate alcune scene ed in particolare sarà proiettato per la prima volta il cortometraggio Non rubare, la storia molto attuale di un pensionato ex artigiano tessile in gravi difficoltà economiche. Sarà anche ricordato Carlo Monni (foto qui sotto) che ha interpretato (proprio in piazza Mercatale, a pochi metri dai giardini dove avverrà la proiezione) in maniera mirabile un ruolo drammatico per lui insolito in Ricordati di santificare le feste."




Un consiglio comunale inutile


Quanto ricevo dal Consigliere di Prato Aurelio Donzella fa eco con quanto detto da Beppe Grillo del Parlamento: inutile. Sembra lo sia anche questo nostro consiglio comunale.

"Questo Consiglio Comunale, è sempre più pleonastico.
Questo Consiglio Comunale ha perso da tempo la propria funzione istituzionale di confronto e di programmazione delle dinamiche socio- economiche della nostra comunità.
La sua unica funzione è quella di ratificare burocraticamente la volontà e la routinarietà amministrativa di questa giunta di centro – destra.
All’ ordine del giorno giacciono interrogazioni presentate nel  2011: l’ art. 30 comma 3 del T.U.E.L. prescrive che gli assessori devono rispondere entro trenta giorni.
Nelle varie conferenze dei capigruppo, viene sempre ripetuto il solito rosario che gli assessori non hanno tempo di presenziare alle sedute del consiglio, né di prepararsi per rispondere alle interrogazioni stesse.
Tenete conto che questa giunta ha ben tre assessori in più della giunta del contiguo comune di Firenze, che ha il doppio della popolazione di Prato.
Ieri 13 Giugno, il Consiglio come al solito è iniziato con quasi un’ ora di ritardo sulla convocazione.
Ebbene: dopo l’ approvazione di quattro delibere, votate senza discussione, dopo la  risposta a due domande  d’ attualità ed a quattro interrogazioni, più l’ approvazione di una mozione del PD sui parcheggi pubblici, alle  diciannove,  erano già spariti circa la metà dei consiglieri.
Rimanevano da trattare  e sono stati rinviati due importanti ordini del giorno, uno sull’ istituzione di un fondo a favore delle famiglie in difficoltà, l’ altro sull’ intensificazione delle misure sulla tracciabilità dei pagamenti.
Il Presidente del Consiglio ha chiuso la seduta, con l’ accordo della maggior parte dei consiglieri, alcuni dei quali bonariamente mi dicevano di non arrabbiarmi per queste cose.
Ripeto le mie solite domande:
A che serve questo Consiglio Comunale?
Perché sono solo io a lamentarmi di queste cose?"
(Aurelio Donzella)

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...