sabato 3 maggio 2014

Programma del Partito Umanista di Prato

Al momento è il primo programma veramente a Sinistra che analizzo.
Ci sono spunti molto interessanti, in particolare il rifiuto di considerare l'essere umano uno strumento commerciale, e il puntare sulla qualità della vita delle persone.

Un altro punto, che però è condiviso dal M5S, è la responsabilità e la verifica dell'operato della persona eletta, addirittura ogni sei mesi gli umanisti ne prevedono una verifica.

Molto molto spazio alla salute come diritto per tutti, all'istruzione pubblica di buon livello, con una scuola diffusa e importante sul territorio, che dà lavoro e una migliore consapevolezza del vivere civile.

La questione economica è vista come un aspetto globale, non può essere risolta a livello locale; tuttavia si prevedono compartecipazione dei lavoratori nelle decisioni e dei profitti dell'impresa (come già in Germania, stato capitalista per eccellenza); si propone l'istituzione di una Banca Comunale senza interessi e lo sviluppo del piccolo commercio (e questo è condiviso anche da una parte del Centro Destra); addirittura l'affiancamento di una moneta locale per sostenere l'economia.

L'immigrazione, causata dalle povertà e dalle disparità economiche nel mondo, è vista come una ricchezza, e non deve essere risolta come un problema di sicurezza.

La questione cinese è frutto di quel capitalismo che la vuole combattere e la rifiuta.
Si propone l'emersione del lavoro nero di tutti e un coinvolgimento nella vita cittadina di tutti gli immigrati.

La casa è un diritto per tutti e si propone che i proprietari affittino a equo canone.

Il paragrafo sui rifiuti è significativo: i rifiuti sono visti come diretto prodotto, l'eccesso del mondo consumistico e si sostiene il porta a porta e altri punti per ridurli. Si prevede una politica ambientale verde, con piste ciclabili, nessun termovalorizzatore, mobilità pubblica eccetera.
Gli umanisti sono contro l'ampliamento dell'aeroporto.

Purtroppo sulla cultura non siamo d'accordo. E' detto che è un aspetto importantissimo, ma è fra gli ultimi punti. Quando si dice che siamo contro la commercializzazione della cultura, va bene, ma perché essere contro il 'mestiere' della cultura?

"Ci sono molte realtà e persone che fanno cultura senza farne un mestiere e che lo fanno per passione...Favoriremo tutte quelle persone associazioni e organizzazioni, non a scopo di lucro, che incentivano le forme d'arte...Pensiamo anche che sono stati spesi molti soldi dei contribuenti per eventi, teatri, musei. Allora vogliamo che queste strutture come il Pecci ritorni agli abitanti come laboratori delle arti, a disposizione di chi si impegna appunto nelle arti. Allo stesso modo per i teatri. Questo aumenterà gli eventi in città che hanno bassi costi per il Comune e migliorerà la qualità della vita delle persone. Crediamo anche che vada qualificata l'area di Gonfienti".

Si  prevede un arte solo amatoriale perché si teme il lucro nella cultura? Stiamo attenti a quello che si scrive! Come se la maggior parte degli artisti si arricchisse con l'arte! E poi con il solito sistema dell'associazionismo eccetera, come ha fatto la Sinistra in Toscana, si è creato un sistema totalmente dipendente dalla politica e assolutamente non libero e, quindi, non significativo. Mediocre.

Ovviamente questo sistema impedisce ogni possibilità di lavoro, serio e onesto, nella cultura.

Nel suo complesso il programma è buono, ma troppo semplificato e, mi si permetta, semplicistico, e sembra scritto, a livello sintattico, da persone diverse. Manca lo sviluppo di alcuni punti, e questo però è detto, che il programma si aspetta di essere ampliato e discusso dai cittadini.

Il programma non è presentato in alcuna veste grafica significativa o strutturata, non ha un indice, ma tuttavia è di scorrevole lettura e comprensione.

Voto complessivo: sei e mezzo.

http://www.pu-prato.it/sito/


Prossimo programma che analizzerò: non so, il primo che riesco a trovare; mancano ancora alcuni, fra cui quello della lista che sostiene Roberto Cenni. Ricordo che ho già analizzato, per primo perché sono stati i primi a stilarlo, il programma degli indipendenti per Prato.
lhttp://primaveradiprato.blogspot.it/2014/03/nella-girandola-delle-elezioni-1-gli.html

(Forse arrivare per ultimi è una tattica?).

venerdì 2 maggio 2014

"Sarebbe bene che i comici e i cantanti si occupassero del loro mestiere!"

"Sarebbe bene che i comici e i cantanti si occupassero del loro mestiere", di Alessandra Moretti, PD.

Aspettiamo che la signora Alessandra Moretti ritiri una simile frase, non degna di un sistema democratico.

La signora l'ha detta in seguito alle dichiarazioni di Pelù contro il premier Renzi in occasione del concerto del 1° maggio.

Basta, non ne possiamo più. Queste sono parole di chi appartiene a una casta e vuole solo mantenerla e proteggerla. Non vuole dissidenza.

Ma è  anche questo il nostro mestiere, occuparci di VOI, che di mestiere fate i cosiddetti POLITICI.

Tutti sanno che io non amo Pelù, generalmente detesto il rock e tutti gli straricchi rocker; la mia anima è pop; al massimo, quando è molto arrabbiata,  classica. Settecento. Illuminismo. Strumenti a corda. Fughe.

Il programma elettorale di Matteo Biffoni (e delle liste che lo sostengono)

Quello di Matteo Biffoni è un programmone di 36 pagine.

In realtà il programma inizia con la promessa di un altro modo di fare politica, ma il libretto non la mantiene, perché non dice come questo altro modo di fare politica sarà realizzato. Promette quello che altri prima di lui hanno detto e ridetto e mai mantenuto, a tutti i livelli: "Teniamoci sempre in contatto".
Una volta eletti non li abbiamo più visti né sentiti.

Il protagonista delle 36 pagine è il lavoro. E l'impresa.  Per Biffoni e chi lo sostiene Prato deve tornare a rappresentare l'area manifatturiera e industriale più importante della Toscana.
Come potrebbe essere altrimenti?
E allora ecco che compare la parolina magica, quella che da diversi anni sentiamo risuonare sempre, la parola 'sviluppo', ripetuta ben 28 volte nel libretto. Segue a ruota il condimento magico, la 'legalità': 

La nostra ricetta per lo sviluppo è creare nuovi posti di lavoro, rispettare l’ambiente e farlo nell'etica e nella legalità. Il lavoro sommerso, l'evasione e la concorrenza sleale delle aziende distorcono il mercato e riducono la competitività delle imprese sane che operano correttamente. (p.5) (1)

Dunque intorno al concetto di sviluppo (sostenibile) lavoro e impresa ruota tutto il programma. La rivoluzione digitale, il distretto tecnologico, l'energia (pulita e riqualificata, s'intende con cabina di regia comunale), tutto è al servizio dell'impresa. Anche l'Interporto deve essere valorizzato per questo, e ci vuole la terza corsia autostradale... E ci vuole anche il polo tecnologico e scientifico, un luogo fisico dove fare formazione, start up di impresa, confronto fra impresa, networking, incubazione, match-working, incontro fra amministrazione, università e imprese...

Il sistema è infrastrutturale e tutto è diretto e 'registizzato': c'è la cabina di regia.

Incluso per le ciclabili, s'intende. E anche la cultura.
Anzi, ci deve essere l'integrazione del sistema culturale e turistico. 

Poi sono affrontati gli altri temi caldi di queste elezioni: il destino del vecchio ospedale (Il Misericordia e Dolce), per cui si auspica un parco attrezzato; si dice che sarà contrastato l'ampliamento dell'aeroporto, anche se mi sembra forse che lo si dica un po' tiepidamente, ma chissà.

Buoni argomenti sono la riqualificazione del Macrolotto 0, con possibili investimenti e riutilizzo di spazio vuoti con finalità culturali e, manco a dirlo (ossignore!) in materia di mobilità, l'idea della bicicletta come mezzo di trasporto; l'istituzione delle  Zone 30, con limite a 30 chilometri per le automobili, dove il pedone e il ciclista siano protagonisti. (Un problema drammatico per la città di Prato, che accoglie in sé, non solo tante genti diverse, ma anche altrettanti modi di guidare - male - e di non rispettare il codice della strada). 
Ottimo il concetto della mobilità metropolitana sulla direttrice di Pistoia-Prato-Firenze...
Altri aspetti condivisibili (contemplati anche da altre liste eccetera) sono quelle legati all'ambiente come il sistema dei parchi e la valorizzazione dell'agricoltura (sempre vista però in chiave di impresa, s'intende), il no ad altro consumo di suolo e alla disparità di genere...

Buona anche la valorizzazione delle frazioni, finalmente qualcuno che ne scriva, e il capitolo scuola è interessante e corposo, nella tradizione della politica della Sinistra, con un piano per la manutenzione degli edifici (come ha suggerito già Renzi), e di maggiore offerta formativa,  asili nido, eccetera, soluzioni che anche queste ormai appartengono a tutti i partiti e di cui sono conditi i programmi, e quindi niente di nuovo o specifico.

Invece molto male il capitolo sulla cultura, dove sono riproposti i sistemi di sempre, per cui i grossi enti culturali la fanno da padrone e non si prevede uno sviluppo corale e collettivo della città nella sua gestione. Non ci sono in questo caso pari opportunità, ma gruppi di privilegiati a cui si demanda il comando eccetera.
Grave, infine, che si citi una compagnia teatrale, a sancire disparità che non sono più tollerabili:

Teatro Stabile Metastasio, luogo per eccellenza di produzione e sperimentazione artistica, insieme al Fabbricone e al Fabbrichino, residenza della compagnia TPO, dovrà confermare la propria caratura regionale, garantendo una programmazione di rilievo e continuare nell'attività di stimolo alla produzione originale e alla diffusione della cultura teatrale nel territorio. Anche verso i più giovani. (p.25)

Questo a smentire il "Nessuno sarà lasciato indietro" scritto nel programma.

Sempre in campo culturale un accenno, molto superficiale, è dato a Gonfienti e alla sua valorizzazione. Invece addirittura ci si rivolge al Parlamento per avere la Pallagrossa come gioco riconosciuto. No comment.

In merito alla città università di Prato, si prevede e vede tutto in funzione del lavoro: un corso per infermieristica e si giustifica con il nuovo modello sanitario cittadino (quale?),  e poi lo 'sviluppo' del corso CEDIC ("Il tuo futuro a cavallo della Cina", cultura economia e diritto nei processi di internazionalizzazione verso la Cina),  e dei rapporti con la Monash e la New Haven University. Si parla di campus universitario, stile e contenuti di stampo americano. Niente di originale come proposta.

Un grosso capitolo è dedicato allo sport e ai diritti, "La Prato dei diritti di tutti". Così sulla sicurezza e legalità, per cui si prevede il ritorno del vigile di quartiere.
Va bene, però deve funzionare il servizio di vigilanza, non essere un presidio come era prima, dove si rimandava a carabinieri e polizia.

Il programma è molto dettagliato, scritto chiaramente, corposo; vuole essere esaustivo,  ma finisce per essere in sostanza ibrido, eccessivamente corale ma a tratti in modo stonato, insomma frutto di voci che appaiono discordi, e quindi ideologicamente confuso;  dove convivono insieme, senza dubbi o problematiche di sorta, l'idea della città industriale e manifatturiera pur rinnovata, lo sviluppo con un'idea di città alternativa nei suoi mezzi di trasporto e pulita, rispettosa dell'ambiente e della legalità eccetera, ma in sostanza non si dice come tutto questo libro dei sogni (poco sognante, per la verità) si attuerà. Convive il "nessuno sarà lasciato indietro" con un modo oligarchico di gestione della città, la 'regia' in tutti i campi, che finora ha invece lasciato indietro molti. 

A parte alcuni indubbi punti (politiche di integrazione, centralità e gestione unica e compartecipata, diritti), il programma dimostra di essere espressione una Sinistra debole e incerta, dove di base rimane il sistema partito, ma con un  forte sostegno/influenza del privato e dell'industria, in una cogestione della cosa pubblica e sua occupazione.

Il programma ha grafica, ma è chiaro, ben leggibile e consultabile.

Voto complessivo del programma: sette meno.


Prossimo programma che analizzerò: quello del Partito Umanista


(1) E' chiaro che qui ci si riferisce al problema cinese. Ma non si dice. La parola 'cinese' non compare che a p. 21, quando si parla di 'potenziamento della rete di accoglienza' e a p. 33, nel paragrafo "Nuovi cittadini. Le nostre politiche per l'inclusione".

giovedì 1 maggio 2014

Programmi elettorali: la lista "Scaricare tutto tutti"

Mario Tognocchi è molto bravo nel parlare, ha verve, energia, e lo si è visto l'altra sera all'incontro sulla cultura al Teatro La Baracca, dove spiccava su (quasi) tutti.

E' un uomo fantasioso e molto simpatico, e quella sua idea fiscale, la battaglia della vita dello 'scaricare tutto tutti' sarebbe da prendere finalmente in considerazione, costituirebbe una reale rivoluzione...
Però, il programma elettorale per la sua elezione a sindaco bisogna che lo presenti in modo più chiaro, e non scritto in quel modo affastellato per cui si fa una gran fatica a leggerlo e a capirlo!

Per il resto, ci sono proposte assolutamente condivisibili che riguardano la mobilità (ogni strada con la ciclabile, la metropolitana di superficie), viali alberati, viali che portano dalla città etrusca a quella medievale, tanto tanto turismo, con hostess e accompagnatori cittadini, un sistema per cui tutte le spese sostenute in  città possano essere dedotte dalla dichiarazione dei redditi (ma sarà possibile?)...insomma, un mondo immaginato fantastico e fantasioso, bello ricco e onesto, e verde. Un programma da favola, con sfilate di moda per le strade, la Monash University che collabora con quella pubblica e viceversa, campus universitari...
Mentre è chiaro che si è a favore dell'interramento al Soccorso (ma ora il Ministro Lupi mette tutti a tacere, almeno per qualche giorno), non mi è chiaro cosa siano questi "Centri Naturali Commerciali-Prato per la qualità della vita riqualifica i propri centri", spiegati come "Consorzio volontario degli abitanti e delle attività e dei servizi, integrato da un recupero 'leggero' e di miglioramento delle funzioni che furono delle Circoscrizioni": cosa vuol dire?
Sembra un ibrido di qualcosa che sfugge: centri di gestione amministrativa e di commercio?
E poi, si continua ancora con l'ibrido: "Prato Lawn City (un nome e un significato): il verde delle aree industriali - l'Albero della Vita. Le circonvallazioni che si trasformano in viali alberati...".
E il "Monumentale svincolo autostradale per l'asse dell'Industria" spiegato come "la Declassata alberata e liberata dall'intensità di  traffico di lavoro come 'tracciato verde della nuova Prato".

L'idea è che, pur con animo sincero, si finisca come Arlecchino servitore di due padroni: il verde e l'industria, che non sempre vanno d'accordo.

Originalissima e da sottoscrivere è l'idea del "118 delle badanti", solo Mario Tognocchi e il suo gruppo poteva pensarla; e altrettanto originale la valorizzazione del Museo di Scienze Planetarie in collaborazione con l'agenzia spaziale europea (ESA).
Infine, molto bene il bilancio trasparente, e l'idea dei rifiuti come risorsa e guadagno per il cittadino.
Invece mi trova del tutto contraria il punto 10, "DiffondiAMO la musica (dalla Camerata Strumentale e da Radio Toscana Classica protocollo di diffusione della musica nei centri commerciali naturali)": che vuol dire, il sottofondo musicale permanente? Se così fosse, tutto sarebbe fuorché diffondere l'amore per la musica!

Insomma, un programma molto nord europeo, dove il capitalismo diventa umano e 'friendly', dove non esiste dicotomia fra la ciclabile e l'asse dell'Industria, fra Gonfienti e Interporto, tutto può trasformarsi, in certi tratti troppo semplicisticamente, in risorsa guadagno felicità.
Appare come il tracciato verso il migliore dei mondi possibili di Pangloss.

Il programma è buono per l'originalità di certi spunti. Abbassa il voto la presentazione confusa e di difficile consultazione per l'elettore, come percorsa da un qualche tracciato simbolico da interpretare.

Voto del programma nel suo complesso: sei e mezzo.
http://www.scaricaretuttotutti.it/

Prossimo programma elettorale che analizzerò: quello della Lista Matteo Biffoni (Centro Sinistra).

Soccorso: lettera del Ministro Lupi

Ricevo il seguente comunicato dal Comitato del Soccorso, che pubblico.
Il Ministro Lupi, atteso, non è venuto a Prato per impegni a Roma. Ma invia un messaggio importante, al NCD (Nuovo Centro Destra) di Prato, che mette in discussione il progetto del Viadotto.

Potrebbe essere una manovra elettorale degli alfaniani per indebolire Cenni, che risulta, a Destra e non solo, vincente.
Oppure piuttosto, una manovra tutta interna alla Destra per smorzare la perdita di voti proprio al e per il Soccorso...
Ma no, ma no... voglio approfittare dei miei cinque minuti di ottimismo giornaliero: finalmente i soldi che ci sono per il Viadotto possono essere utilizzati per progetti diversi da questo e quindi per l'interramento!.

"Cari amici,
Purtroppo i lavori del consiglio dei ministri mi hanno trattenuto a Roma. Ringrazio tutti voi per aver voluto affrontare il tema della così detta "declassata". In particolare, ho ricevuto alcune vostre osservazioni e preoccupazioni. Ho immediatamente dato mandato agli uffici del ministero affinché si possa trovare al più presto una soluzione che consenta al tempo stesso di salvaguardare le disponibilità finanziarie e le legittime e differenti istanze avanzate dai cittadini.
Grazie per tutto quello che state facendo e per la passione con cui state affrontando questa nuova avventura politica.
Un caro saluto,
Maurizio Lupi"
"Le parole del Ministro mostrano un'apertura inaspettata per noi perché fino ad oggi siamo stati abituati a dialogare col muro di gomma dell'assessore Bernocchi, il nocchiero che incita ad aver fede e tenere la rotta perché il viadotto sarà fatto ad ogni costo.
E sono dirompenti: si può pensare ad un altro tipo di progetto che tenga conto delle istanze dei cittadini - che lui definisce legittime mentre l'assessore le chiama quisquilie - pur salvaguardando le disponibilità finanziarie sin qui ottenute.Con buona pace di chi, come il senatore Mazzoni, terrorizzava con lo spettro della perdita dei soldi nel caso di cambio di progetto.Questo impegno del Ministro, aggiunto alle pesanti anomalie che l'AVCP ha per ora rilevato in tutto l'iter burocratico sin qui percorso, ci lascia ben sperare per un futuro che non preveda una città posta sotto l'ombra ingombrante e degradante di un viadotto.
Filippo Bonanni- Comitato per la Riqualificazione del Soccorso"

mercoledì 30 aprile 2014

Programmi elettorali: il M5S

Inizierò una rubrica di analisi dei programmi elettorali delle varie liste che si presentano nella mia città.
Iniziamo con quella del M5S, che viene pubblicata oggi, e che si può consultare all'indirizzo:

Ricordo che la candidata sindaco del M5S di Prato è Mariangela Verdolini.

Il programma è dettagliato e interessante, ed è preceduto da una premessa significativa sulle caratteristiche dei candidati, che sono poi quelle che contraddistinguono l'appartenenza a quel Movimento.

Onestà dei candidati, restituzione dei soldi in più o non dovuti, chiamata di esperti, fuori i partiti dalle partecipate...

Mi piace la separazione fra Turismo e Cultura, ma non si dà opportuna rilevanza alla separazione dalle lobbies ed i poteri che occupano certi enti culturali.

Per esempio, dato che si prevede una rivisitazione in chiave di competenza delle partecipate allontanandone i partiti, perché non lo si prevede anche per gli enti culturali e non lo si è scritto?  Ricordo che il Teatro Politeama di Prato è una SpA (leggere la sua storia, c'è anche Roberto Cenni fra i fondatori http://www.politeamapratese.com/memoria.htm) e quindi non si può definire teatro pubblico, (esattamente come il mio, che è privato, ma non è gestito da nessun capitale azionario).
Insomma, ancora non si capisce che dalla gestione degli enti culturali è necessario togliere i partiti e altri poteri a latere, esattamente come per le partecipate?

Molto bene i paragrafi che riguardano la mobilità, l'acqua pubblica e altri, come l'urbanistica, ambiente, energia alternativa, eccetera.

Poco spazio invece per le POLITICHE VENERANDE: i vecchi devono avere lo stesso rilievo dei giovani, in quanto portatori di memoria e saperi eccetera, e devono essere ancor più assistiti, e non solo 'usati', esattamente come accade per le donne.

Non mi trova assolutamente d'accordo poi un punto del "Lavoro e commercio";  questo:

Sviluppo delle relazioni tra scuola superiore, università e impresa con stage mirati e collaborazioni in modo da favorire l'ingresso nel mercato del lavoro dei giovani.

Questo concetto va verso la 'scuola azienda', già introdotto dalla Moratti quando era Ministro dell'Istruzione  di Berlusconi.

La scuola deve poter essere sganciata dal cosiddetto mondo del lavoro, la formazione professionale è altro dalla scuola come formazione dell'individuo e relativa crescita. Altrimenti si avranno solo scuole cosiddette professionali e piuttosto asini in crescita che lavoro, oltre alle  molte persone più infelici. 

Manca un paragrafo dedicato alla periferia della città, tanto importante quanto il centro storico.

Il programma è scritto correttamente e con proprietà, anche se  è contraddistinto da una sintassi ellittica, come spesso accade nei programmi elettorali; è chiaro e facilmente consultabile, con una grafica lievemente naiv.

Voto sul programma nel suo complesso: sette e mezzo/otto.

Il prossimo programma che analizzerò sarà quello di "Scaricare Tutto Tutti" dell'omonima associazione, il cui candidato è Mario Tognocchi.

Serata sulla cultura con i candidati sindaco (2)

Era ben chiaro che Sgarbi sarebbe arrivato, nessuna sorpresa. Lo si sapeva.
Lo aspettavamo, anche non ne abbiamo bisogno, noi cittadini, se non il sindaco e ora di nuovo candidato, per quella idea di cultura che proprio ieri ha comunicato a tutti noi che eravamo ad ascoltarlo.
Prato ha bisogno di una nuova immagine, la cultura è un miraggio di investimento, con Sgarbi appioppato a fine mandato.

E se vincesse Biffoni, che se ne faranno di Sgarbi?
Qualcuno ha provato ieri sera a fare la domanda al Sindaco, ma non c'è stata risposta.

Una volta, a scadenza di mandato, non si facevano simili investimenti. Sono ingombranti.

Cenni è così sicuro di vincere?
E poi, chi gestirà il vate ferrarino? Quale assessore lo potrà affiancare?

Forse era questo era il senso della domanda di Antonella, a cui quasi nessuno ha risposto?

Nella cabina di regia e nella rete che è mancata (mancata!?) in questi anni e che si trova già pronta, Biffoni immagina che nessuno sarà lasciato indietro. Nessuno?
Però qualcuno sembra già stare più avanti degli altri, visto che nel programma c'è scritto chiaro e tondo che una compagnia sarà la più amata, il TPO, da tanti anni sempre presente nel cuore del MET.
Perché tutte questa strana disparità nel pariopportunismo?

E' questo 'accentramento culturale' a Sinistra che il gentile Riccardo Bini vuole combattere? O anche contro quello di Sgarbi, il più accentratore degli accentratori, che ci farà una mostra su Paolo Uccello... e le donne di D'Annunzio! L'accostamento è voluto o casuale?
E' una poco simpatica battuta?
Ah, la città è diventata guascona!

E come sarà difficile ri-trovare l'identità che auspica La Vigna come elemento portante del suo programma culturale!

E la magia turistica si compirà, quella che tutti, tutti indistintamente aspettano come la manna dal cielo, strappando qualche animaletto da turismo in viaggio per Firenze, catapultandolo nella Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola risuscitate e...riuscirà nel miracolo dell'immagine, don Vittorio?

Mariangela Verdolini si è detta contro gli eventi spot, e quindi immagino cosa pensi di lui.
Il problema non sarà il dialogo fra le etnie, da lei e dal suo Movimento auspicato, ma fra i potenti, che al momento opportuno li vediamo sempre uscire dai recessi come le penne per le firme. Riusciranno i pentastellati a entrare nel palazzo e a sbaragliare qualche carta, strappare qualche maglia della fitta rete?

Mario Tognocchi ha centrato il problema con la metafora degli spagnoli e dei francesi: noi, che non facciamo parte né dell'uno né dell'altro, non abbiamo nessuna speranza di entrare nelle grazie di  chicchessia, elemento essenziale per fare cultura, e noi resteremo indietro. Bombardati e saccheggiati.
E' stato chiarissimo ieri sera, e nessuna presenza ci potrà illudere del contrario, caro Fulvio.

Manuela Biliotti del M5S ha fatto una bella domanda su Gonfienti, dove nessun candidato sembra essere passato ultimamente, e forse mai. Nessuna risposta, infatti.
Ma dov'è Gonfienti, dov'è, in che luogo di Prato?
E' stato detto e sentenziato che a nessuno interesseranno i quattro sassi per terra, a nessun animaletto turistico portatore di ricchezza. E' stato detto o non è stato detto, e che è meglio guardare lassù sulla Calvana, proprio in quel luogo dove io ho recitato qualche anno fa con il "Laris Pulenas", dove si trovano così tanti tesori archeologici nascosti?
Lassù e non laggiù, dove c'è Interporto.
La favola continua.

Investire nella cultura popolare, va bene. Lo ha detto Bonini, uno dei pochi  a parlare anche di istruzione. Ma la cultura popolare non produce più teatro vernacolare. La "Gallina vecchia" ormai è stata spennata. E' finito quel tempo. Il popolo non produce più cultura. Come fa? Tramite facebook, oppure twitter? O con il blog? Però il giovane candidato dà fiducia, in qualche modo è una speranza.

Gisberto Gallucci è impaziente, vuole subito la nazione umana universale. Quale cultura sarà quella capace di arrivarci prima?
Per ora la strada è lontana, scorciatoie non sono segnate sulla mappe.

Intanto, nonostante ci fosse un posacenere accanto all'ingresso del teatro, stamani la pubblica via davanti era cosparsa di mozziconi di sigarette.


Quale cultura vuole questo popolo che non produce più cultura? Quella ammaliatrice di Cenni, che dopo la mostra del Pretorio (Officina Pratese) ha trovato il modo di catturare consenso, oppure quella registica del Biffoni, dove tutti siamo immersi nella rete e dove il pesce grosso ha già mangiato quello piccolo visto che le maglie sono strettissime e non può scappare?

Quale cultura vuole questo popolo? Popolo? Non ci dev'essere più, visto che nemmeno più si vedono agli incontri sulla cultura i vecchi Sinistrardi che dicevano di rappresentarli.
Eh, ma non c'era il marchio. Il doc sinistro a garanzia. Eh.

Ma la vuole veramente, il popolo, la cultura? Candidati, vi sforzerete invano? E se non fosse soltanto colpa vostra, ma anche nostra? Oppure bastano gli eventi, le mostre, i mostri, i don e le donne, le visionarie di luci per passare il bel tempo, qualche concertone in piazza e qualche sparso spicciolo che possono, possiamo catturare ogni tanto e mettere in saccoccia, o in bocca, per tacere?


martedì 29 aprile 2014

Serata sulla cultura con i candidati sindaco (1)


Non era per nulla scontato che all'incontro ci fossero tutti i candidati (eccetto Rubino) e, soprattutto, così tanta gente. Troppa per la capienza del teatro, tanto che abbiamo dovuto aprire  le porte di sicurezza. Alcuni assistevano al dibattito dalla strada riparandosi dalla pioggia con l'ombrello.

La serata è stata dunque riuscitissima intanto per l'affluenza di pubblico, serata che, voglio sottolineare, è stata la prima sulla cultura; con candidati sindaco poi, credo non sia  stata mai realizzata, almeno a quanto mi risulta e per quanto ho potuto verificare.

Ai candidati avevo inviato già inviato le 10 domande previste, ma al momento di riformularle ho pensato di accorparle, per dare più spazio al dibattito con il pubblico, cercando insomma di ottimizzare il tempo. Per rispondere i candidati avevano un tempo preciso,  che quasi tutti hanno rispettato.
Anche questo modo di procedere, qualcuno mi ha detto, era nuovo. Nessuno aveva mandato loro domande in precedenza per non arrivare impreparati all'incontro. 

D'altronde un candidato non è un tuttologo, e dato che la cultura è un argomento molto complesso e sfaccettato, era obbligo farlo.

I candidati sono stati, eccetto Cenni impegnato in una cena, puntuali.

Abbiamo iniziato alle 21, 27.

Dopo la mia breve introduzione, in particolare sul modo in cui si sarebbe svolta la serata e un breve accenno al Teatro La Baracca, ho iniziato a porre le domande.

All'inizio i candidati hanno avuto difficoltà ad attenersi al tempo imposto, ma dopo un po' l'andamento è stato più  scorrevole.

A parte qualche momento di tensione, in particolare fra Gisberto Gallucci e Cenni sulla Torre al Vento; e fra Tognocchi e Biffoni in merito alla celerità della presentazione del programma;o fra Bini e Biffoni, la serata è seguita abbastanza tranquilla, anche se tesa e, sul finale, più movimentata.

Abbiamo terminato verso le 00,20.

Da un punto di vista formale della comunicazione, e ora analizzo solo questo punto, per energia e novità espressiva Mario Tognocchi è risultato senza dubbio il più vivace, pur tornando sempre sul concetto dello 'scaricare tutto tutti'; insieme a un convincente Riccardo Bini, che non conoscevo.
La più precisa e concisa nelle risposte, senza dubbio Mariangela Verdolini.
Cenni ha mostrato di aver affinato la sua eloquenza, anche grazie all'esperienza di questi anni e alle informazioni in suo possesso come sindaco. 
Matteo Biffoni è più bravo ed energico nel rispondere a ruota libera, come è risultato chiaro nell'intervento finale,  piuttosto che nelle singole domande.
Anche Emiliano Bonini è stato una sorpresa, sicuramente un candidato preparato, un buon 'acquisto' degli Indipendenti per Prato.
Carlo La Vigna ha tenuto testa all'argomento, pur non essendo non il suo privilegiato come ha onestamente dichiarato. Gisberto Gallucci si è contraddistinto per la vis polemica, in particolare verso la parte 'liberal'.

Alcune domande aspettano tuttavia ancora risposta.
Approfondirò in un successivo articolo i contenuti, ma mentre la parte liberale, la Destra era molto rappresentata, la Sinistra (intendo nel suo aspetto ideologico, ma anche di partito, certo) era drammaticamente carente, assente.

Il pubblico ha posto domande, ma le risposte sono state deboli, come dirò. Alcune domande anche fuori tema: qualcuno ha tentato di parlare della questione aeroporto (più dialetticamente e polemicamente 'facile') o sui rifiuti; o sulla sicurezza.

Ma sono stata implacabile nel non andare fuori tema, anche se sono ben consapevole dell'implicazione (in)culturale dell'ampliamento dell'aeroporto o della cattiva gestione dei rifiuti.

Osservo la malacreanza di alcuni intervenuti: come entrare in teatro e attaccare il carica-batteria del proprio cellulare a una presa di corrente dell'ingresso; l'uso costante degli Iphone in sala, che disturbano con le loro luci.
Infine, registro l'usanza  asfissiante di fotografare e registrare tutto, anche se ho limitato quest'uso.

Più che malacreanza in quest'ultimo caso si tratta di un modo monoculturale di vivere, e per questo avrei voluto fare io qualche domanda, non solo ai candidati, ma anche al pubblico, che sempre si aspetta cultura calata dall'alto, ma che spesso vive in modo da non favorire nessuna vita culturale alternativa.

Ma anche di questo parlerò in altra occasione.

Infine, a parte una giornalista, si tratta di una free-lance e non so se scriverà qualcosa, era del tutto assente la stampa locale che, ancora una volta, ha mancato un'occasione importante, significativa e forse unica, oltre che a un dovere, e solo per non dare soddisfazione alla sottoscritta e al mio piccolo teatro.

Invece il Teatro La Baracca, come commentavamo con Gianfelice D'Accolti, il cui aiuto è stato fondamentale per la gestione del pubblico, e senza aver pensato a un ritorno di immagine nell'organizzare la serata, ancora una volta ha dimostrato di essere un luogo significativo e innovativo, di vera ricerca anche politica, oltre che artistico culturale, della città di Prato. Ne sono orgogliosa.

(Segue).

P.S. Mi hanno detto che su Facebook hanno creato un evento sulla serata, ma non a nome del Teatro La Baracca.  Altri hanno citato l'evento, senza però menzionare chi lo organizzava, ma solo il luogo. Non mi sono arrabbiata neanche un po', ma invito tutti a essere più corretti e meno invidiosi. Finalmente, imparate dagli americani, o voi americanizzati!

lunedì 28 aprile 2014

Per l'incontro di stasera sulla cultura

Preghiamo tutti, candidati e non, di essere puntuali.

Le domande - sono 10 domande ma per brevità due o tre le accorperemo -, le risposte dei 9  candidati (sono attesi tutti i candidati, l'unico in forse è Rubino),  il diritto di replica e le domande del pubblico fanno supporre una lunga serata.

Stileremo una lista degli interventi e daremo a tutti, candidati e non, un tempo definito per domande e risposte.

L'obbiettivo della serata è far conoscere le progettualità in materia di cultura dei singoli candidati del Comune di Prato.
L'ingresso è libero e niente è dovuto. Si richiede solo rispetto per il luogo, all'interno e all'esterno del teatro.
Lo spazio è piccolo, e non potremo far entrare più persone di quelle consentite dalla sicurezza. Riprese video e audio sono possibili solo previa autorizzazione.

Il teatro aprirà alle ore 20,30.

domenica 27 aprile 2014

Incontro sulla cultura

Domani, lunedì 28 aprile, alle ore 21 al Teatro La Baracca (via Virginia Frosini 8, Casale, Prato) si terrà l'incontro con i candidati-sindaco sulla cultura.
L'incontro si annuncia ricco di pubblico e interessante, tutti i candidati hanno confermato la loro presenza.
Ai candidati saranno rivolte 10 domande e ci sarà anche spazio per il pubblico per fare domande e interloquire con i candidati. Vi aspettiamo.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...