giovedì 15 ottobre 2015

Teatro La Baracca: qui, emozioni

Così mi fermano per strada e mi chiedono: 
-Ma il teatro La Baracca, chiude? -

Rimango sorpresa, casco dalle nuvole. Rido.

-No.  La Baracca non chiude, né smette di essere un teatro o comunque un luogo culturale. -

Ora forse perché a Prato hanno chiuso librerie e tante attività culturali, e forse perché altre sono in procinto di, ecco che qualche maligno vorrebbe che anche questo teatro indipendente chiudesse.

E mette in giro voci non vere. Del tutto inventate.

No, non si chiude. D'altronde non ho nemmeno 'aperto'. Feci una piccola festa, tanti anni fa, invitando alcune persone quando finimmo di ristrutturare, diciamo così, mio padre e io, quello che era un rudere.

Poi, negli anni, è stato un susseguirsi di attività, laboratori, spettacoli, incontri. 
Certo, non è il luogo dei 'numeri' o dei successi così come li intendono altrove. E non vuole nemmeno esserlo. Non è un teatro-supermercato.

Magari, invece di cascare tutti scandalizzati e inorriditi per il fatto che le attività culturali chiudono, si dovrebbe, e l'ho già detto, essere meno ipocriti o maligni e sostenere chi ha la forza di intraprendere percorsi indipendenti. Ma non si fa.

Invece chi mi chiede se il teatro chiude o meno, non so nemmeno se ci sia mai entrato. 
Non ha mai voluto provare un'emozione come questa, entrare in un luogo bellissimo; sì, un luogo di pensieri ed emozioni.

Credo che la classe politica fosse onesta e avesse a cuore la vita dei propri cittadini, dovrebbe sostenere con la propria presenza, costante, quello che si fa in luoghi come questi, che aiutano a vivere meglio. Invece non solo mostrano indifferenza assoluta,  ma anche disprezzo.

Ho deciso, metterò la scritta: "Teatro La Baracca: qui, emozioni".



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