giovedì 26 marzo 2015

Sul viadotto del Soccorso

Riceviamo questo comunicato dal Comitato del Soccorso di Prato, che commenta le dichiarazioni dell'Autorità Anticorruzione, che si è espressa in seguito alla denuncia presentata dal PD locale contro i tentativi di ampliamento del viadotto della giunta precedente all'attuale (era Centro-Destra).


"L'esito provvisorio dell'istruttoria, in attesa delle controdeduzioni dei responsabili degli atti contestati, mette alcuni punti fermi sull'intera vicenda.

Al di là dei tifi su quale fosse la soluzione migliore si dovrebbe convenire sul fatto che vengono convalidate tutte le manchevolezze che in questi anni abbiamo evidenziato e delle quali abbiamo sempre chiesto conto alla precedente amministrazione.

Oggi i sostenitori del viadotto, perché continuiamo a voler almeno credere che non sia una questione di tifoserie politiche, ribattono dicendo che anche se illeciti sono stati fatti, ormai si era un passo avanti ed era saggio proseguire.
Queste argomentazioni non possono che destare sgomento perché è inaccettabile la tesi per cui tutto è condonabile se permette di ottenere il fine voluto.

E purtroppo questa tesi è riscontrabile anche negli atti firmati dal dirigente:  l'anomalo affidamento diretto per lo S.I.A. fatto proprio alla società il cui titolare è stato in commissione V.I.A. con l'ex-assessore Bernocchi fino al 2008, firmare come progettista tutti gli elaborati salvo poi escludersi dal ruolo di progettista con una determinazione successiva per potersi qualificare come Responsabile Unico del Procedimento ed evitare quindi figure di controllo esterne, emettere ed aggiudicare il bando delle rampe un anno prima che la delibera di giunta lo autorizzasse mascherandolo come intervento di messa in sicurezza per poterlo eseguire senza dover aspettare progetto e copertura finanziaria del viadotto per segnare un punto di non ritorno.

Ma lo sgomento è anche nei confronti della parte politica che ha rifiutato il ruolo di controllore.
Basti pensare all'ex-assessore Bernocchi, che invitava "i quattro inquilini del Soccorso" a rassegnarsi e quando veniva richiamato alle sue responsabilità dietro al suo sorriso sornione spiegava placidamente che era tutto nelle mani del dirigente.
Oppure che giusto un anno fa, a fronte delle palesi incongruenze nell'iter del progetto delle rampe, depositavamo all'Ufficio del Protocollo una lettera indirizzata al Sindaco in cui chiedevamo in sede di autotutela di bloccare l'inizio dei lavori perché i conti non tornavano.
A quella lettera non è mai seguita una risposta ufficiale; una ufficiosa però si: "Il dirigente mi dice che è tutto in regola".

E così oggi, invece che accettare l'oggettività dei fatti, e magari chiedere scusa, si preferisce fare come il Doge di Venezia con Galilelo Galilei, che invece di guardare nel telescopio argomentava sull'effettiva necessità di farlo.

Confidiamo che il progetto di interramento, del quale abbiamo avuto ad inizio mese conferma da parte dell'amministrazione, progredisca nel rispetto di tutte le norme come sarebbe sempre lecito aspettarsi."

Comitato per la Riqualificazione del Soccorso


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