lunedì 31 agosto 2015

Spettacolo della città del 30 agosto, commenti

Dunque è finito questo tour estivo de "Lo spettacolo della città". In questa ultima replica abbiamo ripetuto il giro con cui avevamo debuttato a marzo.
Oggi era presente anche l'Assessore alla Cultura del Comune di Prato, Simone Mangani.

Tutti positivi i commenti del pubblico, in questa ultima replica più garrulo e partecipante del solito.
Anche questa partecipazione fa parte dello spettacolo, dato che il pubblico non si trova al buio, e può addirittura interagire.

La prossima tappa de "Lo spettacolo della città" sarà Prato-Valbisenzio, nella primavera 2016. Ma di questa parlerò più in dettaglio nella presentazione della prossima stagione teatrale della Baracca, a breve.

"Esperienza bella e coinvolgente, da ripetere".  (S.Vannini).
"Siete meravigliosi, complimenti! E' stata una bellissima esperienza. Grazie di cuore". (M.Fortino).
"Strepitosi."  (E. Corrado).
"Bravissimi. Vero teatro di resistenza". E.Campolmi.
"Grazie per il bello spettacolo. Mi avete fatto sentire  il polso della città: certi luoghi ora li vedrò con altri occhi". (A.Firker).
"Lo spettacolo mi ha mostrato e raccontato molte cose interessanti sulla città di Prato".
"Una bella vacanza". E.Bettazzi.
"Una serata veramente particolare, molto bravi." (S.Querci).
"Tutto bello, tutto bello, tutto bello." (P...?).
"Grazie ancora per farci rivivere, per farci sognare e ricordare". (M.Biliotti).
"Grazie, un grande spettacolo che ci ha veramente fatto riflettere" (F.Scarrone).
"L'idea dello spettacolo viaggiante è meravigliosa. Bravi!" (N.Tesi)
"Nuovi bellissimi colori. Bravissimi e grazie di questo viaggio!" (Arianna)
"Fantastika Barakka" (Federico).
"Grazie! Bellissimo viaggio nella città e nella storia". (Lucia)
"Che bei compagni di viaggio. Grazie" (?)
"Vorrei ringraziarVi per lo spettacolo di domenica 30 agosto; riuscite a rendere facili le cose più difficili e a rendere speciale una domenica come tante, siete fa-vo-lo-si. Peccato per il disturbatore della giornata, ogni tanto si trova delle persone che vorrebbero fare, loro, lo spettacolo". (A. Aterini).



sabato 29 agosto 2015

Sacco di Prato: fu lo Stato Pontificio

29 agosto 1512. Tra messe e passeggiate, non si dice mai, sul Sacco di Prato, la verità forte e chiara.
Fu lo Stato Pontificio ha organizzarlo, affinché i Medici tornassero in città - e quindi per averne il controllo - sbaragliando la Repubblica Fiorentina, quella di cui era segretario il Machiavelli. Per il massacro utilizzarono gli spagnoli, ma la sostanza non cambia.
Inutile metterla sul campanile, come qualcuno ha fatto, sostenendo che la Repubblica Fiorentina non difese Prato...Fronte alle forze messe in campo dalla Lega Santa (le 'alleanze della cristianità', Stato Pontificio retto dal quel guerrafondaio di Giulio II, Spagna, Venezia, eccetera), poco poteva Firenze.
Il cardinale che 'sostenne' il sacco fu Giovanni de' Medici, il figlio di Lorenzo, che nel 1513 diventerà Leone X.

Poi è stato creato il culto per nascondere la Storia, come quella della Madonna dei Papalini della Chiesa di San Vincenzo, che avrebbe trattenuto tre soldati spagnoli da saccheggiare il convento delle suore.  Il nome della Madonna è quanto mai incredibile, perché furono proprio i papalini a mettere a sacco la città di Prato.



giovedì 27 agosto 2015

Il 5 Stelle Fantinati al Meeting di CL

Ha fatto molto effetto il bel discorso di Fantinati al Meeting di CL. Gliene ha dette quattro, come si dice in gergo. Avete tradito il Vangelo, gli ha detto in sostanza.
D'altra parte, dall'altra parte, lo hanno provocatoriamente invitato, subito disposti a porgere l'altra guancia, a dimostrare che in fondo, a parte gestire gli ignudi, scuole università mense e poveracci - il Nord ne è colonizzato un po' come qua dalle cooperative e partecipate monocolorate, - il Vangelo non lo hanno abbandonato, nemmeno con la Nestlè.
Copione rispettato con altra guancia finale, con in più un po' di pepe, che non guasta alla risonanza mediatica e alle casse.

Solo in Italia siamo così asfissiati dalle comunicazioni e liberazioni papali e simili; se andate in altri paesi non c'è traccia di tutta questa politica beghina.

E' molto meglio non andare da chi da troppi secoli domina e condiziona questo territorio. Anche se uno ha la possibilità di dirgliene quattro. Loro sanno bene cosa di dice di loro. Eccome se lo sanno!

Perché confrontarsi con chi ha lottizzato cielo e terra e lo vuole continuare a fare? Così hanno la possibilità comunque di dimostrare la loro santità e di stare dalla parte del giusto. Anche se ogni tanto fanno qualche peccatuccio. Che poi prontamente confessano.  O 'scontano', invitando un 'grillino' che parla a ruota libera. 

Per scacciare i mercanti dal tempio, coloro che utilizzavano Dio per i loro interessi, Gesù non fece tanti discorsi edificanti: li buttò fuori.

mercoledì 26 agosto 2015

"Lo spettacolo della città", ossia il teatro si fa sul pullman

Domenica 30 agosto, alle 17, ci sarà l'ultimo appuntamento estivo de Lo spettacolo della città.

Il teatro col pullman. Sul pullman.

Amato dal pubblico, uno degli spettacoli che più hanno avuto successo di quelli che ho creato. Successo proprio come si intende oggi.

Non sarà questa l'ultima replica; sono in 'lavorazioni' altri luoghi e altri percorsi.

Uno, prossimo, vi stupirà.



martedì 25 agosto 2015

Free China

Ieri sera sono andata a vedere il documentario "Free China".
Deludente.
Le persecuzioni contro i seguaci del Falung Dong sono una cosa seria, come tutte le persecuzioni dei diritti fondamentali dell'essere umano, di cui la Cina detiene un triste primato, ma il documentario è edificante, a tesi, troppo 'americano' , distrugge e vanifica proprio quel messaggio che intende far passare.

Senza contare che la serata è stata organizzata male; ingresso libero, buffet che ha fatto arrivare molti anche magari poco interessati all'argomento, calca prima della prima proiezione, perché molti non sapevano come si sarebbe svolta la serata eccetera. Confusione.

Alcuni se ne sono andati via in anticipo e quindi sono potuta entrare prima che iniziasse la seconda proiezione. Che non so se è avvenuta, perché dopo, molta gente non c'era più...

Direi, nonostante il budget ricco per la produzione, un documentario noioso, paradossalmente 'falso'.

Pochi cinesi fra il pubblico; con alcuni ho parlato, in particolare con un ragazzo molto acculturato che veniva da Firenze e che si è dichiarato deluso. Avrebbe voluto che si parlasse in modo meno di parte. E anche gli italiani, senza specificare, sono rimasti perplessi.

Magari il documentario è servito a far conoscere quel tipo di persecuzione, di cui molti sono all'oscuro nel mondo occidentale...

C'è però bisogno di altro, di un approccio serio alla tragedia. E invece oggi rappresentare la tragedia sembra impossibile, perché il sistema culturale viene manipolato dagli interessi politici ed economici, e si può addirittura sfiorare la farsa. Ma poco importa, se si deve creare l'opinione pubblica.

Il cinema d'altronde è un'arte fra le più serve almeno dal 1930.

lunedì 24 agosto 2015

Fra ipocrisia e fatiscenza

Alla ricerca di un luogo dove lasciare pile usate, oh, com'è difficile!, sono finita a Parco Prato con la bici.
Fra segni di ipocrisia - dopo aver distrutto il verde e cementificato tutto, raccontano le favolette come ai bambini con i cartelli sul verde da proteggere - e fatiscenza - dalle strutture cola acqua e c'è bisogno di riparazioni, a pochissimi anni dalla inaugurazione, vi
si vive un senso di profonda commerciante solitudine.





venerdì 21 agosto 2015

Nonnina centenaria ribelle

Ecco l'intervista integrale alla nonnina che ha compiuto cent'anni l'altro giorno e che ha rifiutato gli auguri del sindaco e di farsi fotografare dall'assessore, come ormai si usa in molti comuni.
I sta per intervistatore, N per nonnina.

I.  Buongiorno. Ci vuol dire il motivo per cui ha rifiutato gli auguri del sindaco e di farsi fotografare con l'assessore?

N.   Volevo la torta.

I.  Non gliel'hanno portata?

N.  No.

I.   Non la portano a nessuno, però.

N.   Io la volevo. Che me ne faccio degli auguri? Volevo la torta con la panna. Oppure la millefoglie.

I.   E però...perché non ha voluto farsi fotografare con l'assessore?

N.   L'assessore...e chi la conosce?

I.   Però l'ha fatta entrare....

N.   E' stato quel deficiente del mio figliolo a farla entrare, e lei tutta pimpante s'è messa in posa. Mi voleva far sfigurare.

I.     Ma no...Avrebbero pubblicato la foto sul giornale; non le avrebbe fatto piacere?

N.   No. Non voglio passar per ridicola.

I.   Macché ridicola. Si fanno fotografare tutte, le nonnine.

N     E son tutte ridicole! Quando ho bisogno, questi non ci sono mai, son birboni! Nemmeno la torta mi hanno portato. Gli auguri....Mi fanno ridere. Niente torta? Niente foto. E poi a questa età è meglio non farsi fotografare, ci sa troppe grinze... Te l'hai portata la torta? Il sindaco...ma come si chiama, boh... nemmeno la torta m'ha portato. Io voglio la millefoglie.

martedì 18 agosto 2015

Ministro Franceschini: operazione 'rifaccio la facciata al museo'

Tutti a esultare per le nuove nomine 'straniere' dei direttori dei musei italiani, come se, per esser bravo e capace, bastasse l'appartenenza a una nazione  (che parola decaduta...).

Si tratta, manco a dirlo, di una operazione di facciata, e non a caso il Ministro Franceschini dichiarò a suo tempo che avrebbe trasformato il Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel ministero numero uno: intendendo uno come numero nel senso di qualità - strumento di conformismo politico- e quantità - strumento economico.

La trasformazione è in realtà avvenuta da anni. La cultura è al servizio assoluto dell'economia e della politica di partito.  Se vi piace è così; e se non vi piace, è lo stesso.

Anzi, son tutti d'accordo, i 'oglioni.

Dimenticate, se qualcuno ancora soffre di questo prurito, di andare a vedere qualcosa di culturale, nel senso di creativo, artistico, autorale; è proibito. 
Anzi, siamo arrivati al punto da odiare chi prova ad uscire fuori dal seminato.
Autori e artisti che non stanno nel recinto sono già stati massacrati, e con la complicità più o meno volontaria dell''utenza', gli ultimi artisti presuntuosamente rimasti in vita stanno per morire.


Infatti,  chi si allontana un po' da questi criteri di cassa e di sudditanza, è del gatto. Peggio per lui o lei, l'ha voluto.

I vari enti culturali non sono sostenuti con finalità artistica e sapienziale, non più,  e i direttori-maghi dovranno rigidamente attenersi alle direttive europeanti, che non sono neanche più quelle del Ministro, che conta il giusto. 
Tutto il resto non deve interessare e va cancellato: vedi la sorte dei siti archeologici italiani, di quello che -mannaggia! - hanno trovato nella città del tessile,  (Gonfienti, mon amour), prima esaltando, poi promettendo, e infine mandandolo in malora per fare un piazzalone per TIR e dare una allungatina all'aeroporto fiorentino; e così è accaduto e accade ovunque si trovi una briciola di passato, o anche si profili un futuro autonomo e non dall'alto diretto: si ricopre, si lascia morire: artisti, gruppi, idee, siti archeologici, eccetera, tutto, tutto quello che intralcia gli interessi e i guadagni.
La diversità è proibita proprio nel momento in cui si concedono diritti a omosessuali, negri, donne, extracomunitari...Che disdetta.
Naturalmente si dice o si fa dire da 'alti' impiegati, direttori, ispettori, e compagnia cantando che non ci sono soldi, non ci sono i criteri... E' vero: i criteri però li stabiliscono loro; i soldi ce li hanno e li danno a chi pare a loro.
Che cosa può importare se uno scultore, pur bravo e innovativo, non sarà mai conosciuto, se la sua opera non finirà mai agli Uffizi? Ne avranno senz'altro qualcun altro da mettere e spacciare!

Tra l'altro, e non so se ve ne siete resi conto, o toscani, popolo della lingua, della fazione, della tradizione (e infatti sono sessanta anni che abbiamo li stessi capi bastone, eredi dei precedenti, pur 'liftati'), siamo senza assessore alla cultura regionale; ancora il grande capo 'rosso' non l'ha nominato; il che, in fondo, potrebbe essere anche un bene, visto i disastri degli assessori passati, tra patacche mediatiche e aperitivi sul mare, 'avallanti' ogni possibile scelta 'ulturale in senso aziendalista e o di partito.


http://primaveradiprato.blogspot.it/2014/02/lettera-dario-franceschini-neo-ministro_24.html

lunedì 17 agosto 2015

"Lo spettacolo della città", riflessioni

Pubblico le riflessioni di Eloisa Pierucci su "Lo spettacolo della città".

"Lo “Spettacolo della città”, nuova produzione del Teatro la Baracca che ha debuttato nel marzo di quest'anno e che viene riproposto, con molte varianti, durante le ultime domeniche dei mesi estivi, è un percorso teatrale tanto complesso e ricco quanto godibile e fruibile, a vari livelli, dallo spettatore-viaggiatore. Qui non ci si siede nella penombra di una sala, non ci si limita ad assistere passivamente allo svolgersi di una performance, non si attende comodamente il momento di applaudire gli artisti. Si sale su un pullman, si prende posto, si scende, ci si dispone in piedi sotto un albero o lungo i contorni di una piazza, si risale, si scende di nuovo e così via, fino a tornare al punto di partenza un po' frastornati, con un ribollire di domande e di sensazioni, ma con la certezza di aver preso parte a qualcosa di unico.
Maila Ermini e Gianfelice D'Accolti non danno “tregua” al partecipante: sorprendono, spiazzano, divertono, emozionano, in un avvicendarsi di letture, dialoghi, monologhi che si susseguono – intervallati solo da brevi pause musicali – non solo durante le sei soste del viaggio, ma anche mentre il pullman è in marcia. I testi, scritti, rivisitati o selezionati da Ermini, affrontano temi centrali come la vita e la morte (non a caso, la prima e l'ultima tappa del percorso proposto il 28 giugno e il 26 luglio coincidono con un cimitero, dove il distacco, la perdita, l'esigenza di una qualche forma di comunicazione con i propri defunti vengono trattati con toccante leggerezza). L'antologia predisposta per l'occasione comprende inoltre alcune poesie, delicate e crude allo stesso tempo, di Szymborska e Garcìa Lorca, una spassosa rielaborazione della “Fontana malata” di Palazzeschi, una scena tratta da “Aspettando Godot” di Beckett (significativamente interpretata nell'angolo più recondito di Piazza delle Carceri: dominata dal Castello dell'Imperatore, turistica, chiassosa e meditativa insieme, luogo di contraddizioni che sembra uscito da un'opera di De Chirico), una testimonianza del Sacco di Prato, magistralmente evocata da D'Accolti sotto le mura della città squarciate dalla tempesta di vento dello scorso inverno. E ancora: la feroce critica al governo cinese e la lotta a favore dei diritti umani condotta dall'intellettuale Liu Xiaobo (detenuto dal 2008), lo sviluppo del tessile e le sue contraddizioni, l'urbanizzazione e industrializzazione a tutti i costi, anche a scapito della salute, il caso di Gonfienti e la lenta e quasi indifferente erosione del passato, Prato nel mondo come scampolo di stoffa secondo le sferzanti parole di Malaparte.
Un viaggio all'interno di Prato, dunque, che diventa però punto di partenza per una riflessione più ampia sull'uomo, sulle molteplici e ambivalenti relazioni instaurate con i propri simili e con l'ambiente che si trova ad abitare. La città, colta nei suoi aspetti peculiari e meno turistici, assume tuttavia una valenza quasi universale e allegorica: è la toscana, multietnica, inquinata Prato; è un angolo di mondo occidentale.
Il talento degli attori e l'accurata scelta delle tappe danno vita a un percorso che si esaurisce nel raggio di pochi chilometri ma che dà al partecipante la sensazione di arricchimento e di trasformazione tipica dei viaggi più lunghi e intensi.
Il prossimo (e, per ora, ultimo) appuntamento è per domenica 30 agosto: il percorso sarà diverso (riprenderà, con alcune variazioni, quello proposto in occasione del primo viaggio), ma ugualmente ricco."

LO SPETTACOLO DELLA CITTÀ

Progetto, format e testi: Maila Ermini
Collaborazione: Gianfelice D'Accolti

Consulenza: Prof. Arch. Giuseppe A. Centauro

Ciclabile a pezzi

Attenzione, sulla ciclabile di Prato, nel tratto da Casale verso Iolo, dove è stretta fra la casa e il fosso, la staccionata è in più punti pericolante. Se qualcuno si appoggia, rischia di cadere nel fosso o, più avanti, dalla parte opposta!
Prima di costruire le 'autostrade' ciclabili, è necessario mettere in sicurezza i viottoli ciclabili che ci sono, peraltro già disastrati dal grosso brecciolino pluripunte messo qualche mese fa e che li ha resi impraticabili.

http://primaveradiprato.blogspot.it/2014/10/prato-la-ciclabile-del-brecciolino-asini.html
http://primaveradiprato.blogspot.it/2014/10/brecciolino-sulla-ciclabile-fermateli.html





domenica 16 agosto 2015

Sazi di cocomero

Foto de "Il Tirreno"
Propongo l'eliminazione della triste festa del Cocomero a Prato, chiamata, con la nuova giunta invano per nobilitarla, "Festa di mezza estate".
E non certo perché è diventata 'cinese', dato che la maggioranza dei pratesi sono tutti fuori in vacanza, come qualche sciocco scrive, ma perché non ha più senso per i cittadini. Nemmeno per i cinesi.
Quando il Sindaco Giovannini l'istituì, negli anni '60, esisteva un'altra Italia, che ancora ricordava la guerra e la fame; non era stata ancora inglobata completamente nella faticosa arte del divertimento e delle vacanze eccetera.
"La festa di mezza estate" va bene organizzata da qualche circolo o associazione in qualche parco pubblico. Non da un comune. La foto del sindaco con cocomero e un bambino italiano e cinese, è espressione della peggiore retorica, e politicamente costituisce un vero e proprio boomerang.
Forse qualche miglior consigliere il sindaco Biffoni se lo potrebbe scegliere.


P.S. Si raffrontino le foto: nella "Festa del Cocomero" della giunta precedente, gli angioletti erano nel manifesto; nell'attuale, gli angioletti sono di carne e ossa e, come detto, il titolo della festa è cambiato ("Festa di mezza estate" - scimmiottatura di ben altra opera - , oltreché il luogo, il Castello). Sono diversi anche gli abiti indossati dai rispettivi sindaci, ma la sostanza è identica. 
Sulla visita alla terrazza di Palazzo Pretorio, con tanto di 'folletta', e che rallegra tanto sui social e rimbomba nei comunicati 'Successo" del Comune, bisogna dire,  onor del vero, che la fila all'ingresso s'è formata anche perché si poteva salire su solo a gruppetti di venti persone.


venerdì 14 agosto 2015

Per "Lo spettacolo della città" del 30 agosto

Alcune comunicazioni sul prossimo Spettacolo della città: chi ha partecipato al debutto dello spettacolo, nel marzo scorso, se vuole tornare, avrà lo sconto sul biglietto. Rifaremo lo stesso tragitto, con forse alcune novità.

Sempre il 30 agosto darò una anteprima della prossima stagione al Teatro La Baracca. Dove il teatro è arte.

giovedì 13 agosto 2015

Mancina

In fondo, non tanto tempo fa.
Mi riempivano la mano sinistra di schiaffi, a scuola. Le suore, a Santa Caterina di Prato, me la punzecchiavano con lo spillone quando ricamavo.
Con quanta fatica ho dovuto imparare a scrivere con la destra che, nonostante le forzature, è la mia mano debole.
Risultato: scrivo con destra e sinistra; ma non posso tenere l'ago con la destra, né fare disegni; non posso mangiare con la destra.
Ancora e sempre mancina.
Ma ancora, grazie a tutta questa assurda violenza, se sono minimamente distratta, confondo destra e sinistra.
E oggi, il mondo si mostra a volte cambiato, si festeggia il giorno dei mancini.

mercoledì 12 agosto 2015

Ermeneutica e coincidenze massoniche

Ieri sono apparse due notizie:
Cacciari, il maitre à penser, passeggia a Prato con una bella ragazza, e tutti a sorprendersi della visita in questa data (1);
si scrive che il nostro sindaco Matteo Biffoni  andrà ad inaugurare l'anno massonico a Roma, ma poi lui smentisce, dice che non c'andrà, è stato solo un 'malinteso'. (2).

A giugno passato, due notizie simili, ovvero la presenza del 'filosofo' e notizie legate alla massoneria:
Cacciari è a Prato, ospite dell'università, il 10 giugno (3);
Biffoni incontra i massoni pratesi, il 9 giugno, di cui ho già scritto (4).

Come insegnava il compianto professore di ermeneutica dell'Ateneo Fiorentino, Marco Massoli, per interpretare testi e realtà è necessario anche considerare ciò che il linguaggio non dice.

....
(1) http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/08/11/news/il-filosofo-cacciari-a-passeggio-in-santa-trinita-1.11919489
(2) http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/08/11/news/il-sindaco-inaugura-l-anno-massonico-1.11920480
(3) http://www.notiziediprato.it/news/cacciari-a-prato-non-e-una-citta-multiculturale-ma-un-condominio-ingovernabile
(4) http://primaveradiprato.blogspot.it/2015/06/il-sindaco-casa-dei-massoni.html.

Il cocomero di Federico II

Così quest'anno il cocomero del Ferragosto i pratesi se lo mangeranno in piazza delle Carceri, quella da poco pedonalizzata e pavimentata a nuovo:

"Grandi novità quest'anno per la festa di mezza estate. Per la prima volta, dopo tanti anni, abbiamo deciso di rinnovare il tradizionale appuntamento per chi resta in città il giorno di ferragosto - ha dichiarato il sindaco Matteo Biffoni -. La festa infatti si sposterà da piazza del Comune in piazza delle Carceri, una piazza bellissima, grande, in grado di accogliere tantissime persone. Un rinnovamento volto a cercare di creare un nuovo interesse per la festa, per renderla più attraente e diversa dal passato. Cambiando la formula speriamo così di riuscire ad attrarre e coinvolgere sempre più cittadini e turisti". (1)

E bravi, che bella idea,  con le bucce del cocomero che scivoleranno fra la Castello di Federico II e la chiesa del Sangallo, magari infilzate nell'inferriata del monumento ai martiri della Grande Guerra!

Eh, ma tutto sarà ripulito subito dopo, forse utilizzando le varie falle all'acquedotto che stanno allagando la città, dentro e fuori le mura, acqua che, mi dicono, scarseggia ai piani alti delle case.

E' così che il sindaco spera di far affluire i santi turisti nella 'città del tessile'?

Santi numi pratesi, in tutto l'orbe italiota si celebrano cocomerate il 15 agosto, che genere di turisti dovrebbero arrivare?

Ma si elimini, questa festa, questo sbrodolame estivo, o lo si porti in luoghi più consoni!

E' una   c o c o m e r a t a,  e si organizza nel salottino buono ribattezzandola "Festa di mezza estate". Che pessima gestione del bene comune!

Invano si cerca di risollevare le sorti di una città a secco in tutti i sensi facendola rimirare dall'alto del Pretorio, dove i cittadini pratesi potranno salire con bocca e mani impiastricciate di succo di cocomero 'azie all'apertura del Belvedere.



lunedì 10 agosto 2015

Degrado fluviale a Prato



A proposito di periferie: a Casale di Prato, i cittadini sono sempre più arrabbiati. Il Fosso di Iolo è in condizioni disperate. Basta andare in bici al tramonto per essere travolti da frotte di ratti e da lezzo di fogna. Tutto questo mentre si sognano parchi fluviali, parchi e 'autostrade' ciclabili.

sabato 8 agosto 2015

Portiamo la cultura nelle periferie (?)

Con il morire del decentramento, con la logica dei grandi numeri, ecco che la periferia langue culturalmente e in modo drammatico nella città. Oppure, quando va bene, in periferia le manifestazioni sono gestite strumentalmente dalle associazioni di parte partito, con le conseguenze estetiche del caso.

Le grandi manifestazioni per la massa però si tengono nel centro, nelle grandi piazze. Addirittura nei monumentoni, come il Colosseo.

E così si dà vita e soldi solo ai grandi teatri, le grandi orchestre, i megaconcertoni rock pop blues, i 'nomoni' catodici...tutto inserito nello scenario del centro, del salotto, della vetrina...

E che triste spettacolo vedere sindaci e assessori ormai diventati i promotori delle città che dirigono politicamente, fare marketing e invitare i cittadini nel 'salotto buono' come farebbero osti da osteria.

Se sentite un candidato pronunciare la frase 'portiamo la cultura nelle periferie', ecco, io propongo di andare subito a denunciarlo.

giovedì 6 agosto 2015

Tombola

Stasera mi fermo a una festa paesana: sagra del cacciucco, ballo liscio, bomboloni fritti.
Un ambiente come ormai non se ne trovano quasi più.
Passo davanti alle panche della tombola, e, sorpresa per chi sta con me, prendo l'ultima cartella prima dell'inizio.
E' un gioco, uno scherzo, un puro divertimento. Da quant'è che non gioco? 
Non so cosa si vinca, e nemmeno domando. Non gioco per vincere, ma per stare in mezzo alla gente.
Mi siedo appena, e già dal banco snocciolano i numeri, veloci.
"Ma per fare terno i numeri devono essere sulla stessa riga?", chiedo a due donne sedute davanti.
Una famiglia non lontano ha comprato diverse cartelle e fa terno e cinquina. Vuole vincere. Così altri.
La mia cartella però si riempie a vista d'occhio, 11 22 62, e...ho fatto tombola!
Tutti rimangono di sasso.
Dal banco un signore dice all'altro: - E' quella che ha preso l'ultima cartella. -
In un attimo mi sono ritrovata con un prosciutto fra le mani. L'ultima cosa a cui pensavo in quel momento.
Che c...? No, che divertente lezioncina. 




sabato 1 agosto 2015

La politica dell’annuncio della giunta 'biffona'

A Prato si sta sperimentando la politica dell’annuncio, tipicamente renziana, che ha promesso un paese di tasse Bengodi: qui la giunta ‘biffona’ promette autostrade ciclabili, parco fluviale e, or ora, un  mega parco urbano (nell’area del vecchio ospedale, con licenza di ...costruire, eh!).

Così, con l'immagine del 'verde Prato' futuro, si tiene il brodo in cottura e i cittadini vengono illusi.

E’ un modo anche per preparare il prossimo pranzetto elettorale, per cui chi comanda pensa di fare il bis.

Per esempio si tace che, se sarà mai, i calcinacci del vecchio ospedale saranno messi fra gli inerti accanto alle case.
Che Baciacavallo e Calice ci sono, ed inquinano eccome!

Che nella vita quotidiana nulla cambia e spostarsi in bici a Prato lo si fa a proprio rischio e pericolo, e il lungo fiume Bisenzio si presenta a tratti un vero squallore mal tenuto eccetera eccetera.

L'artista fantasma

Artista fantasma. Ci sono, ma non mi vede nessuno. Ho detto due cose un po' bruttine su quegli che c'hanno in mano l'ince...