sabato 28 dicembre 2013

Continua la violenza sulle donne, non cambia nulla

Addirittura una donna a Bari è stata strangolata dall'amante perché aveva creato un falso profilo su Facebook.
Lo stillicidio delle donne picchiate e uccise non finisce più in Italia.
Non so quanto sia cambiato dal tempo di mia nonna, da un secolo a questa parte. Mi sembra che solo a parole, che questa violenza si sia resa più perfida, più nascosta a volte, e anche più tenace.

Ricordo che non solo i compagni usano violenza, ma anche i figli alle mamme; questo tipo di violenza filiale è molto più diffusa di quanto si creda, perché purtroppo le mamme non denunciano i propri figli.


Cenerentola è andata via


venerdì 27 dicembre 2013

La recita più bella (considerazioni sui finanziamenti alla cultura)

L'attore Maggiulli, che con la sua macchina si è schiantato contro l'Eliseo perché la sua Comédie Italienne non riceveva finanziamenti, dice molte cose.
Primo che in Francia, sebbene il teatro sia scritto con la T maiuscola, non gode di buonissima salute. 
Secondo che il signor Lerner che l'ha criticato, dopo aver avuto un passato alternativo, si è dimostrato - nonostante o forse proprio a causa delle sue trasmissioni televisive - un humble servant del sistema, uno dei tanti che, dopo aver avuto passati illustri, di lotte continue eccetera, eccoli a pontificare e a dire che il teatro non va finanziato, o che bisogna accettare questa sorte.
Sarebbero loro a non dover essere finanziati.

Che se il teatro o la cultura non deve essere finanziata, il che può anche essere accettato, lo deve essere per tutti. Non può essere che certi teatri sono finanziati e altri no.

Per questo la politica della cultura - come anche in Toscana-  è 'assassina', in quanto mette chi non ha contributi in condizioni sfavorevoli e li fa morire.

Per esempio, in Baracca il biglietto per il teatro-ragazzi è di 6 euro.  Non lo posso aumentare, perché il teatro cittadino sovvenzionato, con la sua politica dei prezzi non me lo permette. Questo significa che io per guadagnare qualcosa devo avere la sala piena, perché le spese di Siae, Enpals-Inps senza contare le tasse, e incluso se devo pagare un attore, fanno sì che il mio guadagno non ci sia.
Se invece ci fosse la libera concorrenza vera, le cose potrebbero essere diverse.
L'unica alternativa per vivere è che si abbiano alcuni finanziamenti, che almeno ci permettano di sostenere le spese.

I tromboni che pontificano lo fanno solo contro i poveracci o quelli  che danno fastidio.

Ma dunque, questo teatro è davvero 'necessario'? 

La domanda è provocatoria, ma, per rispondere a coloro che danno valore solo ai numeri, voglio raccontare una 'storia di Natale', accaduta proprio ieri pomeriggio.

Ieri in Baracca non avevamo prenotati per il nostro consueto spettacolo del 26 dicembre. Dunque avevo deciso di annullarlo, dato anche che siamo sotto debutto. A dieci minuti dall'orario previsto per l' inizio, si sono presentati, tutti insieme, gli spettatori.
Ho detto loro la verità, che bisognava aspettare almeno una mezz'oretta prima di iniziare, perché la scena doveva essere allestita, e poi e mi dovevo vestire e truccare, il personaggio di Pagliaccia Secca ha bisogno di certa preparazione.

Le famiglie si sono consultate e hanno scelto di aspettare, volevano vedere quello spettacolo, e non, come avrei suggerito,  andare al cinema.

In venti minuti tutto era pronto, il pubblico è entrato ed è stata la recita più bella, il pubblico entusiasta: il vero regalo di Natale, che era assolutamente 'necessario' fare. 



giovedì 26 dicembre 2013

Un uomo italiano contro l'Eliseo

Il direttore del Teatro de La Comédie Italienne, Attilio Maggiulli, si è schiantato con la sua macchina contro l'Eliseo per protestare contro il taglio dei fondi al suo teatro.
Ma la cosa scandalosa è la presa di posizione di Gad Lerner nel suo blog (il Blog del 'Bastardo), allarmato che altri possano fare altrettanto, magari in Italia.
Per quanto mi riguarda, pur priva di finanziamenti, non lo farò, non fosse altro che sono impegnata con il mio lavoro e non posso comprarmi una macchina nuova, non ho ancora i soldi sufficienti.
Ma non starò certo sull'albero a sentir starnazzare questi 'bastardi' americanizzati, con tanto di emolumento mensile fisso, che non profferiscono parola contro i finanziamenti agli armamenti e roba simile, che non vengono mai tagliati.
Brava Luisa Pace, che scrive un commento in cui dissente dal collega 'bastardo'.
Infine, riporto l'articolo di Le Monde, a dir poco disgustoso per come è scritto, distaccato e anonimo, pericolosamente asettico, sottilmente 'razzista',  e in difesa della galla autorità.




DA LE MONDE

Le directeur d'un théâtre parisien a tenté de forcer les grilles de l'Elysée en voiture

Le palais de l'Elysée, à Paris.

Le directeur de la Comédie italienne, un théâtre situé dans le 14e arrondissement de Paris, a été interpellé dans la matinée du jeudi 26 décembre après avoir tenté de forcer vers 10 h 30 avec sa voiture la grille du Coq, l'entrée principale de l'Elysée, « sans y parvenir ». Un périmètre de sécurité a depuis été mis en place devant le palais présidentiel, a-t-on appris de sources policières.

Selon une source judiciaire, l'homme de 67 ans a été placé en garde à vue pour « dégradation d'un bien d'utilité publique », « mise en danger de la vie d'autrui » et « violences volontaires avec arme à l'encontre d'une personne dépositaire de l'autorité publique », l'arme étant son véhicule. Légèrement blessé lors de la collision, il a été conduit dans un hôpital parisien où il devrait subir un examen de comportement afin de vérifier la compatibilité entre son état mental et le régime de garde à vue.
Selon les premiers éléments, l'homme, de nationalité italienne, « n'est parvenu qu'à taperlégèrement les grilles à faible vitesse »« Il a immédiatement été interpellé par les forces de l'ordre présentes », a-t-on précisé. 
La préfecture de police estime qu'il entendait « attirer l'attention sur les difficultés financières du théâtre qu'il dirige »
DÉJÀ INTERPELLÉ MERCREDI
Selon une autre source policière, cet homme avait été interpellé une première fois mercredi peu avant 17 heures aux abords de l'Elysée.
Non loin de l'hôtel Marigny, il avait alors sorti de sa voiture « un mannequin Arlequin auquel il avait mis le feu après l'avoir aspergé de white spirit », a dit cette source. « Il avait ensuite jeté des tracts sur la voie publique, dans lesquels il dénonçait la diminution des subventions pour son théâtre, a-t-elle poursuivi. Il avait été interpellé, entendu puis relâché quelque temps après, aucune charge n'ayant été retenue par le parquet. »

Festa


Non si so se sia meglio
starsene nel folto
della festa

regalare sorrisi
costruire cartapesta

oppure

scappare nel silenzio
del cuore che mi resta.



mercoledì 25 dicembre 2013

I cinesi e lo spirito del Natale

I cinesi che vivono in Italia, pur non essendo cristiani, vanno pazzi per il Natale.
Mi hanno raccontato che alla Coop di Parco Prato giravano festanti con i carrelli pieni di roba. E poi basta passare per via Pistoiese per rendersi conto di quanto i cinesi amino questa festa.
A Natale i cinesi non lavorano. Festeggiano.
Con loro il Natale cristiano viene spazzato via e si trasforma apertamente in quello che è, un evento commerciale. Nella Festa per eccellenza, in cui ci si diverte con pranzi e regali.

Loro non si vergognano e non hanno nessuna grotta o bambinello da baciare.
Almeno non sono ipocriti.


martedì 24 dicembre 2013

Mecenatismo da strapazzo

La vicenda dei 35.000 mila euro, con il  Centro Arti Visive aperto in San Giorgio a Prato, con ultima la dichiarazione del Sindaco (1), con cui noi ci lamenteremmo di questo fatto senza vedere il resto, le tante belle cose che si fanno in città, dà la misura del  neo mecenatismo da strapazzo con cui cui si intende la cultura.

Va in questa stessa direzione l'idea di occuparsi dei 'ragazzi', di calare dall'alto la munificenza dei 'potentini' della città, che poi sono sempre gli stessi, ma beninteso solo CON I NOSTRO SOLDI, e mostra il volto profondo di certe operazioni, che sono solo strumentali, finalizzate al  mantenimento dello status quo attraverso la debolezza della vanità di certe teste.

Per togliere il disagio in città non basta invocare, come facilmente fa qualcuno, il  dare in comodato gli spazio vuoti - crea lo stesso meccanismo di calare dall'alto le cose che possono essere tolte in qualsiasi momento - , ma cercando, nei limiti del possibile, di organizzare una vita cittadina attiva piuttosto che dare soldi e mandato all'associazione del consigliere del sindaco, che invece avrebbe dovuto svolgere solo il suo compito, cioè consigliare il sindaco ad agire diversamente. 

Mi chiedo se colui che ha dato in comodato lo spazio all'associazione del Calamai (il quale, tra l'altro, gestisce un blog smaccatamente propagandistico a favore del sindaco Cenni - Pratoreporter - ), avrebbe fatto lo stesso con un giovane artista, o un gruppo di tali, perché certe persone si muovono solo con il senso del ricavato, anche se non si tratta di soldi.

Perché non si è fatto un incontro previo con questi giovani artisti, perché non si è organizzato tutto diversamente?

Peccato che i ragazzi caschino subito in certe trappole.

Dicono i cinesi: dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.


lunedì 23 dicembre 2013

35.000

Ieri sera, di ritorno a Prato da una breve tournée, sono passata davanti al Centro di Arti Visive, la cui associazione ha ricevuto dal Comune la incredibile cifra di 35.000 Euro (mentre altre associazioni non prendono nulla o quasi eccetera eccetera, per cui è nata la polemica).

Il Centro era chiuso, erano rimasti alcuni giovani e alcuni 'vecchi' a parlare davanti alle vetrine di quella che una volta era un  famoso negozio di abbigliamento.

Ho pensato che forse mi sono dimenticata di dire, nei post precedenti, che a dividere quella torta di soldi ero stata chiamata a suo tempo anch'io (e con me il Teatro La Baracca) con la richiesta di un allestimento dello spettacolo Cenneide, ma ho rifiutato.

Mi  è sembrato da subito un atto propagandistico troppo smaccato a favore del sindaco Cenni, e in generale della solita fuffa politica consortile cittadina (i gattopardi), nonostante tutto sia stato confezionato e ammantato da buonissime intenzioni: rivalutazione del centro storico, valorizzazione dell'arte e degli artisti, il dare in comodato gli spazi vuoti del centro eccetera.
Tutto l'affaire è lontanissimo dal mio gusto e dal mio sentire, dal mio modo di fare teatro in senso assoluto.
E mi sono vivamente rallegrata di aver perso quei soldi.

domenica 22 dicembre 2013

"C'era tanta gente"

Ho parlato con un conoscente, e della serata dei 'celestini' mi ha saputo riportare, ché gliel'avevano detto, che: "C'era tanta gente".
Il concetto del valore solo dato dal numero.
Il valore solo dato dal mercato.

Telefono a colleghi dove vado a fare gli spettacoli e la prima cosa che mi comunicano è che: "Ci sarà tanta gente".

Mi sento soffocata dai numeri, dalle conte. Mi affaccio sul palco dei teatri e sono indotta anch'io a contare i miei spettatori e da questo giudicare il valore di quello che faccio, il senso.

L' intelligenza umana messa solo nel calcolo, nello strumento, un mondo di ingegneri, dove le belle teste sono usate solo per far di conto.

Di una serata così intensa e drammatica come quella dell'altra sera, credo memorabile per chi c'era, alla fine si ricorda solo quante erano le teste.

Tutto valutato economicamente ormai, senza futuro d'altro valore.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...