sabato 19 ottobre 2013

Fondazione Cariprato

Dopo lungo travaglio è stato nominato nuovo presidente e nuovo consiglio della Fondazione Cariprato, la giunta parallela del potere pratese, indubbiamente più potente della giunta politico-amministrativa.

http://www.notiziediprato.it/2013/10/fabia-romagnoli-eletta-nuovo-presidente-della-fondazione-cassa-di-risparmio-di-prato/

venerdì 18 ottobre 2013

No alla "Torre al vento" in Calvana

Ecco cosa è andato a fare il sindaco, domenica scorsa, in Calvana, esattamente a Poggio Castiglioni.
Altro che etruschi, altro che tutela delle macìe e riscoperta archeologica della Calvana!
Ci vuole regalare la 'Torre al vento', o detta anche 'Omaggio alla tramontana" disegnata da Dani Karavan, a cui diciamo un no grazie.

Dopo tanti anni, se ne parlava ancora tanto in coincidenza delle precedenti amministrative del 2009 (1), ancora ritornano con questa idea! Sono vent'anni che ogni tanto paventano questa idea, e questa volta sembra proprio quella buona. Sarà così? C'è di mezzo l'amico Gori!

A te non posso dir di no
te la farò te la farò!

Dopo la torre del centro commerciale albergo eccetera Pratilia-Esselunga, anche questa!
Politicamente parlando è un autogol, perché la maggioranza della città è contraria; è poi la dimostrazione di quanto poco 'verde' ci sia in questa amministrazione...


(1) Ne avevamo già parlato nel 2009:http://primaveradiprato.blogspot.it/2009/10/solo-vento_15.html

L'apologo della signora Bonev e del signor Berlusconi

Ho saputo del racconto della signora Bonev, che sarebbe andata a letto con Berlusconi per realizzare il suo film.
Posto che quello che racconta la Bonev sia vero, è tuttavia molto probabile perché è quanto succede non solo con Berlusconi ma, sebbene in forma più moderata per ovvi motivi economici o con varie sfumature diverse eccetera, fra gli uomini di potere e i miserandi del settore spettacolo.
Parlo di questo perché conosco l'ambiente.

Ora la faccenda non riguarda solo la Destra, ma anche la Sinistra, e potrei dire di certi registucoli che fanno recitare solo le attrici che la danno. Scusate la volgarità, ma così ci si capisce subito. D'altronde non si tratta di un luogo comune astratto, ma concreto.

E' così che si fa carriera nel mondo dello spettacolo, e questo significa finire in televisione, diventare famosi. I meriti sessuali, da qualsiasi sesso provengano, hanno la meglio sul valore. Vecchia vecchissima storia.
Se manca la disponibilità sessuale, in certi ambienti sono graditi anche la ruffianeria, i favori di partito, i voti, i finanziamenti. Quest'ultimi, se dati bene al momento giusto, possono tanto quanto la disponibilità sessuale.

Se non si fa così, si acchiappano solo le bricioline e non solo non si diventa 'famosi', ma ci si sfama solo con quelle. Bravi o meno, è uguale.
Ma anche all'università, la mia esperienza (sì, stavo proprio per cadere in quel luogo da giovanissima laureata, ma l'arte ha potuto di più...) è stata identica. Anche se tutto avveniva addirittura in modo più ipocrita.

Questo, per rendere l'informazione più precisa, si dovrebbe ricordare nelle trasmissioni, che spesso non sono affatto scevre del vizio che si condanna.

giovedì 17 ottobre 2013

Gaetanina Bresci e 'los revolucionarios'

Finora, a vedere Gaetanina Bresci al Teatro La Baracca - quel piccolo teatro che in provincia di Prato vive, pur tra grandi difficoltà da vent'anni -non abbiamo ancora visto i 'revolucionarios'; solo la gente comune, quella che non si fregia di alcuna appartenenza politica o partitica palese.

Coloro invece che cantano e suonano per Bresci, che lo considerano 'positivamente', che scrivono e sottoscrivono affinché la via a Prato - giustamente - non venga tolta secondo la sciocca proposta avanzata da alcuni; che ne scrivono risentiti o che si autocompiacciono in battute salaci e ironiche eccetera, ecco di questi 'revolucionarios',  quasi nessuno abbiamo visto. Diciamo pochissimi.

I più infatti sono i 'revolucionarios' delle belle parole, quelli che anche Bresci detestava, gli autoincensatori del bel gesto che però, appena hanno la possibilità di compiere davvero il bel gesto, scappano a spron battuto.
Oppure non sono interessati perché non hanno il palco per sé. Insomma, non si parla di loro.
Oppure non vogliono dare importanza al 'teatrino' o a chi lo dirige eccetera...

Quest'anno, è stato annunciato dall'assessore Anna Beltrame che è venuta a vedere lo spettacolo (la sua prima volta in Baracca), ci saranno sembra 1.500 euro per il nostro teatro.

Al momento però viviamo delle nostre forze e se qualche 'revolucionario', oltre a venire a vedere lo spettacolo, volesse darci qualche donazione, lo può fare.

Intanto, gli ex-revolucionarios che stanno ben seduti e pasciuti alla Regione Toscana, ufficio cultura, hanno dato mezzo milione di euro in tre anni ad alcuni teatri e, invece ad altri, nulla. Anche lo scettico avvocato che porta avanti il nostro ricorso, che non mostra mai stupore difronte a nulla, è rimasto basito.

Gaetanina Bresci si replicherà ancora sabato 19 e sabato 26 ottobre, ore 21.


Sotto ai tralicci si muore di tumore


Sono anni che combatto la mia solitaria campagna contro i tralicci. La gente mi ha preso per pazza; altri sorridono, come fece qualche amministratore di Prato, quando parlai dell'elettrodotto alle Badie di Prato, al Macrolotto. Conservo ancora l'articolo di "Metropoli".

Ecco invece, cari amministratori che ridevate- come non ricordare la frase che mi fu detta sulle ciclabili, l'altra mia 'follia' per cui certa gente ha tentato di guardarmi dall'alto in basso senza però riuscirci ("I pratesi non amano la bicicletta" e quindi le ciclabili non servono) ora che invece camminate sulle tracce degli etruschi in prossimità delle elezioni - leggete quello che accade a Milano.

Leggete, leggete questa gente che muore di tumore a Milano perché, come a Prato in certe zone, i tralicci ce li hanno così vicini che ci possono appendere i panni.

I cavi dell'alta tensione vanno INTERRATI e su questo punto le amministrazioni, e in particolare i sindaci che sono responsabili sulla salute dei cittadini, dovrebbero sensibilizzare TERNA. E invece tutti zitti, tutti buoni, tutti d'accordo.
Oltre a rovinare il paesaggio, rovinano la salute.
Vergogna.

mercoledì 16 ottobre 2013

Salvate il soldato Fazio

Di seguito copio un articolo di un critico televisivo famoso, Aldo Grasso, che sul Corriere della Sera di oggi 'salva' il soldato Fazio, intascatore di tanti soldini.
Eccone un altro che grida contro i 'moralismi', un altro radical chic di turno eccetera che se la prende con chi urla allo scandalo.  Ah, quanti sono questi seguaci della Rivoluzione all'ombra del Padrone...!
Per quanto mi riguarda non dovevano arrivare né Brunetta né Grillo per trovare disgustosa, anzi per me anche noiosa, la trasmissione di Fazio (ho scritto già diversi articoli al riguardo, basta solo fare una veloce ricerca), e non la guardo (forse una tutta intera non l'ho mai 'retta'). Lo stesso dicasi per i capogirevoli compensi che certa gente si intasca per allevare e riprodurre, come anche la sodale L'Attizzetta, conformismo socio-politico e artistico.

Denunce giuste e moralismi sbagliati Di Aldo Grasso
Decide il mercato, soldi ben spesi se il programma ha un buon ritorno pubblicitario

Fino all’altro ieri, Fabio Fazio era l’uomo più corteggiato d’Italia: case editrici, case discografiche, case cinematografiche, politici, chiunque avesse qualcosa da promuovere sul mercato avrebbe fatto carte false per entrare in quel salotto. Adesso è diventato la vittima sacrificale. Per di più, non uno dei suoi famosi invitati è intervenuto in sua difesa. 
L’on. prof. Renato Brunetta, invitato a «Che tempo che fa», si è divertito a sfregiare il galateo di quella trasmissione. Come ha scritto il Foglio , «Là, dove tutti mozartianamente si danno la mano, si danno di gomito, si baciano/abbracciano/complimentano, cenacolo e ritrovo e tavernetta casalinga dei mejo italiani, in tre inauditi minuti Renato Brunetta ha messo i piedi sul tavolo, il dito nell’occhio, le mani nel piatto. Insopportabile. Implacabile. Imperdibile». 
L’on. prof. Brunetta, membro della Commissione di vigilanza Rai, ha pubblicamente rivelato i guadagni del conduttore e ha messo in discussione le modalità del rinnovo del suo contratto. 
Senza fare il tifo né per l’uno né per l’altro, proviamo a ragionare su quanto è successo. Sui milioni che Fazio guadagna si è subito aperto il fuoco amico e nemico: Grillo, il solito Codacons, parte del «popolo del Web». I soldi sono tanti, ma, senza infingimenti e moralismi, la cosa più importante è che quei soldi siano un buon investimento. Se Fazio, con i suoi programmi, riesce ad avere un ritorno pubblicitario proficuo significa che quei soldi sono ben spesi. A Mediaset, a Sky, a La 7 fanno così. 
Si dirà, ma la Rai è servizio pubblico. Veramente, come abbiamo scritto più volte, la Rai ha perso da tempo la sua identità ed è diventata una tv fra le tante. L’accesso al bene pubblico radiotelevisivo è ormai alla portata di tutti, la pluralità delle istanze politiche, sociali e culturali è assicurata dalla varietà e molteplicità dei canali, dei media, delle fonti. Ma c’è ancora una canone da pagare e bisogna tenerne conto. La Rai, in estrema sintesi, ha una doppia natura giuridica: è pubblica in quanto è partecipata dal ministero dell’Economia e delle finanze (99,56%) e il suo contratto di servizio è stipulato con il ministero dello Sviluppo economico; è privata in quanto è una spa. Nella sua storia, la Rai ha sempre giocato su questa duplice identità. Alla fine, però, chi è il vero editore di Viale Mazzini? Sono i partiti politici attraverso quel fenomeno triste e umiliante che si chiama lottizzazione (un condominio consociativo a cui partecipano tutti i partiti, con quote maggiori o minori; e lo chiamano pluralismo). 
Teoricamente quindi se la Rai, come spesso viene dipinta, è un luogo dove si assumono, in mezzo a tanti bravi professionisti, anche parenti, amici, amici degli amici, fidanzate, fidanzati, amanti, incapaci la colpa dovrebbe ricadere sul vero editore. In questa prospettiva, anche la Commissione di vigilanza andrebbe intesa come un istituto che umilia le responsabilità dei dirigenti di Viale Mazzini e che serve solo a sancire il controllo dei partiti sulla Rai: una vera vergogna. È ridicolo poi che la presidenza sia in mano ai grillini: invece di abolirla la cavalcano. 
Se c’è da calmierare i compensi, la battaglia è più che giusta. Se c’è da promuovere una campagna di «pulizia etnica» per restituire verginità a Viale Mazzini bisognerebbe cominciare a denunciare tutte quelle persone che occupano indegnamente un posto, dirigenti compresi, tutti quei conduttori che sono stati messi lì grazie a una raccomandazione e fanno flop, tutti i «fornitori» che profittano di un intervento dall’alto. Ho più volte criticato «Che tempo che fa» ma dovessi stabilire un ordine nell’epurazione non mi sentirei certo di considerare la trasmissione una priorità. 
C’è poi la questione della trasparenza, prevista dal contratto di servizio tra ministero e Rai. Certo, ma in questo modo la Rai dovrebbe vivere solo di canone. Nel momento in cui si mette sul mercato, e la Rai è sul mercato, invocare la trasparenza sui contratti delle cosiddette star o dei conduttori di primo piano significa solo fare un favore alla concorrenza. E ogni intervento per sbandierare i compensi può apparire strumentale. 
Per affrontare questi temi sarebbe meglio tralasciare ogni ipocrisia, ogni risentimento, ogni spirito di vendetta e affrontarli nelle sedi opportune. I rancori fanno spettacolo, ma difficilmente risolvono i problemi. 

martedì 15 ottobre 2013

Sarà un Cenni bis?

Lord Major Cenni si sta dando da fare, e può rischiare di vincere una seconda volta alla tornata elettorale di sindaco del 2014.

1. La Sinistra di Prato è confusa, divisa, specchio di quella nazionale; i candidati segretari che si contendono lo scettro sono ragazzi che, pur 'volenterosi' (Gabriele Bosi e Gabriele Alberti), hanno poca esperienza e piglio per dare una svolta vera; il rischio è quello che siano facilmente manovrati, posto che abbiano veramente in animo di cambiare qualcosa; la debolezza della Sinistra sta, rispetto ai cittadini, sul versante dell'immigrazione, su cui praticano una politica confusa; è quello il loro vero tallone d'Achille, su cui rischiano di perdere per la seconda volta; se non presenteranno un candidato 'forte', il rischio di perdere ancora sarà alto;

2. Il Movimento dei 5 Stelle è diviso (nonostante i media e certo potere 'rosso' ma non di sinistra, chiaramente appoggi la parte che fa capo a Barosco, mentre non voglia far emergere l'altra meno definita), e quindi arriva indebolito e litigioso al suo interno: è questo è il suo tallone d'Achille. Probabilmente riusciranno a far entrare qualcuno a palazzo, ma non avranno il sindaco - a meno di qualche rivoluzione che al momento non si intravede -, e saranno quindi 'tentati' dalla maggioranza, come accade a Montecitorio (lo 'scouting');

3. Cenni si dà da fare, come dicevo; va alle riunioni del comitato del Soccorso contro il degrado e per la sicurezza (ma il Sovrappasso si farà, in barba a tutte le lotte dei cittadini e al degrado stesso) e si fa accompagnare da Milone, la sua costola nel fianco ma anche il succo di tutta la prossima campagna elettorale; va alle passeggiate archeologiche quando in tutti questi anni non ha fatto niente su Gonfienti, si mostra a destra e a manca e sta redigendo il libro del 'fatto', aiutato da amici e sostenitori, in fretta e furia.

Magari qualcuno che lo voleva buttar giù, aiutato dai neoscribri internautici, sta cambiando idea...

Spostarsi in bici nella città di Prato, ovvero come affrontare il degrado e l'inciviltà

Come quasi sempre mi capita di fare, mi sono spostata in bici da ovest a est. 
Solo che ieri ho scelto l'orario 'sbagliato'. Erano le 16 e si avvicinava l'orario della uscita dalle scuole.
Da Casale a Tobbiana o Vergaio, diciamo abbastanza bene; si può utilizzare la ciclabile; da Tobbiana o Vergaio a San Giusto, molto più problematico, in particolare a San Giusto, dove il traffico era in fila alla rotonda di Parco Prato.
San Giusto è già il primo 'degrado'. Incredibilmente, dove c'è un'alta concentrazione di scuole, praticamente non c'è ciclabile. Infatti, fra la ciclabile che arriva a Parco Prato e quella che poi si prende quasi al Pino, NON c'è collegamento e io di solito per essere più sicura, quando non vi trovo macchine parcheggiate, prendo i marciapiedi.

Dal Pino prendere via Galcianese verso Prato e quindi via Zarini è veramente un rischio; ma se devi andare verso est, quello è il tratto più rapido. Di nuovo con difficoltà e qualche sacrosanto fastidio dei pedoni, mi infilo nello stretto marciapiede.
Alla 'Madonna del Berti' che incrocia via Roma si respira tanto smog. Non c'è nessuna protezione per i ciclisti che non, ancora una volta, infilarsi nei marciapiedi. Non tutti però hanno lo scivolo alla fine e quindi, per superare il marciapiede e rimettermi in strada, mi ci vuole una bici tipo 'mountain-bike'.

Così si fa via Zarini tutta fino ad arrivare in via della Repubblica, che paradossalmente NON ha un percorso ciclabile, e di nuovo sui marciapiedi.

Il traffico è sommamente caotico, disordinato, lasciato a sé. Su tutto e tutti domina l'automobile e niente e nulla sembra contrastare questo predominio assoluto, violento.

lunedì 14 ottobre 2013

La Confartigianato di Prato

Da due anni non sono più iscritta, settore artigiani artistici, alla Confartigianato di Prato, ero iscritta con la partita IVA. Lo sono stata per dieci anni, ma in realtà sono stati del tutto incapaci di occuparsi di un settore artistico del tutto insolito per loro (contrariamente a quello che succede all'estero, dove anche i singoli artisti di teatro sono iscritti alle locali confartigianato o similari), perché il teatro è costretto a gestirsi, se vuole i finanziamenti, come associazione; infatti i titolari di partite IVA o le società non le ricevono. Ma io ho mantenuto la partita IVA, perché per certe amministrazioni o anche privati è più agevole eccetera.

In realtà la confartigianato funziona come un normale commercialista e, anche, esercita funzioni di controllo. Per di più a me hanno, nell'ultimo anno, fatto diversi errori nella contabilità e per questo ho dovuto pagare, almeno in un caso (nell'altro era evidente la loro colpa) anche la mora.

Per aiutare veramente le imprese la confartigiano dovrebbe spingere perché i propri iscritti facessero da sé la dichiarazione dei redditi, almeno le società più piccole, o fossero aiutate a farle con un costo molto più basso, come accade appunto all'estero, dove la figura del commercialista o questi gruppi sanguisughe non costituiscono cartello di partito, o lobby.


domenica 13 ottobre 2013

Gaetanina Bresci, terza replica

A detta del pubblico, che ci ha salutato con un bellissimo triplice applauso, la terza replica di "Gaetanina Bresci" è stata la più bella. Oltre che la più affollata finora (che strano il pubblico, non lo puoi prevedere...).

Il dibattito che è seguito allo spettacolo è stato di alto livello e, a dispetto di chi dice che il dibattito è noioso, si è dimostrato tutto il contrario, sia perché il pubblico lo chiede (e infatti, pur libero di andarsene, non se ne va) e anche perché le domande mi sono sembrate particolarmente pertinenti: e sullo spettacolo, su drammaturgia e regia, e storiche su Gaetano Bresci.

Nonostante gli spettatori abbiano potuto esprimere a voce il suo giudizio sullo spettacolo, qualcuno ha comunque voluto scrivere il suo commento sul "Libro del Gradimento":

"Davvero bravi gli attori, la scelta coraggiosa del soggetto ha emozionato e tenuto attenti gli spettatori. Complimenti!. (Angelo S.).
"Spettacolo gradevole ed emozionante". (Tiziano P.).
"Complimenti per aver trattato una storia della nostra città con bravura coinvolgendo pienamente il pubblico" . (Graziano C.).

La giornata del camminare

Oggi si celebra la giornata del camminare.
(In realtà si dovrebbe rifare i calendari con l'indicazione di tutte queste 'celebrazioni' e giornate dedicate a qualche carenza della nostra contemporaneità....).
Ora, camminare in certe città è davvero difficile.

Prendiamo per esempio Prato.
La città è carente in piste ciclo-pedonali e presta poca attenzione al ciclista o al pedone in generale.

I suoi amministratori non danno poi il buon esempio e al massimo celebrano le giornate dedicate, fanno come si dice presenza, e poi si riparano e sfrecciano in macchina.

Tutta la nostra vita poi è fatta sempre meno per camminare o andare in bici: abbiamo sempre fretta di arrivare e c'è sempre meno tempo. Per camminare in realtà si dovrebbe anche un po' rivoluzionare le nostre vite, oltre che mandare a casa i nostri politici che per esempio non ci offrono servizi pubblici adeguati per raggiungere le varie zone della città, aiutandoci ad andare a piedi o in bici.

Come in altri campi, la giunta pratese - uguale a tante inutili o piuttosto dannose giunte italiane - ha parlato molto e fatto poco anche in questo campo e i nuovi prossimi amministratori, così come si profilano all'orizzonte, prossimi segretari di partito o candidati di tutti i fronti, li vediamo anch'essi sfrecciare con macchine piuttosto costose e poco attenti al camminare e una vita 'slow', lenta, veramente diversa.

A parte i punti programmatici, che devono rimaner tali, nemmeno ci pensano a diventare 'slow'.

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...