sabato 14 febbraio 2015

"Lo spettacolo della città" (2)

Iscrizioni:  dalla prossima settimana settimana sarà possibile iscriversi a questo viaggio-spettacolo cittadino, Lo spettacolo della città. Le iscrizioni termineranno tassativamente giovedì 12 marzo, perché abbiamo bisogno di stabilire quale autobus prenderemo.

Il percorso: partiremo dal Teatro La Baracca alle ore 15 di domenica 29 marzo;  andremo all'Ospedale Nuovo, a Galceti, poi lungo il Bisenzio, la Pietà, Viale Marconi, Tribunale, passando per Macrolotto e Parco Prato,  fino a tornare al Teatro La Baracca.

Percorreremo la città disegnando un 'cerchio', evitando, in questo primo viaggio volutamente, il centro e le zone turistiche. E questo anche perché Prato ha caratteristiche peculiari di città estesa, composta da borghi e da insediamenti industriali.

Sull'autobus si svolgerà lo spettacolo, che racconterà la città in modo del tutto insolito, poetico, fantastico, e perché no? divertente.

Il viaggio prevede alcune tappe, vere e proprie soste, dove gli spettatori-viaggiatori continueranno ad assistere alla performance.

Il costo è di 20 euro a persona.

venerdì 13 febbraio 2015

Museo Pecci: Prato non è Bilbao

Finora il Museo Pecci che, ci informano, diventerà Fondazione, è stato il grande di nulla. Ora lo hanno ampliato, e sono pronti a dargli altri soldi, e altri soldi ancora. La Regione diventa socia.

Ma il Museo Pecci, al di là di tutti i progetti, è lontano dalla città di Prato, per non dire dalla Regione, che non lo vive emotivamente.

Prato non è Bilbao. Il Pecci non è il Museo Guggenheim. Nemmeno nell'essenza operaista le due città sono uguali. Bilbao è davvero un'altra storia: essa,  presenza e simbolo dell'opposizione etno-linguistica e politica in terra di Spagna, ha trovato riscatto in un museo, lo ha accolto come un liberatore.

Prato è città conforme, sempre legata alla tradizione, a Firenze e poi a Roma. Alle istituzioni.
Prato è città di immigrazione, non omogenea, immigrazione interessata e sfruttatrice, come la sua essenza industriale che l'ha chiamata a sé appunto per sfruttarla. Brutalmente.

La cultura qui, come in tutta la Toscana, è espressione di dominio, di potere, ogni alterità è stata ed è cancellata. Se va bene, si coltivano soltanto gli artisti falsamente o blandamente alternativi, che di alternativo hanno solo la scorza, la cialtroneria, l'artista del vin-bicchiere o del cicchino. Quelli non fanno paura.

Io ho vissuto un mese a Bilbao, prima che il Guggenheim fosse costruito. La città era brutta, triste, oppressa; scritte di ribellione e rivolta ovunque; gli artisti si incontravano per strada, scontrosi e affamati. Vi si soffocava. 

Là la Fondazione Guggenheim ha trovato l'humus adatto, si è sposata, in qualche modo, con il basso. Con la volontà del riscatto di una città, di una regione. 

Qui, a Prato, nessuna necessità dal basso è lasciata vivere, e quindi non c'è nessun incontro con quell'alto che vive solo di sé e che, nonostante i soldi di cui si nutre, i giochi di potere e le nomine che lo coronano, le pubblicità o i lustrini del momento, le previsioni dell'indotto eccetera; insomma se non si verifica non so come un'altra storia, il destino del nuovo Pecci non sarà diverso dal vecchio.


giovedì 12 febbraio 2015

Lo spettacolo della città (1)


Il Teatro La Baracca realizzerà, domenica 29 marzo, un progetto di teatro-tour nella città di Prato dal titolo “Lo spettacolo della città”.
Lo spettacolo della città vuole essere un viaggio teatrale, storico-geografico, fantastico-poetico nelle città, anche in zone non consuete e periferiche. 
Iniziamo con Prato che si presta molto a questo progetto. Sarà un modo di conoscere la città in modo del tutto diverso, quasi un turismo davvero alternativo e finora mai realizzato.
Presto vi daremo tutti i dettagli del 'viaggio' e le modalità per partecipare all'iniziativa, unica davvero nel suo genere!


mercoledì 11 febbraio 2015

A Prato Confucio diventa Affarucio

Presto sembra che a Prato sarà siglato l'accordo per insegnare il cinese nella Scuola Media, una scuola, concordiamo con Pasolini ancora una volta, da abolire assolutamente per come è strutturata.

Non si capisce né si ha davvero a cuore lo studio delle lingue e si vuole far cantare in cinese i ragazzi alla Scuola Media, capisci, alla Scuola Media! (Come fanno già a Torino...o o...).

I politicanti locali dimostrano non solo una mostruosa superificialità linguistica, ma soprattutto, vogliono darcela a bere! Artefici ancora una volta, i nostri beneamini della Commissione 5, che contempla ahimè, l'argomento cultura, questa sconosciuta.

In realtà non si fa nulla per la cultura, nulla per l'integrazione vera, ma tutto e solo per gli affarucci.

I politicanti, che non sanno niente di Confucio, (al massimo qualche massima raggranellata all'ultimo momento balzando da Facebook a Wikipedia!) ma molto di economia e della materia "afarucio", o gli pseudoesperti 'improvvisastri' di turismo alter-nativo, eccoli trasformati magicamente in adoratori dell'Istituto Confucio (istituto cinese che, scopriamo, ha 200 sedi nel mondo, ma va!), facendo grande "confusio" culturale, con il solo fine di sviluppare non la cultura (intesa anche come, ahinoi, senso critico, quello proprio no!) dei ragazzi, quanto piuttosto di aumentare i commerci!
Oltre a far lievitare prevedibilmente i sentimenti ostili cittadini contro la comunità cinese!

Zero, zero in integrazione. Inqualificabili e demagoghi.
Massa di capre furbastre, andate a studiare Confucio!

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/02/10/news/il-cinese-seconda-lingua-alle-medie-1.10839060

martedì 10 febbraio 2015

Il caso Fonderia Cultart

Da tempo si borbottava, in città, 'contro' l'attività dell'associazione culturale "Fonderia Cultart", che, come risulta dall'esposto del M5S, negli ultimi anni ha ricevuto diversi incarichi organizzativi per un totale di circa 500 mila euri.

Non li conosco; o meglio, solo una volta, mi sembra nel 2011, ebbi modo di incontrare due di loro in occasione degli eventi per il centenario dell'Unità d'Italia al Teatro Magnolfi, dove noi presentammo "Anito e Garibalda". Credo che quei ragazzi nemmeno videro lo spettacolo.  In realtà non furono loro a ingaggiarci, bensì l'assessore Beltrame.

Poi non c'è stato altro incontro, perché come altri organizzatori di spettacoli, invece di tenersi informati e aggiornarsi su tutto quello che accade a livello culturale, si tengono ben lontani da realtà come il Teatro La Baracca, verso cui nutrono un sincero disprezzo aprioristico.

Tuttavia non scrivo per risentimento;  non mi sono mai curata di loro, né ho presentato loro proposte eccetera, perché mi è stato subito chiaro che artisticamente siamo lontani: reputo le loro scelte artistiche superficiali, alla moda, trendy, giovanilistiche, rock; il loro ambito esclusivamente commerciale e di immagine (come s'è visto per "Visionaria").

Ma questo è un giudizio e come tale opinabile. L'Italia è piena di agenzie che si occupano di spettacolo in questo modo, e forse questi di Fonderia non sono nemmeno i peggiori. Anzi, io non nutro nei loro confronti alcuna ostilità.

Né mi piacciono le gogne mediatiche. Tuttavia, quando si dà troppo a certi e ad altri nulla, be' allora,  bisogna farsi delle domande.
Perché non si dà e non si è dato anche ad altri organizzatori la possibilità di crescere un po'?
Non c'è concorrenza, altrimenti. Non c'è visione 'altra', ma solo 'visionarie'. Non ci sono altre offerte. Non ci sono altre scelte.

Queste associazioni, che ricevono i soldi pubblici, e non parlo solo di Prato, rischiano insomma di essere la fotocopia esecutiva, pratica della politica stessa (se non lo fossero, darebbero loro tutto questo credito?), e si comportano e troppo frequentemente come i monopolizzatori di cultura regionale o di Stato; tanto per fare un esempio: Fondazione Toscana Spettacolo, che presenta spettacoli solo di certi artisti, quelli che si tappano la bocca, dicono di sì, o fanno cassetta.

E questa monopolizzazione nella monopolizzazione peggiora ancor di più il ristretto campo della politica culturale che, a noi artisti miserandi, ci vuole sempre più servi, con spettacoli e manifestazioni sempre più simili, piacione e, in fondo, di basso livello, se non altro emotivo.

Un sistema che sforna senza sosta, ahimè, artisti pensieri anime a una dimensione. Anzi, ormai, artisti a una 'confezione'.

Quando a Prato erano tutti pazzi per Malkovich

Io ricordo quando tutti lo osannavano e pensavano che avrebbe contribuito a dare ricchezza e prosperità alla città con l'Opificio JM e la sua moda, e con l'albergo a 5 stelle.
Ricordo quando ormai si professava pratese (1), or sono pochi anni fa, e quando fece il suo spettacolo in Piazza Duomo...Era piena zeppa di suoi concittadini. Qualcuno parlò però di spettacolo deludente.
Ora è evidente che è un uomo tanto semplice, così come lui si definisce, a tal punto da comportarsi come tutti gli altri: porta i soldi in Svizzera (2).

(1)
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/07/14/news/essere_john_malkovich_a_prato_ormai_sono_uno_dei_vostri-5593128/

(2)
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/02/08/conti-in-svizzera-scoperta-maxi-evasione-da-180-miliardi-di-euro_eba5a7c9-f8e7-434e-8035-4838b7ecb52e.html

Però!




lunedì 9 febbraio 2015

I nostri cervelli fermi (a proposito di "Vi odio, cari studenti")


Ricevo e pubblico due riflessioni di una nostra amica, Maura Salvi e di una spettatrice,  Marta, su "Vi odio, cari studenti".  Grazie per sostenerci, ne abbiamo bisogno.


"Cara Maila, lo spettacolo continua …. e sono ancora vive le sensazioni vissute con “Cari studenti”, quindi te le invio.
Ieri sera c'erano molti giovani e avrei preferito ascoltare le loro opinioni su quanto avevamo vissuto in Baracca.
Poi invece non sono intervenuti, forse per timore, ma il dibattito è stato davvero interessante. Mi premeva però dirti grazie per questo evento, che non solo celebra Pasolini più di ogni altro evento proposto per "celebrarlo", grazie al tuo lavoro abbiamo assistito ad un "non spettacolo" che comunque però via, via, 
andava formandosi lì, in Baracca, per aprire ad una riflessione su Pasolini e la sua attualità, ma anche su come siamo adesso dopo tante lotte studentesche, operaie, o femministe. 
Riflessioni sulle quali spesso rifletto senza risposta: siamo qui fermi stagnanti, sembra che abbiamo fatto chissà quali progressi, ma per quante lotte abbiamo fatto, non trovo che le nostre menti siano così rivoluzionate.
Nonostante la grande "comunicazione" i nuovi cervelli, l’informazione e "il nuovo che avanza", siamo vecchi e fermi!!
Nonostante tutte le celebrazioni pasoliniane e i vari eventi per leggerlo facendolo spesso "nostro" ma solo per comodo o per darsi un atteggiamento intellettuale.
Ieri sera non era certo per comodo, anzi il contrario ... ricordare certe cose su di lui può anche essere "scomodo" ma penso che sia ricordarlo com'era.
Inoltre affermo anche che tu Maila lo puoi fare, per preparazione e perché è nel tuo stile non ricoprire la verità, neanche con un velo sottile!! 
Devo dire che mi è piaciuto molto il dialogo fra l'intellettuale e lo studente, interpretato egregiamente da te ma anche da Francesca Lenzi, brava anche in Miriam. E’ stata una scelta molto azzeccata, ha sostenuto benissimo la figura degli studenti di quell'epoca, anche come atteggiamento e presenza fisica.
Se farete altri incontri, come da proposte nate ieri sera, fammi sapere, verrò non
come intellettuale ma semplicemente per ascoltare o dire la mia.
In passato qualcuno “di parte” mi ha lasciato intendere che Pasolini per me era un autore troppo “alto”. Infatti lo era, ma a me piaceva, mi aveva colpito una sua intervista nella quale diceva che preferiva confrontarsi con gli alti intellettuali o con i contadini piuttosto che con le categorie “di mezzo”.
Viste le mie origini … ho pensato di potergli dare dal “basso” una sbirciatina!
Grazie ancora e alla prossima! M.

PS:
Avevo scritto queste cose su “Cattiverie”, poi non l’ho inviate per mancanza di tempo ma le Cattiverie sono rimaste molto presenti in me.
L’ ho trovato uno spettacolo delizioso, raffinato, scritto con intelligenza e ironia, non è facile far ridere di qualcosa di concreto, di solito lo si fa per situazioni spontanee, per frasi o azioni casuali, lì tutto sembrava spontaneo, casuale, ma tutto era molto ben dosato. Non avevo dubbi sulle capacità attoriali di Gianfelice ma è stato lo stesso sorprendente: per quella ironia e comicità sottile, elegante, spontanea e ben misurata.
Delizioso, pensavo mentre percorrevo la strada di casa, piacevole …. ma essere bravi non serve più?
Serve, ma non ha una grande risonanza, ha molta risonanza tutto ciò che ci viene propinato a gran voce. Ciò che viene sussurrato o gridato da una voce “fuori” non serve. Comunque fa piacere assistere a qualcosa di ben fatto, pur con l’amarezza di pensare che avremmo potuto essere un po’ più numerosi quella sera, ma forse non abbiamo usato i toni giusti … o meglio i toni di moda, nel proporlo! ( …?) Ciao!!!"


"Signora Maila,
volevo ringraziarla per lo 'spettacolo non spettacolo' di sabato su Pasolini.
Io credo che fosse ancor più e meglio di uno spettacolo, che ci ha lasciato in serbo tanti pensieri. Lei, inutile dirlo, è bravissima, e si capisce molto preparata sull'argomento.
Non esiste un posto a Prato e non solo dove si vedono robe del genere. Il suo teatro è una piccola perla, grazie per tutto quello che fa e per come lo fa.
Volevo scrivere sul quaderno del gradimento, ma poi non era facile sul momento.
Tornerò presto a trovarla." Marta

domenica 8 febbraio 2015

Com'è andato "Vi odio, cari studenti"

Sorprendentemente, gente. Anche giovane.
Più di due ore di spettacolo, incluso il dibattito, evidentemente 'necessario', perché il pubblico non se ne andava. 
La realizzazione scenica dei testi pasoliniani- poesia e prosa - è particolarmente difficile e sfibrante e mette a dura prova la tecnica dell'attore. C'era poi da ricostruire anche il contesto storico, politico, poetico. La giovane allieva, Francesca Lenzi, se l'è cavata egregiamente nell'interpretare la studente in polemica con Pasolini.

Siamo molto contenti di questo teatro, di questo fortino di libertà e di pensiero.

Italia: la corruzione ci soffoca la vita

Sono molto contenta che qualcuno abbia avuto il coraggio di denunciare all'autorità la corruzione dilagante che esiste per i concorsi u...