venerdì 12 settembre 2014

INTERPORTO DI PRATO, IL GARAGE DEI TRENI ROTTI

"Nella gallerie delle rovine paesaggistiche ed archeologiche della Regione Toscana, ci mancava davvero di vedere trasformare in garage per treni rotti, quel nevralgico “scalo merci” dell’Interporto della Toscana, la cui realizzazione ha comportato – è sempre bene ricordarlo - il sacrificio di ben 120.000 mq. di  un’area archeologica conclamata, di fondamentale importanza scientifica e storico artistica, con resti imponenti di necropoli dell’età del Bronzo 1-3 e  porzioni consistenti della città etrusco arcaica ed altro ancora  di cui non è stato dato di sapere (ad esempio, le fondamentali interconnessioni stratigrafiche tra le due periodizzazioni dal 1200 ca al 500 a.C. che coesistono nella suddetta area), per tacciare del noto decumano obliterato sotto il piazzale di cemento, destando scandalo e reiterate proteste persino nella cittadinanza meno informata".

Un anonimo osservatore sulla riva sinistra del Bisenzio


giovedì 11 settembre 2014

ROSSI, CANDIDATO (FORSE CHISSA' INQUISITO SENZA MACCHIA E SENZA PAURA)

Hanno votato un'altra schifezza di legge elettorale in Toscana.
Un altro inqualificabile accordo fra Berluscoidi e Partito. Il Fatto Quotidiano parla di vero e proprio inciucio (1)

Intanto Rossi ha detto che, nel caso venisse inquisito per la questioncina dell'ospedale di Massa, lui resterà candidato.

Nel caso, sarà il candidato inquisito senza macchia e senza paura, perché hanno detto i sondaggi (ma quali, ma quali?) che lui è il presidente di regione più amato degli italiani.

Intanto potete andare a guardare lo scandaloso sito della Regione Toscana, ormai diventato (come il TG3 Regionale) uno spot elettorale vero e proprio per il candidato Rossi (forse chissà inquisito senza macchia e senza paura).

(1)

ISTRUZIONI PER L'USO DEL TEATRO-SUPERMERCATO

Come ormai si vede ovunque in Europa, anche a Prato, al Metastasio, è arrivato il teatro-azienda.
A capo ci sarà un signore che, con tutto il rispetto parlando, non sa nulla nulla di teatro. Almeno così dicono fonti ben informate. Così come altri nel CdA. Non sanno nulla di teatro. D'altronde non è necessario, perché gli occupanti si devono occupare di recuperare finanziamenti, possibilmente ad alti livelli.
E' chiaro che questa ricerca condizionerà in maniera determinante le scelte artistiche.
Ora bisognerebbe vedere se questi signori sono proprio il meglio che c'era in quel settore, nel settore raccogli-fondi, e anche su questo punto abbiamo le nostre perplessità. 

Una domanda: ma all'IRIS - ente privato un po' addormentato nel suo 'fare', ma ben collegato con la Regione-Partito e da cui proviene il signor Bressan-, non lavorava anche l'ex-sindaco di Prato, Romagnoli?

Certo, i sintomi della aziendalizzazione c'erano già. Metastasio: un teatro che se non proprio azienda, sempre più lontano dalla città e sempre più vicino al partito.
La signora Cardillo, ora impiegata all'Ufficio Cultura, anche se aveva dichiarato che sarebbe tornata a fare il suo lavoro - l'ostetrica in ospedale! - e il signor Cecchi hanno reso questo solco fra il teatro e la città sempre più evidente, un teatro funzione del potere.
Non dico questo certo perché il signor Cecchi non ha mai risposto alla mia gentile lettera, considerandomi nel peggior modo possibile, diciamo... una rompiscatole? Anche se ben altri hanno fatto soste nei corridoi del MET, quelli che ora tacciono nella speranza di ricevere qualche briciolina!

Tuttavia, v'era ancora una parvenza di competenze, chi più chi meno (meno nella signora Cardillo) e di opposizioni al mercato.

Ora invece, il teatro-azienda diventa l'obbiettivo dichiarato, sfacciato.
Un teatro che non vive del suo pubblico, se non forzato, chiamato, quasi istigato, non vive della sua città, bensì vive grazie ai finanziamenti e solo grazie a quelli, finanziamenti europei. Tutto calato dall'alto. Dall'oltralpe. 
Naturalmente il condimento sarà dei migliori, e il pollo d'allevamento sarà cucinato con le patate e tanto pepe in modo che non si senta l'odoraccio.


Ricevo la lettera di  ILLUMINATA, e la pubblico qui, è pertinente.

Caro spettatore, 
dopo averti fornito supermercati alimentari, centri commerciali per cui hanno sventrato terreni e costruito ovunque, ecco che adesso avrai il supermercato artistico e, in particolare, quello teatrale o museale e presto anche musicale.

Potrai quindi acquistare il tuo spettacolo confezionato. La scelta sarà vastissima, e di prima qualità. Freschezza, prima di tutto.

Come vuoi lo spettacolo? Vuoi uno spettacolo 'giovane, ribelle, non convenzionale'? Lo avrai.
Vuoi invece il classico? Lo avrai!
Vuoi ridere? Riderai!

Naturalmente con i maggiori artisti internazionali, i giovani più eccellenti, i vecchi più glamour!

Il prodotto culturale sarà confezionato da esperti e tu potrai scegliere il tuo prodotto preferito.

Hai visto? Volevi un museo sul Rinascimento, lo hai avuto!

Per il resto, a tutto il resto, al business, penseranno loro.
Tu devi solo fare l'abbonamento, così un pochino li aiuti.
Fai l'abbonamento, porca miseria, cosa aspetti?
Non vedi che hanno scelto, stiamo scegliendo il meglio per te?
Il nostro diventerà un teatro europeo! 
Non dire chissenefrega, ti prego, non lo dire!
Ah, solo miseri nostalgici possono pensare che la gente vada in un teatro non confezionato e non europeo! Porca miseria!
Viva il teatro-supermercato, viva!
Polli d'allevamento, su, godiamo!



mercoledì 10 settembre 2014

LA FALLIMENTARTE

Naturalmente mi aspetto qualche dichiarazione da parte dell'opposizione in merito alla formulazione delle nuove nomine al Teatro Metastasio di Prato.

La nomina di Laura Maffei, voluta dalla Provincia, è un altro esempio di come la Regione-Partito voglia essere presente e dominante. Non c'è da scherzare nemmeno con la direttrice dell'Istituto Francese, nomina che va letta nello stesso modo. Altro che respiro internazionale, soffocamento europeo.

Dominazione partitica pura, schiacciante.

Il direttore artistico, il prossimo e l'attuale, posto che abbia qualche velleità seria da un punto di vista culturale, avrà le mani legate e, ancora una volta, la bocca imbavagliata.

Che tipo di teatro sarà mai questo che si vedrà qui e altrove? Un teatro ‘bello’, formalmente inaccepibile magari, con attoroni e stelle del firmamento teatrale, magari 'i giovani', che ci stupiranno con la loro bravura e le loro 'trovate' e che però, ancora una volta, servirà il potere partito, condito e pompato acriticamente dalle strombazzate dei giornali e dai lecchini. Un teatro dall'alto, non necessario. (Per questo da molti non amato né contemplato) Non subito, certo no!, ma destinato a morire! (Non a caso nel CdA ci sarà un signore che si occupa di 'fallimenti'!) E che terranno in vita fin che sarà possibile come un malato terminale importante, perché serve.

Un teatro servente, asservito, servo che schiaccerà qualsiasi altro tipo di teatro, posto che ci sarà, che sarà ancora possibile solo pensarlo, un altro teatro.
Se non come teatro clandestino, proibito nei fatti.


LA NAZIONE- PRATO - mer, 10 set 2014
METASTASIO PER LA PROVINCIA C’È ILARIA MAFFEI

Bressan nuovo presidente. Ecco tutti i nomi del consiglio. C’è anche la direttrice dell’istituto francese di Firenze
CAMBIO ai vertici per il teatro stabile Metastasio. Oggi sarà ufficializzato il nome del nuovo presidente dopo l’assemblea dei soci. Sarà una figura diversa quella che prenderà il posto dell’uscente Umberto Cecchi: Massimo Bressan, 51 anni, antropologo e direttore del centro di ricerca Iris di Prato, è la scelta del Comune per ricoprire il ruolo di presidente. Accanto a lui ci saranno, sempre voluti dall’amministrazione comunale che è socia della Fondazione al 68,9%, due nomi altrettanto fuori dal coro: Isabelle Mallez, 52 anni, sposata senza figli, direttrice dell’istituto francese a Firenze e console onoraria di Francia a Firenze da un anno, e il commercialista, specializzato in diritto fallimentare, Paolo Caselli. A questi tre nomi proposti dal sindaco Matteo Biffoni e dall’assessore alla Cultura, Simone Mangani, si aggiungono la riconferma di Roberta Betti alla vicepresidenza da parte della Regione (17,2%) e la nomina dell’ex assessore alla Cultura del Comune di Montemurlo, Ilaria Maffei, voluta dalla Provincia (13,7%). 
Questi i cinque nomi che faranno parte del consiglio di amministrazione del Metastasio e che prenderanno le redini del teatro in un momento delicato della sua storia. 
Le cariche saranno ufficializzate oggi dopo l’assemblea dei soci. Fino a ieri nessuno ha voluto commentare le scelte, anche se la soddisfazione in Comune per gli obiettivi raggiunti è tanta. 
Bressan attualmente è presidente di Iris, società privata che opera nel campo della ricerca economica e sociale, e nella valutazione dell’impatto degli investimenti pubblici, ambito nel quale Iris vanta una esperienza ventennale realizzata in Italia e in altri paesi europei. Tra le altre cose è stato membro del consiglio di amministrazione del Pin dal 2011.
Ricco anche il curriculum della Mallez che avrà il compito di dare respiro internazionale al teatro come è nella sua vocazione. Prima di approdare alla direzione dell’Istituto francese di Firenze è stata consigliere di cooperazione e di azione culturale dell’Ambasciata di Francia nei Paesi Bassi e consigliere agli affari culturali e alla relazioni internazionali per il rettore della Sorbonne. 
Caselli, invece, è socio di un noto studio di commercialisti a Pistoia e ha ricoperto incarichi giudiziari come curatore fallimentare e liquidatore giudiziale.
Laura Natoli

martedì 9 settembre 2014

NON E' UN'ALTRA STORIA, E' LA STESSA (2 - NOMINE AL METASTASIO)

Non c'è niente di male che un antropologo diventi un direttore di un teatro. Soprattutto nell'era renzìade.

Ci mancherebbe. Un antropologo economista, + meglio

Un antropologo economista con forti legami in Regione è ancora + meglio.

Così la dipendenza regionale sarà ancora più forte, più netta, il controllo diretto, +!

Si dice, si fa il nome del signor Massimo Bressan (ma chi è? No no, non è un amico degli amici...) dell'Istituto di Ricerca IRIS (quelli che fanno gli incontri importanti ad Artimino, Carmignano, Villa La Ferdinanda, quelli che non puoi entrare, insomma se non hai l'invitone...?).

L'economia è poi un elemento importante in un teatro, c'è il discorso della gestione economica: economisti sono stati anche quelli che hanno deciso che il mio piccolo teatro, così piccolo da non fare la loro economia, così indipendente da non volere essere gestito dall'alto, non figurasse più non esistesse più, fuori!
E poi, per far meglio i calcoli, potrebbe essere inserito anche l'ingegner Lamberto Gestri, ingegnere edile, credo, presidente della provincia di Prato che mai si è occupato di teatro, almeno a me non risulta.
Nemmeno come spettatore. Almeno non qui alla Baracca, che vede, nonostante abiti vicino vicino, come il fumo agli occhi, come la 'nave dei folli' insomma, soprattutto chi lo dirige. D'altronde, la sua presenza potrebbe essere utile, il motto del presidente nella campagna elettorale precedente era:  'Lui sa come si fa".

Insomma, con la nuova prospettata nomina si ravviserebbe una novità dell'era renzìade, dei renzìadi: la Regione deve poter controllare e decidere tutto. Lo Stato nello Stato. Non è lo Stato delle Regioni?

Ah, gli economisti nella cultura. Con la cultura si deve mangiare, no? La cultura motore dell'Italia. Infatti, proprio grazie alla cultura che si amplia l'aeroporto di Firenze. Firenze capitale della cultura per sempre. Nell'eternità. Capitale del turismo! L'aeroporto ci porta turisti, direttamente vanno in via Tornabuoni. Fly and buy! Ma qualche autobus per sbaglio potrà andare anche altrove nella zona, no? Qualche briciola cadrà anche sul Tavolino della Piana!

Che innovazione, che forza. Il turismo deve essere il motore bimotore, quadrimotore. Atterrare. Atterrire. Disotterrare. Coprire.

Ma niente paura, le novità se ci saranno, saranno controbilanciate: la continuità del potere locale è assicurata con la ever-green signora Roberta Betti, vice presidente del Metastasio e presidente del Politeama. La signora sembra diventata presidente a vita.

NON E' UN'ALTRA STORIA, E' LA STESSA.

(Da Il Tirreno di oggi).
Sul nome dell'economista, antropologo, presidente dell'Iris, riserve sciolte domani. Betti sarà la vice.
PRATO Parte la stagione delle nomine dell’era Biffoni e parte alla grande con la sostituzione del presidente del teatro Metastasio, stabile della Toscana, con ambizioni di teatro nazionale. Il nome del successore del dimissionario (tra i pochi a rimettere in mandato subito dopo la nomina del nuovo sindaco) Umberto Cecchi verrà ufficializzato domani in sede di assemblea dei soci del Met (67% Comune, 13,7% Provincia, 17,2 Regione) chiamati anche a rinnovare il consiglio di amministrazione. In pole - c’è ancora qualche dettaglio da definire - per prendere le redini del teatro stabile, in una fase delicatissima della sua vita, l’antropologo, economista, docente universitario a Firenze, presidente dell’Iris (istituto di ricerche socio-economiche) Massimo Bressan, con legami solidi in Regione e profonde conoscenza nel mondo dell’imprenditoria. Se sarà Bressan il nuovo presidente del Met - l’antropologo ha preso tempo per dare la propria risposta ma sembra che possa essere positiva - un nome sul quale il sindaco Matteo Biffoni punta molto, si confermerà una scelta decisamente fuori dagli schemi, che ha lasciato sorpresi anche gli uomini più vicini al primo cittadino e che metterà fine al gossip di queste settimane che vuole sulla poltrona più alta dello stabile della Toscana “un amico degli amici”. Sul nome di Bressan dovranno trascorrere ancora poche ore, e le riserve verranno sciolte. Una certezza, invece, riguarda la permanenza di Roberta Betti, di nomina della Regione Toscana, nel cda in qualità di vice presidente. Per tutti gli altri componenti: Lamberto Cecchi e Gianna Briganti (nomina al posto dell’attrice Pamela Villoresi) scelti dall’ex sindaco Roberto Cenni e per il consigliere nominato dalla Provincia Maurizio Zaccariello le incertezza sono tante. Qualche chance potrebbe averla il consigliere scelto dal presidente Lamberto Gestri, praticamente nulle quelle di Cecchi e Briganti. Anche perché pare che il nuovo presidente in pectore, tra le altre cose, abbia chiesto di avere mandato pieno sulla scelta delle persone che lavoreranno a stretto contatto con lui. Come per lo scorso mandato, per presidente e cda non ci saranno indennità ma solo gettoni di presenza ad ogni riunione del consiglio di amministrazione, di 30 euro". Cristina Orsini

lunedì 8 settembre 2014

CAMBIARE IL CORTEGGIO STORICO O...

Leggo il programma del Corteggio Storico di Prato, per la Fiera.
Qualcuno avrà mai il coraggio di cambiare, almeno qualcosa, in questa ormai noiosa manifestazione?
Si può dire oppure mi saranno lanciati contro gli strali santostefanini?

L'ultima volta che l'ho visto, il corteggio, era il primo anno dell'era cenniana, accompagnavo una persona che voleva assistere alla sfilata. La persona rimase peraltro delusa.
A parte qualche particolare, quest'anno non cambia nulla, come non era cambiato nulla la volta precedente.

Si potrebbe pensare di introdurre, al lato della tradizione, elementi nuovi, più significativi dei valletti o dei trampolieri?

O... ELIMINARLO?

domenica 7 settembre 2014

I finanziamenti per l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze: 280 milioni di euro

Dal mio terrazzo si osservano bene gli aerei che vanno e vengono da Firenze ed è indubbio che, rispetto a due o tre anni fa per esempio, le rotte sull'aeroporto fiorentino siano aumentate.
Il destino dell'aeroporto è già segnato dunque nei fatti, ma soprattutto dai soldi che gli sono destinati; infatti, sul Corriere della Sera, venerdì scorso 5 settembre, si leggeva questo trafiletto (p.6, Governo, Le misure: Finanziamenti svincolati: sì ai cantieri in 6 aeroporti: Si avviano le opere già finanziate in 6 aeroporti, superando ostacoli e ricorsi: 2.1 miliardi di euro svincolati per Fiumicino, 890 milioni per Malpensa, 360 per Venezia, 20 per Genova, 280 per Firenze e 40 per Salerno".

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...