venerdì 29 maggio 2015

Si combatte da fuori

Alla fine andrò a votare anch'io, nonostante auspichi l'abolizione delle Regioni come enti politici.
E questo, per 'interesse': per arginare il danno che la Regione ha perpetrato nei confronti della piccola realtà culturale che dirigo, un piccolo teatro e, più in generale, per contrastare il vero obbiettivo della gestione culturale ora in Italia - non solo in Toscana, ma qui si osserva più che altrove -, ossia mantenere in vita i grossi enti trasformandoli in aziende vere e proprie, e quindi sostenere i grossi eventi e i nomi televisivi che fanno pubblico e via dicendo. L'operazione 'piazza pulita' è camuffata dall'abusatissima parola: 'eccellenza'. Questa parola, cacciata come allocuzione personale dalla porta del Sessantotto eccetera, è rientrata dalla finestrina dell'Ipocrisia e della Falsità politica.
Non esprimerò nemmeno il voto disgiunto (magari votando qualche candidato 'simpatico' o 'attraente' o 'amico...), perché poi capisco - anche attraverso i video e le pubblicità varie - che "combattere da dentro", come ricorda il Pasolini cinese, Liu Xiaobo, dissidente vincitore premio Nobel detenuto in carcere, è il discorso tipico di chi poi fa il gioco di chi ti vessa e opprime, o di chi comunque intende mantenere le sue prerogative, purché risibili.
Si combatte da fuori. 

mercoledì 27 maggio 2015

GIU' LE MANI DA GONFIENTI!

Il giorno 25 maggio 2015, in occasione della serata  “GONFIENTI, VIA COL VENTO (O VIA COL CEMENTO?), “incontro di sensibilizzazione culturale”, cittadini , associazioni culturali e gruppi politici si sono riuniti al Teatro La Baracca per fare il punto sulla situazione del sito archeologico di Gonfienti di Prato, di cui si paventa la coperta del Lotto 14.
E’ inteso costituire un libero, spontaneo, autonomo gruppo di vigilanza, al fine di tutelare il sito archeologico, di fatto finora negato alla cittadinanza, e così esercitare una virtuale diffida verso tutti coloro – enti pubblici, privati e singoli cittadini – che perseguano l’oblio e l’abbandono di Gonfienti.

In particolare,  il documento dell’Associazione Culturale Ilva/Isola d’Elba, – Via Etrusca del Ferro – qui di seguito riportato- , è stato adottato e proposto come nucleo programmatico del costituendo gruppo di vigilanza.

Gonfienti è peraltro simbolo del trattamento che le istituzioni politiche nazionali e sovranazionali ormai riservano alla cultura,  considerata ormai in termini aziendalistici e solo in questo senso finanziata e protetta.



Documento
La città etrusca di Gonfienti: e via col vento ...

L’Associazione “Ilva/ Isola d’Elba – Via Etrusca del Ferro” e il suo Consiglio Direttivo

- a fronte delle notizie apparse in cronaca in questi ultimi giorni riguardanti il rischio che il sito archeologico di Gonfienti* (già dichiarato di importante interesse archeologico) venga dismesso dalle autorità preposte;
- valutando i foschi scenari futuri che si paventano da più parti, Amministrazione comunale compresa, relativamente alla situazione in atto e in particolare alla risoluzione annunciata dalla stessa Soprintendenza Beni Archeologici Toscana (SBAT) di ricoprire, a partire dalla fine del mese di maggio 2015, l’area del Lotto 14 (unica porzione attualmente visibile dell’intera area archeologica, ndr.) in caso di mancato finanziamento dei fabbisogni di gestione ammontanti a €. 600.000 all’anno (stando alla cifra dichiarata riportata sulla stampa per il mantenimento, la pulitura e la progressiva messa in sicurezza/ restauro al fine di garantire l’apertura al pubblico, ancorché saltuaria, della suddetta Domus, ecc. ndr.);
- considerando che le promesse di investimento per l’acquisto delle infrastrutture interportuali, quali l’ex Mulino, dove sono concentrati da oltre 10 anni i laboratori di restauro della SBAT, e delle aree soggette a vincolo, già assicurate, fin dalle tornate elettorali delle ultime amministrative, dalla Regione Toscana per un importo di oltre €. 3.500.000, non solo latitano, nonostante la firma di vari protocolli, ma sembrano anche essersi dissolte come neve al sole;
- venendo poi meno, alla luce delle suddette circostanze, adombrate dalla mancanza di risorse economiche, qualsiasi prospettiva di ripresa degli scavi nonché la prosecuzione delle attività conservative riguardanti la cosiddetta “Domus etrusca” di cui al Lotto 14;

esprimono il più vivo disappunto e sconcerto
e ritengono inaccettabile ogni aut aut.


Inoltre, l’Associazione “Ilva/ Isola d’Elba – Via Etrusca del Ferro” e il suo Consiglio Direttivo

- valutano la cifra richiesta (€. 600.000 all’anno) del tutto spropositata, anche in considerazione del fatto che per le indagini preliminari e i primi scavi sono già stati erogati dall’ospitante Società Interporto oltre €. 3.500.000, e che la stessa Soprintendenza ha usufruito in comodato gratuito, comprese le coperture dei costi delle utenze, della piena disponibilità degli spazi dell’ex Mulino per un valore annuo di circa €. 120.000;

- fanno presente che l’ente locale ha speso per ulteriori indagini oltre €. 300.000 a fronte di cifre molto più modeste garantite dallo Stato;

- sottolineano che risulta incomprensibile l’ostinato rifiuto di avvalersi del supporto del volontariato, associazioni e altri soggetti (ciò, peraltro, avrebbe comportato e comporterebbe un notevole abbassamento dei costi), che in tempi diversi hanno dato disponibilità, fra l’altro, a mantenere il sito pulito dalle erbacce e dalle vegetazioni infestanti che stagionalmente si riproducono;

- rivolgono l’ennesimo appello affinché le autorità istituzionali e amministrative che governano il territorio dimostrino nei fatti che può essere evitata una gestione fallimentare del patrimonio archeologico di Gonfienti.

Concludono, affermando a chiare lettere:

DIAMO UN FUTURO ALLA CITTA’ DEGLI ETRUSCHI SUL BISENZIO, NON LASCIAMO CHE SU STORIA E STRAORDINARIE TESTIMONIANZE DEL PASSATO, AFFIORATE CON UN NOTEVOLE IMPEGNO ECONOMICO, GRAVI NUOVAMENTE UNA COLTRE DI TERRA E DI SILENZIO.

Documento dato al “Teatro La Baracca” (Prato), il 25 maggio 2015, in occasione della serata: “GONFIENTI, VIA COL VENTO (o VIA COL CEMENTO?) Incontro di sensibilizzazione culturale”

(*) = Si tratta più esattamente di “Sito pluristratificato: media età del Bronzo, età etrusca, età romana in località Gonfienti (Prato), area dell’Interporto della Toscana Centrale; Gonfienti, Villa Niccolini; Pantano 2; Fosso del Ciliegio, anche Gora del Ciliegio” (in SBAT, Carta Archeologica della Provincia di Prato, 2011).


Firmano (in ordine alfabetico):

Manuela Biliotti, Filippo Bonanni, Gianfranco Bracci,  Luca Bravi, Giuseppe Centauro,  Irene Centauro, Maria Emanuela Crestini, Manuela Gennari, Gianfelice D'Accolti, Maila Ermini, David Fastelli, Alessandro Gori, Paolo Pastacaldi, Sabrina Pieroni, Daniele Rovai, Fabio Scarrone, Silvia Serpa, Elisa Valdambrini, Roberto Vannucchi.





LEGENDA DELLE IMMAGINI
"La prima foto è un’elaborazione delle aree scavate e vincolate nel novembre 2006 sovrapposta ad una foto aerea (tratta da “Google Earth” post 2010); l’altra è tratta dalla Carta Archeologica della Provincia di Prato (a cura di P. Perazzi e G. Poggesi),  PO80, Gonfienti. Area dell’Interporto della Toscana Centrale, © SBAT © All’insegna del Giglio, Borgo San Lorenzo 2011, p. 309.

Nelle immagini sono illustrate e aree di rilevante interesse archeologico che sono state poste in regime di tutela (ex lege 42/2004 e successive integrazioni) come zone strutturate dell’antico insediamento etrusco, dove sono  stati compiuti scavi  e tratti reperti da parte della Soprintendenza Archeologica della Toscana. Non sono invece  rappresentate, in assenza di documenti ufficiali pubblicati, le altre aree oggetto delle indagini preliminari con saggi di scavo e le aree della necropoli dell’età del Bronzo 1-3 rinvenute in corrispondenza dello scalo merci, oggi coperte da binari, magazzini e piazzali in cemento". (Foto e testi, G.A.C.)


martedì 26 maggio 2015

Morte di Pasolini: ma quale mistero, sappiamo tutto

Dopo che è stata archiviata l'ultima indagine sulla morte di Pasolini, ci vogliono far credere che questa sia ancora e sempre avvolta nel mistero. Non c'è bisogno di una sentenza per capire com'è andata e perché, chi voleva la morte di Pasolini.
Ormai sappiamo tutto; e i nomi di questi cinque personaggi misteriosi che evidentemente, comunque, erano presenti sulla scena del delitto in quel lontano 2 novembre 1975, sono anche loro un dettaglio. Assassini al soldo. 
E' nella sua significanza storica e politica che va visto l'assassinio di Pier Paolo Pasolini, evidentemente fatto uccidere da un potere che sentiva il poeta, pur solitario o forse proprio per questo, molto 'pericoloso'.

Come è accaduto ad altri poeti, cito fra tutti Federico Garcia Lorca ucciso dai fascisti di Francisco Franco, e come accade oggi in Cina, dove non si uccidono, ma si tengono in galera i poeti e si impedisce loro di scrivere, con la complicità e il silenzio di tutti (vedi  quello che accade al premio Nobel Liu Xiaobo in galera ed altri dissidenti).

Il potere si deve giudicare sempre per come come tratta i poeti, non con il PIL. 


http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_25/pasolini-dna-non-salva-l-inchiesta-morte-poeta-cala-sipario-deb26f6a-0305-11e5-955a-8a75cacacc9d.shtml

Serata su Gonfienti

 Ieri sera al Teatro La Baracca si è svolto l'incontro di sensibilizzazione culturale "Gonfienti via col vento (o col cemento?)".

Data l'importanza dell'incontro, cittadini, associazioni e gruppi politici hanno deciso di stilare un documento comune e di pubblicarlo a breve.

domenica 24 maggio 2015

Gonfienti, via col vento (o col cemento?)

In occasione dell'incontro che si terrà domani, lunedì 25 maggio ore 21,30 al Teatro La Baracca sull'area archeologica di Gonfienti di Prato- e più in generale sulla cementificazione della Piana che la sacrifica con il silenzio di tutte le istituzioni, e nonostante le kylix esposte a Palazzo Buonamici- ,  copio questo articolo del Prof. Giuseppe Centauro pubblicato oggi da La Nazione:


"Kouros bronzeo (480-460 a.C.) raffigurante il dio Vertumno fu trovato, nel 1735, a Pizzidimonte. Oggi lo conosciamo come l’Offerente che si conserva al British Museum di Londra. Uno straordinario messaggero della bronzistica etrusca che, in chiave nostrana, è testimone delle ricchezze nascoste del territorio pratese. Senza andare in Inghilterra possiamo aggirarci in quel di Gonfienti per capire meglio le ragioni di questa straordinaria presenza e, semmai fosse aperto lo scavo, visitare passando da via del Pantano resti del maggiore insediamento etrusco a nord dell’Arno. Dopo la fortuita scoperta, nel 1997, di prime tracce della grande metropoli sul Bisenzio, il borgo di Gonfienti con le torri medievali e l’antica chiesa di San Martino, è divenuto per l’Etruscologia un centro di primo piano a livello nazionale. Imperdibile la grandiosa Domus arcaica, di oltre 1400 mq, in grado di restituire capolavori assoluti, quali la pregevole coppa a figure rosse, nota come la “kylix di Douris” (475-470 a.C.). Questo vaso, in mostra a palazzo Buonamici, raffigura in un simbolico confronto, degno del più alto pensiero umanistico, il muto dialogo tra Ragione (personificata da un filosofo barbato) ed Amore (nelle vesti di un “fuggevole” erote alato). Un lavoro bellissimo, commissionato dall’autorevole personaggio che abitava quella sorta di reggia. Solo una minima parte della città è stata fin qui messa in luce; si consideri allora quale enorme patrimonio possa ancora riemergere dal fango. Pensando alle troppe ed incoerenti obliterazioni sopportate dalla città etrusca per far posto a magazzini, binari e piazzali dell’Interporto, torna impietosamente alla mente il ricordo degli infiniti bronzi, delle monete d’oro e degli idoletti d’argento andati dispersi nel ‘700 senza gloria né memoria. Tutto cambia niente muta".  (Rubrica "Prato da capo a Piedi" di G.A.Centauro).

Foto della 'domus' (M.E.)

Noticina conclusiva su Lo spettacolo della città in Valbisenzio

Spettacolo della Città in Valbisenzio. Vi ricordate? quello che facciamo col pullman che in diversi hanno tentato di sco...