venerdì 13 marzo 2015

Il ladro in castagna alla Baracca

Ieri lavoravo in Baracca nel pomeriggio verso le sei.
Il ladro è entrato, rapido, veloce, un'ombra appena. Lui non ha visto, a causa dei doppi vetri della porta, ch'ero seduta a scrivere, alle prese con un borderò.
E' entrato di lato alla Baracca, esternamente. Era già dentro, quando l'ho fermato.
Ho gridato: "Dove va?".
Lui è sbiancato, fermo, bloccato; ma rapido è tornato indietro e m'ha fronteggiata.
Sì, uno zingaro: giovane ma già vecchio di viso, la carnagione bruciata, sdentato.

- M'ha detto: -Devo andare...(Non sapeva che dire) di là...
- Di là dove?
- Di là dal prete.
E io: - "Non è questa la strada".  Gliel'ho indicata.

Stavo per rientrare quando lui ha aggiunto:
-"Perché è così cattiva?".
- Non sono cattiva.
- Non posso stare qui?-
- No.
Mi ha minacciata, alzando quasi il pugno, non so perché. Era rabbioso con sé stesso, credo, per essere stato preso in castagna, per essere stato visto e bloccato.
Sarebbe stato il quarto furto.
Nel campino del prete il tipo non c'è andato; è scappato veloce, via come il lampo, con la vespa scassata.

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