sabato 1 marzo 2014

Secondo incontro di "Lista Luna"

Bello bello il secondo incontro della "Lista Luna" e molto 'utile'.
I temi erano la comunicazione e la periferia.
Ecco un breve riassunto, a sommi capi, di quello che abbiamo trattato.

Il nostro candidato sindaco fantastico Fulvio Silvestrini ha raccontato la vicenda della nascita al Consiglio Regionale della Multisala, la riconta dei voti condotta da Nencini e Martini, una vicenda niente affatto chiara. Un tuffo nel recente passato molto significativo, che ci ha lasciato agghiacciati.

Si è parlato poi delle periferie, di come siano cambiate rispetto a una decina di anni fa, dell'evidente abbandono, e di alcuni punti critici della città, come il nodo del Soccorso. Della storia dei passaggi comunali che hanno sancito il cambiamento da parte della maggioranza, che è passata a essere a  favore del sottopasso fino a diventare, con strani giri e forzature, a favore del viadotto.
In questi anni in realtà si è assistito all'allargamento delle periferie, e le circoscrizioni, che le dovevano curare, in realtà sono state usate come raccoglitori di voti e di consenso, oltreché di controllo del territorio, ma solo in funzione elettorale.
E' stato letto un passo di "Odio gli indifferenti"di Gramsci, dove sottolinea il dilettantismo dei politici; è stato evidenziato  di come ormai si lavori sull'urgenza e non su una programmazione a lungo periodo.

Che vige la filosofia dell'utile, del numero, che la mediocrità è diventata qualcosa di positivo.

Fulvio ha poi parlato della televisione, TV, che lui legge Televisione Cinque:
1. informazione = salotti
2. formazione = non c'è, oppure maestra unica del capitalismo
3. Deformazione = della realtà
4. Corruzione
5. Consumazione.

Abbiamo parlato di come l'eccessiva informazione produca ignoranza, io ho citato il libro di Ferrarotti "Un popolo di frenetici informatissimi idioti", perché non ci dà la possibilità di approfondire.

Alla Luna ci sono 384.400 km. Ne abbiamo percorsi i primi 50. 
I prossimi incontri saranno sabato 22 marzo e sabato 5 aprile prossimo, sempre alle 5 della sera.
Argomenti: diritto alla cultura e partecipazione.

Fulvio ci ha lasciato questo messaggio:
"Con la luna viandando per altri 2500 anni per filosofia e poesia, e lentamente".

La serata è terminata con l'elogio della virgola, in particolare con "Salviamo la virgola porta del pensiero" di Umberto Maccioni di Torino.

"A proposito della inutilità della virgola, non la pensava così il poeta e scrittore argentino Julio Cortazar, che scrisse: "La virgola è la porta girevole del pensiero".  E fece questo esempio: "Se l'uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca. Se sei donna, certamente metteresti la virgola dopo la parola 'donna'; se sei uomo, la metteresti dopo la parola 'ha'".

Io aggiungo: salviamo anche la maiuscola, porta del rispetto e della cura.




Parlamento Italiano

Non so dipingere. Allora ho pensato di rappresentare così il nuovo modo di comunicare al Parlamento, dove si vedono tutti i parlamentari con la mano davanti alla bocca, perché hanno paura che i cittadini, attraverso le telecamere eccetera, scoprano i loro intrighi e gli imbrogli che fanno.
Il vero parlamento si svolge così, le parole importanti sono quelle che non si sentono o vedono. Il non detto.
Come avere fiducia di gente che al Parlamento si tappa la bocca?

Anche di questo parleremo oggi pomeriggio alle 17 al Teatro La Baracca con la "Lista Luna".
Ricordo che gli argomenti sono appunto comunicazione e periferie.

Giacomelli e il nulla di nuovo del Rottamatore fiorentino

Con la nomina, importante, del parlamentare Giancomelli a sottosegretario delle Telecomunicazioni - parlo di lui perché è pratese, ma il discorso si potrebbe estendere ad altri sottosegretari - si vede la vera faccia, la continuità del potere, come il Rottamatore non rottami proprio nulla.

Insomma, una volta qua una volta là, ci ritroviamo sempre le stesse facce di questi eterni parlamentari, eterni occupanti delle pagine dei giornali, e a vario modo della nostra vita.

Magari li incontriamo poi, scaduto il mandato, a dirigere qualcosa di cui non sappiamo come sia stato possibile, vedi la presidente della Fondazione Toscana Spettacolo, la ex-parlamentare Magnolfi, anche lei, come Giacomelli, ex-Margherita, che non s'era mai occupata di teatro nella sua vita fino a quella nomina.

Eccetera eccetera.

Matteo Renzi, il nulla liquido con un vestitino nuovo striminzito striminzito, che non la può dare a bere a nessuno.

Così sarà con Biffoni, sua emanazione. Ci ritroveremo sempre gli stessi; e, se giovani messi a salvar la facciata del rinnovamento, pronti a essere più lealisti del re.

venerdì 28 febbraio 2014

La parolina "noi": espulsioni e libertà di pensiero

Molti si scandalizzano delle espulsioni nel M5S. Gli espulsi dicono che manca libertà di opinione; chi espelle che gli espulsi tradiscono lo spirito del movimento.

Nei partiti l'espulsione è stata ed è un mezzo frequente; ricordo quella di Pasolini da parte del PCI a causa della sua accusa per omosessualità.
Oggi avvengono più raramente, in genere si espelle un iscritto per corruzione manifesta, per esempio, a tutela più che altro del buon nome del partito.

Chi esprime, nel partito, una opinione diversa, se è minoranza e non dà eccessivo fastidio, in genere viene 'tollerato', ma nello stesso tempo annullato. Parcheggiato, si potrebbe dire, usando un termine pittoresco.

Simone Weil, contro tutti i partiti o simili, scrive in merito, piaccia o meno, una riflessione che può essere utile:

"...Nessun gruppo può legittimamente aspirare alla libertà di espressione, perché non c'è nessun gruppo che ne abbia la benché minima necessità. Anzi, la protezione della libertà di pensiero esige che sia vietato per legge l'espressione d'una opinione all'interno di un gruppo. Perché un gruppo, quando vuole avere delle opinioni, tende inevitabilmente ad imporle ai suoi membri. Presto o tardi gli individui si trovano ad essere, più o meno gravemente, impediti nella espressione di idee opposte a quelle del gruppo su vari problemi, più o meno importanti, a meno che non ne escano. Ma la rottura con un gruppo comporta sempre delle sofferenze, o almeno una sofferenza sentimentale. E, come il rischio e la possibilità di sofferenza sono elementi sani e necessari dell'azione, altrettanto sono cose malsane nell'esercizio dell'intelligenza. Una paura, persino leggera, fa sempre sì che ci si pieghi o ci si irrigidisca, secondo il grado di coraggio; e tanto basta a falsare quello strumento di precisione estremamente delicato e fragile che è l'intelligenza. Persino l'amicizia, sotto questo punto di vista, è un gran pericolo. L'intelligenza è vinta quando l'espressione dei pensieri è preceduta, implicitamente o esplicitamente dalla parolina "noi"...(Da "L'enraciment" -Il radicamento- la traduzione è mia).

giovedì 27 febbraio 2014

Lista Luna, prossimo incontro

Ricordo che sabato 1 marzo, alle ore 17 presso il Teatro La Baracca (via Virginia Frosini 8, Casale, Prato),  ci sarà il prossimo incontro della 'Lista Luna', la nostra lista fantastica.

I temi che tratteremo sono periferie e comunicazione, così come deciso nell'incontro precedente.

Personalmente leggerò un documento che sto scrivendo su questi argomenti in riferimento alla città di Prato: un'analisi di questi ultimi anni su come si sia modificato il rapporto con le periferie, cosa è successo, come siano diventate, vissute e trattate dalla politica. Lo stesso con la comunicazione: l'uso per esempio del sito comunale, i giornali locali e il loro modo di comunicare le notizie; la nascita delle piattaforme blog in funzione elettorale, i siti della comunicazione giovanile e anche l'uso strumentale dei media sociali.

Ricordo a tutti noi la puntualità, nell'inizio e nella fine dell'incontro; gli argomenti sono importanti e impegnativi.

Un altro tassello di luce nella cupa storia italiana: Luigi Tenco fu ammazzato

Esiste una associazione e un sito molto documentato e da leggere, quando avete un po' di tempo, http://www.luigitenco60s.it/ che fornisce prove esaurienti sull'omicidio - e non sul suicidio - di Luigi Tenco.
Dopo tanti anni dalla sua morte, sembrerebbe inutile ripercorrere questa vicenda, ma studenti di criminologia ci hanno fatto tesi, eminenti criminologi di sono espressi, insomma ormai le prove sono schiaccianti, e  anche se i tribunali non lo confermano, è evidente che Tenco fu ucciso per motivi politici dai cosiddetti servizi segreti deviati.
Quelli stessi che qualche anno dopo ammazzeranno Pasolini.

Quel biglietto famoso che il cantante scrisse, e che fu utilizzato come prova della sua volontà di togliersi la vita perché escluso dalla finale del Festival di Sanremo, in realtà era solo il foglio finale di uno scritto che riguardava la sua volontà di lasciare il mondo corrotto della canzone, ma non di uccidersi.

E poi tante altre prove: dalla pistola, alla posizione del corpo, ai mancati rilievi, a chi del caso di occupò, l'implicazione della P2, le testimonianze.

Come Pasolini fu materialmente ucciso dalla Banda della Magliana, così Tenco fu fatto fuori dal Clan dei Marsigliesi: scambi di favori con certa polizia deviata...

Qui non si tratta di fomentare mitologie moderne o dietrologie, ma di ripercorrere la strada che ci ha portato nella situazione in cui viviamo di assoluta illibertà. Fare un po' di luce sul nostro cupo passato, e presente.

Diversamente dalla Spagna -che in questi giorni sta scoprendo il velo tenuto ben coperto sulla vicenda  dei 'bambini rubati' del Franchismo con la complicità della Chiesa cattolica (in grande, molto in grande quello che anche facevano ai 'celestini' di Prato o in altri istituti qua)-, noi non abbiamo vissuto nella dittatura, ma certamente non nella democrazia.

Alla diffusione della notizia, molti spettatori giudicarono Luigi Tenco un vero imbecille per essersi ammazzato per un motivo così futile e nessuno o quasi mise in discussione quello che era accaduto. 

Avviene ancora così: la maggioranza della gente crede alla notizia così come viene confezionata dal potere che gestisce la comunicazione.

Ecco da dove Renzi prenderà i soldi: dai nostri risparmi

Renzi l'ha detto più volte: prenderà i soldi dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Ossia, da noi.
Insomma, date uno sguardo a questo sito e vedrete che si tratta proprio dei nostri risparmi:

http://www.cassaddpp.it/

Qui ci sono anche i nostri librettini postali, 'i più sicuri'.
Capre, leggete, voi che belate per il fiorentino.

mercoledì 26 febbraio 2014

Sempre più italiani in fila per un pasto gratis

Stamani dal mio macellaio è successo questo.
Una signora volontaria della Caritas di Prato prendeva della carne per la mensa.
Ha detto che non sanno come fare a dare da mangiare a tutta quella gente che ogni giorno diventa sempre più numerosa, soprattutto gli italiani.
Qualcuno ne approfitta, è certo, soprattutto gli uomini anziani soli, ma solo una minoranza.
La maggioranza non ce la fa a vivere.

Alla Caritas hanno anche diversi altri problemi, dice, che non sanno come pagare le bollette (che sono moolto aumentate e nussuno dice nulla, aggiungo io), eccetera eccetera.

La signora ha descritto una situazione sociale disastrosa, e quello che avviene alla Caritas di Prato si replica ovunque in Italia, anche in altre mense gestite da enti diversi, come succede al Banco Alimentare del Piemonte...

Lettera aperta al Presidente della Circoscrizione Centro di Prato

Ricevo da Comitato del Soccorso di Prato:

"Ciao Massimo, (Massimo Taiti)

ti scrivo per esprimerti tutto il nostro disappunto per aver scoperto che a Dicembre la Giunta ha deliberato di stanziare 332.700 euro per "progetti di miglioramento aree a verde pubblico in varie zone del territorio comunale" e non sono stati contemplati i giardini di via Marx.


A titolo di esempio per l'ex Ippodromo si legge che "attualmente nel parco sono presenti alcune attrezzature ludiche poste in prossimità dell’ingresso principale, ma trattasi di giochi ormai vetusti ed in pessime condizioni,
che devono essere rimossi".

Conosci bene i problemi del quartiere e più volte abbiamo parlato della necessità di ripristinare i giochi rimossi perché irrimediabilmente danneggiati ed effettuare opera di conservazione su quelli esistenti (leggo
che per il giardino di via Caduti senza Croce è prevista proprio laristrutturazione e la ripavimentazione).
Tu ci dicesti che come Circoscrizione non avevi sufficienti risorse e che avrebbe dovuto occuparsene l'Amministrazione Comunale.

Scoprire che su 332.000 euro non ci sia stato destinato niente ci lascia con un enorme senso di amaro in bocca e ci conferma ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il Soccorso è considerato da questa
Amministrazione un quartiere di serie B, su cui non vale più la pena investire ma che può essere anzi ulteriormente sfruttato incrementando il cemento - 220 appartamenti nell'area ex Salvi-Cristiani più altri 3 palazzi
nell'ex Ambrosiana i cui proventi andranno altrove - o realizzando infrastrutture come il viadotto che avrà un impatto urbanistico micidiale - speriamo non mortale - sul nostro quartiere.

Fra di noi c'è sempre stato un rapporto di reciproca stima e di rispetto e spero che tu voglia farti nostro tramite presso il Sindaco affinché ripari a quella che a noi sembra una vera ingiustizia.

Grazie,
Filippo Bonanni
Comitato per la Riqualificazione del Soccorso"


"Caro Filippo,
se quello che mi stai riferendo è la pura verità e non metto in dubbio le tue parole il tuo disappunto è il mio!!... sarà mia cura averne contezza tramite gli uffici competenti ma fin d’ora sono d’accordo con te che quella presa sia una scelta totalmente sbagliata e punitiva per tutto il quartiere del Soccorso. Sai bene quanto mi sia speso assieme a tanti altri per rendere la zona più vivibile e tanto è che ad un certo punto (estate 2012) i risultati si erano visti e bene!... Purtroppo la Circoscrizione non ha la risorse (così come tutte le altre) per poter intervenire in quel campo ed è un vero peccato perché penso che, tutti assieme, sfruttando la nostra passione, il  nostro voler bene alla città e la partecipazione di tanti cittadini, a prescindere dal loro colore politico, avessimo trovato in quell’'occasione la medicina giusta.
Sono a tua completa disposizione per intraprendere, una volta accertato quanto da te riferitomi, un percorso comune per tutelare gli interessi del Soccorso che non sono solo quelli di chi vi vive e vi abita o lavora ma sono gli interessi di tutti i pratesi.
Un caro saluto. Massimo Taiti
Presidente Circoscrizione Centro"


"Massimo,

ti ringrazio per le tue parole e restiamo a disposizione, non appena avrai verificato i fatti, ad incontrarti per discuterne insieme.
Grazie ancora,
Filippo Bonanni   -Comitato per la Riqualificazione del Soccorso"

Donne incinte al Parlamento: ancora retorica sulle donne

Continua la retorica sulle donne: metà ministri nominati da Renzi sono donne, e una delle quali è incinta.

Dovremmo con ciò, sulla base di queste novità,  credere che questo governo è diverso?
Con Berlusconi avevamo le ministro-velinizzate; ora abbiamo le donne con il pancione, a significare che non ci sono ostacoli né pregiudizi nei loro confronti.

Andatelo a dire a qualche donna con il pancione 'normale', non parlamentare, non di buona famiglia, magari senza stipendio fisso, come si tira avanti la carretta, lavorando, gestendo la casa e i figli, gli anziani eccetera eccetera.

E' mai stata fatta una politica seria in questo campo? MAI.

Il diverso e l'inferiore sono utilizzati come propaganda. Punto.
L'angolazione è solo spostata, ma il giochino sulle donne e altri umani 'inferiori' continua: alcuni di loro sono innalzati socialmente come argine per le proteste, le dissidenze, le semplici critiche.
Ciò si è visto chiaramente quando Kyenge è diventata ministro. Il suo essere di colore era garante delle scelte di governo. Come a dire: non abbiamo esaudito le richieste del Manuale del perfetto emancipatore? Dunque non si può criticare! (Come fece Sartori e gli dettero addosso).

La vera emancipazione degli esseri umani è ostacolata in ogni modo, altroché, e la maggioranza delle donne, non avendo nessun tipo di sostegno nelle loro numerose problematiche quotidiane, finisce per essere sommersa in casa nel solito sistema famiglia.

Intanto le pie donne stanno a guardare e magari seguono "FlyLady"(1), mentre i mariti-gianburrasca (nuovi informali protagonisti della mini serie pop di "Io ti salverò, o Patria"), fanno i presidenti del consiglio.

(1)  http://flyladyitalia.weebly.com/. Flylady, roba ameriKana, ti insegna a 'come uscire viva' dalle faccende domestiche; ti segue e ti conduce dallo schermino. Siamo davvero oltre Fahrenheit 451...


martedì 25 febbraio 2014

Prato, città amica degli animali. E degli uomini?

Leggo che Legambiente ha incoronato Prato come città amica degli animali. (1)
Tuttavia a Pordenone dicono invece che è Pordenone la prima della lista. (2)
Mah, si decidano i giornalisti, una buona volta...

Comunque, almeno gli animali non hanno a che ridire.

Noi, poveri esseri umani, invece, abbiamo molto di che lamentarci di questa città...e di passeggiatine non ne possiamo fare poi così tante e belle.

Innanzi tutto Prato non è una città dove si può camminare con facilità, e non solo perché i padroni di questi animali non sono affatto al primo posto, dato che i marciapiedi sono pieni delle deiezioni dei cari amici a quattro zampe...Padroni spesso incivili e zozzi.

Secondariamente non è tanto amica degli uomini che hanno il gusto di muoversi in bicicletta.
Provate, faccio un esempio, dalle Fontanelle o dal Macrolotto ad andare in centro a Prato! Provate a piedi, provate in bici!
Riuscirete a portare la pelle vostra e del vostro cagnolino con cacchetta al seguito a casa?


(1) http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2013/05/18/news/legambiente-prato-tra-le-citta-amiche-degli-animali-1.7087475
(2)http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2014/02/24/news/citta-amiche-degli-animali-pordenone-prima-di-categoria-1.8731850

lunedì 24 febbraio 2014

Lettera a Dario Franceschini, neo Ministro della Cultura

Signor Ministro,

io non so per quale arcano motivo Lei sia diventato ministro della Cultura, ma tant'è. 

In virtù di questo tuttavia mi preme scriverLe per far presente alcuni, solo alcuni! aspetti irrisolti della cultura italiana.
Cercherò di essere breve, per quanto sia possibile.

Io vivo nella Regione Toscana, la culla della cultura. La perla del Rinascimento. La patria della lingua italiana. La terra degli Etruschi.

E qui già casca l'asino, e un asino pesantissimo.

Tutte o quasi le più recenti scoperte archeologiche in terra di Toscana sono state velocemente ricoperte, cito una fra tutte, la cosiddetta Gonfienti etrusca, quella che è stata sepolta, con la complicità di tutta la politica locale e non, per costruire il nulla indebitato che costituisce oggi l'Interporto della Toscana Centrale. Ho condotto la battaglia in prima persona, e ancora sono qua: mi è rimasta qualche barricata, ma ormai sono quasi sola o poco ci manca ad accendere qualche misero fuoco; battaglia che tuttavia mi ha visto insignita del titolo onorifico di 'pasionaria di Gonfienti'.

Lo scempio culturale, insieme ad altri in questa regione - simbolo dell'Italia tutta anche in questo scempio, e altrove è anche peggio - è irreversibile, e io temo fortemente che nessuno pagherà per questo danno che è stato compiuto alla nostra cultura e, visto che va di moda parlare così, anche alla nostra economia.

La Toscana è stata culturalmente massacrata e grazie a questo massacro siamo tutti più poveri.

Recentemente, ma troppo tardi, è stata sollevata dall'incarico di assessore alla cultura della Regione Toscana Cristina Scaletti, ex-IdV poi passata credo a Lista Civica e poi, ora, dopo l'onta della deposizione,  incoraggiata dall'affetto degli amici feisbucchiani - così mi dicono - sta pensando addirittura di candidarsi a sindaco di Firenze.

Il presidente Rossi l'ha deposta perché aveva messo in essere una campagna di promozione turistica regionale fallimentare.
La signora, come i suoi precedenti, aveva 'confuso chiaramente' cultura e turismo, pensando che quest'ultimo significasse o trainasse il primo, e non viceversa; ma è riuscita a essere  fallimentare anche in ciò che era ed è il suo forte: l'immagine vanitosa, in questo caso della Regione.

L'immagine che era mostrata della Regione è quella dello scempio camuffato, dell'inganno; insomma, paradossalmente il Presidente Rossi l'ha deposta perché, non volendo, quelle foto corrette al kitsch  dichiaravano il vero, ossia che la Toscana ormai non può che presentarsi come 'taroccata', perché la foto del paesaggio collinare con filare di cipressi è a serio rischio.
E con esso tutta la bella cultura popolare, insieme alla lingua, che in questo era nata e si era sviluppata.

L'aspetto più assurdo è che tutto questo è avvenuto e avviene mentre sono tutti ad affilare le armi presunte ecologiste e culturali (a'muina) contro Torri al Vento di Karavan che si vogliono fare sulle colline, contro speculazioni edilizie maremmane o chiantigiane, mentre si sognano città dei parchi o parchi delle piane con aeroporti allungati mega tralicci, mega centri commerciali con torrette o senza, e appunto interporti con annessi viadotti, mentre si 'sparla' della cultura che dovrebbe trainare, quando in questi anni, Sinistra in particolare visto che si tratta di Toscana ma la Destra è identica identica, sono stati tutti zitti e buoni e hanno lasciato fare.

Ora non guardi, stanno tutti rifacendosi il trucco per le prossime amministrative, ora quello che dicono non conta nulla di nulla.

Diciamo la verità: qualche assessore ha pianto per l'interramento di qualche 'sassuccio' (così lo chiamano) villanoviano-etrusco-romano, ha pensato di mettere tutto su 'i-pad', dato che, non potendosi salvare il vero, il concreto, si poteva così guardare il finto, l'immagine e consultarlo in qualsiasi momento.  
Poi però non se n'è fatto nulla e qualcuno di loro s'è consolato sedendo sullo scranno parlamentare.

Vogliamo parlare delle Sovrintendenze? Lamentano sempre che non hanno soldi, ed è vero, ma è necessario approfondire il discorso: sono state dirette partiticamente e per questo, mi permetta, il loro operato non è stato sempre 'limpido' e a tutela del NOSTRO patrimonio culturale.

Io non sono una cittadina qualsiasi che parla di cultura; io la faccio la pratico tutti i giorni, il mio mestiere è quello del teatro.

E qui casca un elefante.

Come ho detto e ridetto, il settore teatrale italiano è marcio e andrebbe tolta la muffa. (Ma Lei si dovrà occupare anche del Cinema - e della sua distribuzione! -, e della silente Musica. E dell'Opera - dove il nuovo è proibito -  e dell'immobile Danza...Che lavoro dovrà essere il suo per avere un minimo di senso!).
In particolare in Toscana il settore teatrale è stato soffocato da un centralismo sempre più invadente, e sempre più calato dall'alto che, unito alla crisi economica, ha distrutto tutto il settore.
Ossia: la Regione, la Fondazione Toscana Spettacolo i teatroni finanziano qualche compagnia di giovani, ma sono bazzecole. Quello che producono questi giovani sono soltanto, nella stragrande maggioranza dei casi o forse assoluta, dei balbettii. Come potrebbe essere altrimenti? Sono  costretti a piegare continuamente la testa, a presentare progetti che non sono i loro, solo quelli che sceglie la politica in sostanza.

Forti e corteggiati sono rimasti i divi televisivi, che vivono di rendita in particolare dagli anni '70 e '80, gli eredi del toscanismo simpaticamente becero che lei sicuramente potrà riconoscere nel primo Benigni (che non esiste più, quello che è spacciato è falso); si sono salvati altri,  pochissimi altri che sono riusciti, più o meno negli stessi anni, ma ancora nei primi anni '90 era possibile, ad infilarsi nei teatri, negli enti eccetera, anche grazie ai voti che il babbo portava dal circolo al partito.

S'è creato un monopolio fortissimo diretto dalla partitica, che gestisce tutti gli spazi e tutte le possibilità. Questo significa anche che non solo coloro che come me sono invisi e antipatici perché non consenzienti oppure perché capaci - anche l'invidia è un altro elemento ostacolante, ma per questo problema so che Lei non è attrezzato -, ma tutti coloro che non sono del 'giro' muoiono di fame.

Chissà quanti genietti si perdono per strada così, ostacolati da qualche direttore di mostra, teatro, circuito!

I giovani che intendono operare nel settore culturale (e non solo giovani, com'è il mio caso), si trovano davanti a un bivio: o essere schiavi di qualcuno, piegare continuamente la testa a discapito della loro creatività e originalità (posto che ne abbiano una) per qualche tozzo di pane e d'occasione, oppure optare per altro.

Ora ci sarebbe bisogno di un serio rinnovamento, di un afflato nuovo, che non vedo. 
L'argomento cultura in questa regione dovrebbe essere il primo, con un programma ben preciso verso un movimento di liberazione e uno stimolo alla creatività; e questo darebbe molta forza al turismo; e invece il settore è da anni gestito da personaggi incapaci, balbettanti e incompetenti, corrosi spesso dalla loro stessa mediocrità e dalle lotte intestine che si svolgono all'interno dei palazzi; personaggi che in realtà non hanno alcun potere se non quello di organizzare qualche cosina per amici e sostenitori, tipo aperitivi al mare con tuffi messi in onda da Rai 3 (il cui telegiornale è un interrotto spot di partito), sempre  impossibilitati a dire di no alle mire cementificatorie, consenzienti con il monopolio e con i giornali locali che preferiscono mettere a tutta pagina la sfilata di Carnevale piuttosto che un evento culturale di spessore.

Credo che sarà molto difficile, ma voglio sperare che Lei contribuisca a qualche cambiamento d'aria, perché siamo prossimi all'asfissia.


Maila Ermini

"Cafiero Lucchesi" al Teatro Magnolfi

Come al solito, scrivo un breve resoconto dello spettacolo: questa volta Cafiero Lucchesi, che oggi pomeriggio abbiamo presentato al Teatro Magnolfi di Prato.
1. Non molta gente, ma era da prevedere: bellissimo pomeriggio e poi spettacoli pompatissimi al Teatro Metastasio e al Politeama;
2. il pubblico presente era molto attento, appassionato. C'è stato un episodio, peraltro prevedibile quando si tratta di certi temi, di uno spettatore che se n'è andato sbattendo letteralmente la porta verso la fine dello spettacolo. Era un giovane, dicono che avesse qualche problema. Sembrava però anche molto infastidito dalla tragedia. E' un fatto che ogni volta che abbiamo presentato Cafiero Lucchesi il pubblico ha sempre reagito in qualche modo, spesso anche violento. Sinceramente, dato i precedenti sia per questo spettacolo ma anche per Matilda o i 'celestini' - l'ultima volta questo spettacolo è stato addirittura interrotto alla Baracca lasciando il pubblico sbigottito perché non è più abituato a certe reazioni, ormai gli spettacoli sono tutti edulcorati e 'finti' - non mi sono stupita.
3. I commenti, sia a voce che scritti sul nostro "Libro del Gradimento" sono stati tutti bellissimi, e ci danno forza per continuare in questa direzione.

Il Teatro La Baracca propone un teatro di pensiero, anche quando diverte e fa commedia, come è successo la scorsa settimana con il riuscitissimo "L'amore è un brodo di capperi"; è un teatro di interpretazione, senza effetti mediatici, senza inganni.

Grazie.

domenica 23 febbraio 2014

Oggi torna "Cafiero Lucchesi"

Oggi alle ore 16,30 al Teatro Magnolfi replichiamo "Cafiero Lucchesi".
L'ingresso è libero.


I giornali continuano a boicottare la nostra presenza, il nostro lavoro sul territorio. Anche quando è un evento comunale.
Danno evidenza ai personaggi televisivi che girano per i teatri cittadini, e di noi non dicono nemmeno chi siamo né che lo spettacolo è a ingresso libero.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...