lunedì 31 marzo 2014

Nella girandola delle elezioni (8): ottimismo, 'marketing' e 'appeal': come ti conduco il gruppo senza dissenso

I venditori politici confezionano illusioni, più o meno su vasta scala.

Si tratta di confezionatori molto determinati. Usano il gruppo elettorale come una piccola azienda e si mostrano spesso come quei coacher americani, quelli che vogliono infondere ottimismo e determinazione nei propri impiegati. E costruiscono leader.
La filosofia che sta alla base è il pragmatismo americano di James.

D'altronde oggi la politica è un affare e, proprio nel momento in cui tutti dicono che non lo deve essere, che si dichiarano seguaci di una sorta di neo-puritanesimo politico, costituisce una soluzione socio-economica attraente per molti. Anzi per tutti, perché tutti ormai possono fare politica. Nessuno deve essere escluso. Esattamente come i diversi, le donne, eccetera tutti devono potere accedere al grande mercato collettivo della politica.

Non si tratta solo di democrazia; è qualcosa di più e diverso: è supermercatocrazia.

Per questo la politica si è dotata di un sistema aziendale, ed ha un capo-formatore; non un capo semplicemente carismatico, ma istruito e istruente.

Il capo-formatore infonde ottimismo, indica la strada. Lui la deve vedere dove gli altri non riescono ancora a vederla. Lui o lei, ma di solito lui, non deve imporre le scelte - è democratico-,  ma renderle condivise con la giusta assertività, spiegarne le ragioni e i benefici futuri.
E' così che genera vision e followers. Tuitta e feisbucca.

Molte aziende si costruiscono così; si mira con ciò a eliminare il conflitto sindacale, a ottimizzare il lavoro, a rendere motivati i propri dipendenti. A eliminare il dissenso e aumentare il profitto.

Con questa convergenza costruita il dissenso all'interno del gruppo non ha senso, non deve esistere, perché tutti insieme sono diretti verso la stessa meta diretti dal capo-formatore.

Certo, la storia è ricca di capi carismatici, ma non bisogna confondere chi è dotato naturalmente di un indubbio carisma politico con chi ne è stato istruito o lo usa per fini di marketing elettorale o per la costituzione di un gruppo politico: il capo-formatore, appunto, che non necessariamente è il candidato o il capo di facciata.

Legato a questo è il concetto di appeal. Il leader politico oggi deve avere appeal. Avere fascino, forza, capacità di convincere l'elettorato è diventato un elemento imprescindibile dell'ingrediente contenuto nel candidato ideale della supermercatocrazia.

Tutto questo poi viene condito con alcuni argomenti chiave, che ogni gruppo politico o campagna elettorale non può non prevedere.
Devono essere argomenti importanti e significativi, che suscitino interesse perché ledono interessi collettivi; perché c'è qualche potere forte dietro eccetera che può essere paventato.
All'interno del gruppo non devono nascere idee autonome, non hanno senso. Queste idee al massimo possono essere veicolate collettivamente, ma è solo il leader o meglio, il capo-formatore che le mette in moto e le valida.

Per esempio, qui a Prato e nella Piana ora l'argomento 'forte' è l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze Peretola. Costituisce un abuso e una violenza, ma ce ne sono anche altrI, esempi di come il potere si imponga e distrugga il territorio e condizioni negativamente la vita delle persone, ma non costituiscono la stessa attrattiva drammatica, perché non sono 'agiti' dai capi e dai mezzi di comunicazione con la stessa forza.
Ci sono solo certi argomenti per ogni campagna elettorale. Altri non sono importanti al fine della coesione del gruppo o dell'allerta che deve essere lanciato.

Anche i partiti storici sono orami immersi in questo sistema aziendalistico, anche se convivono nel proprio gruppo sistemi di interesse radicati nel territorio che possono influire, o correnti all'interno del partito stesso.

Se il partito è forte, il candidato locale può essere anche più debole e dotato di meno appeal. Magari è un candidato che è stato imposto da una corrente, proprio perché è 'debole' ed è funzionale agli interessi eccetera. Ma questa mossa è un rischio che il partito corre nei confronti dell'elettorato. In quel caso, essendo dotato di struttura, il partito supplisce diversamente.

Attraverso questo sistema evocativo, condotto da capi-formatori e  leader, il gruppo politico si muove. Il tono fondamentale è assolutamente l'ottimismo, e tutti devono mostrarsi sorridenti.

Il rischio è chiaramente il tradimento. Allora, proprio sulla base della stessa filosofia che li muove, il dissidente viene investito della stessa negatività con cui è connotato l'esterno, l'altro: noi siamo i buoni; loro sono i cattivi. Il traditore, il dissidente o anche solo colui che nutre dubbi o pensa da sé, diventa cattivo come tutti gli altri esterni. Viene allontanato o emarginato. Ma sempre tutti sorridenti e ottimisti.

Il primo che ha introdotto questo nuovo modo di 'fare politica' in Italia è stato, notoriamente, Berlusconi. 
Tutti gli altri, tutti indistintamente, lo hanno imitato e seguito in vario modo sulla base proprio della filosofia pragmatica americana che ne ha tradotto il linguaggio (come si nota nei numerosi anglo-americanismi) e che si è felicemente sposata con i nuovi strumenti tecnologici atti alla presunta comunicazione; in realtà soprattutto controllo e manipolazione.

domenica 30 marzo 2014

CANZONE ELETTORALE


In LA MAGGIORE ALLA MANIERA DEL GIUSTI


Noi siamo onesti
Noi siamo onesti

Pur tuttavia noi siamo lesti
Ci candidiamo
Ci presentiamo

E lavoriamo
E sempre desti
Ci prepariamo.

Son solo gli altri
I disonesti!

Noi siamo onesti
Noi siamo lesti

A discoprire
L’inganno umano

Se vuoi il vero
La verità
Se vuoi la pura
Onestità
Vota per me

Divento
Presto
Il nuovo re.

(m.e.)

sabato 29 marzo 2014

Noi che non abbiamo bisogno di essere candidati per fare politica

Stamani ho incontrato Fulvio Silvestrini; spesso ci incontriamo al mattino o pomeriggio, una mezz'ora. Lui mi porta le fotocopie degli articoli di giornale più interessanti; io gli do qualche altra cosa.
Ci scambiamo idee, progetti.
Gli ho chiesto se voleva scrivere qualcosa per questo blog, anche in merito alle ironie e ai sospetti su questa nostra LISTA LUNA, e lui ha ricordato che alla Festa della Poesia abbiamo parlato del silenzio. Ma anche abbiamo parlato CON il silenzio.

Ho aggiunto che noi non abbiamo bisogno di essere candidati, noi, per fare politica, e lui è stato pienamente d'accordo.

Tanto per citare una data, dalle passate elezioni non abbiamo mai smesso di occuparcene. Insieme o singolarmente abbiamo fatto incontri, riunioni, spettacoli, che questo stesso blog ha segnalato.
Il mio teatro è essenzialmente un teatro politico e come tale non serve nessun partito in particolare.
Non abbiamo mai smesso di fare politica in questi anni, e alla luce del sole.

Certo, ora che si avvicina la data elettorale,  siamo ancora più attenti e coinvolti.

Ma per noi è assolutamente normale essere attivi politicamente e non ci svegliamo dal sonno quando suona la squilla, non ci muoviamo per e con questa scadenza.

Per cui, questa LUNA che ci siamo inventati, questo gioco serissimo è la normale prosecuzione di un lavoro politico che non è mai smesso e che non smetterà, e che trova nel Teatro La Baracca un luogo di libero pensiero e azione, svincolato dal potere e dalle manovre per raggiungerlo. 
Anche perché così come si presenta, non mi, non ci piace e non lo vogliamo.

Com'è TERNA la cicogna!

E' tornata la cicogna, anzi, le cicogne che hanno costruito un nido su un traliccio a Iolo. 
Tutti con gli obbiettivi puntati sul lieto evento.

Evidentemente lei e lui cicogne sanno che a Prato nell'ex-ospedale il PD, nelle sue consultazioni elettorali (che ricordano quelle inutili alla Piscina di Via Roma qualche anno fa....), ha deciso di farci un bel parco...e allora, visto che la città è così verde, avranno detto: costruiamoci il nido!

Fra gli sponsor della "Cicogna sul traliccio" a Prato si scopre la mitica tralicciosa TERNA.
Poteva forse mancare in una città così VERDE?

Com'è TERNA, la cicogna sul traliccio, no?
In realtà dicono gli esperti che questa non sia affatto una situazione naturale, anzi sarebbe pericolosa e ci vorrebbero oasi adatte, e non tralicci e cavi aerei di qualsiasi genere, in particolare linee elettriche ad alta e media tensione estremamente pericolosi per gli uccelli di grandi dimensione che rischiano la folgorazione o la collisione impigliandosi fra due cavi, come dimostrano diverse foto che io non ho voglia di pubblicare, ma che basta cercare facilmente su internet.

Mentre si pensa ai parchi urbani nel fantastica Parco della Piana, chiediamo a TERNA, ternamente, di sapere cosa ne è della salute dei cittadini alle Badie di Prato, vicino e sotto e di lato ai mega tralicci, alle autostrade dei tralicci con cui ha invaso ormai da tempo la Piana, senza che nessuno dicesse nulla!

Quanti tralicci ci sono, nella Piana, che ne hanno orrendamente ridotto il paesaggio e la nostra salute?

Intanto guardatela, com'è davvero TERNA la cicognetta!

venerdì 28 marzo 2014

Nella girandola delle elezioni (7): Vittorio Giugni e l'incubo della Luna

Fulvio Silvestrini al Teatro La Baracca. Nel cartello c'è scritto: "Tutte le mattine si alzano un furbo e un coglione. Se si incontrano, l'affare è fatto.



Mi chiamano al telefono di prima mattina, e mi dicono che Giugni ancora ce l'ha con la sottoscritta.
Il blogger sostenitore del Biffoni ed ex sostenitore di Cenni ha paura che io scenda in campo?
Certo che no. Sa benissimo che la Luna è 'fantastica' e che si tratta solo di un gruppo di discussione politica aperto a tutti! 
Né l'ottimo Fulvio Silvestrini, né io ci candidiamo: ma rivendichamo il diritto di dire la nostra!
Ma forse qualche giovin signore lecchino o vecchio volpone gli ha detto che mi sono congratulata con Mariangela Verdolini del M5S per la sua vittoria, e ha paura che io la appoggi?

Oppure non vuole che questo blog, che non può essere controllato né diretto né influenzato (nemmeno dai suoi soliti attacchucci, molto poco in stile radicale) continui a essere assolutamente libero come in effetti è?

Notate come è sottilmente denigratorio nei confronti della sottoscritta con quel 'casalese' e le definizioni di 'piena, calante o crescente' nelle sue parole che copio sotto... Questo non è affatto lo stile 'Radicale'! Non me ne voglia, ma la mia opinione è che Vittorio Giugni sia solo formalmente radicale, non nella sostanza. Per esserlo non basta mettere i link con i discorsi di Pannella o della Bonino!

Da parte mia continuerò a scrivere quel che penso, rispettando gli altri. Per cui gli amici sono avvisati, non risponderò più a queste provocazioni del signor Giugni e a questi suoi mezzucci per difendere la parte politica, la Sinistra, che in questa girandola elettorale sostiene!

E anche i giovani arlecchini, la smettano di fare i servitori di due padroni!


"... l'attrice casalese Maila Ermini. La regista-scrittrice della "Baracca", da parte sua, pare pronta a riscendere nell'ordalia cartacea con una nuova proposta di lista civica intitolata alla "Luna" (non sappiamo se piena, calante o crescente..) che avrebbe nell'ottimo Fulvio Silvestrini il suo candidato sindaco! " (Dal blog Liber@mente di Vittorio Giugni).

P.S. Quando gli farò leggere questo scritto (non è un internauta), Fulvio se la riderà di cuore. Sarà pure 'ottimo' per la Sinistra, Fulvio Silvestrini, ma è proprio la Sinistra che l'ha abbandonato dopo la battaglia della Multisala di Capezzana. Li ho visti io, quelli della Sinistra, alzare gli occhi al cielo quando parlava lui. Temevano i suoi interventi come la peste bubbonica! Non l'hanno mai ascoltato né gli hanno dato udienza, né gli hanno dato un posto dove parlare, gli hanno tolto tutto, e proprio la Sinistra! Vi dice qualcosa la morte decretata dall'alto dei cieli per la Bottega d'Arte Comune di Iolo che organizzava il Giugno con l'Arte? Finché gli ha fatto comodo, finché portava consenso, bene; poi quando Fulvio ha cominciato a dar fastidio con il suo dissenso sulla Multisala, allora via tutto! Ecco il sostegno alla cultura che danno i Partiti!

Aggiungo: ho parlato con il nostro 'candidato lunare' e mi ha detto: 1. che il verso del cartello recita anche: "Ogni giorno si alzano un istruito e un ignorante. Se si incontrano, l'affare è possibile". 2. Che lui è il candidato del futuro; che è candidato, ma non si sa di quali elezioni. 
L'ho invitato a intervenire e spero presto di poter mettere un suo scritto.

Nella girandola delle elezioni (6): Cenni, il ritorno

Avevate qualche dubbio?
Cenni si presenta senza l'ala protettrice dei partiti, almeno apparentemente.
Il suo cavallo di battaglia, l'aeroporto e contro il suo ampliamento: sembra un po' pochino, ma in realtà è un grosso impegno.
Il simbolo della sua lista è il tessuto, e questo la dice lunga. Ma che tipo di tessuto? Sembra tipo tartan scozzese, che indica 'appartenenza e distinzione'.

Più chiaro di così.


(La foto è tratta dal blog di Paolo Calamai, Pratoreporter, che sostiene Roberto Cenni).

giovedì 27 marzo 2014

La Giornata Mondiale del Teatro

Mi aspetto che un anno di questi qualcuno parli finalmente della MAFIA DEL TEATRO negli ufficetti cultura, nelle direzioncine artistiche! Delle PORCHERIE che fanno, delle mediocrità che girano sui palchi eccetera eccetera.
Dei giovani lecchini conformisti e mediocri; dei vecchi depravati eccetera eccetera.
Del pubblico rimbecillito che si prende tutto e che non fischia più.
FISCHIATE, DANNAZIONE!


International Theatre Institute ITI
World Organization for the Performing Art Messaggio di Brett Bailey  per la giornata mondiale del teatro 2014

Ovunque ci sia una società umana, lo spirito irrefrenabile del teatro si manifesta.
Sotto gli alberi nei piccoli villaggi, sui palchi tecnologicamente avanzati nelle  metropoli internazionali; nelle palestre scolastiche e nei campi e nei templi; nelle baraccopoli, nelle piazze, nei centri di quartiere e negli scantinati del centro città, le persone sono portate a condividere gli effimeri mondi del teatro che noi creiamo per esprimere la nostra complessità umana, la nostra diversità e la nostra vulnerabilità, con il corpo, il respiro e la voce .
Ci riuniamo per piangere e per ricordare, per ridere e per contemplare;  per imparare e             affermare ed immaginare. Per meravigliarsi della destrezza tecnica, e per incarnare gli dèi . Per afferrare il nostro respiro collettivo e la nostra abilità nel produrre la bellezza e la compassione e la mostruosità. Veniamo per caricarci di energia ed essere più forti. Per celebrare la ricchezza delle nostre diverse culture  e per far dissolvere i confini che ci dividono.
Ovunque ci sia la società umana, lo Spirito irrefrenabile del teatro si manifesta.
Nato dalla gente, indossa le maschere e i costumi delle nostre diverse tradizioni. Sfruttando le nostre lingue, i ritmi ed i gesti, il teatro libera uno spazio in mezzo a noi .
E noi, gli artisti che lavorano con questo antico spirito, ci sentiamo obbligati a canalizzarlo attraverso i nostri cuori, le nostre idee e i nostri corpi,  per rivelare le nostre realtà in tutta la loro mondanità e scintillante  mistero.
Ma, in questa epoca in cui tanti milioni di persone stanno lottando per sopravvivere, stanno soffrendo sotto regimi oppressivi ed un capitalismo predatorio, sono in fuga dai conflitti e dal disagio; un epoca in cui il nostro diritto alla riservatezza è invaso dai servizi segreti e le nostre parole sono censurate da governi invadenti, in cui le foreste vengono distrutte, le specie animali sterminate e gli oceani avvelenati: cosa ci sentiamo in dovere di rivelare?
In questo mondo dove il potere è distribuito in modo diseguale , in cui vari ordini egemonici cercano di convincerci che una nazione , una razza , un genere, un orientamento sessuale , una religione, una ideologia , una cornice culturale è superiore a tutte le altre, è davvero difendibile insistere sul fatto che le arti devono essere staccate dai programmi sociali?
Noi, gli artisti delle arene e dei palcoscenici, ci stiamo conformando alle sterilizzanti richieste del mercato  o stiamo prendendo il potere che abbiamo per aprire uno spazio nei cuori e nelle menti della società , per riunire le persone attorno a noi, per ispirare , incantare, informare, e  creare un mondo di speranza e di sincera collaborazione?

(Traduzione a cura del Comitato per la Giornata Mondiale U.I.L.T.)

Dio Mister, ovvero come i ragazzi sono costretti a essere campioni

Ho modo di frequentare alcuni ragazzi di scuola media, scarsi nei loro risultati scolastici, e so quanto siano dipendenti dal gioco del pallone che genitori frustrati in alcuni casi costringono a frequentare. Il resto lo fa la televisione e il mito del calcio.

Questi ragazzini pendono dalle labbra dei 'mister' due anche tre volte la settimana, sottraendosi allo studio o ancor peggio, alla libertà di giocare e correre come pare loro. I genitori mandano i ragazzi a scuola di calcio anche con la scusa che 'fa bene'.

Poveri ragazzi. Alcuni di loro non amano poi così tanto il gioco del pallone. I 'mister' non sono sempre all'altezza morale del compito, e in alcuni casi sviluppano rivalità, aggressività eccetera.

C'è poi un vero e proprio lucro su questi giovani, che vengono allevati nella spasmodica ricerca del campione.

Per fortuna poi crescono e alle scuole superiori molti di loro mandano al diavolo 'mister' e genitori illusi...

Tuttavia è il calcio che marca una profonda differenza di genere con le ragazze che generalmente non seguono le vicende calcistiche. Qui si comincia a evidenziare forte la differenza sentimentale e culturale fra i due sessi, che poi difficilmente riescono a dialogare da grandi nei momenti di difficoltà.

Le ragazze non sono soltanto 'avanti' per questo nella scuola, ma certo il calcio rende i ragazzi meno attenti e desiderosi di studiare e di migliorarsi emotivamente e culturalmente. E la differenza è evidentissima.

Nessuno parla di questa manipolazione che avviene a livello collettivo sui ragazzi maschi, perché gli interessi in campo sono molti e nessuno deve toccare 'dio mister', e il gioco del calcio deve avere sempre calciatori freschi!

Prossima Luna

Il prossimo incontro con la "Lista Luna" è fissato per sabato 5 aprile, alle ore 17 al Teatro La Baracca.

In questa data analizzeremo la lista dei punti problematici della nostra città (periferie; ospedale - nuovo e vecchio - ; Soccorso; questione forni crematori; ampliamento dell'aeroporto di Peretola; Parco della Piana; Gonfienti; Cascine di Tavola; sicurezza e integrazione, mancanza di mobilità alternativa; inquinamento; senso civico dei cittadini; questione culturale -museo Pecci, p.es.- e altro) e diremo perché e come sono problematici e le proposte condivise; attraverso alcuni esempi parleremo di come informazione e politica trattano questi temi, e come noi stessi, attraverso i media sociali e Internet ne diamo notizia e cerchiamo di comunicare, o perché no, disinformare e quindi, quali sono gli esiti di questa informazione e politica.
Come sempre, nel trattare gli argomenti, il nostro impegno sarà quello di essere obbiettivi e non fanatici o di parte o pregiudizievoli.
Gli stessi intervenuti potranno sollecitare e portare esempi di problematiche o soluzioni eccetera.
Tutti i cittadini sono invitati a condividere i propri pensieri. Ricordo che la nostra lista è solo e soltanto 'fantastica', luogo di condivisione ideale e concreto, Luna pensosa e pensante per la libertà e la cultura.

Puntualità.

mercoledì 26 marzo 2014

Nella girandola delle elezioni (5): come ti disturbo la Mariangela

Dopo la sconfitta, Fausto Barosco, candidato del M5S134 a Prato, si dichiara sereno e  aggiunge che approfitterà del momento per occuparsi più di prole e lavoro, ma allo stesso tempo ecco che:
1. subito girano voci di un suo possibile coinvolgimento nella lista civica, pare, di Cenni, ma lui smentisce.
2. sembra che il gruppo M5S134 sconfitto potrebbe formare una sua lista civica;
3. raccontano sia nato un gruppo facebook dal titolo: "Io non voterò Mariangela Verdolini" e ne farebbero parte alcuni del gruppo non certificato, appunto il 134.

Dunque: 
nel caso 1, i partiti, vestiti o meno da lista civica, faranno il possibile per attirare a sé Fausto Barosco, e non tanto per prenderne il bacino di voti, ma per alimentare il dissenso in casa pentastellata e far loro perdere voti;
nel caso 2, con la formazione di una lista capeggiata da Barosco, è chiaro che il M5S certificato capeggiato da Mariangela Verdolini potrebbe avere un vero e proprio convitato di pietra al banchetto elettorale. Questo caso è ancor più vantaggioso per i partiti, perché la dissidenza interna è offerta su un piattino avvelenato d'argento senza che loro si scomodino minimamente; 
nel caso 3, si tratta comunque di un gruppo di disturbo, da cui il gruppo certificato si dovrà difendere.

In ogni caso i partiti ne avranno vantaggio, perché potranno sembra dire: non vanno d'accordo, sono litigiosi, avete visto cosa è successo, non sono affidabili, eccetera. 

Cosa può fare la lista certificata? Tirare dritto e non badare a questi tranelli e giochi che mirano a distogliere le energie, che ora sono più che mai necessarie. Ma non è detto che funzioni, perché bisogna tenere i nervi saldi.
Sarà infatti una strategia di disturbo portata avanti con determinazione e che non va assolutamente sottovalutata, perché potrebbe minare seriamente la credibilità del gruppo certificato agli occhi dell'elettorato.

(Segue...)

VERGOGNA ETRUSCA

A questa mostra importantissima di Cortona potrete ammirare la statuetta dell'Offerente trovata a Pizzidimonte:
http://seduzioneetrusca.cortonamaec.org/

La statuetta, com'è noto, appartiene al British Museum.
Una vera vergogna per la città di Prato, che non è riuscita a fare niente per il suo 'tesoro etrusco': né per gli scavi né per un museo etrusco in città.

Prato non è una città a misura di essere umano

Stamani un altro bambino è stato investito sulle strisce pedonali.
Non ne possiamo più di questa inciviltà degli automobilisti.


Prato non è una città a misura di uomo.

Andare a piedi non è sicuro.
Andare in bici è pericolosissimo.

BASTA!


Cari candidati, questo è un altro argomento di cui vi dovrete occupare, visto che in questi anni non è stato fatto nulla in tal senso.

Anche questa è 'sicurezza': una città con una VERA mobilità alternativa. Con campagne per la VERA educazione stradale.

VOGLIAMO UNA CITTA' A MISURA DI ESSERE UMANO, DOVE POTER ANDARE A PIEDI O IN BICICLETTA SENZA RISCHIARE DI MORIRE OGNI GIORNO!




Cascine di Tavola e altri disastri pratesi

Il progetto per il recupero della Fattoria Medicea all'interno delle Cascine di Tavola realizzato dall'Università di Firenze è molto bello (in questi giorni in mostra allo Spazio Valentini a Prato) e speriamo che quest'asta di prossima battitura per 6 milioni di euro fermi i disastri speculatori rendendo il complesso proprietà pubblica.

Tuttavia mi preme rilevare come, mentre i candidati si accingono ancora una volta a parlare del Centro Storico di Prato - uno dei cavalli di battaglia della giunta che ancora tiene le redini a Prato che però evidentemente non è stato risolto, visto che anche l'opposizione del Centro Sinistra ne farà argomento di un prossimo incontro - il problema delle periferie, e con esso quello che le periferie contengono non è stato e non è affrontato.

Le Cascine di Tavola sono ben lontane dal Centro Storico di Prato; non sono soltanto disastrate in sé ma soprattutto sono state allontanate dalla città con barriere industriali che negli anni sono state costruite; depuratori; elettrodotti; macrolotti; strade a scorrimento veloce.

Non c'è un percorso 'facile' per arrivare alle Cascine di Tavola, e questo va progettato, perché il danno è doppio. Il cittadino pratese non è come quello fiorentino, che facilmente arriva alle sue 'cascine' e ci fa la corsetta. Qui, a Prato, dove tutto è stato fatto per l'industria e il commercio, e quindi per automobili e camion e TIR, tutto va ripensato.

Senza parlare del colpevole silenzio nei confronti della Città Etrusca e di altre amenità che questo territorio contiene.
Ricordo che la Sovrintendenza doveva aprire il sito a settembre passato e non l'ha fatto; la Regione Toscana doveva comprarlo da Interporto SpA e non l'ha fatto.

Non basta, e qui mi rivolgo ai candidati sindaco eccetera, discutere solo di aeroporto e di ex-ospedale, che pure sono fondamentali. Ci portiamo dietro in eredità questioni non risolte e altri problemi che si profilano all'orizzonte, come il forno crematorio a Chiesanuova.

Chiediamo di non trattare i problemi cittadini come argomenti alla moda (e quindi tutti dietro a quel problema come pecore e caprette candidate...); se ne parla perché bisogna parlarne, ma senza poi continuare a seguirli eccetera, esattamente come è stato fatto per Gonfienti, che ancora aspetta di essere 'liberato'. O come il problema dell'acqua e del suo inquinamento, che è stato 'risolto' mettendo le macchinette per la sua erogazione. Che dire poi del famigerato finto Parco della Piana, che nella passata girandola elettorale vide emeriti professori girarci attorno senza nulla concludere...(tra l'altro questo Parco dovrebbe accogliere l'ampliamento aeroportuale!)...?

lunedì 24 marzo 2014

Mariangela Verdolini è la candidata del M5S di Prato

Conosco Mariangela Verdolini, e sono contenta che lei abbia vinto le "Comunarie" del M5S di Prato.
Ho conosciuto lei e il suo gruppo quest'estate, quando sono venuti a vedere il Laris Pulenas a Luogomano.
Da allora il gruppo ha continuato a frequentare il Teatro La Baracca.
E' una persona pulita, determinata, onesta. Fuori dai soliti giochi politici locali.
A lei e al suo gruppo tanti auguri per la campagna elettorale.

Sottopasso al Soccorso: non avete più scuse!



Mentre a Prato si fanno storie per un semplice sottopasso, quello al Soccorso, vedete in Olanda cosa hanno costruito, un sottopasso sommerso.
NON AVETE PIU' SCUSE!

http://www.repubblica.it/viaggi/2014/03/22/foto/paesi_bassi_il_ponte_interrotto_il_sottopasso_sommerso-81644264/5/

Nella girandola delle elezioni (3): Immagina Prato con SEL

"Sinistra Ecologia e Libertà" ha un bel sito internet dal titolo "Immagina Prato", dove è esposto il programma che intende mettere in campo per Prato.

Molto curata è la voce 'lavoro', mentre prive di contenuti sono ancora le voci 'mobilità' (a Prato è particolarmente faticosa, anzi pericolosa, in particolare quella alternativa come la bicicletta), 'urbanistica', 'politiche giovanili' e altre.

L'altra voce storica della Sinistra, la Cultura, è intesa come sviluppo della cosiddetta multiculturalità, mentre nessuna attenzione è data al monopolio di gestione, il vero problema di questa città e, soprattutto, della Regione Toscana. Addirittura si prevede un rafforzamento del  Metastasio,  uno fra i pochi enti che sono stati debitamente sostenuti e foraggiati.

Insomma, sorprende che la Sinistra non punti a un rinnovamento culturale dal basso, popolare e che quindi intenda la multiculturalità  soltanto da un punto di vista  'razziale', e non affronti invece la questione del potere culturale. Ciò impedisce anche un vero approccio alle altre culture, che al massimo vengono invitate al 'piccolo banchetto cittadino', ma non è vera integrazione . In questo, a mio avviso, c'è ipocrisia.

C'è poi l'idea della 'Casa dei diritti', che è molto bella, ma se non si eliminano le ingiustizie di base, economiche e sociali, rimane una delle tante case disabitate di questi anni dalla Sinistra. La questione 'femminile' non si affronta certo con la creazione di una 'casa', che dà sollievo alle coscienze, ma non risolve non solo il femminicidio, ma ancor meno, lo 'svantaggio casalingo' che la donna vive quotidianamente, eccetera.

Si punta poi, e qui niente di nuovo, alla valorizzazione dell'associazionismo e al cooperativismo; al ripristino degli investimenti e alla partecipazione pubblica.


http://www.immaginaprato.it/index.php

domenica 23 marzo 2014

Festa della poesia 2014


Rispetto all'anno passato, quando pubblicizzai l'iniziativa su Facebook, meno gente ma, forse proprio per questo, la Festa della Poesia quest'anno è stata più profonda e bella. Meno 'carrellata' , ma più ascolto e riflessione, più comunicazione poetica.
Diverse le persone che erano presenti anche come semplici ascoltatori.
Fra i politici -visto che ora siamo in piena campagna elettorale! - abbiamo visto soltanto un gruppo del M5S di Prato (Prato Insieme a 5 Stelle), che seguono costantemente, dal Laris Pulenas a Luogomano (Cantagallo) della scorsa estate, l'attività del Teatro La Baracca. 

Abbiamo scoperto poeti significativi come Gerardo Mugnai, Raniero Cappelli, Federica Angeloni, l'ironica Eloisa Pierucci, o il 'poeta popolare'  Bruno Boretti, che ha scritto una poesia sull'istante dedicata al Teatro La Baracca, e che trascrivo:

"Siamo qui alla Baracca
c'è la serata dedicata alla poesia
tutti a leggere la propria emozione
chi legge la propria emozione
chi legge altri autori
il mio cuore batte a mille
le parole scattano come scintille
le mie possono essere scoppiettanti
ma escono a singhiozzo
comunque le ho lette
com'è andato BOH
non importa come
ma ho sputato il mio spirito
su questo bellissimo
PALCO!'.

Gianfelice D'Accolti ci ha poi regalato una impeccabile lettura di alcune poesie di Montale e Caproni.

La serata è finita alle 23,30 dopo un dibattito sul senso della poesia e sulla necessità di altre serate caratterizzate dalla creatività.
Personalmente ho lanciato l'idea della "Una giornata senza di loro", ovvero una giornata senza informazione/emozione/pensiero calata dall'alto e dall'altro, (e in questo ho trovato la consonanza di Fulvio Silvestrini), che ostacola lo sviluppo della creatività dal 'basso' : e quando intendo 'basso' non intendo di qualità, ma il livello di 'potere' in cui la maggioranza di noi è collocata.

Un signore mi ha salutato dicendomi, testuali parole: "Sono venuto come semplice accompagnatore; me ne vado come persona più ricca e felice".

sabato 22 marzo 2014

In merito alla Festa della Poesia che ci sarà stasera

Mi chiedono se
alla Festa della Poesia
si parlerà di politica
?
ASINI
!
Ma c'è qualcosa di più
politico della poesia
?
Non credo
.
La poesia è
assolutamente una cosa
politica
,
la poesia è
assolutamente una cosa
che ti mette in difficoltà
,
ti costringe senza costringerti
ad andare oltre
,
a utilizzare un linguaggio
politico
,
veramente un altro linguaggio
.
Ti costringe senza costringerti
a immaginare un altro mondo
e almeno per qualche momento
metterlo in pratica
;
la poesia
ti fa scivolare
in un'altra sintassi
,
ti costringe al verso giusto
,
alla rima
,
alla metafora
,
alla creazione
.
ASINI
!
La poesia è la vera informazione
.
Solo i poeti dicono
cosa succede nel mondo
,
solo i poeti
sanno scrivere la verità
la bellezza
il dolore
il baratro
.
Per questo quando
ne vedono uno
,
hanno fretta di ammazzarlo
.
Razza di ipocriti
,
parleremo di politica
senza nemmeno pronunciare
neanche un po'
la misteriosa parola
.
I poeti sanno
solo loro
parlare di politica
fare promesse
,
e mantenerle
.
ASINI
!

venerdì 21 marzo 2014

Il falso e identico lessico familiare delle elezioni

Non c'è che dire, questa tornata elettorale è davvero misera, misera di idee e di entusiasmi.
Molta gente corre in politica senza averne una benché minima preparazione o vocazione o idealità vera.  Non basta essere cittadini per essere buoni candidati.
Alcuni cercano, correndo per un posto di consigliere comunale, di ovviare alle problematiche lavorative. E c'è anche da capire, non ci sono molte possibilità; la crisi del tessile qui a Prato, l'erosione del posto più o meno sicuro non lascia molte altre chances che tentare la sorte del cursus honorum.

Se possibile, lo scenario si presenta, almeno finora, peggiore della tornata precedente.
L'aspetto più drammatico è che non si scorge una vera alternativa al duo altalenante di centro-destra e centro-sinistra; tra l'altro il movimento pentastellato di Prato si presenta già in difficoltà per la nota scissione interna e, almeno nel credere ai miracoli, difficilmente potrà, come invece avrebbe potuto, dar filo da torcere ai vari candidati dei partiti o alle liste-stampella. Né altri gruppi autodefinitesi indipendenti sembrano esserlo veramente, perché sono figlie di figli di partito, e il lifting è stato fatto da un maldestro chirurgo politico.

Se ci fosse, se anche nascesse, una lista più o meno autonoma, tuttavia non la farebbero nascere, ché subito gli incendiari, i vari piccoli Montag locali (camuffati da lettori appassionati però), partirebbero all'attacco del nuovo 'libro'... L'informazione, poi, anche quella di matrice blog, se non per conformismo, per calcolo politico e opportunistico di non dar troppo fastidio ai potenti locali e mettersi in luce per far carriera, non aiuterebbe i 'neonati', che non sarebbero 'riconosciuti'. 

Gli slogan scelti dalla politica locale ricalcano le frasi di sempre:  risuonano gli stilemi tipo 'Prato deve rinascere', che 'insieme bisogna disegnare un'altra città'; le 'nostre battaglie', eccetera, con candidati che promettono di ascoltare i cittadini, di rimanere in contatto anche dopo le elezioni. Quest'ultimo, il contatto, l'hanno sempre promesso, sempre,  ma mai mantenuto. Gli incontri ravvicinati dopo le elezioni non sono nemmeno del 'primo tipo'.
Una volta dentro il Palazzo il gruppo al potere di cui il sindaco vincente è espressione-esecutore, cercherà di fare ed eventualmente se glielo permettono un po' disfare senza essere 'insieme' a nessuno e, chiuso a chiave, nei posti-chiave saranno messe persone di fiducia pronte a non cambiare niente, se non qualche testolina-esecutrice che, a seconda di chi vince, metterà in campo più gli interessi degli uni piuttosto che degli altri.

Insomma, ci ritroviamo anche in questa campagna elettorale con un lessico falsamente familiare, buonista, efficientista, rassicurante, ipocrita. Vuoto.
Oppure, se si tratta di giovani o falsi giovani, di scopiazzature ironiche o stile rottamatori, che, badate bene, non sono state inaugurate da Renzi, ma molto prima da Berlusconi; quelli che insomma promettono di 'cambiare' con la bacchetta magica, che vanno di pari passo, anche se d'altro colore, con quelli che affermano: 'ora tocca a noi'.
In sostanza, mutatis mutandis, risuonano nelle orecchie le stesse parole della tornata elettorale precedente, e forse, della volta ancora prima: da vent'anni e passa siamo infatti in questa palude soffocante.
La gente alla fine ci crede, e forse vuole crederci. Costa meno impegno, semplice così, mettere un segno sempre nello stesso posto, e non pensarci più.
E poi, certo, molti di loro saranno pronti a demonizzare proprio quello, quelli che hanno votato, perché è chiaro, non cambia nulla se non in peggio.
Dopo qualche anno, si ricomincia, con altri cavalli da corsa. Ma il tragitto è identico.

Storia del Viadotto: Capitolo 3 o “La partecipazione utile è quella conforme”

Ricevo e pubblico:

"Il 31 maggio 2012 il Comune di Prato adotta il suo nuovo Piano Strutturale; tale Piano è frutto di un lavoro durato diversi anni che, soprattutto nella fase finale, ha avuto un confronto diretto con la cittadinanza perché l’Amministrazione desiderava far conoscere il Piano e recepire le osservazioni dei cittadini in modo da inserire le più valide nel tessuto fondante del Piano stesso. 
Durante gli eventi di apertura e di chiusura del percorso partecipativo svoltisi a Palazzo Pacchiani il Sindaco Cenni enfatizza molto questo aspetto sottolineando come tali pareri, se validi, saranno inseriti dai tecnici nel quadro previsionale del Piano stesso. 
Sul tema del raddoppio, negli incontri che si sono tenuti da settembre ad ottobre 2011 in tutte le Circoscrizioni, l’opinione comune è quasi plebiscitaria: un viadotto sarebbe anacronistico, degradante e non in linea con le strategie del Piano Strutturale (http://1drv.ms/1ektjFE). 
Questi pareri sono ripresi nella relazione conclusiva dei Garanti alla Partecipazione in cui si legge che “sono state serratissime le critiche all’ipotesi di realizzazione su piloni del tratto della Declassata che passa dal Soccorso, che renderebbe inattuabile la ricucitura delle due parti della città – come prevista dal Piano – e la creazione di aree verdi e parcheggi – come previsto dal progetto di interramento – e che dequalificherebbe ancora quella zona e la città nel suo insieme. In particolare rispetto al quartiere Soccorso questo determinerebbe un peggioramento della qualità della vita di una zona che lo stesso Piano strutturale riconosce come critica e per la quale si prefigurano strategie di ricucitura. L’intervento auspicato è l’interramento completo che avrebbe il vantaggio di permettere l’auspicata ricucitura della città e di recuperare spazio per la realizzazione di un parco urbano e di altre funzioni pubbliche e di dare respiro ad un’area attualmente soffocata da una viabilità che non si concilia con il tessuto urbano circostante” (http://1drv.ms/1ektJfc). 
Come promesso dal Sindaco, i tecnici incaricati dal Comune di redigere il Piano recepiscono queste ed altre osservazioni e nel documento “Relazione Generale” del Piano Strutturale approdato in Comune per l’adozione, al punto 5.1.4 “Il sistema della mobilità” si legge “Gli interventi sulla Declassata, già in parte attuati o in via di completamento, sono coerenti con tale obiettivo e andranno ulteriormente potenziati con l’interramento di alcuni tratti per permettere un più agevole collegamento tra le parti nord e sud della città” (http://1drv.ms/1fmSWax). 
Purtroppo durante il dibattito in Consiglio Comunale un emendamento cancella tale direttiva dimostrando che la partecipazione attiva dei cittadini, “la democrazia dal basso”, deve comunque soccombere di fronte alla volontà politica della “democrazia elettiva”: “Durante la discussione del presente atto i Consiglieri Giugni e Berselli presentano il seguente emendamento agli allegati n. 104 “Rapporto Ambientale Ra.1 pag. 10 1° paragrafo” e n. 096 “Relazione Generale Rn.1 pag. 108”: cassare “…con l’interramento di alcuni tratti per permettere un più agevole collegamento tra le parti nord e sud della città” (http://1drv.ms/1dnXPdE). 
Contattati telefonicamente i 2 consiglieri comunali apprendiamo da Berselli che lui è solo “la seconda firma” e che il proponente dell’emendamento è Giugni il quale ci spiega che era necessario modificare il Piano Strutturale affinché fosse concorde con le scelte politiche fatte dall’Amministrazione.
In questo modo il Comune rende il raddoppio in sopraelevazione definitivamente compatibile con i nuovi strumenti urbanistici. 
In realtà il percorso partecipativo sul raddoppio, avrebbe dovuto seguire altri binari più strutturati. 
Già a Maggio 2011 quando l’Ordine degli Ingegneri organizzò un convegno sul tema, fu chiesto al Comune di prevedere una fase iniziale di raccolta di idee, mediante un concorso di progettazione mirato solo all’ottenimento di più scenari su cui meditare. Questo approccio già utilizzato dal Comune – che ad esempio lo utilizzerà anche nel 2012 per il tempio crematorio a Chiesanuova (http://1drv.ms/1ekz5XC) – ha il pregio di far ottenere, ad un costo molto esiguo, molte più soluzioni di quelle che potrebbero essere progettate dai tecnici comunali senza mettere alcun vincolo sulla effettiva realizzazione o affidamento dell’incarico. 

La scelta del Comune di procedere a testa bassa, evitando oltre che il confronto politico e partecipativo, anche quello tecnico, dimostra ulteriormente la ferrea volontà di portare avanti una soluzione decisa a priori, come un sarto che prepara il vestito prima di aver conosciuto le misure dell’acquirente." (Filippo Bonanni, Comitato Riqualificazione del Soccorso, Prato).

giovedì 20 marzo 2014

Il M5S di Prato

Considero un vero e proprio errore politico la decisione di affidarsi alla votazione del 'popolo del web' da parte della 'dirigenza' del Movimento 5 Stelle per consegnare la definitiva certificazione alla lista che sarà candidata delle due, che ormai si fronteggiano  dal 2009.
Invece di concentrarsi sulla città, la votazione costringe il movimento a essere negativamente introspettivo e ancor più litigioso. E alla fine la scissione non sarà risanata.

(Da Notizie di Prato). "Sarà il popolo di internet a decidere chi rappresenterà il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni amministrative tra i due meet up pratesi. Lo ha deciso lo staff di Beppe Grillo che lo ha comunicato questa mattina via email ai diretti interessati. Dunque i vertici nazionali pentastellati hanno deciso di risolvere il duro e lungo scontro tra i due meet up sulla lista elettorale da presentare alle elezioni di maggio per il Comune di Prato, rimettendo il giudizio in mano ai sostenitori e simpatizzanti del Movimento pratese. Chi porterà a casa più voti, otterà la certificazione tanto ambita e potrà presentarsi alle prossime comunali con il simbolo dei Cinque Stelle. La votazione tra le due liste, una capeggiata da Fausto Barosco per il Meet Up 134, e l'altra da Mariangela Verdolini per Prato 2, avverrà on line in una sola giornata. La data non è fissata ma non è neanche lontana, probabilmente sarà fissata già la prossima settimana. Sarà lo staff nazionale a definire i dettagli, ma seguendo altre votazioni simili come quella appena avvenuta in Piemonte, è presumibile che abbiano diritto al voto i pratesei iscritti al portale del Movimento 5 Stelle al 30 giugno scorso.


Entusiasta per la riapertura dei giochi Fausto Barosco, pronto a tornare in pista se il popolo del web lo vorrà. Solo poche settimane fa infatti, il leader del Meet Up 134 aveva annunciato una pausa di riflessione per l'annullamento del sopralluogo dell'onorevole Segoni all'inceneritore di fanghi di Baciacavallo dovuto alle tensioni tra i due meet up. "Sono a letto con l'influenza, ma pronto a rimettermi in pista – dichiara un Barosco di ottimo umore – Sono contento di questa decisione perchè almeno riusciremo a tirare una riga. In quattro anni è la settima votazione a cui mi sottopongo per cui non mi spaventa. Raccoglierò ciò che ho seminato".  

Primavera!

Primavera!
E' tempo di un breve commento su questo diario-giornale, che continua a essere seguito da tante parti del mondo, non solo da Prato o zone limitrofe. 
In effetti questo diario non vuole essere soltanto un resoconto locale, ma qualcosa di più, nel tentativo di andare oltre e più a fondo in questo nostro orticello.
Infatti nel nome Primavera di Prato, quest'ultimo non si riferisce solo al nome della città.

Ci piantiamo quel che ci pare, pensiero e cultura in piena libertà.
Nessun partito nessuna corrente nessun movimento, se non la Luna libera e ideale, ci muove.

Non siamo strumento di nessuno.

Non si scrive per qualcuno, intorbidare le acque, per indirizzare elettorati, lavorare per il posticino, per farsi una strada. O sentirsi importanti.

Abbiamo il piacere dell'onestà, e perseguiamo il vero.

Ci tengono d'occhio, ci controllano, e ogni tanto provano a sporcarci, a raccontare storie assurde e calunniose, metterci in ridicolo, ma non riescono neanche un po'.
Oppure fanno finta che non esistiamo, creando spesse spirali di silenzio.

Anche oggi il vecchio - non riesco a vivere senza avere qualche grande vecchio o vecchia attorno che mi conforti e rallegri- mi ha dato belle, sagge parole.

Primavera!

mercoledì 19 marzo 2014

La pace gioca sordamente alla guerra

In questi tempi di pace,
c'è molta guerra in giro!

Invasioni di missili
comprati a buon mercato,

aerei scomparsi
e pronti all'attacco,

lingue battute all'asta e poi
liquidate dai parlamenti,

piccioni misteriosamente
scomparsi

(ne ho uno che si è salvato
ma non riesce a volare!),

pesci col dente avvelenato
alla bocca dei calici.

La pace gioca
sordamente alla guerra.

Anche i vicini si sono armati
e tuttavia per le scale
imbottiscono di buongiorno
i panini del mattino.

A chi appartiene la scintilla,
al pugnale o al sorriso?

Anch'io, pacifica,
qua dietro nascosta,
perduro nella guerra.

In questi tempi di pace,
c'è molta guerra in giro!

martedì 18 marzo 2014

Matteo Biffoni e il programma che non c'è

Dato che Cenni ancora non si è ufficialmente deciso a confermare la sua nuova candidatura a sindaco (anzi sono in corso le guerre fratricide fra alfaniani e berlusconiani eccetera; insomma manca addirittura ancora il candidato!), sono andata a vedere quale fosse il programma del candidato del Centro Sinistra, Matteo Biffoni, e poterne discutere.

Ho scoperto che il programma non esiste, almeno io non l'ho trovato e quindi, anche se esiste, non l'ha pubblicato. 
Il candidato utilizza, per comunicare con gli elettori, solo l'intermittente e obliante mezzo feisbucchiano, ma non esiste una sua vera e propria pagina programmatica in linea, o resa manifesta sui giornali cartacei.

Dunque, su che base lo si può giudicare? Qual è il suo programma in merito al cosiddetto futuro della città? Una mancanza a cui dovrà provvedere presto.

Oppure, nel mondo liquido liquefatto ai telettori, faccielettori, tuittelettori basterà ascoltare le  dichiarazioncine e i messaggini edificanti di tot paroline sui singoli fatti o problemi che, dopo due giorni, insieme ai commentucci ai post dei lettori e dei seguaci, sono già inglobati nel Grande Cestino del Mondo...?

Anche il Centro Destra, nella precedente campagna elettorale, presentò una specie di programma all'ultimo e per forza, una paginetta striminzita copiata un po' di qua e un po' di là, tra l'altro anche dal programma della Primavera di Prato...Massimo Carlesi, invece, il candidato del Centro-Sinistra alle passate elezioni, aveva un sito Internet dedicato al programma.

Ma forse, effettivamente, oggi i partiti eccetera reputano più saggio nemmeno presentare il programma scritto, onde evitare le colossali menzogne?

Nei messaggini feisbucchiani di Matteo Biffoni, l'unica traccia di un qualche intenzione programmatica e che pubblico per gentile concessione, il candidato usa la forma retorica dell'ellissi, in particolare manca il verbo, a ricalcare stilemi quasi poetici o apodittici, e il tono fondamentale è infatti il patetismo o l'ottimismo. 
Si potrebbe dire, leggendo questi messaggi, parafrasando un celebre titolo voltairriano, che  Matteo Biffoni è  Il Candido o l'Ottimista  e che presto Prato diventerà la città di Vestfalia a colpi di bacchette matteiche (anche grazie all'altro Matteo, il suo Pangloss precettore, Renzi).
Le 'proposte' sono vecchie e scontate (ah, il buon senso  comune!), condivise da tutti i politicanti cento volte in passato, ma mai praticate veramente e sempre rimandate alle elezioni successive.
Non si trova traccia di nessun approfondimento critico. Per esempio, quando parla di 'importanti proposte per Prato' (quali?) o quando tratta del 'nodo del Soccorso', dove non dice che il terrapieno esistente taglia già in due la città e che il sottopasso servirebbe a togliere le tante barriere che anche la Sinistra in passato ha contribuito a costruire.  Oppure quando scrive di 'ripartire dalla periferia", addirittura rimanda a un hashtag, una etichetta di Twitter ((ma in questi anni il Centro-Sinistra non s'è fatto molto vedere in periferia, vedi Luisa Peris, presidente della Circoscrizione Sud, anzi non vedi, ché solo negli ultimissimi mesi s'è rifatta vedere o ha organizzato qualcosa in certe zone, ma solo a causa delle elezioni...). O quando il candidato cita il 'ripartire dal lavoro', che ormai è diventato, a forza di sentirlo suonare nelle orecchie da Destra e da Sinistra, ridicolo. A Prato manca un buon comico, in particolare coraggioso, che non tema di perdere i già striminziti ingaggi o finanziamenti, altrimenti ci sarebbe molto lavoro per la satira.
Ecco alcuni messaggini dalla pagina Facebook di Matteo Biffoni:

Prendere l'auto deve essere una scelta, non l'unica possibilità. Mezzi pubblici efficaci, ciclabili funzionali, una mobilità vera. Stamani inaugurazione dei nuovi mezzi Cap, ma il nostro progetto ben oltre.

Ecco perché non servono i militari o chiudere i giardini pubblici per risolvere la questione sicurezza in centro. Non è solo un problema di ordine pubblico, è un problema sociale che richiede un intervento strutturale. Non lo dice un politico, ma un medico - http://bit.ly/1jCr7dN.

Ripartiamo dal lavoro: stamani ho incontrato artigiani, imprenditori e lavoratori di aziende pratesi che hanno tutta la voglia di portare in alto la città. Da candidato sindaco tutto il mio impegno perché chi crea lavoro abbia le condizioni giuste per investire a Prato.

Alla presentazione della società Milior, lo sport e' parte fondamentale per far vivere la città e ha bisogno di un sostegno concreto";
Chiederò a Rossi di rinunciare all'allungamento di Peretola - http://bit.ly/1bC7nHg.

Preoccupazione per la zona del Soccorso, dove sembra che a giorni partiranno i lavori per il sovrappasso: si tratta di un'area che merita un progetto di riqualificazione urbana complessivo e non di una cesura che taglia in due la città

Dalla sicurezza ai servizi: ai problemi delle periferie risposte subito #partecipazione.

La libertà passa dal lavoro e dall'indipendenza economica. Anche la libertà di una donna di decidere i propri obiettivi, scegliere se avere un figlio, investire nella propria carriera, denunciare un compagno violento. La politica può e deve fare tanto. Un'amministrazione comunale deve promuovere modelli culturali, servizi sul territorio accessibili a tutti, supportare chi si impegna perché questo avvenga. Non oggi, ogni giorno.

Al Calice, ascolto e partecipazione.

Alla Camera di commercio interessante appuntamento sul turismo. E poi importanti notizie per Prato... #unaltrastoria.

Le cose non succedono. Vanno fatte succedere (J. F. Kennedy) - Per Prato #unaltrastoria -https://www.youtube.com/watch?v=hssPYEKllIg.

Stasera incontro i cittadini di Maliseti con Cambiaprato, per un confronto diretto su problemi e proposte. Ripartiamo dalle periferie, troppo spesso lasciate sole. Anche per questa zona della città vogliamo #unaltrastoria...

lunedì 17 marzo 2014

Nella girandola delle elezioni 1: gli Indipendenti per Prato

A questa tornata elettorale si presentano la prima volta gli Indipendenti per Prato.
Hanno un sito, http://www.indipendentiperprato.it/index.html dove si può leggere il programma. 

Puntano al superamento del sistema partitico, nonostante chi li ha fondati, Innaco,  Banchelli e Gestri vengano dal PdL e abbiano fino al 2013 fa appoggiato il Centro Destra. Al momento il gruppo è all'opposizione in consiglio comunale.

Il programma prevede la soluzione di alcuni punti irrisolti da sempre nella città di Prato, ma con una caratteristica di andamento  'misto' o anche a due binari:  prevede il rilancio del tessile ma anche il suo superamento attraverso altri direttrici di crescita economica (come la cultura, l'enogastronomia eccetera e la vecchissima veramente vecchia idea a Prato del recupero socio-culturale dei capannoni vuoti); alcune importanti tematiche sociali, lo snellimento della burocrazia, il piano casa,  la politica giovanile; torna l'idea portante della giunta Cenni, la 'pratesità' e il rilancio del Centro Storico, ma senza dimenticare il recupero della periferia, addirittura proponendo di spostarvi alcuni assessorati.
A condire il tutto è un deciso impianto liberista del 'laissez-faire'.  

Parlano della necessità di valorizzare l'area archeologica di Gonfienti, e al momento sono i soli perché ormai la Città Etrusca sul Bisenzio non ha nessun comitato alle spalle (quello che c'era è stato distrutto), non è più un argomento di moda a questa tornata elettorale o ritenuto urgente o utile per le strumentalizzazioni politiche ed economiche, come invece presentano altre drammatiche necessità come il nodo del Soccorso o l'area dell'ex-ospedale, che invece sono sostenuti da comitati che vanno 'seguiti' e se possibile 'diretti'. 
Gli Indipendenti per Prato si dichiarano per il sottopasso al Soccorso e per una valorizzazione eco-culturale del MeD (ex-ospedale). Sul sito non prendono invece posizione sul progetto del forno crematorio alla Chiesanuova.

Sicurezza e legalità per loro devono essere due concetti ben divisi.  Legalità: la legge  deve essere rispettata da tutti e quindi 'emersione' del lavoro occulto (una volta si chiamava 'nero'); sulla sicurezza c'è una forte polemica contro la politica del blitz attuata dall'assessore Milone, quando invece  le periferie sono state lasciate sprovviste di controllo di polizia. Viene attentamente evitata la parola, l'aggettivo 'cinese', vero e proprio tabù, ma si capisce che è il soggetto di tutto il capitolo.

Il loro programma ha un deciso sapore democristiano.

Domani replica de "Le Maschie"

Domani, sabato 18 novembre, ore 21, seconda e ultima replica de L e maschie a La Baracca. Non credo che, dopo l'appuntamento di do...