sabato 7 dicembre 2013

Rossi si sentì Mandela

Hanno tutti commentato l'uscita di Rossi sul dare la cittadinanza ai cinesi. Il governatore toscano ha sentenziato il giorno in cui è morto Mandela: preso dalla commozione e vedendosi come in un film, il suo amor proprio ha pensato di paragonarsi a Mandela, di considerare il problema cinese come un problema di razzismo, senza considerare storia e situazioni politiche diverse eccetera.

Certo, il problema cinese a Prato è anche un problema di razzismo, ma va anche oltre, è ben più complesso, e sicuramente il caso pratese non può essere paragonato al caso sudafricano.

Rossi, volendosi sentire un po' Mandela e mitizzandosi, ha trasformato il problema cinesi di Prato in un assunto politico. Ma qui non c'è l'apartheid.
L'apartheid nel mondo esiste ancora - riguarda per esempio molte donne nei paesi mussulmani - ma è un aspetto politico-civile che è stato superato- almeno nella forma- nel mondo cosiddetto civile-occidentale.

Mandela poi passò ventisette (credo) anni di carcere, come prigioniero politico. Non è il caso di Rossi, quindi, che sta saldamente al potere.

Insomma, si tratta di un'altra faccenda completamente.

Il risultato è che l'uscita del governatore rischia di dare un colpo durissimo al PD pratese, e ha aumentato ancor di più il solco fra il 'noi e loro'.

Gravissimo errore politico. Forse, come tanti altri scivoloni a cui la partitica ci ha abituato, sarà dimenticato.

Non facilmente a Prato, però.

Forse è stato compiuto, oltre che per amor proprio, per continuare a tenerci sudditi, e quindi divisi. Insomma, diciamocelo: fa comodo al potere avere un 'noi e loro'.

Forse il governatore è semplicemente un ambizioso (o che volesse colpire anche il PD pratese, di maggioranza renziano proprio nel momento del voto primario?), ma soprattutto, il governatore è fuori dalla realtà. Speriamo presto fuori dalla politica.


venerdì 6 dicembre 2013

Sciopero illegittimo a casa di Matteo Renzi

A Firenze Matteo Renzi & C. hanno dichiarato lo sciopero illegittimo, gli autoferrotranvieri fiorentini non lo potevano fare. Il Prefetto ha precettato tutti gli autisti dell'Ataf, ma si continua, come è stato a Genova.

Ma lo sciopero 'legittimo' in realtà è una contraddizione in termini politici. Lo vogliamo dire una buona volta?

Sembra che più che problemi di privatizzazione come a Genova (tra l'altro l'azienda non è già privatizzata?), spiri vento, sindacale e partitico, contro Renzi.
Alla vigilia delle primarie, per LoRenzino de' Fiorentini, mette male. (Ma vincerà lo stesso, ha gli industriali dalla sua parte).

Nuovo ospedale di Prato

Ho parlato ieri con un infermiere che lavora al nuovo ospedale di Prato. Mi ha raccontato il fallimento, almeno per il momento, della struttura. Rimpiange il vecchio ospedale, sotto tutti i punti di vista.
Il nuovo è piccolo, assolutamente insufficiente per i malati, disastrato dal punto di vista delle strade (ancor di più perché il sottopasso di via Ciulli è chiuso e quindi è 'soffocato') e non ci sono parcheggi sufficienti. Chi lavora perde molto tempo a cercare un posto dove mettere la macchina. Non ci sono strutture di appoggio e di servizio esterne. E' totalmente decentrato rispetto alla città.

Piccoli guru tornano (a Sinistra)

In questa triste vicenda dei cinesi di Prato, oltre ai soliti giornalisti che scrivono spesso senza conoscere, sono tornati a sentenziare gli espertoni della Sinistra locale, i guru; quelli che, fanno un gesto, e tutti subito attorno si prostrano.
Vecchie usanze che si ripetono in prossimità elettorale.
Loro esistono, tu no. Loro sono, tu no.
Sono tutti immancabilmente maschi, eccetto qualche rarissima femmina che si veste da maschio per l'occasione.
Emettono piccole flautolenze (magari ora su facebook piuttosto che al circolo), e tutti dichiarano che è gran profumo.

Nella difesa di certe posizioni, nel buonismo forzato, in questo essere di parte nonostante tutto, attaccati alle posizioni e scimmiottanti guru più potenti e influenti, dimostrano tutto il loro vero razzismo, il loro odio profondo (e sempre sordo risentimento verso le donne intellettuali), e contribuiscono fortemente ad aumentare il divario fra il 'noi e loro'.


P.S. Voglio riferirmi a un articolo su La Repubblica, che può anche far commuovere, ma non va assolutamente al problema. Non discute minimamente del 'sistema capitalistico' avanzato, non pone in discussione il meccanismo che lo genera. (Per cui per esempio oggi un altro operaio a Prato, non cinese, rischia di morire). E' un altro articolo 'buonista', ma non serve se non alla partitica.
http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2013/12/04/cinesi-ditalia-tra-misteri-spiegabili-e-lavoro-inconcepibile/

giovedì 5 dicembre 2013

La CGIL sulla strage di Prato

Ricevo questa video-lettera da parte della CGIL Funzione Pubblica di Prato in merito alla morte dei 7 cinesi nella fabbrica del Macrolotto, dove vivevano in condizioni di semi-schiavitù.
Le dichiarazioni non assolvono certo il silenzio di questi anni da parte del sindacato locale sulla condizione degli operai cinesi. Perché non hanno mai denunciato quello che era sotto gli occhi di tutti?
A Prato tutti conosciamo il sistema illegale che vede cinesi e italiani complici in questo sporco affare contemporaneo.
E' di queste ore anche la notizia di impiegati dell'anagrafe del Comune di Prato che vendevano certificati di residenza a cinesi.
Sarà interessante sapere se questi impiegati ricevevano soldi solo per sé o anche per altri.

L'assessore Scaletti e Leo Ferrè

Della serie l'impossibile è avvenuto. E nemmeno si vergognano, certi  pseudo-'anarchici' a mettersi addosso il marchietto della Regione Toscana, ma soprattutto, ad ascoltare l'intervento dell'assessore alla cultura Cristina Scaletti.
Quella che ha avallato l'inquietante sistema delle Residenze Teatrali Regionali, contro il quale ho fatto ricorso (un esempio del potere culturale calato dall'altro), che ha taciuto e tace sulla situazione archeologica di Gonfienti - tanto per fare un piccolissimo esempio, ma in Toscana ne abbiamo altri - eccetera eccetera.
Povero Leo Ferrè: questa accozzaglia di gente guasta la sua opera, non se lo meritava.


Donne e pubblicità (2): la velina comunale

Ecco una nuova versione della pubblicità, in cui le donne si trovano protagoniste: la velina comunale. Qui due ragazze di Taranto fanno da pacco natalizio e contorno al Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e ad altri  della Giunta Comunale, l'assessore alle Attività produttive Cisberto Zaccheo, a quello delle Politiche giovanili e sport Gionatan Scasciamacchia, e al dirigente dell’Ufficio Sviluppo economico Carmine Pisano.
Le veline comunali in forma pacco natalizio pubblicizzano, con i nostri soldi,  la manifestazione con circa settanta appuntamenti, intitolata "A Natale regalati Taranto".

Gli uomini al potere, seduti, incravattati, stile 'Italia maschilista meridionale' (da distinguersi da 'Italia maschilista settentrionale").
Le donne in piedi, impacchettate, pronte per essere, 'aperte e consumate'.

Complimenti, sindaco!


Parlamento & C: sono tutti abusivi

Il discorso di Beppe Grillo non fa una piega. Se la Corte Costuzionale ha bocciato il sistema elettorale chiamato 'porcellum' (la legge Calderoli) come non costituzionale, tutti quelli che sono ora al Parlamento sono incostituzionali, compresi gli onorevoli pentastellati.

Sono tutti abusivi, come 'vu-compra'' al mercato.  Ma questi non scappano con le loro coperte piene di roba, non si nascondono dietro le macchine. Non arrivano i vigili, per loro...se non raramente.

Insomma, tocca tornare alle elezioni, probabilmente per eleggere altri gruppi che, come quelli di adesso, fra qualche anno si riveleranno illegittimi.

Stiamo aspettando la legge vera, il sistema giusto. Quando arriverà? Quale corte costituzionale ci salverà?

Lo dico da anni. Sono tutti abusivi. Anche in altri settori...affini alla politica. A cominciare dai teatri: i presidenti e i direttori artistici quasi immancabilmente sono così. 
Per non parlare dei direttori dei circuiti regionali, roba da urlo. Stanno facendo crollare il sistema con il loro abusivismo e i loro giovani ar-lecchini...Peccato che in questo caso non si possa nemmeno votare, ché sono tutti di nomina 'celeste'. (Forse anche per questo fanno attività così poco 'spettacolari'. Come in politica: d'altronde il teatro non è specchio della vita?...).


mercoledì 4 dicembre 2013

Vado a Parco Prato. Ma prima muoio investito.

C'è stato un altro incidente stamani a Vergaio, in corrispondenza dell'imbocco della rampa per andare sulla Tangenziale, in corrispondenza della concessionaria delle autovetture SIA (che coincidenza, eh?).
Due anziani sono stati investiti nello stesso punto in cui è stato ucciso un vecchio in bicicletta pochi giorni fa.

Questa uscita sulla Tangenziale (uno dei desiderata del signor Mirko Lafranceschina -ora consigliere comunale - durante la scorsa campagna elettorale e frettolosamente esaudito da Cenni) è pericolosa per due ordini di motivi: è stata costruita senza nessun criterio né geografico né morfologico, perché chi ha costruito non sa che il sole si leva a est e al mattino acceca gli automobilisti che la inforcano a tutto gas (così come a Iolo, in viale Manzoni, gli automobilisti impazziti dalla fretta e abbagliati dal sole, uccidono pedoni e ciclisti al tramonto), e perché incrocia il marciapiede, e dall'altra parte la ciclabile, che conduce a Parco Prato e alla mega-Coop.

Molti pedoni e ciclisti attraversano la strada-rampa, dove ci sono strisce pedonali che nessuno rispetta. Si muore così. Una volta anch'io ho rischiato di fare questa stessa fine con la bici in quel punto dove passo frequentemente, anzi quasi sempre quando vado in centro a Prato.

Vogliamo fare qualcosa? Non è questa un'altra strage silenziosa che si sta compiendo in città? Quanti morti così, di ciclisti e di pedoni?

Per fortuna i due anziani investiti oggi non sono morti, ma c'è mancato un soffio.

C'è bisogno di un intervento massiccio sul traffico cittadino delle automobili e dei camion, che ormai è allo sbando.

(Nel mentre i nostri deputatelli, come il sig. Biffoni, invece di togliere il traffico dalle strade prendendo misure urgenti o sollecitandole, pensano soltanto a rimpinguare Interporto Spa!).

Le donne e la matematica

Oggi le donne hanno due scelte ben precise.
O diventano come gli uomini, e quindi devono fare i loro percorsi, anche se arrivano sempre seconde, devono praticare la scienza - il pensiero, la ragione strumentale - oppure devono essere bambo-mammoline. E tutte uguali.

Le donne non sono brave in matematica. (Così è risultato da un ennesimo studio).

Ecco la frase che ci siamo sentite ripetere da sempre. Le donne non sono adatte, eccetera.

Oggi devono mettersi in riga e se non vogliono essere messe fuori dal giro, devono cambiare.

Donne, diventate brave in matematica, ma solo per diventare ragioniere e scienziate (quelle che ci sono, sono ancora poche), siate utili all'industria e al profitto, altrimenti sarete delle schiappe - se non siete BONE -; in quel caso dovrete fare un'altra carriera, essere 'utili' in altro modo, ma anche sempre all'industria che deve vendere con e per i vostri corpi.

Oppure, e va sempre bene perché sarete compratrici, partorite i vostri bambini-compratori del futuro.

Sono sempre e ancora loro, gli uomini, che ci dicono cosa dobbiamo fare.

Il fallimento del sindacato (mentre Rossi arriva in ritardo)

Quello che è accaduto a Prato denuncia l'irreversibile fallimento del sindacato italiano, da tempo ormai balbettante.

A Prato non ne parliamo. Mai capace di alzare la testa fuori dal seminato di certi partiti.

Nessuno ha veramente lottato per cambiare il pesante costo del lavoro - madre di tutte le crisi -, nessuno a Prato ha evidenziato questo scempio di cui tutti i pratesi, tutti hanno visto l'evolversi negli anni.

I giornali hanno taciuto, mentre ora mettono titoloni e foto dei morti. Nessuna vera inchiesta - le inchieste sono partite tutte da fuori e poi qui mica siamo negli Stati Uniti -, nessuna presa di posizione contro la schiavitù, per la difesa dei diritti umani e sindacali.

Hanno lasciato tutto lo scempio come materia di scontro elettorale, con sequestri e giornalate del caso.

Tutti sapevamo, noi pratesi, e sappiamo quello che accade. Lo sapevamo anche prima dell'arrivo dei cinesi.

Quali regole dovevano seguire, i cinesi? Non hanno fatto altro che trasformare - certamente in peggio - quello che già era in atto. Il lavoro a nero.

Senza pensare allo sfruttamento della manodopera femminile, di cui non s'è mai veramente parlato.

Il sindacato non ha mai denunciato il 'caso-Prato', se non quando ha cominciato a mancare il lavoro, e la manifestazione che fu fatta - Prato non deve morire - in realtà servì solo per prendere i soldi della cassa integrazione da Roma.



Ecco la tardiva 'cura Rossi' per la città di Prato, così come descritta da La Nazione di oggi:

di Sandro Bennucci
FIRENZE
UNA BEFFA: a Prato risultano più infortuni sul lavoro di svizzeri che di cinesi. Lo rivela Massimo Parisi, deputato di Forza Italia, dopo aver esaminato i dati Inail. Che lo portano ad elencare: «Nel 2011 ci sono state 370 denunce, di cui 54 riguardanti stranieri, ma solo due cinesi. Nel 2012 le denunce sono state 295, 50 delle quali di stranieri, ma solo tre cinesi».
Da qui la domanda che sorge spontanea: è mai possibile che nel 2012, a Prato, si siano infortunati più elvetici che cittadini provenienti dalla Repubblica Popolare, a fronte di percentuali di residenti nemmeno comparabili? Il timore, come sottolinea l’onorevole forzista, è che altri casi si siano verificati senza essere stati denunciati. Valutato con questa lente d’ingrandimento, il distretto di Prato rischia di nascondere molte verità. Ovvio che non è un caso locale, nè regionale, ma di grande rilievo nazionale. Come l’ha disegnato anche il governatore, Enrico Rossi: che, incoraggiato dalla lettera di solidarietà del presidente della Repubblica Napolitano, ha deciso d’inviare al premier, Enrico Letta, un piano d’emergenza articolato in sette punti, che Palazzo Chigi dovrebbe fare suo. E usarlo anche come prototipo per un intervento a tappeto, in tutte le Regioni, per monitorare il lavoro delle comunità straniere, soprattutto dove c’è il forte sospetto d’illegalità sotto vari aspetti. 
ECCO che cosa chiede Rossi al governo, cominciando da Prato:
1) Censimento demografico attendibile e aderente alla realtà;
2) Accordo fra Cina e Italia per monitorare i flussi e combattere le infiltrazioni criminali;
3) Legge speciale per incentivare l’emersione dal sommerso d’imprese e lavoratori;
4) Regolamentazione specifica sulle abitazioni civili e i capannoni industriali; 
5) Ristrutturazione urbanistica e territoriale, integrando le funzioni produttive con quelle commerciali e abitative;
6) Potenziare la vigilanza bancaria sulle transazioni finanziarie (la magistratura stima rimesse per 4,5 miliardi dal 2006 al 2011, di cui un miliardo e mezzo solo su Prato);
7) Prendere atto che siamo davanti a una gravissima emergenza umanitaria, con dinamiche di schiavitù e d’ipersfruttamento.
In parole semplici, Rossi sollecita una svolta vera, rigorosa, capace di andare oltre le visioni ideologiche e di superare i paradossi. Come quello indicato da Parisi: che si finisca per avere un panorama d’infortunati dominato dagli svizzeri, piuttosto che dallo sterminato pianeta degli immigrati cinesi.


Alberto Forchielli (presidente osservatorio Asia) e gli imprenditori cinesi


Alberto Forchielli sull'incendio di Prato: "Gli imprenditori cinesi sono dei criminali".      "Non sono stupito di quanto accaduto a Prato. Gli imprenditori cinesi sono dei criminali, hanno una forma mentis da criminale, piccoli o grandi, pubblici o privati che siano. 


Alberto Forchielli sull'incendio a Prato: "Gli imprenditori cinesi sono dei criminali"
Crescono in un mondo senza regole né etica, in un mondo estremamente corrotto e quando vanno all'estero si comportano allo stesso modo. La situazione è peggiorata molto negli ultimi anni perché i cinesi sono diventati più arroganti. Dopo la crisi di Wall Street e dell'euro e dopo le Olimpiadi di Pechino si sentono i padroni del mondo, per cui ritengono di poter imporre le proprie regole ad altri paesi" questa l'analisi della Cina e della sua imprenditoria di Alberto Forchielli, presidente di Osservatorio Asia. "Su tutto questo grava una pesantissima responsabilità del governo cinese che sa e collude. C'è un grado elevatissimo di omertà: i cinesi sanno come risolvere i problemi tra di loro. Ci hanno infiltrato migliaia di delinquenti e loro ci prosperano su questa situazione. Ci prosperano con le mazzette gli impiegati dell'ambasciata, l'ambasciatore, ci prosperano tutti su questa merda. Succede dappertutto. In Puglia la cinese Suntech, la più grande azienda del mondo di solare, ha provocato un disastro ambientale". Forchielli continua ad accusare il governo cinese: "Questa è criminalità di Stato organizzata, lo vogliamo capire o no? Se facciamo un'operazione pesante di polizia, arriva il governo ad accusarci di schiavismo. Basta! Mandate l'ambasciatore a parlare con me. Non ne posso più, sono dei delinquenti, basta esportare prodotti di bassa qualità, abbiamo già abbastanza problemi in Italia. Stanno in un paese di merda, non ci vogliono stare e poi vengono da noi e pretendono di imporre a noi. E' ora del riscatto! Son vent'anni che sono qui, li conosco come le mie tasche. Sono vivo perché quello che dico è solo il 5 % di quello che so. E' provato che anche le autorità siano colluse con gli imprenditori che ci fregano la tecnologia e che apertamente decidono di violare le leggi internazionali. E' un'arroganza pazzesca, la Cina è il male assoluto. In America e in Germania non riescono ad attecchire. Invece in Italia possono distribuire mazzette e comprarsi tutti, siamo un paese istituzionalmente debole, se arriva l'ambasciatore cinese cediamo subito. L'imprenditore italiano non ce la fa più a battere 20 mila cinesi a riccio. Cinese batte cinese - rule number one - ma quando ne hai 20 mila a riccio non c'è niente da fare".

martedì 3 dicembre 2013

Le donne nella pubblicità (1): la donna 'prona' e i suoi gioielli

Nella pubblicità dei suoi gioielli, la casa Damiani mostra una bella donna, perfetta ed elegante, con i capelli raccolti,  prona su un divano. Il suo sguardo è rivolto verso colui che le sta dietro ed è allusivo di un atto sessuale che si sta per consumare.

Cosa le sta facendo l'uomo che le ha regalato i gioielli?
L'uomo non si vede, ma è colui che compie l'atto, se compra quei gioielli.

Paradossalmente la pubblicità è rivolta proprio all'uomo, è lui che compra e che può.
Per chi la donna mostra tutte quelle perle, per chi le indossa?

L'uomo può accedere alle parti più intime della donna, e disfare quella bellezza, 'sporcarla'.  La sua potenza sulla donna sta nella sua capacità di comprarla, e quindi di distruggerla.

La bellezza ha valore in quanto al sé, al proprio specchio di potenza e di dominio. E' la porta di accesso preferita per coloro che soli possono avere, comprandolo, il diritto alla brutalità: i ricchi.

Prato: i cinesi e la città complice

Fa vent'anni di cinesità, a Prato e zone limitrofe.

Per la verità tutto iniziò nella limitrofa San Donnino di Campi Bisenzio, e poi l'immigrazione cinese si è focalizzata su Prato.

Quando e come è nata questa immigrazione? Come non so, ma tutto è avvenuto subito dopo la caduta del Muro e il crollo del mondo sovietico. Questo potrebbe far fantasticare che questa tolleranza i cinesi se la siano anche un po' comprata, finanziando un certo sistema al posto dei sovietici, ormai decaduti...Che insomma i cinesi abbiano, come dire, sostenuto certa politica, prendendo il posto dei sovietici.
Fantasie, certo, fantasie!...
Senz'altro, in questi anni, pochissime voci, da parte Sinistra, si sono levate contro l'illegalità del lavoro cinese, o la concorrenza sleale, che hanno accentuato. Nessun sindacato, o solo sporadicamente. 
D'altronde, i cinesi si sono inseriti in un sistema già profondamente 'a nero', un sistema che girava molto senza fatturare. Già molto sleale.

Qualcuno può sostenere il contrario?

Insomma, i pratesi si sono arricchiti alla cinese prima di loro, anche se non si sono verificate mai certe situazioni lavorative così brutali..., ma in alcuni casi, con gli schiavetti dal Sud o dal Nord-Est italiano, con 'marrocchini' e polentoni, ci siamo andati molto molto vicini, nel Dopo Guerra e anni '60 e '70.

Il capitalismo e lo sfruttamento dell'essere umano si è nel frattempo affinato, e i cinesi sono passati dal Comunismo al Capitalismo sfacciato senza soluzione di continuità, senza Rinascimento né Asburgo. Una rapida, e piuttosto cattiva, lettura di Marx e compagnia, e nessun rispetto per i diritti umani. Vedi Tibet?

Ora Rossi, President of Tuscany, urla e strepita che la situazione non può più andare avanti. Si è svegliato, come tutti gli hanno ricordato, un po' tardino. Ha detto che ora basta. Ora basta?
Intanto, alla Coop di Prato (Parco Prato e Multisala, do you know, President Rossi?) ci sono tantissimi soci e clienti cinesi...Come facciamo? Che, gli diciamo di mettersi in regola, al console cinese, altrimenti...ci arrabbiamo?

Nel frattempo la Destra pratese si dice casta e pura e asserisce di aver fatto tutto il possibile in questi quattro anni per contrastare l'illegalità; però non si capisce bene cosa intenda quando dice  'tutto il possibile', perché...molti di coloro che i cinesi non li possono vedere e che sostengono l'assessore alla sicurezza Aldo Milone nella lotta contro lo sfruttamento dell'essere umano e che per questo motivo hanno votato Cenni, incredibilmente vendono e affittano ai cinesi i loro capannoni o ci fanno affarucci con il 'pronto, moda?', ché gli odiati orientali hanno il pregio di pagare pagano sonanti e contanti.

Me li ricordo bene, io, quando una mattina si presentarono nel mio minuscolo teatro perché lo volevano affittare. Non certo per mostrare ai pratesi il teatro huàjù.  Il ragazzo mi mostrò un rotolo di soldi che io nella mia vita non rivedrò mai più.

Ora il nero è diventato nero fumo e l'ipocrisia non può più tollerare certa brutalità. D'altronde le elezioni sono dietro l'angolo e l''Europa' ci sorveglia e bastona come una vecchia beghina dipinta in un quadro del mondo olandese che fu, ma che è delle banche.

Pecunia non olet.



lunedì 2 dicembre 2013

Prato: una città da commissariare

La città vive da tanti giorni la sua prima pagina.
Alto numero di pedoni e ciclisti investiti, suicidi, persone scomparse, cadaveri ritrovati nei campi. Questo per dire solo i fatti recenti e dimenticare passate ma anche recenti alluvioni e disastri.
Oltre al lutto cittadino per l'ultimo tragico fatto della morte dei sette cinesi nel rogo al Macrolotto, serve una seria riflessione sul destino di una città che somma in sé problematiche irrisolte della contemporaneità, frutto di decenni di malgoverno, corruzione, collusione, ingiustizie e sfruttamenti, tutto in nome di Dio Danaro mascherato da Dio Lavoro Industriale con il suo servo Dio Operaio e Santo Partito gestore-incassatore.

Le sciocche, insulse baruffe che si stanno intravedendo per le prossime elezioni, con presunti protagonisti sicuramente inadeguati, impreparati oltreché impotenti (ché tali devono essere), assumono in queste ore una sfumatura tragicomica se non macabra, dato che tutto il movimento elettorale non sarà altro che un riassetto spartitorio dell'attuale potere; molto più benefico sarebbe un prossimo commissariamento della città, ormai incapace di governare sé stessa con l'azzeramento della inutile classe politica dirigente locale (incluso quella sindacale).

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...