venerdì 16 ottobre 2015

Falun Gong e "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men"

Sabato 17 ottobre, ore 21 al Teatro La Baracca, quarta replica dello spettacolo "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men".
Trascrivo un commento di un praticante del Falun Gong sullo spettacolo:


 "Lo scorso venerdì sera (n.d.r, era sabato), al termine dello spettacolo, mi è stato difficile buttare giù, su due piedi, un pensiero più articolato su quanto avevamo appena visto. Ora, con un po più di calma, posso dirvi, anche a nome di Graziella,  che lo spettacolo che avete messo su, con tanto coraggio, è davvero notevole. 
All'uscita la prima cosa a cui ho pensato è che siete due istrioni, ma non nell'accezione del termine che un vocabolario definisce tale, bensì nella vostra capacità di calarvi nei panni dei personaggi così intensamente da sembrare una vera e propria metamorfosi, 
che è ben lungi dalla semplice rappresentazione o narrazione.
Ancor più difficile se si pensa che era un uno e trino, insomma una bella prova di bravura.
Complimenti!
Per noi, che siamo praticanti del Falun Gong, è stato ancora più facile, e contemporaneamente più doloroso seguirvi, poiché leggiamo costantemente notizie riguardanti la persecuzione che i praticanti, nonostante il blocco internet imposto dal regime, riescono a far pervenire all'estero.
Con questa vostra denuncia avete provato anche voi, per la prima volta, credo,  cosa vuol dire denunciare pubblicamente i misfatti del regime cinese e cosa pensano e come reagiscono i cinesi residenti di fronte a queste notizie".  Michele e Graziella.

Regione Toscana: manca l'assessore alla cultura

Forse, presi da problemi e aspetti della vita ben più importanti, non vi siete resi conto, o Toscani, che vi manca l'assessore alla cultura.

O come mai, ancora dopo diversi mesi, ancora non è stato nominato un assessore alla cultura alla regione più culturessa d'Italia?

Qualcuno obbietterà: non se ne sente proprio la mancanza.

E' vero, tuttavia i soldi qualcuno li gestisce e li distribuisce, e la scelta va fatta.

La scelta, se scelta ci sarà, chissà che non si tenga tutto nel suo ufficio Ser Rossi da Bientina onde evitare altre pubblicità tarocche come fu nel 2013,  sarà fatta in quale direzione? Saranno ancora gli 'aperitivi sul mare', e di nuovo e sempre più la confusione fra cultura e turismo, fra teatri e vetrine come testimoniano anche le ultime nomine ai pam della cultura, insomma sarà sempre di più la cultura metamorfizzata in San Turismo Salvatore e sua sorella Promozione Economica, e ancora vedremo tuffo di assessore in acque tirreniche per promuovere la stagione balneare come fece qualche passata assessora sirena?
La domanda urge risposta.

Intanto ecco la carrellata della pubblicità tarocca finanziata con i nostri soldi, che  fu velocemente ritirata a causa delle polemiche, e il tanto sbandierato filmetto pubblicitario. Falso come il turismo.











giovedì 15 ottobre 2015

Teatro La Baracca: qui, emozioni

Così mi fermano per strada e mi chiedono: 
-Ma il teatro La Baracca, chiude? -

Rimango sorpresa, casco dalle nuvole. Rido.

-No.  La Baracca non chiude, né smette di essere un teatro o comunque un luogo culturale. -

Ora forse perché a Prato hanno chiuso librerie e tante attività culturali, e forse perché altre sono in procinto di, ecco che qualche maligno vorrebbe che anche questo teatro indipendente chiudesse.

E mette in giro voci non vere. Del tutto inventate.

No, non si chiude. D'altronde non ho nemmeno 'aperto'. Feci una piccola festa, tanti anni fa, invitando alcune persone quando finimmo di ristrutturare, diciamo così, mio padre e io, quello che era un rudere.

Poi, negli anni, è stato un susseguirsi di attività, laboratori, spettacoli, incontri. 
Certo, non è il luogo dei 'numeri' o dei successi così come li intendono altrove. E non vuole nemmeno esserlo. Non è un teatro-supermercato.

Magari, invece di cascare tutti scandalizzati e inorriditi per il fatto che le attività culturali chiudono, si dovrebbe, e l'ho già detto, essere meno ipocriti o maligni e sostenere chi ha la forza di intraprendere percorsi indipendenti. Ma non si fa.

Invece chi mi chiede se il teatro chiude o meno, non so nemmeno se ci sia mai entrato. 
Non ha mai voluto provare un'emozione come questa, entrare in un luogo bellissimo; sì, un luogo di pensieri ed emozioni.

Credo che la classe politica fosse onesta e avesse a cuore la vita dei propri cittadini, dovrebbe sostenere con la propria presenza, costante, quello che si fa in luoghi come questi, che aiutano a vivere meglio. Invece non solo mostrano indifferenza assoluta,  ma anche disprezzo.

Ho deciso, metterò la scritta: "Teatro La Baracca: qui, emozioni".



mercoledì 14 ottobre 2015

Sindaco, bla bla bla bla?

Sindaco, ma dove sei.

Abbiamo un mucchio
di problemini
non son piccini
eh, non si fa...

Al Gabinetto
ci hanno detto
che non è facile
trovarti a letto.

E che si fa?

Bla bla bla bla?

Qui, se piove forte
s'allaga a morte.

Non puoi tornar?

Bla bla bla bla?

Fruga nella tua tasca,
ci trovi il voto
è fatto a nodo
e non ti basta?

Tu non ci sei
tu sei altrove
a qualche tavolo
di altra corte,
non si sa dove.

Bla bla bla bla?

La tua consorte
non dice niente,
ti lascia star?

Gli altri signori?
Son scompariti
dopo le feste
dopo gli inviti!

Da qualche parte
porta anche il coro
il fazzolettino
col voto-nodo...

Ma non si trovan
nemmeno loro!

Bla bla bla bla?

Ritorna al tempio
Dà tu l'esempio!

Noi stiamo qua!
Nulla è cambiato
dal di' elettivo,
se non ritorni
mi fo cattivo!

Ridammi il voto
porcamiseria...
Ah non si fa?

Ah, non è seria
questa città!

Al Gabinetto
ci hanno detto
se vi va bene
c'è un altro sindaco.

Dichecittà?

Dicheccittà,
ma che sarà?

O mamma santa,
si son scambiati
i nostri voti
la roba tanta,
eh, non si fa!

Al Gabinetto
ci hanno detto
Chesipoffa'.

Chessipoffa'
che corte è?

Voracittà?

CONVEGNO "I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL'ELBA"

Ricevo il comunicato relativo a questo convegno sull'Elba, di cui avevo già anticipato la notizia qualche tempo fa. Finalmente una visuale diversa di un'isola da noi soltanto considerata ormai solo turisticamente.



I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL’ELBA: UN CONVEGNO A 360° FRA CONOSCENZA E PROSPETTIVE DI VALORIZZAZIONE

MARCIANA MARINA - Venerdì 16 ottobre alle ore 9, al palazzetto dei congressi di  Marciana Marina, si aprirà il convegno nazionale sui beni culturali e paesaggistici  elbani “Anatomia di un patrimonio da proteggere, conservare, valorizzare. A indagare  a 360°, secondo una molteplicità di punti di vista, sul nostro heritage, vale a dire sul retaggio culturale da custodire e da tramandare, con un notevole sforzo organizzativo dell’Associazione Ilva-Isola d’Elba” e del Comune di Marciana Marina sono stati  chiamati 21 relatori specialisti o studiosi di discipline diverse ma complementari.
Alle relazioni vanno aggiunte alcune comunicazioni di fine sessione. Gli inviti spediti assommano a 750. Ad approfondire le conoscenze – condicio sine qua non per la tutela e la valorizzazione - su questo o su quell’argomento sarà un gruppo di professori  universitari, tutti molto noti nel loro ambito di ricerca.
Comincerà Francesco  Mallegni (già università di Pisa), antropologo, che passerà in rassegna le tracce  lasciate All’Elba dai nostri più antichi progenitori, a partire dall’Homo heidelbergensis di quasi 200 mila anni fa per arrivare ai cosiddetti gruppi di Rinaldone, dell’età dei metalli, che occuparono saldamente l'isola da cui ricavano non solo il sostentamento nutrizionale, ma anche la possibilità di commercio e di scambio attraverso lo sfruttamento dei minerali di rame.
Seguiranno (tutti dell’università di Firenze) Carlo Alberto Garzonio, Paolo Casini, Massimo Coli, Giuseppe Centauro: i primi due geologi, il terzo studioso d’arte e il quarto paesaggista ed esperto di restauro architettonico. Garzonio esaminerà i geositi del versante settentrionale del Capanne e il rapporto che si è instaurato nel tempo fra strutture geologiche e gruppi umani. Coli si occuperà della lavorazione antica del granito sotto una prospettiva del tutto originale, mentre Casini si soffermerà sui beni materiali ed immateriali, dalle testimonianze devozionali alla musica tradizionale. Centauro proporrà la sua analisi sui percorsi di riscoperta culturale e paesaggistica, dai miti alla realtà. Sul paesaggio, e sui problemi relativi, baserà la sua relazione anche Riccardo Lorenzi (Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa e Livorno).
Fra i protagonisti del convegno ci saranno anche gli Etruschi, che devono essere conosciuti meglio: ne parleranno gli archeologi Carmine Pellegrino (università di Salerno) e Michelangelo Zecchini, che farà il punto sugli studi in corso sull’ipogeo di Marciana. Concluderanno Antonio Carmilla, sulle esperienze di costruire in terra cruda e l’architetto Guido Iannone sulla sperimentazione di tecniche di restauro nella Torre di Marciana Marina.  
A dare man forte ci sarà una nutrita pattuglia di studiosi elbani, con le rispettive Associazioni, i quali da anni pongono a servizio della comunità il loro tempo e la loro passione: tanto per fare qualche esempio, parteciperanno Alessandro Pastorelli,  architetto, sulla villa della Linguella a Portoferraio; Marcello Camici, medico edumanista (Associazione Amici di Montecristo), sulle pievi romaniche; Carlo Gasparri (Fondazione Isola d’Elba) sui reperti sottomarini; Fabrizio Prianti (Associazione Ilva-Isola d’Elba) sullo stato di conservazione dell’insediamento etrusco di Monte  Castello; Giorgio Giusti (Circolo La Torre di Marina di Campo) sulle tracce di storia elbana nell’archivio segreto vaticano; Gian Mario Gentini (Circolo Le Macinelle di S. Piero); Stefano Bramanti (Circolo culturale ‘Sandro Pertini’).
Di particolare rilievo, sabato 17, sarà la tavola rotonda sull’ Elba etrusca, motore di civiltà nel Mediterraneo, argomento importante di ricerca fin da quando, nel 1962, il grande archeologo G. Pugliese Carratelli mise in relazione il commercio di minerali dell’Elba (Aithale in greco antico), con la parola ‘aitaro’ presente in una tavoletta micenea.
Il convegno del 16-17 ottobre sarà solo il primo della serie. Entro breve tempo ce ne sarà un secondo, al quale si sta già lavorando, che vedrà come sede un Comune dell’Elba orientale e avrà come argomenti principali le miniere, il ferro, i commerci in epoca protostorica, etrusca e romana nonché l’approfondimento delle conoscenze sia sui più importanti siti archeologici quali la darsena di Porto Azzurro e il Profico di Capoliveri, sia sui tesori architettonici e artistici della zona.

martedì 13 ottobre 2015

Lettera ai Romani

Romani,
anche 'sta volta,
il re non vi farà votare
facilmente.

Prenderà tempo,
aspetterà
che la rabbia
sfolli e sfumi,
e si frantumi;

si attaccherà
a mo' di salvagente
al calendario;
galleggerà,
teveramente,
con quella gente
ch'è sempre stata
in mezzo a voi
come mignatta.

Come in un gioco
poi dirà,
pinocchio acuto:
-Facciamo pari e patta -

E piazzerà un tipo
travestito, un muso,
da commissario,
il suo emissario.

E metterà voi fuori
dal contesto;
piuttosto, voi,
gli farete da pretesto.

La vostra rabbia,
le parolone,
e le invettive,
tutto lo nutre
al prepotente,
se non diventa niente.

lunedì 12 ottobre 2015

La V.A.S. va fatta anche per Interporto: sarà stata la Marcia Giusta?

Il Comune di Prato, con un documento 'fuori dal mondo', aveva deciso di escludere l'Interporto dalla Valutazione Ambientale Strategica con determinazione del 23 settembre scorso.

Si sono scritti e approvati il documento in un modo talmente incredibile che non si riesce a leggerlo se non con grande sdegno, come quando si giustifica l'ampiamento di Interporto al fine adeguarlo alle esigenze attuali del trasporto merci, quando ormai è noto a tutti che l' Interporto della Toscana Centrale non sarà mai usato come tale, e che invece è e sarà una serie di megacapannoni da affittare o vendere:

"...mediante la realizzazione del Piano attuativo oggetto della variante viene a completarsi l'infrastruttura interportuale sulla base delle esigenze attuali del trasporto delle merci, che nel tempo sono mutate, e dei recenti sviluppi doganali con il riconoscimento, in itinere, dell’Interporto come banchina lunga dei porti di Livorno e La Spezia. È in ragione della non conformità rilevata con le previsioni del Piano Operativo ad oggi vigente che si rende necessaria la variante al Regolamento Urbanistico vigente 

La bella notizia che mi è giunta è questa: sembra che la Soprintendenza abbia ricusato il documento, che voglia la V.A.S anche per Interporto assolutamente!

Questo ferma per un po' le mire espansio-cementistiche; insomma, come è successo per l'aeroporto fiorentino.

Ci vogliamo anche illudere che qualche funzionario della Soprintendenza sia stato un po' sensibilizzato dalla nostra Marcia Giusta del 3 ottobre scorso, che comunque ha avuto molta eco sui giornali.

L'espansione dell'Interporto su Prato e Campi eccome se va a toccare l'ambiente! Non basta realizzare laghetti e pistolini ciclabili!







domenica 11 ottobre 2015

Terza replica di "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men"


Bene anche questa terza replica.
C'era anche una intera famiglia, con due ragazzi. Viva le famiglie che portano i ragazzi a teatro.
Nessun politico. Lo spettacolo fa evidentemente paura, come ai cinesi che passando davanti alla bacheca del teatro, prima leggono la locandina, e poi se ne allontanano per paura che qualcuno li possa vedere interessati.

Il commento di Massimo Freschi, uomo molto intelligente, ripaga della fatica e di tante assenze 'importanti'.  Il suo commento racchiude il senso più profondo del nostro lavoro e di quello della cultura.


Commenti:

"Ultime notizie: avvistati due 'istrioni' al Teatro La Baracca. Si consiglia vivamente la visione." Michele.

"Grazie del bellissimo spettacolo. Molto intenso profondo filosofico. Fa riflettere e farà riflettere". Sylva e Gianluca.

"Ieri sera, serata diversa; abbiamo portato i nostri figli a teatro; l'intento era quello di strapparti per una sera dalle varie PS, cellulari e sempiterna televisione per cercare di capire qualcosa in relazione al RAGAZZO DI TIEN AN MEN; non so se lo ricordate, era quel ragazzo che più di 25 anni fa fu immortalato in una foto mentre stoppava l'avanzata dei carri armati che andavano a sedare la rivolta pacifica degli studenti; intento direi ben riuscito, probabilmente perché l'artista che ha portato in scena questo spettacolo è riuscita a trasmettere qualcosa anche a loro, tanto è vero che tornando a casa in auto si è aperto un dibattito fra noi; tante volte IMPORRE qualcosa serve! grazie a Maila Ermini e al suo degno compagno di teatro, ai collaboratori e al grande TEATRO LA BARACCA!...i ragazzi hanno fatto di tutto per non venire, ma durante lo spettacolo li ho visti molto interessati, non lo faccio sempre di essere rompi...oglioni con loro. " M. Freschi

Italia: la corruzione ci soffoca la vita

Sono molto contenta che qualcuno abbia avuto il coraggio di denunciare all'autorità la corruzione dilagante che esiste per i concorsi u...