mercoledì 27 maggio 2015

GIU' LE MANI DA GONFIENTI!

Il giorno 25 maggio 2015, in occasione della serata  “GONFIENTI, VIA COL VENTO (O VIA COL CEMENTO?), “incontro di sensibilizzazione culturale”, cittadini , associazioni culturali e gruppi politici si sono riuniti al Teatro La Baracca per fare il punto sulla situazione del sito archeologico di Gonfienti di Prato, di cui si paventa la coperta del Lotto 14.
E’ inteso costituire un libero, spontaneo, autonomo gruppo di vigilanza, al fine di tutelare il sito archeologico, di fatto finora negato alla cittadinanza, e così esercitare una virtuale diffida verso tutti coloro – enti pubblici, privati e singoli cittadini – che perseguano l’oblio e l’abbandono di Gonfienti.

In particolare,  il documento dell’Associazione Culturale Ilva/Isola d’Elba, – Via Etrusca del Ferro – qui di seguito riportato- , è stato adottato e proposto come nucleo programmatico del costituendo gruppo di vigilanza.

Gonfienti è peraltro simbolo del trattamento che le istituzioni politiche nazionali e sovranazionali ormai riservano alla cultura,  considerata ormai in termini aziendalistici e solo in questo senso finanziata e protetta.



Documento
La città etrusca di Gonfienti: e via col vento ...

L’Associazione “Ilva/ Isola d’Elba – Via Etrusca del Ferro” e il suo Consiglio Direttivo

- a fronte delle notizie apparse in cronaca in questi ultimi giorni riguardanti il rischio che il sito archeologico di Gonfienti* (già dichiarato di importante interesse archeologico) venga dismesso dalle autorità preposte;
- valutando i foschi scenari futuri che si paventano da più parti, Amministrazione comunale compresa, relativamente alla situazione in atto e in particolare alla risoluzione annunciata dalla stessa Soprintendenza Beni Archeologici Toscana (SBAT) di ricoprire, a partire dalla fine del mese di maggio 2015, l’area del Lotto 14 (unica porzione attualmente visibile dell’intera area archeologica, ndr.) in caso di mancato finanziamento dei fabbisogni di gestione ammontanti a €. 600.000 all’anno (stando alla cifra dichiarata riportata sulla stampa per il mantenimento, la pulitura e la progressiva messa in sicurezza/ restauro al fine di garantire l’apertura al pubblico, ancorché saltuaria, della suddetta Domus, ecc. ndr.);
- considerando che le promesse di investimento per l’acquisto delle infrastrutture interportuali, quali l’ex Mulino, dove sono concentrati da oltre 10 anni i laboratori di restauro della SBAT, e delle aree soggette a vincolo, già assicurate, fin dalle tornate elettorali delle ultime amministrative, dalla Regione Toscana per un importo di oltre €. 3.500.000, non solo latitano, nonostante la firma di vari protocolli, ma sembrano anche essersi dissolte come neve al sole;
- venendo poi meno, alla luce delle suddette circostanze, adombrate dalla mancanza di risorse economiche, qualsiasi prospettiva di ripresa degli scavi nonché la prosecuzione delle attività conservative riguardanti la cosiddetta “Domus etrusca” di cui al Lotto 14;

esprimono il più vivo disappunto e sconcerto
e ritengono inaccettabile ogni aut aut.


Inoltre, l’Associazione “Ilva/ Isola d’Elba – Via Etrusca del Ferro” e il suo Consiglio Direttivo

- valutano la cifra richiesta (€. 600.000 all’anno) del tutto spropositata, anche in considerazione del fatto che per le indagini preliminari e i primi scavi sono già stati erogati dall’ospitante Società Interporto oltre €. 3.500.000, e che la stessa Soprintendenza ha usufruito in comodato gratuito, comprese le coperture dei costi delle utenze, della piena disponibilità degli spazi dell’ex Mulino per un valore annuo di circa €. 120.000;

- fanno presente che l’ente locale ha speso per ulteriori indagini oltre €. 300.000 a fronte di cifre molto più modeste garantite dallo Stato;

- sottolineano che risulta incomprensibile l’ostinato rifiuto di avvalersi del supporto del volontariato, associazioni e altri soggetti (ciò, peraltro, avrebbe comportato e comporterebbe un notevole abbassamento dei costi), che in tempi diversi hanno dato disponibilità, fra l’altro, a mantenere il sito pulito dalle erbacce e dalle vegetazioni infestanti che stagionalmente si riproducono;

- rivolgono l’ennesimo appello affinché le autorità istituzionali e amministrative che governano il territorio dimostrino nei fatti che può essere evitata una gestione fallimentare del patrimonio archeologico di Gonfienti.

Concludono, affermando a chiare lettere:

DIAMO UN FUTURO ALLA CITTA’ DEGLI ETRUSCHI SUL BISENZIO, NON LASCIAMO CHE SU STORIA E STRAORDINARIE TESTIMONIANZE DEL PASSATO, AFFIORATE CON UN NOTEVOLE IMPEGNO ECONOMICO, GRAVI NUOVAMENTE UNA COLTRE DI TERRA E DI SILENZIO.

Documento dato al “Teatro La Baracca” (Prato), il 25 maggio 2015, in occasione della serata: “GONFIENTI, VIA COL VENTO (o VIA COL CEMENTO?) Incontro di sensibilizzazione culturale”

(*) = Si tratta più esattamente di “Sito pluristratificato: media età del Bronzo, età etrusca, età romana in località Gonfienti (Prato), area dell’Interporto della Toscana Centrale; Gonfienti, Villa Niccolini; Pantano 2; Fosso del Ciliegio, anche Gora del Ciliegio” (in SBAT, Carta Archeologica della Provincia di Prato, 2011).


Firmano (in ordine alfabetico):

Manuela Biliotti, Filippo Bonanni, Gianfranco Bracci,  Luca Bravi, Giuseppe Centauro,  Irene Centauro, Maria Emanuela Crestini, Manuela Gennari, Gianfelice D'Accolti, Maila Ermini, David Fastelli, Alessandro Gori, Paolo Pastacaldi, Sabrina Pieroni, Daniele Rovai, Fabio Scarrone, Silvia Serpa, Elisa Valdambrini, Roberto Vannucchi.





LEGENDA DELLE IMMAGINI
"La prima foto è un’elaborazione delle aree scavate e vincolate nel novembre 2006 sovrapposta ad una foto aerea (tratta da “Google Earth” post 2010); l’altra è tratta dalla Carta Archeologica della Provincia di Prato (a cura di P. Perazzi e G. Poggesi),  PO80, Gonfienti. Area dell’Interporto della Toscana Centrale, © SBAT © All’insegna del Giglio, Borgo San Lorenzo 2011, p. 309.

Nelle immagini sono illustrate e aree di rilevante interesse archeologico che sono state poste in regime di tutela (ex lege 42/2004 e successive integrazioni) come zone strutturate dell’antico insediamento etrusco, dove sono  stati compiuti scavi  e tratti reperti da parte della Soprintendenza Archeologica della Toscana. Non sono invece  rappresentate, in assenza di documenti ufficiali pubblicati, le altre aree oggetto delle indagini preliminari con saggi di scavo e le aree della necropoli dell’età del Bronzo 1-3 rinvenute in corrispondenza dello scalo merci, oggi coperte da binari, magazzini e piazzali in cemento". (Foto e testi, G.A.C.)


2 commenti:

Maila ha detto...

Per aderire al gruppo di vigilanza per Gonfienti, basta semplicemente mandare la propria adesione con nome e cognome a teatrolabaracca@gmail.com, oppure scriverla come commento al post.

Anonimo ha detto...

Aderisco al gruppo di vigilanza.
Maria Emanuela Crestini