venerdì 5 dicembre 2014

Per favore, non citate Volonté

Sono apparsi articoli sui 'santi media' a commemorare i vent'anni dalla morte dell'attore Gian Maria Volonté, dove si racconta la solita favola per cui si sentirebbe la mancanza di attori come lui, non solo bravi e rigorosi, ma anche antidivi e impegnati politicamente.

Una vera balla. Oggi gli stessi registi non vogliono attori così, e gli impegnati vengono mandati a quel paese letteralmente. Per non parlare della politica, da cui dipendono così drammaticamente cinema, teatro, musica e in genere tutte le attività artistiche, e che fa morire artisticamente tutti quelli che provano ad aprire bocca in senso contrario.

Magari si può dire che qualche anno fa questi antidivi, questi ribelli erano più tollerati, meno emarginati; era ancora possibile, per qualcuno di loro, grazie a qualche testa registica intelligente e a un periodo cultura diverso, venire fuori. Era possibile, per un attore, essere anche un intellettuale. 

Oggi non è più concesso. Per farsi conoscere bisogna essere capre brucanti e pecore mansuete da tosare.

Lo sanno bene i giovani artisti e meno, che lo sono quasi tutti, fatte salve le debite eccezioni, naturalmente. Ma sono eccezioni, e non si conoscono!

Perché questi ipocriti scribacchianti (incluso i 'critici', sic!) mentre celebrano il divo Volonté, uccidono e ignorano volutamente coloro che oggi intendono l'essere artista in senso critico e polemico serio, politico, uscendo dalle solite mode tematiche e formali del momento.

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