venerdì 20 novembre 2015

Sindaco, non ridere

Egregio Sindaco Biffoni,
si racconta che ieri, durante il consiglio straordinario chiesto dalle opposizioni sull'ampliamento dell'aeroporto di Firenze Peretola, Lei ridacchiasse al telefono; e mentre un Suo collega di Partito e di carica parlava, il Sindaco di Poggio a Caiano.
Raccontano che un cittadino ha urlato: - Non essere ridicolo, fai il serio! - .

Tutto questo è ben poco egregio, soprattutto in momenti così difficili della nostra Storia, e quando si discute di argomenti che la popolazione ha molto a cuore.

La Sua risata è sintomo di difficoltà; e infatti Lei si dichiara sì contro l'ampliamento dell'aeroporto, ma l'ordine di scuderia del Suo Partito va verso 'altre storie'; e Le permettono di salvare la faccia ma solo per tenere a bada l'elettorato di cosiddetta Sinistra.

Sindaco, non rida; la situazione è molto seria, e Lei, e chi le fa eco con le risatine in consiglio e con gli iphone accesi per illuminare il vuoto che c'è in sala, non si mostra all'altezza del compito.

M.E.

giovedì 19 novembre 2015

Sai quante fanfare!

Come ho già detto, sabato presento il dramma Karl Laqua, Vita immaginaria e reale del boia di Figline.
La coincidenza con i fatti terribili di questi giorni, le guerre, la distruzione, l'affanno delle nostre e loro esistenze, è puramente casuale, tant'è che fino a qualche giorno fa pensavo di non farlo, perché molto affaticata, eccetera eccetera.

Perché per rappresentarlo, tanto per capirci, bisogna studiare duro, oltre al lavoro che si deve fare per tirare avanti...la baracca eccetera eccetera.

I giornalisti non ne hanno dato notizia, a parte il trafiletto, né nessuno dal Comune si è minimamente informato di quanto si sta facendo; insomma, si sta tratta di un evento simbolo di Prato e della Resistenza in generale. 

Sì, ho rappresentato il dramma nel 2009 a Figline, ma era un altra giunta, e più di sei anni fa.

Questi giovanotti investiti di cariche e caricotti hanno altro per il capo, evidentemente, e questo dimostra, ancora una volta, che:

1.  non gliene frega proprio nulla della cultura, e non solo in periferia. Infatti il consigliere presidente della cultura, che abita a cinquanta passi dal teatro periferico, non è mai venuto a vedere uno spettacolo, né verrà a vedere questo;
2.  che la cultura è solo strumentale alla propaganda e al consenso.

Infatti, se l'avessero presentato loro, sai quante fanfare.

Se volete venire, prenotate; c'è gente.

mercoledì 18 novembre 2015

Malicidio

Buongiorno,
dopo 48 ore di silenzio, vi trasmetto un pensiero, una piccola riflessione.

“Giovani che scannano giovani nella coscienza di uccidere nel segno del Profeta, sospinti dall’odio cieco del “malicidio”, in preda ad un delirio di onnipotenza come estirpazione del male. Atto disumano, folle e terrorizzante, prima ancora che per il corpo, per lo spirito di ognuno perché dietro tutto ciò esiste solo il baratro, la morte del dialogo, del confronto col prossimo.  Il malicidio trasposto agli infedeli cristiani o non credenti dell’oggi richiama, volenti o nolenti, il malicidio condotto blasfemamente nel segno di una croce vilipesa, così come il grande Piero della Francesca, ammonendo silenziosamente, raffigurò in pittura nelle Storie della Croce ad Arezzo. 800 anni sono passati dalle Crociate senza però che l’Umanità abbia di molto progredito nel rispetto reciproco, gli uni degli altri,  di etnie, religioni, razze, di condizioni sociali e di culture diverse. L’Umanesimo, alla fine del Medioevo, arginò questa barbarie aprendo l’Occidente al Rinascimento, ma evidentemente – come ben sappiamo - questo non è bastato e gli orrori si sono perpetrati con puntuale continuità nei secoli a venire, generazione dopo generazione. Alla resa dei conti attuale è da un nuovo Umanesimo che dovremo necessariamente ripartire per riscattare ogni forma di malicidio, passato, presente e futuro che, come un tarlo, alberga ancora, senza limiti e confini nella società contemporanea”. (Giuseppe Centauro).

PIERO DELLA FRANCESCA, uccisione del figlio del Re persiano Cosroe, particolare (Leggenda della Vera Croce, Arezzo, Basilica di San Francesco)

Natale: ecco a voi la città-panettone

Sento già mancarmi il respiro, per come le città saranno confezionate a Natale!

L'aspetto che più mi angoscia è la musica di sottofondo e l'assedio delle luminarie penzolanti; l'impossibilità di camminare, di guardare la città, conoscerla. Mercatini ovunque, e tutti tutti uguali! Cammino per la mia città e sono schiacciata dal commercio!

Magari, per esempio, per passare meglio il Natale e aiutare i commercianti, sarebbe bastato sistemare meglio qualche piazza, illuminarla, ripulirla, fare un po' di trekking urbano, incluso per bambini (1), e non usarla come piazzone per il mercato o le piste di pattinaggio, o come grande parcheggione!

Come accade a Piazza del Duomo di Prato.
Come accade a Piazza Mercatale a Prato. 

Le città, ormai smantellate pezzo a pezzo dal punto di vista comunitario e sociale, sono date in pasto agli eventi commerciali, e non offrono più prospettive a lungo termine.

I bambini stessi vengono presi e messi nell'ingranaggio con la neve finta e le finte letterine a Babbo Natale. Un obbrobrio.

Alcuni assessorati, come quelli 'economici', andrebbero eliminati, perché non fanno altro che trasformare le città in grandi e brutti bazar.

Per sostenere l'economia cittadina possiamo fare a meno delle idee degli economisti.


(1)   Il Trekking Urbano è un’attività che coniuga sport, arte, gusto e voglia di scoprire gli angoli più nascosti e curiosi delle città, attraverso itinerari caratterizzati da forti dislivelli del suolo e da scalinate. Si tratta di una forma di turismo “vagabonding”, libera e ricca di sorprese, adatta a tutte le età, senza un particolare allenamento preventivo. Oltre ad essere un’attività che fa bene al fisico e alla mente, il trekking urbano fa bene alle città perché permette di decongestionare le zone attraversate dai flussi turistici tradizionali, allargare il raggio delle visite alle aree più periferiche dei centri urbani e prolungare i soggiorni.

martedì 17 novembre 2015

Karl Laqua, un dramma attuale

Sabato 21 novembre ore 21 al Teatro La Baracca replico KARL LAQUA, Vita immaginaria e reale di Karl Laqua il boia di Figline.

Tragicamente attuale.  

Pensavo di non farcela, e invece ce la farò. 

E sono contenta di fare questa grande fatica per riproporlo in questo difficile momento.

Vi aspetto.

lunedì 16 novembre 2015

La guerra c'è lo stesso

Lo sapevi, vero?
tu non conti niente.

Anche se non la vuoi,
inutile,
la guerra c'è lo stesso.

Tu puoi essere
se vuoi
il martire,
l'eroe.

O il nemico.
Sì, puoi essere il nemico.

Vuoi essere il nemico?

Basta una bandiera,
ed ecco fatto.

Cosa scegli?
Scegli, sbrigati,
non c'è più tempo.

Da che parte stai?

La guerra è pronta,
tieni, prendi il fucile
e spara.

Speri di non morire.
Anch'io.
Ti dovrò ammazzare.

Questo possiamo fare.
Sperare. Ammazzare.

Tu non conti niente.
Neanch'io.

C'è un'altra scelta, però.
Se vuoi, se sei abile,
puoi schiacciare
con il carro armato,
con l'aereo da caccia
sganciare bombe.

Vuoi?

Oppure puoi
farti saltare in aria.
Diventare un eroe
o un assassino.

Dipende.

Se sopravvivi
e stai fra chi vince,
ti servirà
se servirai.

Scegli, suvvia,
il tempo stringe;
carichi d'armi
fremono ai porti.

E tu non conti niente.

La guerra ci sarà lo stesso
e morirai di fame
e di ferite.
Perché non muori già?

Ci aspettano,
dobbiamo andare.

Tu da che parte andrai?


Finché c'è guerra c'è speranza



domenica 15 novembre 2015

GATTA AL LARDO, che bella replica!

Che bella replica, proprio straordinaria, con pubblico e tanto divertimento. Anche così si reagisce alla barbarie.
Pochi i commenti, ma perché il pubblico ha riso parecchio.  Che doveva dire di più?
Stasera al testo ho aggiunto alcune piccole varianti e forse ne aggiungerò altre alla replica che farò a Carmignano domenica 29 novembre, nell'ambito della Fiera.

Commenti:

Simona. Divertente!
Mario    Me ne ricordassi uno!
Franco. Che simpatia!
Eliana: Una Maila nuova e positiva. Mi è piaciuto aver scoperto il suo lato 'infantile'.
Daniele. Brava. Per te vale il proverbio: "Chi fa da sé fa per tre, ma anche per quattro".

Noticina conclusiva su Lo spettacolo della città in Valbisenzio

Spettacolo della Città in Valbisenzio. Vi ricordate? quello che facciamo col pullman che in diversi hanno tentato di sco...