mercoledì 8 luglio 2015

Gonfienti tabù, ovvero serata pasticciona a Palazzo Pretorio di Prato

Dunque stasera ho visto la recita di una serata pasticciona a Palazzo Pretorio, dove le curatrici della mostra prevista per marzo 2016, "L'ombra degli Etruschi", avrebbero dovuto evidentemente parlare anche di Gonfienti, dato che il titolo dell'incontro recitava: "Prato e il suo territorio fin dal tempo degli Etruschi".
Delle studiose previste era presente solo la Dott.ssa Bettini, direttrice del Museo Etrusco di Artimino.
Faceva improbabili veci di Gabriella Poggesi e Paola  Perazzi  l'archeologa Dott.ssa Cianferoni, che ha mostrato diapositive illustrando "Le pietre fiesolane". Di seguito la Bettini ha raccontato il 'suo' museo.

Il cambio di programma non era stato annunciato, e infatti i depliant disposti sulle sedie riportavano  quello originario.

Io credo che lo abbiano cambiato in tutta fretta perché sapevano della presenza del Gruppo di Vigilanza di Gonfienti,  che era stata annunciata,  temendo chissà quali proteste sull'argomento tabù. In realtà si sono comportati in modo tale da peggiorare la situazione, oltre ad offendere l'intelligenza delle persone.
Noi siamo persone civili e non piazzisti. Siamo andati al Pretorio non solo per dissentire, ma anche per ascoltare. Siamo preparati, determinati, ma mai offensivi.

Il pubblico ha sorbito la conferenzina, deludente e misera, raffazzonata, ma poi una rappresentante del Movimento Cinque Stelle, Manuela, che fa parte del nostro Gruppo, ha chiesto delucidazioni sul cambio.

Ne è nato un dibattito in cui anch'io ho preso la parola.

Che dire? La volontà di affossare Gonfienti è così palese che le sue manifestazioni stanno diventando comiche e comicissimi i tentativi di sfuggire la questione.  

Anche altri del pubblico erano irritati dal diverso improvvisato argomento, vissuto come una mancanza di rispetto. Com'è stato.

Di fronte a queste farsette, le visitine al sito archeologico sono una totale, assoluta presa in giro.
Tra l'altro abbiamo saputo che nell'annunciata 'mostrona' di marzo 2016, a Gonfienti sarà dedicata una piccola sezione.
La città è tutta ormai votata, come ha confermato una persona informata che ci ha raggiunto dopo la conferenza, all' 'astronave' del Museo Pecci.

Cianferoni ha tentato di sminuire l'irritazione del pubblico definendo le richieste di riconoscimento del sito archeologico e di un museo etrusco a Prato,  'campalinismo', come se chi volesse valorizzare il luogo e i ritrovamenti etruschi fosse un 'pratese sfegatato'. E anche come dire: avete Artimino, Carmignano; basta e avanza.

Tentativo fallito.

Tuttavia Cianferoni ha confermato, proprio a me che gliel'ho chiesto, l'enorme importanza di Gonfienti,  eccezionale 'emporio' etrusco anche perché situato in pianura, e non in collina come tutti i siti etruschi, se non sul mare.

Bettini mi voleva dare lezioni di villanoviano, ma Cianferoni l'ha corretta. 

In questi anni ho studiato.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Assessori, dove siete? D.ssa Poggeeeeesiiiiiii, mi sente? Puo' uscire da sotto il letto, il pericolo e' passato. L'hanno fatta la conferenza, puo' tornare a casa bella asciutta e con la coscienza pulitina. Che bello spettacolo di cultura di partito. Ma, sovrintendiamoci, la vergogna non e' solo del Comune ma anche della Regione Toscana che finanzia e quindi sperpera male soldi pubblici - Europei, quindi pubblici - per progetti fallimetari e poi fa operazioni becere come quella di ieri sera, manco fosse la trasmissione "Dilettanti allo sbaraglio". Grande Maila!

L'amico della sera

manuela ha detto...

caro anonimo............... nn essere tanto anonimo qua dobbiamo uscire allo scoperto, far vedere che abbiamo fegato. Esser tacciati di campanilismo è stato veramente offensivo (quando il passato ci insegna che ci hanno fregato gli Stracci..... abbiamo svenduto le opere del Malaparte........... e i quadri della galleria degli Alberti..........??) in un incontro a gonfienti con le autorità quando fu posta la fatidica domanda del perchè a prato non si può avere un museo etrusco il sindaco di carmignano il donato cirri diventò tutto rosso, gli si ingrossò la vena e sbraitando ricordò che gli accordi (sotto o sopra il banco, come ve pare) erano già stati presi e consolidati, angosciante fu il sapere che un museo etrusco a prato avrebbe fatto spengere le luci a quello di artimino........... e ci accusano di campanilismo.............

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