sabato 14 settembre 2013

Ancora sul viadotto al Soccorso

Ricevo dal Comitato Riqualificazione del Soccorso, relativamente alle prospettive della costruizione del viadotto di cui il ministro Lupi si è fatto 'garante':

"Purtroppo è una brutta notizia.
E non tanto e non solo per la mostruosità dell'opera ma perché probabilmente sarà la definitiva resa del Soccorso al degrado e all'insicurezza.
Proprio ieri su La Nazione si leggeva di come ancora il gruppetto di nomadi bivacchi e faccia i propri comodi nella piazzetta della chiesa, minacciando chi osa provare a dire loro qualcosa e continuando con i propri traffici (racket delle elemosine, prostituzione nel campo dell'Ambrosiana).
I 2 interventi fatti all'Ambrosiana non sono serviti a niente se non a confermare che al Soccorso vige l'impunità e che si può continuare tranqullamente a fare i propri comodi.
E quin è bene ricordare anche le vane promesse dell'assessore Milone. Già al primo sgombero (quello in cui buttarono giù i vecchi spogliatoi nell'ex campo da calcio), promise che avrebbe chiesto ai proprietari del Penny di chiudere il parcheggio per impedire l'accesso notturno (a costo di andare lui tutti i giorni a rompergli le scatole disse) così come ai proprietari dell'Ambrosiana, che avrebbe fatto installare dei bagni chimici e che avrebbe chiesto ad ASM di aggiungere delle pulizie straordinarie periodiche.
Niente di tutto questo è mai stato fatto.

Lunedi avremo un incontro col nuovo Prefetto, insieme al presidente della Circoscrizione Centro.
Speriamo che sia più disponibile visto che il precedente - che abbiamo incontrato prima delle ferie estive - cavillava sostenendo che questi sono problemi di decoro e non di sicurezza e che quindi a lui non competevano.
E chi sostiene che comunque l'opera sarà fatta in modo da evitare che sotto il ponte si annidino degrado e delinquenza temo dovrà ricredersi: il viadotto costerà 25 milioni (stime del comune) ed il ministro Lupi ne ha trovati solo 15.
L'assessore Borchi ha detto che comunque in fase di gara i prezzi scenderanno (a discapito della qualità?) ma vorremmo fare osservare che in ogni caso i soldi per rendere il sotto del viadotto "bello" non sono compresi in quei 25, quindi per ora l'unica cosa sicurà saranno il ponte e le sue conseguenze".
Filippo Bonanni

Se l'opposizione fa il gioco della maggioranza

Ricevo questo scritto da Aurelio Donzella.
Nel discutere la ricomposizione delle commissioni, ieri, in consiglio comunale di Prato, l'opposizione ha reso un servizio alla maggioranza. E questo si capisce anche da uno scritto di Aurelio Donzella, di IdV, che per essere irreprensibile, rifiuta l'aumento dei commissari e il gettone presenza e lascia la commissione urbanistica per andare a quella del bilancio.
Ma è proprio la commissione urbanistica il punto fondamentale, la madre di tutte le commissioni, che ha bisogno di una vera opposizione, soprattutto a Prato, dove l'assetto urbanistico della città è sicuramente il punto più dolente, forse di più della cosiddetta 'questione cinese'!



AUMENTO DEI COMMISSARI E DELLA SPESA PER I GETTONI DI PRESENZA: PER LA MIA DISPONIBILITA', ED ANCHE PER QUELLA DI INNACO, IL PERICOLO E' STATO SCONGIURATO.
Ho già illustrato in un precedente intervento, come il PDL dopo le varie defezioni riportate in consiglio comunale, per garantirsi maggiormente  la "padronanza" delle commissioni consiliari, ha proposto una delibera con la quale intendeva aumentare il  numero di commissari del proprio gruppo nelle cinque commissioni, delibera programmata al punto 3 dell' ordine del giorno del Consiglio Comunale di oggi.
E' bene sapere che su quaranta consiglieri, i commissari sono quarantotto, ciò significa che all' insediamento di questo consiglio, otto consiglieri sono stati nominati in più di una delle cinque commissioni consiliari, onde salvaguardare la maggioranza.
Ho detto subito, come sapete, che non ci stavo a questo gioco di aumento di costi della politica, proprio in uno dei momenti più gravi per l' economia della nostra città.
Il Consiglio è stato interrotto ben 2 volte, in quanto mancava il quadro di rideterminazione del numero dei commissari: in parole povere mancava la proposta da votare.
Alla seconda interruzione, riunitici i capigruppo, Francesco Innaco,capogruppo degli "indipendenti per Prato" , quindi ex PDL, dando prova di grande onestà intellettuale e di disinteresse al gettone di presenza, ha proposto di lasciare una delle due commissioni nelle quali era stato nominato, come ex consigliere di maggioranza, onde facilitare il non ricorso ad ulteriori aumenti di commissari e quindi ulteriori costi di gettoni di presenza.
Il mancato aumento dei commissari però era legato anche al fatto che nella commissione urbanistica diminuisse un commissario d' opposizione e passasse alla commissione bilancio, dove l' attuale maggioranza era già ben "garantita".
L' unico che poteva compiere questo "passaggio" era il sottoscritto, quindi per coerenza a quanto manifestato contro i costi della politica, ho dato e di buon grado, la mia disponibiltà a lasciare la commissione urbanistica( nella quale sto da più di nove anni) ed a passare a quella del bilancio.
Ritornati nel salone consiliare a votare il provvedimento, ho dichiarato la mia astensione, non condividendo le intenzioni del gruppo PDL e manifestandomi favorevole a cambiare commissione per coerenza contro l' aumento dei gettoni di presenza,già da me criticato.
Insieme a me si sono astenuti i colleghi del PD.
Il provvedimento è stato approvato a strettissima maggioranza. AURELIO DONZELLA





venerdì 13 settembre 2013

Viadotto del Soccorso, ovvero quando l'opera è 'strategica'

E così il Ministro Lupi è venuto a Prato a dire che faranno il possibile per assegnare soldi all'opera strategica di Prato (farà parte del listone delle opere strategiche, con a capo la TAV), ossia il viadotto del Soccorso per il raddoppio della Declassata (che la Regione Toscana cattivella non aveva messo fra le sue priorità).
E il sottopasso? Non se ne parla proprio di farlo entrare nelle 'opere strategiche'; solo i sovrappassi possono fregiarsi di tanto.

il ministro ha dato garanzia che entro la fine dell’anno sarà messa nero su bianco “la valenza strategica di quest’opera” e “programmato un Cipe in cui trovare la copertura finanziaria per la sua realizzazione”.

E Cenni ringrazia,  “si tratta del più bel regalo” .

Il cavallo di Troia è arrivato.

I Presidenti delle Circoscrizioni di Prato: considerazioni generali (1)

Inizio qui una breve analisi del lavoro svolto finora, a meno di un anno dalle elezioni, dai presidenti delle Circoscrizioni (e in generale dalla Circoscrizione stessa)  della Città di Prato. Anche in considerazione del fatto che, come sembra, le circoscrizioni per la nostra città non saranno più previste.
Parto con un'analisi generale e poi scenderò di volta in volta nell'analisi più specifica.
Vuole essere un'analisi e non una sentenza di tribunale, e quindi è suscettibile, ma come anche le sentenze, di modifiche e rettifiche.
Sarà una mia opinione e come tale dovrà essere considerata. 
E' però opportuno precisare che il lavoro svolto dalle circoscrizioni è stato reso difficile da una serie di fattori, primo fra tutti la mancanza di risorse e l'incertezza amministrativa e politica che ha contraddistinto questo ultimo periodo.

A livello generale posso dire che la loro azione è stata quasi del tutto ininfluente, ma questo anche per i motivi che ho detto sopra, ma anche per una mancanza o in qualche caso incapacità politica vera e propria. Spesso si è parlato di loro in relazione a polemiche di parte e di partito ed è di questo che spesso sono state protagoniste.

Le Circoscrizioni più attive e vivaci sono state la Circoscrizione Nord e quella Ovest.
La prima soprattutto per l'attività culturale; la seconda per la vis polemica che l'ha contraddistinta.

Seguono poi la Circoscrizione Centro, la Sud, e infine la Est, che quasi indistintamente, soprattutto la prima e la ultima non hanno evidentemente svolto opposizione, essendo gestite da una maggioranza di Centro-Destra come in consiglio comunale. Questo però l'ha incredibilmente appiattite. Lo stesso comunque si può affermare della Sud, nonostante sia di opposizione, circoscrizione che fino alla scorsa legislatura era una delle più attive politicamente e non solo.

Posto che di opposizione in questa città si possa ancora parlare, il che non mi sembra.
Addirittura si vedono rappresentanti di partiti una volta opposti, come IdV e i socialisti sostenitori di Cenni nel 2009, andare a braccetto. E lo stesso si può dire per il Pd. (A parte qualche scaramuccia).
(Segue)

Alla corte di Re Sola

Passo qui
museo là
apro tutto se mi va.
Chiamo il mondo
a questa corte
che il destino ha dato in sorte.
Ma che bella l'occasione
chiamo la televisione;
tutto il mondo è a vedere
quel che son capace a fare.
Direttori, artistoni
consiglieri e aggeggioni;
foto qui, foto là;
vieni vieni ci si sta.
La città è rifiorita
è già qui la ripartita;
c'è una nuova rinascenza
buttiam via la mal semenza.
Non potranno dir di no,
mi ricandido: risto'.

La Scaveide, ovvero La commedia degli scavi, Atto I, scena V

Personaggi della scena

Il sindaco
Il coro delle segretarie cinesi
Il coro delle mummie etrusche
Il vescovo
L'operaio scavatore

ATTO I, scena V

Arriva il Vescovo mentre il sindaco, colpito in testa dalle mummie etrusche, si sta facendo massaggiare dalla cinesi...

Vescovo    Sindaco, che fai...con queste giovani?

Coro Cinese    No no, è un massaggino, non fa il poLcellino...

Sindaco  Mi hanno aggredito, le maledette. 

Vescovo  Chi?

Sindaco  Le mummie etrusche...

Vescovo  Appunto, per questo sono qui. Portatemi da loro, voglio vederle e cristianizzarle...

Sindaco  Sta' attento, sono molto aggressive...

Coro delle cinesi    Non paLlare, altlimenti ti affatichi...distendeLe, distendeLe dalla tensione...

Vescovo  Dove siete, dove siete?

Coro etrusco   (Uscendo) Icche' tu voi?

Vescovo   Sono il vescovo.

Coro etrusco   Vogliamo parlare con il sovrintendente, che ci tutela, oppure con il nostro innamorato.

Vescovo   Innamorato?!

Coro etrusco   L'operaio.

Vescovo  Non Gesù?

Coro etrusco  Non sappiamo come si chiama, forse Jacopino.

Vescovo   Dovete amare solo Gesù. (Mostra la croce).

Coro etrusco   No, a noi ci garba chi ci pare...levati di mezzo, tu' ci fa' afa...Cos'è questa croce,
un reperto?Tie', te ne regaliamo uno anche noi...prendi questo piatto etrusco! (Glielo danno in testa).

Vescovo       Ahi, ma perché siete così cattive?

Coro etrusco   Noi non vogliamo il megasenzatir o come si chiama sopra la nostra testa. Diglielo a Gesù.

Vescovo    Ma benedette figliole, bisogna pure che la gente lavori e abbia il suo daffare...e poi ragionate, se non facevano questa bella opera, voi sareste ancora sotto terra e non avreste trovato il vostro innamorato...Intanto vi benedico...

Coro etrusco   Cosa fai?...Non fare questi segnacci, eh! Va' e chiama il sovrintendente, che ci tutela. (Via).

Sindaco  Che ti dicevo, hai visto come sono cattive? E ora come si fa?

Vescovo   Io non dispero. Dio ci guida. Andiamo.

Sindaco   Andiamo dove?

Vescovo Hai sentito, devi chiamare il sovrintendente, va', e fai una bella riunione e vedi il daffarsi...Hanno un innamorato, potreste utilizzarlo per portarle via di qua e metterle in un museo...

Sindaco   Buona idea, ora vado. (Alle cinesi). Ora basta, mie care, sto meglio. 

Coro Cinese    Finito massaggino, vuoi faLe poLcellino?

Sindaco   Zitte, non fatevi sentire! 

Vescovo   Cosa hanno detto?

Sindaco    Niente, niente...(Alle cinesi). Prendete il reperto, piuttosto...

Vanno via tutti, entra l'operaio.

Operaio   Dove, siete, amorose?

Coro etrusco    Tesoro, qui, ti aspettavamo...come faremmo senza di te?

Operaio   Dovrete fare, perché mi trasferiscono sulla Salerno-Reggio Calabria.

Coro etrusco   E dov'è?

Operaio    Lontano lontanissimo.

Coro etrusco    Scappa, vieni con noi.

Operaio    Dove, sottoterra?

Coro etrusco    Sì. Vieni...

Operaio    Ma io non posso stare sottoterra...muoio.

Coro etrusco   Vieni, che abbiamo un mago aruspice che fa resuscitare...

Operaio  Ma ancora non sono mica morto!

Coro etrusco   Vorresti vivere senza di noi?

Operaio   Non posso più, ormai sono stato stregato...Vengo con voi, sia quel che sia...



Fine Primo Atto
(Segue).

giovedì 12 settembre 2013

La riapertura del Palazzo Pretorio di Prato (2) con...Buitoni


La signora Borletti Buitoni,  Sottosegretario ai Beni Culturali nominata da Letta, figlia dell' industriale Borletti e sposata all'industriale della pasta Buitoni (1), si troverà, per l'attesissima apertura, su invito nel pomeriggio e non col popolino, di Palazzo Pretorio. Si troverà quindi nel posto perfetto, Prato, la Toscana, dove la cultura e la politica, oltre all'economia s'intende la fanno appunto gli industriali come lei (e infatti il Sindaco di Prato cos'era prima di diventare tale?), e quindi non facilmente ci potrà aiutare a capire chissà perché si fanno scavi misteriosi, le città etrusche e ancor più antiche si seppelliscono e tutto un mondo antico e futuro sta crollando sotto le ruspe, non ultime quelle per la variante di valico, per costruire capannoni mostruosi che rimarranno vuoti, piste parallele, autostrade eccetera.


(1) da Wikipedia
Nipote di Senatore Borletti, ex proprietario de La Rinascente[1], si è laureata in Scienze Politiche ed ha iniziato la propria attività imprenditoriale nel settore parafarmaceutico per poi trasferirsi in Inghilterra come partner di una società editoriale[2].
Dal 1977 al 1985 è stata responsabile Ufficio Rapporti con gli Elettori per la senatrice Susanna Agnelli[2].
Nel 1985 inizia ad occuparsi di volontariato in Africa in un centro ospedaliero del Nord Kenya[2]. Nel 1993 contribuisce alla nascita di Amref Italia OnlusONGafricana che sostiene programmi sanitari e scolastici in Africa orientale, di cui è stata presidente dal 1996 al 2010[3].
Dal 1990 è presidente della Fondazione Anna Borletti ONLUS ad Arosio, centro per l'assistenza per invalidi ed anziani[2].
Nel 2002 insieme al marito Franco Buitoni ha creato la Borletti-Buitoni Trust, un ente di beneficenza britannico per il supporto e la promozione dei giovani talenti musicali[4].
Nel 2007 viene nominata presidente regionale del Fondo per l'Ambiente Italiano dell'Umbria e nel 2008 entra nel CdA del Fondo[5]. Il 25 novembre 2009 il CdA del Fondo Ambiente l'ha nominata presidente del FAI dal 1º gennaio 2010[6][5].
Il 21 giugno 2012 è nominata componente del Consiglio Superiore di Banca d'Italia[7].
Nel gennaio 2013 si autosospende dalle funzioni di presidente FAI, carica dalla quale si dimetterà il 23 gennaio 2013, e dal Consiglio Superiore di Banca d'Italia[7] per poter partecipare alle elezioni politiche del 2013[8].
Nel 2013 infatti è candidata alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio nella lista di Scelta Civica con Monti per l'Italia nella circoscrizione Lombardia 1 della Camera come capolista (dopo aver donato al medeismo partito ben 710.000 euro) e viene eletta deputata della XVII Legislatura[9]. Il 2 maggio 2013 viene nominata sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali all'interno del Governo Letta[10]
Nel giugno 2013 firma a supporto del think tank liberale Italia Aperta[11] ed è socia sostenitrice e fondatrice dell'associazione liberale Lib[12].

mercoledì 11 settembre 2013

Scavi al Rosi (2): c'è di mezzo la Variante di Valico?

Voci dicono che gli scavi archeologici al Rosi, fra Campi Bisenzio e Prato, siano connessi con il raccordo autostradale del nuovo casello di Calenzano per l'Interporto. E' vero?
Tutto sarebbe finanziato dalla Società Autostrade per la Variante di Valico, che silenziosamente e senza pietà sta provocando danni infiniti al patrimonio ambientale, e il tutto interesserebbe soprattutto i comuni di Calenzano e Campi Bisenzio...
Lo sponsor di Autostrade per la bonifica archeologica sarebbe Benetton!?

Perché, se le voci corrispondono al vero, nessuno informa di quanto sta succedendo?
Comunque sia, è certo che gli scavi vengono eseguiti nel silenzio più assoluto, senza cartelli, senza niente, senza che i cittadini sappiano cosa avviene, quali siano le 'risultanze' di questi scavi e perché...

E' più che lecito sospettare che non ci informino perché vogliono nascondere qualcosa.

Aspettiamo un qualche comunicato da parte di qualche ente pubblico interessato che dia conferma o smentita, aggiunga o tolga informazioni dalle 'voci' che circolano.

http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/09/scavi-misteriosi-al-rosi-fra-campi.html


"Il male dell'Italia è l'ipocrisia"


Ho sentito finalmente una verità, non mi importa ora chi l'ha detta, al Parlamento: "Il male dell'Italia è l'ipocrisia".
Santissime parole. Torno a casa fresca di spettacolo, ripulita dalla bella lettura del Decameron del Boccaccio, uno che l'ipocrisia la condanna senza pietà: ho letto con sommo gusto, fra le altre, la novella del pratese Ser Ciappelletto, la prima novella del Decameron, e ho ricordato che il primo Tartufo della letteratura era proprio un pratese! 

A proposito di Tartufi, diffusissimi ovunque purtroppo, mi è venuto in mente Molière, proprio mentre leggevo il Boccaccio che, oltre al Tartufo, ha scritto un pezzo potente sull'ipocrisia fatta programma di vita nel Don Giovanni. Se la leggete, potete riconoscere subito molti furbastri attuali che si vestono da santi, santi anche 'ciovili', s’intende.
Assolutamente da leggere in Parlamento e ovunque sia possibile. E rammentarla, per smascherarne qualcuno, ogni tanto.
Ho messo in neretto i pezzi per me più significativi.


DON GIOVANNI - Ora non c’è più bisogno di vergognarsi: l’ipocrisia è un vizio di moda, e tutti i vizi di moda passano per virtù. Il personaggio dell’uomo onesto, oggigiorno, si presta più di qualsiasi altro ad essere imitato, e quella degli ipocriti è la migliore delle confraternite. È un’arte in cui l’impostura viene sempre rispettata; ed anche quando viene scoperta non si osa dire nulla contro di essa. Tutti gli altri vizi umani sono esposti al biasimo, e chiunque è libero di attaccarli apertamente; ma l’ipocrisia è un vizio privilegiato, che, di sua mano, chiude la bocca a tutti, e gode tranquillamente di una sovrana impunità. A forza di infingimenti, si stabilisce fra le persone della stessa risma un legame strettissimoBasta allora toccarne una sola per averle tutte contro; ed anche quelli che sono conosciuti per la loro buona fede e che tutti tengono in conto di veri devoti, costoro, dico, sono lo zimbello degli altri; cadono con innocenza nella pania degli impostori e diventano ciechi difensori proprio di quei tali che delle loro azioni sono le scimmie. Quante persone pensi tu ch’io conosca, che con questo stratagemma hanno abilmente cancellato tutti i vizi di gioventù, che si fanno usbergo del mantello della religione e sotto questo abito rispettabile si sentono autorizzati a commettere le peggiori nefandezze? Puoi sapere i loro intrighi e conoscerli per quel che sono, non per questo perdono credito di fronte alla società; e qualche compunto chinar di capo, un sospiro mortificato, un po’ di sguardi rivolti al cielo rimediano a tutto ciò che possono aver fatto. Sotto questo riparo compiacente io voglio rifugiarmi e mettere al sicuro i miei interessi. Non abbandonerò le mie care abitudini; ma avrò cura di nascondermi e di non divertirmi alla luce del sole. E se venissi scoperto, vedrò, senza muovere un passo, tutta la congrega schierarsi a mio favore e difendermi contro tutto e tutti. Insomma, questo è l’unico modo per poter fare impunemente quel che mi pare e piace. Mi erigerò a censore delle azioni altrui, dirò male di tutti e avrò una buona opinione soltanto di me stesso. Non perdonerò a nessuno che dovesse appena sfiorarmi, e nutrirò nei suoi confronti un odio irriducibile. Mi farò vendicatore delle ragioni del Cielo e con questo comodo pretesto metterò in fuga i miei nemici, li accuserò di empietà e saprò scatenare contro di essi i devoti troppo zelanti, che senza alcuna conoscenza di causa grideranno allo scandalo, li copriranno di ingiurie e li condanneranno solennemente in virtù della loro autorità del tutto particolare. È in questo modo che si abusa della debolezza umana e che un uomo intelligente si adegua ai vizi del suo secolo. (Don Giovanni, Atto V, scena II)



Dom Juan
Il n’y a plus de honte maintenant à cela : l’hypocrisie est un vice à la mode, et tous les vices à la mode passent pour vertus. Le personnage d’homme de bien est le meilleur de tous les personnages qu’on puisse jouer aujourd’hui, et la profession d’hypocrite a de merveilleux avantages. C’est un art de qui l’imposture est toujours respectée ; et quoiqu’on la découvre, on n’ose rien dire contre elle. Tous les autres vices des hommes sont exposés à la censure, et chacun a la liberté de les attaquer hautement ; mais l’hypocrisie est un vice privilégié, qui, de sa main, ferme la bouche à tout le monde, et jouit en repos d’une impunité souveraine. On lie, à force de grimaces, une société étroite avec tous les gens du parti. Qui en choque un, se les jette tous sur les bras ; et ceux que l’on sait même agir de bonne foi là-dessus, et que chacun connaît pour être véritablement touchés, ceux-là, dis-je, sont toujours les dupes des autres ; ils donnent hautement dans le panneau des grimaciers, et appuient aveuglément les singes de leurs actions. Combien crois-tu que j’en connaisse qui, par ce stratagème, ont rhabillé adroitement les désordres de leur jeunesse, qui se sont fait un bouclier du manteau de la religion, et, sous cet habit respecté, ont la permission d’être les plus méchants hommes du monde ? On a beau savoir leurs intrigues et les connaître pour ce qu’ils sont, ils ne laissent pas pour cela d’être en crédit parmi les gens ; et quelque baissement de tête, un soupir mortifié, et deux roulements d’yeux rajustent dans le monde tout ce qu’ils peuvent faire. C’est sous cet abri favorable que je veux me sauver, et mettre en sûreté mes affaires. Je ne quitterai point mes douces habitudes ; mais j’aurai soin de me cacher et me divertirai à petit bruit. Que si je viens à être découvert, je verrai, sans me remuer, prendre mes intérêts à toute la cabale, et je serai défendu par elle envers et contre tous. Enfin c’est là le vrai moyen de faire impunément tout ce que je voudrai. Je m’érigerai en censeur des actions d’autrui, jugerai mal de tout le monde, et n’aurai bonne opinion que de moi. Dès qu’une fois on m’aura choqué tant soit peu, je ne pardonnerai jamais et garderai tout doucement une haine irréconciliable. Je ferai le vengeur des intérêts du Ciel, et, sous ce prétexte commode, je pousserai mes ennemis, je les accuserai d’impiété, et saurai déchaîner contre eux des zélés indiscrets, qui, sans connaissance de cause, crieront en public contre eux, qui les accableront d’injures, et les damneront hautement de leur autorité privée. C’est ainsi qu’il faut profiter des faiblesses des hommes, et qu’un sage esprit s’accommode aux vices de son siècle. (Dom Juan, V, II).

martedì 10 settembre 2013

Centri culturali a Prato: a Paolo sì a Fulvio no (2)


Con un secondo comunicato il Comune di Prato fa sapere della nascita di ben due centri centri culturali, di cui uno gestito da Paolo Calamai, e l'altro, in Via Firenzuola, non si sa.  Personalmente non ho nulla contro, anzi, me ne rallegro, ma mi chiedo soltanto perché a chi chiede da anni una sede, non sia mai stata data, e ho citato l'esempio di Fulvio Silvestrini, che a Iolo aveva fondato la Bottega d'Arte Comune, ma anche so di altri che in questi anni hanno chiesto spazi, soprattutto molti giovani che sono costretti a pagare l'affitto, se per esempio vogliono fare qualcosa a Officina Giovani. 

"Fino a lunedì 30 settembre, nei due nuovi luoghi di aggregazione culturale del centro storico, in via San Giorgio, 27, e in via Firenzuola, 2, sarà possibile assistere a mostre e spettacoli teatrali.
Il Centro Polivalente Interculturale, in via San Giorgio, 27, da poco inaugurato, propone diverse mostre. Una di pittura, scultura, grafica e fotografia, un'altra mostra sul fascismo, sesso e potere e l'ultima sul sesso, dell'artista Salvatore Fiume. L'orario di apertura al pubblico è la mattina, dalle 10 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 20.
Ci saranno inoltre degli spettacoli teatrali. Si inizia martedì 17 settembre alle 21 con "Cenneide", una rappresentazione con l'attore Alessandro Calonaci e con Paolo Calamai ispirata alle vignette satiriche realizzate da Calamai sul suo blog Prato Reporter dal 2009. Giovedì 19 settembre, sempre alle 21, andrà in scena "Don Pilone" di Molière e martedì 24 settembre, stessa ora, ci sarà uno spettacolo dedicato a Gabriele D'annunzio. Si chiuderà giovedì 26 settembre, sempre alle 21 con "Dante a Prato", una serata dedicata al sommo poeta.
Alla Galleria via Firenzuola, 2 (già Via Del Pesce) sarà invece possibile visitare una mostra di "giochi e giocattoli del nonno" a cura dell'artista e collezionista Enzo Pisaneschi. Una mostra, questa, che guarda agli anni '50 e '60, ideata per far conoscere ai ragazzi i divertimenti e i giocattoli di un tempo."

Sotto, da "Pratoreporter", prendo un comunicato e una foto, in cui si vede l'inaugurazione del Centro Polivalente Interculturale Arte per Strada, con la presenza - non ce l'aspettavamo davvero- di Aurelio Donzella (un tempo di IdV e che ora sembra invece sia nelle grazie dei socialisti  di Zella, sostenitori di Cenni, è così?) - che tra l'altro mi aveva mandato uno scritto esaltante su questo centro voluto da Paolo Calamai e sicuramente sostenuto da Cenni. (Lo sa Donzella in che condizioni i giovani artisti si trovano?).
Voglio precisare che il consigliere Donzella è stato eletto dai cittadini e fa parte dell'opposizione; Calamai, che nello scritto si definisce consigliere come lui, è stato solo recentemente nominato dal Sindaco suo consigliere.
Per correttezza aggiungo che sapevo della nascita di questo centro, ero stata contattata da Paolo Calamai per curare l'aspetto teatrale, ma ho rifiutato.
Non si capisce però chi paga, esattamente. Il Comune - visto che ne fa addirittura due comunicati stampa e quindi Donzella avrebbe partecipato anche come rappresentante- o le associazioni che hanno partecipato? (Oltre al Centro Arti Visive, associazioni che personalmente non conosco: la Federazione Artisti Pratese, il Centro Studi Documentazioni Sociali, Associazione Studio Divulgazione  Arti Manuali, Associazione Collezionisti Oggettistica D'epoca,  Centro Sperimentale di Fotografia e Associazione Euroasiatica di promozione sociale).

Da Pratoreporter:

Inaugurazione Centro Polivalente Interculturale arte per strada settembre pratese


8 settembre Madonna della Fiera
inaugurazione

Centro Polivalente Interculturale
arte per strada 2013
arti visive 
promozione e
divulgazione
Via San Giorgio N. 27

nella foto il sindaco
di Prato  Roberto  Cenni
l'assessore Silli
il consigliere Donzella.
il consigliere del sindaco Calamai
l'artista Enzo Pisaneschi

lunedì 9 settembre 2013

Il Teatro La Baracca farà parte del 'Circuito delle Resistenze Teatrali Toscane'

Com'è noto a chi frequenta questo blog, la Regione Toscana, in particolare l'ufficio spettacolo (con a capo Ilaria Fabbri ex ETI trombato e Gerardina Cardillo, ex presidente Met, ma prima anche assessore alla cultura della provincia, assessore alla P.I del Comune e assessore dello Sport in tempi distinti, poi tornata ostetrica forse per qualche giorno all'ospedale di Prato, poi passata all'ufficio cultura dell'ente regionale , insieme ad una commissione di cosiddetti 'esperti' anch'essi tutti dell'establishment teatrale o universitario o post ETI trombato), ha negato l'accesso al Teatro La Baracca di far parte del Circuito del Teatro delle Residenze, insieme ad altri teatri e compagnie, per la totalità dodici compagnie trombate per almeno tre anni.

Però almeno il teatro La Baracca trombato ha vinto il premo delle 'resistenze' teatrali, tanto che a destra e a sinistra tutti dicono 'resistete, eh, mi raccomando'; non mi posso voltare che sento dire da eminenti autorità: 'eh, resistete, mi raccomando' e così via.

E tra un resistere oggi, un resistere domani e doman l'altro, ecco che ci è finalmente arrivato il premio del 'teatro delle resistenze teatrali toscane', di cui ora finalmente ci fregiamo di far parte.

Naturalmente è un premio dove non si becca un euro, contrariamente a certe compagnie che invece si beccano tipo quasi duecentomila euro in tre anni...(N.d.R. come mi corregge un lettore in realtà all'anno)...ma così è in questa regione, più piccolo sei più piccolo devi diventare per loro; più povero sei, meglio è, soprattutto se fai un teatro che parla e dice e significa...Altrimenti che resistenza è, scusa? Come ti puoi fregiare del titolo di 'teatro resistente'?

Comunque è già qualcosa,  aver vinto il premio significa far parte di un circuito importante, dove sempre ti fanno fare qualcosa per 'bambini', magari in qualche soffitta o in qualche circolaccio che tu, con la tua arte devi elevare, è questo il compito (altrimenti che resistenza è, scusa?), e prima dello spettacolo devi anche pulire lo spazio e mettere le sedie e togliere le cicche che i giocatori di carte buttano per terra, e se va bene ti danno trecento euro e ci devi anche pagare i contributi, perché si sa la Regione tutela gli operai e il lavoro, senza dubbio...Il circuito dei Teatri della Resistenze Teatrali già annovera presenze significative, soprattutto di artisti rompiscatole, che lo sono diventati magari perché non sono più graditi come un tempo, ci sono altri artisti da pompare...

Ma il nostro obbiettivo è quello di far parte del Circuito Teatrale degli Invincibili, ma ancora non è uscito il bando e quindi aspettiamo fiduciosi. Noi crediamo di avere tutte le caratteristiche per concorrere a questo bando.

Naturalmente avremo dalla nostra tanti giovani giornalisti e critici e liberi pensatori che, invece di appoggiare lo stabilimento dell'establishment e assessori o deputati dello stabilimento, per cui si sono subito rifiutati di scrivere gli osanna o i comunicati stampa, scrivono tanto bene di noi e delle nostre opere, e fanno di tutto per aiutarci e non infangarci.

Scavi misteriosi al Rosi (fra Campi Bisenzio e Prato)

Scavi misteriosi si sono eseguiti in agosto in località Rosi, fra Campi Bisenzio e Prato; misteriosi perché, contravvenendo alle norme, almeno così credo, la Soprintendenza non ha fatto mettere nessun cartello a far capire cosa succede e di cosa si tratta.

Nonostante la segretezza (e la frettolosità con cui è già stato ricoperto tutto),  la gente ha visto già molto: si tratterebbe di diverse ville di epoca romana, hanno visto riempire casse di reperti che si sono portati via e naturalmente, chi si è avvicinato per chiedere, è stato fatto allontanare.

Si sa che nella zona est dell'Interporto,  in direzione nord-sud, è prevista una nuova piccola bretella stradale per collegare la Perfetti-Ricasoli, che già ha fatto i danni che sono sotto gli occhi di tutti. Ormai lo scempio urbanistico nella zona è totale ... e pensare che negli anni '50 la zona era segnalata tra "i paesaggi rurali tipici della Toscana, uno scampolo del paesaggio agrario di altri tempi. tra marginette sacre ed appoderamenti tradizionali".

Domandona: si tratterebbe di scavi connessi connessi con il rilascio (già dato?) dell'autorizzazione a procedere, e si allontanano le persone e non mettono cartelli non tanto per scongiurare il pericolo dei tombaroli, quanto piuttosto per evitare occhi indiscreti, come avvenne per il decumano etrusco di Gonfienti?

Intanto la voce popolare dice che è stata ritrovata una biga: nel caso fosse vero, si sa finalmente dove si allenava Ben-Hur, ossia fra Campi e Prato.

domenica 8 settembre 2013

Arte per strada: perché a Paolo sì e a Fulvio no?

Da diverso tempo il nostro amico Fulvio Silvestrini è alla ricerca di uno spazio per la sua 'arte per strada' e tante altre belle iniziative, dopo che gli è stata sottratta la Bottega d'Arte Comune di Iolo. Sono anni. Ora, va benissimo che a Paolo Calamai, consigliere e notoriamente amico del sindaco, sia stato dato uno spazio per l'arte, con il sostegno della Diocesi mi sembra di leggere, e in una zona così disastrata e abbandonata, ma perché a Fulvio Silvestrini, figura d'intellettuale e animatore culturale molto conosciuto a Prato, no? So che l'aveva chiesto al vicesindaco Borchi, come anche alla Circoscrizione Sud eccetera eccetera.
Qualcuno può rispondere? Due pesi e due misure? Forse Fulvio Silvestrini, figura di prete 'scomodo', che ha condotto una lunga e sfibrante battaglia contro la Multisala e la mega-Coop di Capezzana di Prato, non è gradito alla Diocesi e altro...?


Dal sito del Comune di Prato, il dettagliato comunicato stampa:

"Arte per Strada", l'inaugurazione del nuovo spazio espositivo
Mostre, incontri e corsi d'arte nella nuova galleria, un presidio di cultura per riappropriarsi di una porzione del centro storico in preda all'abbandono
Domani,  domenica 8 settembre, alle 17, in via San Giorgio, 27 sarà inaugurato il nuovo spazio espositivo polivalente del progetto "Arte per strada", a cura del Centro Studi e documentazioni sulle arti visive in collaborazione con il Comune di Prato e la Diocesi. Un nuovo presidio di arte e di cultura in una zona difficile del centro, che si aggiunge ai due aperti l'anno scorso al Canto alle Tre Gore e alle tante iniziative di "Arte per strada", diretto e presieduto dal pittore e giornalista Paolo Calamai, consigliere speciale del sindaco per le arti visive. 
Quello di via San Giorgio sarà uno spazio polivalente, che riunirà pittura, scultura, grafica, fotografia, libri, mostre, proiezioni  e anche corsi diurni e serali di arti manuali diretti da grandi esperti che partiranno dal 1° ottobre.  Si comincia appunto dall'8 al 30 settembre con la mostra di ben 60 artisti pratesi, organizzata dal Centro Arti visive con la partecipazione della Federazione Artisti Pratese, del Centro Studi Documentazioni Sociali, dell'associazione Studio Divulgazione  Arti Manuali, dell'associazione Collezionisti Oggettistica D'epoca, del Centro Sperimentale di Fotografia e dell'associazione Euroasiatica di promozione sociale.
Nei suoi 350 metri quadrati il centro polivalente interculturale  dispone di una sala riunioni per proiezioni, dibattiti e incontri, un torchio calcografico per corsi di incisione, un forno di cottura per ceramiche e un tornio. Lo  scopo è valorizzare il centro storico della citta' ed è significativo da questo punto di vista che anche questo fondo sia stato concesso da privati in comodato d'uso gratuito.
Oltre alla mostra dei 60 artisti pratesi, ci saranno gli spettacoli teatrali dedicati a "La Cenneide", ovvero delle rappresentazioni con l'attore Alessandro Calonaci e con Paolo Calamai ispirate alle vignette satiriche realizzate da Calamai sul suo blog Prato Reporter dal 2009 sul mandato amministrativo del sindaco Cenni. Le date degli spettacoli serali sono ancora da definire e saranno comunicate prossimamente sul sito di Prato Reporter. Alla "Cenneide" si aggiungono poi recite dedicate a Gabriele D'Annunzio, in omaggio ai 150 anni dalla nascita del grande letterato che studiò al Cicognini, a Don Pilone e a "Dante a Prato".
La mostra si protrarrà fino al 30 settembre con orario 10-12 e 16-19 . Per tutto il periodo del Settembre pratese inoltre lo spazio espositivo sara' aperto al pubblico anche dalle 21 alle 23. 
Si prega di inviare giornalisti, fotografi e/o operatori tv.

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...