lunedì 17 agosto 2015

"Lo spettacolo della città", riflessioni

Pubblico le riflessioni di Eloisa Pierucci su "Lo spettacolo della città".

"Lo “Spettacolo della città”, nuova produzione del Teatro la Baracca che ha debuttato nel marzo di quest'anno e che viene riproposto, con molte varianti, durante le ultime domeniche dei mesi estivi, è un percorso teatrale tanto complesso e ricco quanto godibile e fruibile, a vari livelli, dallo spettatore-viaggiatore. Qui non ci si siede nella penombra di una sala, non ci si limita ad assistere passivamente allo svolgersi di una performance, non si attende comodamente il momento di applaudire gli artisti. Si sale su un pullman, si prende posto, si scende, ci si dispone in piedi sotto un albero o lungo i contorni di una piazza, si risale, si scende di nuovo e così via, fino a tornare al punto di partenza un po' frastornati, con un ribollire di domande e di sensazioni, ma con la certezza di aver preso parte a qualcosa di unico.
Maila Ermini e Gianfelice D'Accolti non danno “tregua” al partecipante: sorprendono, spiazzano, divertono, emozionano, in un avvicendarsi di letture, dialoghi, monologhi che si susseguono – intervallati solo da brevi pause musicali – non solo durante le sei soste del viaggio, ma anche mentre il pullman è in marcia. I testi, scritti, rivisitati o selezionati da Ermini, affrontano temi centrali come la vita e la morte (non a caso, la prima e l'ultima tappa del percorso proposto il 28 giugno e il 26 luglio coincidono con un cimitero, dove il distacco, la perdita, l'esigenza di una qualche forma di comunicazione con i propri defunti vengono trattati con toccante leggerezza). L'antologia predisposta per l'occasione comprende inoltre alcune poesie, delicate e crude allo stesso tempo, di Szymborska e Garcìa Lorca, una spassosa rielaborazione della “Fontana malata” di Palazzeschi, una scena tratta da “Aspettando Godot” di Beckett (significativamente interpretata nell'angolo più recondito di Piazza delle Carceri: dominata dal Castello dell'Imperatore, turistica, chiassosa e meditativa insieme, luogo di contraddizioni che sembra uscito da un'opera di De Chirico), una testimonianza del Sacco di Prato, magistralmente evocata da D'Accolti sotto le mura della città squarciate dalla tempesta di vento dello scorso inverno. E ancora: la feroce critica al governo cinese e la lotta a favore dei diritti umani condotta dall'intellettuale Liu Xiaobo (detenuto dal 2008), lo sviluppo del tessile e le sue contraddizioni, l'urbanizzazione e industrializzazione a tutti i costi, anche a scapito della salute, il caso di Gonfienti e la lenta e quasi indifferente erosione del passato, Prato nel mondo come scampolo di stoffa secondo le sferzanti parole di Malaparte.
Un viaggio all'interno di Prato, dunque, che diventa però punto di partenza per una riflessione più ampia sull'uomo, sulle molteplici e ambivalenti relazioni instaurate con i propri simili e con l'ambiente che si trova ad abitare. La città, colta nei suoi aspetti peculiari e meno turistici, assume tuttavia una valenza quasi universale e allegorica: è la toscana, multietnica, inquinata Prato; è un angolo di mondo occidentale.
Il talento degli attori e l'accurata scelta delle tappe danno vita a un percorso che si esaurisce nel raggio di pochi chilometri ma che dà al partecipante la sensazione di arricchimento e di trasformazione tipica dei viaggi più lunghi e intensi.
Il prossimo (e, per ora, ultimo) appuntamento è per domenica 30 agosto: il percorso sarà diverso (riprenderà, con alcune variazioni, quello proposto in occasione del primo viaggio), ma ugualmente ricco."

LO SPETTACOLO DELLA CITTÀ

Progetto, format e testi: Maila Ermini
Collaborazione: Gianfelice D'Accolti

Consulenza: Prof. Arch. Giuseppe A. Centauro

1 commento:

Anonimo ha detto...

Concordo.
Grande Maila Ermini, vero genio del teatro.

Prato città cannibalizzata

Prato è una città che è stata cannibalizzata. Basta confrontare il suo centro storico con un'altra città toscana che non sia Firenze....