domenica 10 maggio 2015

Lazzerini: se la biblioteca è troppo 'democratica' e rumorosa

Ultimamente vado in biblioteca, sto studiando. Studio sempre per i miei spettacoli. Non riesco a fare uno spettacolo senza studiare. Mi devo sempre documentare. Anche se è uno spettacolo di cosiddetta fantasia, su cui non ci sarebbe da documentarsi. E' un vizio che ho dai tempi delle medie, quando ci costringevano a fare le ricerche, che si è sviluppato nei miei lunghi anni universitari.
Dunque: la biblioteca di Prato è un posto molto gradevole, dove riesco anche, se non proprio a studiare, a leggere quel tanto che mi serve per documentarmi o trovare un libro da portare a casa.
Studiare non so, me l'hanno chiesto proprio ieri, studiare sul serio, credo di no.
La biblioteca, così come appare questa di Prato, ma credo altre a quanto raccontano, è diventata un luogo dove ci si incontra, si amoreggia spesso, si chiacchiera, ogni tanto si va a leggere qualcosa sui libri che si sono lasciati sul tavolo. Non v'è nessuna forma di controllo, in effetti. E' un andirivieni continuo e rumoroso, soprattutto di giovanissimi.
No, non riuscirei a studiarvi con la dovuta concentrazione. Credo che chi abbia questa necessità, incontri serie difficoltà. Magari c'è chi esce di casa perché non ha una stanza dove stare in silenzio, e poi casca dalla padella alla brace.
Una biblioteca così va bene per studenti come me, che si sono già laureati, e che studiano per sé. Col computer ho anche scritto qualcosa, ma poco. Scrivere là dentro, mah, non lo so se ci riuscire veramente, soprattutto dopo aver buttato giù la prima stesura, quando sono sulla seconda e ho bisogno di pace assoluta. 
E' una biblioteca adatta allo studio superficiale, alla documentazione tipo quella che si può raccogliere su Internet, alla letturina primo livello.
Nella vecchia Lazzerini le regole erano molto più ferree e il silenzio più costante. Forse l'era internet era ancora di là da arrivare.

E poi, c'è una falla: dalla parte della sezione ragazzi mi è capitato di poter uscire per ben due volte senza nessun tipo di controllo sui libri, perché entrambe le porte erano aperte, anche quella che è usata per entrare, da cui appunto si poteva uscire senza passare il controllo elettronico.

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