venerdì 8 agosto 2014

La favola del comune leggero (1)

Era un sindaco esile trasparente, tanto che lo si poteva vedere da una parte all'altra; qualcuno diceva che era un bene, altri che non serviva a niente.

Gli assessori non sempre si trovavano; a volte sì, a volte no. Dicono che si nascondessero, per paura o forse per la malattia del 'non si sa'.

La malattia del 'non si sa' prende due forme: che non si sa fare qualcosa, o che è misteriosa.
Non si sa quale delle due forme avesse preso gli assessori.

Il Consiglio Comunale era così leggero, così alleggerito,  che l'opposizione si confondeva a volte, perché qualcuno si sedeva, non per sbaglio, ma per leggerezza, a posto di un altro.

Per questo motivo si verificavano risse e alterchi, ma duravano poco, perché poi ognuno tornava al posto suo, aggrappandosi alla lunga scrivania.

I cittadini erano irrequieti.

Sì perché, per contrario, la loro vita era pesante, era affossante, camminavano con difficoltà, e di notte molti non dormivano e non si capacitavano come e perché avessero votato, qualcuno forse per loro? erano stati raggirati?, quelle persone così leggere, così diverse da loro!

Un giorno, chissà come e perché, dicono che lo fecero apposta ma a spargere la voce furono le male lingue, il Palazzo Comunale cominciò, per la sua leggerezza, ad alzarsi da terra e oscillare, a destra, a sinistra, e lentamente, lentamente, preso dalla sua leggerezza, dalla sua quasi trasparenza, a volare sù...

Questo accadde, incredibile, durante una seduta del consiglio al suo completo, e ci volle del tempo prima che il sindaco, finendo alla finestra per l'instabilità scivolandovi dal suo scranno centrale travolgendo alcuni assessori al passaggio, s'accorgesse che s'erano alzati dal suolo, di almeno un metro...

(Segue)

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