sabato 25 gennaio 2014

Il Settimanale del TG3 parla del Teatro La Baracca

Un bellissimo servizio ci ha regalato Alberto Severi sul Teatro La Baracca e Maila Ermini. Finalmente, dopo più di vent'anni, ce lo meritavamo. Ecco il servizio al sito RAI, al 22 minuto di trasmissione.


http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-865a9fce-72b9-40d2-a676-0213c31b218f-tgr.html#p=0

Una donna e Mussolini: La Nazione di Prato sbaglia orario e fa un disservizio

Lo spettacolo Una donna e Mussolini NON è come SBAGLIANDO ha scritto La Nazione alle ore 16,30, ma è alle 21.

Non hanno fatto nemmeno un copia e incolla!

Quando mai si fa uno spettacolo alle 16,30 di sabato pomeriggio, se non per ragazzi?

Lo sbaglio può sempre succedere, ma bisogna stare attenti, e cercare di non recare disservizi.

Sicuramente per noi, che contrariamente a quanto dice qualcuno calunniandoci, che non abbiamo santi in paradiso, è un danno economico!

"Primavera di Prato" piace a Google (facciamo una listina civica?)

A un certo punto ieri Primavera di Prato si è bloccato, troppi accessi insieme! Ora, dopo alcune veloci verifiche mi hanno detto che è Google, proprio Google che sta studiando il mio diario, da Mountain View, California, nella Silicon Valley.
Che onore. Che studi stanno facendo? Spero che a breve me lo rivelino. Per la pubblicità? Sono la protagonista di una 'spy story'? Sono a caccia di argomenti, titoli eccetera, come spesso è capitato qui vicino con   vari personaggi a corto di idee, che mi copiano e mi hanno copiato, anzi plagiato? Vogliono vedere dove sta andando il mondo per poterlo catturare e io faccio parte di questo campione di studio?

Fatto sta che ho scoperto l'arcano dei tantissimi accessi...

Comunque sia "Primavera di Prato"(c) piace agli americani! 
Tant'è che qui la invidiano 'assai'.

Che dici, ce la facciamo una bella lista civica? Marchio e nome sono depositati ormai da tempo, è tutto pronto, che dici, partiamo?

venerdì 24 gennaio 2014

Teatri corrotti

Da Napoli mi mandano questo articolo, che copio e incollo. La situazione dei teatri, qui quello napoletano, è al collasso. Hanno fatto, in certi casi, il bello e il cattivo tempo per tanto tempo... E' l'ora di dire basta a questo andazzo, in questo caso è stata gestione Bassolino, ma non c'è da sottilizzare troppo su quali partiti. Né pensare che questo sia accaduto solo a Napoli... Ci sono tanti teatri anche vicini, che sono indebitati, e che per questo qualche regione ha deciso di aiutarli. Usque tandem...?

Ma bisogna anche indagare su come si 'prendono' e si sono presi certi spettacoli. Sulle mafiette e mafione degli ingaggi. Nell'articolo si parla del monopolio delle agenzie di spettacolo (non si parla però di mazzette, ma si vocifera che ci siano); in altre regioni, come è noto, si tratta di monopolio partitico di distribuzione teatrale. Nei grandi teatri girano certi artisti, e altri no, eccetera, secondo se sei funzionale, utile, eccetera a tale partito, e via di seguito.

Diventerò vecchia, ma credo che alla fine ce la farò a vedere molta gente che ci hanno negato il lavoro e la dignità, che ci hanno umiliato, trattati come artisti di serie 'b', vederla mandata a casa. Sono almeno quindici anni, che grido allo scandalo, ma siccome il teatro è 'piccola cosa', nessuno mi ascolta.

(Da Cronaca Partenopea). Teatro San Carlo, Napoli : sprechi milionari per viaggi, alberghi, cachet, foto e assunzioni

NAPOLI – I 40 milioni di euro, la  voragine finanziaria nei conti del Teatro San Carlo di Napoli si sono prodotti per colpa degli stipendi da capogiro concessi al  gruppo dirigente della Fondazione e per gli sprechi. Rilevate spese di  migliaia di  euro per convegni,   foto,  cachet degli ospiti autorizzate dai precedenti consigli di amministrazione della Fondazione e dal commissario straordinario Salvatore  Nastasi. “I dirigenti sono tutti ex sindacalisti della Cgil e persone vicine alla componente bassoliniana del partito democratico – rileva una dipendente – incassano stipendi annui che superano i centomila euro annui. Ai costi per i compensi della dirigenza vanno aggiunti le migliaia di euro spesi per il rimborso dei viaggi,  le spese per i convegni, i servizi foto e video, le  consulenze amministrative e fiscali e le centinaia di biglietti omaggio concessi ad amici degli amici”. In una così grave situazione debitoria e con una Orchestra e un Coro stabili, fa discutere, poi, il frequente ricorso agli artisti esterni per il tramite agenzie di intermediazione. Per i complessi ospiti sarebbero stati spesi  oltre un milione di euro annui. Alle retribuzioni per i musicisti esterni vanno aggiunti oltre 150 mila  euro per alberghi e viaggi. Una gestione dissennata aggravata da scelte discutibili sulla programmazione che, secondo quanto denunciano i lavoratori, favoriscono pochi agenti che dominano nel Teatro. Tanto che  si è registrato un calo nelle vendite degli abbonamenti. “Alcuni sprechi consistono negli stipendi milionari  dei dirigenti, negli appalti esterni – sottolinea un impiegato del Lirico – Soprattutto, nel monopolio delle agenzie teatrali che non solo aumentano a loro piacimento i costi ma, in particolare, condizionano pesantemente e in modo inaccettabile la qualità dei “prodotti” che forniscono (cantanti, etoile, produzioni complete, etc)”. Il San Carlo è  divenuto sempre più un’area di favore politico-sindacale, che hanno visto gonfiarsi gli organici di dirigenti, direttori, tecnici e amministrativi, con assunzioni di tipo clientelare mentre, gli organici delle orchestre e dei cori sono rimasti inalterati. I costi sono aumentati in modo insostenibile, l’ignoranza musicale pure, mentre gli appassionati sono sempre meno e i biglietti sempre più cari. Riflettori puntati anche sulla gara per l’affidamento della gestione della buvette, dell’Opera Cafè. La gara e l’appalto  vinti dalla pasticceria Scaturchio controllata dalla società ‘Sant’Anna al Borgo’ diEdoardo Trotta, sono stati contestati da un gruppo di imprenditori del settore. Presentati ricorsi alla magistratura civile e penale contro le procedure e i criteri di affidamento. Dito puntato sul sovrintendente Rosanna Purchia che avrebbe gestito le fasi procedurali della gara d’appalto. Lo scorso mese di novembre,  all’inaugurazione della buvette dell’Opera Cafè(vedi foto) parteciparono autorevoli esponenti piddini locali appartenenti all’area bassoliniana, in primis lo stesso ex governatoreAntonio Bassolino, l’europarlamentare Andrea Cozzolino, l’imprenditrice Anna Normale. In sala anche 15 tavolini, in ceramica e in ferro, disegnati da Mimmo Paladino. Stando ad alcune indiscrezioni,   nell’ambito delle attività dell’ Opera Cafè sarebbero stati assunti figli e mogli di sindacalisti. Fulvio Buono

La Torre al Vento e il Teatro Metastasio

Il Comitato contro la Torre al Vento ha raccolto, ho letto, moltissime firme a Prato.
Sembrerebbe a questo punto che la Torre lassù a Poggio Castiglioni, sulla Calvana, la voglia solo Cenni e ben pochi altri.

Il Comitato avrebbe chiesto di essere ospitato al Metastasio, ma non sarebbe possibile perché non ci sono soldi per tenere il teatro aperto il teatro oltre il consentito come le attività istituzionali.

Come ospitarono Giuliano Gori, promotore della Torre al Vento, ora dovrebbero ospitare, dietro compenso, anche quel comitato che vi si oppone, e che si dice pronto a pagare l'affitto, e per la stessa cifra (140 euro, credo...).

Comunque al Teatro Metastasio o al Fabbricone o al Fabbrichino non solo non ospitano i comitati; da anni nemmeno più i teatranti. Sono anni che tento di farci qualcosa, e come me so altri a Prato, ma inutilmente.
(Meno male che c'è il Teatro Magnolfi, e ogni tanto, per farci stare buoni, o per non farci disperare troppo, ci mettono lì. Magari vale anche per il comitato?).

Ridicoli, ovvero la trama per una commedia

"Cara Maila,
ti scrivo perché, forse ancora non lo sai, il sito di Liber@mente Prato ti ha attaccato ancora una volta. Non hanno gradito il tuo post, quello su Biffoni, in cui tu lo giudichi troppo 'giovane', e che per questo la tua critica sarebbe ridicola.

Ma perché i radicali ce l'hanno tanto con te?  Una volta i radicali erano contro i partiti, o mi sbaglio?

Dice che tu appoggerai Cenni, indirettamente o no....
M. L."


Cara M,
guarda: di me dicono, come mi hanno riferito ieri, addirittura anche che appoggio il PD!
Invece il blog Liber@mente, che appoggia il PD e la candidatura di Biffoni (quelli che hanno sostenuto Cenni fino a due anni fa circa), dice che io appoggio l'ex-patron Sasch.
C'è già la trama per una commedia.
Da quel blog mi marcano stretta, non c'è che dire. Ma non soltanto me; marcano stretti tutti quelli che non sono dalla loro parte eccetera.
Diciamo che fanno molta pubblicità a questo blog, che forse è immeritata. (Altri usano un'altra tecnica di attacco, quella del 'silenzio', del fare finta che tu non esisti, tipica, un tempo, del mondo che si definiva 'Sinistra'; che sia forse da preferire quella a questa?).
Ma non so né mi interessa poi tanto quello che scrivono di me, ormai. Non fanno che ripetere le stesse storie, che ormai sono davvero sì, quelle, risibili!
La politica italiana è ridotta a un dire male e spifferare, provinciale e bottegaia, come si nota anche a Firenze, che fa di tutto perché nulla cambi.
Non so che farci, io sono una non-violenta, anche nell'uso delle parole. E' chiaro che vorrebbero mettermi a tacere; cioè anche se io non faccio politica ufficiale, e anzi proprio per questo, vorrebbero che io non scrivessi quello che penso e tentano di infangarmi. Ma sono soltanto calunniette, robetta provinciale, appunto. Che pure certo, può impressionare chi non mi conosce.

Roba già vista, in Italia, dove questo è spesso l'unico modo di far politica.

Riguardo a Biffoni e alla sua 'giovinezza', che dire? La risposta data da quel blog  è anche però comprensibile, la campagna elettorale è partita e si devono difendere in qualche modo: in questo caso si appellano all'America e all'americanismo, come se là ci fosse l'Eldorado della giovinezza. Ho scritto 'giovane', fra virgolette, anche ironica; naturalmente io non ho niente contro l'età, né però penso che essere giovani sia il passaporto per tutto. Considero la 'rottamazione' una forma in cui il potere può manifestarsi gattopardescamente, e in cui molte dittature del passato si sono manifestate, come il Fascismo o lo Stalinismo. 
Direi, senza scomodare dittature, che questo che si vede oggi in Italia è puro giovanilismo di facciata. 
Vedremo, alla prova dei fatti, chi e quali saranno i ridicoli. Intanto c'è il candidato, ma il programma no. 
Grazie, M.

Perché la partitica sceglie i mediocri

E' una domanda che si fanno in molti: perché la partitica sceglie i mediocri?
E poi, mediocri in che senso?
Nel senso di quelli meno originali, più conformi al sistema o al partito. Ma anche i meno significativi, i meno empatici eccetera.

Non è sempre vero. A volte sceglie i più abili nella retorica, i più volpini, i protei che mediocri non sono e si contraddistinguono per certa quale originalità, se non di pensiero, di modi; ma certo devono essere sempre pronti a scendere a compromessi, e lo fanno ben volentieri. Pur di far carriera.

La partitica sceglie i mediocri perché li può manovrare a suo piacimento, o anche magari più deboli, come possono essere taluni che hanno meno esperienza di dove possono capitare e chi li manovra.

E' così che ci capitano e ci sono capitati, e magari purtroppo ancora accadrà, sindaci e consiglieri, presidenti vari insignificanti, deboli, di facciata; oppure decisionisti (apparentemente) forti eccetera, ma sempre espressione inequivocabile.

Tutti frutto di partito, di consorterie, di interessi; tutti un gran disastro per le città e i territori.

giovedì 23 gennaio 2014

La mia posizione politica

Dunque, siccome mi giungono voci che mi farebbero sostenitrice ora del PD, ora dell'opposto, e quindi del Centro Destra,  dichiaro che io non appoggio né lavoro per alcun partito o fazione partitica.
La mia posizione e ricerca politica, così come si esprime chiaramente in questo diario, non ha niente a che vedere con i partiti e,  mutatis mutandis, segue il solco delineato dalla filosofa Simone Weil,  a cui tra l'altro ho dedicato una intera serata al mio teatro.

Dunque il mio appoggio, eventualmente, è diretto a chi va in questa direzione, e non a parole.

Chi dice o sostiene qualcosa di diverso 'mente sapendo di mentina',  e continua a gettare discredito o dire il falso su di me, come se io poi fossi in odore di candidatura a sindaco per qualche partito o lista, il che non è.

Se poi con queste calunniette provinciali pensano di mettermi il bavaglio, o di mettere il bavaglio al mio lavoro culturale e politico indipendente, che si esprime anche attraverso la presenza su Internet oltre che con il teatro, allora hanno sbagliato strategia.

Matteo Biffoni, un candidato debole?

Matteo Biffoni è ufficialmente il candidato del Centro Sinistra a Prato.
E' un renziano.
Al momento risulta però un candidato debole, soprattutto perché il Partito Democratico, per le lotte interne, rischia la divisione, se non formale, di fatto.
Le dimissioni di Cuperlo da Presidente sono la spia del dramma che si sta svolgendo 'in famiglia'.

Se fossi stato il segretario locale, avrei fatto altra scelta. Avrei scelto una persona che fosse più radicata nel territorio (ma non nel partito), con un rappresentante più conosciuto ed esperto di Matteo Biffoni che è troppo 'giovane', nonostante sia deputato al Parlamento.

Almeno che non cambino le cose, in attesa che il candidato mostri grinta, argomenti e capacità di comunicazione, si potrebbe profilare un'altra sonora batosta per il PD locale.


mercoledì 22 gennaio 2014

La marcetta dei 'giovanoidi'

Siamo pronti siamo avanti
noi andrem nei Parlamenti

siamo pronti siamo pronti
nei consigli a sieder-!

L'ora nostra è suonata
non sarà una passeggiata

siamo giovani e potenti
siamo pronti siamo avanti!

Questi vecchi acci ardi
li mettiamo da una par-di

rinnoviamo il mondo intero
non si casca più dal pero!

Finalmente tocca a noi
finalmente al potere

ci mettiamo chi ci père.

Obbedisco obbedisco
la chiamata riverisco!

Ecco il motto che ci piace
confacente al neo seguace

sarò bravo e obbediente
non dirò mai no alla gente

e a chi m'ha messo qua
dico sì sì, signor sa,

col visetto sbarbatello
metti pure mio fratello.

Per una amministrazione non corrotta


Il Comune di Prato deve approvare un piano per l'amministrazione per la prevenzione della corruzione e dell'illegalità, e sollecita i cittadini a inviare proposte.

Ora, avendo vissuto e vivendo in genere situazioni di ingiustizia, come concorsi pilotati e vittorie palesemente immeritate di altri a tutti i livelli, che definirle ingiustizia è un eufemismo (e purtroppo non ci sono le prove provate e quindi non ho potuto agire legalmente) mi pare difficilissimo dover ribadire che il punto nevralgico è proprio il sistema della corruzione e dei favoritismi eccetera.

Infatti, fra le minacce è prevista questa, messa fra le prime:  

"Abuso delle funzioni di membro di commissione
Descrizione:
Con comportamento consapevole, derivante potenzialmente da vari fattori quali (il perseguimento di fini personali, agevolare terzi, etc.) i membri di una commissione può compiere operazioni illecite favorendo la vittoria di uno o più soggetti.
Impatto:
Trattasi di illecito penale che favorisce alcuni a discapito di altri, favorendo lavori sottocosto con ripercussioni sulla qualità dell’opera pubblica effettuata oppure la selezione di soggetti non idonei o non titolati."


Ora nell'ambito culturale l'illecito può non far male a nessuno, però non è esattamente così. E' un danno che va a incidere fortemente sulla crescita della società nel suo complesso.

Purtroppo, ripeto, in questi anni non ho vissuto che esclusioni e ingiustizie. Basterebbe sollecitare un diverso modo di gestire le programmazioni teatrali degli Stabili, degli Enti eccetera, un diverso modo di chiamata alle direzioni artistiche, evitare le nomine fatte non sulla base della competenza o capacità, ma fedeltà a certo partito o potere, il che fino a questo momento in nessun luogo del territorio nazionale è avvenuto. 
Ma sono cose dette e ridette, e alla fine, a forza di ripeterle, ti fanno passare anche per ridicoli. Oppure ti scansano come la peste, e i colleghi stessi.

"Ora tocca a noi"?

Con un richiamo alla rottamazione renziana, anche SEL invoca più spazio per i giovani, anche se con uno slogan consuntissimo.
Sacrosanto.

Addirittura una lista di giovani che, promette qualcuno, tenterà di dare l'assalto al Palazzo Comunale in nome del cambiamento.

Ora, è un fatto che in questa città le attività e gli spazi per i giovani siano stati aboliti, quando prima erano però in mano del Partito.

Ma dico, perché così settari? Perché si devono ripercorrere mitologie di un passato italiota, oppure scimmiottare i renziani con una presina di grillismo? La rottamazione, il giovanilismo, tutta roba oltremodo sospetta, anche senza scomodare lo scomodo passato!

 "Diego Blasi iscritto di Sel, per quattro anni presidente dell'associazione Asseblea libertà e partecipazione (Alp), costituita appunto da giovani e per i giovani. "L'obiettivo - spiega Blasi - è quello di raccogliere un gruppo di giovani, al di fuori dal mondo della politica, parlo di artisti, professionisti, attori, grafici, che partecipino alla discussione sul futuro di Prato con proposte concrete...Vogliamo fare una piccola rivoluzione su base generazionale". Il secondo traguardo che il nuovo gruppo ha intenzione di raggiungere è quello "di mettere almeno un paio di giovani di "Ora tocca a noi" nella lista che Sel farà per le amministrative della prossima primavera con l'obiettivo di farli entrare in consiglio comunale. Nella sede istituzionale cioè nella quale si prendono le decisioni per cambiare le cose".". (Da Il Tirreno di Prato).

Vogliamo mettere i giovani in consiglio comunale. Bene. Ma il punto non è, oddio quante banalità devo scrivere, giovani o vecchi, ma il suo mal funzionamento. E' evidente che il consiglio comunale è depauperato del suo potere, specularmente al Parlamento e che le proposte per il cambiamento, non ci sono state o non si sono sentite. Anche da parte dei giovani, spesso più lealisti del re.

Una democrazia zoppa, sorda e cieca, in mano ai partiti o ai soliti sistemi di potere che devono essere rivisti e non ritinti di finto nuovo o di slogan da campagna elettorale.

Vivo il déjà-vu e non ho mangiato Madeleine.

Lettura consigliata:  "I vecchi e i giovani",  di Pirandello.
Canzone da non dimenticare: "Giovinezza, giovinezza".

martedì 21 gennaio 2014

Una donna e Mussolini, di Leda Rafanelli

Si ricorda che lo spettacolo ha subito una modifica di data e avrà luogo SABATO 25 GENNAIO alle ore 21 al Teatro La Baracca.

Fumus ospedaliero

Sulla questione dei fumi del nuovo ospedale di Prato: non si tratta di vapore acqueo, questo è certo, come afferma l'ASL. O allora si deve pensare che ci sono emissioni serali da altro luogo che danno fastidio alla respirazione.

Personalmente ho tossito a lungo, e non soltanto io. Si tratta di emissioni comunque fastidiose.
Ci sono passata per la seconda volta, la sera, ed è accaduto come per la prima, di cui ho raccontato pochi giorni fa.

http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/12/fumi-molto-sospetti-fuoriescono-dal.html

lunedì 20 gennaio 2014

Loggia-azienda elettorale

La legge elettorale che si vuol mettere al posto del 'Porcellum', l'Italicum, di cui sono stati fautori Renzi e Berlusconi, assomiglia a un piccolo grande colpo, un putsch vestito democratico senza colpo ferire, che introduce nuove (?) regole del gioco con modalità che tengono lontano il Parlamento, che dovrebbe esserne il veicolo fondamentale.

Sembra piuttosto espressione di una 'loggia', di un gruppo, di una consorteria di rappresentanti politici, anzi veri e propri amministratori di azienda che, tra l'altro, nemmeno siedono al Parlamento.

L'elettore non può esprimere la sua preferenza, tutto è di nuovo e sempre calato dai Partiti Logge-Azienda.

Rossi e i trogloditi

Nel suo solito stile 'nervoso' e intollerante, il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha dato di 'trogloditi' a chi non la pensa come lui; a chi non accetta il sistema della sanità con i nuovi ospedali che, secondo lui, sarebbero uno dei tanti fiori all'occhiello della Sua Toscana:

 “Nel nuovo ospedale ci sono nuove tecnologie e sono importanti. I trogloditi stanno nelle caverne. Vorrei che tutti quelli che brontolano venissero ricoverati nel vecchio ospedale per misurare la differenza tra vecchio e nuovo”.

Ora al solito il Rossi, forse ritenendo di essere graditissimo come gli rivelano i dati del Sole24, che in realtà non si sa come gli abbiano fatti, ritiene ancora una volta di poter dire, con quella bocca, quello che vuole.

Lo stile è quello antico, della Sinistra che non ammetteva il dissenso interno; dei funzionari che ti guardavano dall'alto in basso; che ti folgoravano subito a ogni accenno di domanda, di 'se' o di 'ma'.

Sono ancora gli stessi, non sono cambiati, con la stessa sicumera.

E le loro sciocche battute con cui tentano di tenere a bada il dissenso, danno respiro alla finta opposizione di cavalcare il nulla politico in cui siamo immersi.

Abbado il grande

Non voglio segnalare i meriti di Abbado come direttore d'orchestra, quelli li cantano tutti ora che è morto.
Vorrei ricordare come fosse disposto a tornare alla Scala con un cachet in natura in cambio (alberi piantati a Milano), come abbia devoluto il suo stipendio di senatore a vita per la scuola di musica di Fiesole.
Come abbia sostenuto la cultura musicale nei giovani, mi sembra di ricordare che avesse un progetto al riguardo, oltre alla sua giovane Orchestra Mozart.

Un musicista raro. Di quelli che rendono la musica invincibile.

Non si vuole l'indipendenza nella cultura

Dato che non abbiamo più soldi, nemmeno le bricioline come usavano darci, al Teatro La Baracca bisogna lavorare due volte.

Prima potevamo permetterci di invitare ogni tanto qualcuno, di assumere pro tempore qualcuno, di pagare Siae ed Enpals con le bricioline, almeno; potevamo pagarci ogni tanto qualche locandina, insomma, pur minimo, era un modo per non faticare sempre noi e non girare sempre la ruota come fanno i topolini!

Ora le cose stanno così, e siamo molto stanchi, lo dobbiamo ammettere e questo è il sostegno che si dà al lavoro, a chi si fa il mazzo dalla mattina alla sera; a chi ha costruito un teatro, a chi fa cultura sul campo.

Negandoci le residenze, la Regione ha messo in moto la macchina dell'eliminazione, e probabilmente ci riusciranno. 

Non gliene importa niente a nessuno, anzi; e di questo sono ben consapevole, e lo sono sempre stata. Che non lo volessero, questo teatro, è stato chiaro fin dall'inizio, perché avevano capito che sarebbe stato indipendente, che non ci avrebbero messo le mani.

Nel passato ci hanno variamente provato, e recentemente anche offendendo lo spazio stesso, dicendo e scrivendo che è uno spazio piccolo e risibile, e tante altre falsità e calunnie condite col solito sarcasmo.

I risultati dell'abbandono li vedo sul mio fisico: una grande stanchezza, dimagrimento, esaurimento.
Certo, scrivo molto, sono attiva, e tante altre belle cose, ma so che presto tutto questo finirà se non pongo rimedio.

Se invece avessimo avuto le Residenze, tutto sarebbe stato diverso, e il piccolo teatro poteva assumere personale, disegnare una progettualità che, ormai è chiaro, NON VOGLIONO CHE ESISTA INDIPENDENZA NELLA CULTURA.

Vuoi essere indipendente? Allora fai da te, senza soldi di nessuno. D'accordo, ma dovrebbe essere per tutti così, altrimenti non solo c'è una concorrenza sleale, ma un massacro.

E' anche questo sistema cultura è una forma di dittatura. Una forma silenziosa, ma tenacissima.
La cultura serve solo alla propaganda, ai partiti, al sistema. E solo questa finanziano.

Grazie, assessore Scaletti, Lei faceva parte dell'Italia dei Valori, ora diventata montiana, ma nessun valore è sembrato illuminarla; senza contare le signore dell'Ufficio Cultura, figlie di enti dismessi o di una politica fallimentare, messe lì a prendere i nostri soldi e gestirli in modo del tutto discutibile e 'partigiano'!

domenica 19 gennaio 2014

Morte di un banchiere

Mentre l'astro per ora ancora nascente di Renzi saliva verso l'incontro con Berlusconi, un banchiere, il signor Albuzzani, ha fatto strage di sé e della sua famiglia a Sant'Angelo a Lecore in provincia di Firenze. (E oggi si ha notizia di un altro imprenditore a Fiesole...).

Nessuna connessione fra i due eventi, apparentemente.

Però a me invece questi due eventi in qualche modo mi sembrano legati, perché la politica ancora cieca e una finanza poco chiara stanno accompagnando il paese verso la catastrofe, indifferenti verso quello che accade alla gente.

E' stato subito dichiarato che non c'è connessione fra l'indagine della Magistratura nei confronti della banca di cui era presidente e il suicidio-omicidio familiare, ma sinceramente questo sembra poco credibile. Forse non un collegamento diretto, ma molto vicino.

Nell'indifferenza dei grandi poteri, i più piccoli - e certamente già molto più grandi di chi scrive - vengono sacrificati senza far motto, senza una seria riflessione su quello che sta accadendo nella società.

E mentre la gente disperata e stanca si toglie la vita, la politica falsa e di facciata, con una finanza malata di speculazione, stringe accordi mediatici e come una prostituta navigata reca clamore di scandalo, sicura di meglio smerciare sé stessa e la sua opera, e tutto questo per continuare a esistere e basta, importandole nulla di dover sacrificare i più deboli, quando ha a disposizione i più astuti e abili.

Chiusura delle piste ciclabili?

Questo il comunicato sul sito del Comune di Prato:
"19 gennaio - Protratta la validità della Criticità Moderata. Aggiornamento di domenica 19 gennaio 2014 ore 00.40 - Gli ultimi rilievi pluviometrici e idrometrici - In sintesi l'ultimo bollettino previsionale emesso dal CFR per le prossime ore. Si ricorda la chiusura delle piste ciclabili cittadine per l'intera giornata."

Al momento le piste ciclabili non sono affatto chiuse, e la gente ci va.
Che vuol dire?

Addirittura ci sono strade che sono percorribili con le macchine lungo la Bardena, il Calice eccetera. Non ci si può andare nemmeno con le macchine?

Con questa dichiarazione scritta il Comune si toglie dalla responsabilità nel caso succedesse qualcosa, ovvero qualcuno cascasse dentro i fossi?

Riflessioni dopo la presentazione della stagione

Gianfelice mi ha detto: "Sembra un teatro finanziatissimo, e invece il teatro, la stagione non riceve un centesimo". Forse è ...