sabato 10 agosto 2013

LARIS PULENAS A LUOGOMANO


Sabato 10 agosto, alle ore 19, andremo in scena con LARIS PULENAS a Luogomano, Cantagallo, nell' Anfiteatro della Valbisenzio di Mauri.
E' l'occasione per rivedere il dramma così come lo rappresentammo nel 2008 a Poggio Castiglioni, sulla Calvana, senza ausilio tecnico di nessun genere, sfruttando la luce del giorno fino al tramonto.

Per arrivare a Luogomano, si veda la cartina (Attenzione, la strada che da Luicciana va a Luogomano è dissestata, e bisogna percorrerla molto lentamente).


Per altre informazioni su Laris Pulenas, la sua travagliata eppur unica vita drammatica, si può consultare il sito dedicato: www.larispulenas.it 

venerdì 9 agosto 2013

Vent'anni di Renzi?

Dopo i vent'anni di Berlusconi, ormai evidentemente al definitivo declino politico, siamo pronti per un altro ciclo di dominio ventennale, quello di Renzi.

E' questo l'incubo di stanotte.

Il neo-machiavello fiorentino si sta preparando bene, è ormai allenato per correre la corsa più significativa, quella per andare a Palazzo Chigi.

Ecco il succo della nostra disastrata politica, che ci facciamo abbindolare da questi abili e affascinanti capetti ogni tot numero di anni; e le donne, quelle che dovevano salvare la politica degli uomini, sono le prime responsabili di questo disastro. Come è stato nel caso di Berlusconi.

giovedì 8 agosto 2013

Tornano le Palle Esse-Grosse-Lunghe e intanto...la città cade a pezzi!

Sono quasi pronte le fette di cocomero che i pratesi doc e i cino-pratesi mangeranno il 15 di agosto; e anche il Settembre, con il suo corteggio e la sua fiera, che il Comune intende valorizzare, sono stati messi a punto.

Insomma tutto è pronto per far dimenticare che la città cade a pezzi. Da un punto di vista politico, economico, ma anche concreto.

Cadono i pali della luce in mezzo alla strada; bruciano i capannoni e si trova l'amianto; cadono gli anfiteatri, anzi cadono le persone e si fanno male perché le protezioni sono arrugginite: la manutenzione ordinaria della città è insufficiente e la città è discretamente trascurata...

Ma la sua festa, condita di volgarità e violenza con la Palla Esse-Grossa-Lunga,  no.



Attori, buffoni senza libertà

Lando Buzzanca ha tentato il suicidio; anzi no, smentiscono i parenti più stretti: è stato solo un colpo di calore.
Lando non dice nulla, né rilascia dichiarazioni.
Quale sarà la verità?

Per l'attore la vita è difficile. Sempre al lavoro, sempre sulla breccia, non può mai avere un momento di debolezza; altrimenti gli amici i cosiddetti colleghi, gli aguzzini, sono pronti a sparlare di lui, del suo declino.
Quando poi invecchia, è la fine non soltanto fisica.
L'attore è cattivo, impietoso, umanamente un disastro. Alla fine soffre di ciò che spesso lui è stato causa.

L'attore è sempre al lavoro, non si ferma non dorme è agitato. La sua vita è un viaggio in un mare di procella,  un vendersi costante se vuole lavorare, un recitare infinito e lungo per rimanere sulla breccia, un piegare il capo dicendo sì a funzionari,  capre rivestite con doppio petti o tacchi alti e voci stridule o chiocce; anche quando è 'controcorrente' e fa il ganzo o la ganza contro il sistema, in realtà si tratta solo di una misera recita, perché l'attore sta sempre col capo chino.
Non ha il coraggio, non vuole, non può fare nessuna rivoluzione; è moralmente, eticamente fiacco, e detesta con tutta l'anima chi gli mostra la sua vera natura e la sua costrizione sociale ed economica.
A volte gli può capitare di pensare che l'unica via d'uscita sia il suicidio. 

Non credete ai buffoni che mostrano di parlare liberamente; forse nel Medioevo chissà; forse c'è stato qualcuno, ma ormai quei qualcuno sono morti e sepolti:  oggi gli attori i comici i personaggi dello spettacolo sono tutti indistintamente dei sottomessi del sistema.

E se parlano e irridono il potente, se scatenando le sue ire e quelle dei lacché, è perché ne hanno un altro, alle loro spalle, che lo protegge perché se ne serve.

mercoledì 7 agosto 2013

Partecipazione con un 'click': che fine hai fatto?


Copio e incollo un comunicato stampa del Comune di Prato sulla Partecipazione, datato 2011, dal titolo "Più ascolto dei cittadini e più attenzione alle periferie con un semplice click".
Mi piacerebbe sapere che fine ha fatto questo 'click', dove si trova questo indirizzo web sul sito internet del Comune, che cosa ne è a questo punto di due anni di attività di dibattiti e incontri pubblici fatti dall'assessore competente e organizzatore del 'click'.

"Partecipazione Il nuovo progetto on line dell'assessore alla Partecipazione Giorgio Silli, che lo vedrà impegnato in un ciclo di incontri nelle 30 zone

Più ascolto dei cittadini e più attenzione alle periferie con un semplice click

Compilando un modulo web i cittadini delle 30 frazioni del Comune potranno proporre un argomento da discutere in un dibattito pubblico nella zona stessa con l'Amministrazione comunale e le Circoscrizioni
Attraverso un nuovo servizio on line all'interno del sito internet del Comune di Prato i cittadini delle frazioni potranno far sentire la propria voce e avanzare richieste e suggerimenti all'Amministrazione comunale su problemi legati alla propria zona, che saranno poi al centro di dibattiti ed incontri pubblici ambientati nella frazione stessa. Il progetto è stato voluto dall'assessore alla Partecipazione Giorgio Silli per promuovere l'ascolto dei cittadini che abitano nelle aree periferiche del territorio. Con questa finalità è stata avviata la collaborazione con la Rete Civica del Comune, che sta costruendo il sito web: con un semplice click quindi ogni cittadino potrà proporre un argomento di discussione per un incontro pubblico e un luogo, come parrocchie, circoli, esercizi commerciali (che i proprietari vorranno mettere a disposizione) o piazze, compilare la richiesta via web spiegando la questione specifica di cui desidera discutere e segnalare. Le frazioni sono in tutto 30: Santa Lucia, Galceti - Villa Fiorita, Figline, Coiano-S.Martino, La Pietà - Castellina, Soccorso, Chiesanuova, San Paolo, Maliseti, Viaccia - Mazzone, Narnali, Galciana, Capezzana, Vergaio, Casale, Tobbiana, San Giusto, Grignano, Le Badie, La Macine, La Querce, Mezzana, Gonfienti, Iolo, Tavola, Macrolotto 1 e 2, Fontanelle, Paperino, S. Giorgio a Colonica e S. Maria a Colonica. In ognuna delle frazioni si potrà tenere un'assemblea: alla riunione prenderanno parte uno o più rappresentanti dell'Amministrazione competenti per il tema specifico suggerito dai cittadini nei giorni precedenti e della Circoscrizione comunale di appartenenza, oltre a dirigenti e tecnici comunali. Possono partecipare al dibattito e intervenire tutti i residenti dell'area: «L'attenzione all'ascolto e al dialogo con i cittadini caratterizza il mandato del sindaco Roberto Cenni fin dall'inizio, come dimostra l'istituzione, per la prima volta a Prato, di una specifica delega per l'ascolto della città, a me affidata - afferma l'assessore Giorgio Silli - Questo nuovo progetto si muove in questa direzione e vuole dare a tutti i cittadini uno strumento ulteriore, pratico e veloce, per partecipare alla vita civica e far conoscere le proprie esigenze».
Il sito sarà presentato alla città e attivato il 25 febbraio."


La Notte Nera della Periferia (15): Viaccia

Ultimamente a Prato si è parlato di Viaccia a causa della ditta Varvarito, che avrebbe voluto spostarvi dal Macrolotto 2 la sua sede a forte impatto ambientale. La ditta si occupa di demolizione, movimento terra, costruzione stradale,  e recupero degli inerti.
Una sollevazione popolare ha impedito che ciò avvenisse, nonostante il Comune abbia cambiato, per favorire l'impresa, la destinazione d'uso del terreno.

Non si sa come andrà a finire la faccenda, poco chiara per la verità; al momento è tutto congelato, anche un eventuale ripensamento verso le Pantanelle, ormai diventate zona rifiuto di Prato camuffate da finto Parco della Piana.

Viaccia poi è anche soprattutto il Circolo Arci La Libertà, uno dei pochi ancora attivi a Prato, con ancora qualche parvenza di quello che erano i circoli Arci un tempo, e vi si fa attività culturale di qualche livello e significativa.
Nel tempo la Circoscrizione Ovest ha dato forza a questa associazione in funzione politica, ma se non vi fosse questo circolo non so immaginare cosa sarebbe la zona. 

Per il resto il quartiere è privo di una qualche caratterizzazione anche urbanistica, e si confonde e sviluppa sull'anonima e triste via Pistoiese, afflitta ormai da piccoli stanzoncini, un tempo di tessitori, in disuso e abbandonati.

martedì 6 agosto 2013

Bilancio 2013, Gonfienti e lo Stato che non c'è più

Cerco invano il bilancio preventivo che è stato approvato in consiglio comunale della Città di Prato. Nel sito internet del Comune non c'è, o io non lo trovo.
Avrei voluto capire se c'è stata una voce dedicata, che ne so, ai nostri cari dimenticati etruschi di Gonfienti.

Che ne so, per mettere una targhetta su questo nostro sito etrusco.

Che ne so, per incitare la Soprintendenza a riprendere gli scavi promessi a giugno e ancora iniziati.

Che ne so, per dimostrare buona volontà e superare la dicotomia ormai ridicola e solo pretestuosa fra Provincia/Soprintendenza e Comune...

Sperano in una nostra dimenticanza, e così mettere tutto a tacere per sempre.

Ma è una speranza inutile, perché non dimenticheremo mai di ricordare le loro malefatte e la grande ipocrisia e i mala-affari che hanno compiuto.

La vicenda di Gonfienti dimostra in fondo che lo Stato non c'è più. Uno Stato che sui beni ambientali, come succede al Colosseo, demanda e affida a Tod's il suo restauro!


Berlusconi martire e i titoli Mediaset che salgono

Che strano.
Berlusconi viene condannato in via definitiva, diventa martire, e in questi giorni i titoli Mediaset sono fra quelli che salgono di più in Europa.

Le domande bisogna farsele, ogni tanto.

lunedì 5 agosto 2013

Mobilità alternativa: un paese 'indietro'

Io che giro in bici da sempre, e prendo la macchina ormai solo per lavoro - carico e scarico oggetti dei miei spettacoli, oppure a volte la sera per non fare la solita marziana - mi rendo conto che questo è un paese davvero 'indietro', così come si diceva una volta. Essere 'indietro' significava non essere 'moderni', essere 'antichi', insomma. Ma qui essere indietro significa che i cittadini sono molto più avanti degli amministratori e delle loro leggi, dell'economia imposta, di tutto quello che ci viene calato dall'alto.

In questi ultimi anni l'uso della bicicletta è aumentato in misura impressionante, ma ancora si stenta ad adeguare le strade a questo traffico alternativo.  Anzi, non ci si pensa proprio.

A Prato, dove vivo siamo davvero 'indietro', anche perché chi comanda e potrebbe decidere qualcosina ancora si sposta tutto in ghingheri con le macchinuccia.

E naturalmente va in palestra per tenersi in forma.

domenica 4 agosto 2013

Umberto Cecchi e la Prato che non c'è più

Umberto Cecchi scrive un articolo sull'agosto d'antan a Prato, lasciandosi andare ai ricordi di una città che non c'è più. Un articolo nostalgico, dove sembra  che una volta, certamente prima degli anni '90, tutto era bello.
Se io detesto l'agosto, è proprio perché mi ricordo della tristezza della Prato agostana di una volta, quando ero bambina. Certo Umberto Cecchi ha più anni di me, e quindi la sua una volta non è quella mia. Ma mi ricordo bene, bambina bambina, e mia madre lo rammenta ancora, che io d'agosto a Prato non ci volevo stare e scappavo da mia nonna in campagna. Era una città deprimente, come tutte le città industriali; sporca, battuta dal vento caldo, piena di polvere e maleodorante. Altamente inquinata.
Sì, non si sentivano i telai battere - che incubo era quello durante tutto l'anno! - ma le strade ancora non asfaltate, le gore puzzolenti e impossibili in città dove le mettiamo? 
Stavamo in via Bicchierai, e via Valentini lì vicina- non so se si chiamasse così - d'agosto faceva paura. Altro che agosto di una volta!
Come dice mia madre che da pistoiese Prato non l'ha mai amata, ora Prato è più bella, è più gradevole, nonostante tutto.
Riguardo poi alla disumanizzazione, intanto si potrebbe consigliare a Umberto Cecchi di rispondere alle lettere scritte a mano (non via facebook) che gli vengono inviate.

(Da Il Tirreno in linea) "Era l'agosto. E come se fosse passata una fata buona, o una strega cattiva, la città diventava deserta. Si acquietava. Pian piano il suono inconfondibile dei telai che scandivano il tempo del lavoro, taceva, il grido delle filande si spegneva nel nulla fatto di silenzio e le strade diventavano ancora una volta il teatro vivo dei pochi rimasti. Restavano un paio di cinema all'aperto: quello della Guido Monaco, gomito a gomito con le suore di clausura, San Bartolomeo all’ombra della chiesa, e pochi altri appuntamenti per la notte.
Al “Banchini” si apriva sul tetto la grande presa d'aria figlia dell'arte di Nervi attraverso la quale si vedevano le stelle cadenti di San Lorenzo, mentre Nazzari scandiva a Ivonne Sanson, «no: i figli non si vendono». Agosto svuotava le piazze. Chiudeva le fabbriche che non chiudevano mai; entrava negli stanzoni pieni di stracci che ribollivano odori antichi come il mondo: potevamo essere in Africa come in Asia. O in America per colpa del cinema: Tyrone Power, Erron Flinn, poi James Dean. E Ombre Rosse.
Eravamo più poveri e probabilmente più felici. Non avevamo di fronte il diritto alle vacanze, ma la voglia di vacanze, e la seguivamo a seconda delle nostre tasche: nessuno prendeva il mutuo per le Seichelles o Hurgada, ma molti prendevano la Cap e la Lazzi per Viareggio. Le famiglie con la Seicento, e quelle con l'Alfa Romeo Giulietta - quella vera - si alzavano all'alba delle cinque e si preparavano a sfidare la Firenze-Mare asfaltata a tavolati di cemento: senza fretta, senza ansie, senza rabbie per i rallentamenti, senza sogni che non si potessero concretizzare.
A notte di fronte al bar Haiti, in piazza san Francesco, i nottambuli, annegati nel deserto della città soli davanti ai bandoni abbassati, lì discutevano animatamente del tempo e del governo. Il circo Barnum, o chi per lui cominciava ad alzare il telone in piazza dei Macelli per la fiera di settembre, e il guardiano degli animali, portava l'elefante a passeggiare per le vie della città. Gli zingari arrivano in massa a metà del mese. Per festeggiare la Madonna. In via del Pesce e nel Corso, cuore dello spaccio alimentare cittadino, i negozi erano sbarrati, esattamente come oggi.
Ma a quel tempo non per colpa della crisi, ma per quel benessere un po' per tutti che benediva la città deserta. Riaprivano a settembre e intanto gli appassionati della tradizioni aspettavano ferragosto per il taglio del cocomero in piazza: molti tornavano dal mare per la distribuzione fatta dal sindaco Giovannini prima e da Giorgio Vestri poi. E c'era un solo cinese, ormai pratese anche lui.
Tutto era a misura d'uomo; il tempo, che scorreva normale, senza affanni; lo spazio, che era quello che vivevamo, gomito a gomito, con una educazione e una socialità che oggi sono sparite. Parlavamo fra noi a mezzavoce, zenza “bociare” nella tranquilla città deserta, non usavamo Facebook per scambiarci pareri: ce li dicevamo faccia a faccia sotto il solleone. Scambi di idee, un libro da consigliare. Un crepaccio di quiete.
Ma le domeniche dell'agosto pratese era. no davvero uniche. Un risveglio. Gli imprenditori, e non pochi operai, tornavano dal mare, la mattina presto e andavano “a bottega”. Cioè in fabbrica. A controllare, perché non si sa mai, e perché starne lontano era una sofferenza: un mondo perduto, non per la vittoria delle tecnologia, ma l'insipienza di noi uomini “conteporanei”. La visita in fabbrica terminava con una messa in Duomo o una visita alla “zona”, in Frascati, al Partito Comunista.
I treni erano pieni, ma nessuno litigava semmai si giocava a carte, il sole ci stava addosso per simpatia, attratto dai vecchi tetti. Assieme ai piccioni rimanevamo noi giornalisti, un po' di vigili, qualche appassionato della città deserta, che riscopriva nel silenzio di giornate infinite e di albe quiete. Sì, è vero: a stare attenti si sentiva ancora qualche battito di telaio, qualcuno doveva pur restare a preparare le tele per la ripresa.
Oggi l'agosto in città è identico al settembre. Disagi, fretta, disumanizzazione, voglie tradite, delusione per un altro anno andato. E i cinesi che aspettano il taglio del cocomero. Aveva ragione Silvio Pugi: «Un son più gli agosti d'una volta». E si riferiva agli uomini non alle stagioni.
* ex direttore della Nazione e presidente del Teatro Metastasio

Ospedale di Prato o dell'eccellenza dei miei stivali

Mentre politica discute -guardandosi allo specchio delle prossime amministrative - del futuro dell'ospedale di Prato e briga su cosa ne deve fare della struttura che sarà abbandonata fra poco,   intanto la situazione ospedaliera è disastrosa, e registra un costante tutto esaurito: i posti sono insufficienti.

Per questo i pazienti sono dimessi con certa evidente frettolosità, con tutte le conseguenze del caso. C'è bisogno di liberare spazio.

Questa è l'eccellenza sanitaria toscana proclamata a suo tempo dal Governatore Rossi.

Non so immaginare cosa succederà nell'ospedale nuovo, dove i posti sono addirittura meno.

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...