sabato 18 ottobre 2014

MIRIAM 4

Stasera quarta replica di Miriam, moglie di Gesù.
Grazie a tutti coloro che verranno al Teatro La Baracca di Prato.
Ma in particolare a quelli che,  sfidando i pregiudizi, le mode culturali e la doxa, saranno presenti e finalmente vorranno guardare solo con i loro occhi e pensare con la loro testa.

venerdì 17 ottobre 2014

Prato, una città intrappolata

La mia nuova bicicletta. 
E' l'unica cosa americana che ho.
Mi sono fatta cambiare il manubrio, l'ho sostituito con uno che può fare due funzioni, da corsa e simil olandese.
Purtroppo la gioia di possederla e di muovermici è attutita dal contesto, dalla città dove vivo, intrappolata, volgare, litigiosa, stupida, INVIDIOSA!
Dove la politica si riduce ai balletti degli amministratori, le lunghe finte discussioni che organizzano per i cittadini (?), in cui si dovrebbe decidere cosa fare su una zona, quando ormai è già tutto deciso. Dove non si è ancora fatto un piano per la mobilità, urgente e sostanziale, che ci permetta di vivere e pensare diversamente la città.

Siamo indietro? No, siamo di lato, messi di traverso, ottusi. Presuntuosi ma senza poterlo essere. Comanda e decide chi non ne ha i numeri, perché in realtà a decidere sono altri che mettono in politica troppo spesso chi è mediocre e non preparato per meglio manovrarlo, o chi si presta al gioco.

Un po' come si vede in giro: nei grandi teatri, pochissimi grandi attori. 
Eppure il pubblico pecora li osanna. O le volpi.

Intanto, la politica che prometteva le ciclabili (che si muove in macchina però, tutti santi mobilitantesi a parole!) ha messo il brecciolino sulla ciclabile, e io vorrei sapere chi sono questi  'professori' della mobilità.

P.S: Chi è che si occupa delle ciclabili a Prato? L'Ufficio Ambiente? L'Ufficio Strade? ASM? Provate a telefonare, e vi renderete conto di cosa significhi essere cittadino! Nessuno sa niente, tutti si rimbalzano la pallina. Fantastico!


giovedì 16 ottobre 2014

BRECCIOLINO SULLA CICLABILE: FERMATELI!

Ma io non so chi sono questi INCOMPETENTI DEL COMUNE DI PRATO che stanno facendo mettere il BRECCIOLINO SULLA CICLABILE lungo il fosso fra Galciana e Iolo!

Prima che si possa ritornare bene in bici, ci vorranno mesi e mesi!  Così noi ciclisti, coloro che si muovono a Prato con la bici, sono costretti ad andare sulla strada e non utilizzare nemmeno quello che di ciclabile c'è.

Si capisce che questa gente non va in bici, che non si sposta in bici! Che usa LA SANTA AUTOMOBILE E BASTA!

Per favore, mettete me a occuparmi della ciclabile, METTETE ME, ve lo faccio GRATIS!

SIETE INCOMPETENTI E SPENDETE INUTILMENTE I NOSTRI SOLDI.

Invece di pulire gli argini e di sistemare diversamente la terra battuta, hanno versato venti centimetri di brecciolino. Si fa fatica anche a camminare!

GLI EXTRATERRESTRI DI CUI ASIMOV NON SI RESE CONTO

Quando arrivano i potenti nelle città
bloccano le strade
le chiudono

disegnano zone rosse

non si può più camminare
non si può più telefonare
non si può più incontrare le persone

agli incontri d'amore si arriva in ritardo
la metropolitana diventa nemica

Premono il bottone:
interruzione della libertà!

Si sentono sirene sirene sirene
lampeggianti delle macchine accese

e vetri scuri sulle lunghe automobili
cadono come ghigliottine!

e io mi sento di odiarli
ecco semplicemente così

li odio
con il loro carico di soldi
con il loro carico di terrore
con le loro facce brutte
e deformate
dalla brama brama brama!

Ma chi sono questi?
Cosa vogliono cosa fanno?

Non si riesce a fermarli,
gli invasori devastatori oppressori?
No, sono i pOtenti.

Ecco, eccoli i veri extra-terrestri.

Asimov, non te n'eri reso conto.

mercoledì 15 ottobre 2014

TEATRO LA BARACCA, IL PRIMO 'ECO-TEATRO' (L' UNICO E PRIMO TEATRO VERAMENTE ECOLOGICO)




Se ingrandite la prima foto, sulla sinistra vedrete com'era La Baracca alla fine degli anni '80 o primissimi anni '90. E com'era intorno, anche nella proprietà della chiesa confinante a noi. Era invaso dalle canne e da certo abbandono. Anche la Baracca cadeva a pezzi. 

Noi abbiamo rispettato e valorizzato quello che c'era, ci siamo inseriti perfettamente nel contesto, non abbiamo invaso nulla. Quando si parla di 'teatro di campagna' o peggio ancora, di 'teatro bomboniera', si vuole sminuire, e senza averne cognizione di causa, la rivoluzione culturale e perché no urbanistica che abbiamo compiuto sul territorio (pur rispettandolo!),  realizzando un piccolo teatro con materiali riciclati e naturali. E quando non se ne parlava affatto, quando non era di moda; anzi, quando il solo pensare al riciclo dei materiali era considerato risibile!  Senza chiedere una lira o euro a nessuno. Abbiamo fatto tutto con le nostre mani, io stessa ci ho lavorato come manovale di mio padre, e ci continuo a lavorare quotidianamente per le ristrutturazioni, le riparazioni eccetera, a parte gli elementi imprescindibili per la sicurezza dello stabile che noi da soli non potevamo effettuare, come l'impianto elettrico a norma, il bagno anche per disabili, eccetera.

Siamo il primo e al momento unico teatro veramente ecologico in Italia, con un giardino, il pereto, sul lato sinistro; sappiate che anche questo hanno denigrato, quando abbiamo cominciato a farci attività nel 2000!

Il nostro teatro è davvero unico nel suo genere, e non sono in Italia. E ne sono orgogliosa.

La piccolezza non sta nelle nostre dimensioni, ma nel giudizio - malignamente e invidioso della nostra originalità - di chi ci denigra.


Alcuni dati:

anno di inizio costruzione del teatro 1992/1993.

Anno di inizio di attività teatrali: 1993.

Anno di inizio di stagione teatrale: 1997

Anno di inizio di attività nel pereto: 2000.

Anno di completa messa a norma del locale, con uscite di sicurezza, impianto elettrico, antincendio, bagno disabili eccetera: 2003.

Anno di ristrutturazione del tetto: 2007. (La caratteristica del tetto è che si autoventila tramite una griglia sulla sommità. Questo permette di regolare la temperatura interna a seconda del tempo e di ridurre il consumo energetico per il riscaldamento o il raffreddamento).

Costruzione della tribunetta interna per migliorare la visibilità: 2008. (La tribunetta è smontabile, a seconda della necessità di spazio per la messa in scena).

Altre ristrutturazioni esterne e interne: muretti di cinta, rete, pereto eccetera: 2013 e 2014.

Capienza del teatro: senza tribunetta 65 posti (comodi); con la tribunetta 60 (comodi).

Per il futuro: stiamo pensando -limitatamente alle nostre magre disponibilità finanziarie - a modi alternativi ed ecologici per illuminare la scena e limitare i costi della corrente elettrica.

Teatro La Baracca, il primo e unico Eco-teatro. 


Finitela con le allerte meteo, non ne beccate una!

Stanotte a Prato, e qui a Casale in particolare, è successo il finimondo. L'acqua arrivava orizzontalmente, e non era acqua, erano sassi.

E meno male che l'allerta era finita. E non cominciate con la storia delle 'bombe d'acqua', che arrivano all'improvviso eccetera eccetera!

Direi che basta con le vostre inutili allerte, che arrivano, stanno per arrivare, sono in ritardo, fra 12 ore, e poi il disastro arriva quando non lo dite mai, Protezione Civile!

Come è successo a Genova, come è successo in Maremma, eccetera.


Con le allerte meteo (o la storia delle 'bombe')i Comuni pensano di ripararsi dai disastri che avvengono sul loro territori, accentuate non solo dall'innalzamento anomalo della temperatura, ma anche dallo scempio edilizio che la politica ha autorizzato senza limite dal dopoguerra in poi. 

Tutto hanno fatto in nome del guadagno e del lavoro: fabbriche, obbrobri di case, costruito sugli argini eccetera... Un territorio occupato dal cemento che necessita di essere monitorato costantemente, con affanno! E riparato, riparato, riparato!

Prima l'acqua finiva sui campi, e le alluvioni - che qui nella Piana ci sono sempre state - erano mediamente meno disastrose e frequenti di oggi.


Dal sito del Comune di Prato
"Aggiornamento del 15/10/2014 ore 07.00
Malgrado lo stato di Criticità moderata relativo alla nostra zona di allerta sia stato dichiarato concluso ieri alle ore 12, questa notte forti piogge si registrano in tutta l'area pratese e pistoiese..."

martedì 14 ottobre 2014

MIRIAM moglie di Gesù: recensione

“MIRIAM – moglie di Gesù”: comincia con uno “scandalo” la nuova stagione del Teatro La Baracca

di Eloisa Pierucci

“MIRIAM – moglie di Gesù”, nuovo spettacolo del Teatro La Baracca di Prato – con il quale collaboro occasionalmente e che, pur in assenza di finanziamenti, ha inaugurato da poco una stagione teatrale molto ricca, all’insegna del concetto di “scandalo” -, è un’opera tanto godibile quanto difficile da classificare e commentare.
Il testo della regista e attrice Maila Ermini, con un linguaggio apparentemente semplice e leggero e un ritmo che alterna abilmente i tempi della commedia a quelli della tragedia, mette lo spettatore a confronto con un tema spinoso quale il rapporto tra religione e ateismo. Protagonista della pièce, ambientata ai giorni nostri, è un’atea che diventa inconsapevolmente – e paradossalmente – moglie di un redivivo Gesù: la scoperta della vera (o presunta?) identità del marito, il difficile ménage della coppia e le svariate complicazioni che ne seguono sono il motore della vicenda. Miriam si trova infatti in carcere per una rissa scoppiata tra lei e alcune donne che l’avevano schernita a causa del suo strano matrimonio.
Il tempo trascorso in attesa del processo è scandito da alcune visite: un avvocato, un alto prelato, un giornalista americano, una guardia. Ognuno di questi personaggi carpisce a Miriam una parte della sua storia, un pezzo della sua vita insieme a Gesù; emergono così idealità opposte, contraddizioni e conflitti. Non solo il già citato contrasto religione / ateismo, cuore della performance, ma anche la dicotomia tra la libertà e l’oppressione morale rappresentata dagli esponenti della Chiesa, o ancora la contrapposizione fra il disinteressato altruismo di un Gesù riportato alla sua dimensione evangelica e il più concreto egocentrismo incarnato dalla protagonista, figura quanto mai ricca di sfaccettature.
Miriam ci disorienta perché è al tempo stesso un simbolo (della libertà di coscienza, ma anche degli egoistici, elementari bisogni legati al nucleo familiare) e una donna in carne e ossa, umile e sfrontata, ignorante e consapevole, contraddittoria e autentica nella sua complessità. Le fa da contraltare il coro delle detenute – elemento mutuato dalla tragedia greca -, vox populi che funge da commento all’azione, ma anche efficace rappresentazione dello spirito che anima le sempre più frequenti “guerre tra poveri” (sempre più spesso chi si trova in una condizione precaria si scaglia contro chi, in definitiva, è nella stessa situazione: ad esempio “va di moda” dare agli immigrati la colpa della crisi economica).
Lo spettacolo si presta dunque a diverse interpretazioni, a una lettura a più livelli: di fatto ognuno, vedendolo, si troverà a doversi confrontare con le proprie certezze (o incertezze) interiori. Un materiale tanto ricco e stimolante viene presentato in una forma assolutamente fruibile, mai pesante: merito del perfetto equilibrio raggiunto dal testo, ma anche degli ottimi interpreti. Al cast abituale del Teatro La Baracca – composto da Maila Ermini, in grado di restituire tutta la verità e complessità di Miriam giocando anche su toni irresistibilmente comici, e Gianfelice D’Accolti, che dà vita ai quattro personaggi maschili con la versatilità del grande virtuoso – si aggiungono Federica Angeloni e Francesca Lenzi, due allieve-attrici che per la prima volta calcano il palcoscenico come professioniste, molto efficaci nella loro aspra, ironica, disturbante caratterizzazione del coro.
Restano solo due repliche di “MIRIAM”: sabato 18 e sabato 25 ottobre, ore 21. Per maggiori informazioni, rimando al sito del teatro:http://www.teatrolabaracca.com/ (prenotazione consigliata). 



IL TAR...TACE

E mentre le sante compagnie teatrali prendono i loro soldoni, sì lo so che non ve ne frega niente, ma si tratta dei vostri soldi e nemmeno sapete dove vanno a finire (chissà in quali casse!), noi dobbiamo lavorare il triplo del solito per mandare avanti la carretta...o la baracca!

Il TAR tace, TAR-TACE.

Se anche vincessimo mai il ricorso contro l'assassinio che hanno messo in atto nei nostri confronti negandoci la residenza - grazie, Regione Toscana, patria della cultura infelice e compromessa... quando cadrà questo potere quando? solo allora, quando avremo liberato la Toscana, patria della lingua e del conformismo politico, potremo dire di aver un po' liberato questo paese! -, dico anche se vincessimo, la sentenza arriverà sicuramente tardi tardi tardi!

Farò il possibile perché siano buttati fuori dai teatri e dai vari enti culturali, pubblici e privati, diverse centinaia di incompetenti, messi dal/di partito,  da mammà e babbà...  e i ruffiani. Oh, i ruffiani e le ruffiane! Alcuni addirittura sommano tutte le caratteristiche che ho detto, tutte insieme in uno. Sono una specie di supermercato della convenienza per certo potere!

Ho giurato di vivere almeno fino a quel giorno, in cui ne vedrò uscire qualcuno dai loro posti di privilegiati, negli uffici o altrove dove non hanno vinto in realtà nessun concorso, nessun posto, dove terrorizzano con la loro mediocrità, magari decidendo della tua morte.  

Avete capito? Sarò il vostro Tenente Drogo nella Fortezza Bastiani.

lunedì 13 ottobre 2014

Ballata della bimba cattiva



















C'era una bimba cattiva
che non obbediva, non obbediva!

Era mancina
e poi chiacchierina.

Bimba cattiva,
ti metti nei guai!

Non taci poi mai?

Zero spaccato
un giorno di scuola
per aver chiesto
di cosa trattava!

A ginocchioni
fu messa e punita,
ti senti servita?

Quando poi crebbe
la dissero alzata,
ma a lei non cessata
la voglia di far la birbante,
che tipa arrogante!

Oh, guai a te
si sente ancor dire,

e sono gli stessi
il dito a puntare.

Ora è vecchietta
la bimba cattiva;
la tengono stretta
e vive in bolletta,
avesse a scappare
avesse a parlare!

Non la sente né vede nessuno
ma non si sa mai,
venisse a qualcuno
la voglia contraria,
e in un momento
le libera l'aria!
Meglio tenerla sotto controllo,
oggi le vecchie non han torcicollo!

Era una bimba bella e cattiva
e non obbediva, non obbediva.

La storia è segreta
ma ognuno la sa;

tienila in conto,
sennò se ne va.

Biffoni presidente della Provincia

"Cara Maila,
non ci sono commenti per commentare questo ennesimo atto di una commedia che ha sempre meno spettatori. Almeno sempre meno cittadini entusiasti.

Ci sentiamo indignati, usurpati. Almeno prima c'era un po' l'illusione del voto. Ora vediamo questi signori che si incoronano da sé.

Inqualificabile.

Se non fa qualche stupido errore, vincerà Grillo. Io stesso, che non gliel'ho mai dato, glielo darò. Se non altro per toglierci di dosso questa gente che ci vuol far credere che questa è democrazia".

Marco T.

VADEMECUM PER FONDARE IL TEATRO LA BARACCA IN ALTRE 100 CITTA' D'EUROPA

Stamani Gianfelice D'Accolti mi ha consegnato quello che è per lui il vademecum per fondare il teatro la Baracca in altre 100 città d'Europa:

1. Non avere capitali importanti a disposizione
2. Non essere ben visti dalla Sinistra o dalla Destra.
3. Non essere inclini al conformismo culturale, sociale, politico.
4. Non appartenere a greppie, e non avere protettori.
5. Amare il teatro e l'arte in sé.
6. Non essere compiacenti con il pubblico, avere panche non comodissime dove accoglierlo e che gli facciano sentire la pena della cultura sulla schiena.
7. Essere invisi a tutte le chiese.
8. Rifuggire i luoghi e i modi del successo, della fama, della celebrità.
9. Amare i bambini e le famiglie.
10. Non disdegnare di consacrare la propria vita alla lettura, alla scrittura, alla pratica teatrale. 
11. Essere teatro 'totale': dalla scrittura alla messa-in-scena, drammaturgo, poeta, regista, attore, scenografo, attrezzista, tecnico luci, bigliettaio, maschera.

domenica 12 ottobre 2014

Sindaco, lascia

Sì, Sindaco di Genova. Serve, lascia.
Vai a casa.

Sarebbe un gesto dignitoso.

Ripulirebbe un po' moralmente dalla città dal fango dell'ultima alluvione.

In questi anni molti  sindaci ci hanno sporcato. Del loro fango. E non solo a Genova.

Dopo di te, speriamo che lasci il caporione.



Miriam 3: com'è andata




"Miriam, moglie di Gesù", 3a replica.
Nonostante i media tengano tutto sotto silenzio, la Chiesa locale faccia finta di nulla (eh, la Maila Ermini autrice dei 'celestini' e dei 'concubini'!), nonostante non si sia visto nessun rappresentante della cultura laica locale (intendo con carica ufficiale) o critico, insomma la strategia del silenzio e della finta indifferenza sia andata al solito messa in azione, il pubblico continua a seguirci.
Abbiamo iniziato a recitare con il temporale, e quando piove il Teatro La Baracca è inarrivabile.

Ieri sera ho deciso di colloquiare con il pubblico dopo la recita (non lo sapevano nemmeno gli attori), perché nelle altre due precedenti la gente non se ne andava, faceva domande.

La cosa più bella per me l'ha detta Beppe: nel testo ha visto la donna come 'salvatrice', o meglio la vittoria del genere femminile.
Ma anche Antonella, che lodava il fatto che Miriam, pur non credente, accetti la presunta 'divinità di Jeshu; insomma, evidenziava l'accettazione del 'diverso', che pure non è retorica, perché come Eloisa ha notato, Miriam è piena di difetti. Non è una 'eroina'.

Gianfelice ha ricordato che se la gente vuole vedere un teatro controcorrente, a Prato almeno, deve venire al Teatro La Baracca.

Mi è stato poi chiesto se il testo fosse ispirato a un fatto realmente accaduto,  da cosa mi è nata l'idea, se fossi credente, su quali studi avevo basato la scrittura.

Il pubblico ha chiesto anche perché la Chiesa e i media abbiano completamente ignorato lo spettacolo, il titolo è forte.

Il testo, come mi è stato fatto notare, è in realtà profetico dell'atteggiamento della Chiesa nei confronti del testo stesso.  

Da tutte queste assenze, e non solo della Chiesa, si osserva la profonda crisi di tutto il mondo istituzionale. E la sua cattiva coscienza.

Italia: la corruzione ci soffoca la vita

Sono molto contenta che qualcuno abbia avuto il coraggio di denunciare all'autorità la corruzione dilagante che esiste per i concorsi u...