giovedì 15 maggio 2014

Abolire le mafie culturali

Riccardo Bini, candidato sindaco di Città Forte, non perde l'occasione di ricordare che, se diventerà lui sindaco, le partecipate saranno privatizzate. Come lui, altri a Destra.

Ma perché non si affronta una volta per tutte anche le 'partecipate' culturali, che bloccano ogni possibile sviluppo e libertà?

Perché non si parla anche delle Soprintendenze e del male che fanno, oltre che del bene? Se non privatizzate (quelle per favore, no!), perché non si rivisitano un pochino? Sono gestite in modo del tutto ambiguo, a dir poco.
Sono beni statali e comuni solo sulla carta! Sono gestite privatamente!

E di queste tempietti di musica e teatri, che ne facciamo, così mal partecipati che fanno lavorare certi tali e certi altri tali no, perché non sono amici né parenti né niente e non dicono sempre di sì e non portano voti o non danno mazzette o favori?

Si critica Contemporanea e dei soldi che l'Amministrazione ci butta e con questo Cenni farebbe  (fa!, e non è una nota musicale!) la sua campagna elettorale... (Tra l'altro il nome Contemporanea distrugge di fatto l'altra Contemporanea teatrale, ma tanto non se ne accorge nessuno)! 
Ora vi svegliate con l'opposizione? 
Ora il Cenni tiene il banco e, si sa, chi tiene il banco è in vantaggio!
Poveri grulli, vi ha già gabbato!

E perché non andare oltre e cominciare a intaccare le mafie culturali?
Lo sapete che esistono, o no? O siete come coloro che vivono nel paese delle meraviglie o come altri, di altra sponda movimentista, che mi hanno detto che è troppo difficile intraprendere una simile azione?

TROPPO DIFFICILE?
Fra qualche giorno mi vedrò davanti al Tar, che mi dirà che la Regione Toscana ha ragione, ha fatto bene a dare tutti i soldi ad alcuni, mentre ad altri no! In realtà la data del dibattimento doveva già essere stata, ma hanno preferito aspettare le elezioni! 

Ma questi benedetti presunti Liberals, da una parte e dall'altra, mentre sovvenzionano la scuola privata e la coccolano in modo disgustoso chiamandola a raccolta elettorale (din don dan, suonano le campane delle chiese mentre vi si riducono gli stipendi agli insegnanti, che se si ammalano prendono il 50% in meno!), non fanno altrettanto per le attività culturali, che tengono ben strette e dirette sotto il loro controllo!
Perché?
Perché allora non fare quello che ha proposto Grillo, ma che poi a Parma Pizzarotti non ha fatto, di togliere a tutti, ma proprio a tutti le sovvenzioni?
Perché non si possono mandare a casa le persone? D'accordo, ma anche gli altri devono vivere eccetera. E allora bisogna ripulire e rassettare!
Invece a chi tutto, a chi bricioline. Minuzzoline di pane stantio!
Ah, perché è morto Carmelo Bene? Lui mi avrebbe sostenuto, lui sì!

Insomma, non ci si capisce niente. O siete liberali veramente e per tutto, oppure, signori, cambiate mestiere!
Siete liberals solo quando vi fa comodo; insomma, altrimenti siete un pochino sinistretti anche voi, va là!Uh, quante cose hanno imparato dalla Sinistra; e quante cosa hanno imparato gli altri dalla Destra, ah!

(Rimangono solo le differenze di scuderia, quelle imprescindibili, quelle di 'panza':  l'ultima la rimarca sempre il Bini, che fa un'altra proposta shock-original: abolire l'assessorato all'integrazione che, secondo lui, non risolve i problemi degli immigrati (diventati ormai anche  'imm-ingrati' -©!- con tutte le cose che facciamo per loro!) che devono essere considerati portatori degli stessi diritti e degli stessi dovere degli italiani.
Sarà vero?).

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