venerdì 10 luglio 2015

Basta con le umiliazioni

Ieri mi capita, riordinando alcune carte, di prendere in mano una domanda di contributo al Comune.
Sono passati alcuni mesi dal suo inoltro, e non ne ho saputo più nulla.
Non che speri di ricevere alcunché, ma almeno sapere se la domanda sarà presa in considerazione, oppure no. La Baracca ormai è abituata alle stagioni magre.

Chi mi risponde, è ironico.
Mi si dice che tanti hanno chiamato, e proprio subito il giorno dopo dell'approvazione del bilancio.
Tutte le associazioni a chiedere soldi. In particolare gli 'artisti'.

Non pensavo di suscitare tanta ilarità nel sapere che fine ha fatto una richiesta. Una richiesta lecita.

Eppure loro, i dipendenti, non lavorano e percepiscono il loro stipendio grazie ai nostri soldi? Ai  contributi di tutti?
Il dipendente si sente come in una botte di ferro, e 'superiore', come se i soldi che prende venissero dal cielo.

Sono stufa di essere umiliata dagli impiegati e dai politici. dai loro toni, dai loro modi, dai discorsetti: ah quanti assessori sprezzanti ho incontrato (e anche consiglieri!), quasi tutti sono così, quanti direttori direttrici artistiche con il sorrisetto ironico, dall'alto in basso, nell'incontro frettoloso dello spaccio culturale!

Se non fai parte dei 'giro', il più delle volte accettano di incontrarti per 'dovere istituzionale', per curiosità o per rubarti qualche ideuzza o informazione.

E tuttavia, quanti ora vedo caduti in basso - vedi gli impiegati delle province o ex-asssessori! - che hanno perso quel gas superiore, l'aura del potere che al solo incontro ti profumava di 'vermità'.

Non che gli artisti siano santi.  Molti,  petulanti clientes.
Tuttavia, persone.

E ancora vecchi non siamo. Tra poco ne vedremo delle belle.

mercoledì 8 luglio 2015

Gonfienti tabù, ovvero serata pasticciona a Palazzo Pretorio di Prato

Dunque stasera ho visto la recita di una serata pasticciona a Palazzo Pretorio, dove le curatrici della mostra prevista per marzo 2016, "L'ombra degli Etruschi", avrebbero dovuto evidentemente parlare anche di Gonfienti, dato che il titolo dell'incontro recitava: "Prato e il suo territorio fin dal tempo degli Etruschi".
Delle studiose previste era presente solo la Dott.ssa Bettini, direttrice del Museo Etrusco di Artimino.
Faceva improbabili veci di Gabriella Poggesi e Paola  Perazzi  l'archeologa Dott.ssa Cianferoni, che ha mostrato diapositive illustrando "Le pietre fiesolane". Di seguito la Bettini ha raccontato il 'suo' museo.

Il cambio di programma non era stato annunciato, e infatti i depliant disposti sulle sedie riportavano  quello originario.

Io credo che lo abbiano cambiato in tutta fretta perché sapevano della presenza del Gruppo di Vigilanza di Gonfienti,  che era stata annunciata,  temendo chissà quali proteste sull'argomento tabù. In realtà si sono comportati in modo tale da peggiorare la situazione, oltre ad offendere l'intelligenza delle persone.
Noi siamo persone civili e non piazzisti. Siamo andati al Pretorio non solo per dissentire, ma anche per ascoltare. Siamo preparati, determinati, ma mai offensivi.

Il pubblico ha sorbito la conferenzina, deludente e misera, raffazzonata, ma poi una rappresentante del Movimento Cinque Stelle, Manuela, che fa parte del nostro Gruppo, ha chiesto delucidazioni sul cambio.

Ne è nato un dibattito in cui anch'io ho preso la parola.

Che dire? La volontà di affossare Gonfienti è così palese che le sue manifestazioni stanno diventando comiche e comicissimi i tentativi di sfuggire la questione.  

Anche altri del pubblico erano irritati dal diverso improvvisato argomento, vissuto come una mancanza di rispetto. Com'è stato.

Di fronte a queste farsette, le visitine al sito archeologico sono una totale, assoluta presa in giro.
Tra l'altro abbiamo saputo che nell'annunciata 'mostrona' di marzo 2016, a Gonfienti sarà dedicata una piccola sezione.
La città è tutta ormai votata, come ha confermato una persona informata che ci ha raggiunto dopo la conferenza, all' 'astronave' del Museo Pecci.

Cianferoni ha tentato di sminuire l'irritazione del pubblico definendo le richieste di riconoscimento del sito archeologico e di un museo etrusco a Prato,  'campalinismo', come se chi volesse valorizzare il luogo e i ritrovamenti etruschi fosse un 'pratese sfegatato'. E anche come dire: avete Artimino, Carmignano; basta e avanza.

Tentativo fallito.

Tuttavia Cianferoni ha confermato, proprio a me che gliel'ho chiesto, l'enorme importanza di Gonfienti,  eccezionale 'emporio' etrusco anche perché situato in pianura, e non in collina come tutti i siti etruschi, se non sul mare.

Bettini mi voleva dare lezioni di villanoviano, ma Cianferoni l'ha corretta. 

In questi anni ho studiato.



L'ombra degli Etruschi, ovvero cambiamenti ad arte

Annunciata la serata sugli Etruschi, per mercoledì 8 luglio nell'ambito di Degustazioni ad Arte, in due modi diversi:

Prima sul comunicato stampa del Comune e sul cartaceo della Pratestate:

8 luglio, ore 18.30 - con Gabriella Poggesi e Paola Perazzi (Soprintendenza Archeologica della Toscana), curatrici della mostra L'ombra degli Etruschi. Simboli etruschi tra pianura e collina e Maria Chiara Bettini, direttrice Museo Archeologico di Artimino "Francesco Nicosia". (1)

Poi si cambia, e a parlare ci sono altri personaggi  (non più chi curerà la  mega mostra sugli Etruschi annunciata per il 2016?):

"Domani sera si parla di archeologia e della storia di Prato con Giuseppina Carlotta Cianferoni e Maria Chiara Bettini, direttrice del Museo archeologico di Artimino “Francesco Nicosia”​...Sarà anche l’occasione per presentare la prossima mostra dal titolo “L'ombra degli Etruschi. Simboli etruschi tra pianura e collina”, uno straordinario progetto espositivo che vedrà impegnato il Museo di Palazzo Pretorio nel marzo 2016. Presente anche Maria Chiara Bettini, direttrice del Museo Archeologico di Artimino, ospite dell’incontro che si terrà nel cortile di Palazzo Pretorio intitolato “Prato e il suo territorio fin dal tempo degli Etruschi”.  (2)

Ma insomma, chi ci sarà a presentare questa prossima mostra? Di cosa poi si parlerà veramente?
Solo l'Ombra degli Etruschi, evidentemente, è certa! (E forse i suoi 400.000 mila euro di cui si vocifera?).




martedì 7 luglio 2015

Modello Sala di Pistoia

Sono tutti contenti che anche Prato vada verso il modello Sala di Pistoia, con tutti i locali aperti, i dehors con la gente seduta fuori, tanto che non puoi camminare.

La Sala di Pistoia è diventata così brutta e sgualcita che non val la pena andarci più. A vedere cosa, poi? La gente guarda la bellezza delle case e dei negozi antichi? Non ci pensa proprio, non sa nemmeno cosa calpesti!
Gente e gente seduta a mangiare e a bere: e così vuole fare Prato, che prima scimmiottava Firenze, ora Pistoia.

Oggi non potrei fare più lo spettacolo di poesia che feci ai piedi del Leoncino nel 1994! Ci vorrebbe un mega impianto audio e nessuno guarderebbe se con il proprio piatto o il bicchiere. La poesia? Non porta numeri, folla! La musica? Solo se 'blues', puramente commerciale!

L'Italia appare come una grande tavola, con tanti commensali al lato con bicchiere in mano.
D'altronde, questi ragazzi, non avendo più la possibilità di un lavoro fisso, non sapendo che fare, non trovano di meglio che improvvisarsi gestori di locali. Con immancabile dehors! Per tenere le sedie davanti al locale costa mediamente 2 euro a metro quadro, ma chi controlla questa occupazione di suolo pubblico? D'altronde i Comuni devono far cassa! 


Guai se i centri storici non sono invasi da frotte di giovanotti e giovanotte con bicchiere in mano, vuol dire che non si è fatto abbastanza per l'economia e il...turismo della città!
Infatti tutti gli assessori si fanno fotografare con il bicchiere in mano! Che non ha una fotografia con bicchiere di vino o birra in mano su facebook?

E pace a coloro che vivono e dormono nei centri storici, e  che protestano, ché vorrebbero dormire. 

Presto le città saranno solo negozi e localini, un po' come ormai è già Venezia la Finta: città centri commerciali, per cui non avrà più senso ricostruire, come si è fatto con l'Outlet di Barberino, la città pseudorinascimentale fiorentina, perché la città stessa si trasformerà in un centro commerciale.

Bere bere bere. Localini localini localini per la 'movida'. Parola spagnola che ha portato quell'uso di trascinarsi di notte degli iberici; alzarsi tardi, dormire tardi. Ma la 'movida' era un movimento di liberazione culturale dall'oppressione franchista; qui invece, la 'movida' è l'espressione dell'oppressione stessa, culturale ed economica. Antropologica.

Questo è il modello di turismo che vince, oggi. Piatto e bicchiere.
Un po' come il sesso negli anni '70, ecco un nuovo modo di falsa liberazione o libertà, e di presunta ripresa economica.

Viene da ridere e, soprattutto, da tenersi lontano dalle città.
E zero divertimento, sia chiaro: i giovani si annoiano da morire, e le serate sono tutte uguali, e nessuna iniziativa, nessuna creatività, zero alternative, e devi solo e sempre comprare il bicchierino per mettere in pappa il tuo cervellino.


lunedì 6 luglio 2015

Atena è tornata

Con quanto piacere accogliamo questo ritorno di Atena, dea dell'intelligenza, della sapienza e della strategia.
Com'è noto, Atena aiuta i giovani eroi, come Odisseo.

La Gorgone Medusa ha ritrovato il suo novello Perseo, le ha tagliato la testa e l'ha data ad Atena che la porta sullo scudo. 

La letteratura furbaglia di Elena Ferrante

Sono anni che i critici stanno dietro a questa Elena Ferrante, di cui non si conosce il viso.
E' arrivata perfino terza al triste Premio Strega.

In America sono letteralmente impazziti per questa scrittrice d'appendice.

Ma non è la qualità del suo scrivere ciò di cui parlo.

E' la perfetta operazione di immagine e vendita, per cui è stato confezionato il mito.

Il nuovo genere, letteratura furbaglia.


Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...