giovedì 23 aprile 2015

Renzi e il renzismo, o dello sviluppo dello stato diseguale

Mentre Renzi e gli altri organizzano l'Italicum e si danno gran daffare per le leggi elettorali e le gestioni di potere; mentre ci si occupa e si litiga per la corsa regionale eccetera, lo stato sociale dell'Italia è lasciato a sé.

Non ci si cura di come stanno i propri cittadini, in sostanza; la gestione della sanità, della vecchiaia - sempre più diffusa perché si vive di più - della scuola, tutto il sistema sociale ed educativo è sempre più lasciato alle famiglie, e si salva solo chi ha un po' di soldi, si può infilare in qualche clinica, può frequentare scuole rinomate, e magari con l'aiuto di badanti georgiane o di donne extracomunitarie disposte a lavorare in condizioni più sfavorevoli eccetera.
Tutto questo sistema tendente allo schiavismo e allo sfruttamento aumenterà con l'arrivo dei migranti.

Renzi e il renzismo si preoccupa solo di continuare ad esistere (lui e l'apparato), senza minimamente affrontare i problemi che generano e sviluppano uno stato fortemente diseguale, e in sostanza affaticato e oppresso.

Le elezioni, con tutto il gioco inutile dei candidati - che non saranno in grado e non potranno cambiare alcunché e per questo sono candidati -  sono ormai da rifondare, ripensare; più che il momento della democrazia, è quello della fregatura.

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