giovedì 12 novembre 2015

Canzone per i cinesi schiavi


Proprio qui accanto a me

lungo un fosso

che si chiama Fosso

inquinato e sporco

brutto squallido morto

come tutta la città,

vivono lavorano cinesi

come topi.

Ma no, il topo è libero;

il cinese, schiavo.

Ha scelto lui di vivere così,

non conosce altra vita

di vivere come uno schiavo.

Non vuole altra vita!

E lui pensa di fare i soldi

di arricchirsi,

ecco cosa vuole,

e invece arricchisce

il trafficante, il padrone

arricchisce il suo Stato,

che gli dice: - Vai, sei libero,

ma portami i soldi,

mandami i soldi.

E lui lo fa, se ne va felice,

e pensa di essere libero,

pensa che tornerà ricco,

ma è controllato,

è contato sfruttato,

e butta così la sua vita nel fosso!

E nella città

dove si parla di libertà

di dignità,

ecco, puoi trovare tutti questi schiavi

nascosti ovunque.

Nascosti, ma si vedono bene!

Sembra uno di quei giochi

che facevamo da bambini;

quando a nascondino,

e noi pensavamo di non essere visti,

i grandi ci vedevano eccome!


Come si può dormire tranquilli,

come si può dormire

senza pensare che in questa città

c'è qualcosa che non va!

Maledetti ipocriti,

siete andati a scuola

per trincerarvi ancor meglio

nella vostra ipocrisia!


E incroci la nuova schiavitù,

per cui non ci sono ceppi,

non ci sono muri,

la puoi incrociare per via,

schiavitù a portata di mano

schiavitù a portata di occhi,

e ci scambiamo anche sorrisi!

E' una storia che dura da anni.

E mentre penso vedo questo

arriva il camioncino, il ragazzotto

carica le maglie carica il vestitino

che gli schiavi cuciono in fretta e furia

di notte di giorno sempre,

e che compriamo al mercato,

nel negozino,

compriamo a buon prezzo!

Dormono come topi

proprio accanto a me.

Ma i topi sanno

cos'è la libertà;

viva i topi,

che non hanno schiavi

che non affittano

che non inquinano

che ballano alla luna.

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