domenica 31 agosto 2014

Gonfienti etrusca: finalmente hanno messo i cartelli





Finalmente, dopo tanto insistere, mi hanno accontentato: hanno messo i cartelli per la Città Etrusca. Così i turisti e i pratesi sanno dove si trova.

Insieme alle foto ricevo, e volentieri pubblico, il comunicato che segue:

"Settembre pratese, dedicato a quel che di importante è avvenuto nel nostro passato ( sacra cintola, corteggio storico, 70.mo dalla liberazione), ci viene da pensare che in tutto questo ci siamo dimenticati di un passo importante, quello dell'insediamento nel nostro territorio, tra il V e il VI secolo a.C. di una popolazione che ancora oggi risulta misteriosa quella degli Etruschi a GONFIENTI.  Questa gloriosa e preziosa città etrusca,costruita nelle vicinanze del bisenzio, a tutt'oggi dimenticata dai più, nascosta tra erbacce e confinata tra capannoni industriali e depositi dell'Interporto. 
Vogliamo, che in questo periodo di festeggiamenti (e non solo), possa trovare collocazione questo imponente sito archeologico, cosicché da ricordare la rilevanza e l'importanza di questa scoperta, avvenuta nella metà degli anni '90, che, sia per progetti proiettati in altre direzioni e poteri che la vogliono sempre e comunque farla da padrone ci ritroviamo, oggi, dopo quasi vent'anni, ad un nulla di fatto, salvo ogni tanto ricordarsi di togliere qualche erbaccia e a proclami pre-elettorali pro-Gonfienti.
PER NON DIMENTICARE quel che LA TERRA per tanti anni ha conservato. 
Un appello alla giunta comunale e ai consiglieri tutti: che si cominci veramente a prendere sul serio iniziative atte a valorizzare qualcosa di unico e raro, ciò che al momento è un patrimonio archeologico e storico invidiato da tutto il mondo, la nostra
GONFIENTI.
Firmato.
Anonimi Etruschi "

Alla parola 'donna'

Rimettendo a posto le carte del mio passato, vedi quel che ho trovato:

"Tutte le volte che faccio l'amore
in fondo in fondo sento terrore
che se per caso rimango incinta
di essere felice devo far finta
e se non posso che far un aborto
tutti mi dicono che qui c'è un morto
ma se m'inoltro in gravidanza
tutti mi dicono guarda che panza
e quando in fine partorisco
il figlio nasce tutto a mio rischio
il figlio è tuo, mi dice il mondo
e io con lui fo il girotondo
ma quando stanca crollo per terra
lo sposo mi dice: un tempo eri bella."

venerdì 29 agosto 2014

Renzi: gelato crema e limone

L'Economist immortala Renzi sulla barchetta europea che affonda con un gelato confezionato in mano. Un gelato, insomma, per noi italiani, artefatto, non autentico.

Un errore, dell'Economist, che ha così offerto un'ancora di salvataggio mediatica al Presidente del Consiglio. 

Renzi ha risposto bene, ha scritto che preferisce il gelato artigianale, con crema e limone. Come a dire: a noi italiani ci piacciono le cose autentiche, l'Italia ha sapori non artefatti. Mangia poco gelato industriale. Anzi, il gelato industriale s'è dovuto piegare a quello artigianale!

Si sottintende: noi abbiamo in questo, come nel cibo o in altro, una marcia in più. Voi (dell'Europa 'alta'), non riuscite nemmeno a concepire un prodotto artigianale, semplice, vero.

Il sottotesto  è interessante.

Peccato però che Renzi e i suoi sostengano soltanto l'artefatto, l'industriale, il non artigianale, in molti settori, qui in Italia.

Per esempio: nel mio, la cultura, ormai tutta artefatta, gestita solo come il gelato comprato, naturalmente al supermercato dei partiti e dei poteri.

Per esempio, un altro: io continuo a fare teatro artigianale, sono fuori dalle grandi 'catene', ma sono derisa, calpestata, detestata. Anzi, mi hanno negato anche l'ultima chance, e proprio la Sua Regione, il suo 'delfinario'. Non sono nemmeno più 'residente', teatralmente parlando. Occomemai per me non vale la ricetta artigianale?

giovedì 28 agosto 2014

La Fiera di Prato: folklorica e propagandistica

Leggete il messaggio che copio sotto del Comune di Prato, che fa un po' di confusione storica. La fiera di una volta, quella del Machiavelli citato nel comunicato, non ha niente a che vedere ovviamente con il Luna Park, che è di pura origine statunitense, né con le 'attrazioni'!
Le fiere medioevali (ma ce n'erano anche in Grecia antica e a Roma - leggi Cicerone che cita quelle di Capua! -), e quindi anche quella di Prato, erano finalizzate allo scambio di merci, ed erano affollate anche perché spesso, per l'occasione, i signori toglievano il dazio.

E fu così fino a quando il nuovo sviluppo economico, quello delle comunicazioni, la rivoluzione industriale cambiò del tutto il senso di queste fiere.

Oggi ci sono le fiere campionarie, che più che un vero e proprio luogo di scambio merci, sono piuttosto luoghi di contatto per operatori lontani.


Quella di Prato ha da molto tempo un carattere meramente folklorico e propagandistico, punto. 
Le 'attrazioni' poi, ci sono tutti i giorni e tutte uguali, ovunque (non come succedeva ancora a mia madre, che andava apposta a Prato per il Luna Park subito dopo la Guerra), e forse per questo oggi la Fiera, così come tutto il Settembre Pratese con incluso il Corteggio, ha così poco sapore.


"Settembre prateseTanti gli avventori che ogni sera si recano alla fiera di viale Marconi, una delle più grandi della Toscana

Luna Park, un appuntamento sempre amato dai pratesi che è cresciuto con la città

Ieri esito positivo per la prima Festa del Bambino, si replica mercoledì 3 settembre
Ha avuto esito positivo ieri la prima Festa del Bambino al Luna Park di viale Marconi, uno dei più grandi della Toscana con 130 giostre per grandi e piccini  e 40 banchi di gastronomia e dolci per tutti i gusti. Un appuntamento sempre amato dai pratesi e che ha sempre accompagnato le celebrazioni dell’8 settembre: fin dal medioevo infatti la festa comprendeva una serie di attrazioni e giochi e tutto si concludeva con L’Ostensione della Sacra Cintola.  Niccolò Machiavelli ne La Mandragola scrive" … e non vi fu Fiera di Prato, ch’io non v’andassi!” , a testimonianza dell'importanza della Fiera anche all'epoca.
Tanti i ricordi legati di nonni e genitori legati al Luna Park, che negli anni è cresciuto insieme alla città cambiando postazione: fino al 1968 si svolgeva in piazza Mercatale, poi venne spostata per un paio di edizioni all'interno dello stadio, per poi approdare in piazza dei Macelli, dove rimase per 6 anni. Sul finire degli anni '70 la fiera venne ospitata nel Parco dell'Ippodromo, ma già dopo un paio di edizioni si spostò ancora sul viale Galilei, dove rimase fino al 1990. Il numero crescente delle attrazioni e dell'importanza del Luna Park, ma anche delle abitazioni nella zona, fecero decidere all'Amministrazione comunale di allora di ambientare la fiera nella grande area di viale Marconi, con più parcheggi e vicina ai caselli autostradali.
La prossima Festa del bambino, con le promozioni per ragazzi fino a 14 anni, si terrà mercoledì 3 settembre dalle 16 fino alla chiusura."

E' la solita storia, non un'altra

E' facile, troppo facile.

Questa giunta pratese, sbiaditissima, non si distingue per ora dalla precedente: la solita solfa della Palla Grossa, il programmino demodé e un po' patetico di settembre. 

Intanto noi da soli, con i nostri soldi, cerchiamo di rendere la periferia meno squallida. Da 23 anni.

E queste non sono chiacchiere, non è demagogia.

Siamo lasciati completamente soli. Da tutti; e anche l'opposizione, che fa interrogazioni per i locali della curia, non si occupa di chi non è unto da nessuno. 

E' la solita storia, non un'altra!

mercoledì 27 agosto 2014

Sto cercando

Sto cercando una persona che mi aiuti nell'organizzazione della prossima stagione al Teatro La Baracca che partirà alla fine di settembre prossimo. Si tratta di un lavoro part-time.
In gergo si chiama 'ufficio stampa', ma in realtà non c'è da stampare nulla, bensì da comunicare e relazionarsi con il pubblico.
Mandatemi due righe di curriculum e riferimenti a teatrolabaracca@gmail.com.

martedì 26 agosto 2014

La favola del Comune leggero (4: Docce comunali)


La situazione, a Palazzo Comunale, si stava facendo difficile. Volavano volavano sempre più leggeri.
Mancava anche l'acqua, perché le piogge non erano frequenti.
-Ca...o!, disse una signorina dell'opposizione mentre tirava lo sciacquone. - E ora come si fa? -
Disgraziatamente fu visto che il Sindaco, in preda a un momento di sconforto, memore di quando giocava, s'era messo a far secchiate con un altro assessore...e poi con un consigliere, e poi con un segretario...Tutti ridevano come matti.
-Evviva evviva, abbiamo trovato il modo!-
-Ca...o!, e questi si mettono a far secchiate? - bofonchiò la signorina oppositrice. - Ci vuole subito una interrogazione-.
-INTERROGAZIONE!- fu gridato.
-Insomma, qui siamo a corto di acqua, la raccogliamo dal cielo, e Voi, Lei sindaco, giocate a far secchiate?- urlò un altro volenteroso vecchio dai banchi dell'opposizione.

Il Sindaco, colto in flagranza di gavettone, non seppe che dire. Anche gli altri rimasero affranti.

-Ora però lo fanno tutti. Sembra poi che serva a qualcosa, anche se non ho capito bene a cosa, perché il segnale ormai, sul mio Aeiouphone, arriva a tratti...Perché noi non possiamo farlo? -
-Eh, ma noi non siamo in condizioni...-
-Ma cosa devo fare, cosa devo fare? Datemi voi un'idea per passare il tempo quassù, quassù!-.
- Non si può sprecare l'acqua, non si sa quanto tempo ci staremo - .
-Era un bel gioco, e poi non facevamo male a nessuno; non costa niente - disse l'assessore al bilancio. 
-Costa, l'acqua!-.
-E pensare che giù, a terra, l'acqua fuoriesce dalle condotte bucate e va sulle strade...-, disse l'Assessore all'Immobilità.
-Un sogno-, commentò un consigliere.

Tutti tornarono nelle stanzette, affranti.

All'improvviso, l'Assessore alla Semplificazione uscì fuori dalla sua stanzetta e urlò.
-Perché non usiamo la carta? La facciamo a pezzettini, riempiamo i secchi e ce la tiriamo addosso, no? -.
Il segretario uscì nel corridoio e lo guardò male.
-La carta non si tocca -.
-La carta la carta! Ancora con questa storia della carta! E' finito il tempo della carta! Stiamo nel Web!-
Il segretario lo guardò ancor più male.
-Tuttavia...ci sono necessità primarie, signor assessore, che al momento possono essere compiute solo con la carta. -
Non si spiegò oltre e ritornò dentro.
Così fece anche l'assessore, offeso, sbattendo la porta: - Che uomo volgare -. 

lunedì 25 agosto 2014

L'aeroporto e la Firenze di via Tornabuoni

Quando la frequentavo, diversi anni fa, era diversa Via Tornabuoni.
C'erano già i negozi esclusivi, ma ancora si respiravano sprazzi di autenticità, di vita (e di economia) locale: la farmacia, la libreria, il caffé.  C'erano le automobili, in verità, anche se la zona era a traffico limitato.

Ora tutto questo è stato spazzato via per dar posto a una zona pedonale esclusivissima, stile Via Montenapoleone di Milano, la via Condotti di Roma.

Ma Firenze è più piccola, e tutto il lusso o il degrado vi si staglia in maniera ben evidente.

Via Tornabuoni non è Firenze; e non è nemmeno per o con l fiorentini.

Così come non sono per i fiorentini gli orrendi  dehors dei caffé in Piazza della Repubblica. Inguardabili.  Ma la Sovrintendenza ha potuto autorizzare simili obbrobri? O povere Giubbe Rosse!

Via Tornabuoni è solo per quelli che atterrano all'aeroporto di Firenze,  per cui sarà dotato di altre e più comode piste.

Directly to buy.

domenica 24 agosto 2014

In Toscana Renzi non rottama

Il Presidente Rossi è stato ricandidato alle prossime elezioni regionali, quelle del 2015.

Rossi ringrazia, si commuove, giura fedeltà al partito e al capo. Le vecchie ruggini del ferro (vecchio) sono state 'trattate'. 

In Toscana Renzi non rottama.

sabato 23 agosto 2014

La Regione rimanda l'acquisto di Gonfienti

Sembra da fonte certa che la Regione non comprerà l'area archeologica di Gonfienti fino almeno al gennaio 2015 e quindi l'operazione annunciata da Rossi non graverà affatto sul bilancio 2014.
Si rimanda, si rimanda. Forse ci vogliono fare un bel regalo per le prossime elezioni regionali.

venerdì 22 agosto 2014

Mi tolgo un sassolino (per il Bene Comune)

Monia Benini, segretaria del movimento del Bene Comune, di cui io sono stata candidato sindaco locale nel 2009, è diventata coordinatrice area stampa del Movimento 5 Stelle a Bruxelles.

Ora che è passato tanto tempo, posso togliermi il sassolino: quando ero candidato sindaco per il Suo movimento, tanto simile effettivamente al M5S in molti punti programmatici, mi sembra non parlasse molto bene di Grillo e di Casaleggio, considerati un po' despoti.

Con me si comportò maluccio, aveva forse paura che facessi 'carriera' (?) e, dopo il ballottaggio locale, per aver detto che non appoggiavo nessun candidato e lasciavo liberi i simpatizzanti di votare o non votare come volevano (avrei dovuto dire di non andare a votare, eh! per nessuno!), rifiutò persino di parlarmi, non mi dette nemmeno il tempo di spiegare. Si comportò come lei accusava Grillo di fare.

Che peccato. So che si è data molto da fare per il Popolo Palestinese, andando a Gaza con il velo in testa e perorando la loro causa.
Encomiabile.

Tuttavia, colei che mi accusò di non essere perfettamente 'in linea', o forse di non essere coerente non so, ora si dimostra un'altra.

Al momento Monia Benini risulta collaboratrice politica del senatore PDCI Fernando Rossi (ex sindaco PCI di Portomaggiore), Coordinatrice Nazionale “PER IL BENE COMUNE”  e Coordinatrice Nazionale MOVIMENTO POLITICO DEI CITTADINI  AREA STAMPA e Coordinatore Area Stampa del M5S, per cui percepisce un importo netto mensile €.4.201,41 (1) .

Già a suo tempo, come alcuni testimoni sanno, ero un po' perplessa circa il suo comportamento (era molto difficile parlarle, non ci si riusciva mai!), ma certo mi sarei aspettato una così folgorante carriera da chi, pensate (un dettaglio!) mi bacchettò per aver offerto a lei e all-ex senatore Rossi quando vennero in visita a Prato per le elezioni, un aperitivo-merenda spendendo 70 euro di tasca mia. Fui rimproverata perché, mi si disse, era una spesa 'inutile' e consumista. Mi incazzai molto.

Ora invece vedo che si tratta di ben altre cifre, e per la verità non mi sembra una 'eccessività', visto che la signora dovrà prendere l'aereo e muoversi e prendere in affitto una casa a Bruxelles. Per carità. 

Il problema di fondo è l'ambizione (tutti questi incarichi, anche coordinatrice di un altro movimento eccetera),  e il sospetto (solo il sospetto, eh!) è quello di sempre, che molti - come ho visto tantissime altre volte - alla fine con le idee fanno solo sfolgoranti carriere, calpestando e in alcuni casi calunniando altri.

Resta poi il fatto che a suo tempo fui un pochino vituperata, proprio a causa sua, anche da altri attivisti (ma poi siamo rimasti amici, eh, mica ci facevamo rovinare dalla signora!), perché forse tutti temevano che io continuassi a fare carriera politica, non mi volevano proprio.

Una come me.

Si capisce ora forse perché? Ma io non volevo proprio farla, non certo classicamente intesa, la carriera, ma solo volevo fare e voglio fare politica, punto,  sono troppo autonoma e indipendente per stare troppo a lungo sotto 'cappella'. Mi buttano fuori, è chiaro.

Ma non solo io ha notato anomalie riguardo alla signora, anche diversi altri (2). 

Qualcuno le ha scritto una lettera, che riporto: anche se sono di un pentastellato escluso da Beppe Grillo e con lui ovviamente polemico, tuttavia sono interessanti da leggere:

"Gent. dott.ssa Benini Monia,

eludere per giorni una domanda attraverso un “social media” rivoltale in forma legittima da un cittadino (il sottoscritto), è indice non solo di ineducazione e di arroganza, ma di una forma irrispettosa e deviata di come lei interpreti i princìpi di Trasparenza e di Democrazia.
Eppure il suo movimento Per il Bene Comune, in cui è stata Presidente nazionale fino ad un mese fa e tuttora iscritta e parte attiva nel ruolo di Presidente della Segreteria di coordinamento, al Punto 1 del Manifesto Etico sostiene che “si impegna ad assumere come valori fondanti la trasparenza e l’imparzialità. Tali principi saranno garantiti attraverso la piena accessibilità dell’informazione per tutti i cittadini…”
Ebbene, con queste 6 domande che le rivolgo pubblicamente, dimostri di essere coerente con il Manifesto Etico di Per il Bene Comune e di non limitarsi ad interagire con i cittadini (o con quelli che le fanno più comodo, visto che quelli c.d. scomodi li “banna”) esibendo il suo curriculum vitae.

E’ notizia di questi giorni che lei abbia accettato l’incarico di Coordinatore Area Stampa nel Gruppo Comunicazione del MoVimento 5 Stelle, Parlamento europeo. Come è avvenuta la procedura di selezione che ha portato a preferire la sua persona. Mediante pubblico concorso, valutazione di curricula pervenuti al M5S, tramite nomina, altro?
    Gli iscritti certificati al MoVimento 5 Stelle sono stati informati dello status delle attività di selezione concludendo con ratifica del suo incarico espressa dal voto degli stessi iscritti?
    Circola in Rete un documento (sino ad ora mai smentito) dove si rileva che percepirà uno stipendio netto di 4201,41 EURO. Pensa di autoridursi lo stipendio al fine di allinearsi agli stessi princìpi e modelli di equità applicati dai consiglieri regionali del M5S (eletti democraticamente) che percepiscono circa 2500-2750 EURO mensili?

    All’interno dell’affidamento dell’incarico, è contemplato il “principio di rotazione” o il suo rapporto di lavoro con il M5S avrà durata fino a nuove elezioni europee?

    Essendo lei iscritta ad un altro movimento in cui ha rassicurato i soci a “rimanere comunque parte attiva e laboriosa all’interno di Per il Bene Comune”, come farà a gestire, non solo dal punto di vista etico, la coesistenza di interessi verso due movimenti politici di cui uno le riconoscerà anche un trattamento economico?

    Il suo nuovo “datore di lavoro” il Presidente del M5S Beppe Grillo, gestisce quasi quotidianamente sul suo blog la rubrica “Giornalista del Giorno” in cui vengono segnalati e messi alla berlina i giornalisti sgraditi dal partito a volte con pesanti invettive. Non crede che gli attacchi di Grillo siano da stigmatizzare senza riserve?

Attendo risposte.

Raffaele De Sandro Salvati
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giovedì 21 agosto 2014

Stagione teatrale 2014-2015, senza un euro pubblico


Presto vi darò notizia della prossima stagione teatrale alla Baracca, che ho deciso di organizzare  nonostante la assoluta mancanza di fondi pubblici, la mancante sentenza al ricorso al TAR contro la decisione di escluderci dalle Residenze Teatrali della Regione Toscana e, in generale, l'assenza di attenzione da parte delle istituzioni. Nonostante ultimamente si riempiano la bocca di voler valorizzare le periferie.

Naturalmente nessuno si preoccupa di come sia gestiti i fondi pubblici, a chi e come vengano dati, le nomine di partito di certi teatri, dati in pasto agli amici possibilmente anche di letto o di partito, le profonde ingiustizie che esistono e che sono non più solo drammatiche, ma risibili.

Al solito ci si sciacquerà la bocca con il motivetto dei giovani artisti - tutte le volte è così, dai tempi del Fascismo! - e intanto si farà quello che si è sempre fatto, ossia impedire l'indipendenza, la creatività, l'arte stessa utilizzando la complicità migliore, il servilismo e la vanità di gran parte degli artisti stessi e degli intellettuali italiani che, anche in tempi di guerra, basta che continuino a lavorare, ti stanno zitti!

La differenza, rispetto ai tempi del Fascismo, è questa: che allora ci avrebbero fatto chiudere il teatro; ci avrebbero assalito squadracce (ma abbiamo avuto anche attacchi simil-squadristici nel passato), ci avrebbero intimorito (lo hanno fatto però tante volte in maniera subdola!). 

Oggi è un'altra strategia d'annullamento: il silenzio e la mostrata indifferenza, il disprezzo, come è stato tanto nel passato, il considerarmi odiosa eccetera, l'abbandono.

Nonostante tutto questo, si avanti lo stesso. Nonostante alcune compagnie locali amiche, in tre anni, grazie al Regional Dispenser, prendano più di 500 mila euri! Chissà cosa faranno, con tutti questi soldi; non riesco proprio a immaginare.

Intanto al Teatro La Baracca, senza un euro pubblico, ci saranno novità assolute e riprese, come al solito dando attenzione all'attualità (drammatica) e al passato (che si tenta in tutti modi di cancellare),  con commedie divertenti e spettacoli dedicati ai ragazzi.
Quest'anno ospiterò artisti esterni.

Il primo spettacolo, a settembre, sarà un debutto, Miriam, una nuova opera teatrale che ho scritto e che interpreterò, e di cui vi mostro la locandina tratta da una immagine durante lo studio del personaggio.

mercoledì 20 agosto 2014

Favola del Comune leggero (3)

Laurent Chéhère, Flying Houses

Con il Comune che si trovava così in alto, in aria, in città ci furono giorni di stasi.
Invece, dentro l'edificio, litigi a non finire e problemi pratici, come quelli che nascono quando si vive tutti assieme. E per di più oscillanti.

Il Sindaco pensò che comunque grazie a Internet potevano ancora dirigere il Comune da lassù, anche perché se alcuni cittadini erano contenti di essersi liberati di loro, altri aspettavano soldi e autorizzazioni. 
Insomma, se non per tutti, per qualcuno, quelli lassù, erano ancora utili.

Si decise che in quelle condizioni, l'opposizione non poteva esistere.

Non vi pare? - fu proposto- come è possibile fare opposizione in queste condizioni Significherebbe contribuire al suicidio delle istituzioni-.

Ci furono mugugni, soprattutto fra i giovani, che ci tenevano, all'opposizione. Qualcuno minacciò anche di suicidarsi. - Voi volete annullare chi dissente! - 

Ma l'Assessore alla Pubblica Istruzione, donna saggia, portò tutti a pregare nella cappellina per la riconciliazione. Andarono tutti, anche quelli che si fregiavano di agnosticismo.

Il Sindaco intanto e anche gli altri raccontavano via Twitter, via Facebook e altri media tecnologici quello che accadeva,  e per i primi giorni bastò, ma poi furono tempestati di messaggini, c'erano problemi concreti da risolvere. Acqua che fuoriusciva dalle condotte, alberi da tagliare, topi e inciviltà varie. Soldi da assegnare.

Se non tornate giù, fu minacciato, nomineremo un altro Sindaco e un altro Consiglio.

-E' regolare?- chiesero tutti? -Noi siamo stati eletti!

-Eleggeremo altri-, risposero molti cittadini. Sempre via Facebook, via Twitter.

-Il Prefetto, il Prefetto, dov'è il Prefetto?

Il Prefetto non sapeva che pesci pigliare. Doveva intervenire lui o si dovevano indire nuove elezioni?

-Come-, scrisse il Sindaco, -io sono il sindaco, loro i Consiglieri e gli Assessori, siamo stati votati dai cittadini!-

-Eh, lo so, ma la situazione è difficile, voi ci siete ma anche non ci siete...
-E dunque?
-E- dunque se non vi riportano a terra, o c'è la gestione straordinaria, e quindi salta tutto, oppure bisogna indire nuove elezioni.

Fu il panico nell'edificio, che addirittura cominciò a oscillare, tanto che la Protezione Civile e il Genio -con fior di ingegneri e architetti tutti insieme stavano studiando come riportare a terra tutto quell'ammasso di persone e cose-, avvisarono di  rimanere più fermi possibile, altrimenti sarebbero stati spacciati... 

Qualcuno pensò di abbandonare il Comune, di farsi portare via dall'elicottero.

-Perché non ci venite a prendere?-
-L'edificio è troppo instabile, non riusciamo ad avvicinarci in sicurezza! E' già tanto se riusciamo a buttarvi qualche cibaria... Vi daremo le istruzioni per come ammassare gli oggetti, su come stare in modo  da far star più fermo e compatto il palazzo.

Intanto l'edificio si era allontanato dal suo territorio e vagava per il cielo, e qualche altro Sindaco e amministrazione cominciò a protestare per invasione di...aria; altri pensarono bene di picchettare l'edificio comunale a terra, onde evitare l'increscioso ripetersi del fatto...(Segue).




martedì 19 agosto 2014

Per sempre vacanza

La proposta del Sindaco di Forte dei Marmi, Buratti, a cui il Ministro ha miracolosamente risposto di no, non stupisce: posticipare la scuola per fare in modo che gli operatori turistici possano recuperare i danni economici di una stagione estiva piovosa.
Dunque, che la scuola inizi un mese dopo, che importa l'ignoranza? Anzi, di più! Che sia sempre una potenziale vacanza, con gli stabilimenti balneari aperti tutto l'anno.
Alla faccia delle mareggiate, facciamo divertire l'annoiato mondo 'europaico' (con le sante movide, possibilmente bicchiere in mano, shopping serale e notturno, musichette e comici, e divertimenti per bambini, pargoli a me!, qualche proiezioncina filmica e scopiazzature di versialiane...), che si spenda, questo sporco danaro!

Il danaro è più importante di tutto, della politica (i politici sottomessi o prodotto-emanazione dei commercianti), della scuola, della cultura, ormai ridotte a miserrime, insignificanti, spaurite ancelle.

Che sia sempre vacanza, che tutto sia sottomesso a questo Bengodi, di cui il Forte è esempio perfetto e massimo, il simbolo di stato. 

lunedì 18 agosto 2014

Voglio il Vento, ma non su Internet

C'è un bel progetto di autostrada ciclabile che dovrebbe correre lungo il Po, chiamato Vento (1)

Io da anni sogno una ciclabile lungo la Piana, il mio progetto sogna il Vento lungo la Statale 66, da Firenze a Pistoia. 

Già l'ex-sindaco di Roma ex ministro Rutelli aveva promesso una ciclabile lungo l'Italia, Bicitalia, ma naturalmente qualcuno mise i bastoni fra le ruote...

Come il Parco della Piana, anche Bicitalia esiste solo nel magico mondo, sempre più frustrante, di Internet (2); anche il Vento vi finirà?

Bisognerà spiegare alla fine cos'è la realtà a questi politici, che se appare su un sito Internet, non è detto che l'oggetto esista veramente?

(1) http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/17/vento-il-sogno-di-unautostrada-delle-bici-lungo-il-po-diventa-progetto-e-a-franceschini-piace/1092727/

(2) http://www.bicitalia.org

domenica 17 agosto 2014

Forte dei Marmi, la riserva



Chi osa parlar male di Forte dei Marmi? Nessuno.
Pulita, tenuta come una distinta signora sempre giovane, ordinata e ciclabile, verde, con distributori automatici del latte. Inappuntabile.
I bagnini sfoggiano la maglietta rossa firmata Coveri, indistintamente.
La spiaggia libera è messa ultima, piccolina, verso il Cinquale.

Le agenzie immobiliari, che non ne hanno nemmeno l'apparenza, non mostrano i prezzi delle belle case che vendono.

I negozi, tutti 'griffati', impossibili ai comuni mortali, aprono pigramente verso le cinque e le sei del pomeriggio.
Non si mostrano librerie.
Anche i venditori ambulanti, che sostano presso il pontile, non si azzardano a vendere le loro collanine sulla spiaggia. Non possono, sono subito fermati.

Se vuoi belle cittadine, o cittadino, devi pagare. 

La bellezza, l'ordine, il rispetto, il silenzio costano, hanno un prezzo altissimo.
Se il mondo è a misura d'uomo, esso si trasforma in caro e inaccessibile.
Non puoi avere una città 'normale' senza pagare costi altissimi per ogni cosa di cui hai bisogno, anche nella Toscana 'rossa'; bisogna lasciar spazio agli speculatori, agli affaristi, ai grandi nomi.

Altrimenti, ti devi accontentare di robaccia, di spiagge tenute male, ma altrove, di gente maleducata urlante che lascia le bottiglie di plastica per terra, come i venditori di colore e le sue donne, che sostano un po' nascoste al riparo delle barche vicino al pontile. 

La programmazione culturale parla da sé; alla Versiliana si esibiscono solo i 'nomi', e i costi per un biglietto vanno dai 20 agli 80 euro.

Anche l'alternativo "Fatto Quotidiano" farà qui la sua 'Festa' con artisti alternativi, naturalmente.

Il mondo si mostra qui com'è, una crudele riserva, che appartiene solo a chi se lo può permettere.

sabato 16 agosto 2014

Piazza Mercatale, ovvero il volgar popolare

Ieri sera sono passata a Prato, erano quasi le undici.
E' stato come un tuffo nel volgare assoluto e nello sporco.

In particolare piazza Mercatale, al 'Tondo', si esibiva un dj con tanto di pista saponata davanti; lui si sforzava di parlare in trito-toscano, con le solite frasi luoghi comuni, ma naturalmente metteva la peggiore musica solo in lingua inglese, tutta da discoteca, nemmeno a dirlo.

Il Mercatale, nel suo complesso, era irrespirabile. Puzza di orina e sporcizia ovunque.

Invece di valorizzare la piazza, la movida, con il suo disordinato, affollato e brutto parcheggio, rende il Mercatale un luogo abbrutente e squallido.

Senza parlare delle bucce di cocomero sparse un po' ovunque, resti di una tristissima Festa di Mezza Estate (?, ex Festa del Cocomero).


giovedì 14 agosto 2014

Prato abbandonata o mire cementizie?: via Bigoli

Un anno fa scrissi un articolo su via Bigoli, alle Vanne, zona sud ovest di Prato, verso l'Ombrone e nei pressi delle Pantanelle, ed era già fortemente compromessa (1) 
Visto l'abbandono, la gente incivile ci andava a buttare i calcinacci, e quindi era diventata una discarica, e non avevano trovato di meglio che sbarrare la strada. Ora hanno piantato i dissuasori nel terreno e vi si può accedere solo da Viale Manzoni, nei pressi di Iolo.
Oggi via Bigoli si presentava come si vede sotto, impossibile praticarla, addirittura non è proprio consigliato andarci a piedi!
Ecco come il Comune protegge e controlla il suo territorio.

E pensare che fino a qualche anno fa, circa sei sette, si poteva passeggiare tranquillamente, anzi, era un luogo adatto alle passeggiate, e infatti, al limite dell'area il cui accesso è proibito, si trova il centro ippico "Cavalieri del Lago" con betulle secolari bellissime.

C'era anche un laghetto, che hanno prosciugato.

Vogliono renderla impraticabile e poi trasformare l'area da verde in edificabile?

(1) http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/05/ripristinare-via-bigoli.html



mercoledì 13 agosto 2014

"Scopri Carmignano" e vedi l'abbandono


 Nonostante i progetti ultramoderni attraverso cartelli turistici che possono essere letti con i codici QRcode (1), il progetto "Scopri Carmignano" presenta falle notevoli.
Quella che riguarda l'abbazia di San Giusto a Pietramarina, in particolare: la bella chiesa dell'XI secolo si mostra di fatto abbandonata, con alberi che crescono sui tetti delle absidi, con cedimenti anche nella facciata eccetera. Senza considerare lo stato di abbandono intorno. 
C'è Internet e tutta la sua retorica, ma manca la cura e la necessaria attenzione.

(1)
http://turismo.comune.carmignano.po.it/?act=i&fid=5654&id=20130205094555218

lunedì 11 agosto 2014

Nuovissime da Gonfienti antica

Alcune persone mi segnalano che stamani sono state viste automobili e jeep all'interno del sito archeologico di Gonfienti antica.
Era l'ora che qualcuno, a fronte di 90 mila euri, si mettesse al lavoro per ripulire il sito! Come mi hanno fatto notare, con tale somma ci si costruisce quasi una casa!


Favola del comune leggero (2)

Così il Comune, con Sindaco e Giunta e Consiglieri, si ritrovò a un metro da terra. Oscillava.
Il Sindaco si mise subito a telefonare a destra e a sinistra per capire cosa stesse succedendo, e in cerca d'aiuto. Il Comune doveva ritornare subito a terra, accidenti!

I cittadini guardavano i loro eletti con il naso all'insù, un po' divertiti, un po' increduli.

"E' chiaro, erano troppo leggeri", qualcuno commentò.

Intanto da dentro si decise di scendere, l'altezza di un metro non era impossibile da saltare. 

Ma ecco, all'improvviso, che il Comune si alzò ancora, facendo un incredibile rumore! Di quanto si era alzato? Non si sa, ma ora era molto più difficile saltare.
Qualcuno, all'interno, cominciò a sentirsi male.
"Via via", il Sindaco rincuorò, "dobbiamo abbandonare il Comune!"
Furono calate delle lenzuola dalle finestre.
Sempre più cittadini si affollavano sotto, tenendosi comunque a una distanza di sicurezza.

Mentre un assessore stava tentando la fuga, ecco che improvvisamente il Comune cominciò a volare.
La cosa era davvero sorprendente e inspiegabile. Il volo era leggero, lento, ma inesorabile.
Da terra i cittadini potevano sentire le grida, le esclamazioni, qualche pianto che proveniva da dentro l'edificio ormai alto nel cielo.

La protezione civile si mise al lavoro, fu allertata l'Aeronautica. C'era paura che l'edificio fosse colpito da un aereo dell'aeroporto da poco costruito vicino, che loro tanto avevano voluto!
Il Comune si trovava a più di trecento metri d'altezza e le voci non si sentivano più.

Nel perimetro di terra lasciato libero dal volo dell'edificio apparvero per la prima volta dopo tanti secoli i resti di una casa antica, di cui la città non aveva mai saputo.

Solo a notte fonda i cittadini, smarriti, tornarono a casa. L'edificio era ormai altissimo e non si vedeva più.

Si racconta che dentro il Comune ormai volante successero cose inaudite, prima di essere ripreso, riacciuffato al laccio e riportato in città e ancorato in piazza come una vecchia nave; cose inaudite che racconteremo in un'altra occasione.

sabato 9 agosto 2014

Gonfienti antica nel sito della Soprintendenza (SBAT)

Ricevo la segnalazione che per la prima volta la Soprintendenza, nel suo sito archeologico, parla di Gonfienti antica, forse memore di una recente promessa di acquisizione.
Si parla  di vari complessi abitativi posti ai lati di grandi strade (grandi sì, di dieci metri e quindi della città di 120 mila metri quadrati!) e della domus, la cui grandezza però è ridimensionata: passa da 1400 a 1270.
Si parla del tetto, di cui mi risulta però che non sia stato fatto calco a terra, e sarebbe stato opportuno visto che si trattava di un ritrovamento unico nella storia etrusca.
Non è detto cosa sia venuto fuori dagli ultimi scavi, quelli compresi nella data 26/08/2013- 8/01/2014 (si sapeva già che la domus era di dimensioni minori già nel 2006 oppure? la domus è stata messa in regime di sicurezza idraulica?) Insomma, nella descrizione ad usum populi di Interretem non c'è un elenco cronologico delle scoperte, eccetera.


Prato, località Gonfienti

"Negli ultimi anni, la realizzazione di grandi opere pubbliche ha messo in evidenza le notevoli potenzialità archeologiche di quella parte della pianura pratese compresa fra il fiume Bisenzio, il torrente Marinella ed il piede del rilievo della Calvana, geologicamente collocabile al margine del bacino fluvio-lacustre Firenze-Prato-Pistoia.
In particolare, la costruzione dell'Interporto della Toscana Centrale, concepito come il più grande scalo-merci regionale, ha consentito alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana l'individuazione di una vasta area occupata da una serie di strutture di periodo etrusco arcaico (VI - V secolo a.C.), coerenti per orientamento, tipologia costruttiva e cronologia, riferibili ad un insediamento urbano ad oggi presumibile su almeno dodici ettari.

Il nuovo centro etrusco di Prato è ubicato in un punto strategico per i collegamenti commerciali: allargando lo sguardo sul territorio circostante, appare fondamentale la presenza di Fiesole – con l’area sestese-fiorentina – e di Artimino, dei quali è nota la funzione di snodo svolta durante l’età del Ferro e per tutta l’epoca etrusca, rispetto alla direttrice volterrana ed ai collegamenti con i maggiori centri etruschi del versante tirrenico, lungo la valle dell’Arno.
In particolare, Prato appare fortemente proiettata verso la direttrice transappenninica e trova il suo naturale confronto urbanistico e architettonico con la città di Marzabotto, posta di là dall'Appennino, sulla strada interna che univa l'Etruria Settentrionale con Bologna e con il Nord.

Le indagini ad oggi svolte hanno consentito l’identificazione di alcuni vasti complessi abitativi posti ai lati di grandi strade, sistemati razionalmente secondo un coerente piano urbanistico. Gli edifici, dei quali si conservano le strutture di fondazione in pietrame commesso a secco, sono separati da profondi canali ben costruiti, necessari per la regimazione idraulica dell’area.

In particolare, è stato in buona parte scavato un complesso edilizio di notevoli dimensioni (Lotto 14), costituito da una serie di ambienti che si affacciano su un cortile centrale quadrangolare. L’edificio, che richiama nell’organizzazione interna le note esemplificazioni di Marzabotto e di Roma arcaica, misura almeno 1270 metri quadrati ed appare internamente organizzato.
Se nella parte centrale del lato prospiciente la strada può essere identificato l'ingresso, con ai lati due vani di forma allungata, che sembrano articolati in complessi autonomi e funzionali alla proiezione verso la strada stessa, gli ambienti abitativi gravitano sul cortile interno, pavimentato in terra battuta frammista a pietrisco, a profilo leggermente convesso nella parte centrale, in modo da garantire il deflusso laterale delle acque, e delimitato su tutti i lati da un portico.
Al fine di formulare una ipotesi sull'ubicazione del presunto colonnato del portico, appare determinante, nella tessitura del muro perimetrale al portico stesso, la presenza ricorrente di blocchi litici di dimensioni maggiori, veri e propri plinti su cui potevano essere collocate le colonne, che scandiscono regolarmente lo spazio secondo l'unità di misura prescelta, che - come per Marzabotto - risulta essere il piede attico (cm 29,6).
Il cortile è fornito di un pozzo a bocca circolare, ubicato in prossimità della parte coperta presso l'angolo Nord-Ovest e rivestito mediante ciottoli di media pezzatura disposti in anelli concentrici, con bordo sopraelevato rispetto al piano del cortile, per impedire l'inquinamento dell'acqua di falda.
Particolare attenzione viene dedicata al sistema di deflusso delle acque, che vengono allontanate dal cortile tramite un canale (F) aperto in corrispondenza del lato meridionale, posto a separare l'area d'ingresso dall'ambiente laterale B e destinato a confluire nella grande canalizzazione perimetrale (G), che delimita l'edificio, garantendone la salubrità mediante un piano di scorrimento notevolmente più basso rispetto ai livelli pavimentali ad ogni evidenziati all'interno degli ambienti.

L’edificio era coperto in buona parte dallo strato di crollo del tetto, con tegole e coppi, che sono stati scavati sistematicamente per quadrati, per non precludere future possibilità di restauro.
Nel crollo del tetto, oltre a tegole converse trapezoidali e a coppi di colmo, sono emerse antefisse a testa femminile di pregevole fatture, incorniciate entro un grande nimbo a conchiglia con baccellature radiali. Le antefisse, decisamente rare in questa parte dell’Etruria in periodo tardo-arcaico, confermano l’alto livello economico e sociale degli abitanti, come d’altra parte si evince anche dai reperti recuperati nelle diverse aree di scavo. Infatti, accanto alla ceramica d'impasto e depurata, attestata dalle forme tipiche dei contesti domestici, utilizzate per la dispensa, per la mensa e per la cucina, sono presenti oggetti di notevole pregio, quali le importazioni di ceramica attica, talvolta di altissimo livello".

Mi sembra opportuno evidenziare il commento a questo articolo e, in particolare al contenuto del sito della SBAT:

"Leggo con stupore e rabbia che la città degli Etruschi sul Bisenzio è ormai declassata ad aggregato di case, con una serie di seriali strutture murarie, senza identità alcuna, che, pur di rilievo storico, non rendono certamente più l'idea di quello che doveva essere l'antico sito tardoarcaico della metropoli bisentina. Che fine hanno fatto il cardo di oltre 10 metri di larghezza e quel lunghissimo decumano acciottolato che, in direzione sud est, verso le grandi tombe a cupola dell'area sestese? La sola domus di 1270 mq, rappresenta oggi un'eccellenza isolata con i suoi straordinari reperti, devitalizzata e marginale nel contesto che in realtà, come era stato accertato dalle introspezioni geofisiche del 2003, rappresentava la centesima parte di un ben più grande insediamento. Questo enorme spazio "proto urbano", reso impresentabile, è stato, forse per vergogna, deciso di obliterarlo, anche dalla memoria, essendo ormai coperto per due terzi dal cemento che, quale unica certezza per il futuro, continua a crescere tutt'intorno. Al brutto destino di questi ultimi dieci anni, fa dunque seguito un restauro che si preannuncia bruttissimo, almeno a giudicare da quel che oggi vediamo, dalla ricomposizione scolastica del tetto, che pare piuttosto un "falso", giacché nelle foto che la stessa Soprintendenza mostrò con orgoglio in una proiezione fatta al Castello dell'Imperatore solo qualche anno fa, osservavamo una realtà ben diversa, con le tegole scomposte a terra in un disegno denso ed eloquente per capire le ragioni dell'antico crollo, situazione che di certo meritava, come ben osservato, di essere oggetto di un calco esteso prima di passare alla sua rimozione. Un'immagine ed una composizione perduta, nulla più ci resta. Una situazione che si mostra oggi ancor più inquietante dalla deoggettivazione compiuta di quella meravigliosa struttura a coppi e tegole dipinte del V sec. a.C., ora arbitrariamente assortita e "tristemente musealizzata" ai margini di un'area completamente decontestualizzata. Così, dopo avere subito l'incuria del luogo e lo spreco di pubblico denaro, ci si appresta ad uccidere anche il sogno della riscoperta della grande Gonfienti Etrusca, primario crocevia dell'Etruria Settentrionale. E' proprio vero: mala tempora currunt per l'archeologia nostrana, non sono quindi bastati i crolli di Pompei".


venerdì 8 agosto 2014

La favola del comune leggero (1)

Era un sindaco esile trasparente, tanto che lo si poteva vedere da una parte all'altra; qualcuno diceva che era un bene, altri che non serviva a niente.

Gli assessori non sempre si trovavano; a volte sì, a volte no. Dicono che si nascondessero, per paura o forse per la malattia del 'non si sa'.

La malattia del 'non si sa' prende due forme: che non si sa fare qualcosa, o che è misteriosa.
Non si sa quale delle due forme avesse preso gli assessori.

Il Consiglio Comunale era così leggero, così alleggerito,  che l'opposizione si confondeva a volte, perché qualcuno si sedeva, non per sbaglio, ma per leggerezza, a posto di un altro.

Per questo motivo si verificavano risse e alterchi, ma duravano poco, perché poi ognuno tornava al posto suo, aggrappandosi alla lunga scrivania.

I cittadini erano irrequieti.

Sì perché, per contrario, la loro vita era pesante, era affossante, camminavano con difficoltà, e di notte molti non dormivano e non si capacitavano come e perché avessero votato, qualcuno forse per loro? erano stati raggirati?, quelle persone così leggere, così diverse da loro!

Un giorno, chissà come e perché, dicono che lo fecero apposta ma a spargere la voce furono le male lingue, il Palazzo Comunale cominciò, per la sua leggerezza, ad alzarsi da terra e oscillare, a destra, a sinistra, e lentamente, lentamente, preso dalla sua leggerezza, dalla sua quasi trasparenza, a volare sù...

Questo accadde, incredibile, durante una seduta del consiglio al suo completo, e ci volle del tempo prima che il sindaco, finendo alla finestra per l'instabilità scivolandovi dal suo scranno centrale travolgendo alcuni assessori al passaggio, s'accorgesse che s'erano alzati dal suolo, di almeno un metro...

(Segue)

giovedì 7 agosto 2014

Scavi di Gonfienti, altre informazioni del degrado

Non è esatto che è stato ripulito tutto il sito archeologico, posto che lo sia stato quello che è sigillato dall'improponibile cancello che dà su via del Ciliegio.
Anche un'altra zona sotto tutela, e che qui si mostra in una foto da Google Earth del 2012, quella che costeggia la ciclabile a destra (indicato con la freccia a sinistra), ben visibile dalla stessa ciclabile, è totalmente ricoperta dagli alberi e quanto altro, così come che io stessa ho potuto vedere, anche se non fotografare, perché ci sono capitata casualmente.
Così come la strada che costeggia l'Interporto, via del Ciliegio appunto (piena di calcinacci e rifiuti lasciati abusivamente), e che passa davanti al cancello degli scavi naturalmente senza alcuna indicazione di area archeologica, senza alcun cartello è del tutto impraticabile, piena di buche, assurdo.


Quella che si vede qui in basso verso destra è la famosa 'domus'.

Su questo degrado bisogna fare interrogazioni!

mercoledì 6 agosto 2014

Altro che Gonfienti etrusca, potenziamento dell'Interporto

Copio e incollo dal sito del Comune di Prato. Mentre vi hanno appena raccontato la favoletta-contentino dell'ex-sindaco Mattei, secondo cui compreranno la città etrusca sul Bisenzio (insieme a quella per cui sarebbe stata appena stata ripulita, risettata, e forse presto riaperta al pubblico!), ecco la sostanza delle cose, ovvero l'ampliamento del fallimentare Interporto, sempre nella visione dello 'sviluppo' del Presidente Rossi; tutto questo non come sta scritto sotto,  ovviamente nel rispetto dell'area archeologica di Gonfienti, bensì per l'esatto contrario, affinché tutto vada di pari passo con dell'ampliamento dell'Aeroporto di Firenze e dell'invasione cementifera!, visione che i neo-eletti pratesi sposano a occhi chiusi.
Anzi, il contentino etrusco viene concesso per far meglio i propri comodi sul territorio.
Non c'era bisogno di andare a votare per vedere messo in scena un copione che ormai viene rappresentato soltanto da chi può garantire la continuità di questo stesso sistema di potere e affari.

"TrasportiRichiesto l'inserimento del finanziamento nel decreto Sblocca Italia

L'interporto di Prato al centro dell'incontro di stamani al Ministero delle Infrastrutture

Il potenziamento dell'Interporto della Toscana centrale è stato oggi al centro del tavolo tecnico tenutosi a Roma al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui hanno partecipato il viceministro Riccardo Nencini, l'assessore ai Lavori pubblici Valerio Barberis e il direttore dell'Interporto Luciano Pannocchia, oltre a rappresentanti del Comune di Campi Bisenzio e della Regione. Tra le richieste avanzate i finanziamenti per l'incremento di un settore strategico come la logistica da inserire nel decreto "Sblocca Italia" del Governo, che tra le misure per ripartire prevede uno specifico capitolo appunto per gli interporti. Tutto questo ovviamente nel rispetto dell'area archeologica di Gonfienti, la cui valorizzazione, uno degli obiettivi principali dell'Amministrazione comunale, andrà di pari passo con quella dell'Interporto. "

martedì 5 agosto 2014

Piazza 29 martiri a Figline di Prato


A commemorare l'eccidio dei 29 martiri di Figline di Prato, avvenuta il 6 settembre del 1944, c'è una brutta piazza, con un misero alberello maltenuto e sedute che ne spezzano l'unità. Chi la rovinò così? 
Quando io ci feci lo spettacolo Vita restante di carnefice. (La vita immaginaria e reale di Karl Laqua, boia di Figline) non era così imbruttita. Era il 2009.
Auspichiamo che qualcuno si interessi di rendere migliore questa memoria, senza volerla riempire di inutili orpelli.
Parla da sola per tutti il bassorilievo del Tintori.

lunedì 4 agosto 2014

Che sia bello, o dio profitto!



Previsioni meteo sbagliate, tutti a promettere che sarà bello, ma fra qualche giorno.
La gente con il capo sull' i-pod a leggere se domani potrà vivere una bella giornata.

Albergatori arrabbiatissimi, già piangono amarissime lagrime di incassi mancati. 
Qualcuno chiede: si potrebbe aggiustare un po' il tempo secondo il profitto? Non si può?
Ma come, con tutta la scienza che hanno, la tecno-logia, non c'è verZo di spazzare le nuvole e far venire il bel tempo e così incassare, o dio profitto?

Mia nonna, che aveva il suo meteo-popolare, avrebbe annunciato che non c'è speranza, fra qualche giorno c'è Santa Maria, che l'estate si porta via.

Riprese video del Laris Pulenas a Marciana Marina

Grazie ad un amico, abbiamo le riprese di alcuni minuti del Laris Pulenas a Marciana Marina.
Giove Pluvio ci ha pietosamente graziati, quella sera.
https://www.youtube.com/watch?v=2P4r0FLGlCk

sabato 2 agosto 2014

ANCORA SU GONFIENTI


Di Gonfienti gli assessori alla cultura non se ne sono mai occupati seriamente, con esclusione di Giuseppe Vannucchi, e infatti anche per questo si dimise (o in qualche modo fu costretto alle dimissioni) e proprio quando il sindaco era Mattei, colui che ci ha dato quest'ultimo regalino regionale del 'sì all'acquisto di Gonfienti'.
La politica locale di ieri e di oggi tace, o ha preso posizioni deboli, ed evidentemente ora si accontenta di un atto formale che non costa nulla.

L’opposizione si occupa di inezie, piccole cose, che non costituiscono materia di scontro politico.

In questi anni è scomparso il Comitato della Città Etrusca sul Bisenzio (ma perché?), sono scomparsi coloro che facevano battaglie.

La Città Etrusca sul Bisenzio non impegna le menti dei ‘giovani’, non la considerano una  battaglia culturale da perseguire.

Sicuramente occuparsene non serve a intraprendere nessuna carriera.
Anzi. Infatti, appena si scrive qualcosa che non è 'ortodosso', ma soprattutto che non può essere gestibile, ecco che si levano in volo gli 'aerei del controllo' a fare ‘ta-ta-ta-‘, e sparano a zero. 

Alla fine qualche contentino ce lo daranno, tanto ormai il fazzoletto messo sotto tutela c’è, non può esserci costruito niente sopra. Ma solo dopo esser sicuri di poter distruggere quello che resta del territorio occupabile della Piana di Firenze Prato Pistoia.

La Casa della Giovane

Ricevo da Manuela Biliotti in merito alla questione della Casa della Giovane di Prato. Sembra che oramai ci siano solo Case degli Affari.

« E' con amarezza che rivolgo questo j'accuse, ma non mi sono mai tirata indietro, spinta da quello che è stato l'insegnamento dei miei nonni che hanno combattuto per la verità e per l'uguaglianza.
Dove sono finiti la carità, l'amore per il prossimo? E' l'era del consumismo, del potere e questi la fanno ormai da padrona. Mi rivolgo a Sua Eccellenza Monsignor Franco Agostinelli, vescovo di Prato, ed al Suo Ufficio Ecclesiastico e spero che questa mia non rimanga una richiesta "sospesa".
Mi sto interessando della questione della "Casa della Giovane" nata come S. Caterina negli anni '50 per accogliere donne che per motivi di lavoro si erano trasferite a Prato, la residenza in Via S. Vincenzo, fino a quando per desiderio e volontà di Sua Eccellenza Monsignor Gastone Simoni, vescovo di allora e del vicario Monsignor Eligio Francioni, venne restaurato e ristrutturato un edificio della Diocesi di P.zza San Francesco con il contributo del Ministero, della Regione, della Provincia, Comune, Fondazione Cassa di Risparmio, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Parrocchia di San Donato in San Francesco. Finiti i lavori "Santa Caterina" fu trasferita in questi nuovi locali e prese il nome di "Casa della Giovane", con le solite destinazioni d'uso fino a quando, con il continuo aumento di difficoltà e l'acuirsi della crisi economica, il Comune chiese alla Diocesi la possibilità che "Casa della Giovane" potesse essere trasformata in casa di accoglienza per l'emergenza alloggiativa e questo per oltre tre anni. Le famiglie che sono uscite dalla casa hanno avuto la casa popolare e/o sono riuscite a trovare un lavoro e pagarsi autonomamente un affitto.
Adesso vengo a sapere che non solo "Casa della Giovane" verrà trasferita, ma anche che i locali di San Francesco andranno per gli studenti universitari americani della "New Haven".
Scelte rispettabilissime, i locali sono della diocesi.......però: leggendo le cronache locali del 15 aprile apprendo che la nuova sede della Casa della Giovane in via Roma è più funzionale, ma mi domando:
1) Come è possibile che tre appartamenti in un piano in via Roma possano rispondere alle esigenze di 42 persone, così come lo ha fatto fino ad ora un edificio costituito da tre piani (in San Francesco)?
2) Avranno lo spazio vitale (e la sicurezza) rispettoso della dignità di ognuno, mamme e bambini?
A questa domanda è d'obbligo una risposta, Sua Eccellenza Monsignor Franco Agostinelli, visto che parliamo di soldi pubblici, dei cittadini e quindi: il Comune, per il canone d'affitto, pagherà € 195.000 annue alla Fondazione Pro-Verbo e all'Opera Santa Rita che diventerà l'ente gestore (con le quali ha stipulato un accordo) con un aumento, rispetto a quel che veniva pagato per la struttura di San Francesco, pari a 75.000 € (e questi potrebbero servire per aiutare altre strutture sociali).
Cerchiamo di abbattere gli sprechi e le spese, ma se il Comune si vede costretto, dalla Diocesi, per dei casi di innegabile urgenza a pagare di più, non possiamo fare altrimenti che acconsentire, perché obbligati, a pagare ciò che viene chiesto. Conosco la zona del Soccorso e di per certo è considerata una zona degradata e forse neanche tanto adeguata per sostenere ed aiutare famiglie in difficoltà e con un forte disagio sociale.
La New Haven, per una struttura di 1700 mq in San Francesco, pagherà € 120.000 annue, forse c'è da domandarsi se effettivamente non siano loro i bisognosi.
Infine il silenzio assoluto su una vicenda che sotto certi aspetti ha dell'incredibile, una lettera aperta scritta da Massimiliano Vintaloro (Teatro Le Muse) indirizzata al sindaco Matteo Biffoni e alla giunta, inascoltata, sia la stampa che la tv locale non ne hanno parlato.
Torno ai giochi di potere che non dovrebbero coinvolgere le persone che hanno bisogno, torno a ribadire che nel mio essere confuso continuerò a cercare la verità, anche se scomoda. Questo è stato l'insegnamento dei miei nonni con il loro operato».

Domani replica de "Le Maschie"

Domani, sabato 18 novembre, ore 21, seconda e ultima replica de L e maschie a La Baracca. Non credo che, dopo l'appuntamento di do...