venerdì 10 luglio 2015

Basta con le umiliazioni

Ieri mi capita, riordinando alcune carte, di prendere in mano una domanda di contributo al Comune.
Sono passati alcuni mesi dal suo inoltro, e non ne ho saputo più nulla.
Non che speri di ricevere alcunché, ma almeno sapere se la domanda sarà presa in considerazione, oppure no. La Baracca ormai è abituata alle stagioni magre.

Chi mi risponde, è ironico.
Mi si dice che tanti hanno chiamato, e proprio subito il giorno dopo dell'approvazione del bilancio.
Tutte le associazioni a chiedere soldi. In particolare gli 'artisti'.

Non pensavo di suscitare tanta ilarità nel sapere che fine ha fatto una richiesta. Una richiesta lecita.

Eppure loro, i dipendenti, non lavorano e percepiscono il loro stipendio grazie ai nostri soldi? Ai  contributi di tutti?
Il dipendente si sente come in una botte di ferro, e 'superiore', come se i soldi che prende venissero dal cielo.

Sono stufa di essere umiliata dagli impiegati e dai politici. dai loro toni, dai loro modi, dai discorsetti: ah quanti assessori sprezzanti ho incontrato (e anche consiglieri!), quasi tutti sono così, quanti direttori direttrici artistiche con il sorrisetto ironico, dall'alto in basso, nell'incontro frettoloso dello spaccio culturale!

Se non fai parte dei 'giro', il più delle volte accettano di incontrarti per 'dovere istituzionale', per curiosità o per rubarti qualche ideuzza o informazione.

E tuttavia, quanti ora vedo caduti in basso - vedi gli impiegati delle province o ex-asssessori! - che hanno perso quel gas superiore, l'aura del potere che al solo incontro ti profumava di 'vermità'.

Non che gli artisti siano santi.  Molti,  petulanti clientes.
Tuttavia, persone.

E ancora vecchi non siamo. Tra poco ne vedremo delle belle.

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